Condividi il link su:

Festival Nazionale dell’Economia Civile. Il Premio Nobel Stiglitz: “dobbiamo insegnare a imparare”

Ha preso il via ieri, dalla sede di Novoli dell’Università degli Studi di Firenze, la 5ª edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile, dal titolo “Oltre i limiti: l’impegno che (ci) trasforma“.

Leonardo Becchetti (Direttore del FNEC e Co-fondatore NeXt Economia) ha detto: «In questa 5ª edizione del Festival vogliamo sottolineare come per affrontare e vincere gli shock moderni, ci sia bisogno di una grande azione dal basso, con la partecipazione di tutti. Il segreto del successo di alcuni territori italiani, infatti, sta proprio nell’intelligenza relazionale. Le parole chiave per affrontare al meglio i problemi, quindi, sono co-progettazione, co-programmazione e collaborazione tra profit, no-profit e pubblico».

Dopo i saluti iniziali di Alessandra Petrucci (Rettrice dell’Università di Firenze), si è tenuta una lectiones civiles con lettura dei brani di Don Milani e introduzione da parte di Luigino Bruni (Presidente della Scuola di Economia Civile).

«Il fatto che esista questo festival per l’Italia è una buona notizia, perché in un tempo in cui è più facile accordarsi alle passioni tristi parla dei futuro e dei giovani», ha detto Bruni che ha sottolineato la centralità dei temi economici nel percorso di Don Lorenzo Milani: «Don Milani non era solo un grande teorico e pratico dell’educazione dei giovani, ma anche un profetico critico del capitalismo che ha visto prima degli altri cosa l’Italia stava diventando con il boom del dopoguerra.  A cento anni dalla sua nascita, ancora parliamo di Don Milani: allora forse l’Italia non è così persa, nonostante la scuola del merito, il consumismo, le guerre, i porti chiusi, possiamo sperare che abbia ancora un’anima diversa e viva».

La 5ª edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile ha, tra i suoi obiettivi, quello di fornire risposte sostenibili, civili e partecipate agli shock e alle sfide globali nell’era dell’intelligenza artificiale e delle grandi trasformazioni sociali.

Oggi non basta essere innovativi per fare innovazione: il concetto di comunità di innovazione sociale nasce proprio in risposta ai bisogni del territorio, perché nel dialogo e nella formazione reciproca e permanente, la società civile e le istituzioni possono costruire un futuro partecipato, inclusivo e sostenibile.

A questo e ad altri temi ha risposto Joseph Stiglitz (economista e vincitore del Premio Nobel per l’economia nel 2001) in un incontro dal titolo “Il Futuro delle Comunità”: «Discutiamo spesso di trovare un equilibrio tra stato e mercato, tra pubblico e privato ma dobbiamo prendere in considerazione anche altri fattori: negli Usa i college che hanno più successo sono quelli che si basano sulla collaborazione con le Fondazione e durante la crisi del 2008 le uniche banche che continuavano a funzionare erano le banche cooperative. Questo dimostra che dobbiamo andare oltre la divisone fra pubblico e privato e coinvolgere la società civile ed è più semplice partire dal livello locale, dove ci sono le maggiori opportunità e le maggiori speranze. L’obiettivo dell’istruzione oggi non è riversare conoscenze negli individui, con internet abbiamo accesso alle informazioni: l’obiettivo dell’istruzione nel ventunesimo secolo è insegnare a imparare e a distinguere ciò che è vero da ciò che è falso. Quello che ho visto qui oggi è un segnale di speranza, - chiude il PremioNobel - ma serve un coinvolgimento dei giovani a livello politico perché i giovani si allontanano il dibattito politico finisce nelle mani sbagliate. C’è l’urgenza di coinvolgere i giovani nel processo politico».

Il Festival è ripartito stamane con una lettera di Papa Francesco che, esortando a lavorare per un'economia nuova e illuminata, conclude: "Che possiate impegnarvi con coraggio e passione, ma soprattutto convergere, facendo prevalere ciò che unisce sui tanti distinguo che a volte con le più nobili intenzioni indeboliscono la forza del bene. Solo insieme possiamo affrontare le sfide del nostro futuro con coraggio e creatività. Di cuore vi benedico.” Il Festival proseguirà fino a domenica 1 ottobre nel magnifico contesto del Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio, con numerosi protagonisti del mondo dell'economia civile. 

L'evento è promosso da Federcasse (Associazione Nazionale delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali) e da Confcooperative, organizzato e progettato con NeXt (Nuova Economia per Tutti), con la collaborazione di SEC (Scuola di Economia Civile) e il contributo di Fondosviluppo, Assimoco, UCID, Mus.e - Firenze, Federazione Toscana delle BCC, Coopersystem e Assicoper. Anche la Cooperazione Trentina ha partecipato con una delegazione guidata dal suo presidente Roberto Simoni, che ha seguito i lavori anche in qualità di vicepresidente di Federcasse.

Per maggiori informazioni: www.festivalnazionaleeconomiacivile.it

Autore: Redazione