12 febbraio 2026
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Comunità energetiche rinnovabili: strategie e prospettive di sviluppo locale

Alla Piazza inCooperazione, si è svolto l’incontro “Strategie per l’accompagnamento e il consolidamento delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)”.

Le evidenze emerse dallo studio mostrano come le CER in Italia si trovino ancora in una fase iniziale di sviluppo: dimensioni mediamente contenute, forte eterogeneità organizzativa e percorsi di costituzione complessi, segnati da un quadro normativo in evoluzione e da procedure tecnicamente impegnative. A livello nazionale risultano attive 597 CER, con una distribuzione territoriale ancora disomogenea: il Nord-Ovest concentra il 31% delle iniziative e il Sud e Isole il 30%, mentre il Trentino Alto Adige conta 38 CER, pari al 6% del totale. A ciò si aggiunge una leva economica percepita come poco immediata, poiché i benefici non si traducono in un risparmio diretto e facilmente visibile in bolletta. Questo elemento tende a rallentare l’adesione e a rafforzare un approccio prevalentemente centrato sugli incentivi, con il rischio di indebolire la dimensione comunitaria. Nel contesto trentino, tuttavia, come dimostrano i numeri, la presenza di un solido capitale cooperativo e di un’infrastruttura di supporto strutturata rappresenta un fattore abilitante, capace di favorire stabilità organizzativa e consolidamento delle iniziative. Anche in territori più maturi resta però centrale la sfida di mantenere un equilibrio tra certezza normativa, governance efficace e radicamento sociale. Le CER si configurano così non solo come strumenti tecnici per la produzione condivisa di energia rinnovabile, ma come vere e proprie infrastrutture socioeconomiche territoriali, la cui efficacia dipende dall’integrazione tra regole, organizzazione e comunità. Questi, in sintesi, i punti focali dello studio presentati dal ricercatore di EURICSE Jacopo Sforzi, che hanno costituito anche il fulcro degli interventi successivi. I risultati saranno prossimamente pubblicati online e resi disponibili sul sito dell’istituto.

Ad aprire i lavori è stato il saluto del Direttore della Cooperazione Trentina, Alessandro Ceschi, che nel suo intervento ha dichiarato: «La Federazione sostiene le CER in forma cooperativa come opportunità per rafforzare la coesione sociale e lo sviluppo locale, valorizzando il territorio e contrastando la povertà energetica attraverso la condivisione dei benefici economici e sociali. Un ringraziamento va a EURICSE per l’organizzazione di questo momento di confronto e per il lavoro di ricerca e supporto a queste realtà in crescita».

Dopo la presentazione dei risultati da parte dI Jacopo Sforzi, il dibattito è proseguito con le testimonianze di Mauro Chiodega, Presidente della Vallata Alto Sarca (BIM del Sarca) e Presidente della CER del Sarca, e di Giacomo Pinaffo, Segretario Generale della Fondazione di Comunità di Messina, che hanno portato esperienze concrete di accompagnamento e sviluppo delle comunità energetiche.

Mauro Chiodega ha illustrato l’esperienza della comunità energetica trentina (CER del Sarca), ripercorrendone le fasi di costituzione e i primi risultati raggiunti. Nel suo intervento ha evidenziato come le Comunità Energetiche Rinnovabili possano rappresentare uno strumento efficace di sviluppo territoriale, integrando la produzione di energia da fonti rinnovabili con la riduzione dei costi per i cittadini e il rafforzamento della coesione sociale. Nel raccontare la nascita della CER, promossa dalla volontà condivisa di alcuni Comuni del territorio, Chiodega ha richiamato le principali criticità affrontate, in particolare sul piano normativo e organizzativo, sottolineando il valore del modello cooperativo e il ruolo centrale del coinvolgimento attivo di enti locali, imprese e cittadini. Particolare attenzione è stata dedicata al tema della partecipazione dei soci: attraverso le comunità energetiche – ha sottolineato – tornano centrali valori come solidarietà e mutualismo. Una crescita solida e sostenibile, ha concluso, è possibile solo se orientata a generare un ritorno concreto per la comunità, rafforzando nel tempo questi principi fondanti.

Giacomo Pinaffo è intervenuto proponendo una lettura ampia della transizione energetica, collegando le comunità energetiche ai processi di innovazione sociale e sviluppo locale. Le CER, ha evidenziato, possono diventare non solo infrastrutture energetiche, ma laboratori di coesione territoriale capaci di integrare obiettivi ambientali, inclusione sociale e nuova economia. Richiamando le esperienze maturate nel Mezzogiorno, Pinaffo ha sottolineato il valore delle reti tra enti pubblici, terzo settore e comunità locali per garantire stabilità e capacità generativa nel tempo, in una prospettiva sistemica. La Fondazione ha promosso Comunità Energetiche Solidali che integrano innovazione tecnologica e impatto sociale, attraverso micro-reti e sistemi di accumulo orientati a una redistribuzione equa dei benefici, con particolare attenzione alle fasce più vulnerabili e a modelli di governance condivisa. Tra le esperienze citate, il progetto “Energia è partecipazione”, sostenuto anche da Fondazione CON IL SUD, finalizzato alla costituzione di una Comunità Energetica dei Cittadini nella periferia sud di Messina, con il coinvolgimento di famiglie in condizioni di fragilità abitativa e realtà del territorio.

Il confronto, arricchito anche dagli interventi del pubblico, ha consentito di individuare alcune priorità strategiche: rafforzare la stabilità del quadro regolatorio, semplificare le procedure, sostenere modelli organizzativi solidi e promuovere un coinvolgimento effettivo delle comunità locali. In questa prospettiva, le CER rappresentano una leva rilevante non solo per la transizione energetica, ma anche per la costruzione di nuove traiettorie di sviluppo locale.

La mattinata è proseguita con tre workshop tematici, caratterizzati da un confronto ampio e partecipato. È emersa con chiarezza la necessità di rafforzare gli strumenti di accompagnamento tecnico e finanziario, favorire la condivisione di buone pratiche e consolidare alleanze tra soggetti pubblici, privati e comunità locali, affinché le CER possano diventare un elemento strutturale delle politiche di sviluppo territoriale.

I gruppi di lavoro si sono concentrati su tre ambiti prioritari: fare rete sul territorio, con strategie di coinvolgimento di cittadini e stakeholder locali; sviluppare competenze dedicate, attraverso l’integrazione di professionalità interne ed esterne a supporto della progettazione e della gestione; garantire la sostenibilità nel tempo, mediante strumenti e soluzioni finanziarie adeguate.

Autore: Euricse - Ufficio Stampa Silvia Gadotti