Doppia transizione digitale ed ecologica: le cooperative di produzione protagoniste di un cambiamento sostenibile
La doppia transizione digitale ed ecologica rappresenta una delle sfide più rilevanti per il futuro dei sistemi produttivi italiani ed europei. In un contesto segnato da forti incertezze economiche, geopolitiche e regolative, il rischio è che l’innovazione perda la propria portata trasformativa e si riduca a un insieme di interventi frammentati o meramente formali. È in questo scenario che si inserisce il nuovo rapporto di ricerca di EURICSE “Transizione digitale ed ecologica nelle cooperative di produzione: traiettorie, determinanti e sostenibilità”, basato su un’indagine empirica condotta tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 su cooperative agricole di trasformazione e cooperative di lavoro manifatturiere del Nord-Est italiano.
Lo studio di EURICSE, a cura di Eddi Fontanari, coordinatore scientifico, propone una lettura integrata della doppia transizione, intesa non come semplice somma di innovazioni tecnologiche e ambientali, ma come processo unitario e interdipendente, capace di incidere in profondità sui modelli produttivi, organizzativi e decisionali delle imprese. La digitalizzazione può infatti diventare un potente abilitatore della sostenibilità ambientale, migliorando il monitoraggio dei consumi, l’efficienza energetica e la tracciabilità dei processi, ma solo se orientata da una chiara visione di lungo periodo.
I risultati dell’indagine empirica condotta tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 su cooperative agricole di trasformazione e cooperative di produzione (lavoro) manifatturiere del Nord-Est italiano restituiscono un quadro complessivamente incoraggiante. Le cooperative analizzate mostrano livelli di maturità digitale mediamente superiori alla struttura produttiva italiana, pur seguendo percorsi differenziati in base ai settori e ai contesti territoriali. Le cooperative agricole risultano particolarmente avanzate nell’uso di strumenti digitali per la tracciabilità e il coordinamento di filiera, mentre quelle manifatturiere evidenziano una dinamica di progressiva convergenza.
Sul fronte ecologico emergono segnali ancora più marcati di avanzamento, soprattutto negli investimenti in efficienza energetica e fonti rinnovabili, spesso adottati come risposta alla volatilità dei costi dell’energia. Le pratiche di economia circolare risultano presenti soprattutto nelle forme più consolidate, mentre quelle più avanzate restano meno diffuse, confermando l’importanza di politiche di accompagnamento, competenze e reti territoriali.
Un elemento centrale del rapporto riguarda il ruolo della governance. Le cooperative con strutture decisionali più aperte e multistakeholder mostrano una maggiore propensione ad adottare tecnologie per la transizione ecologica e presentano, nel complesso, una maggiore solidità economico-finanziaria. La governance inclusiva emerge così come un fattore chiave per orientare l’innovazione verso obiettivi di sostenibilità, bilanciando efficienza economica, tutela ambientale e impatti sociali.
L’analisi dei ricercatori mette inoltre in evidenza il peso delle percezioni manageriali: quando la transizione è vista come un’opportunità di miglioramento della produttività e dell’organizzazione, l’adozione tecnologica accelera; quando prevalgono timori legati all’occupazione, ai rapporti fiduciari o alla tenuta dell’identità cooperativa, il cambiamento tende a rallentare. Il rapporto sottolinea come la doppia transizione non possa essere affrontata come un semplice aggiornamento tecnologico o come risposta a obblighi normativi. Si tratta piuttosto di una sfida di governance e di visione, che richiede modelli organizzativi capaci di integrare innovazione, partecipazione e radicamento territoriale.
In una fase di arretramento dell’ambizione delle politiche europee e di crescente incertezza regolativa, le cooperative di produzione possono svolgere un ruolo cruciale nel mantenere viva una traiettoria di sviluppo sostenibile e inclusivo. A condizione, tuttavia, di essere sostenute da politiche pubbliche meno prescrittive e più deliberative, capaci di valorizzare il contributo dell’economia cooperativa alla trasformazione dei sistemi produttivi.
Il rapporto è a cura di Eddi Fontanari, coordinatore scientifico e ricercatore senior di EURICSE, con il contributo di Giulio Galdi, ricercatore experienced di EURICSE, e di Giovanni Saccon, collaboratore EURICSE.
Il volume è stato realizzato con il sostegno della Provincia Autonoma di Trento