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Caporalato, Cooperazione Trentina: «Eliminare ogni forma di sfruttamento»

Il movimento cooperativo condanna le pratiche emerse dalle inchieste in Val di Non e Valsugana e rilancia la collaborazione con le istituzioni: contratti di rete e strumenti condivisi per garantire alla raccolta manodopera regolare e tutelata.

Cooperazione Trentina condanna con fermezza lo sfruttamento dei braccianti portato alla luce dalla Guardia di Finanza in Val di Non e in bassa Valsugana. Reclutare lavoratori approfittando del loro bisogno, imporre debiti, ritmi e punizioni, sottrarre loro il salario: sono pratiche che nulla hanno a che vedere con i principi di mutualità, equità e rispetto della persona su cui la cooperazione è nata e continua a fondarsi. Un ringraziamento va agli inquirenti e alla magistratura per il lavoro svolto.

In questi anni la Federazione ha lavorato con la Provincia Autonoma di Trento, le istituzioni e le organizzazioni sindacali per prevenire le irregolarità nel lavoro agricolo: dal contratto di rete, che permette alle imprese di condividere lavoratori assunti regolarmente, alla ricerca di strumenti condivisi per la gestione del lavoro in agricoltura. Un percorso che il presidente Renato Dalpalù intende proseguire: «Restiamo a disposizione per continuare questo impegno, con l’obiettivo di eliminare ogni forma di sfruttamento delle persone sul nostro territorio».

 

 

Autore: Ufficio Comunicazione e Stampa Cooperazione Trentina
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