Iniziato il confronto sul futuro del lavoro Domenica, 02 Maggio 2021

Il futuro del lavoro, con le trasformazioni in atto a seguito del Covid e della digitalizzazione, le competenze, le azioni strategiche e le priorità a cui puntare, le politiche da adottare per rispondere ai bisogni delle persone e delle imprese: questi sono i contenuti principali del dibattito sviluppato all’interno degli Stati Generali del lavoro, che sono iniziati venerdì scorso con il primo confronto tra esperti in modalità a distanza.

Si proseguirà con ulteriori sessioni di lavoro fino a giugno, con il contributo delle parti sociali e datoriali, di tecnici del settore e di portatori di interesse.

“Abbiamo bisogno di momenti di approfondimento come questi – ha evidenziato il presidente Fugatti nel saluto iniziale – perché il Trentino è chiamato a interpretare al meglio le istanze che provengono dalla comunità, per cercare di guardare al futuro con fiducia. Il Covid ha cambiato lo scenario all’interno del mercato del lavoro. Si sta lavorando per la ripartenza e dobbiamo essere pronti a dare risposte soprattutto alle categorie più colpite, come quelle che esprimono il lavoro più precario e meno qualificato. Ma anche ai giovani che devono costruire il loro domani. Il Trentino deve investire nei settori dove è sempre stato competitivo, scegliendo progetti realizzabili in tempi contenuti. Ne abbiamo parlato anche oggi nel corso dell’incontro che, assieme al presidente Kompatscher, abbiamo avuto a Roma con il Ministro Daniele Franco”.

“Vogliamo realizzare – ha aggiunto l’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli – un’occasione di pensiero alto sul mondo del lavoro, sugli effetti della digitalizzazione, sulla crescita della complessità che sta caratterizzando il mondo dell’economia e sulla necessità di avere competenze adeguate alle richieste di oggi. Su questo avremo modo di ragionare ampiamente grazie all’apporto di molti esperti e rappresentanti del mondo del lavoro e dell’economia. Innovazione, digitalizzazione, sviluppo delle competenze, formazione continua: queste sono alcuni dei fattori di successo che saranno oggetto di approfondimento in questo articolato percorso di confronto”.

“Il settore terziario – ha detto l’assessore all’artigianato, commercio, promozione, sport e turismo Roberto Failoni - è stato particolarmente colpito dalla situazione attuale, molte cose sono cambiate e tante stanno cambiando, c'è carenza di lavoro ma anche di manodopera specializzata. Seguirò quindi con grande interesse questa iniziativa”.

“La pandemia – ha rilevato il direttore generale della Provincia Paolo Nicoletti – ha fatto accelerare processi che erano già in corso, come la possibilità di lavorare da remoto. Ha investito anche il lavoro pubblico e la pubblica amministrazione, che si conferma motore dello sviluppo locale. Mettendo sempre al centro il servizio ai cittadini, sentiamo molto la responsabilità di dare il nostro contributo alle iniziative ed ai progetti per il rilancio del Trentino e del Paese”.

Venerdì i lavori sono stati coordinati da Riccardo Salomone, professore ordinario di Diritto del lavoro dell’Università degli Studi di Trento e presidente di Agenzia del Lavoro, che ha evidenziato come quella causata dal Covid sia la crisi più forte dopo le guerre mondiali. Servono progetti condivisi, ha detto, e si deve ragionare sui cambiamenti delle politiche del lavoro tenendo in considerazione l’evoluzione digitale e pensando alle competenze, alle professionalità ed ai servizi richiesti.

Isabella Speziali dell’Agenzia del Lavoro ha offerto una panoramica del mercato del lavoro trentino. Nel 2020, ha spiegato, gli indicatori si sono mossi tutti in negativo, in particolare durante il lockdown nel secondo trimestre.  Alla temporanea ripresa per la stagione estiva è seguito inoltre un quarto trimestre negativo. Il settore che ha risentito maggiormente della situazione, ha detto, è quello dei servizi privati, soprattutto turismo, servizi alla persona, attività sportive e ricreative. L’occupazione è calata in particolare negli ambiti dei pubblici esercizi e del commercio. Il lavoro precario e meno qualificato è stato il più penalizzato e sono stati colpiti in particolare i giovani.

