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Cassa Rurale AltoGarda - Rovereto: il nuovo presidente è Matteo Grazioli

Ha raccolto il testimone di Enzo Zampiccoli che, dopo sedici anni, ha deciso di non proporre la propria candidatura. Il bilancio è stato approvato dall'assemblea delle socie e dei soci.

Giovedì 7 maggio circa 2500 soci (incluse deleghe) di Cassa Rurale AltoGarda – Rovereto si sono riuniti, convocati in assemblea ordinaria per approvare il bilancio dell’esercizio 2025 e rinnovare le cariche sociali in scadenza di mandato. Tra queste, quella del presidente Zampiccoli che, dopo 16 anni alla guida del Consiglio di amministrazione della Cassa Rurale, ha deciso di non proporre la propria candidatura. Su proposta del Consiglio, l’assemblea dei soci ha eletto alla carica di presidente Matteo Grazioli, dal 2003 amministratore della Banca nonché vicepresidente dal 2012.

Per le altre cariche sociali, l’assemblea ha rinnovato il mandato triennale dell’amministratore Roberto Giacomolli e ha votato l’ingresso nel Consiglio di amministrazione di Michela Zambotti, precedentemente membro del Collegio sindacale, sia nel ruolo di presidente che di sindaco effettivo.

In sostituzione di Zambotti, ha assunto il ruolo di sindaco effettivo Mariagrazia Pisoni, già sindaco supplente. Al posto di quest’ultima, entra nella compagine del Collegio sindacale Raffaella Prezzi.

Sempre su proposta del Consiglio ed in nome dei meriti riconosciutigli, l’assemblea dei soci ha conferito a Zampiccoli la carica di Presidente Onorario, titolo previsto dallo Statuto.

Nella parte relativa al bilancio, sono ancora una volta numeri di assoluto rilievo quelli illustrati dal Direttore Polichetti.

A partire dall’utile dell’esercizio, 56 milioni di euro. Il Direttore ha sottolineato come, nonostante la riduzione del 25% della marginalità creditizia da clientela – correlata alla dinamica decrescente dei tassi di mercato –, la redditività della Cassa Rurale si sia confermata elevata grazie all’apporto cedolare degli investimenti di proprietà, all’assenza di minusvalenze su questi e alla registrazione di riprese di valore sui crediti.

La dotazione patrimoniale, salita a 372 milioni di euro grazie all’autofinanziamento garantito, appunto, dal risultato d’esercizio. Diversamente dalle grandi banche, infatti, l’utile netto annuale della Cassa Rurale non viene distribuito ma – detratti gli accantonamenti al fondo beneficenza e ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione – viene integralmente destinato a riserva, ossia al patrimonio. Nel suo intervento il Direttore ha ribadito come questo rappresenti il primo presidio di una sana e prudente gestione, anche nella prospettiva di possibili scenari avversi, oltre a garantire alle banche di credito cooperativo le risorse necessarie per difendere il proprio modello distributivo in condizioni di mercato altamente concorrenziali.

I clienti, superiori a 95 mila ed aumentati nell’esercizio di circa 1300 unità. Risultato importante se si considerano le quote di mercato della banca: nei comuni in cui la presenza della Cassa Rurale è consolidata da tempo, mediamente più della metà degli abitanti è sua cliente, con punte molto superiori. In 16 dei 31 comuni in cui è insediata, la Cassa Rurale rappresenta l’unica realtà bancaria.

La raccolta dalla clientela, incrementata in misura rilevante sia nella forma dei depositi, sia in quella del risparmio amministrato e gestito, guadagnando complessivamente risorse per un controvalore pari a 325 milioni di euro.

I nuovi prestiti alla clientela, cresciuti significativamente nel numero di operazioni e nell’ammontare erogato (+13%), in via principale nella componente dei mutui ipotecari destinati all’acquisto o alla ristrutturazione di abitazioni (circa 600 i mutui concessi a questo fine, per un importo complessivo pari a 100 milioni di euro).

Nel commento con cui ha accompagnato la lettura dei dati, il Direttore ha spiegato che «i risultati della Banca sono strettamente collegati all’andamento positivo dell’economia locale, trainata dalle performance del settore turistico e dalla ripresa del mercato immobiliare. L’ampia disponibilità di liquidità presso la clientela ha da un lato promosso le forme di risparmio, dall’altro favorito i rimborsi anticipati di finanziamenti in essere, determinando – pur in presenza di maggiori erogazioni – la riduzione dell’ammontare complessivo degli impieghi».

Alla data di chiusura di bilancio i volumi amministrati con la clientela ammontano complessivamente a 6,0 miliardi di euro di cui finanziamenti per 1,4 miliardi e raccolta per 4,6 miliardi. Al netto delle svalutazioni, gli impieghi non performing si confermano pressoché azzerati (pari a 0,4% del portafoglio dei crediti alla clientela).

Presidente Zampiccoli:

Nelle parole del Presidente Zampiccoli, l’importante risultato economico ed il conseguente rafforzamento patrimoniale consentiranno di affrontare con serenità un mercato bancario caratterizzato da forte concorrenza, preservando i tratti distintivi di banca inclusiva (anche nei confronti della clientela definita non redditizia o a bassa marginalità) e mutualistica nell’applicazione delle condizioni economiche.

Rispetto al modello di banca rappresentato dalla Cassa Rurale, il Presidente ha ricordato come questo si distingua anche per la restituzione al territorio di una parte della redditività annuale: nell’ultimo esercizio l’impegno economico della Banca si è tradotto nel sostegno alle attività di circa 800 tra associazioni ed enti con l’elargizione di risorse per circa 3,5 milioni di euro. Impegno che sarà addirittura rafforzato, avendo l’Assemblea dei soci approvato la proposta del Consiglio di Amministrazione di incrementare da 4 a 5 milioni di euro la quota di utile d’esercizio 2025 da destinare al fondo beneficenza.

Rimarcando l’orgoglio di fare parte della compagine sociale della Cassa Rurale, il Presidente ha affermato in proposito che chi sceglie la banca del territorio compie una scelta che supera valutazioni di sola convenienza economica. «I soci in particolare, ma anche i clienti, lavorando con noi scelgono di condividere un progetto di sviluppo e sostegno del territorio di cui la Cassa Rurale è motore. Scelgono la banca del nostro territorio, vicina alle comunità non solo da un punto di vista economico, ma anche sociale e culturale».

Il Presidente ha anche parlato dell’investimento sul futuro su cui la Cassa Rurale è impegnata già da tempo, ovvero del processo di ricambio generazionale che prevede uscite programmate di collaboratori e contestuali nuove assunzioni di risorse giovani che vengono inserite in percorsi di crescita. Attualmente la Cassa Rurale impiega circa 380 dipendenti, equamente suddivisi tra personale femminile e maschile.

Autore: Cassa Rurale AltoGarda - Rovereto