<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=welfare</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Sat, 09 May 2026 13:52:55 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">513bf865-0b8e-4cd1-80fb-2e737c80fa2f</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/stati-generali-del-welfare-consolida</link><title>Stati Generali del Welfare: i nodi per il benessere e la coesione</title><description>Terza edizione della manifestazione che riunisce il Terzo Settore trentino, organizzata dagli enti che rappresentano centinaia di cooperative sociali, associazioni di volontariato e di promozione sociale, comunità di accoglienza, fondazioni.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/ae5jutyg/home.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/stati-generali-del-welfare-consolida" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>5120</width><height>3840</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Anche quest’anno la Settimana dell’Accoglienza si chiude con gli Stati Generali del Welfare, promossi da <strong>Consolida, CNCA, CSV Nonprofit Network, Cooperazione Trentina</strong> con la collaborazione dell’<strong>Associazione Giovani Cooperatori</strong>, del <strong>BIC del sociale</strong> e della <strong>Consulta provinciale delle politiche sociali</strong>.</p>
<p><em>Nodi</em> è il titolo di questa terza edizione della manifestazione del Terzo Settore Trentino. “Abbiamo scelto questa parola – ha detto <strong>Francesca Gennai</strong>, presidente di Consolida come portavoce dei promotori – perché ci sembra descrivere bene il tempo che stiamo attraversando. Viviamo in una stagione in cui il dibattito pubblico rischia spesso di irrigidirsi, di ridursi a slogan contrapposti, a semplificazioni, in un dissing continuo. Eppure, sappiamo – e con il nostro lavoro proviamo a dimostrarlo ogni giorno – che i nodi non sono soltanto ostacoli: possono essere legami che tengono, trame che sostengono, intrecci che danno forma e forza. E nell’incontro è questa duplice natura che vogliamo mettere a fuoco: ci sono nodi da stringere – le alleanze, le relazioni, i legami – e nodi da sciogliere – le polarizzazioni, le rigidità, le contraddizioni che ci frenano”.</p>
<p>“Gli Stati generali del Welfare ci ricordano che oggi più che mai abbiamo bisogno di un welfare fatto di legami forti e partecipazione condivisa. Il futuro del Trentino deve poter contare su un welfare integrato – sociale, sanitario, educativo – radicato nei territori e vicino alle persone. Pochi giorni fa è stato firmato il protocollo tra Provincia e Federazione Trentina della Cooperazione, che pone attenzione alle sfide che caratterizzano oggi il welfare trentino, guardando ai temi della non autosufficienza, della fragilità giovanile, della disabilità, della promozione di sani stili di vita, con la volontà di costruire risposte ad hoc ai nuovi bisogni del nostro tempo, valorizzando gli strumenti della co-programmazione e co-progettazione. Solo insieme, istituzioni, terzo settore e cittadini, possiamo costruire una comunità più equa e sostenibile, in un vero patto di comunità tra pubblico, privato e territori", questo l'intervento dell'assessore provinciale alla salute, politiche sociali e cooperazione,<strong> Mario Tonina</strong>.</p>
<p><strong>Accoglienza e sicurezza</strong></p>
<p>Focus della giornata una serie di dibattiti intorno alle parole chiave, a partire da <em>Accoglienza e Sicurezza</em> emblematiche della logica polarizzante che oggi prevale. Da un lato si dà per scontato che l’una escluda l’altra, dall’altro vengono spesso tradotte rispettivamente in bontà ingenua e ordine pubblico. Già i protagonisti del dibattito agli Stati generali dimostrano, con le loro esperienze quotidiane, come questa visione sia parziale e insufficiente. C’è chi si confronta su questi temi nell’ambito delle migrazioni, come <strong>Casimiro Gases</strong> della cooperativa sociale Cosep, che ha detto: “Per essere efficace l'accoglienza deve diventare integrazione. Ognuno faccia quello che può; se non può fare niente, almeno non intralci”.</p>
<p>C’è chi lo fa nei servizi per la tossicodipendenza e per la disabilità come <strong>Antonello Panetta</strong> delle cooperative Eliodoro e di AFT, che ha ribadito come l’inclusione vada intesa nel senso più allargato possibile, puntando l’attenzione sul fatto che una persona con tossicodipendenza percepisce come straniero il suo stesso corpo, che sente di non appartenere al mondo.</p>
<p>Ma l’accoglienza si pratica anche nei servizi di cura per anziani rispetto alle professionalità che arrivano da altri Paesi come ha ricordato <strong>Mariasilvia Cadeddu</strong> del gruppo Spes: “L’accoglienza che organizziamo per chi arriva in Trentino passa sì per il lavoro, che ma anche dall'integrazione in senso ampio: serve sensibilizzare i gruppi di lavoro che accolgono e anche la comunità in modo allargato”.</p>
<p>E l’accoglienza viene agita anche in ambito educativo e di sviluppo di comunità come ha ricordato <strong>Vittoria de Mare</strong> di Carpe Diem, che ha puntato l'attenzione sullo snodo della prossimità, raccontando l’esperienza della sua associazione che opera a Canova di Gardolo dove convivono 52 etnie diverse, cercando di includere attraverso l’informalità, creando cioè luoghi informali e non stigmatizzati dove conoscersi e integrarsi.</p>
<p>E così dal dibattito, moderato dal libraio <strong>Federico Zappini</strong> della <em>Due Punti</em>, è merso come la sicurezza sia un bisogno di base che va riconosciuto e che la prima cosa per sentirsi sicuri dovrebbe essere la possibilità di contare su qualcun altro, di sentirsi accolto. L’accoglienza è un concetto generativo già dalla sua etimologia: accogliere deriva dal latino ad-cum-legere, cioè “raccogliere insieme verso”, e porta con sé l’idea di costruire legami, di riconoscere la dignità di ogni persona, sempre e comunque.</p>
<p><strong>Pubblico e privato</strong></p>
<p>Il secondo dibattito, moderato da<span> </span><strong>Flaviano Zandonai </strong>del consorzio nazionale Cgm, si è concentrato sul binomio <em>Pubblico e Privato</em> con <strong>Massimo Komatz</strong> di Villa S. Ignazio e <strong>Paola Pasqualin</strong>, dirigente dell’Istituto comprensivo Trento 5. Anche qui si annida il rischio di una contrapposizione – tra il pubblico istituzione e privato come libera iniziativa – che oltre ad essere parziale, è anche castrante rispetto ad un’alleanza generativa e potente per il benessere delle comunità. Nel binomio pubblico – privato si gioca anche il tema del rapporto tra individuo e comunità, e si misura, culturalmente prima, concretamente poi, una delle questioni centrali per la comunità oggi: la responsabilità per il bene comune. </p>
<p>Per Komatz la sfida è cercare di tenere insieme l'accompagnamento individuale con il contesto comunitario. “Veniamo da una cultura del territorio che è quella dell'amministrazione condivisa – ha detto – ma ci serve acquisire più prassi che tecnica”. Focalizzando sulla scuola trentina, Pasqualin l’ha definita “di qualità” anche grazie alla collaborazione con il terzo settore, con gli educatori professionali delle cooperative. Attenzione però al rischio che le gare conducano sulla via breve della competizione economica, perché perderebbe qualità l'intero sistema educativo. L’invito della dirigente è stato quello di lavorare "in squadra" per raggiungere l'obiettivo comune.</p>
<p>La questione della relazione tra pubblico e privato è stata ripresa dall’indagine campionaria presentata dai Giovani Cooperatori Trentini, sviluppata intorno a interrogativi rivolti a loro coetanei come: Quanto sento forte l’impegno verso gli altri e la mia comunità? Dove trovo spazi per viverlo e come? Quanto cooperazione e associazionismo sono oggi luoghi di partecipazione alla costruzione del bene comune? La buona notizia emersa dal sondaggio, raccontata oggi da <strong>Ilaria Rinaldi</strong>, presidente dell’associazione, che ha coinvolto 180 persone, di cui un terzo sotto ai 35 anni, è che partecipazione e senso di appartenenza sono risultati aspetti importanti per gli intervistati: che il 70% si sente più motivato quando il proprio fare ha un impatto sociale, il 73% dice di avere modo di confrontarsi con la governance cooperativa. Inoltre, per 140 su 180 l’aspetto che piace di più del mondo cooperativo è l’interesse per la comunità. Chi non partecipa trova come principale motivazione la mancanza di tempo.</p>
<p>La mattinata si è conclusa con un confronto su continuità e innovazione e su come queste si intreccino ed impattino sul welfare a partire, ancora una volta, da punti di vista e esperienze diverse: quelli di tipo aziendale e delle potenziali congiunzioni con il non profit, raccontati da <strong>Luca Capra</strong> di Trentino Sviluppo, che ha spiegato come attraverso il progetto messo in piedi insieme a Fondazione Demarchi si cerchino di valorizzare le nuove idee che abbiano un impatto sociale, aiutandole a diventare imprese.</p>
<p>Ma si è parlato anche di ricerca scientifica e della sua divulgazione a supporto dell’innovazione con <strong>Francesca Fiore</strong> dell’associazione culturale Glow, che ha spiegato che l’obiettivo della sua organizzazione sia quello di portare l’alta innovazione sul territorio, nelle scuole e nelle comunità, con iniziative ‘pop’ che arrivino con leggerezza e divertimento.</p>
<p>Infine spazio all’innovazione di territorio, dove il welfare si rivela elemento che ne accresce la competitività anche da un punto di vista economico, come ha raccontato <strong>Andrea Ciresa</strong> della Fondazione FiemmePER ETS, che in tre anni ha coinvolto 110 realtà del territorio, tutte private, come dentisti, banche, cooperative sociali per affrontare i bisogni e le emergenze della Valle: la denatalità, l’accesso alla casa, l’energia, la mobilità agendo su strumenti come il lavoro, la qualità della vita e il senso di comunità.</p>
