31 ottobre 2018
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“Tutti Nello Stesso Piatto 2018” ci fa vedere (davvero) cosa mangiamo

Venti serate di proiezione, per 35 film e documentari e 4 reportage fotografici, tre mostre e tre cine-concerti, a cui si aggiunge la seconda edizione del corso di giornalismo investigativo. È particolarmente ricco e variegato il programma della decima edizione di Tutti nello stesso piatto, il festival internazionale di cinema cibo e videodiversità organizzato dalla cooperativa Mandacarù, in programma dal 6 al 25 novembre.

Venti serate di proiezione, per 35 film e documentari e 4 reportage fotografici, tre mostre e tre cine-concerti, a cui si aggiunge la seconda edizione del corso di giornalismo investigativo. È particolarmente ricco e variegato il programma della decima edizione di Tutti nello stesso piatto, il festival internazionale di cinema cibo e videodiversità organizzato dalla cooperativa Mandacarù, in programma dal 6 al 25 novembre.

Nel 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, la decima edizione di Tutti nello stesso piatto, in programma dal 6 al 25 novembre 2018, assume una valenza speciale. Saranno ben 20 le serate di proiezioni, per 35 film e documentari e 4 reportage fotografici con al centro i diritti umani, a cui si aggiungono tre mostre, tre cine-concerti e Impact Journalism, il corso di giornalismo investigativo giunto quest’anno alla seconda edizione.

Conferenza stampa di presentazione, stamani, all’aula magna della Federazione Trentina della Cooperazione. “E’ un evento che si focalizza attorno ad alcuni aspetti critici di modelli economici e di consumo che, negli ultimi trent'anni, hanno pervaso l'Italia e il mondo – ha osservato Mariangela Franch, vicepresidente della Cooperazione Trentina – e che poco si sono focalizzati sulla sostenibilità ambientale e sociale, sul patto intergenerazionale come obiettivo da raggiungere e che, invece, si sono focalizzati molto sulla massimizzazione della redditività".

Al centro del festival di cinema, cibo e video diversità organizzato da Mandacarù Onlus, cooperativa di commercio equo del Trentino, e dal consorzio Altromercato (rappresentato stamani da Davide Cavazza, direttore della comunicazione) ci saranno temi di grande attualità, come l’immigrazione, i cambiamenti climatici, lo sfruttamento dell’ambiente e le nuove schiavitù, affrontati non solo grazie alle pellicole in concorso, ma anche attraverso incontri-dibattito con registi, fotogiornalisti, scienziati e protagonisti dell’impegno per il rispetto della dignità umana nel senso più ampio del termine.

“Le pellicole proposte – spiega la presidente di Mandacarù Pierantonia Sterlini –raccontano storie di denuncia, ma anche di speranza, che ci permettono di aprire gli occhi su aspetti legati al mondo del cibo che spesso sfuggono all’informazione ufficiale”.

Le proiezioni, in programma a Trento e Rovereto, si focalizzeranno su cinque focus tematici: Scienza e salute nel piatto, Afriche, Orizzonti latini, Cibo e diritti umani e Culture del cibo. “L’obiettivo – commenta la direttrice artistica Beatrice De Blasi – è svelare nuovi fenomeni che interessano il sistema agroalimentare e che, di conseguenza, influiscono sulla qualità di ciò che mangiamo”. La serata conclusiva si terrà domenica 25 novembre, al Teatro Sanbapolis, con la proiezione dei film vincitori.

Il Festival quest’anno si arricchisce dell’operato della Fondazione “Tutti Nello Stesso Piatto”, costituita da Mandacarù per ampliare le attività di cooperazione internazionale a favore dei produttori in Africa, Asia e America Latina e realizzare attività educative e culturali rivolte in particolare ai giovani. Nel corso degli incontri in programma ci saranno occasioni per conoscere meglio e sostenere i progetti in corso.

