06 ottobre 2026
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Mediocredito guarda al 2029: più servizi, specializzazione e tecnologia

Il Piano industriale 2026-2029 amplia l’offerta per imprese e privati e punta su competenze, innovazione e solidità per sostenere una nuova fase di sviluppo

Più servizi per imprese e privati, maggiore specializzazione, investimenti in tecnologia e competenze. Sono le principali direttrici del Piano industriale 2026-2029 di Mediocredito Trentino-Alto Adige, presentato il 25 settembre a Trento nel corso della convention aziendale, moderata da Stefania Peveraro, giornalista e direttore di BeBeez.

Ad aprire i lavori è stato Dario Fabbri, direttore della rivista Domino, che ha offerto una lettura degli scenari geopolitici destinati a incidere sempre più direttamente sulle scelte di imprese, banche e investitori. Dazi, tecnologia, sicurezza delle filiere, energia e nuovi equilibri internazionali non rappresentano, secondo Fabbri, fenomeni transitori, ma variabili con cui sarà necessario confrontarsi nella costruzione delle strategie e dei piani industriali dei prossimi anni. Uno scenario complesso, nel quale non mancano tuttavia opportunità per le imprese italiane capaci di inserirsi nelle nuove filiere strategiche.

È in questo contesto che si inserisce il nuovo Piano di Mediocredito. Dopo il percorso che ha portato la Banca ad ampliare progressivamente il proprio ruolo e a consolidarsi come interlocutore corporate, il nuovo salto è verso un modello sempre più completo: capace di affiancare le imprese nelle diverse esigenze finanziarie, dalla gestione ordinaria alle operazioni più complesse di finanza straordinaria, e allo stesso tempo di sviluppare una relazione più ampia con la clientela privata attraverso nuovi prodotti e servizi.

Per le imprese questo significa affiancare al tradizionale credito a medio-lungo termine nuovi servizi per l’operatività quotidiana, dal conto corrente corporate e dai sistemi di pagamento all’apertura di credito in conto corrente e ad altre soluzioni per la gestione dell’attività aziendale. Continueranno allo stesso tempo a crescere le attività a maggiore specializzazione, come minibond, project finance, partenariato pubblico-privato e finanza straordinaria, ambiti nei quali Mediocredito ha costruito negli anni competenze distintive e un posizionamento riconosciuto.

Anche il rapporto con i privati è destinato ad evolvere. Conto Rifugio, lanciato nel 2020, ha consentito alla Banca di costruire una fonte autonoma di raccolta; ora Mediocredito intende ampliare progressivamente la relazione con questa clientela attraverso nuovi prodotti e servizi. Il percorso partirà dal conto corrente e dalla carta di debito, per estendersi nel tempo ad altre soluzioni, anche attraverso accordi con partner specializzati.

Gli obiettivi economici riflettono l’ampiezza del progetto: le erogazioni annue sono previste in crescita da 289 milioni di euro nel 2025 a 442 milioni nel 2029, mentre i crediti alla clientela raggiungeranno circa 1,2 miliardi di euro. Il margine di intermediazione è atteso a 35,4 milioni, rispetto ai 18,6 milioni del 2025, e l’utile netto a 10,3 milioni, mantenendo livelli di patrimonializzazione particolarmente elevati.

Proprio la solidità patrimoniale rappresenta una delle leve a disposizione per sostenere questa nuova fase. A fine 2025 il Total Capital Ratio era pari al 27,3% e il Piano quantifica in circa 100 milioni di euro il capitale in eccesso rispetto alle esigenze della Banca. Una parte sarà assorbita dalla crescita prevista dal Piano, mentre la disponibilità patrimoniale lascia aperta anche la possibilità di valutare, qualora si presentassero opportunità coerenti con la strategia e con il profilo di Mediocredito, operazioni straordinarie in grado di accelerarne lo sviluppo.

