Assistenza domiciliare: la collaborazione c'è, ed è con le istituzioni

Le cooperative sociali trentine non sono fornitrici di un'impresa privata: sono partner delle istituzioni pubbliche con cui gestiscono da decenni l'assistenza domiciliare nel territorio. È con la stazione appaltante, con l'Assessorato provinciale e con le Comunità di Valle che il lavoro comune prosegue, e a loro le cooperative restano a disposizione. Gli adempimenti sul personale previsti dalla clausola sociale sono stati eseguiti nei tempi indicati.

Consolida e le cooperative sociali interessate dalla conclusione dell'appalto per l'Assistenza Domiciliare Integrata hanno convocato oggi i mezzi di informazione per chiarire lo stato degli adempimenti, il quadro dei rapporti istituzionali e le ragioni organizzative che caratterizzano questo servizio. Coinvolte nella conclusione dell’appalto otto cooperative sociali trentine (Antropos, Arcobaleno, Il Sole scs, Cooperativa Sociale ASSISTENZA, Cooperativa SAD, Coop Vales, FAI Coop, Gruppo SPES) per un totale di 300 operatori ed operatrici.

La collaborazione c'è, ed è con le istituzioni

Nel dibattito di questi giorni si è parlato di collaborazione mancata. Occorre allora chiarire un punto di fondo: le cooperative sociali trentine non sono fornitrici di un'impresa privata, sono partner delle istituzioni pubbliche del territorio. È con le Comunità di Valle, con l'ASUIT e con l'Assessorato provinciale competente che gestiscono da decenni l'assistenza alle persone, ed è con loro che il lavoro comune prosegue oggi come ieri. La collaborazione, dunque, non è mancata: è rivolta a chi ha la responsabilità pubblica di questi servizi, e a quelle istituzioni le cooperative restano interamente a disposizione.

Si specifica che, nonostante l’attenzione sia rivolta alle istituzioni e al territorio, sono stati forniti i dati di circa 40 persone interessate dall'applicazione della clausola sociale. Sono i casi in cui non è stato possibile individuare un collocamento soddisfacente per la persona: proprio per questo la clausola sociale ha trovato applicazione e i dati sono stati trasmessi all'impresa aggiudicataria. Là dove il passaggio corrispondeva alle esigenze del lavoratore, non è stato in alcun modo ostacolato: è stato accompagnato.

Il riconoscimento all'impresa aggiudicataria

L'esito della gara è chiaro e va riconosciuto: l'impresa aggiudicataria ha presentato un'offerta valutata come la migliore dalla commissione. La sua presidente ha parlato di una proposta innovativa dal punto di vista tecnologico e organizzativo: ne prendiamo atto. La responsabilità dell'esecuzione dell'appalto appartiene a chi lo ha vinto: non spetta alle cooperative uscenti rispondere delle scelte di altri.

Gli adempimenti sul personale

Sul personale le cooperative si sono mosse all'interno della normativa vigente, fornendo nei tempi previsti dalla stazione appaltante i nominativi delle persone che possono essere interessate dalla clausola sociale. Va precisato che la clausola sociale è uno strumento a tutela dei lavoratori, non di chi si aggiudica un appalto: non impone al lavoratore il trasferimento presso il nuovo appaltatore, ma gli attribuisce una facoltà, posta a tutela della continuità occupazionale. Il lavoratore è quindi libero di avvalersene oppure di non esercitarla, mentre l'obbligo di assunzione grava sull'impresa subentrante. Sono in corso le ratifiche presso il Servizio Lavoro, e la Federazione ha operato insieme alle organizzazioni sindacali a supporto di chi ha manifestato la volontà di transitare presso il nuovo gestore.

L'ADI è una parte dell'assistenza domiciliare

Il servizio di Assistenza Domiciliare Integrata rappresenta circa un quarto dell'attività complessiva di assistenza domiciliare in Trentino. Il restante 75% è affidato dalle Comunità di Valle e gestito dalle cooperative sociali del territorio. Il personale impiegato è stato quindi ricollocato, nella maggior parte dei casi, per garantire la continuità dell'assistenza domiciliare alle famiglie del territorio: è verso quelle istituzioni e verso quelle famiglie che le cooperative hanno un impegno da onorare.

