Emanuele Lanzerotti, una storia di cooperazione
È un personaggio complesso il protagonista di “Here I Go Again”, il film su documentario dedicato alla figura dell’ingegnere e cooperatore trentino Emanuele Lanzerotti, proiettato ieri sera in Piazza inCooperazione a Trento.
“É un piacere ospitare questo evento – ha commentato in apertura di serata Paola Dal Sasso, vicepresidente per il settore consumo della Federazione Trentina della Cooperazione – che ci permette di conoscere meglio uno dei fondatori del nostro movimento, un uomo che possiamo dire ha illuminato il Trentino grazie al suo impegno e capacità di innovazione”.
Il film, scritto e diretto da Andrea Andreotti e prodotto da FilmWork, racconta la figura di Emanuele Lanzerotti (1872-1955), ingegnere e cooperatore trentino protagonista di una stagione decisiva per lo sviluppo economico e sociale del territorio. Pioniere dell’idroelettrico, attivo nel credito cooperativo, progettista di ferrovie e primo presidente del SAIT, Lanzerotti si confrontò con temi – energia, credito, cooperazione, mobilità e sviluppo delle comunità locali – che conservano ancora oggi una forte attualità.
Impersonato da Gabriele Matté, Lanzerotti rivive nel presente e diventa protagonista e narratore di una storia che ripercorre l’evoluzione della cooperazione di consumo, ma anche i progetti e le innovazioni che hanno caratterizzato gli inizi del Novecento in Trentino, dall’impegno nel campo dell’idroelettrico alla realizzazione della tranvia Dermulo-Fondo-Mendola, che contribuì ad aprire le valli al turismo e ai collegamenti moderni.
Portare Lanzerotti nel presente ha permesso di mettere in luce non solo il suo lato più vulcanico e poliedrico, ma anche l’aspetto più umano, ha spiegato Andreotti che, al termine della proiezione ha dialogato con lo storico Alberto Ianes, moderati da Alice Manfredi della Fondazione del Museo Storico del Trentino, offrendo l'occasione per approfondire la figura di Lanzerotti, la genesi del film e il contesto storico raccontato.
Il film è stato realizzato con il contributo di Comunità della Val di Non, Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol, Fondazione Museo storico del Trentino, BTS Banca Trentino-Südtirol, Bim Adige Trento, Sait, Federazione Trentina della Cooperazione, Cassa Rurale Val di Non Rotaliana e Giovo, Apt Val di Non.