Confermato anche per l’edizione 2018 “Schermi & Lavagne”, la proposta che Mandacarù rivolge alle scuole trentine coinvolgendo circa 2.500 studenti, di età compresa tra i 6 ed i 18 anni, per sensibilizzarli al dialogo interculturale attraverso la scoperta del cibo e di culture e tradizioni da tutto il mondo. “Schermi & Lavagne – spiega De Blasi – è un vero e proprio festival nel festival che propone un programma di cartoni di animazione, film e documentari rivolti alle scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado”. Tutte le proiezioni saranno seguite da incontri e dibattiti di approfondimento con educatori di Mandacarù.

Alla conferenza stampa di presentazione hanno partecipato: Valentino Inama, vicepresidente dell’Associazione Culturale Giovanile Elsa di Trento; Gabriele Latini, vicepresidente dell’Associazione Aiesec Trento; Andreas Fernandez, responsabile comunicazione Centro Servizi per il Volontariato della provincia di Trento; Manuela Gualdi, in rappresentanza della segreteria del Tavolo Trentino per l’economia solidale. Presenti anche Chiara Maule di Itas Mutua e Renata Tommasini, responsabile Ufficio Cultura dell’Opera Universitaria di Trento. A questo proposito è stato evidenziato dagli organizzatori che “è molto stretta la collaborazione con l’Opera Universitaria grazie alla partecipazione di cinque organizzazioni universitarie all’interno delle giurie del Festival. Nello specifico: Elsa Trento, Urla Associazione Culturale, Associazione Studentesca Aiesec, Presidio universitario Libera, Ingegneria Senza Frontiere Trento”.

In programma nove anteprime per l’Italia

Il Festival aprirà, martedì 6 novembre al Teatro Sociale di Trento, con la proiezione, in anteprima per l’Italia, di ELDORADO di Markus Imhoof, il documentario che la Svizzera ha scelto di candidare agli Oscar. All’evento parteciperanno Annalisa Camilli, giornalista del settimanale Internazionale, Beatrice Babin, coautrice e montatrice del documentario, e Mario Raffaelli, presidente del centro per la Cooperazione Internazionale.

In Eldorado, il regista svizzero Markus Imhoof racconta una storia molto personale nel tentativo di rendere tangibile un fenomeno globale: il destino di migliaia di uomini e donne in fuga verso l'Europa. Portandoci a bordo di una nave della Guardia Costiera italiana nell'ambito dell'operazione “Mare Nostrum”, nei campi profughi del Sud d’Italia, alle udienze di asilo con le autorità svizzere, a scoprire che prodotti europei come i pomodori italiani o il latte svizzero fanno dumping a produzioni locali in Africa, il documentario fa emergere un quadro severo di un processo assurdo e disumano che non riesce ad affrontare una tragedia umana. Una crisi causata da un’economia che saccheggia e impoverisce sempre di più il Sud del mondo e squilibri economici che trasformano i Paesi ricchi del Nord nell'Eldorado che molti dei meno fortunati cercano di raggiungere a ogni costo.

C’è un filo conduttore che unisce il documentario di apertura e SOYALISM, quello di chiusura: entrambi ci portano a scoprire il funzionamento di un sistema economico rapace che in Africa, come in tutto il resto del mondo, Italia inclusa, distrugge l’ambiente, sfrutta le persone ed è la causa più profonda delle migrazioni. SOYALISM, di Stefano Liberti, verrà proiettato al Teatro Sanbàpolis di Trento, in anteprima per l’Italia, il 24 novembre. Ci racconta come in un mondo sempre più sovrappopolato e in preda ai cambiamenti climatici, il controllo della produzione dei beni alimentari sia diventato un enorme business per una manciata di poche gigantesche aziende. Seguendo la filiera di produzione industriale della carne di maiale, dalla Cina al Brasile passando per Stati Uniti e Mozambico, il documentario descrive l’enorme movimento di concentrazione di potere nelle mani di queste ditte, che sta mettendo fuori mercato centinaia di migliaia di piccoli produttori e trasformando in modo permanente paesaggi interi. A partire dai mega-allevamenti intensivi in Cina fino alla foresta amazzonica minacciata dalle coltivazioni di soia sviluppate per nutrire animali confinati in capannoni dall’altra parte del mondo, questo processo sta pregiudicando gli equilibri sociali e ambientali del pianeta.

