09 settembre 2026
educazione cooperativa
Educare al futuro: aprire l’anno scolastico con la formazione insegnanti
Torna in presenza la giornata di formazione insegnanti dedicata all'educazione cooperativa. L'8 settembre, a Villa Sant'Ignazio, insegnanti di ogni ordine e grado hanno lavorato fianco a fianco sul senso di fare educazione cooperative, le trasformazioni che essa genera nei contesi e il ruolo dell’insegnante. Laboratori pratici e artistici hanno dato vita alla giornata, arricchita di esperienze e riflessioni condivise.
Si è svolta ieri, 8 settembre, presso la cooperativa sociale Villa Sant'Ignazio, a Trento, la giornata di formazione “Educare al futuro. Le cooperative scolastiche fra competenze curricolari e non cognitive”, promossa dall'Area Formazione e Cultura Cooperativa della Federazione Trentina della Cooperazione. Un inizio di anno scolastico atteso, che ha visto la partecipazione di più di 50 insegnanti, dalla primaria alla secondaria di secondo grado, che per un’intera giornata hanno lavorato fianco a fianco mettendosi in gioco e condividendo le proprie esperienze.
L’apertura dei lavori da parte di Jenny Capuano, responsabile dell'Area Formazione e Cultura Cooperativa della Federazione, e Giuseppe Rizza, sovrintendente scolastico della Provincia autonoma di Trento, ha fornito la cornice di senso dentro la quale si muove e opera l’educazione cooperativa.
Poi, la parola è passata alle e agli insegnanti, che hanno sperimentato una mattinata di tre laboratori pratici, dedicati all'essere e al fare cooperativa scolastica, alle trasformazioni che questa innesca dentro e fuori dalla classe e al ruolo dell'insegnante. In piccolo gruppo, con uno spazio finale di riflessione condivisa, le e gli insegnanti hanno portato i loro vissuti e fatto esperienza di diverse metodologie.
“È stato in primis il metodo adottato dalla formazione a raccontare l’educazione cooperativa” – spiegano le responsabili del team di educazione cooperativa. “Mettere le insegnanti e gli insegnanti dentro un'esperienza reale di piccolo gruppo significa far vivere sulla propria pelle come funziona una cooperativa scolastica: si pensa insieme, ci si ascolta, e il risultato dipende dall'apporto di ogni persona”.
A intrecciare i fili della mattinata, Piergiuseppe Ellerani, professore ordinario di Didattica e pedagogia speciale all'Università di Bologna. Ellerani ha restituito una lettura di sistema del lavoro svolto nei gruppi, seguita da un momento di domande. In chiusura di mattinata il team di educazione cooperativa ha presentato l'offerta formativa per l'anno scolastico 2026/27.
Dai tavoli sono emerse esperienze concrete, insieme alle fatiche di chi porta avanti una cooperativa scolastica. Proprio la condivisione si è rivelata uno degli elementi più apprezzati della giornata: scoprire che certe dinamiche si ripetono anche altrove ha restituito a molte e molti la sensazione di far parte di una comunità. Accanto alle difficoltà è emersa parecchia motivazione, entusiasmo, e voglia di impegnarsi sempre di più e concretamente nel portare avanti l’impegno con l’educazione cooperativa.
Il pomeriggio, la testimonianza di Villa Sant'Ignazio e il laboratorio artistico “t-essere d'inclusione” hanno dato uno scorcio sulla vita e il lavoro della cooperativa sociale, e hanno permesso di riflettere sull’importanza delle relazioni.
Il messaggio che emerge dalla giornata è che la cooperazione si impara attraversandola. Il lavoro di chi insegna sta soprattutto nel predisporre le condizioni perché accada: lo spazio, i ruoli, i tempi. Le cooperative scolastiche arricchiscono non soltanto studentesse e studenti, ma anche il corpo docente che collabora, scende dalla cattedra, e ritrova il riconoscimento della classe. Con la cooperazione a scuole, le unicità di ogni persona hanno valore e contribuiscono a un risultato più grande della somma delle parti. L’educazione cooperativa diventa così condizione necessaria per il mantenersi del DNA cooperativo trentino.
L’apertura dei lavori da parte di Jenny Capuano, responsabile dell'Area Formazione e Cultura Cooperativa della Federazione, e Giuseppe Rizza, sovrintendente scolastico della Provincia autonoma di Trento, ha fornito la cornice di senso dentro la quale si muove e opera l’educazione cooperativa.
Poi, la parola è passata alle e agli insegnanti, che hanno sperimentato una mattinata di tre laboratori pratici, dedicati all'essere e al fare cooperativa scolastica, alle trasformazioni che questa innesca dentro e fuori dalla classe e al ruolo dell'insegnante. In piccolo gruppo, con uno spazio finale di riflessione condivisa, le e gli insegnanti hanno portato i loro vissuti e fatto esperienza di diverse metodologie.
“È stato in primis il metodo adottato dalla formazione a raccontare l’educazione cooperativa” – spiegano le responsabili del team di educazione cooperativa. “Mettere le insegnanti e gli insegnanti dentro un'esperienza reale di piccolo gruppo significa far vivere sulla propria pelle come funziona una cooperativa scolastica: si pensa insieme, ci si ascolta, e il risultato dipende dall'apporto di ogni persona”.
A intrecciare i fili della mattinata, Piergiuseppe Ellerani, professore ordinario di Didattica e pedagogia speciale all'Università di Bologna. Ellerani ha restituito una lettura di sistema del lavoro svolto nei gruppi, seguita da un momento di domande. In chiusura di mattinata il team di educazione cooperativa ha presentato l'offerta formativa per l'anno scolastico 2026/27.
Dai tavoli sono emerse esperienze concrete, insieme alle fatiche di chi porta avanti una cooperativa scolastica. Proprio la condivisione si è rivelata uno degli elementi più apprezzati della giornata: scoprire che certe dinamiche si ripetono anche altrove ha restituito a molte e molti la sensazione di far parte di una comunità. Accanto alle difficoltà è emersa parecchia motivazione, entusiasmo, e voglia di impegnarsi sempre di più e concretamente nel portare avanti l’impegno con l’educazione cooperativa.
Il pomeriggio, la testimonianza di Villa Sant'Ignazio e il laboratorio artistico “t-essere d'inclusione” hanno dato uno scorcio sulla vita e il lavoro della cooperativa sociale, e hanno permesso di riflettere sull’importanza delle relazioni.
Il messaggio che emerge dalla giornata è che la cooperazione si impara attraversandola. Il lavoro di chi insegna sta soprattutto nel predisporre le condizioni perché accada: lo spazio, i ruoli, i tempi. Le cooperative scolastiche arricchiscono non soltanto studentesse e studenti, ma anche il corpo docente che collabora, scende dalla cattedra, e ritrova il riconoscimento della classe. Con la cooperazione a scuole, le unicità di ogni persona hanno valore e contribuiscono a un risultato più grande della somma delle parti. L’educazione cooperativa diventa così condizione necessaria per il mantenersi del DNA cooperativo trentino.
Autore: Redazione