11 giugno 2026
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Cooperazione Trentina, domani l’assemblea elettiva della Federazione

421 imprese, di proprietà di circa 330 mila soci e socie, governate da 3 mila amministratori e amministratrici, che garantiscono 39 mila posti di lavoro e chiudono il 2025 con 3,7 miliardi di valore della produzione e un patrimonio di 4 miliardi

È convocata per domani pomeriggio l’assemblea elettiva della Federazione Trentina della Cooperazione, un appuntamento che rappresenta uno dei momenti più importanti della vita del movimento cooperativo trentino, chiamato a fare il punto sui risultati dell’ultimo anno e a rinnovare i propri organi di governo.

La Federazione rappresenta oggi 421 cooperative e imprese associate, una comunità composta da circa 330 mila soci e socie che, ogni giorno, contribuiscono alla crescita economica e sociale del Trentino, e da 3 mila gli amministratori che ne guidano le attività. Le cooperative garantiscono oltre 23 mila posti di lavoro diretti, con una presenza femminile pari al 63%, che diventano quasi 39 mila considerando anche i soci conferitori delle cooperative agricole. Sono inoltre più di 1.700 i lavoratori e le lavoratrici fragili inseriti nei percorsi occupazionali promossi dal sistema cooperativo.

Numeri che raccontano la forza di un modello capace di generare valore e coesione: nel 2025 le cooperative trentine hanno investito sul territorio circa 850 milioni di euro in lavoro, hanno raggiunto un valore della produzione di 3,7 miliardi e possono contare su un patrimonio complessivo che sfiora i 4 miliardi.

L’assemblea sarà chiamata a votare anche il bilancio della Federazione, che ha un buon patrimonio (34,8 milioni di euro) e dispone di liquidità sufficiente a far fronte a tutti gli impegni economici e finanziari. Il documento contabile chiude con un utile netto di 236 mila euro, a fronte di ricavi per 21,4 milioni e di costi per 20,7 milioni.

Il bilancio delle iniziative del 130°

L’assemblea arriva al termine delle celebrazioni per i 130 anni della Federazione, un percorso che ha coinvolto l’intero movimento cooperativo in un ampio programma di iniziative e occasioni di confronto.

Nel corso dell’anno sono stati organizzati 31 eventi, con la partecipazione complessiva di oltre 11 mila persone e il coinvolgimento di più di 150 cooperative in tutto il territorio provinciale. Diciassette numeri della rivista Cooperazione Trentina hanno raccontato il percorso attraverso un unico fil bleu (simbolo del 130esimo, che ha composto anche il logo dedicato), mentre sono state raccolte 57 testimonianze video che hanno contribuito a ricostruire la memoria e l’evoluzione del movimento cooperativo.

Tra i progetti più significativi figura anche la realizzazione di una ricerca internazionale sul futuro della cooperazione, promossa insieme a Ocse, Euricse, Università di Trento e Skopia, con l’obiettivo di individuare scenari e sfide per i prossimi decenni.

Il 130° anniversario ha lasciato inoltre un segno concreto nella sede della Federazione con la realizzazione di “Piazza inCooperazione”, nuovo spazio multifunzionale ricavato al piano seminterrato dell’edificio di via Segantini, animato dalla mostra immersiva “Futuri presenti. L’arte trentina di cooperare”, dedicata alla capacità della cooperazione di interpretare i cambiamenti e costruire comunità.

Al voto per presidente e Consiglio di amministrazione

Domani l’Assemblea sarà chiamata a eleggere il futuro presidente scegliendo tra due candidati: Roberto Simoni (classe 1961, ragioniere commercialista con studio a Pinzolo, che conclude il suo secondo mandato alla guida della Federazione: è vicepresidente vicario di Federcasse ed è stato alla guida di Consorzio Sait, Promocoop Trentina Spa e Cassa Rurale di Pinzolo) e Renato Dalpalù (classe 1961, laureato in economia e commercialista, attuale presidente del Consorzio Sait; è stato consigliere e presidente del collegio sindacale della Federazione ed è presidente di Fincoop Spa, la finanziaria della Cooperazione Trentina).

L’Assemblea, che ha a disposizione 815 voti, voterà anche i componenti del nuovo Consiglio di amministrazione, individuati all’interno dei rispettivi settori:

Credito: Marco Misconel (Cassa Rurale Val di Fiemme), Silvio Mucchi (Cassa Rurale Val di Non - Rotaliana e Giovo), Maurizio Maffei (Cassa Rurale Vallagarina), Giorgio Vergot* (Cassa Rurale Alta Valsugana).

Lavoro e servizi: Tiziano Colotti (Ascoop e CLA), Camilla Santagiuliana Busellato (Risto3), Matteo Zanella (Ecoopera).

Sociali e di abitazione: Sandra Dodi (Città Futura), Francesca Gennai (Consolida), Italo Monfredini (SPES).

Agricolo: Stefano Albasini (Concast), Lorenzo Libera (Cavit), Luca Rigotti (Gruppo Mezzacorona), Michele Roncador* (La Trentina), Ernesto Seppi (Melinda).

Consumo: Giorgio Corradi (Famiglia Cooperativa di Lavarone), Paola Dal Sasso (Famiglia Cooperativa Val di Fiemme), Chiara De Vescovi* (Famiglia Cooperativa Königsberg), Clara Mazzucchi* (Famiglia Cooperativa Ronzo Chienis).

* candidati non presenti nell’attuale Consiglio di amministrazione.

