13 aprile 2026
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Politiche attive del lavoro: presentata la ricerca EURICSE

Ogni anno vengono attivati oltre 280 voucher nell’ambito del 3.3.C e coinvolti circa 1.900 lavoratori nel 3.3.D, con ricadute positive su occupabilità, competenze professionali e benessere dei partecipanti. I due interventi si confermano complementari e contribuiscono alla costruzione di percorsi occupazionali più stabili, caratterizzati da una buona continuità anche dopo la conclusione delle misure

Lo studio di EURICSE analizza gli effetti degli Interventi 3.3.C e 3.3.D previsti dal Documento degli interventi di politica del lavoro della XVI Legislatura della Provincia autonoma di Trento. Il 3.3.C è dedicato ai percorsi di accompagnamento e inserimento lavorativo di medio-lungo periodo, mentre il 3.3.D riguarda i lavori socialmente utili e la riattivazione sociale di persone in condizioni di fragilità. La ricerca, condotta nell’ambito dell’Accordo di Programma 2023–2025 con la Provincia autonoma di Trento e in collaborazione con l’Agenzia del Lavoro, si basa su un’analisi triennale che evidenzia un sistema strutturato e integrato di politiche attive del lavoro, fondato sull’integrazione tra inserimento lavorativo e attivazione sociale e sul ruolo centrale di cooperative sociali ed enti locali. Ogni anno vengono attivati oltre 280 voucher nell’ambito del 3.3.C e coinvolti circa 1.900 lavoratori nel 3.3.D, con ricadute positive su occupabilità, competenze professionali e benessere dei partecipanti. I due interventi si confermano complementari e contribuiscono alla costruzione di percorsi occupazionali più stabili, caratterizzati da una buona continuità anche dopo la conclusione delle misure.

 

Secondo lo studio di EURICSE, presentato oggi a Trento, curato dalle ricercatrici Sara Depedri e Stefania Turri, entrambi gli interventi analizzati contribuiscono in modo significativo ai processi di inclusione lavorativa, con effetti positivi sia sull’occupabilità sia sul rafforzamento delle competenze e del benessere delle persone coinvolte. Le due misure si confermano infatti fortemente complementari all’interno del sistema provinciale di politiche del lavoro. In particolare, il 3.3.C sostiene percorsi strutturati di inserimento lavorativo di medio-lungo periodo, mentre il 3.3.D agisce soprattutto sul versante dell’attivazione sociale attraverso esperienze di utilità collettiva. Nel loro insieme, concorrono alla costruzione di un modello integrato di politiche del lavoro e di inclusione sociale.

La ricerca EURICSE adotta un approccio metodologico multidimensionale e longitudinale, sviluppato nel triennio 2022–2024, che integra fonti quantitative e qualitative basate su dati amministrativi, informazioni di monitoraggio degli interventi e approfondimenti empirici sul campo. L’approccio comparato tra le due misure ha consentito di evidenziare complementarità, punti di forza e aree di miglioramento del sistema, con particolare attenzione alle dinamiche di integrazione tra politiche del lavoro e politiche sociali. Sul piano quantitativo sono stati esaminati gli andamenti degli Interventi 3.3.C e 3.3.D attraverso indicatori relativi ad attivazioni, caratteristiche dei percorsi, durata degli inserimenti ed esiti occupazionali, mentre sul versante qualitativo sono state approfondite le modalità di attuazione delle misure e le ricadute sui beneficiari, sulle organizzazioni coinvolte e sui territori.

La ricerca evidenzia ogni anno l’attivazione di oltre 280 voucher nell’ambito dell’Intervento 3.3.C, e il coinvolgimento di circa 1.900 lavoratori nei lavori socialmente utili del 3.3.D, con circa 340 progetti attivati ogni anno. Questi dati confermano un modello strutturato di integrazione tra politiche del lavoro e politiche sociali.

Un altro elemento rilevante che emerge riguarda la continuità dei percorsi occupazionali: le analisi evidenziano infatti una buona capacità del sistema di accompagnare le persone anche oltre la conclusione degli interventi, più del 50% dei partecipanti al 3.3.C che trova un’occupazione immediatamente al termine del voucher, o entro tre mesi dalla fine del percorso e una quota significativa di stabilizzazioni contrattuali compresa tra il 57% e il 64% (dato di punta del 2024). Anche nel caso del 3.3.D si osserva una forte tenuta dei percorsi, con circa il 66% dei lavoratori coinvolti che mantiene una continuità pluriennale nelle esperienze di inserimento e oltre il 40% che risulta occupato anche dopo la conclusione dell’intervento, anche in altri ambiti, a conferma di una funzione attivante delle misure.

Accanto agli effetti occupazionali, la ricerca rileva impatti positivi sul benessere complessivo dei partecipanti, sulla qualità della vita e sul rafforzamento delle competenze professionali e relazionali, con un livello medio di soddisfazione pari a 8,2 su 10. In questo quadro, un ruolo centrale è svolto dalle cooperative sociali di inserimento lavorativo e dagli enti locali, che contribuiscono in modo determinante alla progettazione e all’attuazione degli interventi sul territorio.

La ricerca evidenzia tuttavia alcuni margini di miglioramento, in particolare sul fronte della semplificazione amministrativa, della maggiore flessibilità operativa e del rafforzamento del coordinamento tra i diversi attori istituzionali e territoriali. In questa direzione, lo studio segnala l’opportunità di rendere più snelli i processi di attivazione e gestione degli interventi, così da ridurre i tempi e gli oneri burocratici per gli enti coinvolti, e di favorire una maggiore integrazione tra livello provinciale, servizi per il lavoro e realtà del territorio, anche al fine di valorizzare ulteriormente la complementarità tra i diversi strumenti di inclusione.

Alla presentazione di oggi, presso il foyer della Sala InCooperazione, a Trento, sono intervenuti Paola Iamiceli, Presidente di EURICSE, e Stefania Terlizzi, Dirigente Generale dell’Agenzia del Lavoro della Provincia autonoma di Trento. I principali risultati della ricerca sono stati illustrati da Sara Depedri, Ricercatrice Senior, e Stefania Turri, Ricercatrice Experienced, entrambe di EURICSE.

A seguire si è svolta una tavola rotonda dedicata alle prospettive di sviluppo delle politiche di inclusione lavorativa e al contributo dell’economia sociale nei processi di coesione territoriale, moderata da Riccardo Bodini, direttore di EURICSE, con Stefania Terlizzi, Dirigente Generale dell’Agenzia del Lavoro della Provincia autonoma di Trento; Giacomo Libardi, Vicepresidente del Consorzio Consolida; Letizia Chiodi, del Servizio Welfare e Coesione sociale del Comune di Trento; Martino Orler, della Cooperativa ALPI; e Silvia Berti, della Cooperativa Oasi Tandem.

Il rapporto di ricerca “Lavori socialmente utili e inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Valutazione degli Interventi 3.3.C e 3.3.D” è disponibile sul sito di EURICSE alla voce Pubblicazioni (link: https://euricse.eu/it/pubblicazioni/ ).

Autore: Euricse