30 ottobre 2026
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Cooperazione: ecosistema per il bene comune

Ha preso il via ieri il nuovo percorso formativo “Traiettorie cooperative”, spazio di confronto e approfondimento per chi governa e gestisce le imprese cooperative. Primo appuntamento dedicato a “La cooperazione: un ecosistema per il bene comune” con Sabrina Bonomi, professoressa associata di Organizzazione Aziendale e socia fondatrice della Scuola di Economia Civile (SEC).

La cooperazione può essere ancora una risposta concreta alle sfide del nostro tempo? Cosa significa, oggi, fare impresa cooperativa in un ecosistema economico che ha cambiato le sue regole? E come si rinnova la mutualità senza perdere la propria anima? Sono queste le domande che hanno guidato l’intervento di Sabrina Bonomi, professoressa associata di Organizzazione Aziendale e socia fondatrice della Scuola di Economia Civile (SEC), che ha dato il via alla prima edizione di “Traiettorie cooperative”, il percorso formativo progettato dall’Area Formazione e Cultura Cooperativa della Federazione Trentina della Cooperazione per offrire a chi governa e gestisce le imprese cooperative un’occasione per coltivare e rinnovare la competenza cooperativa.

“Affrontando alcuni temi particolarmente rilevanti, – ha commentato Jenny Capuano, responsabile dall’Area, dando il benvenuto ai 20 partecipanti– abbiamo voluto creare uno spazio dove cooperatori e cooperatrici di settori differenti, provenienti da diverse zone della provincia, possano raccogliere stimoli, confrontarsi e sviluppare pensiero e visione. Interrogandosi anche sui trend che maggiormente impattano oggi sulle nostre comunità e sulle migliori strategie per rispondere ai bisogni ad essi collegati”.

Nella sua relazione, dal titolo “La cooperazione: un ecosistema per il bene comune”, Bonomi ha proposto una rilettura dei valori fondanti della cooperazione come cardini di una rete che genera valore sociale ed economico condiviso.

Dal confronto con i partecipanti sono emersi alcuni bisogni caratterizzanti il tempo attuale: bisogni materiali, come la casa e il lavoro, ma anche personali, come il bisogno di tempo, di condivisione, di relazione. Domande a cui il sistema cooperativo può offrire risposta grazie alla propria presenza economica e sociale.

“Il futuro – ha detto Bonomi – è incerto e avrà bisogno di modelli che ancora non conosciamo. Dobbiamo perciò essere flessibili e, di fronte ai problemi, attivare quell’intelligenza collettiva che è propria del movimento cooperativo, non solo per adeguarsi al cambiamento ma anche per essere proattivi nel determinarlo. Serviranno creatività e innovazione sociale, ma anche profonda conoscenza e capacità manageriale dedicata”.

La riflessione si è poi spostata sulla dinamica partecipativa che caratterizza la gestione delle cooperative, un elemento che caratterizza questo tipo di impresa, “la rende unica e dà alle persone la consapevolezza di poter avere un impatto sul presente e sul futuro”. È quindi importate trovare il modo per continuare a garantire la possibilità di partecipare attivamente alla vita della propria impresa e influire sulle scelte prese dalla governance e sulle conseguenti azioni intraprese.

“La cooperazione – ha concluso la docente – non è residuale. Deve essere consapevole della forza che ha e deve rafforzare la propria identità, puntando sui propri valori e peculiarità. Non basta fare il bene, bisogna farlo bene, ossia misurarlo, rendicontarlo, valutarlo e comunicarlo dentro e fuori le coop in un processo di miglioramento continuo”.

Gli stimoli offerti dalla docente hanno rappresentato il punto di avvio dei tavoli di lavoro che hanno coinvolto i partecipanti nella seconda parte dell’incontro, in un lavoro di confronto e riflessione su come sia possibile tradurre queste riflessioni in azioni concrete. Per aprire la parte laboratoriale, Federica Tonolli, facilitatrice di Tara Facilitazione, ha proposto un esercizio che, attraverso l’utilizzo di una linea sociometrica, ha mostrato il grado di partecipazione nelle cooperative presenti.

Il prossimo appuntamento, dal titolo “Abitare il futuro: spazi comuni e comunità”, approfondirà il ruolo dello spazio fisico, del social housing e delle relazioni di vicinato nel contrasto alla solitudine e nella creazione di comunità resilienti. Elena Granata, professoressa associata presso il Politecnico di Milano, docente di Urbanistica e Analisi della città e del territorio, e vicepresidente della Scuola di Economia Civile, guiderà i partecipanti a riflettere su come la cooperazione può ridisegnare il modo in cui le persone abitano e appartengono. L’appuntamento si terrà il 15 dicembre, alle 17.00, in piazza inCooperazione. Iscrizioni su infederazione.it

 

Autore: Redazione