inAscoolto: come le Casse Rurale possono continuare a essere banca di comunità
I cambiamenti in atto nella società Trentina, i nuovi bisogni emergenti e le risposte che le banche di credito cooperativo possono offrire alla comunità sono stati i temi che hanno animato i tavoli di lavoro di inAscoolto, l’evento promosso da E.Bi.C.R.E. (Ente Bilaterale delle Casse Rurali Trentine ed Enti collegati), in collaborazione e con il patrocinio di Federazione Trentina della Cooperazione, Federcasse e FABI Trento, per ascoltare i territori e riflettere sulle trasformazioni in atto.
“InAscoolto – ha dichiarato Italo Stenico, presidente di E.Bi.C.R.E. – nasce per mettere in ascolto, appunto, le Casse Rurali e tutto il movimento cooperativo rispetto ai cambiamenti che stanno attraversando il Trentino. Non ci interessava arrivare oggi a una sintesi già scritta, ma raccogliere la pluralità dei punti di vista che animano le nostre comunità e stimolare la nascita di nuove strategie e proposte”.
Sulla stessa linea il vicepresidente Domenico Mazzucchi, per il quale “essere banche di comunità significa prima di tutto saper ascoltare, e questa giornata lo ha dimostrato concretamente, con un lavoro che ha coinvolto in prima persona collaboratori e amministratori. Il percorso che oggi abbiamo avviato ci stimola e supporta nel comprendere, insieme, come le Casse Rurali possono continuare a esserci per la comunità”.
In continuità con l'edizione 2025, l'incontro ha mantenuto un taglio fortemente partecipativo e formativo, con l'obiettivo di interrogarsi su come le Casse Rurali – banche di comunità per statuto e per storia – possano continuare ad accompagnare le trasformazioni sociali ed economiche del territorio, restando fedeli alla propria missione di prossimità.
Il pomeriggio, ospitato oggi in Sala inCooperazione a Trento, si è aperto con l’analisi socio-economica del Trentino che cambia curata da Alessandra Proto, direttrice del Centro OCSE di Trento. “Il Trentino – ha spiegato Proto – resta tra le regioni più produttive d’Europa, ma la crescita della produttività è rallentata negli ultimi due decenni. Tra le cause una struttura produttiva caratterizzata da un peso relativamente contenuto della manifattura e dei servizi ad alta intensità di conoscenza, che rende più difficile affrontare innovazione e mercati globali. Interessante è notare come una quota significativa delle microimprese trentine, pur restando meno produttive delle imprese più grandi, mostrino livelli di produttività relativamente elevati nel confronto territoriale con le regioni limitrofe. Il grande tema per il futuro è però quello demografico, per cui si prevede che la popolazione attiva in Trentino calerà del 7% nel 2040, rendendo la sfida della produttività ancora più urgente per mantenere gli attuali livelli di benessere”.
A seguire Daniele Frigeri, direttore del CeSPI – Centro Studi Politiche Internazionali e dell’Osservatorio Nazionale sull’Inclusione Finanziaria dei Migranti, ha presentato i primi dati della ricerca sull'inclusione finanziaria dei migranti presso le Casse Rurali, da cui emerge che i cittadini stranieri rappresentano l’1% della compagine sociale. Rispetto alle 22 nazionalità indagate, gli stranieri sono il 4,6% dei correntisti. Tra questi, il 63% ha un conto da più di 5 anni, dimostrando la tendenza a rappresentare una presenza stabile. La componente di genere femminile mostra dati superiori alla media nazionale in termini di bancarizzazione, sia per il segmento consumatori che per quello small business. I dati mostrano, inoltre, un livello di rapporto più evoluto con le banche di credito cooperativo, che vede servizi di investimento, mutui e prodotti assicurativi superiori al dato nazionale. “Si conferma – ha concluso Frigeri – una forte presenza della Casse Rurali trentine nell’ambito dell’educazione finanziaria, che potrebbe ulteriormente evolvere rivolgendosi a soggetti vulnerabili, all’interno del quale rientrano anche i migranti”. Il monitoraggio costante dei dati consentirà alle Casse Rurali di valutare l’efficacia delle iniziative e comprendere come si modificano i comportamenti nel tempo.
Il cuore della giornata è stato il lavoro nei gruppi, che ha coinvolto i partecipanti in un confronto diretto attorno a tre domande guida: i fenomeni più rilevanti che impatteranno il futuro del Trentino, i bisogni emergenti che ne derivano e il ruolo che il movimento cooperativo può giocare per rispondervi. I contributi emersi sono confluiti nella tavola rotonda conclusiva, moderata da Giorgio Vergot, vicepresidente del settore credito della Federazione Trentina della Cooperazione e presidente della Cassa Rurale Alta Valsugana, insieme al facilitatore Delfino Corti. Al tavolo sono intervenuti Alessandra Albarelli, direttrice generale Riva del Garda Fierecongressi, Francesca Gennai, vicepresidente del settore sociale della Federazione Trentina della Cooperazione e presidente di Consolida, Luciano Malfer, Research and Family Development Manager di Fbk, e Bortolo Rattin, sindaco di Canale San Bovo.
inAscoolto ha rappresentato quindi un’occasione di confronto e un’opportunità formativa per chi lavora nelle Casse Rurali. In quest’ottica si inserisce Darsi Credito Academy, la nuova infrastruttura formativa del credito cooperativo trentino, presentata da Jenny Capuano, responsabile dell’Area Formazione e Cultura Cooperativa della Federazione Trentina della Cooperazione, che ha progettato la proposta. Si tratta di uno spazio permanente di apprendimento fondato sull'incontro diretto e sulla condivisione di esperienze tra le persone del movimento cooperativo. Accanto alla formazione, l'Academy porta avanti anche un percorso di ricerca con il CeSPI e il suo Osservatorio sull'inclusione finanziaria dei migranti, per raccogliere dati sulla partecipazione delle persone straniere alla vita delle Casse Rurali: un tema che si intreccia direttamente con la riflessione al centro di questa edizione di inAscoolto.