27 giugno 2026
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Le Casse Rurali Trentine a Parigi: proporzionalità normativa e dialogo con le istituzioni europee

Si è conclusa a Parigi la due giorni istituzionale organizzata dalla Federazione Trentina della Cooperazione. La delegazione del settore credito ha incontrato EBA, ESMA e OCSE per portare al cuore delle istituzioni europee il tema della proporzionalità della regolamentazione bancaria.

La due giorni, vissuta nell’eccezionale canicola parigina, è stata intensa di incontri istituzionali. Organizzata dalla Federazione Trentina della Cooperazione in collaborazione con il Fondo Comune delle Casse Rurali Trentine e Federcasse, la visita ha raccolto la presenza a Parigi delle Casse Rurali, insieme a Cooperfidi, Promocoop Trentina ed EURICSE. Un’importante occasione d’incontro con la Rappresentanza permanente d'Italia alle Organizzazioni Internazionali, le autorità bancarie EMA ed ESMA, e l’OCSE nella sua sede principale.

«È stata una due giorni che ha permesso non solo di conoscere queste importanti istituzioni — ha dichiarato il presidente della Federazione Renato Dalpalù —, ma di portare le istanze della nostra realtà e raccogliere spunti preziosi. Uno sguardo dall'alto: portare l'esperienza di un movimento cooperativo locale ma significativo come il nostro all'attenzione di chi prepara le politiche europee è già un risultato. In particolare, all'OCSE abbiamo trovato un interlocutore che manifesta interesse concreto per il nostro modello: i dati che raccogliamo possono contribuire a sensibilizzare il legislatore sulle peculiarità del credito cooperativo e, più in generale, dell'economia sociale — un pilastro importante nei nostri contesti operativi».  

L'incontro con EBA: un cambio di paradigma

Al centro della mattinata di ieri, l'incontro con François-Louis Michaud, presidente dell'European Banking Authority, l'autorità indipendente dell'UE che sviluppa le norme armonizzate per il settore bancario europeo, ne promuove la convergenza di vigilanza e monitora i rischi sistemici. Ad aprile, ha presentato un piano per rendere le regole più semplici ed efficienti per le banche, puntando alla riduzione degli adempimenti informativi e a semplificare lo stress test previsto per il 2027. A seguire, sempre sulla stessa linea strategica, ha pubblicato una revisione più ampia delle regole prudenziali europee. L’obiettivo è alleggerire la complessità senza indebolire la solidità del sistema bancario. Quanto ai rischi, il rapporto di primavera 2026 mostra che le banche europee restano solide, anche in un contesto segnato da maggiori incertezze geopolitiche, instabilità dei mercati e nuove sfide tecnologiche.

ESMA: convergenza di vigilanza e tutela degli investitori

Nel pomeriggio di giovedì, la delegazione ha incontrato i referenti dell'ESMA - l'autorità europea di supervisione dei mercati finanziari con sede a Parigi -, che supporta lo sviluppo normativo dell'UE, promuove la convergenza di vigilanza tra paesi e monitora i rischi per investitori e stabilità finanziaria. Il confronto si è concentrato sulla complessità del quadro normativo europeo e sull'esigenza, condivisa da tutti i presenti, di semplificare senza uniformare: eliminare duplicazioni e norme obsolete preservando gli strumenti pratici - linee guida, Q&A - che garantiscono un'applicazione uniforme delle regole in tutta Europa, riducendo le asimmetrie competitive tra paesi e operatori.