Da non perdere

Tra i documentari da non perdere c’è poi KAPUŚCIŃSKI – ANOTHER DAY OF LIFE di Raúl de la Fuente e Damian Nenow (Germania, Polonia, Belgio, Spagna, Ungheria, 2018, 85’) che aprirà le proiezioni al cinema Astra di Trento il 7 novembre. Un lungometraggio animato accompagnato da interviste in live-action, tratto dall’omonimo libro del giornalista polacco Ryszard Kapuściński dopo il suo viaggio in Angola, nel 1975, nel pieno della guerra civile esplosa, dopo l’indipendenza, tra le due fazioni MPLA e UNITA e che diventa la nuova scacchiera su cui si giocherà la guerra fredda. Kapuściński, desideroso di dare voce alle persone imbavagliate dal conflitto bellico e dalla povertà, si interroga sul suo ruolo di giornalista, sulle sue responsabilità e sul suo posto nella storia.

E per gli amanti della storia del cinema ci sarà “Muti Nello Stesso Piatto”, un montaggio di pellicole storiche da tutto il mondo, più o meno famose, dove il cibo recita da protagonista con musiche originali ed arrangiamenti di Michele Kettmaier ed i Radio Days movie, composti da Fabrizio Carlin al trombone, Ivan Marini al sax alto, sax soprano, clarinetto basso e flauto, Michele Kettmaier al pianoforte e basso tuba e Claudio Lombardial basso acustico e chitarra.

In calendario anche lo show cooking Food Sound System

Presso l’Auditorium Melotti di Rovereto, il 18 novembre si potrà assistere allo spettacolo con musica dal vivo e show cooking, con la partecipazione di Max Arer cuoco dell’Alleanza di Slow Food, proposto in occasione della proiezione del documentario I Villani, un viaggio nella natura, nella cucina di una volta e nelle nostre origini. Un documentario per guardare al presente con più consapevolezza, che mostra come i piatti prelibati che la cucina ci regala dipendano soprattutto dalle materie prime. Farina, pomodori, pesce fresco, latte, sono tutti ingredienti che stanno alla base del vivere sano. Ce lo raccontano Totò (un contadino di Alcamo, in Sicilia), Modesto e Brenda (due allevatori del Sannio, in Campania), Luigina (contadina che vive sul Monte Pasubio, in Trentino), Santino e Michele (pescatori di Taranto, in Puglia). La voce narrante è di Lino Maga, vignaiolo dell’Oltrepò Pavese. I protagonisti preparano i loro sughi e le pietanze con metodi di altri tempi, che “non potrebbero mai essere accettati dalle aziende che si trovano nei grandi supermercati”. Mangiare, sembra dire il regista Daniele De Michele in questa sua opera molto sincera, non è solo una necessità, ma un modo di esistere. La salute, sia mentale che fisica, è il primo dei valori che dovremmo perseguire. Invece accettiamo di non riflettere, di reprimere i nostri bisogni per omologarci ai ritmi che ci vengono imposti, uccidendo la nostra storia in nome del progresso. Alla proiezione parteciperà il regista Daniele de Michele e Luigina Speri, 60 anni, contadina e allevatrice sui monti del Pasubio in Trentino. Luigina raccoglie erbe selvatiche che mette ordinatamente nelle casse da portare al Mercato della città e dice: “in fondo ce l’ho fatta a realizzare questo sogno di essere contadina, perché è un sogno, il sogno di una donna”. Evento in collaborazione con il Tavolo Trentino dell’Economia Solidale.