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Cantina di Isera, il gioiellino del Marzemino

Fondata nel 1907, la più piccola cantina cooperativa del Trentino custodisce una lunga storia di comunità, relazioni autentiche e identità territoriale 

Una grande realtà cooperativa

La Cantina di Isera è una delle realtà enologiche più storiche del Trentino: nata nel 1907, è oggi la più piccola cantina cooperativa della provincia, ma anche una delle più antiche e autorevoli. La sua origine rimanda a un periodo tutt’altro che semplice. All’inizio del Novecento il territorio viveva una fase segnata da forti instabilità sociali, incertezze economiche, e da un’agricoltura che faticava a trovare strumenti adeguati per sostenere le famiglie contadine. In questo contesto complesso, il dottor Valerio Dorigotti ebbe l’intuizione e il coraggio di promuovere la nascita di quattro realtà cooperative a Isera: la Cassa Rurale, la Famiglia Cooperativa, il Caseificio sociale e la Cantina Cooperativa. Trentadue viticoltori accolsero con entusiasmo la proposta e unirono le proprie forze per fondare la Cantina, registrando uno statuto che definiva con precisione diritti, doveri e impegni condivisi.  

Sono passati oltre cent’anni, ma lo spirito che animò quei primi soci non si è mai affievolito. «Ci sentiamo una cantina profondamente cooperativa – sottolinea il presidente Silvio Rosina –. Il rapporto tra soci è diretto e autentico: ci conosciamo tutti, e questa vicinanza rende il lavoro più semplice e più vero. Siamo una piccola realtà di paese, di comunità, e anche se può sembrare un limite, è in realtà il nostro punto di forza. È ciò che ci ha permesso di resistere, evolvere e restare fedeli alla nostra identità». Un impegno riconosciuto anche nel 2023, quando la Cantina di Isera è stata premiata come una delle diciotto cantine ultracentenarie d’Italia.  

La storia della Cantina ha attraversato eventi che avrebbero potuto mettere in ginocchio realtà ben più grandi: due guerre mondiali e le trasformazioni del dopoguerra, la crisi economica degli anni ’30. Nonostante questo, la cooperativa ha continuato a crescere, mantenendo volumi di vendita soddisfacenti e promuovendo investimenti per migliorare strutture e attività. Nel 1947 i soci acquistarono un terreno in località “Senteri”, ai piedi di Isera, ritenuto strategico per il conferimento e la lavorazione delle uve. Tre anni dopo si concluse la costruzione dell’attuale sede, un edificio che ha accompagnato la cantina nel suo percorso di sviluppo e che oggi rappresenta uno dei simboli della comunità.  

«Negli anni – racconta il direttore Ludovico Berteotti – sono nate nuove realtà e strumenti dedicati alla tutela della produzione. In occasione del nostro centenario abbiamo deciso di investire in un importante restyling della struttura e di inaugurare la Vinoteca, uno spazio che ci permette di avvicinare il pubblico alla nostra storia e ai nostri vini». Oggi la Cantina lavora con enologi esperti, capaci di unire tecnologie moderne e saperi tradizionali, rispettando il territorio e cercando di valorizzarne ogni peculiarità.  

Il fiore all’occhiello della produzione è il Marzemino, vino simbolo della Vallagarina e autentica espressione del territorio di Isera. Qui il vitigno trova condizioni uniche: i terreni basaltici, nati dalla degradazione di rocce vulcaniche, conferiscono alle uve una personalità rara, fatta di profondità, struttura e finezza aromatica. È in questo ambiente speciale che il Marzemino raggiunge una delle sue massime espressioni qualitative, diventando ambasciatore della cantina e della comunità che la sostiene.  

La distribuzione dei vini è solida e ben radicata in tutto il Trentino, ma negli anni ha saputo estendersi anche oltre i confini regionali. «A livello nazionale – spiega ancora Rosina – i nostri vini arrivano fino alla Campania. All’estero abbiamo avviato piccoli canali che desideriamo ampliare: al momento esportiamo in Brasile, Thailandia, nei Paesi del Benelux e in alcune aree dell’Est Europa». Un lavoro costante che testimonia la volontà della Cantina di far conoscere la propria identità anche fuori dal territorio d’origine.  

Oggi, in un contesto globale caratterizzato da imprevedibilità, cambiamenti climatici e oscillazioni dei mercati, anche la Cantina di Isera si confronta con nuove sfide. «Un tempo ci si affidava alle previsioni – spiega Berteotti – ma oggi i fenomeni sono talmente rapidi che i metodi tradizionali non bastano più. Il nostro obiettivo è non farci paralizzare da ansia e pessimismi, perché influenzerebbero negativamente ogni aspetto del nostro lavoro: dalle relazioni interne alla produzione. Per questo continuiamo a puntare sulla qualità, sulla cura rigorosa dei vini e sull’ampliamento della loro diffusione. È così che intendiamo affrontare un mondo sempre più complesso e imprevedibile».