Gruppo Vino del Copa-Cogeca sul Pacchetto Vino
Bene il via libera dell'Eurocamera, ma risultato solo parziale.
“Il via libera definitivo espresso oggi dal Parlamento europeo al Pacchetto Vino, approvato con 625 voti a favore, 15 contrari e 11 astensioni, rappresenta un passaggio importante di attenzione verso un comparto che sta attraversando com’è noto una delle fasi più difficili della sua storia. Diverse misure approvate – la maggiore dotazione finanziaria per le misure per contrastare i cambiamenti climatici, gli interventi contro la flavescenza dorata e il rafforzamento degli investimenti legati all’enoturismo – vanno nella direzione giusta e rispondono a bisogni concreti delle imprese. Rimane tuttavia la preoccupazione per l’esclusione di alcuni elementi qualificanti che avrebbero reso il provvedimento più completo ed efficace e avrebbero dato al settore ulteriori strumenti per recuperare la piena competitività”. Così Luca Rigotti, Presidente del Settore Vitivinicolo di Confcooperative e Presidente del Gruppo Vino del Copa-Cogeca commenta l’approvazione definitiva oggi del pacchetto di aiuti a sostegno del settore vitivinicolo europeo.
Il Presidente Rigotti esprime apprezzamento per l’aggiornamento delle definizioni relative ai vini dealcolati, in particolare per l’introduzione della designazione “a ridotto contenuto alcolico, un passo avanti positivo sia per i produttori sia per i consumatori”: a tal riguardo rinnova “l’auspicio che si possa arrivare in tempi brevi anche a una soluzione normativa per i vini a bassa gradazione alcolica naturale, segmento che sta registrando un interesse crescente sui mercati”.
Secondo il presidente del settore Vino di Confcooperative Fedagripesca “permangono però forti preoccupazioni per la mancata inclusione di strumenti che avrebbero inciso in modo determinante sull’efficacia complessiva del pacchetto: dalla possibilità di riutilizzare nell’annualità successiva i fondi non impiegati (carry over), alla non estensione alle cooperative delle aliquote di cofinanziamento più elevate previste per le PMI. Si tratta di lacune che – commenta Rigotti - ridimensionano la portata di un intervento che, pur contenendo aspetti positivi, avrebbe potuto essere ben più incisivo”. “L’auspicio – conclude il Presidente del Settore – è che le innovazioni introdotte possano essere confermate anche oltre l’attuale PAC e che le misure rimaste escluse trovino spazio nelle prossime revisioni normative, così da garantire ai viticoltori europei un sostegno realmente adeguato, nel quadro di una Ocm di Settore che dovrà conservare la propria specificità e risorse di bilancio adeguate”.