<p> </p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio stampa</author></item><item><guid isPermaLink="false">24ea2f7c-e7a9-4012-aa2a-30224bbf806b</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/stati-generale-welfare-post</link><title>Stati generali del welfare. Criticità e strategie per il lavoro del futuro</title><description>Dialogo intergenerazionale, pari opportunità, prospettiva di medio lungo termine, sostegno al ruolo e al senso dell’impegno professionale. Queste le principali direzioni da intraprendere per le organizzazioni del Terzo Settore alle prese oggi con la crisi del lavoro.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/swknjdfx/pubblico.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/stati-generale-welfare-post" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4032</width><height>3024</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il tema del lavoro è stato al centro della seconda edizione degli Stati generali del welfare in Trentino – intitolata “Sul lavoro: il valore tra equivoci e pregiudizi” – che si è tenuta oggi a Trento grazie all’organizzazione di Consolida, CNCA, CSV Trentino – Non profit network, Cooperazione Trentina in collaborazione con la Consulta provinciale delle politiche sociali.<br /><br /></p>
<div data-embed-url="https://youtu.be/wDx2qTmHIPk" data-embed-height="240" data-embed-width="360" data-embed-constrain="true"><iframe width="360" height="203" src="https://www.youtube.com/embed/wDx2qTmHIPk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen="" title="Stati generali del welfare. Criticità e strategie per il lavoro del futuro"></iframe></div>
<p>Una giornata che ha messo al centro la profonda trasformazione che il lavoro sta attraversando con l’obiettivo di trovare politiche e strategie organizzative e culturali capaci di garantire benessere e valorizzazione degli operatori del welfare e di rendere maggiormente attrattive le organizzazioni del Terzo Settore che in Trentino rappresentano un pilastro fondamentale della coesione e dello sviluppo economico.</p>
<p>Da tempo “la crisi del lavoro” occupa il dibattito pubblico e quello mediatico racchiudendo in questa espressione fenomeni che le organizzazioni vivono quotidianamente e che stanno diventando sempre più stringenti: la mancanza di operatori, l’aumento delle dimissioni, l’emergere del cosiddetto quite quitting o “abbandono silenzioso”, le crescenti manifestazioni di insoddisfazione e di frustrazione. Siamo immersi in una profonda trasformazione che mette seriamente in discussione il modello di vita la cui unica priorità è il lavoro.</p>
<p>Nell’ambito del lavoro sociale, questa trasformazione si colloca quasi paradossalmente dentro un progressivo crescere dei bisogni sociali, educativi e assistenziali delle comunità locali e impatta sulle organizzazioni del Terzo Settore, sulla loro capacità attrattiva e produttiva e quindi sulla tenuta complessiva del welfare trentino.</p>
<p>“Questa giornata – ha detto <strong>Francesca Gennai</strong>, presidente di Consolida – è stata un’occasione per parlare di equivoci e pregiudizi legati al mondo del lavoro, e del fatto che lo stesso lavoro non è più il fulcro della vita delle persone. Dopo un percorso di ascolto e dialogo sui territori di decine di organizzazioni sociali, questo è stato insomma un momento di riflessione collettiva che ci aiuta a ripensare la nostra cultura organizzativa e a come tenere dentro le persone che operano nelle nostre organizzazioni”.</p>
<p>“Nella mia generazione – ha aggiunto <strong>Italo Monfredini</strong>, vicepresidente vicario della Federazione Trentina della Cooperazione portando i saluti del presidente <strong>Roberto Simoni</strong> – il lavoro si fondava su due pilastri: la durata e la retribuzione. Le nuove generazioni stanno smontando questo concetto ricreandone uno nuovo”.</p>
<p>“Per far cogliere l’importanza del lavoro di cura delle persone – ha aggiunto <strong>Paolo Tonelli</strong>, presidente della Consulta provinciale delle politiche sociali – bisogna agire sui giovani fin nelle scuole”.</p>
<p>Ma i giovani per cosa sono disposti a lavorare oggi? Ha provato a rispondere a questa domanda l’Associazione Giovani Cooperatori Trentini, che ha realizzato una ricerca coinvolgendo 135 persone tra 18 e 35 anni. Come ha spiegato la presidente <strong>Ilaria Rinaldi</strong>, è emerso che i giovani ritengono che la cosa più importante nella ricerca di un lavoro sia la garanzia di flessibilità e la possibilità di valorizzazione, professionale ma anche retributiva. Il ‘posto fisso’, e quindi la dimensione della sicurezza del lavoro, è solo la quinta delle preferenze. Per il 75% dei giovani che hanno risposto, è fondamentale trovare un lavoro che garantisca un buon equilibrio con la propria vita privata che consenta di stare bene.</p>
<p>“I giovani – ha aggiunto <strong>Aaron Giazzon</strong> direttore di Apas – ci tengono a definire bene quale può essere il loro supporto in un contesto professionale e a sentirsi subito adeguati. A non essere considerati, insomma, ‘bocia per sempre’”.</p>
<p>L’impressione, dunque, è che il tavolo della selezione si sia rovesciato e non sia più l’azienda a valutare i candidati, ma sia il candidato a selezionare l’azienda che fa per lui, come testimoniato da <strong>Paolo Fellin</strong>, presidente della cooperativa Vales. “Dobbiamo lavorare – ha aggiunto – per aumentare la nostra capacità di attrarre personale e di dare dignità al lavoro che facciamo. La firma del contratto integrativo in questo senso è stata importante”.</p>
<p>Un buon contributo al dibattito è arrivato dalla relazione di <strong>Alessandro Pirani</strong>, di Kopernicana, che ha suggerito di agire nella partica i principi che hanno dato vita alla cooperazione. Qualche esempio? Il principio della porta aperta deve essere declinato come accompagnamento organizzato e progettato all’ingresso nel nuovo lavoro. E l’intergenerazionalità come mentoring, cioè come dialogo e passaggio di informazioni e competenze tra chi entra e chi ha già esperienza. “Servono rituali formalizzati – ha detto – per rafforzare la continuità culturale e operativa nella cooperativa”.</p>
<p>Che caratteristiche deve avere, dunque, il buon lavoro? Secondo <strong>Andrea</strong> <strong>Grosselli,</strong> segretario generale Cgil trentino, la dimensione centrale è quella del tempo. In Italia si lavora oltre 400 ore in più all’anno rispetto alla Germania e ad altri paesi europei. Per un numero maggiore di anni e con salari inferiori. “Per questo siamo meno attrattivi” ha concluso il sindacalista che ha sollecitato la pubblica amministrazione a investire più risorse nel welfare, suggerendo la creazione di un ente multilaterale per il lavoro sociale, con Cooperazione, sindacati, pubblica amministrazione e ricerca.</p>
<p>Secondo <strong>Valentina Visioli</strong>, direttrice di Abilnova, invece, il fulcro sta nella capacità di progettare a lungo termine, per dare prospettiva e quindi futuro. “Ma è complicato farlo in un mercato come il nostro – ha detto – dove tutte le regole sono dettate dall’ente pubblico”. La cosa diventa ancora più complessa, poi, quando la politica assume un orizzonte temporale più breve, come accennato da <strong>Roberto Pallanch</strong>, dirigente Umse disabilità ed integrazione socio–sanitaria della provincia Autonoma di Trento.</p>
<p>Tra gli ospiti la scrittrice e giornalista <strong>Lidia Rivera</strong> che si è concentrata sulle donne al lavoro (“Alle donne – ha detto – viene posta una domanda indecente, cioè scegliere tra dare la vita ed occuparsi della propria vita. Le donne quando entrano nel mondo del lavoro sentono fischiare questo motivetto; quindi, al primo figlio tornano a casa o rinunciano”) e lo storico della mentalità <strong>Francesco Filippi </strong>che ha puntato sulla narrazione del concetto di lavoro (“Nella narrazione passata, il lavoro è dovere e diritto. Diritto perché creava una sorta di promessa di progresso, di ricchezza futura, di strumento per realizzare i sogni. E ciò è avvenuto. Ogni generazione ha compiuto dei progressi rispetto alla precedente. Fino al 2000. Chi è nato dopo, rappresenta la prima generazione che starà peggio di quella dei genitori, perché si è rotta l’ascesa. E questo ha cambiato il lavoro e la sua narrazione”).</p>
<p><strong>Giusi Biaggi</strong>, presidente del consorzio nazionale Cgm, ha raccontato come il Consorzio stia puntando sulla cura della comunicazione (che non deve essere un semplice passaggio di informazioni) e sull’organizzazione, che deve essere aperta, cioè, dare la possibilità di maturare processi decisionali in modo trasversale e a tutti i livelli.</p>
<p>Un esempio positivo di narrazione efficace è stato presentato da <strong>Francesca Fiori</strong>, coordinatrice di CSV Trentino – Nonprofit network, che ha raccontato come la campagna ‘Volontari gente felice’ realizzata in occasione di Trento capitale europea del volontariato abbia messo in luce che le persone non si attivano per spirito di sacrificio, ma per cercare una gratificazione diversa, cioè quella di fare la differenza. “La grande sfida – ha detto – è quella di creare spazi di cambiamento”.</p>
