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Anziani, Spes inaugura il Centro Diurno “Il Girasole”

Questo pomeriggio una grande festa con lo spettacolo di Loredana Cont presso la struttura di via Borsieri, a Trento, che ospita anziani parzialmente autosufficienti ed offre occasioni di socializzazione, attività culturali ed artistiche per mantenere le abilità motorie e cognitive. Utilizzando il metodo Montessori.

Riprende a pieno ritmo l’attività di accoglienza e cura del Centro Diurno “Il Girasole” di via Borsieri numero 7, a Trento, dopo il trasferimento da via Gramsci e il funzionamento ‘a singhiozzo’ dovuto alla pandemia.

E lo fa oggi con una grande festa, culminata con uno spettacolo dell’attrice trentina Loredana Cont, che con ironia e con garbo affronta il tema della vecchiaia e del desiderio di autonomia degli anziani, come sempre provocando sorrisi e risate nel pubblico, perché ridere aiuta a pensare e a vedere la realtà diversamente. Ad andare oltre, come dice il titolo del monologo: “Vago oltre” l’età, appunto.

Il Centro Diurno “Il Girasole” è gestito dalla cooperativa STGestioni che fa parte del Gruppo Spes, presieduto da Paola Maccani e diretto da Italo Monfredini.  La struttura offre alle persone anziane parzialmente autosufficienti la possibilità di trascorrere la giornata in un luogo diverso dalla propria casa, dove attivare delle relazioni, consumare il pasto in compagnia e svolgere attività che possano essere di aiuto nel mantenere le proprie abilità sia motorie sia cognitive. «E lo facciamo utilizzando il metodo Montessori, che sta avendo un grande risultato», ha spiegato la presidente Maccani aprendo la festa e ringraziando il consigliere provinciale Devid Moranduzzo e l’assessore comunale Chiara Maule, insieme ai rappresentanti dell’Azienda sanitaria per la presenza e la collaborazione.

La caratteristica principale di questo Centro, infatti, è quella di applicare il metodo Montessori all’assistenza dell’anziano. L’idea centrale è quella di permettere alle persone che lo frequentano di scegliere cosa fare nel rispetto dei propri tempi, delle proprie esigenze e preferenze. Gli obiettivi primari del metodo, che sono lo sviluppo delle autonomie e delle competenze di ognuno e quello di sentirsi a casa propria, si alimentano così a vicenda.

Al Centro, gli anziani possono trovare un ambiente di vita accogliente, familiare, una vasta proposta di attività (pittura, lettura, bricolage, ginnastica, …) per valorizzare ognuno per le sue capacità, ma anche ascolto e assistenza di base per dare risposta ai bisogni primari e di socializzazione.

«Il Centro – spiega la coordinatrice Federica Dallaporta – è capace d’essere un buon contesto ‘normalizzante’ anche per persone con un esordio di deterioramento cognitivo. Le progettualità personalizzate e la capacità del personale di trovare nuovi sistemi e strategie per facilitare l’inserimento della persona lo rendono uno strumento efficace nella fase iniziale di malattia, che è molto delicata».

 

Autore: Redazione