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Contratto coop sociali: bene il riconoscimento del lavoro sociale, preoccupazione per la sostenibilità delle imprese

Il vicepresidente Monfredini: «Esprimiamo soddisfazione per il rinnovo, che ci aiuta a qualificare il nostro lavoro e a renderlo maggiormente attrattivo, ma siamo al contempo preoccupati sul piano del reperimento delle risorse necessarie a sostenerlo».

La notizia dell’intesa raggiunta sul rinnovo del contratto di lavoro nazionale delle cooperative sociali è stata al centro dell’attenzione del convegno di settore che si è tenuto questo pomeriggio presso la sede della Federazione Trentina della Cooperazione.

Il nuovo contratto nazionale prevede a regime un incremento a doppia cifra, pari a 120 euro al mese, ed interviene su alcuni istituti come, per esempio, la maternità (estesa al 100% l’integrazione economica), la sanità integrativa (con una quota aumentata significativamente), la quattordicesima (introdotta al 50%) o i tempi di vestizione (ricompresi nella prestazione lavorativa).

I rappresentanti delle 90 cooperative sociali trentine hanno analizzato le ripercussioni di questo rinnovo, che riguarda il personale impegnato in asili nido, Rsa, centri per minori, disabili e persone fragili, offrendo servizi di prima necessità alle famiglie e agli anziani. In totale circa 7 mila dipendenti.

«Il rinnovo contrattuale rappresenta una buona notizia per il futuro dei servizi che le cooperative sociale offrono alla comunità trentina – ha detto il presidente della Cooperazione Trentina Roberto Simoni – ma va declinato attraverso l’interlocuzione istituzionale con la nuova Giunta. Abbiamo avuto un primo confronto con l’esecutivo provinciale a livello di Coordinamento Imprenditori sui temi generali del mondo delle imprese ed ora è indispensabile trovare un momento di dialogo e sintesi specifico sulle tematiche cooperative, in primis sociali, che trasformi l’atteggiamento di ascolto positivo che abbiamo raccolto in atti amministrativi concreti».

«L’accordo raggiunto sul piano nazionale rappresenta un forte riconoscimento del valore del lavoro sociale – ha aggiunto Italo Monfredini, vicepresidente della Federazione per il settore delle cooperative sociali e di abitazione – ed arriva in un momento storico in cui esso è svilito e poco riconosciuto, con conseguenti difficoltà a trovare il personale per far fronte ai servizi di cura. Questo rinnovo ci rende altresì consapevoli delle difficoltà che le cooperative dovranno affrontare sul piano della sostenibilità economica futura».

Se per i prossimi appalti o affidi il costo della manodopera comprenderà gli incrementi definiti dal nuovo contratto nazionale, infatti, per i contratti in essere l’aggiornamento resta un tema da trattare con molta attenzione nell’ambito dell’interlocuzione con la pubblica amministrazione. Nell’ultimo assestamento di bilancio, la Provincia aveva prudenzialmente accantonato dei fondi per far fronte alla crescita del costo del personale, ma oggi risultano insufficienti per coprire l’aumento definito.

L’impegno della Federazione sarà dunque rivolto in due direzioni: in primo luogo rappresentare presso la Provincia le conclamate necessità di risorse per coprire i costi lievitati e in secondo luogo definire una forma tecnica condivisa per imputare queste risorse alle cooperative, al fine di adeguare le retribuzioni dei dipendenti. Alcuni servizi sono stati infatti finanziati a contributo, altri a retta o tramite appalto. Alcuni dai Comuni, altri dalle Comunità di valle o dalla stessa Provincia. Per ogni fattispecie servirà dunque trovare la via corretta.

Il convegno di settore ha anche organizzato dei Gruppi di lavoro che approfondiranno le priorità di questo particolare momento e faranno sintesi, arrivando in sede di Comitato di settore con proposte precise.

Nel corso della riunione è stata designata infine una nuova componente del Comitato di settore, Elena Miorelli, presidente cooperativa Oasi Tandem.

 

Autore: Redazione