07 maggio 2026
bilancio
Condividi il link su:

Cooperfidi cresce ancora: più garanzie, più soci e focus sui giovani

Oggi l’assemblea annuale: nel 2025 ripresa delle garanzie, sia nei volumi sia nel numero. La cooperativa rafforza il proprio ruolo strategico e rinnova parte del CdA. In via di definizione un nuovo protocollo con la Provincia che mette a disposizione finanziamenti agevolati per i giovani agricoltori.

Un 2025 in crescita, segnato da solidità operativa, maggiore accesso al credito per le imprese socie e nuove prospettive strategiche per il supporto dei giovani. È quanto emerso oggi nel corso dell’assemblea annuale di Cooperfidi, realtà che offre garanzie agli investimenti delle cooperative e delle aziende agricole trentine, che hanno approvato all’unanimità il bilancio.

Nel corso dell’anno, Cooperfidi ha evaso garanzie per circa 30 milioni di euro, a copertura di finanziamenti superiori ai 43 milioni, con un incremento sia nei volumi sia nel numero delle operazioni rispetto all’esercizio precedente. Lo stock complessivo di garanzie a fine anno si è attestato a 118 milioni, su finanziamenti garantiti per oltre 191 milioni.

A sostenere i risultati è stato anche il contributo delle convenzioni specifiche attivate nel corso dell’anno. In particolare, la convenzione Zootecnia Sostenibile ha generato oltre 12 milioni di euro di garanzie su finanziamenti superiori ai 20 milioni, accompagnando investimenti in efficienza e innovazione nel comparto. Rilevante anche il ruolo degli strumenti del Fondo Europeo per gli Investimenti (Fei), che hanno permesso di sostenere operazioni di maggiore dimensione migliorandone il profilo di rischio, e della convenzione Promofondo, che ha garantito condizioni particolarmente vantaggiose per le cooperative.

«I dati di ripresa delle garanzie dimostrano un rafforzamento concreto della nostra attività a supporto delle imprese socie – ha sottolineato il direttore Antonio Bortolotti –. Cooperfidi si sta dimostrando sempre più uno strumento non emergenziale, ma di supporto allo sviluppo e quindi una opportunità da approfondire e cogliere». Una realtà caratterizzata da grande solidità: 84 milioni di euro il patrimonio netto.

Guardando al 2026, le prospettive restano positive grazie al consolidamento delle convenzioni citate e all’avvio della nuova convenzione Melinda–La Trentina, dedicata al rinnovo degli impianti frutticoli. Lo strumento, assistito da garanzia Cooperfidi fino all’80%, potrà mobilitare volumi significativi già nel corso del 2026, rafforzando ulteriormente il sostegno agli investimenti agricoli sul territorio.

La base sociale continua a crescere: al 31 dicembre i soci hanno raggiunto quota 1.763, con un incremento di 33 unità rispetto all’anno precedente e con una crescita significativa (+24%) rispetto al 2019, a conferma della fiducia nel ruolo della cooperativa.

Accanto a questo, l’assemblea ha evidenziato anche il ruolo crescente della cooperativa sul piano strategico e istituzionale. In particolare, Cooperfidi è coinvolta nei tavoli promossi dalla Provincia autonoma di Trento per lo sviluppo del settore zootecnico e lattiero-caseario, dove coordina il gruppo dedicato al sostegno delle nuove generazioni.

«Il nostro impegno nel tavolo provinciale dedicato ai giovani punta a ridurre le barriere finanziarie all’ingresso del settore agricolo e a facilitare gli investimenti – ha evidenziato il presidente Guido Leonardelli –. In particolare, stiamo lavorando con l’Umst Agricoltura per definire un nuovo protocollo che definisca un pacchetto di finanziamenti agevolati per i giovani agricoltori, un intervento che potrebbe rappresentare una sorta di banco di prova per un nuovo strumento da sviluppare nella prossima programmazione comunitaria».

«Ciò che emerge non sono soltanto i numeri, ma il valore del lavoro che Cooperfidi svolge a sostegno del sistema economico trentino: un presidio fondamentale per l’accesso al credito, in particolare nei settori agricolo e cooperativo, dove la fiducia e la vicinanza al territorio fanno la differenza. Cooperfidi rappresenta, in questo senso, un’espressione concreta dell’Autonomia del Trentino: la capacità di costruire strumenti propri, in sinergia con la Provincia e con il sistema delle Casse Rurali, per rispondere ai bisogni delle imprese e delle comunità anche nelle aree più periferiche. Un ruolo che sarà sempre più centrale anche in futuro, per accompagnare le imprese nei percorsi di innovazione e sostenibilità, senza perdere quella vocazione mutualistica che rappresenta uno dei pilastri del nostro sistema autonomistico e del legame con il territorio». Questo il pensiero dell'assessore provinciale alla salute, politiche sociali e cooperazione, Mario Tonina.

«Negli ultimi anni il rapporto con il comparto agricolo si è ulteriormente rafforzato – ha aggiunto l’assessora provinciale all’agricoltura e promozione dei prodotti trentini, Giulia Zanotelli –, consolidando una collaborazione strategica per il territorio. In un contesto geopolitico internazionale segnato da conflitti e forti incertezze, essere qui oggi assume un significato ancora più importante. Tra passato e futuro, la cooperazione rappresenta il presente, come recita il claim del vostro 130ennale. Affrontare insieme le sfide, lavorando in modo condiviso e con interventi concreti e significativi, è la strada per continuare a crescere con senso di responsabilità».

«Viviamo in un contesto di grande cambiamento – ha aggiunto il presidente della Cooperazione Trentina Roberto Simoni – in cui investire con attenzione alla sostenibilità e all’innovazione è sempre più complesso. In Trentino possiamo contare su due pilastri fondamentali per facilitare l’accesso al credito: Cooperfidi e il sistema del credito cooperativo, con Casse Rurali e CCB, realtà che ogni giorno permettono a famiglie e piccole e medie imprese di accedere a opportunità che altrove sarebbero più difficili. Il sistema della cooperazione trentina è spesso invidiato: tendiamo a soffermarci sulle difficoltà, dimenticando invece il valore che esprime per il territorio. Per questo dobbiamo avere orgoglio, ma anche la responsabilità di continuare a investire guardando avanti, soprattutto sui giovani e sul passaggio generazionale, che va accompagnato con più coraggio e concretezza».

Nel corso dell’assemblea, che è stata arricchita dalla relazione sul ruolo degli insetti impollinatori e sulle minacce a cui sono sottoposti di Paolo Fontana, esperto della Fondazione Mach, si è inoltre proceduto al rinnovo di una parte del Consiglio di amministrazione: confermati Eliana Zandonai e Nadir Paoli, mentre entra per la prima volta Aldo Pinamonti, che sostituisce il consigliere uscente Andrea Armanini.


Autore: Ufficio stampa - Dirce Pradella