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Nella corsa che celebra i direttori sportivi Cassa Rurale Valsugana e Tesino c’è

L'istituto di credito cooperativo ha rinnovato il proprio sostegno alla corsa ciclistica che ha visto in azione diverse centinaia di allievi dello sport del pedale. Ciascuno in gara con l’obiettivo di vincere per donare il successo al proprio direttore sportivo, il “cireneo della domenica”, il vero vincitore della “Coppa d’Oro”.

Fino a inizio Duemila, la Coppa d’Oro, era conosciuta con l’appellativo di “corsa della lira d’onore”. Al corridore che superava per primo la fettuccia di arrivo di via Roma a Borgo Valsugana (dove la corsa si concludeva prima di trasferire il rettilineo finale in via Spagolla) veniva assegnato il premio simbolico di una lira, una “lira d’onore” per l’appunto.

Tutti i riconoscimenti (ieri come oggi) andavano al direttore sportivo, il “cireneo della domenica”. Dopo una stagione trascorsa e vissuta al volante e nell’ombra dell’abitacolo dell’ammiraglia, viveva “la sua giornata di sole”.

Nell’era dell’euro la “lira d’onore” non c’è più ma spirito e formula della Coppa d’Oro sono rimasti immutati con il gruppo di mezzo migliaio di allievi che, per una ottantina di chilometri, percorre le strade della Valsugana, alta e bassa.

Ognuno di loro a caccia della vittoria da dedicare al proprio “maestro a due ruote” per un atto di riconoscenza che si ripete dal 1965 quando, la prima Coppa d’Oro (nata da una idea di Carlo Dalla Torre), venne corsa ad Avio. Prima di rendere definitiva la sua effettuazione in Valsugana (anno 1968) seguirono un paio di altre edizioni itineranti (a Preore e a Trento).

Oggi per la 58esima volta un corridore e un direttore sportivo hanno condiviso il primo gradino del podio e hanno brindato in Coppa (d’Oro).

A primeggiare nell’ordine di arrivo sono stati il corridore Pier Davide Macas Jemenez della Libertas Raiffeisen Laives (al quarto successo stagionale) che ha corso e vinto per il suo diesse Fabio D’Eramo.

Cassa Rurale Valsugana e Tesino c’è

L’edizione numero cinquantotto ha potuto contare sul sostegno della Cassa Rurale Valsugana e Tesino. “La Coppa d’Oro è uno degli eventi sportivi del nostro territorio – ha evidenziato Arnaldo Dandrea, presidente dell’istituto di credito cooperativo – Siamo felici di poter affiancare e sostenere il comitato organizzatore di una corsa prestigiosa. Comitato formato da donne e uomini in possesso di capacità, esperienza ed entusiasmo fondamentali per allestire sia la Coppa d’Oro e sia le altre competizioni che rappresentano una splendida anteprima alla gara andata in scena oggi. Come abbiamo ribadito in più occasioni un valore che accomuna Coppa d’Oro e Cassa Rurale Valsugana e Tesino è la reciprocità. Come la banca del territorio raccoglie dalla comunità e riversa risorse a beneficio della crescita del territorio dove opera, così la Coppa d’Oro vede il corridore esprimere la propria gratitudine al direttore sportivo che lo ha guidato per una stagione intera contribuendo alla sua maturazione umana e sportiva. E il modo migliore per dire grazie è dedicargli il successo. Straordinario esempio di reciprocità”.

Dedicata a Stefano Casagranda

L’edizione numero cinquantotto è stata la prima senza Stefano Casagranda (mancato a inizio ottobre del 2025). Questa corsa aveva contribuito a organizzarla nel ruolo di presidente del Veloce Club Borgo e, prima ancora, l’aveva corsa da allievo con la maglia di campione italiano conquistata in Calabria. In maglia tricolore aveva disputato la Coppa d’Oro il 10 settembre 1989 (il successo andò al veronese Federico De Beni) e l’aveva conclusa nel gruppo inseguitore. 

Esattamente vent’anni fa, invece, nel 2006 il successo venne conquistato da Sonny Colbrelli, allievo di belle speranze trasformate in certezze. Preme ricordare che, due dei successi più belli colti dal corridore bresciano (oltre alla Coppa d’Oro, ovviamente) sono stati centrati sulle strade trentine: nel 2010 il Giro della Bolghera per under 23 (organizzato dal Club Ciclistico Francesco Moser) e nel 2021, da professionista, il titolo europeo in via Belenzani a Trento.

Nel 2006 la sua ruota anticipò quelle di Fabio Felline e Moreno Moser. Tutti tre (Colbrelli, Felline e Moser) con un futuro da professionista a conferma che, vincitori e piazzati della Coppa d’Oro, possiedono talento e capacità destinate, spesso, a esprimersi nella massima categoria dello sport delle due ruote.

Autore: Ufficio Stampa Cooperazione Trentina - Diego Nart