<p><strong>Massimo Komatz</strong>, coordinatore di Villa Sant’Ignazio, ha concluso sull’importanza della narrazione del lavoro sociale rispetto alla valorizzazione e all’attrattività delle professioni del welfare e del volontariato: “Più il sistema è regolamentato e cerca di inquadrare i bisogni meno è efficace, perché spesso i bisogni reali sono quelli inespressi”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Dirce Pradella</author></item><item><guid isPermaLink="false">e9ed1a94-41d8-4e02-bbfd-6961b92b4240</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/stati-generali-del-welfare</link><title>Stati generali del welfare. Si parlerà del valore del lavoro tra equivoci e pregiudizi</title><description>Sabato 5 ottobre a Trento rappresentanti del Terzo Settore, locale e nazionale, del mondo delle istituzioni, delle imprese, dei sindacati e della cultura, discuteranno del futuro del lavoro sociale, professionale e volontario. Tra gli ospiti la scrittrice Lidia Ravera e lo storico della mentalità e saggista Francesco Filippi.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/vldfwlqm/grafica-sgw.png" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/stati-generali-del-welfare" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1182</width><height>619</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>La seconda edizione degli Stati generali del welfare in Trentino – intitolata “Sul lavoro: il valore tra equivoci e pregiudizi” – è organizzata da Consolida, CNCA, CSV Trentino – Non profit network, Cooperazione Trentina in collaborazione con la Consulta provinciale delle politiche sociali e mette al centro la profonda trasformazione che il lavoro sta attraversando con l’obiettivo di trovare politiche e strategie organizzative e culturali capaci di garantire benessere e valorizzazione degli operatori del welfare e di rendere maggiormente attrattive le organizzazioni del Terzo Settore che in Trentino rappresentano un pilastro fondamentale della coesione e dello sviluppo economico.</p>
<p>Da tempo “la crisi del lavoro” occupa il dibattito pubblico e quello mediatico racchiudendo in questa espressione fenomeni che le organizzazioni vivono quotidianamente e che stanno diventando sempre più stringenti: la mancanza di operatori, l’aumento delle dimissioni, l’emergere del cosiddetto quite quitting o “abbandono silenzioso”, le crescenti manifestazioni di insoddisfazione e di frustrazione. Siamo immersi in una profonda trasformazione che mette seriamente in discussione il modello di vita la cui unica priorità è il lavoro.</p>
<p>Nell’ambito del lavoro sociale, questa trasformazione si colloca quasi paradossalmente dentro un progressivo crescere dei bisogni sociali, educativi e assistenziali delle comunità locali e impatta sulle organizzazioni del Terzo Settore, sulla loro capacità attrattiva e produttiva e quindi sulla tenuta complessiva del welfare trentino. Come affrontare questa trasformazione, valorizzando il lavoro sociale in termini di benessere dei lavoratori e di attrattività e capacità di tenuta delle organizzazioni saranno gli interrogativi al centro della seconda edizione degli Stati generali del welfare, che si terranno</p>
<p><strong><u>sabato 5 ottobre a Villa Sant’Ignazio a Trento (via delle Laste, 22) dalle 9,30 alle 16</u></strong></p>
<p>«Dopo un percorso di ascolto e dialogo sui territori di decine di organizzazioni sociali – spiega <strong>Francesca Gennai</strong>, presidente di Consolida – abbiamo ritenuto importante proporre un momento pubblico in cui condividere strategie per affrontare questa trasformazione. Lo faremo con l’aiuto di esperti e testimoni di esperienze significative e partendo dal mettere a nudo gli equivoci ed i pregiudizi strutturali al nostro sistema culturale, produttivo ed organizzativo: parleremo della necessità di governare il tempo, di saper gestire la coesistenza fra generazioni, di conoscere profondamente le motivazioni per cui i giovani sono disposti a lavorare; tutto questo per arrivare a mettere a fuoco un’agenda di lavoro del Terzo Settore che ci consenta di essere oggi organizzazioni sempre più eque, inclusive e generative».</p>
<p><strong>IL PROGRAMMA</strong></p>
<p>Si inizia alle 9,30 a Villa sant’Ignazio (via delle Laste 22 a Trento) con la restituzione da parte dei promotori dell’operazione di ascolto realizzata nei mesi scorsi sul tema del lavoro sociale cui hanno partecipato decine di cooperative sociali e associazioni, ma anche imprese e Fondazioni.</p>
<p>Alle 10 il Focus “per cosa siamo disposti a lavorare oggi?” curato dall’Associazione Giovani Cooperatori Trentini, in cui saranno presentati gli esiti dell’indagine dedicata ad aspettative e desideri dei giovani rispetto al lavoro. Ne discuteranno, moderati da <strong>Alessandro Girardi</strong> responsabile dell’Area comunicazione stampa e promozione della Federazione Trentina della Cooperazione, <strong>Ilaria Rinaldi</strong>, <strong>Milena Rizzardi</strong> e <strong>Sofia Pederzolli</strong> del direttivo dell’associazione insieme a due dirigenti di organizzazioni del Terzo Settore: <strong>Aaron Giazzon</strong> e <strong>Paolo Fellin</strong>, rispettivamente di Apas e della cooperativa Vales.</p>
<p>Si prosegue poi con lo speech del ricercatore e consulente <strong>Alessandro Pirani</strong> di Kopernicana che provocherà i partecipanti rispetto al perimetro d’azione dei principi e dei valori cooperativi: da decenni impegnati per la tutela e la promozione del benessere delle comunità a partire dalle persone più fragili, le organizzazioni del Terzo Settore hanno forse trascurato di rivolgere questa cura al proprio interno?</p>
<p>Alle 11,20 il focus “La sfida del buon lavoro”, tema intorno al quale si confronteranno rappresentanti non solo del Terzo Settore, ma anche delle imprese, delle istituzioni e dei sindacati. Ospiti: <strong>Roberto Pallanch</strong>, dirigente Umse disabilità ed integrazione socio–sanitaria della provincia Autonoma di Trento, <strong>Andrea Grosselli</strong>, segretario generale Cgil trentino, <strong>Valentina Visioli</strong>, direttrice cooperativa sociale Abilnova, <strong>Andrea Stiz</strong> responsabile risorse umane di Suanfarma, moderati da <strong>Flaviano Zandonai</strong>, open innovation manager di Cgm.</p>
<p>A fine mattinata si torna su equivoci e pregiudizi legati all’età (ma anche al genere), con la nota scrittrice <strong>Lidia Ravera</strong> che a partire dal suo libro “Age pride” dialogherà con <strong>Francesca Gennai</strong> presidente di Consolida.</p>
<p>Dopo il pranzo solidale e sostenibile curato da Villa Sant’Ignazio in collaborazione con Trentino solidale e Consolida, il focus “Il lavoro tra narrazioni e silenzi”. Lo storico della mentalità <strong>Francesco Filippi</strong> – autore di “500 anni di rabbia” – mostrerà l’impatto delle narrazioni dall’introduzione della stampa fino alla comunicazione attraverso i social dei giorni nostri, sui fenomeni collettivi che hanno determinato vere e proprie svolte nella storia. A partire da queste suggestioni <strong>Giusi Biaggi</strong>, presidente del consorzio nazionale Cgm, <strong>Francesca Fiori</strong>, coordinatrice di CSV Trentino – Nonprofit network e <strong>Massimo Komatz</strong>, coordinatore di Villa Sant’Ignazio, stimolati dal libraio <strong>Federico Zappini</strong> della duepunti, ragioneranno sull’importanza della narrazione del lavoro sociale rispetto alla valorizzazione e all’attrattività delle professioni del welfare e del volontariato.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio stampa</author></item><item><guid isPermaLink="false">bde7bc39-5486-4ca6-85e4-bd5cd3b825ba</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/aperto-il-nuovo-centro-diurno-di-volano-della-coop-sociale-villa-maria</link><title>Aperto il nuovo Centro diurno di Volano della coop sociale Villa Maria</title><description>La struttura ospiterà 30 utenti. Gli spazi, che occupano 580 metri quadrati, comprendono anche una cucina, la sala mensa, locali per il riposo pomeridiano e per la visione della tv</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/tcfjygk3/cse-volano.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/aperto-il-nuovo-centro-diurno-di-volano-della-coop-sociale-villa-maria" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>900</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>E’ operativo nei locali ex Despar di Volano, il nuovo centro diurno “Viaggio di primavera” della cooperativa sociale Villa Maria. La struttura, che accoglierà prima della fine dell’anno anche l’attività del centro diurno “La Terra” di Rovereto, ospita attualmente 18 utenti, assistiti per tutta la durata del servizio - dalle 9 alle 17 - da 3 operatori, affiancati per una parte dell’orario da 3 operatori delle Comunità alloggio di Villa Maria.</p>
<p>I lavori, cominciati a febbraio, sono stati eseguiti da tre ditte locali: l'impresa Ardaro Immobiliare per la parte edile, la ditta Marcolini e Struffi per gli impianti termo-idraulici, la ditta Egidio Rigo per la parte elettrica. L’intervento ha comportato una spesa di circa 400 mila euro. Nella struttura, che occupa 580 metri quadrati, sono presenti anche spazi per il riposo pomeridiano degli utenti e per la visione dei programmi televisivi.</p>
<p>A pranzo i pasti sono preparati e consegnati dalla cooperativa Risto3.</p>
<p>Dopo il ricongiungimento con il Centro diurno “La Terra” la struttura di Volano accoglierà una trentina di utenti.</p>
