14 gennaio 2022
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L'acqua. Come accumularla, conservarla e utilizzarla in modo sostenibile e razionale

Convegno CIA-Agricoltori Italiani Trentino con il patrocinio di  Cassa di Trento

Che sul tema dell’acqua il Trentino non partisse da zero era cosa nota, quel che non era previsto era la veloce accelerazione dei caratteri “negativi” che possiamo sintetizzare nelle parole: cambiamento climatico.

Parte da qui l’invito contenuto nell’intervento introduttivo del Presidente di CIA-Trentino, Paolo Calovi, che auspica l’utilizzo di invasi per accumulare l’acqua e si conclude con un forte appello ad un uso responsabile di quello che è chiamato “oro blu”. Il convegno di oggi vuole anche parlare e far parlare di quanto l’agricoltura sta facendo sulla via dell’uso responsabile delle risorse e della sostenibilità. Se da un lato la quantità di acqua è in calo, dall’altra si deve rispondere alle tante esigenze, non solo del settore agricolo (che rappresenta il 60-70% circa del consumo), ma anche di  quello civile ed industriale.

Nel suo saluto Giacomo Broch, Presidente di Federazione Provinciale Allevatori, sede che ha ospitato il convegno, ha ricordato il legame indispensabile tra acqua e agricoltura. Il vicesindaco di Trento e assessore Stanchina ha sottolineato come l’acqua sia un bene di tutti evidenziando l’importanza di questa risorsa e le azioni messe in campo dall’istituzione comunale.

“L’amministrazione ha la responsabilità di creare le condizioni affinché il sistema risponda alle sfide presenti superando con una nuova funzionalità l'approccio tradizionale”, ha affermato Romano Masè, Responsabile Dipartimento Agricoltura della Provincia Autonoma di Trento, riportando le cifre del cambiamento climatico in atto e della questione acqua in generale.

Non a caso l’assessore Zanotelli ribadisce che “se i risultati vogliono essere raggiunti è necessario che tutti i soggetti del mondo agricolo lavorino con spirito coeso e collaborativo”.

Collaborazione definita anche da Roberto Andreatta, dirigente dipartimento Territorio, ambiente, energia e cooperazione della PAT, come necessaria per raggiungere l'obiettivo comune.

Da Bruxelles, l’on. Dorfmann ha affermato che la prima linea del fronte è quella dell’irrigazione ricordando gli obiettivi del Farm to Fork che condiziona, e non poco, le politiche comunitarie. Serviranno nuovi metodi di distribuzione che razionalizzano i consumi, consapevoli dei costi in aumento e della premialità verso chi consuma di meno.

Lorenzo Cattani, Direttore Comifo Trentino ha fatto presente l’importante ruolo dei Consorzi irrigui e di miglioramento fondiario e della loro diffusione territoriale: anche questo strumento necessita di una evoluzione per adeguarsi alle esigenze mutate nel tempo, clima compreso.

“In un territorio come il mio, l’acqua significa anche turismo” continua Michele Cereghini, sindaco di Pinzolo e membro del CdA Consorzio dei Comuni Trentini, citando positivi esempi di collaborazione pubblico-privato che garantiscono una più alta efficienza del consumo di acqua. Vi è la necessità soprattutto di dare risposta a nuovi bisogni dopo una attenta e competente valutazione che riesca a superare i punti di ostilità.

“Questo bene non è infinito, e prendersi cura della sua salute è necessario per il bene di tutti”: il professor Agostino Cavazza, in rappresentanza della Fondazione E.Mach, ha evidenziato i percorsi che la Fondazione ha in atto, per sostenere un uso più razionale dell’acqua, grazie alla ricerca e alla sperimentazione di nuove tecnologie.

Anche Fausto Manzana, presidente di Confindustria Trento ci ha ricordato che: “l’acqua (pulita) ha salvato più vite degli antibiotici. Una corretta gestione di questo bene è di fondamentale rilevanza per la salute collettiva”.

Dall’incontro è emersa più volte l’importanza dei sistemi di accumulo, che hanno una funzione non solo per l’agricoltura ma anche per tutti i soggetti che vivono nel territorio.

Siamo di fronte ad una svolta sul tema che richiede interventi coordinati e di lungo periodo perché il problema agricolo non può permettersi di inseguire i danni provocati da errate previsioni. Il mondo digitale può fornire straordinari strumenti per garantire un consumo intelligente e responsabile dell’acqua ma va governato in maniera coordinata e responsabile per non creare possibili divisioni tra i soggetti interessati.

L’auspicio finale di Calovi  “L’acqua: trasparente, limpida, pura e per tutti - speriamo. Ecco, così deve essere anche la sua gestione”.

Fonte: Cia