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Sintesi dell’andamento dei 5 settori

Credito: solidità e radicamento

Nel 2025 le 11 Casse Rurali Trentine hanno confermato un andamento positivo, in controtendenza rispetto a buona parte del sistema bancario nazionale. La raccolta complessiva ha raggiunto i 25,9 miliardi (+6,3%), mentre la base sociale continua ad ampliarsi con 136.345 soci e socie, quasi 5 mila in più rispetto all'anno precedente. Crescono anche i dipendenti, arrivati a 2.125 unità, a servizio di 276 sportelli.

Particolarmente significativo il dato sulla qualità del credito, ai massimi storici: i crediti deteriorati si attestano al 3,1% e le sofferenze allo 0,6%, mentre il coefficiente patrimoniale Cet1 sale al 37,74%, tra i più elevati in Italia e in Europa. Gli impieghi restano stabili a 8,9 miliardi, confermando la capacità delle Rurali di sostenere famiglie e imprese. A rafforzare il legame con i territori sono anche i 24,7 milioni destinati a interventi sociali, culturali e comunitari, in crescita del 43% rispetto al 2024.

Agricoltura: investimenti e reddito in crescita

Bene anche per la cooperazione agricola trentina, che nel 2025 si mantiene solida nonostante un contesto segnato da instabilità internazionale, tensioni commerciali e cambiamenti climatici. Le 78 cooperative del settore hanno raggiunto un fatturato aggregato di 1,429 miliardi di euro (+1%). Crescono gli investimenti, che salgono a 694 milioni (+4,7%), e il patrimonio netto, che supera i 576 milioni (+2,5%), segno di un sistema che continua a rafforzarsi e a programmare il futuro.

Particolarmente significativo il dato della remunerazione ai soci conferitori, che supera i 525 milioni di euro, confermando la capacità delle cooperative di garantire reddito ai produttori. Il settore coinvolge 16.508 soci, quasi 3 mila dipendenti e gestisce quasi 54 mila ettari coltivati o a pascolo. A trainare la crescita sono stati soprattutto ortofrutta (+5%) e lattiero-caseario (+5%), mentre il vitivinicolo ha risentito della frenata dei consumi e delle tensioni sui mercati internazionali, pur mantenendo un ruolo centrale nell'economia agricola trentina.

Consumo, sviluppo e presidio dei territori

Le Famiglie Cooperative rinsaldano nel 2025 la propria capacità di coniugare sostenibilità economica e funzione sociale. Il fatturato complessivo ha raggiunto i 407 milioni di euro (+3,9%), mentre il patrimonio netto è salito a 150,4 milioni (+3,7%), confermando un elevato livello di solidità patrimoniale. Crescono anche la base sociale, che supera i 121.600 soci e socie (+1,5%), e l'occupazione, con 1.772 dipendenti (+1,7%). Oltre 207 mila carte inCooperazione distribuite.

Il sistema ha investito oltre 14 milioni di euro nell'ammodernamento della rete commerciale, degli impianti e dei sistemi informativi. Resta centrale il ruolo di presidio territoriale: le 62 Famiglie Cooperative gestiscono 317 punti vendita, di cui 201 rappresentano l'unico esercizio commerciale presente nella località e 105 sono Sieg, garantendo servizi essenziali soprattutto nei piccoli centri e nelle aree periferiche. Una presenza che convalida il valore economico e sociale della cooperazione di consumo nel mantenere vivi i territori e le comunità.

Lavoro e servizi: bene bilanci e occupazione

Le 124 cooperative di lavoro e servizi hanno prodotto risultati positivi sia sul piano economico sia su quello occupazionale, sviluppando un valore della produzione pari a 481 milioni di euro, in aumento del 6,3% rispetto all'anno precedente, mentre gli utili aggregati raggiungono 21,9 milioni (+32%). Cresce anche la patrimonializzazione, con un patrimonio netto aggregato di 281 milioni, segnale di una struttura imprenditoriale sempre più solida e capace di investire.

Il comparto dà lavoro a 6.087 persone e coinvolge circa 20 mila soci e socie, di cui 1.700 soci lavoratori. I risultati evidenziano il buon andamento sia delle cooperative di produzione lavoro, sia di quelle di servizi, che continuano a generare occupazione, innovazione e valore economico pur in un contesto segnato dall'aumento dei costi, dalle difficoltà di reperimento del personale e dalle sfide legate al ricambio generazionale.

Sociale e abitazione, crescita e tenuta del welfare territoriale

Nonostante un contesto complesso, il settore delle cooperative sociali e di abitazione chiude il 2025 con risultati complessivamente positivi, confermando il proprio ruolo centrale nel welfare trentino. Il valore della produzione delle imprese del comparto raggiunge 289,3 milioni di euro, in crescita dell'11,7% rispetto all'anno precedente, mentre il patrimonio netto aggregato sale a 106 milioni. Oltre l'80% delle cooperative chiude l'esercizio in utile e il risultato netto complessivo sfiora i 5 milioni di euro, segnale di una buona capacità di tenuta nonostante la pressione sui costi e le sfide legate al rinnovo dei contratti e alla sostenibilità dei servizi.

Il comparto riunisce 113 organizzazioni tra cooperative sociali, cooperative di abitazione, imprese sociali e altri enti, coinvolgendo circa 8 mila tra lavoratori e volontari e oltre 7.500 soci e socie. Numeri che confermano la centralità della cooperazione sociale non solo come soggetto economico, ma come infrastruttura fondamentale di coesione, inclusione e risposta ai bisogni delle comunità.

 

Autore: Ufficio stampa - Dirce Pradella
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