<p>Gli spazi ex Despar sono stati affittati da Villa Maria dalla proprietà per un periodo di 12 anni.<br /><br /></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio stampa Villa Maria</author></item><item><guid isPermaLink="false">29444bb9-ff6c-42f4-a9c3-62586ce1c81b</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/risto3-misura-straordinaria-per-le-dipendenti-e-i-dipendenti-ad-integrazione-di-quanto-previsto-dal-nuovo-ccnl</link><title>Risto3, misura straordinaria per le dipendenti e i dipendenti, ad integrazione di quanto previsto dal nuovo CCNL</title><description>Buoni spesa per le 1.150 persone che lavorano in cooperativa in risposta al mancato rinnovo contrattuale degli ultimi due anni, in aggiunta agli aumenti previsti dal nuovo CCNL, che porteranno ad una crescita del 10% dei costi del personale entro il 2027</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/ae1dkak5/camilla-santagiuliana-bella.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/risto3-misura-straordinaria-per-le-dipendenti-e-i-dipendenti-ad-integrazione-di-quanto-previsto-dal-nuovo-ccnl" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3500</width><height>2333</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Risto3, azienda leader in Trentino nel settore della ristorazione collettiva, annuncia l'adozione di una misura economica straordinaria una tantum a favore dei propri dipendenti. Già prima del rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL), la cooperativa stava lavorando per prevedere l’anticipazione di un'indennità per il periodo di vacanza contrattuale. Sebbene tale misura non sia stata inclusa nel rinnovo, Risto3 ha scelto comunque di erogarla.</p>
<p>Risto3 ha infatti deciso di assegnare un "una tantum" sotto forma di buoni spesa a tutto il personale assunto prima del 1° giugno 2023. Il benefit interesserà 1.150 dipendenti che operano nella ristorazione scolastica, aziendale, sanitaria e commerciale. L’impatto complessivo di questa operazione per la cooperativa è pari a circa 134 mila euro.</p>
<p>«Da tempo lavoravamo per attuare questa misura straordinaria – spiega la presidente <strong>Camilla Santagiuliana Busellato</strong> – e il Consiglio di amministrazione ha voluto confermarla nonostante la vacanza contrattuale non sia stata prevista nel CCNL. Si tratta di un riconoscimento per il prezioso lavoro dei nostri dipendenti, anche a – seppur parziale – compensazione degli aumenti del costo della vita che hanno subito le famiglie in questi ultimi anni».</p>
<p>Questa iniziativa si aggiunge alle condizioni già definite nel nuovo CCNL dei Pubblici Esercizi - Ristorazione Collettiva, rinnovato il 5 giugno 2024 dopo essere scaduto il 31 dicembre 2021. Un rinnovo che ha definito importanti incrementi, tra cui un aumento in busta paga, al 4° livello, di 200 euro a regime.</p>
<p>La prima tranche di aumento salariale di 50 euro sarà corrisposta con la retribuzione del mese di giugno 2024, seguita da altre 4 tranche di 40, 40, 30 e 40 euro. A partire dal 1° gennaio 2027, vi sarà anche un aumento di 3 euro del contributo per l'assistenza sanitaria integrativa, a carico delle aziende. Inoltre, il contratto prevede il rafforzamento dell’assistenza sanitaria integrativa e avrà una durata di tre anni e mezzo, con scadenza il 31 dicembre 2027.</p>
<p>Il rinnovo del CCNL, a pieno regime dal 2027, porterà ad un incremento dei costi del personale di oltre il 10%. Questo aumento importante grava significativamente sulla cooperativa, che già da tempo segnala una riduzione della marginalità. Negli ultimi anni, infatti, la pressione sui margini operativi è stata crescente (in particolare negli appalti pubblici), complici le condizioni economiche generali e l'aumento dei costi. Risto3 si trova quindi a dover bilanciare la necessità di adeguare le retribuzioni e le condizioni contrattuali con l’esigenza di mantenere una sostenibilità economica a lungo termine.</p>
<p>Ciò nonostante, Risto3 ha scelto di continuare a sostenere le proprie dipendenti e i propri dipendenti, riconoscendo il loro prezioso contributo e cercando di alleviare le difficoltà economiche derivanti dall'inflazione e dal mancato rinnovo contrattuale.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">fdd449ba-8a27-4643-97ed-30a6844f248a</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/quo-vadis-secondo-progetto-92-la-direzione-giusta-e-quella-della-cura-e-dell-attenzione-ai-giovani</link><title>Quo vadis? Secondo Progetto 92 la direzione giusta è quella della cura e dell’attenzione ai giovani</title><description>L’assemblea della cooperativa sociale ha confermato presidente Piergiorgio Reggio, pedagogista e docente universitario. Oltre 200 gli operatori impegnati, coadiuvati da una rete di 50 volontari, per offrire a giovani e famiglie sostegno qualificato nelle situazioni di fragilità e disagio.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/pqdnbome/progetto-92-nuovo-cda-2024.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/quo-vadis-secondo-progetto-92-la-direzione-giusta-e-quella-della-cura-e-dell-attenzione-ai-giovani" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>7302</width><height>4046</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L’assemblea dei soci di <strong>Progetto 92</strong> ha confermato con ampio consenso alla guida della cooperativa per il prossimo triennio il presidente uscente, <strong>Piergiorgio Reggio</strong>, pedagogista, docente universitario, autore di numerosi saggi su tematiche educative e sociali (sull’apprendimento esperienziale, su Lorenzo Milani, su Paulo Freire…). Nel Consiglio di amministrazione lo affiancheranno <strong>Giulia Andreatta, Luciana Paganini, Giulio Piffer, Disma Pizzini, Pietro Scarpa </strong>e<strong> Iva Vedovelli</strong>.</p>
<p>Progetto 92 opera da oltre trent’anni sul territorio provinciale proponendo attività e servizi per minori, giovani e famiglie, con un’attenzione particolare alle situazioni di fragilità e disagio. Molteplici le proposte che i circa 200 operatori, la decina di giovani in servizio civile e gli oltre 50 volontari stanno attuando: dalle comunità di accoglienza per adolescenti e per giovani, ai centri socio educativi diurni, all’educativa domiciliare e scolastica, alle attività di orientamento e socializzazione al lavoro, alle iniziative animative e di conciliazione, al supporto alla genitorialità, ai progetti di promozione del volontariato, dell’accoglienza familiare, della cittadinanza attiva, alla promozione culturale e alla formazione, alle attività produttive e commerciali nell’ambito “verde” (vivaio, garden…).</p>
<p>«In questi anni la cooperativa si è impegnata a seguire i profondi e complessi cambiamenti che hanno attraversato la nostra società – ha spiegato il presidente Reggio –, aggravati anche dalla crescente burocratizzazione che appesantisce l’agire del terzo settore, cercando di sviluppare, in una logica di rete, proposte e azioni capaci di corrispondere al mutare dei bisogni. Se l’edizione appena conclusa del Festival dell’Economia ha invitato a riflettere sul futuro, sul dove andiamo di fronte ai dilemmi del nostro tempo, Progetto 92 non ha dubbi nel proporre uno sguardo rivolto con attenzione e cura ai più giovani come sfida ineludibile che la nostra società, anche in Trentino, deve assumere. Consapevoli che la condizione che adolescenti e giovani stanno affrontando è oggi particolarmente faticosa e incerta, segnata da difficoltà nelle relazioni tra generazioni, da ritiro sociale, abbandono scolastico esplicito e implicito, sfiducia nelle istituzioni ed esposizione al rischio povertà».</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">923225ec-11fb-4278-89b0-a95bef7e9098</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/ripensare-il-welfare-in-un-italia-che-invecchia</link><title>Ripensare il welfare in un’Italia che invecchia</title><description><![CDATA[La crescente percentuale di ultra 65enni e le sfide demografiche sono state al centro del panel "L’Italia alla sfida di un nuovo welfare", tenutosi oggi presso la Sala Falconetto di Palazzo Geremia, nell'ambito del Festival dell'Economia di Trento. Tra i temi discussi dai protagonisti della cooperazione sociale e sanitaria italiana, l'aumento delle malattie croniche e la necessità di soluzioni sistemiche per il futuro del welfare italiano.<br /><br />Tra gli interventi, quello da remoto di Maria Teresa Bellucci, vice ministro al Lavoro e alle Politiche Sociali: “Il tema demografico è una priorità. Abbiamo fatto una riforma sull’assistenza agli anziani per predisporre un welfare del futuro".]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/st2bxcpw/immagine-whatsapp-2024-05-23-ore-12-52-52-bd1d81b5.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/ripensare-il-welfare-in-un-italia-che-invecchia" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1616</width><height>1080</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Tra i relatori <strong>Giuseppe Milanese</strong>, presidente Confcooperative Sanità, Stefano Granata, presidente Confcooperative Federsolidarietà, <strong>Michele Odorizzi</strong>, presidente Cooperazione Salute, <strong>Maria Teresa Bellucci</strong>, vice ministro al Lavoro e alle Politiche Sociali (in collegamento da remoto). Un commento ai lavori è stato affidato a <strong>Maurizio Gardini</strong>, presidente Confcooperative. L'evento ha messo in luce le sfide cruciali che l'Italia deve affrontare per creare un sistema di welfare sostenibile ed equo, capace di rispondere alle esigenze di una popolazione sempre più anziana.</p>
<p>La <strong>vice ministro</strong> ha portato l'attenzione sulla crisi demografica italiana, con un tasso di natalità molto basso, evidenziando che il <strong>tema demografico è una priorità per il governo</strong>. Ha parlato con orgoglio della recente riforma sull’assistenza agli anziani, che mira a fare della casa il principale luogo di cura, riducendo i ricoveri impropri e migliorando il benessere psicologico dei pazienti.</p>
