26 maggio 2026
Condividi il link su:

Trentingrana, al via la sperimentazione sul foraggio idroponico per le bovine da latte

Innovazione e sostenibilità al centro del progetto del Contratto di Filiera “Trentingrana: il sapore della qualità e della sostenibilità”

Ha preso ufficialmente il via questa mattina la sperimentazione dedicata alla produzione di foraggio idroponico destinato all’alimentazione delle bovine da latte della filiera Trentingrana.

L’iniziativa rappresenta uno dei progetti pilota previsti all’interno del Contratto di Filiera “Trentingrana: il sapore della qualità e della sostenibilità”, nato con l’obiettivo di coniugare innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e valorizzazione delle produzioni lattiero-casearie trentine.

La giornata ha segnato l’avvio operativo della prova idroponica all’interno del container sperimentale installato presso l’azienda ospitante, alla presenza dei partner scientifici e tecnici coinvolti nel progetto. Il progetto è realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari e, in particolare, con Claudio Calia, responsabile della produzione del foraggio da sementi del DISSPA (Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti), e Pasquale De Palo e Aristide Maggiolino, responsabili del monitoraggio sanitario e funzionale delle vacche da latte del DIMEV (Dipartimento di Medicina Veterinaria). Il coordinamento dell’attività di ricerca è affidato a Vincenzo Verrastro del CIHEAM Bari, mentre la Fondazione Edmund Mach partecipa con Elena Franciosi, responsabile delle analisi relative alla qualità microbiologica del latte e del prodotto finito.

La ricerca punta a valutare l’inserimento del foraggio idroponico nelle razioni alimentari delle bovine da latte, attraverso la sostituzione parziale dei mangimi concentrati, mantenendo invariata la componente foraggera tradizionale prevista dal disciplinare Trentingrana.

La coltivazione idroponica, basata sulla crescita delle piante senza suolo e tramite soluzioni nutritive controllate, è oggi considerata una delle innovazioni più promettenti nel settore agricolo. Questa tecnologia consente infatti di ridurre drasticamente il consumo di acqua, limitare l’utilizzo di superfici agricole e garantire produzioni costanti durante tutto l’anno, in ambienti completamente controllati.

Nel caso specifico della produzione di foraggio, il sistema permette di ottenere in tempi rapidi un alimento fresco, nutriente e altamente digeribile, con potenziali benefici sul benessere animale e sulle performance produttive delle bovine da latte. Parallelamente, la sperimentazione intende verificare gli effetti sulla qualità del latte e del formaggio, preservando le caratteristiche distintive del Trentingrana e il forte legame con il territorio trentino.

L’iniziativa si inserisce in un contesto più ampio di ricerca e innovazione applicata al settore agroalimentare, con l’obiettivo di individuare modelli produttivi sempre più efficienti, resilienti e sostenibili, capaci di affrontare le sfide ambientali ed economiche dei prossimi anni senza rinunciare alla qualità delle produzioni locali.

“Questo progetto – spiegano i promotori – rappresenta un esempio concreto di come tradizione e innovazione possano dialogare per costruire il futuro della zootecnia di montagna, mantenendo al centro qualità, sostenibilità e valorizzazione del territorio”.

Autore: Redazione