Trentodoc si conferma il metodo classico più premiato al mondo al CSWWC 2026
All’interno del prestigioso concorso dedicato agli sparkling wine, Trentodoc si distingue con 35 ori e 44 argenti.
Per il secondo anno consecutivo Trentodoc ottiene un importante riconoscimento internazionale. Al Champagne & Sparkling Wine World Championships 2026 (CSWWC), fondato e diretto da Tom Stevenson, uno dei più rinomati degustatori di spumante, conquista complessivamente 79 medaglie, di cui 35 ori e 44 argenti e si conferma il metodo classico più premiato al mondo, oltre che in Italia.
"Questo successo memorabile è la prova dell'altissimo valore e della qualità di Trentodoc," commenta Stefano Fambri, Presidente dell’Istituto Trento Doc. "Si tratta del frutto dell'impegno, della serietà e della competenza delle nostre 74 case spumantistiche associate. Sono i nostri produttori che, giorno dopo giorno, coltivano l'eccellenza delle bollicine di montagna, rendendole un simbolo inconfondibile di qualità, unicità e prestigio, ormai pienamente riconosciuto e celebrato a livello internazionale.”
Tom Stevenson, invece, fa considerazioni più generali.“Le medaglie d’oro e d’argento che vengono assegnate ogni anno al Champagne & Sparkling Wine World Championships, possono essere considerate un po’ come il riassunto delle valutazioni dei vini, anno dopo anno. Il 2019 è stato l’anno che ha raccolto il maggior numero di medaglie ma i risultati cambiano, a seconda dei territori di origine. Trentodoc dimostra una notevole costanza dei risultati: il 2026 è stato infatti il secondo anno di maggior successo, insieme al 2025."
Trentodoc è il primo spumante metodo classico ad aver ottenuto la Denominazione di Origine Controllata in Italia, unico ad essere prodotto all’ombra delle Dolomiti, Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO. La combinazione tra altitudine, clima alpino e competenze tecniche dà vita a vini capaci di distinguersi per eleganza e riconoscibilità. La montagna rappresenta per Trentodoc una cifra distintiva: è lei che influenza il clima e la vita delle vigne, anche nelle zone con altitudini più basse, provocando grandi escursioni termiche fra giorno e notte, indispensabili per permettere alle uve di raggiungere l’ottimale grado di maturità per la produzione di metodo classico.