<p><strong>Maurizio Gardini</strong> ha commentato il dibattito sottolineando l'importanza di un sistema di welfare sostenibile: “<em>Dobbiamo fare il tagliando e strutturare un sistema che abbia la sua sostenibilità</em>”. Gardini ha evidenziato la necessità di una coesione sociale più forte, poiché solo una piccola parte della popolazione potrà beneficiare della silver economy. Ha messo in guardia contro il rischio di creare strutture sanitarie senza personale qualificato, compiacendosi per le revisioni del PNRR operate dal ministro Fitto. Ha concluso il suo intervento con un appello: “<em>Il welfare del futuro o lo costruiamo insieme o lo farà il mercato, escludendo ampie fasce di popolazione</em>”.</p>
<p><strong>Giuseppe Milanese</strong> ha fornito dati preoccupanti: "<em>Un terzo della popolazione è ultra 65enne, e nei prossimi anni questa quota arriverà alla metà. Di questi, il 60% ha malattie croniche</em>". Ha sottolineato l'importanza della cooperazione tra i professionisti della sanità per creare un senso di appartenenza e progettualità, permettendo alle persone di essere curate nelle loro case.</p>
<p><strong>Stefano Granata</strong> ha posto l'accento sulla non autosufficienza, un problema che tocca tutti ma che spesso non viene considerato una priorità. Ha evidenziato l'importanza del ruolo delle cooperative nella promozione del diritto all'assistenza e nella costruzione di un sistema di supporto collettivo per i 13 milioni di persone che ne hanno bisogno.</p>
<p>Infine, <strong>Michele Odorizzi</strong> ha parlato dell’invecchiamento della popolazione italiana e della bassa natalità, sottolineando la necessità di rendere il sistema di welfare sostenibile. Ha suggerito l'adozione di nuovi modelli integrati, partendo dalle cooperative, per migliorare l'attuale sistema di assistenza sanitaria.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">5515a0b2-4d5a-48f7-9119-80363a23b9db</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/contratto-coop-sociali</link><title>Contratto coop sociali: bene il riconoscimento del lavoro sociale, preoccupazione per la sostenibilità delle imprese</title><description>Il vicepresidente Monfredini: «Esprimiamo soddisfazione per il rinnovo, che ci aiuta a qualificare il nostro lavoro e a renderlo maggiormente attrattivo, ma siamo al contempo preoccupati sul piano del reperimento delle risorse necessarie a sostenerlo».</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/ivkls5gs/educatrice-nido.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/contratto-coop-sociali" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>7952</width><height>5304</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>La notizia dell’intesa raggiunta sul rinnovo del contratto di lavoro nazionale delle cooperative sociali è stata al centro dell’attenzione del convegno di settore che si è tenuto questo pomeriggio presso la sede della Federazione Trentina della Cooperazione.</p>
<p>Il nuovo contratto nazionale prevede a regime un incremento a doppia cifra, pari a 120 euro al mese, ed interviene su alcuni istituti come, per esempio, la maternità (estesa al 100% l’integrazione economica), la sanità integrativa (con una quota aumentata significativamente), la quattordicesima (introdotta al 50%) o i tempi di vestizione (ricompresi nella prestazione lavorativa).</p>
<p>I rappresentanti delle 90 cooperative sociali trentine hanno analizzato le ripercussioni di questo rinnovo, che riguarda il personale impegnato in asili nido, Rsa, centri per minori, disabili e persone fragili, offrendo servizi di prima necessità alle famiglie e agli anziani. In totale circa 7 mila dipendenti.</p>
<p>«Il rinnovo contrattuale rappresenta una buona notizia per il futuro dei servizi che le cooperative sociale offrono alla comunità trentina – ha detto il presidente della Cooperazione Trentina <strong>Roberto Simoni</strong> – ma va declinato attraverso l’interlocuzione istituzionale con la nuova Giunta. Abbiamo avuto un primo confronto con l’esecutivo provinciale a livello di Coordinamento Imprenditori sui temi generali del mondo delle imprese ed ora è indispensabile trovare un momento di dialogo e sintesi specifico sulle tematiche cooperative, in primis sociali, che trasformi l’atteggiamento di ascolto positivo che abbiamo raccolto in atti amministrativi concreti».</p>
<p>«L’accordo raggiunto sul piano nazionale rappresenta un forte riconoscimento del valore del lavoro sociale – ha aggiunto <strong>Italo Monfredini</strong>, vicepresidente della Federazione per il settore delle cooperative sociali e di abitazione – ed arriva in un momento storico in cui esso è svilito e poco riconosciuto, con conseguenti difficoltà a trovare il personale per far fronte ai servizi di cura. Questo rinnovo ci rende altresì consapevoli delle difficoltà che le cooperative dovranno affrontare sul piano della sostenibilità economica futura».</p>
<p>Se per i prossimi appalti o affidi il costo della manodopera comprenderà gli incrementi definiti dal nuovo contratto nazionale, infatti, per i contratti in essere l’aggiornamento resta un tema da trattare con molta attenzione nell’ambito dell’interlocuzione con la pubblica amministrazione. Nell’ultimo assestamento di bilancio, la Provincia aveva prudenzialmente accantonato dei fondi per far fronte alla crescita del costo del personale, ma oggi risultano insufficienti per coprire l’aumento definito.</p>
<p>L’impegno della Federazione sarà dunque rivolto in due direzioni: in primo luogo rappresentare presso la Provincia le conclamate necessità di risorse per coprire i costi lievitati e in secondo luogo definire una forma tecnica condivisa per imputare queste risorse alle cooperative, al fine di adeguare le retribuzioni dei dipendenti. Alcuni servizi sono stati infatti finanziati a contributo, altri a retta o tramite appalto. Alcuni dai Comuni, altri dalle Comunità di valle o dalla stessa Provincia. Per ogni fattispecie servirà dunque trovare la via corretta.</p>
<p>Il convegno di settore ha anche organizzato dei Gruppi di lavoro che approfondiranno le priorità di questo particolare momento e faranno sintesi, arrivando in sede di Comitato di settore con proposte precise.</p>
<p>Nel corso della riunione è stata designata infine una nuova componente del Comitato di settore, <strong>Elena Miorelli</strong>, presidente cooperativa Oasi Tandem.</p>
<p> </p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">705a887b-3350-4b7b-919a-7e4cf1004c2a</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-separazione-familiare-tra-dolore-e-speranza</link><title>La separazione familiare tra dolore e speranza</title><description>Invitato da Alfid, Kaleidoscopio e Comunità Murialdo, il pioniere italiano della mediazione familiare Elio Cirimbelli ha raccontato la propria esperienza quarantennale, così come l'ha espressa nel libro “Il mediatore”</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/vfdmuj1j/espro-cirimbelli-dorigotti.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-separazione-familiare-tra-dolore-e-speranza" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3008</width><height>2000</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Malattia di un coniuge, disabilità dei figli, problemi economici, dipendenze, difficile convivenza tra diverse etnie. Sono queste le principali cause di separazione familiare, tutte affrontate nel romanzo ‘Il mediatore – Vita di un pioniere nella gestione dei conflitti familiari” presentato ieri sera a Trento, presso la sala Nones di Palazzo Benvenuti dagli autori: <strong>Elio Cirimbelli </strong>e <strong>Felice Espro</strong>.</p>
<p>Il libro racconta in stile romanzato le esperienze reali affrontate da Cirimbelli, pioniere in Italia nel campo della mediazione familiare e fondatore del Centro Asdi di Bolzano, allo scoccare del suo 74mo compleanno. Una sorta di testamento ideologico e di buone pratiche sviluppate nel corso di decenni, maturate dopo che lo stesso Cirimbelli aveva vissuto in prima persona il trauma della separazione.</p>
<p>ll suo percorso di mediatore familiare, tra finzione narrativa e contenuti saggistici, racchiude la sofferenza, i traumi, ma anche gli spiragli di speranza che accomunano tante famiglie divorziate.</p>
<p>Il messaggio principale che lascia questo libro, riassunto dal coautore Espro, è che partner si può anche non essere più, ma genitori si resta per sempre. Il focus dell’attenzione per chi si separa devono restare i figli, senza focalizzarsi in modo esclusivo sulla parte economica, o su diritti e doveri, ma puntando a preservare la relazione con i più piccoli.</p>
<p>Tra i tanti aneddoti emersi durante la serata, il grande impegno di Cirimbelli per far riammettere dalla Chiesa i separati e divorziati ai sacramenti. La separazione, per chi è cattolico, fino a qualche anno fa comportava un doppio trauma: quello della sofferenza da distacco e quello dell’esclusione religiosa. Cirimbelli ha scritto decine di lettere ai Papi per stimolare una riflessione su questo tema, fino all’incontro con Papa Francesco, che ha condotto la Chiesa verso la riammissione di separati e divorziati ai sacramenti, dopo un cammino penitenziale.</p>
<p>«Il mio sguardo su questo libro – ha commentato la presidente di Alfid <strong>Sandra Dorigotti</strong> – è connesso sul parallelismo esistente tra il Centro che ha costituito Cirimbelli a Bolzano e l’esperienza trentina di Alfid. Entrambi sono ispirati alla stessa riflessione sulla nostra società che è in cambiamento a partire proprio dalla famiglia, il luogo principale dove vengono messi in gioco i ruoli tra le persone. Alfid e Cirimbelli hanno interpretato questa fase in modo pionieristico, organizzando e proponendo alla comunità due servizi in parte simili e in parte differenti, che affrontano i temi cruciali di questa nuova stagione culturale e per certi versi anche antropologica».</p>
