12 marzo 2018
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Pressano: Al nido un tuffo tra luce e granulati

Il personale educativo è coinvolto anche quest’anno nel percorso “I bambini e la scienza” intitolato “Dall’energia alla materia”. Nella stanza allestita con i giochi di luce i piccoli hanno sperimentato nuove esperienze e vissuto forti emozioni

Il personale educativo è coinvolto anche quest’anno nel percorso “I bambini e la scienza” intitolato “Dall’energia alla materia”. Nella stanza allestita con i giochi di luce i piccoli hanno sperimentato nuove esperienze e vissuto forti emozioni

Nell’ambito del percorso “I bambini e la scienza”, le educatrici del nido d’infanzia di Pressano, gestito dalla cooperativa Città Futura, hanno proposto ai bambini una particolare esperienza di esplorazione dell’energia in forma di luce e della materia in forma di granulati, costruendo scatole e cornici luminose. Le educatrici hanno potuto contare sulla collaborazione di Sabrina Rossi, laureata in fisica e con un dottorato in astrofisica.

Molteplici sono stati i motivi di interesse: l’angolo delle cornici illuminate e coperte in parte da differenti formati di pasta, la zona delle scatole luminose con luci di colore diverso ed altre tipologie di granulati (lenticchie, quinoa, ceci, miglio, pastina) ed infine uno spazio dedicato alla sperimentazione dei materiali su vassoi con superfici lisce ed ondulate.

Aprire la porta della stanza allestita con questi particolari giochi di luce ha scatenato tante emozioni: qualcuno è entrato in punta di piedi avvicinandosi poco per volta, altri invece hanno esplorato fin da subito i materiali.

Le modalità di scoperta sono state diverse: “perché accende? perché spegne?”, ha chiesto un bambino colpito dal cambiamento del colore della luce.

La vista è catturata fin da subito dalla particolare intermittenza della luce che talvolta c’è altre volte scompare. Oltre alla vista, grande importanza hanno avuto anche l’udito ed il tatto: ciascun granulato provoca sensazioni diverse, così i bambini li hanno toccati, separati, uniti, passati tra dita fino a riempirsi le mani spostandosi da una postazione all’altra per lasciarli cadere ed ascoltarne il tintinnio.

E mentre i piccoli erano immersi nell’esplorazione le educatrici hanno potuto osservarli con cura per coglierne gli interessi, valorizzarne le scoperte e costruire un percorso di crescita condiviso.

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