Le richieste del modello del credito cooperativo trentino (e non solo)

La posizione emersa nei diversi incontri può essere riassunta così: semplificare le regole, senza trattare tutte le banche allo stesso modo. Federcasse, che rappresenta il mondo del credito cooperativo in Italia, ha indicato tre priorità per la legislatura europea 2024-2029: riconoscere meglio il ruolo delle banche di credito cooperativo nell’ordinamento europeo; rivedere i criteri che definiscono gli enti piccoli e non complessi, tenendo conto anche della loro missione mutualistica e territoriale; riconoscere a livello europeo il modello del Gruppo Bancario Cooperativo. I primi segnali sono positivi. La BCE ha già avanzato proposte per semplificare le regole e nel 2026 è atteso un rapporto sulla competitività del settore bancario, che potrà aprire la strada a nuove norme europee. Giorgio Fracalossi, presidente del Gruppo Bancario Cooperativo Cassa Centrale, ha sottolineato che le piccole banche cooperative non hanno mai rappresentato un fattore di instabilità per il sistema bancario. Per questo, meritano regole più adatte alla loro natura e ai risultati che dimostrano.

OCSE: economia sociale e PMI al centro dello sviluppo europeo

Nel pomeriggio di ieri, la delegazione ha incontrato presso la sede parigina dell'OCSE Amal Chevreau, responsabile dell'Unità Economia Sociale e Innovazione, e Lucia Cusmano, responsabile dell'Unità Trasformazione PMI e Imprenditorialità. Chevreau ha illustrato 25 anni di lavoro dell'OCSE sull'economia sociale, culminati nel 2022 con l'adozione di una Raccomandazione del Consiglio OCSE - uno strumento di orientamento globale articolato in 9 blocchi tematici, dall'accesso al finanziamento alla governance cooperativa - adottato da tutti i 38 paesi membri. Ha sottolineato come il settore nell'Unione Europea conti oltre 4 milioni di entità e 11,5 milioni di occupati, e come l'Italia stia per adottare un Piano nazionale sull'economia sociale che riconosce esplicitamente il ruolo delle cooperative bancarie. Cusmano ha presentato il Centro come quello che si occupa «delle persone, dei luoghi e delle imprese», con un focus specifico sulla digitalizzazione e la transizione verde delle PMI — interlocutori fondamentali delle Casse Rurali sul territorio.

A margine dell'incontro, il direttore generale della Federazione Trentina della Cooperazione Alessandro Ceschi ha ringraziato Amal Chevreau per il contributo fornito alla ricerca sul futuro della Cooperazione Trentina, realizzata in occasione della celebrazione dei 130 anni della Federazione. Un ruolo centrale, quello dell’OCSE, sottolineato anche dal segretario generale di Euricse Gianluca Salvatori che ha tenuto a specificare alla delegazione di non confonderlo con un centro accademico, ma di riconoscerlo per quello che realmente è: una struttura molto influente al servizio dei governi, in grado di analizzare le grandi trasformazioni economiche, definendo standard e orientando politiche che poi arrivano anche a livello europeo e nazionale.

La visita alla Rappresentanza permanente d'Italia alle Organizzazioni Internazionali

Nel programma c’è stata anche occasione di incontrare Luca Sabbatucci, ambasciatore italiano presso la Rappresentanza permanente d'Italia alle Organizzazioni Internazionali a Parigi — la missione diplomatica italiana accreditata presso UNESCO e OCSE. Un confronto sul posizionamento dell'Italia nello scenario multilaterale internazionale e sul ruolo che la cooperazione di credito può giocare in un contesto europeo sempre più orientato alla coesione economica e sociale.

Un percorso di conoscenza che prosegue

Silvio Mucchi, presidente del Fondo Comune delle Casse Rurali Trentine, ha sottolineato l’importanza di proseguire il confronto con le più importanti istituzioni europee e con realtà differenti dalla nostra, come successo anche nei viaggi studio fatti in precedenza con le undici Casse (in particolare a Bruxelles e in Sicilia): «Questo percorso nasce dalla volontà di conoscere le istituzioni che legiferano e controllano il nostro mondo. È un elemento fondamentale di competenza che oggi è imprescindibile. Pur potendo contare sul supporto di una grande capogruppo nazionale come Cassa Centrale, restiamo un sistema profondamente radicato nei territori, che ha bisogno di confrontarsi costantemente con altre realtà per crescere, migliorare e valorizzare la propria esperienza».

  

 

Autore: Alessandro Girardi - Ufficio Stampa Cooperazione Trentina