<p>Secondo Dorigotti, nella società moderna non c'è più distinzione netta tra famiglie separate, unite o di fatto, in termini di problematiche da affrontare. Certo possono esserci maggiori fragilità, perché ad ogni separazione consegue un forte dolore, ma è diffusa la consapevolezza dei temi importanti da presidiare, in primis la relazione con i figli.</p>
<p>«Questo libro è stato un grande viaggio interiore dentro me stesso – ha detto Cirimbelli –. Quando mi chiedono perché le famiglie si separano, rispondo che si fa sempre più fatica ad esprimere il disagio nella coppia, e si preferisce far finta di non provarlo o di non vederlo, per non doverlo affrontare. Ma così, alla fine, uno dei coniugi prende strade diverse: si butta nel lavoro, negli hobby, in un’altra relazione. E si arriva alla separazione».</p>
<p>L’incontro con gli autori de ‘Il Mediatore’ è stato organizzato da Alfid, Kaleidoscopio e Comunità Murialdo che in Trentino offrono servizi alle famiglie in difficoltà, e moderato dalla giornalista <strong>Marika Damaggio</strong>.</p>
<p> </p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">b40b9967-e834-4049-a672-39af098e15f7</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/il-terzo-settore-traccia-l-agenda-politica-per-il-welfare-del-futuro</link><title>Il Terzo Settore traccia l’agenda politica per il welfare del futuro </title><description>Operatori sociali, educatori e volontari di organizzazioni attive in tutto il Trentino si sono incontrati questa mattina a Villa Sant’Ignazio per confrontarsi sulle dimensioni fondamentali della vita delle persone e del benessere delle comunità: casa, lavoro, educazione, cibo, famiglie, salute. È urgente considerare il welfare un settore di investimento e non un costo. Al via un Coordinamento permanente del Terzo Settore e l’appello ad un confronto continuo con la pubblica amministrazione su cinque politiche ben definite.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/50wbox43/foto-locandina.png" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/il-terzo-settore-traccia-l-agenda-politica-per-il-welfare-del-futuro" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>922</width><height>799</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Gli Stati generali del welfare che si sono da poco conclusi a Villa Sant’Ignazio, sono stata  l’occasione per dimostrare con orgoglio il valore del lavoro sociale che da decenni, e con fatica anche negli ultimi anni complessi, ha operato per il benessere di tutti. Un appuntamento per tracciare alcuni punti fermi sul futuro del welfare del Trentino, come ha spiegato <strong>Francesca Gennai</strong>, presidente di Consolida e portavoce dei promotori (oltre a <strong>Consolida, CNCA, CSV Trentino e la Consulta delle politiche sociali</strong>).</p>
<p>«Arriviamo a questo appuntamento dopo un <strong>intenso percorso di condivisione</strong> cui hanno partecipato decine e decine di organizzazioni e persone del Terzo Settore insieme alle quali abbiamo elaborato il documento che presentiamo oggi: “ESSENZIALE: la visione del welfare del futuro per il Trentino – ha detto la presidente –. Nel testo esprimiamo il nostro contributo alla costruzione di politiche locali per comporre il benessere della comunità dentro le sfide poste dalle transizioni epocali sul piano demografico, sociale, ecologico ed economico. Non è solo cambiando le regole, infatti, che si cambia il gioco: occorre che queste regole rientrino in un quadro di senso complessivo e siano sostenute nella quotidianità da comportamenti in grado di intercettare i bisogni, soprattutto quelli nuovi e mutevoli che spesso sfuggono. Ricentrarsi sull’essenziale, parola chiave del documento, significa, allora, anche <strong>togliere le pesantezze procedurali e burocratiche</strong> che finiscono per non cogliere i bisogni e irrigidire le risposte: la terra ci insegna che la rifioritura richiede la potatura».</p>
<p>«Nel documento – hanno sottolineato i promotori – tracciamo le priorità che la politica dovrebbe assumere e a nostra volta ci prendiamo l’impegno di essere i primi ad occuparci nella quotidianità della costruzione di un futuro in cui la salute, la cura, l’educazione e il benessere di tutti siano al centro delle preoccupazioni, e dove l'equità e l'efficacia sono gli obiettivi principali. <strong>Per avere un buon futuro, il Trentino oggi ha bisogno di tutti, non solo del Terzo Settore, ma anche delle istituzioni, delle comunità locali, dei sindacati, delle imprese</strong>, che insieme collaborino nel ridefinire la centralità del welfare utilizzando tutti meglio le risorse. Questa agenda per il futuro non si può esaurire in pochi mesi, forse neanche in una sola legislatura; per questo il nostro primo impegno come Terzo Settore è di continuare il percorso di condivisione e costruzione che abbiamo avviato negli ultimi mesi dando vita ad un <strong>coordinamento permanente</strong>. La <strong>prima proposta alla Pubblica amministrazione</strong> è quella di avviare, a partire da questo documento, un confronto continuo che vada nell’ottica della co-programmazione autentica, con un approccio strategico al welfare che valorizzi il ruolo di agente di cambiamento del Terzo Settore e la sua capacità di intercettare i nuovi bisogni non presidiati.</p>
<p><strong>L’agenda politica</strong></p>
<p>Nel documento sono tracciate le questioni prioritarie da affrontare rispetto agli ambiti essenziali della vita delle persone – cibo, casa, educazione, lavoro, famiglie, salute – indicando, in alcuni casi, anche direzioni precise di ricerca delle soluzioni. Ma a monte e prima delle singole misure, serve una visione di senso che si traduca in politiche non riparative, ma di sostegno allo sviluppo, che assuma uno sguardo di medio-lungo periodo, perché un orizzonte breve spinge inevitabilmente solo alla massimizzazione del consenso, anche di singole categorie professionali.</p>
<p>Il Terzo Settore chiede e vuole contribuire alla costruzione di:</p>
<strong><u>1. Politiche integrate sul piano sociale, sanitario, educativo ed economico, e territorialmente omogenee</u></strong>. Politiche che sappiano “tenere insieme” e affrontare la complessità: non si può parlare di casa senza parlare di mobilità e di lavoro; o di salute senza considerare insieme la dimensione educativa, quella sociale e quella sanitaria. Nel tempo la dimensione dell’integrazione anche solo sociosanitaria si è smarrita.<br /><br /><strong><u>2. Politiche di valorizzazione del lavoro sociale</u></strong>. Migliaia di educatori, oss, responsabili sociali, tutor, animatori di comunità e molte altre figure sono in prima linea ad intercettare ed interpretare quotidianamente le esigenze di cura, educazione ed assistenza delle famiglie. Eppure, da troppo tempo queste professioni non sono riconosciute né a livello economico né reputazionale.<span> </span><strong>È urgente che i decisori politici e i cittadini ne riconoscano il valore</strong>; occorre che istituzioni e Terzo settore collaborino per rendere il welfare un ambito di investimento e di buon lavoro.<br /><br /><strong><u>3. Politiche di contrasto alle nuove povertà</u></strong><span> (economiche, alimentari, energetiche, abitative, educative e culturali) che spesso sfuggono ai sistemi ordinari di “presa in carico”. È necessario rendere i servizi più prossimi ai cittadini, con punti di contatto più diffusi e interconnessi.</span><br /><br /><strong><u>4. Politiche attive del lavoro incentrate sull’occupabilità che promuovono la “cultura del lavoro”</u></strong><span> incentivano percorsi di avvicinamento differenziati, altrimenti un mercato affamato come l’attuale rischia di includere anche coloro che non sono (ancora) idonei per poi espellerli lasciandoli più compromessi di prima. Servono politiche che implementino lo strumento della certificazione di competenze per creare percorsi di carriera, un accesso al lavoro soprattutto per i profili professionali più fragili e più in generale una riconfigurazione dell’equilibrio tra senso e compenso.</span><br /><br /><strong><u>5. Politiche per le nuove generazioni attuali e future</u></strong>. C’è bisogno di politiche ampie, capaci da un lato di affrontare il crescente disagio giovanile anche in Trentino promuovendo il rinnovamento degli interventi e dei servizi, dall’altro di creare spazi effettivi per l'ascolto delle proposte dei giovani con una disponibilità autentica a sostenerle. Politiche quindi non centrate sulla volontà degli adulti di perimetrare gli spazi dei ragazzi, ma focalizzate su quanto la nuova generazione vuole. Serve un approccio che consenta alla scuola di riprendersi un ruolo educativo forte e di trovare una alleanza con e nei contesti e servizi educativi extrascolastici. Alle nuove famiglie prive di reti relazionali è necessario offrire la possibilità di accedere ad un supporto educativo: come alla nascita di un bambino viene assegnato un pediatra che ne segue lo sviluppo, così serve un educatore/tutor che ne accompagni la crescita, sostenendo i genitori laddove serve.<br /><br />Per leggere la versione integrale del documento scorri in fondo alla pagina, sotto la galleria fotografica, e troverai le risorse correlate.]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">762b7d06-9f0d-4455-99f8-1a2b4c04fe96</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/etika-da-energia-all-innovazione-sociale</link><title>Etika dà energia all'innovazione sociale</title><description>La bolletta economica, ecologica e solidale della Cooperazione Trentina con Dolomiti Energia, amplia il Manifesto culturale che la ispira e lancia un nuovo bando sociale di 500.000 euro. Obiettivo continuare ad essere volano di innovazione nel welfare trentino.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/vc5hevdd/etika.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/etika-da-energia-all-innovazione-sociale" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4647</width><height>3286</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Etika, la bolletta economica, ecologica e solidale del gruppo cooperativo eco-solidale (Cooperazione Trentina, Casse Rurali Trentine, Famiglie Cooperative Sait, Consolida, La Rete) con Dolomiti Energia ha presentato nel Bilancio sociale 2021-2022 riportando i risultati straordinari ottenuti negli ultimi sei anni, grazie al costante impegno nel fronteggiare le sfide sociali, educative e ambientali, persino durante situazioni di crisi ed emergenze.</p>