La nuova fase strategica coincide anche con una possibile evoluzione dell’assetto proprietario. È in corso la determinazione del valore della partecipazione del 17,5% detenuta dalla Regione Trentino-Alto Adige, passaggio preliminare alla procedura a evidenza pubblica prevista per la sua dismissione. Il Piano e il modello organizzativo sono stati tuttavia costruiti per consentire a Mediocredito di continuare a competere sul mercato in autonomia, indipendentemente dall’evoluzione dell’azionariato.

A sostenere la trasformazione saranno anche gli investimenti in tecnologia, digitalizzazione e automazione dei processi, con un utilizzo crescente dell’intelligenza artificiale nell’attività creditizia, nell’assistenza alla clientela e nei processi commerciali. Parallelamente, la Banca investirà sulle persone: la struttura passerà dagli 83 dipendenti del 2025 a 99, con 16 inserimenti netti, accompagnati da un rafforzamento della formazione e dello sviluppo delle competenze.

Accanto allo sviluppo del business, il Piano attribuisce un ruolo centrale alle persone e alla cultura organizzativa. In questa direzione si inserisce anche il progetto “Prospettive – The Walls Are Talking”, il percorso di ascolto e coinvolgimento che ha dato voce in particolare alle persone più giovani entrate negli ultimi anni in Mediocredito, chiamate a immaginare e proporre soluzioni per la Banca di domani. Dai gruppi di lavoro sono nati quattro cantieri dedicati a innovazione interna, cambiamento culturale, attrattività ed engagement, con proposte che spaziano dalla digitalizzazione e dall’intelligenza artificiale a nuovi strumenti di feedback e partecipazione.

Un capitolo specifico riguarda inoltre la parità di genere. Nel corso della convention, Donatella Conzatti, commercialista e revisore ed esperta di parità di genere, ha raccontato il lavoro svolto insieme a Mediocredito per arrivare alla certificazione UNI/PdR 125:2022, ottenuta lo scorso settembre. Avviato nel 2024, il progetto ha interessato, tra gli altri, i processi di selezione e crescita professionale, l’equità retributiva, la conciliazione vita-lavoro e il sostegno alla genitorialità. Un traguardo che la Banca considera non un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso di miglioramento continuo.

La crescita delineata dal Piano si accompagna infine a una forte attenzione al ruolo della Banca nella comunità. Nel corso della convention Massimo Komatz, direttore di AquiLab, ha raccontato la partnership avviata da Mediocredito con AquiLab for no profit, il laboratorio sociale della Fondazione Aquila per lo Sport Trentino che mette in rete le organizzazioni del Terzo settore e sostiene progetti nei quali sport, relazioni e volontariato diventano strumenti di inclusione e coesione sociale. Un’esperienza che interpreta il legame con il territorio non come semplice sponsorizzazione, ma come parte integrante del modo di essere Banca.

«Questo Piano non serve semplicemente a far crescere Mediocredito nei numeri: vuole cambiare il modo in cui siamo banca – conclude Diego Pelizzari, Direttore Generale di Mediocredito Trentino-Alto Adige –. Vogliamo essere più completi nei servizi, continuare a distinguerci nelle attività specialistiche e utilizzare la tecnologia per lavorare meglio e offrire risposte più semplici e veloci ai nostri clienti. Ma una trasformazione di questa portata si realizza soprattutto attraverso le persone. Per questo investiremo in nuove competenze e vogliamo dare spazio anche alle idee delle colleghe e dei colleghi più giovani, che con il progetto Prospettive ci hanno dimostrato di voler essere protagonisti nella costruzione della Banca di domani. Il 2029 non è soltanto un obiettivo economico: è la Mediocredito che vogliamo costruire insieme nei prossimi anni».

«Una banca solida che rimane ferma non mantiene nel tempo la propria solidità, ma rischia di consumarla. È quindi meglio affrontare il cambiamento da una posizione di forza», ha sottolineato Stefano Mengoni, Presidente di Mediocredito Trentino-Alto Adige, richiamando la volontà di mettere il patrimonio e le competenze costruite negli anni al servizio di una nuova fase di sviluppo.

Autore: Mediocredito Trentino-Alto Adige
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