23 febbraio 2018
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Serata al nido di Ala: I nostri bambini crescono

Molto partecipato da mamme e papà l'incontro con il professor Quinto Borghi, pedagogista della cooperativa Città Futura che gestisce il nido: "Gli adulti considerano i figli il bene più prezioso e vi dedicano le loro energie e la loro dedizione senza risparmiarsi. Ma non sempre questo significa fare bene le cose".

Molto partecipato da mamme e papà l'incontro con il professor Quinto Borghi, pedagogista della cooperativa Città Futura che gestisce il nido: "Gli adulti considerano i figli il bene più prezioso e vi dedicano le loro energie e la loro dedizione senza risparmiarsi. Ma non sempre questo significa fare bene le cose".

“Tutte le cose sono create buone da Dio, tutte degenerano nelle mani dell’uomo”. Sono le parole di Jean Jacques Rousseau, tratte dal suo famoso libro Emilio, con le quali il professor Quinto Borghi ha iniziato ieri sera l’incontro con i genitori del nido “Orsetti” di Ala gestito dalla cooperativa Città Futura.

Gli adulti - ha sottolineato Borghi, docente all’Università di Bolzano e responsabile dell’equipe pedagogica di Città Futura - considerano i figli il bene più prezioso e vi dedicano le loro energie e la loro dedizione senza risparmiarsi. Ma non sempre questo significa fare bene le cose.

Occorre che l’adulto rinunci a considerare il bambino secondo i propri parametri. Il bambino infatti non è un essere vuoto che l’adulto deve riempire, né un soggetto inerte e incapace. Il bambino ha dentro di sé sorprendenti potenzialità che vanno intercettate e sostenute, soprattutto attraverso la predisposizione di un ambiente adatto. Fin dal momento in cui viene al mondo il bambino, pur apparentemente inerte, è pronto a “funzionare”, sia per quanto riguarda i meccanismi del corpo che per quanto riguarda le funzioni psichiche, immediatamente pronte ad esprimersi, purché il contesto di vita che gli sta intorno gliene offra la possibilità.

L’incontro, organizzato in collaborazione con il Comune di Ala, è stato molto partecipato da mamme e papà.

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