<p>«Le quasi 64.000 adesioni a etika da parte dei soci delle Famiglie Cooperative e dei soci e clienti delle Casse Rurali confermano il valore della Cooperazione nel generare benessere sociale e culturale – sottolinea <strong>Roberto Simoni, </strong>presidente della Cooperazione Trentina –. Con l’obiettivo di promuovere la sostenibilità sociale, etika ha continuato a investire nella realizzazione di progetti di abitare inclusivo garantendo a più di 70 persone con disabilità l’opportunità di autodeterminarsi».</p>
<p>«Siamo orgogliosi degli obiettivi raggiunti in termini di innovazione responsabile e sostenibilità sociale – dichiara <strong>Marco Merler</strong>, Amministratore Delegato del Gruppo Dolomiti Energia – e siamo già al lavoro sulle nuove iniziative legate a etika che ci attendono in futuro. Dolomiti Energia si è messa a disposizione per offrire ai clienti la possibilità di partecipare al raggiungimento di questi risultati straordinari. La nostra partecipazione a questo progetto è in linea con l’impegno del nostro Gruppo a generare un impatto positivo sulle comunità in cui operiamo e a contribuire alla lotta ai cambiamenti climatici. Siamo convinti che attraverso la collaborazione fra aziende, istituzioni e cittadini sia possibile affrontare le sfide sociali più urgenti perché insieme si può fare molto per un futuro più sostenibile e inclusivo». Merler ha poi aggiunto: «Voglio ringraziare tutte le persone che hanno aderito a questa offerta perché il merito di questi traguardi è principalmente loro».</p>
<p>L’inclusione si concretizza anche attraverso azioni di sensibilizzazione e formazione della comunità. Così, etika, ha contribuito alla certificazione dei 7 istituti comprensivi di Trento contro la prevenzione e il contrasto al bullismo e cyberbullismo rendendo la città prima in Italia con tutti gli istituti comprensivi certificati. Accanto a questo percorso, etika, ha contribuito a migliorare la qualità dell’aria negli spazi scolastici contribuendo a ridurre le dispersioni termiche nel rispetto dell’ambiente, ma anche a educare alla sostenibilità.</p>
<p>Nei suoi primi 6 anni, etika, ha dimostrato anche di essere al fianco della comunità nelle situazioni di crisi: così è stato durante l’emergenza pandemica, con la consegna di pacchi alimentari e supporto psicologico alle famiglie e persone più fragili, ma anche nelle tristi vicende recenti legate alla guerra con il sostegno a famiglie e persone con disabilità fuggite dall’Ucraina che hanno trovato accoglienza e una “casa” più sicura nella comunità trentina.</p>
<p>Anche l'impegno di etika per l'ambiente è stato altrettanto evidente negli ultimi sei anni. L'utilizzo di fonti rinnovabili nella produzione di energia ha permesso di <strong>risparmiare 112.000 tonnellate di CO2, equivalente all'assorbimento realizzato da 2.797.386 alberi</strong>. Ai clienti che hanno sottoscritto un contratto con etika è stato garantito l’utilizzo nelle loro abitazioni di energia certificata "100% energia pulita - Dolomiti Energia" attraverso il sistema di certificati GO del Gestore del Sistema Elettrico. Anche l'offerta gas prevede una formula sostenibile certificata "Gas 100% Compensa CO2 - Dolomiti Energia".</p>
<p><strong>Il nuovo bando</strong></p>
<p>«Etika è un’esperienza che ha tratti di assoluta unicità nel nostro Paese: nell’ambito della progettazione sociale a sostegno della vita indipendente di persone con disabilità ha realizzato gli stessi volumi in un terzo del tempo di territori come, ad esempio, la Provincia di Pordenone che è stata tra le prime in Italia ad investire su questo fronte». Sono queste le parole con cui il Comitato scientifico di etika (composto da <strong>Carlo Francescutti, </strong>direttore dei Servizi sociosanitari dell’Azienda Sanitaria del Friuli Occidentale, e<strong> Piergiorgio Reggio </strong>docente nell’Università Cattolica di Milano e Brescia) apre il “Rapporto di Valutazione” dei progetti sociali finanziati in 6 anni dal gruppo cooperativo ecosostenibile (Federazione, Cassa Centrale Banca, Sait, Consolida e La Rete) che, insieme a Dolomiti Energia, ha dato vita a etika.</p>
<p>Dopo sei anni questa spinta propulsiva all’innovazione continua: su mandato del gruppo, infatti, il Comitato scientifico ha ampliato il Manifesto culturale che ora guarda le persone con disabilità in tutte le dimensioni che influenzano la qualità della vita: non solo, quindi, l’abitare autonomo e autodeterminato, ma anche il lavoro e la vita operosa; la vita affettiva e sessuale; la partecipazione sociale e comunitaria.</p>
<p>Sulla base del nuovo Manifesto è stato elaborato il nuovo bando sociale (il quarto dall’ideazione di etika) per il quale sono stati <strong>stanziati altri 500.000 euro</strong> (Manifesto è Bando sono pubblicati sul sito <a href="http://www.etikenergia.it">www.etikenergia.it</a> nelle sezioni dedicate).</p>
<p>Le cooperative sociali aderenti alla Federazione sono chiamate a proporre entro il 29 settembre 2023 progetti che, ancora una volta, promuovono l’adultità e l’autodeterminazione ma su ambiti più estesi: l’abitare certamente, ma anche il lavoro e la vita operosa, l’affettività e la sessualità, la partecipazione sociale e comunitaria.</p>
<p>L’innovazione però non si ferma al contenuto, ma investe anche il processo: il percorso per ottenere il finanziamento è, infatti, una sorta di co-progettazione che punta a coinvolgere anche le istituzioni e i servizi pubblici territoriali, oltreché le famiglie. Il comitato scientifico sottolinea infatti che «i percorsi verso condizioni sostenibili di vita adulta sono esito di competenze, esperienze e prospettive differenti, che sono chiamate ad integrarsi. E in questa integrazione generativa svolgono un ruolo centrale le cooperative e gli altri enti del Terzo Settore», ma anche che «i progetti per un abitare sociale richiedono una regia pubblica e una strategia di sviluppo che garantiscano l'investimento nella progettazione collettiva e personalizzata, partendo dagli strumenti normativi e dalle risorse esistenti, opportunamente orientate».<br /><br />«Nelle nostre iniziative – ha concluso <strong>Mariano Failoni</strong>, vicepresidente di Consolida – non si parla di numeri, ma di persone e di progetti, di fatiche e di soddisfazioni. Lavoriamo sullo sviluppo delle relazioni, tra le persone coinvolte e con le comunità in cui sono inserite. Il nostro obiettivo è quello di creare relazioni, cultura e opportunità di vita autonoma alle persone del territorio, includendole tutte».</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">58f40759-9743-4072-9e87-170f1432daf9</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/l-economia-sociale-e-la-nuova-sfida-del-fare-welfare-in-italia-attraverso-l-amministrazione-condivisa</link><title>L’Economia Sociale e la nuova sfida del “fare welfare in Italia” attraverso l’Amministrazione Condivisa</title><description>Per la co-programmazione e la co-progettazione si profila un nuovo orizzonte istituzionale in cui si riconosce la possibilità di una "amministrazione condivisa" dell’interesse collettivo e generale, in alternativa alle logiche della competizione e del profitto.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/ijjfhir0/gianluca-salvatori.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/l-economia-sociale-e-la-nuova-sfida-del-fare-welfare-in-italia-attraverso-l-amministrazione-condivisa" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1243</width><height>690</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Si tratta di un'opportunità concreta che consente di dare nuova linfa alla democrazia, a patto di saper affrontare i nodi cruciali e di impegnarsi in un cambio di passo sia sul piano tecnico sia culturale. Così si ricolloca la fiducia tra pubblica amministrazione e Terzo Settore, e, al contempo, tra cittadini e istituzioni. L’Economia Sociale, in tal senso, è un ponte di collegamento.</p>
<p>Oggi a Roma, durante il convegno promosso da Euricse e dal Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro (CNEL), si è messo un focus sullo stato dell’arte e della ricerca, in Italia. Al dibattito, moderato da Gianluca Salvatori, segretario generale di Euricse, hanno partecipato rappresentanti del mondo della ricerca, del Terzo Settore e di ospiti istituzionali.</p>
<p>Il Prof. Carlo Borzaga, Presidente emerito di Euricse, ha ricevuto una dedica speciale da parte di Renato Brunetta, intervenuto in apertura al convegno, già Ministro della Pubblica Amministrazione e recentemente nominato Presidente del CNEL, che ha raccolto il testimone da Tiziano Treu. Brunetta ha ribadito il valore del Terzo Settore, che ridà valore centrale al ruolo della persona, al di là delle singole logiche monetarie.<strong><br /></strong></p>
