29 giugno 2022
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Quando l’unione delle forze fa vincere il prodotto

La storia di Barbara Pellegri, troticoltrice di Tione presidente della cooperativa Astro: “Essere uomo o donna conta poco per questo ruolo. Servono competenze, correttezza e senso di responsabilità”

Quando mi sono laureata in matematica e ho cominciato a lavorare come insegnante non avrei mai immaginato che sarei presto diventata un’allevatrice di trote. Mi piaceva quello che facevo, e trovavo soddisfazione nel trasferire conoscenza e competenza ai ragazzi.

Avevo poco più di venticinque anni quando mio padre e mio fratello decisero di comperare delle quote in una troticoltura, che in seguito acquisimmo quasi completamente. Io cominciai a dare una mano, quasi per senso del dovere, perché si trattava di un’attività molto impegnativa: le trote vanno seguite e alimentate tutti i giorni, va controllata la qualità dell’acqua, la loro densità. Serve che ci sia sempre qualcuno a sorvegliare gli impianti, perché ci prendiamo cura di animali vivi e può sempre succedere qualcosa: basta un temporale ad alterare la qualità dell’acqua. In poco tempo però è successo quello che non mi aspettavo: mi sono appassionata a questa attività e ho deciso di cambiare vita. Ho lasciato il mio posto fisso e sono diventata una imprenditrice.

Appena fondata la nostra azienda familiare, abbiamo trovato un riferimento fondamentale nella cooperativa Astro e ci siamo associati. Credo che tra troticoltura trentina e cooperativa ci sia un legame indissolubile: i troticoltori trentini sono pochi e gestiscono piccole aziende. Solo attraverso l’unione delle forze e quindi la creazione della cooperativa siamo riusciti a promuovere il nostro prodotto, farlo conoscere, apprezzare, portarlo sul mercato nazionale e anche europeo. In altre parole, a dargli il valore che merita. Senza cooperativa saremmo rimasti schiacciati tra i prezzi delle trote sul mercato al ribasso ed i prezzi al rialzo imposti dai fornitori.

E invece la forza della cooperativa ci ha consentito di fare un accordo con le ditte mangimistiche che prevede la produzione di una particolare ricetta di cibo per le trote, detta ‘formula Astro’, studiata insieme agli esperti della Fondazione Mach come la più adeguata per i pesci nostrani, perfetta per le nostre temperature e le nostre acque.

La trota trentina si distingue per una qualità molto elevata: grazie alla freschezza dell’acqua e alla sua purezza, i pesci crescono più lentamente, e quindi la consistenza della loro carne diventa particolarmente soda ed apprezzata. Prestiamo molta attenzione all’ambiente, perché la trota è un pesce ‘sentinella’: quando c’è il pericolo di inquinamento chimico, viene introdotta negli acquedotti perché basta una piccolissima alterazione per farla morire. Per noi, quindi, è vitale che l’acqua sia pulita e ci impegniamo a restituirla alla natura così come l’abbiamo presa in prestito, come certifica il marchio ‘Friends of the sea’ che abbiamo da tanti anni. Il tutto per ridurre al minimo l’impatto ambientale, e ciò è dimostrato anche dal fatto che alcune pescicolture sono posizionate in serie e molto vicine le une alle altre, alcune volte addirittura adiacenti.

Circa sei anni fa abbiamo ottenuto il marchio Igp ed abbiamo iniziato a commercializzare il nostro prodotto certificato. Siamo stati i primi e finora gli unici troticoltori in Italia ad averlo conquistato e ci consente un’ottima visibilità, anche se impone un disciplinare molto rigido sul numero di ricambi d’acqua, la densità dei pesci, i mangimi e tanto altro. Il tutto per rispettare alti standard di benessere degli animali. Contestualmente abbiamo ricevuto anche il marchio ‘Qualità Trentino’.

Astro ha 33 anni e conta una quindicina di soci provenienti dalle valli Giudicarie, Rendena, Valsugana ed Alto Garda. Andiamo d’accordo, perché abbiamo piena consapevolezza che i problemi sono comuni. Abbiamo la fortuna di avere un direttore, Diego Coller, che mette anima e corpo nella cooperativa. Per noi è come il fratello maggiore che tutte le famiglie desiderano, quello saggio che riesce sempre a far ragionare tutti con calma. Come noi, il direttore crede nel potenziale della cooperativa e l’ha resa quello che è oggi: una struttura moderna, con relazioni commerciali forti e sane, riconoscimento politico ed istituzionale, impegnata nella ricerca e con una grande attenzione all’innovazione.

L’intero comparto ittico trentino, rappresentato dalle due organizzazioni, cooperativa Astro e consorzio, comporta una produzione lorda vendibile di 30 milioni di euro, con circa 40 impianti ittici, dando lavoro a 450 persone in aree decentrate che senza occasioni occupazionali rischierebbero lo spopolamento. Cooperativa e consorzio generano complessivamente un fatturato di 14 milioni di euro e, noi soci della cooperativa, conferiamo alla stessa 14 mila quintali di pesce all’anno, generando un fatturato che supera i 7,2 milioni di euro.

La storia di Astro è costellata dal supporto di enti che hanno avuto fiducia in noi e nella nostra idea di business: da Cooperfidi a Codipra, dalla Provincia alla Fondazione Mach. Quest’ultima ci ha aiutato con un’assistenza tecnica di grande qualità, per monitorare la qualità dell’acqua, individuare i ceppi di trota maggiormente idonei alla lavorazione e per avviarci verso l’innovazione. L’ultima riguarda la produzione di Omega3, acidi grassi molto salutari per le cardiopatie e per tante altre patologie. Il progetto è a buon punto e contiamo di riuscire ad immetterli presto sul mercato. Un’altra frontiera alla nostra attenzione è la stabilizzazione del reddito degli imprenditori ittici, attraverso contratti e percorsi assicurativi, così come auspica la Comunità Europea.

Ora che c’è questa grande crisi energetica e il conseguente forte rialzo dei prezzi siamo però preoccupati: per noi sono aumentati i trasporti, i mangimi e l’ossigeno liquido che diamo alle trote l’estate per salvaguardare la loro salute se fa troppo caldo. Il 2021 si è fatto sentire sul bilancio della cooperativa, perché sono aumentati i costi di plastica e imballaggi. Ora ci attendiamo che i rincari colpiranno anche le singole troticolture e, per le più piccole, saranno davvero insostenibili. Un’altra preoccupazione deriva dall’acqua: quest’inverno la neve è stata scarsa e le piogge ancora di più. Riversiamo le nostre speranze nella primavera, auspicando che sia piovosa, altrimenti all’emergenza rincari si aggiungerà quella idrica.

Il mio impegno non si è fermato alla troticoltura di famiglia. Mi sono subito data da fare nell’Associazione che riunisce e rappresenta tutti i troticoltori trentini, dove sono stata eletta presidente, e in seguito sono entrata nel consiglio di amministrazione della cooperativa Astro, per poi essere eletta al vertice all’unanimità nel 2021. Confesso che ottenere questo risultato quando sei fra le poche socie donne in assemblea mi ha dato molta carica, perché ho sentito forte la fiducia che gli altri hanno provato nei miei confronti. In passato mi è capitato di partecipare ad incontri o riunioni dove ho percepito qualche diffidenza legata al genere, ma credo che per il mio carattere e per l’impegno che ho sempre investito in questa professione, anche i più dubbiosi alla fine si siano convinti che essere uomo o donna conti poco anche per questo ruolo, ma servano competenze, correttezza e senso di responsabilità.

Autore: Redazione