La cooperazione agricola trentina conferma solidità e capacità di investimento
Nel 2025 il comparto raggiunge 1,429 miliardi di fatturato, 694 milioni di investimenti e oltre 525 milioni di remunerazione ai soci conferitori. Al convegno del settore agricolo designati Albasini, Libera, Rigotti, Roncador e Seppi per il rinnovo del Cda della Federazione.
Un sistema che continua a investire, a garantire reddito ai soci e a mantenere centrale il presidio economico e sociale dell’agricoltura trentina. È il quadro emerso dal convegno del settore agricolo della Federazione, ospitato oggi nella Piazza inCooperazione, dove cooperative e amministratori hanno fatto il punto sull’ultima annata e sulle prospettive future del comparto.
Ad aprire il confronto è stato il vicepresidente di settore Stefano Albasini. "La cooperazione agricola trentina – ha dichiarato Albasini - continua a dimostrare, anche in un contesto internazionale segnato da instabilità geopolitica, tensioni commerciali e cambiamenti climatici, una straordinaria capacità di resilienza e di visione. Le nostre cooperative rappresentano non solo un presidio economico fondamentale per le vallate trentine, ma anche un modello di sviluppo sostenibile, partecipato e profondamente legato al territorio. Oggi più che mai è necessario difendere e valorizzare l’agricoltura di montagna, investendo in innovazione, sostenibilità e formazione, per garantire reddito ai soci produttori, qualità ai consumatori e futuro alle nostre comunità". Stefano Albasini, vicepresidente del settore agricolo della Federazione Trentina della Cooperazione.
Il sistema agricolo cooperativo trentino riunisce 78 cooperative — 27 ortofrutticole, 16 vitivinicole, 15 lattiero casearie, 2 zootecniche e 18 cooperative di servizi — con 16.508 soci conferitori, quasi 3 mila addetti e oltre 53 mila ettari coltivati o a pascolo.
Nel 2025, come spiegato da Michele Girardi, responsabile del settore agricolo della Federazione, il fatturato aggregato ha raggiunto 1 miliardo e 429 milioni di euro, in lieve aumento rispetto al 2024, mentre gli investimenti netti sono saliti a 694 milioni (+4,7%) e il patrimonio netto ha superato i 576 milioni (+2,5%).
Particolarmente significativo il dato della remunerazione ai soci conferitori, che supera complessivamente i 525 milioni di euro, in lieve aumento rispetto al 2024. A trainare l’ultima annata agricola sono stati soprattutto il comparto ortofrutticolo e quello lattiero caseario-zootecnico. L’ortofrutta ha sviluppato 609 milioni di euro di fatturato (+5%), con 285 milioni liquidati ai soci, mentre il lattiero caseario cresce del 5%, raggiungendo 166 milioni di fatturato e oltre 105 milioni di remunerazione.
Più complessa invece la situazione del vitivinicolo, che pur confermandosi uno dei pilastri del sistema cooperativo con 558 milioni di euro di fatturato, ha risentito della frenata dei consumi e delle tensioni sui mercati internazionali (causata in primis dai dazi), elementi che hanno inciso sulle performance del comparto. Restano comunque positivi alcuni indicatori, a partire dalla liquidazione media delle uve, salita del 7,5% fino a 133,9 euro al quintale.
Nel dettaglio, il comparto vitivinicolo coinvolge quasi 6 mila soci conferitori e oltre un milione di quintali d’uva lavorata, mentre il lattiero caseario conta oltre 20 mila capi allevati e 123 milioni di litri di latte conferiti. L’ortofrutta conferma il proprio peso strategico con 488 milioni di chilogrammi di frutta conferita.
Nel corso del convegno sono stati inoltre designati i candidati espressione del settore agricolo per il rinnovo del Consiglio di amministrazione della Federazione, che sarà eletto dall’assemblea generale del prossimo 12 giugno. I nomi indicati sono: Stefano Albasini, presidente di Concast, Lorenzo Libera, presidente di Cavit, Luca Rigotti, presidente del Gruppo Mezzacorona, Michele Roncador, presidente de La Trentina, ed Ernesto Seppi, presidente di Melinda. Albasini, Libera, Rigotti e Seppi fanno parte del consiglio uscente, mentre Roncador rappresenta la nuova proposta del settore agricolo.
La giornata è stata anche occasione di confronto sul futuro della cooperazione trentina e sulle priorità da portare ai tavoli provinciali ed europei: dalla difesa del reddito agricolo alla gestione dell’acqua, fino alla necessità di interventi in grado di favorire lo sviluppo del settore, il ricambio generazionale e la competitività delle imprese cooperative.
Al convegno sono intervenuti inoltre i due candidati alla presidenza della Federazione, il presidente uscente Roberto Simoni e il presidente di Sait Renato Dalpalù, che hanno proseguito il confronto con il mondo cooperativo illustrando le rispettive linee programmatiche in vista dell’assemblea elettiva del 12 giugno.
Autore: redazione
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