La leadership non si compra al supermercato, va costruita
“La mancanza di leadership in Occidente e il crollo delle ideologie” è il tema su cui si sono confrontati Adriana Cerretelli, Roberto D'Alimonte, Maurizio Gardini, Giorgio Vittadini, Ayşe Zarakol al Festival dell'Economia di Trento
“La mancanza di leadership in Occidente e il crollo delle ideologie”, titolo dell’incontro in programma questo pomeriggio in Sala Depero al Festival dell’Economia di Trento, é un problema che riguarda tutti noi, le nostre democrazie, il nostro futuro.
“Oggi - ha detto Adriana Cerretelli, editorialista de Il Sole 24, introducendo l’incontro - il mondo è decisamente sottosopra, i vecchi equilibri sono saltati e vige la legge del più forte. Tutto questo crea un disorientamento. Il mondo esprime leader deboli e questo ci crea insicurezze.
E con democrazie fragili e instabili, è più facile che si facciano strada estremismi e populismi”. Partendo da questa analisi, gli ospiti dell’incontro si sono confrontati sul perché oggi l’Occidente non riesca a esprimere una leadership forte.
Le democrazie liberali storiche sono oggi in crisi, a causa della mancanza di fiducia, secondo Roberto D'Alimonte, insegnante di sistema politico italiano all’Università Luiss Guido Carli. “Le democrazie rappresentative - ha spiegato il docente - sono basate sulla fiducia, che rappresenta il legame tra chi elegge e chi viene eletto”. Oggi questa fiducia è venuta meno, le persone si sono rivolte altrove alla ricerca di soluzioni ai loro problemi. Soluzioni che i leader di oggi non sanno dare.
I vecchi modelli non sono più adatti ai nostri tempi, ma non abbiamo alternative valide. Ayşe Zarakol, docente di Relazioni Internazionali presso l'Università di Cambridge, ritiene che la crisi di fiducia sia maggiore nel mondo occidentale dove il livello di ansia é maggiore. Altre parti del mondo sono più abituate a vivere nell’incertezza, mentre in Europa la situazione attuale è destabilizzante. Ma è più una crisi psicologica che materiale.
“Dobbiamo però smettere di concepire il mondo occidentale come un blocco unico” ha concluso Zarakol.
Alla base della mancanza di fiducia c’è l’egoismo, l’individualismo, il nichilismo. “La persona isolata ha paura della vita, degli altri, di essere calpestata” ha affermato Giorgio Vittadini, presidente Fondazione per la Sussidarietà, che ha presentato studi a livello mondiale che dimostrano l’importanza di realtà che consentono alle persone di riunirsi in desideri socializzanti, di collaborare per il bene comune. In Italia abbiamo molti esempi virtuosi, che però vanno coltivati, senza cercare altrove quello che ci serve.
“Le leadership - ha commentato Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative - non si comprano al supermercato. La crisi della leadership in Italia ce la portiamo dietro da diversi decenni. La politica non investe e non crea più classe dirigente. Andare sotto il 50% nella partecipazione al voto è una delle più grandi minacce alla democrazia”.
“Oggi - ha detto Adriana Cerretelli, editorialista de Il Sole 24, introducendo l’incontro - il mondo è decisamente sottosopra, i vecchi equilibri sono saltati e vige la legge del più forte. Tutto questo crea un disorientamento. Il mondo esprime leader deboli e questo ci crea insicurezze.
E con democrazie fragili e instabili, è più facile che si facciano strada estremismi e populismi”. Partendo da questa analisi, gli ospiti dell’incontro si sono confrontati sul perché oggi l’Occidente non riesca a esprimere una leadership forte.
Le democrazie liberali storiche sono oggi in crisi, a causa della mancanza di fiducia, secondo Roberto D'Alimonte, insegnante di sistema politico italiano all’Università Luiss Guido Carli. “Le democrazie rappresentative - ha spiegato il docente - sono basate sulla fiducia, che rappresenta il legame tra chi elegge e chi viene eletto”. Oggi questa fiducia è venuta meno, le persone si sono rivolte altrove alla ricerca di soluzioni ai loro problemi. Soluzioni che i leader di oggi non sanno dare.
I vecchi modelli non sono più adatti ai nostri tempi, ma non abbiamo alternative valide. Ayşe Zarakol, docente di Relazioni Internazionali presso l'Università di Cambridge, ritiene che la crisi di fiducia sia maggiore nel mondo occidentale dove il livello di ansia é maggiore. Altre parti del mondo sono più abituate a vivere nell’incertezza, mentre in Europa la situazione attuale è destabilizzante. Ma è più una crisi psicologica che materiale.
“Dobbiamo però smettere di concepire il mondo occidentale come un blocco unico” ha concluso Zarakol.
Alla base della mancanza di fiducia c’è l’egoismo, l’individualismo, il nichilismo. “La persona isolata ha paura della vita, degli altri, di essere calpestata” ha affermato Giorgio Vittadini, presidente Fondazione per la Sussidarietà, che ha presentato studi a livello mondiale che dimostrano l’importanza di realtà che consentono alle persone di riunirsi in desideri socializzanti, di collaborare per il bene comune. In Italia abbiamo molti esempi virtuosi, che però vanno coltivati, senza cercare altrove quello che ci serve.
“Le leadership - ha commentato Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative - non si comprano al supermercato. La crisi della leadership in Italia ce la portiamo dietro da diversi decenni. La politica non investe e non crea più classe dirigente. Andare sotto il 50% nella partecipazione al voto è una delle più grandi minacce alla democrazia”.
Autore: Redazione