28 settembre 2026
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“Il nostro territorio in mensa” cresce con oltre 2 mila e 400 pasti a km 0

Dopo la sperimentazione di Cognola, il progetto coinvolge anche la cucina dei Solteri (che serve anche le scuole Sanzio, quelle di Cadine, Gardolo e Sardagna). L’obiettivo è quello di portare nel piatto polenta e ortaggi, carne, mele, trote e latticini dei piccoli produttori del territorio.

Mettere in tavola il territorio e accorciare la distanza tra chi produce e chi consuma, coinvolgendo i piccoli produttori agricoli trentini per rendere la ristorazione scolastica uno strumento concreto delle politiche del cibo. È questa l’idea alla base dell’iniziativa Il nostro territorio in mensa, nata lo scorso anno scolastico nell’ambito del progetto europeo Surfit, dedicato alla costruzione di sistemi alimentari locali e sostenibili. Il progetto si inserisce in una strategia più ampia delle Politiche del cibo del Comune di Trento, che lavorano sui temi dell’alimentazione, della sostenibilità ambientale e della promozione di sani stili di vita anche attraverso la ristorazione scolastica. Le mense della città infatti già da tempo utilizzano alimenti provenienti dal territorio e prodotti a filiera corta. La novità di quest’anno introdotta dal progetto riguarda in particolare la possibilità di coinvolgere anche le piccole aziende agricole locali nella fornitura destinata alla ristorazione collettiva, affrontando una delle principali criticità e cioè conciliare le esigenze di una rete di mense che serve ogni giorno migliaia di pasti con le dimensioni produttive e le modalità di consegna delle aziende di minori dimensioni. Tutto questo prestando attenzione all’impatto ambientale.

“Questo progetto parte da un’idea semplice: la mensa scolastica non deve essere considerata soltanto un servizio di ristorazione, ma anche uno strumento educativo”, ha detto nel suo intervento Andreas Fernandez, assessore alla Transizione ecologica e digitale con delega alle politiche del cibo del Comune di Trento.

“Vogliamo portare nelle mense un modo di intendere il cibo più legato al nostro territorio, alla stagionalità e alle produzioni trentine, facendo dell’alimentazione un’occasione per educare alla salute, alla sostenibilità e alla conoscenza di ciò che ci circonda. La vera sfida è costruire una filiera corta capace di mettere in relazione la rete, molto ampia, delle mense con la capacità produttiva delle nostre aziende agricole, spesso di piccole dimensioni. Per questo servono collaborazione, programmazione e visione condivisa. Vogliamo che nelle scuole arrivino non solo i prodotti del territorio, ma anche la conoscenza di chi li produce e del lavoro che c’è dietro. È un passo verso una maggiore autonomia alimentare e verso un modello di mensa in cui educazione ai sani stili di vita, minor impatto ambientale e valorizzazione dell’economia locale possano convivere”, ha concluso Fernandez.

Al tavolo sono intervenuti anche Gaia Maronilli, del servizio Economia, turismo e montagna del Comune di Trento; Mara Baldo, presidente di Cia – Agricoltori Italiani del Trentino, in rappresentanza delle categorie agricole; Camilla Santuliana, presidente di Risto3; e Cristina Bombardelli, responsabile del servizio Istruzione della Comunità della Valle dei Laghi.

Dalla sperimentazione a un nuovo modello di approvvigionamento. La prima sperimentazione, realizzata all’Istituto comprensivo Comenius di Cognola, ha consentito di mettere a punto una nuova modalità organizzativa e logistica per portare nelle mense materie prime provenienti direttamente da piccole aziende agricole trentine. Le giornate speciali, con menù interamente composti da ingredienti locali, sono state il primo banco di prova. L’esperienza ha permesso di verificare concretamente la possibilità di costruire un rapporto più diretto tra aziende agricole e ristorazione collettiva e, allo stesso tempo, di coinvolgere studenti e insegnanti in un percorso di conoscenza del cibo, della sua origine e del lavoro necessario per portarlo dalla terra alla tavola.

Il progetto, promosso dal Comune di Trento insieme a Università di Trento, Comunità della Valle dei Laghi, Confagricoltura del Trentino, CIA Trentino Alto Adige Südtirol, Coldiretti Trento e F.t.Bio, con il coinvolgimento di produttori locali e Risto3, entra ora in una nuova fase. Per l’anno scolastico 2026-27, l’iniziativa viene confermata a Cognola a cui si aggiunge Mattarello e si amplia alla cucina dei Solteri, che produce quotidianamente circa 1.200 pasti, destinati anche alle mense scolastiche di Cadine, Gardolo (Pedrolli e Sant’Anna), Sanzio e Sardagna. Nel complesso dunque il progetto coinvolgerà fino a dieci mense e oltre 2.400 bambini. Ma il salto di qualità non riguarda soltanto i numeri. Accanto alle cinque giornate speciali prende forma un sistema di forniture continuative da parte di piccole aziende agricole e allevamenti trentini, con l’obiettivo di rendere la presenza delle produzioni locali nella ristorazione scolastica sempre più a km 0. I piccoli produttori coinvolti passano così da quattro a sette. Gli alimenti che forniranno con continuità sono: farina per polenta, ortofrutta, carne, mele, trota e latticini. La sfida è passare dalla singola esperienza alla costruzione di un modello sostenibile capace di funzionare nel tempo, intervenendo non solo sulla provenienza degli alimenti, ma anche sull’organizzazione della filiera. Una domanda pubblica duratura e prevedibile può infatti offrire ai produttori locali maggiori possibilità di programmare semine, raccolti, allevamenti e volumi di produzione, creando condizioni più favorevoli per il rapporto con la ristorazione collettiva. In questa prospettiva, la mensa scolastica non è soltanto un servizio, ma può diventare uno strumento delle politiche agricole, ambientali e alimentari del territorio. La filiera corta rappresenta inoltre una sfida sul piano ambientale, per valorizzare la stagionalità e rendere più evidente il legame tra ciò che arriva nel piatto e il territorio che lo produce. Si creano così le condizioni perché agricoltura, ambiente, salute, educazione e sviluppo locale si inseriscano armoniosamente nelle Politiche del cibo del Comune di Trento, costruendo un sistema alimentare più sostenibile e connesso alla comunità.

Le cinque giornate speciali negli istituti comprensivi di Cognola e Mattarello restano uno dei momenti più visibili e riconoscibili dell’intero progetto. In queste occasioni, il menù servito nelle mense è interamente composto da ingredienti provenienti da aziende del territorio trentino.

Quest’anno, in occasione della Giornata internazionale della montagna, in programma l’11 dicembre, coinvolgerà invece la scuola di Vezzano, nella Comunità della Valle dei Laghi. Un ampliamento che rafforza il legame con i territori da cui provengono molte delle materie prime utilizzate e porta il progetto oltre i confini della città.

Alla proposta gastronomica continuerà ad affiancarsi un percorso educativo, realizzato anche grazie alla collaborazione con Trentino Social Tank. Le classi avranno l’opportunità di incontrare le aziende agricole coinvolte, conoscere il loro lavoro e seguire il percorso del cibo dal campo alla tavola, approfondendo i temi della filiera corta e della stagionalità. A integrare il percorso saranno anche le attività del progetto del Comune di Trento Cibo e sani stili di vita, oltre a quello di Risto3 Io mangio sostenibile. Un lavoro e una progettualità che punta a rendere sempre più sostenibili le politiche del cibo del Comune di Trento.

Autore: Ufficio stampa Comune di Trento