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Casse Rurali Trentine, motore di uno sviluppo economico inclusivo

Presentati i dati del sistema delle Casse Rurali, che chiude il 2025 con segnali in controtendenza rispetto all’industria bancaria nazionale: raccolta complessiva a 25,9 miliardi (+6,3%), qualità del credito al massimo storico (NPL al 3,1%, sofferenze allo 0,6%), base sociale in aumento con 136.345 soci. Gli interventi per le comunità raggiungono i 24,7 milioni di euro, in crescita del 43% rispetto al 2024. Scelti i 4 rappresentanti del credito che si presenteranno in Assemblea e primo dibattito davanti alle associate dei due candidati alla presidenza.

“Le Casse Rurali per uno sviluppo economico inclusivo. Povertà dello Spirito e lotta alle disuguaglianze nell’8° centenario francescano” è il tema scelto per l’edizione 2026 del convegno di settore del credito cooperativo trentino, ospitato stamane in Piazza inCooperazione. Un’occasione per rileggere il ruolo delle Casse Rurali come strumento di inclusione e di prossimità, come sottolineato nei saluti introduttivi da Silvio Mucchi, vicepresidente della Federazione Trentina della Cooperazione per il settore del credito.

Sul tema della “ricchezza francescana” e dell’uso appropriato dei beni terreni è intervenuto Fra Giovanni Patton, della Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna, con una riflessione di taglio etico e spirituale calata nella contemporaneità. Il ruolo del credito cooperativo come leva concreta per contrastare povertà e disuguaglianze è stato poi approfondito da Franco Fiordelisi, professore ordinario di Economia degli intermediari finanziari all’Università di Roma 3 e alla University of Essex, e da Maria Carmen Mazzilis, del Servizio analisi economica e statistiche creditizie di Federcasse.

I dati del settore per il 2025 sono stati presentati da Vincenzo Visetti, della Federazione Trentina della Cooperazione. Le riflessioni conclusive sono state affidate ad Augusto dell’Erba, presidente Federcasse, Roberto Simoni, presidente della Cooperazione Trentina, Giorgio Fracalossi, presidente Cassa Centrale Banca, e Sergio Gatti, direttore generale di Federcasse.

In una fase segnata da forti elementi di incertezza globale – ha sottolineato il vicepresidente Mucchi – le Casse Rurali confermano il loro ruolo di presidio di stabilità e di prossimità. La solidità patrimoniale, la qualità del credito ai massimi storici e la crescita della base sociale sono il segnale concreto che il modello cooperativo funziona, soprattutto quando il contesto si fa più difficile e complesso”.

Una presenza capillare nei territori

La presenza delle 11 Casse Rurali Trentine sui territori serviti resta capillare, con 276 sportelli, 53 dei quali fuori provincia. Per 108 Comuni trentini su 166, le Casse Rurali sono l’unica presenza bancaria, e in altri 19 Comuni assicurano almeno la presenza di un ATM: in totale, dunque, le Casse Rurali coprono 153 Comuni del Trentino, contribuendo a limitare a 13 (per soli 4.973 abitanti complessivi) i Comuni del tutto sprovvisti di servizi bancari.

Pur a fronte di una progressiva razionalizzazione del numero di Casse (oggi 11, contro le 65 del 2000), la base sociale continua a crescere e raggiunge quota 136.345 soci (+4.825 rispetto al 2024). Aumenta anche il numero di collaboratori e collaboratrici, oggi complessivamente 2.125 (+98 rispetto al 2024). Numeri che, confrontati con l’andamento dell’industria bancaria nazionale, evidenziano la specificità del modello: tra il 2010 e il 2025 le banche italiane hanno ridotto del 43,4% gli sportelli e del 20,0% i dipendenti, mentre le Casse Rurali Trentine hanno contenuto la flessione degli sportelli al -27,9% e dei dipendenti al -5,3%.

24,7 milioni per le comunità

Cresce in misura particolarmente significativa il contributo delle Casse Rurali allo sviluppo della cultura, della socialità, delle attività ricreative e dei servizi socio-assistenziali nelle comunità: il valore complessivo degli interventi sociali nel 2025 raggiunge i 24,7 milioni di euro, con un balzo del 43% rispetto al 2024. La voce principale è la promozione del territorio e delle realtà economiche (8,7 milioni), seguita da sport, tempo libero e aggregazione (6,5 milioni), cultura, formazione e ricerca (3,5 milioni), fondazioni partecipate dalle banche (3,1 milioni) e attività socio-assistenziali (2,9 milioni).

