<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=vittoria</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Wed, 08 Apr 2026 12:06:03 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">f267ee8b-590a-472f-aad1-082b43d93f43</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cinquantaduesima-marcialonga-successi-di-nygaard-e-fleten</link><title>Cinquantaduesima Marcialonga: successi di Nygaard e Fleten</title><description>“Marcialonga bagnata, Marcialonga fortunata” devono aver pensato in molti questa mattina alla partenza da Moena, quando ad accogliere bisonti e professionisti di Ski Classics c’era un vero tempo da lupi.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/xawppjco/fleten-nygaard-vincitori02.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cinquantaduesima-marcialonga-successi-di-nygaard-e-fleten" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3720</width><height>2454</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Ma i migliori atleti al mondo delle lunghe distanze si sono dimostrati ancora una volta più forti di tutto, e al loro seguito migliaia di bisonti. I vincitori della 52.a edizione della Marcialonga di Fiemme e Fassa sono i norvegesi Emilie Fleten e Andreas Nygaard che conquistano la granfondo più amata al mondo nel segno della resilienza con un forcing di spessore sul Mur de la Stria (muro della strega).</p>
<p>A scattare puntualissimi alle 8 da Moena sotto una pioggia fine ma battente sono stati gli uomini che da subito hanno imposto un ritmo serrato. In direzione Canazei, mentre ci si addentrava in Val di Fassa, il gruppo è andato allungandosi e i migliori si sono assestati nelle prime posizioni continuando a macinare chilometri, con i fondisti del Team Ragde Charge a tenere controllata la testa del gruppo. Allo Sprint di Canazei il primo a transitare era uno scatenato Vebjoern Moen tallonato dal leader della classifica a punti Anton Persson e da un brillante Max Novak. Nel tratto in discesa lungo la Val di Fiemme la velocità di crociera non ha fatto che aumentare, e prima di raggiungere Predazzo Vebjoern Moen (Team Ragde Charge) e Mathias Aas Rolid (Team Eksjöhus) hanno tentato l’allungo mettendo qualche secondo fra loro e i diretti avversari. La coppia di testa ha avuto però vita breve, prima perché Moen dopo aver tentato un attacco ha fatto un fuori giri e ha perso contatto con Rolid, e dopo perché lo stesso Rolid è stato raggiunto da un trenino di tre atleti in grande spolvero: Andreas Nygaard, Max Novak e Amund Hoel con quest’ultimo a sfoggiare il pettorale giallo di leader. Il rinnovato quartetto di testa ha aumentato il gap con il resto del gruppo procedendo spedito per Lago di Tesero e raggiungendo in men che non si dica i piedi della salita di Cascata, dopo il giro di boa a Molina di Fiemme. I quattro si sono studiati fin dai primi strappi dell’ascesa, alternandosi nel tentare attacchi e accelerate. Sulle rampe più dure è uscita tutta la forza del vichingo Nygaard che in un finale all’ultimo respiro ha avuto la meglio sullo svedese Max Novak. Per Nygaard un successo voluto, desiderato e sognato da tempo, che arriva dopo 10 anni di tentativi, un 3° posto e un 2° posto. “È stato incredibile. Quasi non osavo sognare che questo giorno sarebbe arrivato, e ora che è finalmente arrivato sono così grato e riconoscente. Avevamo degli sci fantastici e credo sia grazie a Mathias (Rolid) se ho vinto oggi. Un grande grazie a lui. Voglio dedicare questa vittoria ai fratelli Aukland, perché senza di loro non sarei mai stato qui. Ma sicuramente anche la mia fidanzata ha avuto un ruolo importante in tutto questo e le mando un bacio”, ha raccontato il norvegese, che sotto gli eccentrici baffi nasconde un sorriso di gioia incontenibile. Sfuma di un soffio negli ultimi metri il sogno di gloria di Max Novak, 2°, e completa il podio Amund Hoel. Per l’Italia il miglior fondista della 52.a Marcialonga è Lorenzo Busin, 32° (Team Internorm Trentino).</p>
<p>La Marcialonga al femminile è tutta nel segno della resilienza e resistenza di Emilie Fleten: la fuoriclasse norvegese del Team Ramudden ha dato prova della sua forza nei 70 km da Moena a Cavalese, dopo una caduta nel tratto di ritorno fra Soraga e Moena che sembrava aver compromesso per sempre la sua prova proprio quando davanti le rivali Anikken Gjerde Alnæs e Silje Øyre Slind si scatenavano con Jenny Larsson. Ma Fleten a colpi di “double poling” ha ricucito sulle avversarie e si è messa in testa per affrontare davanti il sottopasso che porta ai piedi della salita di Cascata. Dopo aver affrontato 68 km a tutta, Emilie Fleten ha impresso un ritmo a dir poco insostenibile e fra uno strappo e l’altro Slind, Alnæs e Larsson si sono inesorabilmente staccate, concedendo alla norvegese il lusso di un arrivo in solitaria. Dietro la bagarre era però tutt’altro che finita, con Slind ad agguantare il 2° posto e Alnæs a ritagliarsi uno splendido 3° posto sul podio dopo una lotta fino all’ultimo con Larsson.</p>
