29 aprile 2026
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Federazione Provinciale Allevatori ha archiviato positivamente il bilancio 2025

Il mondo dell’allevamento aderente alla Federazione di via delle Bettine a Trento si è riunito in assemblea per approvare (all’unanimità) al bilancio e discutere dei temi di maggiore attualità del settore. Anche in prospettiva futura.

Nel cuore della primavera è un appuntamento tradizionale, atteso e partecipato da chi vive e lavora nel settore dell’allevamento.

La Sala Silvano Rauzi della sede della Federazione Provinciale Allevatori, in via delle Bettine a Trento, ha ospitato l’assemblea annuale delle socie e dei soci della realtà che, da quasi settant’anni (il traguardo sarà raggiunto tra dodici mesi), è il riferimento per chi è impegnato in questo comparto dell’agricoltura trentina.

Bilancio 2025

Il valore dei conferimenti liquidati ai 1.084 soci allevatori ha superato i 6,7 milioni di euro, in crescita del +61,3% rispetto al 2024 (+2,5 milioni), trainato da una congiuntura di mercato eccezionalmente favorevole per il bestiame. L'utile d'esercizio si attesta a 65.799 euro su un valore della produzione di 20,8 milioni (+21%).

Commercializzazione bestiame

Il 2025 si è distinto per quotazioni del bestiame senza precedenti. Le manze gravide alle cinque aste provinciali hanno toccato la media record di 2.518 euro/capo (+9,9% sul 2024), con 542 capi presentati (+26%). Le vacche a fine carriera hanno registrato un prezzo medio di 1.372 euro (+43%), per un valore al chilo di 5,08 euro: due volte e mezzo il livello del 2019. Impennata senza precedenti anche per i vitelli baliotti, con incrementi a doppia cifra per tutte le razze.

Il presidente della Federazione Allevatori, Giacomo Broch, in un passaggio della sua relazione, ha invitato a leggere con prudenza e nella giusta prospettiva questi numeri. Per farlo si è avvalso di una metafora efficace. “Per anni siamo stati abituati a 500-550 euro per un capo adulto macellato, il prezzo di uno smartphone medio per capirci – ha osservato - Oggi 1.300 euro sembrano tanti, ma sono finalmente prezzi dignitosi: parliamo di un capo che garantisce 250 chili di carne, l'equivalente di 2.500 hamburger. Il lavoro di una vita in stalla a produrre dell’ottimo cibo non può valere meno, e dico questo con tutto rispetto, di un dispositivo di telefonia mobile”. Dati che vanno anche messi in relazione con un contesto generale che vede i capi allevati in Trentino per la prima volta scendere sotto la quota di 18.000 e il numero di stalle assottigliarsi sempre di più.

La macelleria della Federazione Provinciale Allevatori ha archiviato il 2025 con un fatturato di oltre 3,3 milioni di euro (+10,3%). Per il quarto anno consecutivo si è registrata una crescita. Il risultato premia l'impegno della filiera corta della carne bovina costruita insieme ai soci allevatori: capi allevati in Trentino, macellati in Trentino, venduti in Trentino, con piena garanzia di origine e tracciabilità. Un modello che i consumatori dimostrano di riconoscere e apprezzare. A sostegno di questa crescita, nel corso del 2025 sono partiti i lavori di ampliamento dell'area vendita e delle celle di stoccaggio.

Non solo luci

Qualche ombra grava sul 2026. “La brusca flessione del prezzo del latte registrata a inizio 2026 – è stato spiegato - la diffusione dell'IBR nel basso Trentino, le crescenti difficoltà nel reperire personale qualificato, in particolare autisti, personale di stalla e pastori in malga sono fattori da considerare”.

Il Centro Alpenseme

L’annata del centro situato a Toss del Ton, in Val di Non, purtroppo non è stata esaltante. Dopo anni caratterizzati da molti alti, il 2025 ha segnato una flessione. “La causa – è stato spiegato – appartiene alle emergenze sanitarie che hanno obbligato a sospensioni dell’attività e al blocco delle esportazioni di seme dall’Italia non consentendo in questo modo ai tori superbrown di esprimere al meglio il potenziale di cui sono in possesso. La produzione si è fermata a quota 334.278 dosi (con una media di 915 dosi quotidiane) diminuite del 5,8% nel confronto con lo stesso dato di dodici mesi prima”.

