Riforma sociosanitaria, Cooperazione Trentina promuove la proposta
Più voce ai territori, pieno riconoscimento del Terzo settore e un percorso di cura unico per ogni cittadino: il movimento cooperativo promuove i correttivi al disegno di legge 92, che accolgono anche le proposte avanzate in audizione.
Cooperazione Trentina sostiene i sette emendamenti depositati oggi in Quarta Commissione dall'assessore Mario Tonina al ddl 92 sull'integrazione tra servizi sanitari e sociali. Le modifiche raccolgono quanto emerso nelle audizioni, comprese le richieste presentate dal movimento cooperativo, e rafforzano la riforma senza stravolgerne l'impianto.
La Federazione apprezza in particolare il ruolo riconosciuto al privato sociale, con co-programmazione e co-progettazione come strumenti ordinari, il governo condiviso alla pari con Comuni e Comunità, il progetto personalizzato per ogni persona presa in carico e l'obbligo per la Giunta di approvare il cronoprogramma entro 180 giorni.
Così la vicepresidente della Cooperazione Trentina per il settore sociale, Francesca Gennai: «Accogliamo con grande favore il fatto che le nostre proposte siano state prese in considerazione. Condividiamo l'obiettivo di affrontare con serietà l'integrazione sociosanitaria, riconoscendo al sociale e al sanitario pari dignità nel costruire, insieme alle persone, i loro percorsi di vita. Va dato merito all'assessore e all'assessorato del lavoro svolto, soprattutto in termini di ascolto: le proposte di modifica dissipano il nostro timore di un sociale subordinato alla sanità. Ci auguriamo che la legge prosegua il suo cammino in aula, sapendo che la vera sfida si giocherà dopo, quando i principi dovranno tradursi in regolamenti attuativi».
«Chi ha bisogno di cura – aggiunge il presidente Renato Dalpalù – chiede una risposta sola, vicina e tempestiva. Questi emendamenti vanno nella giusta direzione e riconoscono alle cooperative sociali il ruolo di partner che hanno conquistato sul campo. Ora è importante che il testo approdi in aula, nella speranza che il confronto ne possa arricchire i contenuti ma ne mantenga la sostanza».