<p>“Finalmente una gara veramente decente dall'inizio fino alla fine!” e a dirlo è l’altoatesina Michaela Patscheider (Team Robinson Trentino) che centra la top15 con il 15° posto alla Marcialonga di oggi e aggiunge: “sono veramente super contenta, ci tenevo un sacco a fare bene oggi. In queste condizioni non era facile e sono davvero felice!”</p>
<p>Centinaia di bisonti si sono scatenati anche nella 20.a Marcialonga Light di 45 km che ha visto primeggiare Tommaso Dellagiacoma e Anna Giordan davanti alla figlia d’arte Anna Aukland.</p>
<p>Nel fine settimana Marcialonga è stata anche Young e ha visto gareggiare le categorie U14, U16 e Giovani, questi i migliori: U14 Adele Andreoli e Lorenzo Briscoli (Made2win), U16 la figlia d’arte Heidi Debertolis (US Primiero) e Federico Sartori (SC Ledrense), Giovani Laura Cavazzani e Carlo Cantaloni.</p>
<p>La 52.a Marcialonga di Fiemme e Fassa continua con la sfilata dei quasi 7000 bisonti in gara oggi che movimentano le due Valli trentine per ancora molte ore e celebrano il successo della granfondo. Soddisfazione nel comitato organizzatore che grazie al lavoro di oltre 1500 volontari può garantire lo svolgersi in sicurezza della gara nonostante le condizioni meteo non facili.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Marcialonga</author></item><item><guid isPermaLink="false">c1bbf25c-6094-45b5-bafb-62168391ba8f</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cinquantesima-marcialonga-successo-di-persson</link><title>50esima Marcialonga: successo di Persson</title><description><![CDATA[<p>Sole, cielo azzurro (freddo) e 70 km da favola da Moena a Cavalese</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/q13fdiyo/persson-arrivo02.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cinquantesima-marcialonga-successo-di-persson" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3720</width><height>2480</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Un autentico “cecchino” lo svedese Emil Persson, un vero “Kulsprutepistol” (mitra svedese M45)! Sei vittorie su sei in Ski Classics ed oggi ha firmato per la seconda volta la prestigiosa Marcialonga, giusto a festeggiare la 50.a edizione. A confermare lo strapotere scandinavo anche la norvegese Magni Smedaas, brava a controllare, prima, e a mettersi dietro, poi, tutte le più accreditate avversarie, anche la ex leader di Ski Classics Ida Dahl, finita giù dal podio.</p>
<p>La 50.a è stata una Marcialonga davvero da incorniciare. Valli di Fiemme e di Fassa imbiancate, pista di 70 km in condizione perfette, cielo terso e sole tiepido, pur essendo il primo giorno “della merla”: -10° alla partenza a Moena, termometro più morbido invece per l’arrivo a Cavalese.</p>
<p>Tanta, tantissima gente a bordo pista, con una gara che come tradizione è passata nel centro dei paesi addobbati a festa. Una Marcialonga tornata ai fasti del passato, del pre-Covid, che ha emozionato decine di migliaia di persone lungo il tracciato e soprattutto gli oltre 7.000 partecipanti.</p>
<p>La gara maschile è stata molto veloce fin dall’inizio, complice una neve scorrevole e perfetta. Alle 8 in punto il presidente Angelo Corradini, insieme alla Soreghina Sabrina Pellegrin, con un colpo di pistola ha dato il via alla speciale 50.a Marcialonga dalla tradizionale zona di partenza a Moena. Prima sono scattati i pro di Ski Classics, 5’ dopo le donne e infine tutta la massa, con direzione Canazei, sorvegliati dalle Dolomiti imbiancate. A Pera di Fassa hanno sfilato per primi i norvegesi Stian Hoelgaard e Kasper Stadaas con il pettorale rosso, e il “diavolo rosso” Mauro Brigadoi di Predazzo del Team Internorm, deciso a movimentare subito l’eccezionale Marcialonga, non a caso primo Grand Classics Event del prestigioso circuito Ski Classics. A Campestrin il folto gruppo procedeva ancora a ranghi compatti avvolto dall’atmosfera magica dei boschi completamente ghiacciati. A dettare il ritmo c’era il pettorale verde dello svedese Alfred Buskqvist, seguito da Jan Srail, dalla vecchia volpe Tord Asle Gjerdalen e da Viktor Maenpaa.</p>