<p>La ricerca di <strong>Euricse <em>"Il nuovo welfare collaborativo in Italia: Co-programmazione e co-progettazione come strumenti per l'innovazione del welfare locale</em></strong>" è la prima indagine a livello nazionale che approfondisce l'applicazione concreta dell'articolo 55 del Codice del Terzo Settore, che ha introdotto strumenti per promuovere una nuova concezione, più collaborativa e paritaria, dei rapporti tra Stato ed enti del Terzo Settore. Un crescente interesse che si è via via sviluppato fino a diventare tema importante di politiche europee ed istituzionali.</p>
<p><strong>Gian Paolo Gualaccini, consigliere CNEL e capo delegazione Terzo Settore</strong>, ha sottolineato che «Il bene pubblico non può essere perseguito solo dagli enti pubblici ma gioca un ruolo fondamentale il Terzo settore attraverso le organizzazioni del privato sociale. L’art. 55 del Codice del Terzo settore prevede nuove forme di co-programmazione e co-progettazione pubblico-privato che vanno sostenute e incentivate. Un cambio di paradigma epocale non solo a livello italiano, ma europeo e internazionale che rappresenta la sfida più importante per l’economia».</p>
<p><strong>Gianluca Salvatori, segretario generale di Euricse</strong>, ha ribadito che «Euricse, istituto di ricerca che da tempo studia l'Economia Sociale e le sue molteplici forme, ne indaga luci e ombre a fronte di un dibattito europeo in evoluzione e in fermento. Come confermato dalla recente risoluzione delle Nazioni Unite che riconosce la promozione dell'economia sociale e solidale tra i fondamenti per uno sviluppo sostenibile. In questo scenario, va riconosciuto che l'Italia è un precursore grazie alla presenza storica del Terzo settore che è parte essenziale, in quanto esprime un aspetto decisivo del nostro “vivere insieme”, ma anche grazie a una legislazione innovativa in tema di amministrazione condivisa».</p>
<p>Il Prof. <strong>Luca Fazzi</strong> <strong>dell'Università di Trento e coordinatore scientifico della ricerca</strong> è entrato nel merito dell'indagine: «La ricerca evidenzia sia gli effetti positivi che quelli negativi riscontrati nelle indagini condotte su venti casi di co-progettazione in sette regioni italiane. Di questi solo tre hanno avuto pieno successo, sette sono state le situazioni ibride e dieci i fallimenti. Si tratta di una forte indicazione delle questioni ancora aperte: le amministrazioni pubbliche sono solo in parte pronte ad adottare nuovi stili di governance e d’altro canto il terzo settore è solo in parte espressione della società civile e capace di leggerne i bisogni. Sebbene lo scopo della collaborazione sia quello di far lavorare insieme attori diversi, ci sono ancora incomprensioni e talvolta una perdita di fiducia nella collaborazione, spesso dovuta al fatto che attori con competenze, valori ed esperienze diverse affrontano lo stesso problema, ma con linguaggi e significati diversi».</p>
<p>Il Prof. <strong>Marco Accorinti</strong> <strong>dell'Università degli Studi Roma Tre, studioso dei sistemi di welfare locali</strong>, si è soffermato proprio sul valore dela“sfida della co-progettazione” ovvero del nuovo modo di “fare welfare” in Italia e sull'impatto che lo stesso può avere. «La co-progettazione realizza un'attività collaborativa in cui le parti sono corresponsabili, condividono obiettivi, ma anche risorse (di vario tipo), a partire dal "capitale umano e professionale". La Valutazione di Impatto Sociale, prevista dal Codice del Terzo Settore, in considerazione delle sue finalità, dovrebbe essere attivata avendo chiari i bisogni di riferimento e, quindi, gli obiettivi di cambiamento (attesi); da qui l'intima connessione con la co-progettazione. Ancora una volta, gli assistenti sociali diventano centrali nella lettura dei bisogni».</p>
<p>«Anci segue costantemente l'evoluzione e l'attuazione della riforma del Terzo Settore» - ha confermato <strong>Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia e delegato Anci sulle tematiche di welfare - </strong>«L'incontro di oggi è stato un'occasione fondamentale per ribadire l'importanza dell'amministrazione condivisa, delle esperienze di co-programmazione e co-progettazione, che stanno contribuendo a innovare il welfare delle città, e del rapporto tra Comuni e Terzo settore nella gestione dei beni comuni. È necessario prevedere risorse e incentivi di natura premiale per favorire la nascita e la diffusione virale di nuove pratiche di innovazione sociale ispirate ai principi dell'economia condivisa».</p>
<p>Al convegno è intervenuta anche la <strong>portavoce del Forum del Terzo Settore Vanessa Pallucchi</strong>, che si è soffermata sulla costruzione di codici culturali comuni per mettere le gambe agli innovativi istituti di amministrazione condivisa previsti dalla riforma del Codice del Terzo Settore. «L'Amministrazione condivisa è opportunità per stabilire nuovi equilibri pubblico-privato, tra p.a. e cittadini. Ma strumenti normativi non bastano per un reale cambio di passo: serve un cantiere culturale, dove riattivare la partecipazione anche all’interno del Terzo Settore».</p>
<p><strong>Luca Antonini,</strong> <strong>giudice della Corte Costituzionale</strong>, tra gli estensori della sentenza 131/2020, che ha rivoluzionato il concetto del ruolo dell’amministrazione pubblica nell’aprirsi al mondo della società solidale attraverso l’art. 55 del nuovo codice del Terzo Settore, si è soffermato sull’importanza rivoluzionaria degli strumenti della co-progettazione e della co-programmazione. Recentemente la Corte costituzionale è poi tornata nuovamente ad esprimersi sul Terzo settore, offrendo un inquadramento costituzionale attraverso la sentenza 72/2022, che pone l’accento su quegli enti che si avvalgono prevalentemente dell’attività di volontari associati (Odv).</p>
<p>LA RICERCA SUL WELFARE COLLABORATIVO </p>
<p>Data la corposità del lavoro di ricerca, i risultati sono resi disponibili in tre Report, dei quali due già disponibili, ed un terzo in arrivo nelle prossime settimane.</p>
<p>Il primo, <a href="https://euricse.eu/it/publications/il-nuovo-welfare-collaborativo-in-italia-co-programmazione-e-co-progettazione-come-strumenti-di-innovazione-del-welfare-locale/">Il nuovo welfare collaborativo in Italia: Co-Programmazione e Co-Progettazione come strumenti per l’innovazione del welfare locale</a> inquadra l’evoluzione del welfare locale a livello nazionale e illustra il contesto di riferimento del nuovo welfare collaborativo, con una prima valutazione degli effetti positivi e delle criticità emerse dall’indagine condotta da Euricse.</p>
<p>Il secondo, <a href="https://euricse.eu/it/publications/abilitare-la-collaborazione-presupposti-vincoli-e-condizioni-della-co-progettazione-in-italia/">Abilitare la collaborazione. Presupposti, vincoli, e condizioni della co-progettazione in Italia</a>, approfondisce, utilizzando le interviste e i materiali raccolti, le condizioni che abilitano le co-progettazioni e costituiscono i prerequisiti intorno ai quali possono essere costruiti processi di reale condivisione di intenti e obiettivi per il governo del welfare locale tra settore pubblico e Terzo settore in Italia.</p>
<p>Fonte: Ufficio Stampa Euricse</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">0ce1509d-af41-47fa-8c1e-f88222b302a4</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/al-via-l-ottava-edizione-della-settimana-dell-accoglienza</link><title>Al via l'ottava edizione della Settimana dell'accoglienza</title><description>Eventi a partire dal 27 settembre fino al 9 ottobre, con spettacoli, letture animate, convegni, momenti di confronto e di partecipazione.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/akgnv0wa/ottava-settimana-accoglienza.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/al-via-l-ottava-edizione-della-settimana-dell-accoglienza" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1177</width><height>613</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><strong>In che modo la capacità di essere accogliente rende vitale una comunità? Come la rende capace di aiutare chi è fragile, di sostenere chi si sente solo, di ospitare chi ha bisogno di aiuto? Si concentrerà su queste tematiche l’ottava edizione della Settimana dell’Accoglienza, iniziativa regionale promossa dal Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza (Cnca) presieduto da </strong><strong>Claudio Bassetti</strong><strong> che quest’anno compie quarant’anni di attività. Il tema 2022 sarà ‘Essere comunità: tutti i colori dell’accoglienza’.<br /><br /></strong>Tra le tante iniziative segnaliamo in particolare lo spettacolo “Happy Days”, di e con Stefano Santomauro, che porta una riflessione comica e consapevole sul tema della felicità e della complessità dell’età adolescenziale. I disturbi d’ansia, la volontà di dimostrare la felicità a tutti i costi, la faticosa rincorsa al mondo degli adulti sono elementi che possono caratterizzare l’adolescenza di molti ragazzi e ragazze. Sarà un’occasione per parlare di tutto ciò in maniera leggera, ma senza mai minimizzare le emozioni. Lo spettacolo arriverà anche in molte scuole trentine.<br /><strong>HAPPY DAYS</strong><br /><em>27.09, 20.30- Auditorium Centro Congressi- Cavalese</em><br /><em>28.09, 20.30- Teatro Comunale- Dimaro</em><br />Per le scuole lo stesso spettacolo sarà replicato nelle seguenti date:<br />Teatro Comunale- Predazzo, 27 settembre<br />Teatro Comunale- Dimaro, 28 settembre<br />Auditorium Scuole S.Sighele- Riva del Garda, 5 ottobre<br />Sala della Cooperazione- Trento, 6 ottobre<br />Teatro Comunale- Ossana, 6 ottobre<br />Borgo Valsugana, 7 ottobre<br /><br />Per leggere il programma completo della Settimana dell'accoglienza vai su settimanadellaccoglienza.it </p>]]></encoded></item></channel></rss>