15 luglio 2022
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Dall’Università di Harvard per conoscere il modello della Cooperazione Trentina

La delegazione di studentesse e studenti è stata accolta, stamani, alla nuova Sala inCooperazione. Particolare interesse è stato dimostrato sul tema della sostenibilità e dello sviluppo sostenibile.

La delegazione dell'Università di Harvard con il vicepresidente vicario Italo Monfredini

Un gruppo di studentesse e studenti dell’Università di Harvard è stato ospite, stamani, della Cooperazione Trentina.

Ad accogliere gli ospiti, guidati dal professor Francesco Erspamer (docente di studi italiani e figlio del farmacologo Vittorio Ersparmer originario di Malosco), sono stati Roberto Simoni e Italo Monfredini, rispettivamente presidente e vicepresidente vicario della Federazione Trentina della Cooperazione.

“La visita rientra nel programma estivo della durata di due mesi riservato a studenti di Harvard e programma dedicato ai temi della bellezza, della sostenibilità e dell’innovazione – ha spiegato il professor Ersparmer – Credo che, la bellezza, sia strettamente collegata all’esperienza della Cooperazione. La bellezza si vuole condividere, non è fatta per il proprio interesse personale. Se non si condivide diventa insignificante. Credo, inoltre, che la Cooperazione sia esportabile. E’ un valore che, il Trentino, ha e che può diventare un modello per altri Paesi anche molto più grandi come gli Stati Uniti”.

I giovani “si sono dimostrati molto interessati al tema della sostenibilità e dello sviluppo sostenibile. E’ uno dei grandi temi del momento – ha aggiunto il vicepresidente Monfredini – Vorremmo che, queste, fossero occasioni per fare conoscere la Cooperazione Trentina ma diventassero occasione di incontro tra i nostri giovani che, spesso, sono apprezzati in giro per il mondo e altri giovani che, dal mondo ci vengono a visitare”.

La visita, ospitata all’interno della nuova Sala inCooperazione, si è inserita “nel rapporto con l’Università di Harvard che, la Federazione, ha attivato attraverso l’Associazione Stay-Up che promuove un progetto culturale, accademico e imprenditoriale vocato a durare nel tempo e a incidere virtuosamente nel tessuto socio-economico del territorio, sia in termini di benessere generato a vantaggio della collettività, sia di sostenibilità economica, sociale e ambientale” ha concluso il vicepresidente Monfredini.