<p>Il primo traguardo sprint di Canazei al km 18.6 è andato a Buskqvist, secondo il norvegese Vebjørn Moen, mentre al terzo posto c’era Lorenzo Busin del Team Internorm. Poco dopo, a Campitello, si è fatto avanti Brigadoi e con un’azione studiata da tempo nei minimi dettagli ha deciso di prendere il largo in solitaria e a Soraga si è presentato tutto solo con 25” di vantaggio sugli inseguitori Persson, Jutterstroem e Paus: “meglio 20 km da leone che 70 da coniglio”, il punto di vista di Brigadoi a fine gara.</p>
<p>L’azione importante del fiemmese è continuata a Moena, dove però il gap si è ridotto a 17”, azione poi annullata a 5 km dal secondo traguardo volante sprint di Predazzo. Il secondo sprint se lo è aggiudicato Moen, seguito da Johaug, Jespersen e dal bellunese Busin al quarto posto. Alle 10 in punto il gruppo con i più forti è passato a Ziano, con il “veterano” del gruppo Anders Aukland a mostrarsi in prima fila. Il leggendario Aukland, alla sua ultima Marcialonga da professionisti, è terzo a Lago di Tesero dietro soltanto allo svedese Eklof e al finlandese Maenpaa.</p>
<p>L’”iconica” salita di Cascata era sempre più vicina e a 10 km dall’arrivo il gruppo ha iniziato ad accelerare il passo poiché tutti volevano imboccare per primi il temibile tratto finale del Mur de la Stria. Al ponte di Cascata a dettare il ritmo c’era Oskar Kardin, mentre a un chilometro dall’arrivo c’è stato il cambio della guardia in testa con il norvegese Morten Eide Pedersen.</p>
<p>L’epico finale ha visto lo “stregone” Emil Persson spuntare per primo sul rettilineo di Viale Mendini a Cavalese, incoronato vincitore dal presidente Corradini dopo 2h48’57”. Un po’ dispiaciuto Gjerdalen, secondo, il quale si è tolto il berretto negli ultimi metri quando si trovava in bagarre con il connazionale Nygaard, terzo al traguardo. Primo tra gli italiani l’altoatesino Dietmar Nöckler (FFOO) del Team Robinson Trentino, giunto 30°.</p>
<p>5 minuti dopo gli uomini è scattata la gara femminile con due importanti assenti, ovvero la norvegese Astrid Øyre Slind, impegnata in Coppa del Mondo in Francia, e la connazionale Emilie Fleten. Le donne hanno impostato subito una gara molto più tattica rispetto agli uomini, e a Campestrin la francese Kati Roivas ha allungato il gruppo, mettendo in fila indiana la norvegese Anikken Gjerde Alnaes, le svedesi Hedda Baangman, Linn Soemskar e Jenny Larsson con il pettorale a quadri da leader della classifica Climb. La più veloce al traguardo sprint di Canazei è stata la Alnaes, seguita da Sömskar e dalla Dahl, rientrata in gara dopo lo stop forzato a causa del Covid. A 43 km dall’arrivo si è formato un quartetto composto dalle protagoniste di giornata, ovvero Dahl, Larsson, Smedaas e Alnaes, più staccate invece Soemskar e Roivas. A Predazzo è sprintata la Smedaas, tallonata dal Alnaes e Larsson, mentre Dahl calava il ritmo e pagava più di un minuto di ritardo. Il duello finale ha visto come protagoniste le norvegesi Alnaes e Smedaas, con quest’ultima ad accelerare il passo a metà dell’iconica erta. Dopo 3 ore e 14’ di gara Magni Smedaas è stata accolta al traguardo con un enorme applauso dal pubblico, quasi incredula della sua prestazione. Seconda dunque Alnaes, staccata di 1’, la quale ha aspettato poi l’arrivo della compagna di squadra Larsson, giunta terza. Prima tra le italiane la bellunese Rebecca Bergagnin del Team Robinson Trentino, 32.a.</p>
<p>Per i meno allenati la Marcialonga Light si è conclusa a Predazzo dopo 45 km. Il moenese Simone Mastrobattista (FFOO) e l’altoatesina Michaela Patscheider (Team Robinson Trentino) hanno iscritto il proprio nome nel prestigioso albo d’oro, con una presenza che non è passata inosservata, quella dell’olimpionica Katerina Neumannova. Ha corso invece in incognito il Principe Carlo Filippo di Svezia che ha chiuso i 70 km col tempo di 5h29’03”.</p>
<p>Onore anche ai concorrenti della 50x50, con i primierotti Agostino Zortea e Ivan Debertolis arrivati appaiati dopo 4h27’5”, anche se il cronometro inclemente ha dato a Debertolis 1” in più: hanno affrontato i 70 km con sci d’epoca e abbigliati come si usava alla prima Marcialonga del 1971.</p>
<p>Grande soddisfazione degli organizzatori e complimenti da parte di tutti i concorrenti, da quelli dei Pro Team ai tanti amatori che hanno solcato i binari di questa straordinaria 50.a edizione.</p>
<p>Info: <a href="http://www.marcialonga.it/">www.marcialonga.it</a></p>]]></encoded></item></channel></rss>