19 giugno 2018
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Primo bilancio della campagna “Il Luogo del Dono” e un video

Realizzate da un gruppo di 5 organizzazioni, che comprende le cooperative Progetto 92, Mandacarù e La Rete, una serie di iniziative per promuovere la pratica del lascito a favore di realtà no profit. La cultura della solidarietà testamentaria sta prendendo sempre più piede anche in Italia, benché in forte ritardo rispetto ad altri Paesi.

Realizzate da un gruppo di 5 organizzazioni, che comprende le cooperative Progetto 92, Mandacarù e La Rete, una serie di iniziative per promuovere la pratica del lascito a favore di realtà no profit. La cultura della solidarietà testamentaria sta prendendo sempre più piede anche in Italia, benché in forte ritardo rispetto ad altri Paesi.

A settembre 2016 cinque organizzazioni no profit hanno lanciato in Trentino la campagna Il Luogo del Dono con l’obiettivo di promuovere la cultura del lascito testamentario a favore di realtà che operano senza fini di lucro.

I soggetti promotori dell’iniziativa sono: la cooperativa Progetto 92 attiva nel sostegno a bambini, giovani e famiglie sul territorio provinciale; Mandacarù, cooperativa attiva nel commercio equo e solidale; la cooperativa La Rete di Trento che si occupa di disabilità; l’associazione Amministratori di Sostegno di Trento e la cooperativa Monteverde di Verona che offre servizi socio sanitari nel campo della disabilità.

Attraverso una serie di iniziative, i promotori della campagna si sono impegnati a diffondere la cultura del dono, inteso sia come visione di un mondo basato sui valori condivisi dalle cinque organizzazioni, sia come opportunità di concretizzare il dono attraverso il lascito testamentario.

Per tracciare un bilancio dei primi due anni di campagna i promotori hanno organizzato, stamani, un incontro alla sede della Cooperazione Trentina di via Segantini nel corso del quale è stato anche presentato in anteprima uno spot realizzato per promuovere la conoscenza del lascito testamentario, che oggi risulta ancora poco diffusa.

Alla presentazione è intervenuta la presidente della Federazione Trentina della Cooperazione Marina Mattarei che ha sottolineato l’importanza di mettersi insieme per promuovere un progetto significativo e ha augurato a questa iniziativa di raggiungere i risultati che merita.

Alla conferenza stampa hanno preso parte i rappresentanti delle realtà promotrici del “Luogo del dono”: Luca Sommadossi (presidente Progetto 92), Giovanni Bridi (direttore Mandacarù), Francesco Tosato (direttore Monteverde di Verona), Alberto Zandonati (consigliere La Rete). Non ha potuto partecipare a causa di un impegno professionale Massimo Zanoni (Associazione Amministratori di Sostegno).

Dovranno ancora passare alcuni anni prima che la campagna dia buoni frutti, i cambiamenti culturali richiedono tempo, osservano i promotori. Nel frattempo si è “seminato” mettendo in campo una serie di iniziative.

È stata ideata e stampata una “guida al dono” ed è stato creato un sito dedicato, visibile all’indirizzo web www.luogodeldono.it. Sono stati organizzati sul territorio degli incontri informativi. È stata realizzata una formazione specifica degli operatori che nelle diverse realtà possono accogliere le domande di chiarimento dei potenziali donatori. Infine, è stato prodotto un video promozionale di un minuto, che è stato presentato in anteprima stamani nel corso dell’incontro.

Una sensibilità che cresce

La cultura della solidarietà testamentaria sta prendendo sempre più piede anche in Italia, benché in forte ritardo rispetto ai Paesi del Nord Europa e al mondo anglosassone. Dall'ultima indagine Gfk Eurisko del 2016 emerge che il 14% degli italiani è pronto a inserire nelle disposizioni testamentarie un lascito: il 3% ha già dato indicazioni e l'11% è intenzionato a farlo. Esistono però nel nostro Paese ancora molti pregiudizi sul tema, che nascono dall’idea che chi ricorre al lascito è una persona sola oppure non abbiente.

Da qualche anno si sta però registrando una sensibile inversione di tendenza: sono in aumento le persone consapevoli dell’importanza che si cela dietro questo gesto di solidarietà, senza la necessità di disporre di ingenti patrimoni. Cresce anche la conoscenza sul tema: tale opportunità, rivela l’indagine, è nota oggi a quasi 7 italiani su 10.