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Le nuove frontiere della cooperazione

Presso la cloud di Confcooperative in Piazza Duomo incontro con Federico Malizia, presidente Trafocoop, Angelo Santoro, presidente cooperativa Semi di vita, Federico Bernini, presidente cooperativa Viso a Viso, Marco Menni, vicepresidente vicario di Confcooperative; Aldo Bonomi, fondatore Aaster; Gaetano Mancini, vicepresidente Confcooperative.
È un modello di economia diverso, che si basa sulle persone e la ricchezza del territorio, quello che è stato presentato all’incontro “Le nuove frontiere della cooperazione” proposto da Confcooperative stamani in piazza Duomo al Festival dell’Economia di Trento.

La riflessione ha preso il via dal racconto di tre esperienze, nate e cresciute in zone d’Italia molto diverse tra loro, in ambiti differenti, ma con l’obiettivo comune di offrire alle persone della propria comunità uno strumento di riscatto e di sviluppo, di coesione sociale.

“Non si tratta di esperienze eroiche” ha commentato Federico Bernini, presidente di Viso a Viso, cooperativa di comunità di Ostana nel Cuneese, che ha portato la propria esperienza di cooperazione insieme ad Angelo Santoro, presidente di Semi di vita, cooperativa che a Casamassima nel Barese gestisce beni confiscati alla criminalità, e Federico Malizia, presidente di Trafocoop, cooperativa di Tavernelle nel Perugino nata da un’operazione di workers buyout.

Ripercorrendo le tre testimonianze Aldo Bonomi, fondatore del consorzio Aaster, ha posto l’accento sulla necessità di creare una rete territoriale che coinvolga attori diversi per un bene comune.

Per Marco Menni, vicepresidente vicario di Confcooperative, "l’impegno delle cooperative è commovente. Uno sviluppo imprenditoriale che nasce dalle persone per valorizzare il territorio in una visione di sviluppo del Paese".

"Il vero successo - ha commentato Gaetano Mancini, vicepresidente di Confcooperative - è come il territorio accoglie il progetto di una cooperativa che gestisce il bene confiscato".

"Le testimonianze sono più efficaci di tanti discorsi" ha concluso il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini, che, nel giorno del 34esimo anniversario della strage di Capaci, ha definito i racconti proposti dagli ospiti "parole profonde che ci rimandano alla costruzione di un Paese diverso".
Autore: Redazione