Va ricordato che l'impresa uscente è tenuta, in ogni caso, a verificare la possibilità di ricollocare il proprio personale: è un obbligo che grava su di essa, non una scelta di convenienza. Le due tutele — l'assunzione presso la subentrante e la prosecuzione del rapporto in essere — operano su piani distinti e possono coesistere, come la giurisprudenza di legittimità ha chiarito a più riprese: chi prosegue il rapporto non perde alcuna tutela sostanziale, mantenendo il posto di lavoro, l'orario e il trattamento economico.

Questo esito ha inoltre una ragione organizzativa precisa. Le persone che operano in questo settore lavorano in larga parte con contratti part-time, ripartiti tra area socio-sanitaria e area socio-assistenziale e tra committenti diversi: sottrarre le ore dedicate a una parte mette a rischio l'altra. Va infine ricordato che una parte significativa di queste lavoratrici e lavoratori non è soltanto dipendente, ma socia della cooperativa in cui opera, con diritto di voto sulle scelte dell'impresa.

Gli incontri con l'aggiudicataria

Vi sono stati incontri con l'impresa aggiudicataria, ai quali le cooperative hanno partecipato. Da quegli incontri non è maturata la decisione di proseguire il dialogo, ed è un esito che riteniamo legittimo: una collaborazione tra imprese può essere chiesta, ed è del tutto legittimo chiederla, ma non è dovuta da parte di chi ha partecipato alla medesima gara con un esito diverso. Il rispetto del risultato comporta, per chi ha vinto, un carico di responsabilità oltre che di diritti.

«Riconosciamo il risultato della gara - spiega Francesca Gennai, presidente di Consolida – e  la qualità della proposta che l'ha vinta e, se c'è qualcosa da imparare, lo impareremo. Ma c'è una cosa che una cooperativa sociale non può delegare a nessuno: per noi il lavoro non è una voce di costo da ottimizzare, è la ragione per cui esistiamo. Molte delle persone impiegate in questo servizio non sono soltanto nostre dipendenti: sono nostre socie, votano in assemblea, dell'impresa rispondono anche loro. Tutelare il loro lavoro non è una posizione che assumiamo in emergenza, è il mestiere che facciamo ogni giorno.. E oggi non sono i lavoratori a cercare le imprese: sono le imprese a cercare i lavoratori. Ogni ora sottratta a un servizio è un'ora che mancherà a una persona che ha bisogno»

Nessuna volontà di mettere in difficoltà il sistema

Non c'è in nessuna delle cooperative coinvolte la volontà di mettere in difficoltà un sistema che le stesse imprese sociali trentine sostengono da decenni. I nostri interlocutori istituzionali su questo servizio sono l'Azienda sanitaria universitaria intergrata del Trentino, in qualità di stazione appaltante, e l'Assessorato provinciale competente, ai quali confermiamo piena disponibilità: oggi e nel tempo, con un obiettivo che viene prima di ogni altro — garantire la continuità dell'assistenza alle persone fragili e alle loro famiglie. Con le rappresentanze sindacali il confronto proseguirà nelle sedi proprie, con la consueta correttezza e disponibilità.

Ogni cooperativa risponde in autonomia delle proprie scelte organizzative e ha pieno titolo a rappresentarsi singolarmente: la Federazione svolge un ruolo di supporto tecnico e di rappresentanza generale del sistema cooperativo trentino. L'attenzione di tutte resta rivolta alle proprie lavoratrici e ai propri lavoratori e alle persone assistite: è l'impegno che le cooperative sociali hanno assunto verso le comunità che le hanno scelte, ed è su quello che continueranno a essere giudicate.

Autore: Ufficio Stampa Cooperazione Trentina per Consolida
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