Si rafforza inoltre l’orientamento dei nuovi finanziamenti alle finalità sociali e ambientali: nel 2025 il 30,4% dei finanziamenti alle famiglie ha avuto finalità ambientale (era al 18,5% nel 2024), il 15,7% di quelli alle imprese ha finalità sociale e il 93,5% dei finanziamenti a enti, associazioni e comitati ha finalità sociale o ambientale.

Tiene l’economia trentina, ma le prospettive sono incerte

Il quadro internazionale resta segnato da forti elementi di incertezza: la nuova crisi geopolitica con il conflitto in Iran, le politiche commerciali protezionistiche dell’amministrazione americana e una decelerazione della crescita prevista per il 2026 (PIL mondiale +2,7%, eurozona +1,2%, Italia +0,5%). Il sistema bancario europeo si conferma solido – come attestato dagli stress test EBA-BCE 2025 – ma con una dinamica del credito ancora debole, soprattutto verso le imprese. Il credito cooperativo si muove invece in controtendenza: a livello nazionale, gli impieghi delle BCC crescono del 3,1% su base annua nel terzo trimestre 2025, contro lo +0,6% dell’intera industria bancaria, con un +5,3% verso le famiglie.

Le Casse Rurali del Trentino si preparano a incontrare soci e socie nelle prossime assemblee presentando i bilanci del 2025 con risultati economici positivi. La raccolta complessiva supera i 25,9 miliardi di euro (+6,3% su base annua): cresce sia la raccolta diretta (+4,0%, a 15 miliardi), sia – in misura ancora maggiore – quella indiretta (+9,7%, a 10,9 miliardi), con un’evoluzione equilibrata tra risparmio amministrato (+7,8%) e risparmio gestito (+10,6%). La quota di mercato sui depositi si attesta al 55,6%, in lieve recupero rispetto al 2024 e con un significativo +2,4 punti percentuali sulle imprese.

Sul fronte degli impieghi, in un sistema bancario nazionale in cui i prestiti alle imprese stentano a ripartire, le Casse Rurali Trentine mantengono i crediti netti alla clientela sostanzialmente stabili (8,9 miliardi), con un +1,2% sulle famiglie. In ripresa il mercato dei mutui per la prima casa: nel solo quarto trimestre 2025 sono stati erogati nuovi finanziamenti per 87 milioni di euro (550 nuove erogazioni), a conferma di una domanda che cresce con il graduale calo dei tassi. Resta elevatissimo il tasso di accoglimento delle domande di finanziamento oltre il breve termine, stabilmente sopra il 95% in tutti i trimestri e al 96,5% nel primo trimestre 2026.

La qualità del credito raggiunge un nuovo record: i crediti deteriorati lordi (NPL) scendono al 3,1% del totale (-24,6% in valore assoluto rispetto al 2024), con le sofferenze lorde ridotte allo 0,6%, nuovo minimo storico. I crediti in bonis salgono al 96,9%. Sul fronte patrimoniale, il CET1 ratio medio sale al 37,74% (era al 31,59% un anno fa), uno dei valori più elevati nell’intero panorama bancario nazionale ed europeo: una solidità che si traduce in maggiore capacità di sostenere il territorio anche in fasi di tensione.

I risultati economici del 2025 confermano questa tenuta. Il margine di interesse si attesta a 471 milioni di euro (-10,5% rispetto al 2024), risentendo del calo dei tassi di riferimento, ma il margine di intermediazione cresce a 610 milioni (+4,0%) grazie al miglioramento del saldo delle attività/passività finanziarie e all’aumento delle commissioni nette (+3,5%, a 140 milioni). Il risultato lordo di gestione sale a 271 milioni (+9,8%) e l’utile di esercizio si attesta a 322 milioni di euro, in lieve flessione (-2,7%) rispetto allo straordinario risultato del 2024.

Scelti i 4 candidati per il settore credito e primo dibattito per i due candidati alla Presidenza

Al via la serie di incontri con la base sociale da parte dei candidati alla Presidenza del Consiglio di Amministrazione della Federazione con le prime presentazioni programmatiche da parte del presidente in carica Roberto Simoni e del presidente di SAIT Renato Dalpalù. Il convegno ha poi scelto i 4 candidati che si presenteranno all’Assemblea dei Soci il 12 giugno per il settore credito, che saranno: Marco Misconel (Presidente Cassa Rurale Val di Fiemme), Silvio Mucchi (Presidente Cassa Rurale Val di Non - Rotaliana e Giovo), Maurizio Maffei (Presidente Cassa Rurale Vallagarina) e, nome nuovo rispetto alla precedente consigliatura, Giorgio Vergot (Presidente Cassa Rurale Alta Valsugana).

Autore: Ufficio Stampa Cooperazione Trentina - Alessandro Girardi