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Il Progettone compie quarant'anni

Il Trentino ha saputo affrontare le grandi sfide del passato con una visione coraggiosa e concreta, costruendo un modello unico nel panorama delle politiche attive del lavoro in Italia: il Progettone.

Nato il 1° maggio 1986, questo sistema sarà al centro del convegno “Quarant’anni di politiche attive, lavoro e solidarietà in Trentino”, ospitato mercoledì 11 novembre, dalle 9 alle 16.30 nella sala InCooperazione di Via Segantini a Trento ed organizzato dal Servizio per il Sostegno occupazionale e la valorizzazione ambientale (SOVA). Una giornata di riflessione sull’esperienza trentina, dalle origini alle sfide future, che si aprirà con i saluti del presidente della Provincia Maurizio Fugatti, del vicepresidente e assessore allo sviluppo economico e lavoro Achille Spinelli e del sindaco di Trento Franco Ianeselli. Nel corso della mattina, gli interventi dei relatori approfondiranno la storia, le attività, l’impatto sociale ed economico di questo prezioso strumento di welfare territoriale fino alla recente riforma, mentre nel pomeriggio spazio ad una tavola rotonda sulle prospettive del Nuovo Progettone, che metterà a confronto esperienze e punti di vista di lavoratori, amministratori locali, esperti, rappresentanti sindacali e del mondo cooperativo.

“Festeggiare i quarant’anni del Progettone significa celebrare un modello unico nel panorama nazionale delle politiche attive del lavoro e del welfare territoriale, nato dalla capacità del Trentino di rispondere alla crisi industriale, occupazionale ed ambientale di allora, trasformando l’emergenza in un’opportunità di riscatto per tantissimi lavoratori e garantendo cura del territorio e valore per la comunità - sottolinea il vicepresidente Achille Spinelli -In questi quattro decenni il Progettone ha saputo rinnovarsi ed evolversi di pari passo con i bisogni della nostra società, estendendo e diversificando la sua azione anche alla cultura, ai servizi e al supporto socio-sanitario. Con la recente riforma e l’avvio del Nuovo Progettone — prosegue Spinelli —  guardiamo avanti, proiettando questo storico strumento nel futuro: un modello sempre più dinamico e innovativo di inclusione sociale che continuerà a garantire dignità alle fasce più deboli attraverso il lavoro e ad assicurare la tutela del territorio e la generazione di costante valore pubblico, puntando sulla formazione e sulla riqualificazione delle competenze per favorire, laddove possibile, il reinserimento nel mercato ordinario. Questo convegno vuole essere un momento fondamentale per fare memoria di un percorso straordinario, ma soprattutto per confrontarsi con tutti gli attori del sistema sulle sfide che ci attendono”.

Il convegno

L’apertura dei lavori è affidata, alle ore 9, ai saluti del presidente della Provincia Maurizio Fugatti e del sindaco di Trento Franco Ianeselli. A seguire il vicepresidente e assessore provinciale allo sviluppo economico e lavoro Achille Spinelli interverrà su “Il Progettone: il modello trentino di politica attiva del lavoro”. Il direttore generale della Fondazione Museo Storico del Trentino, Giuseppe Ferrandi ed il dirigente del Sova Maurizio Mezzanotte approfondiranno la nascita del Progettone e le attività realizzate in questi 40 anni. Successivamente il direttore di Euricse, Riccardo Bodini, analizzerà l’impatto sociale ed economico di questo strumento, alla luce di uno studio realizzato dall’istituto di ricerca, mentre della riforma del Progettone parleranno la dirigente generale del Dipartimento sviluppo economico, ricerca e lavoro, Laura Pedron, e il presidente dell’Agenzia del Lavoro Riccardo Salomone. La sessione mattutina è moderata dalla giornalista Silvia Gadotti.

Nel pomeriggio, alle 14.30, è prevista la consegna degli attestati di riconoscimento ad una rappresentanza di lavoratori del Progettone. A seguire la tavola rotonda “Le prospettive del nuovo Progettone: come preservare l’equilibrio tra la tutela dei lavoratori e la produzione di valore pubblico per il Trentino”. Moderata dalla giornalista Laura Galassi, vedrà gli interventi di Giuliana Ferrari e Brahim Fellahi, lavoratori del Progettone, del segretario generale Cisl del Trentino Michele Bezzi, della vicepresidente della Federazione trentina della Cooperazione Francesca Gennai, del sindaco di Nogaredo e presidente della Comunità della Vallagarina Alberto Scerbo e del presidente di Arte Sella Giacomo Bianchi.

La storia del Progettone

Nato il 1° maggio 1986, questo sistema messo in campo dalla Provincia autonoma di Trento in accordo con organizzazioni sindacali, associazioni imprenditoriali e cooperazione e denominato fin dall’inizio “Progettone”, ha rappresentato non una semplice misura assistenziale, ma una risposta concreta alla duplice difficile realtà di quegli anni in Trentino. Da un lato l’emergenza occupazionale legata alle pesanti crisi industriali del periodo, che aveva messo a rischio il futuro di centinaia di lavoratori, dall’altro le problematiche ambientali culminate nella tragedia di Stava del 1985, che aveva evidenziato la fragilità del nostro territorio.

Istituzionalizzato con la legge provinciale 32 del 1990, il Progettone è riuscito a trasformare l'emergenza occupazionale in un'opportunità di riscatto sociale avviando contemporaneamente l’opera di manutenzione del territorio e valorizzazione ambientale, restituendo dignità a migliaia di persone espulse dal ciclo produttivo, in particolare le fasce deboli più vicine alla pensione, attraverso l’inserimento in attività di pubblica utilità ed incarnando il concetto di "welfare territoriale". Nessuna assistenza passiva ma un investimento che produce nuovo valore pubblico per l’intera comunità.

Dalle origini, fortemente incentrate sulla cura del verde, il sistema si è evoluto negli anni in armonia con la società trentina, diversificando ed espandendo le proprie attività. L’impegno è vastissimo: dalla tutela dell’ambiente, con la gestione di parchi e giardini, la cura di sentieri e percorsi e la manutenzione delle piste ciclopedonali, alla valorizzazione del nostro patrimonio storico e culturale, garantendo servizi essenziali in musei, castelli e biblioteche ma anche in numerosi uffici del territorio, fino al supporto prezioso nelle strutture socio-sanitarie e assistenziali.

Attraverso la riforma approvata con legge provinciale 12 del 2 novembre 2022, entrata in vigore nel 2025, il sistema ha fatto un ulteriore passo in avanti, segnando la strada per il domani. Non più un semplice ponte previdenziale, un accompagnamento verso la pensione ma uno strumento dinamico, un volano di politica attiva del lavoro per l’inclusione sociale delle fasce deboli e la realizzazione di interventi e servizi di pubblica utilità: il cuore dell’azione oggi è sulla formazione continua, sull'orientamento e sul reinserimento professionale nel mercato ordinario, con l’obiettivo di offrire ad ogni persona nuove competenze e nuove prospettive. Dopo la fase di transizione, con il 2026 il Nuovo Progettone è pienamente operativo, forte di un Piano Triennale 2026-2028 che conta su quasi 137 milioni di euro di risorse programmate suddivise nei tre ambiti principali: verde pubblico, servizi e servizi sanitari e socio-assistenziali.

A quarant’anni dalla sua nascita, il Progettone testimonia la sua capacità di resilienza: un modello capace di guardare alle prossime sfide e rinnovarsi senza perdere la propria anima permettendo, ora come allora, di sostenere il lavoro, curare il territorio e generare valore pubblico.

Autore: Ufficio Stampa Pat