Giovanna Fambri, dirigente di Ispat, ha analizzato l’economia trentina in relazione al sistema Italia e ne ha illustrato l’evoluzione negli ultimi anni anche in rapporto all’economia europea. Negli ultimi dieci anni, ha detto, l’economia trentina ha risentito del contesto di bassa crescita economica italiana. La distanza con l’Europa si è andata accrescendo e ha portato ad un progressivo minor contributo anche del Trentino al Pil europeo. La crisi dovuta alla pandemia in Trentino si sta però allentando, nel primo semestre 2021 le preoccupazioni sono per la liquidità, le vendite e il rischio operativo. 

Degli scenari evolutivi dell’economia del Trentino Alto Adige nei settori strategici ha parlato Antonio Accetturo, di Banca d’Italia. Quella del Covid, ha ribadito, è stata la crisi più forte mai registrata, è stata una crisi di offerta che ha colpito alcuni dei settori di specializzazione del Trentino, ha rappresentato anche uno shock tecnologico spingendo verso la digitalizzazione e il lavoro da remoto. E’ stata inoltre eterogenea, colpendo in modo diverso i settori economici, e si è innestata anche su dinamiche precedenti. Una delle sfide, ha spiegato, sarà ora la riallocazione dei lavoratori.

Carla Strumendo, del Dipartimento sviluppo economico, ricerca e lavoro ha illustrato la “Smart Specialization Strategy” e il programma pluriennale della ricerca in Trentino. Sostenibilità, montagna, risorse energetiche; Ict e trasformazione digitale; salute, alimentazione e stili di vita; industria intelligente: sono le aree di specializzazione intelligente individuate e le traiettorie da seguire.

Di “Mercato del lavoro a livello locale e internazionale, problemi e prospettive” ha parlato infine Alessandra Proto, Head of OECD Trento Centre for Local Development at OECD – OCDE.

Nel 2020, ha evidenziato, sono stati persi in Italia oltre 700.000 posti di lavoro: serviranno quindi nuove imprese e nuova occupazione. Inoltre, ha aggiunto, il tasso medio di disoccupazione nell’area Ocse attualmente è al 6.9%. La crisi, ha spiegato, amplia le disuguaglianze colpendo maggiormente i lavoratori più vulnerabili, che spesso sono stati anche in prima linea durante la pandemia: quelli a basso salario e basse competenze, gli autonomi, i temporanei o a tempo parziale, i giovani e le donne.

Sulle relazioni si è sviluppato un confronto con gli esperti “stabili” che saranno protagonisti degli Stati Generali: Riccardo Salomone (coordinatore, Università di Trento); Mario Calderini (Politecnico di Milano); Franco Fraccaroli (Università di Trento); Barbara Ganz (Il Sole 24 Ore); Valentina Meliciani (Università LUISS Guido Carli Roma); David Natali (Scuola Superiore Sant’Anna Pisa); Cinzia Pellegrino (Consigliere Federmanager); Maria Cristina Rossi (Collegio Carlo Alberto Torino); Stefano Sacchi (Politecnico di Torino); Paolo Traverso (FBK); Agnese Vitali (Università di Trento); Giulio Zanella (Università di Bologna); Paolo Reboani (Ministero del Lavoro); Emmanuele Massagli (Adapt). Dieci sono invece gli “special advisor” provenienti da mondo dell’imprenditoria e della direzione d’azienda, che porteranno nell’ambito degli Stati Generali la propria esperienza. Sei componenti provengono dalle organizzazioni sindacali ed altrettanti dal mondo dei datori di lavoro.

Tutti questi esperti si ritroveranno venerdì prossimo per iniziare ad ascoltare gli interlocutori del territorio. 

Per approfondire:

https://ripartitrentino.provincia.tn.it/Gli-Stati-generali-del-lavoro 

Fonte: Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento