28 giugno 2021
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Casse Rurali: dai primi dati del 2021 segnali positivi per l’economia trentina

Il Centro Congressi della Cooperazione Trentina ha ospitato oggi pomeriggio il convegno di settore delle Casse Rurali. Nel primo semestre del 2021 confermate le principali dinamiche dello scorso esercizio.

La Sala della Cooperazione ha ospitato il convegno di settore delle Casse Rurali Trentine e per gli enti del settore credito aderenti alla Federazione Trentina della Cooperazione.

Gli istituti di credito cooperativo in Trentino sono quindici. Tra pochi giorni scenderanno a quattordici: infatti dal 1° luglio diventa operativa la fusione tra la Cassa Rurale Alto Garda e la Cassa Rurale di Rovereto.

I lavori del convegno sono stati aperti dagli interventi di Roberto Simoni e di Adriano Orsi, rispettivamente presidente della Cooperazione Trentina e vicepresidente della Federazione per il settore del credito.

Le Casse Rurali Trentine (dopo i risultati positivi fatti segnare nel 2020) confermano anche nel primo trimestre del 2021 le principali dinamiche evidenziate nell’esercizio scorso: crescita di raccolta e impieghi, sia rispetto alle famiglie e sia rispetto al mondo produttivo, ulteriore calo del credito deteriorato, solidità patrimoniale e risultati economici di periodo con segno positivo.

I numeri del settore

Sono stati presentati da Vincenzo Visetti, referente per il settore credito all’interno della Federazione Trentina della Cooperazione. Le masse intermediate sfiorano i 30 miliardi di euro. La raccolta si avvicina a 20 miliardi, e continua a crescere a ritmo sostenuto (+ 9%) soprattutto nel risparmio gestito (+ 28% a maggio 2021, rispetto allo stesso mese del 2020).

Da segnalare, in particolare, che nei sedici mesi di emergenza sanitaria (da febbraio 2020 a maggio 2021) la raccolta diretta dalle famiglie è aumentata di 189 Milioni di euro, mentre quella dai settori produttivi è cresciuta addirittura del 20% (+ 478 milioni di euro).

La consistente liquidità a disposizione (il rapporto impieghi lordi/raccolta diretta scende sotto il 74%) è senz’altro l’elemento che maggiormente caratterizza l’andamento di periodo, e consente di guardare con cauto ottimismo alle prospettive di ripresa degli investimenti e dei consumi, se sarà confermato il progressivo ritorno alla normalità del contesto economico e sociale post-pandemia.

Anche la qualità del credito continua a migliorare: il peso dei crediti deteriorati sul totale dei crediti lordi passa dal 10,2% all’8,5%. Nei confronti delle imprese, lo stock si è ridotto del 16,5% da marzo 2020 a marzo 2021, mentre le sofferenze rappresentano solo il 3% dei crediti lordi. Percentuale che scende al 2% se si considerano anche i crediti verso le famiglie.

Dati che consentono di affrontare con una certa serenità anche l’incertezza legata a tempi e modalità di scadenza delle moratorie concesse in regime di temporary framework. Non si possono escludere situazioni particolari di difficoltà legate a singole imprese o settori produttivi, ma nel complesso il sistema economico-finanziario provinciale dimostra di avere le condizioni per affrontare l’ammortamento dei debiti contratti verso il sistema bancario durante la crisi pandemica, a condizione che al termine dell’emergenza sanitaria l’economia riprenda a crescere con vivacità.

I temi di maggiore attualità

Nel corso del convegno di settore sono stati affrontati altri temi di attualità per il mondo del credito: dall’evoluzione del contesto normativo di settore (con poche probabilità che l’attuale normativa sui gruppi bancari cooperativi possa evolvere in tempi brevi, riconoscendo alle Casse Rurali e alle Banche di Credito Cooperativo lo status di banche less significant ai sensi della normativa europea), al nuovo assetto delle relazioni sindacali, ai progetti di sistema promossi dalla Federazione (nuova piattaforma InCooperazione e supporto alla rendicontazione sociale d’impresa).