Coop di produzione lavoro e servizi: il settore consolida la propria crescita
Crescono fatturato, utili e solidità patrimoniale delle cooperative di produzione lavoro e servizi della Federazione, che nel 2025 confermano un andamento positivo anche sul fronte occupazionale. I dati del settore sono stati presentati oggi dal responsabile dell’Area servizi integrati della Federazione, Giuliano Bernardi, nel corso del convegno annuale dedicato al comparto.
L’appuntamento è stato anche occasione per le prime presentazioni programmatiche da parte del presidente in carica Roberto Simoni e del presidente di Sait Renato Dalpalù, nonché per indicare i tre candidati espressi dal settore per la definizione del nuovo Consiglio di amministrazione della Federazione, che sarà eletto nell’assemblea del prossimo 12 giugno. I nomi indicati sono quelli dei consiglieri uscenti: Tiziano Colotti (presidente Ascoop e Cla), Camilla Santagiuliana Busellato (presidente Risto3) e Matteo Zanella (presidente di Ecoopera).
Nel complesso, le 119 cooperative del settore – 67 di produzione lavoro e 52 di servizi – nel 2025 hanno sviluppato un valore della produzione pari a 481 milioni di euro (+6,3% rispetto al 2024), con un utile aggregato di 22,2 milioni di euro, in crescita rispetto ai circa 16,6 milioni dell’anno precedente. Sono 6.087 i lavoratori impiegati e circa 20 mila i soci, in crescita del 3%, di cui 1.700 soci lavoratori.
«Questi numeri confermano la capacità delle nostre cooperative di affrontare un contesto economico complesso continuando a generare occupazione, valore e stabilità – ha commentato la vicepresidente del settore, Camilla Santagiuliana Busellato –. Le sfide che ci attendono sono sempre più complesse: dalla competitività alla dimensione d’impresa, dai costi alla produttività, fino alla capacità di innovare. A questo si aggiungono temi cruciali come l’invecchiamento del personale, il costo della vita – in particolare il tema abitativo – e l’attrattività del settore per le nuove generazioni. Servono ricambio generazionale, maggiori sinergie tra cooperative, capacità di intercettare nuovi bisogni e di integrare lavoratori provenienti dall’estero. Ma soprattutto dobbiamo continuare a mantenere forte l’identità cooperativa anche all’interno di mercati sempre più competitivi».
Soddisfazione anche nelle parole del responsabile del settore, Samuel Cornella: «Il settore dimostra dinamismo e resilienza, pur a fronte delle difficoltà di mercato legate alla congiuntura in corso, come per esempio l’aumento del costo energetico. I dati sono solidi ed evidenziano una struttura cooperativa sana, capace di investire e di mantenere un forte radicamento sociale e territoriale».
I numeri
Nel dettaglio, il comparto delle cooperative di produzione lavoro registra un valore della produzione stimato in circa 370 milioni di euro (+4,8% sul 2024), con un utile aggregato di 11,4 milioni di euro e una marginalità media salita al 3,4% rispetto al 2,7% dell’anno precedente. Cresce anche la patrimonializzazione, con un patrimonio netto aggregato stimato in 159 milioni di euro (+7,7%). A fine 2025 i lavoratori del settore sono 5.560.
Positivi anche i risultati delle cooperative di servizi, che raggiungono un valore della produzione di 112 milioni di euro (+11,5% rispetto al 2024, +4,8% al netto del settore elettrico). L’utile aggregato sale a 10,5 milioni di euro, con una marginalità media del 10,3%, mentre la patrimonializzazione cresce dell’8,3%. Oltre 500 i lavoratori impiegati nelle cooperative di Servizi.
Durante il convegno sono intervenute anche Milena Cannizzaro di Confcooperative, che ha portato i saluti dell’organizzazione nazionale, e Laura Pedron, dirigente generale del Dipartimento sviluppo economico, ricerca e lavoro della Provincia autonoma di Trento, che ha illustrato la misura agevolativa “Aiuti per operazioni di rafforzamento della struttura patrimoniale dell’impresa”.