“Grazie Claudio”

Nel corso dei lavori assembleari è stato ringraziato e salutato Claudio Toller, presidente del collegio sindacale uscente. Un incarico rivestito per lunghissimo tempo dimostrandosi un punto di riferimento autorevole per gli organi amministrativi. Al suo posto è stata eletta Cristina Neo, insieme ai sindaci effettivi Cristina Tamanini, Lorenzo Rizzoli e Cristian Pola e ai supplenti Thomas Visintainer e Claudio Stefenelli.

L’assemblea ha eletto Mattia Covi, Sergio Panizza e Emanuele Dagostin nel Consiglio di amministrazione in rappresentanza delle valli di Non, Sole e Fiemme.

Gli interventi

“Alla vostra assemblea respiro un forte clima di coesione – ha detto agli allevatori Roberto Simoni, presidente della Cooperazione Trentina –: sarebbe impensabile un Trentino senza la vostra presenza attiva”. Simoni ha richiamato il lavoro di raccordo svolto dalla Federazione che ha accompagnato il recente accordo tra Latte Trento e Trentingrana, riportando unità nel comparto, insieme agli altri protocolli e alle intese strategiche costruite in questi ultimi sei anni con Provincia, Università, FBK e Euricse a beneficio anche del settore zootecnico. Da qui l’invito a continuare ad impegnarsi per trasmettere entusiasmo alle giovani generazioni e a rafforzare un patto intergenerazionale solido per il futuro.

“Vedere tanti giovani impegnati è un segnale positivo – ha aggiunto Claudio Soini, presidente del Consiglio provinciale – perché sono il nostro futuro. Dobbiamo puntare su di loro e rafforzare la cooperazione, lavorando in sinergia tra agricoltura, turismo, commercio e ristorazione, perché il Trentino cresce quando sa fare rete”.

“Vedo – ha detto il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, presente all’assemblea insieme all’assessore alla salute, politiche sociali e cooperazione Mario Tonina – una partecipazione importante e questa è già una buona notizia. Assieme ai numeri positivi espressi, nel settore ci sono preoccupazioni che si fanno sempre più vive, in particolare per la guerra in atto e per l’aumento dei costi energetici e delle materie prime. In questa fase occorre guardare con attenzione a quello che sta accadendo e accadrà. Sul piano nazionale il Governo chiede deroghe a livello europeo per poter intervenire con aiuti. A questo guardiamo con attenzione per capire anche dove intervenire. È una buona notizia anche quella dell’accordo trovato recentemente nel settore lattiero caseario. Un accordo che arriva in un momento difficile ma che guarda al futuro, consapevoli che l’unità del sistema è un valore importante”.

“Dobbiamo essere consapevoli - ha evidenziato l’assessore all’agricoltura Giulia Zanotelli – che abbiamo la fortuna di avere strumenti che altri non hanno, come quelli relativi alla stabilizzazione del reddito”. L’assessore ha poi passato in rassegna alcune delle misure esistenti per il settore zootecnico ed ha sottolineato l’importanza del patrimonio rappresentato dalle malghe. “Abbiamo lavorato – ha aggiunto ancora Zanotelli - con incontri tecnici e politici con l’obiettivo di difendere l’alpeggio e la montagna”. Ha ricordato poi la situazione attuale e le prospettive in ambito di indennità compensativa, di sostegno ai giovani, di misure per l’insediamento. “Si sta investendo molto – ha ricordato infine - sulla promozione dei prodotti agricoli”.  Ha invitato poi a lavorare sull'efficientamento.

“La montagna esprime una cultura profonda – ha aggiunto il sindaco di Trento Franco Ianeselli – che emerge in questi giorni anche con il Trento Film Festival. Dobbiamo far riconoscere, anche a Roma e Bruxelles, la specificità dell’agricoltura di montagna e il valore dei servizi che offre”.

 

 

Autore: Ufficio stampa