<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=viticoltura</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Tue, 14 Apr 2026 23:41:51 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">e3356954-75dc-488d-82d5-4d0473cac6d2</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/viticoltura-trentino-veneto-e-friuli-alleati-su-innovazione-e-difesa-delle-produzioni</link><title>Viticoltura: Trentino, Veneto e Friuli alleati su innovazione e difesa delle produzioni</title><description><![CDATA[Ottimizzazione delle risorse a partire dall’acqua, risposte alle criticità climatiche e gestione del rischio per gli agricoltori, accanto alle sfide poste dai mercati, dalla qualità e dalle nuove tendenze del consumo. Sono i temi attuali che interessano la viticoltura trentina, indicati dall’assessore provinciale Giulia Zanotelli.<span> </span>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/f0fhcywg/convegnotrevenezie.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/viticoltura-trentino-veneto-e-friuli-alleati-su-innovazione-e-difesa-delle-produzioni" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>780</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L’occasione è il convegno “Cambiamento climatico, territorio e qualità: nuove traiettorie per il Pinot Grigio del Triveneto”, promosso dal Consorzio vini Doc delle Venezie in via Segantini a Trento per discutere sulle evoluzioni che toccano questa denominazione che il Trentino condivide con Veneto e Friuli Venezia Giulia. Un’opportunità in più di commercializzazione per il pinot grigio (il vino fermo italiano più esportato nel mondo), oltre alle denominazioni doc delle singole regioni, che complessivamente nei tre territori vanta 27mila ettari di vigneti, 230 milioni di bottiglie prodotte annualmente, 6.000 produttori, 500 tra cantine e imbottigliatori, per una produzione che copre il l’84% del pinot grigio prodotto a livello italiano e il 44% di quello mondiale.</p>
<p>“Siamo lieti di ospitare il Consorzio delle Venezie nella Provincia autonoma di Trento, territorio che insieme a Friuli e Veneto ha accompagnato e la crescita di questa realtà” così Zanotelli, intervenuta in apertura assieme a Luca Rigotti, presidente del Consorzio tutela vini Doc delle Venezie, Stefano Zannier, assessore all’agricoltura della Regione Friuli Venezia Giulia, Alberto Zannol, direttore generale dell’area agricoltura, turismo, sport e cultura della Regione Veneto.<br />“I temi affrontati oggi - ha aggiunto l’assessore - sono assolutamente attuali per la nostra agricoltura e viticoltura e su questi siamo al lavoro come Provincia assieme a mondo agricolo, Fondazione Mach, Fbk e Università, per trovare le giuste risposte e soluzioni. Con uno sguardo anche sulla nuova politica agricola comunitaria per fare in modo che possa dare risposte a territori di montagna, su ricambio generazionale, investimenti e maggiore marginalità”.</p>
<p>“Il Trentino - ha proseguito Zanotelli - è sempre stato una terra di sperimentazione e vogliamo che continui ad esserlo. Sul tema dei dazi il confronto è costante con gli operatori per capire cosa può fare la politica. La promozione dell’enoturismo è sicuramente una chiave, assieme ai ragionamenti per dare ulteriori sostenibilità economica alle nostre aziende. Se poi si parla di cambiamenti climatici, abbiamo chiara l’importanza della gestione del rischio, che per la Provincia autonoma di Trento è un elemento fondamentale. C'è poi l’efficientamento dell’utilizzo dell’acqua: a tale proposito con la manovra di bilancio abbiamo integrato i fondi con ulteriori 17 milioni e mezzo, arrivando ad un totale di 35 milioni per gli investimenti irrigui. Il nostro obiettivo complessivo è tutelare l’agricoltura di montagna e con questa la nostra Autonomia e specificità territoriale”.</p>
<p>Ha parlato di una strada di futuro e sostenibilità per la viticoltura del Nordest anche il presidente del Consorzio Luca Rigotti: “Il mondo agricolo e viticolo da tempo ha capito che il domani va in questa direzione. Oggi siamo impegnati per interpretare i cambiamenti in atto, che sono rivolti al clima, alle tendenze del consumatore, alle sensibilità della società civile. Serve ora un cambio di paradigma nella nostra attività di produttori. La sperimentazione è centrale: sulle varietà resistenti, per ridurre l’impatto ambientale, sui vini a basso grado naturale, che non vuol dire dealcolati, sugli stili migliori di pinot grigio che possono incontrare le tendenze e i gusti dei consumatori. Stiamo inoltre lavorando tantissimo sulla promozione e notorietà del marchio istituzionale delle Venezie che è una risorsa per tutti i territori coinvolti”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Pat</author></item><item><guid isPermaLink="false">8ac3dcfd-5cba-4f33-9d2a-d7fedb42ce8f</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/fugatti-e-zanotelli-a-enovitis-extreme</link><title>Fugatti e Zanotelli a Enovitis Extrême 2025: “La viticoltura di montagna è presidio del territorio e identità delle comunità”</title><description><![CDATA[Sicurezza, meccanizzazione, innovazione applicata alla viticoltura. Sono questi i temi al centro della terza edizione di Enovitis Extrême, iniziativa nazionale promossa da Unione Italiana Vini e ospitata oggi in Val di Cembra, nelle campagne della Cantina La-Vis e Valle di Cembra.<span> </span>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/44dj2nad/zanotellifugatti.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/fugatti-e-zanotelli-a-enovitis-extreme" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>797</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Una giornata di approfondimento tecnico dedicata alla viticoltura eroica, quella praticata in condizioni ambientali difficili, come i terreni a forte pendenza o le aree terrazzate, che ha visto la partecipazione di esperti, aziende del settore, produttori e rappresentanti istituzionali. Presenti anche il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, e l’assessore all’agricoltura e promozione dei prodotti trentini Giulia Zanotelli, che hanno sottolineato il valore della viticoltura di montagna come leva di sviluppo e presidio del territorio.</p>
<p>“Dal porfido alla viticoltura, il lavoro vero è da sempre alla base di questo territorio - le parole del <strong>presidente Fugatti</strong> -. Questa valle è capace di produrre eccellenze riconosciute, frutto di fatica, competenza e capacità di distinguersi anche sui mercati. La meccanizzazione, in un contesto come quello della Val di Cembra, può rappresentare un supporto fondamentale per ridurre lo sforzo fisico, valorizzando il lavoro dei viticoltori. L’innovazione applicata al territorio di montagna – ha aggiunto – può contribuire a rendere ancora più competitivo un settore che ha saputo coniugare tradizione, qualità e resilienza”.</p>
<p>“Ringrazio Unione Italiana Vini per aver scelto la Val di Cembra, perché qui ci si rende davvero conto di cosa significhi fare agricoltura in condizioni complesse" così l'<strong>assessore Zanotelli</strong>, che nel suo intervento ha posto l'accento in particolare due aspetti: sicurezza e innovazione. “In questa edizione di Enovitis Extrême è presente la nostra Unità operativa per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro, che offre un supporto concreto agli agricoltori nell’affrontare le criticità operative. Allo stesso tempo, grazie alla Fondazione Edmund Mach, viene raccontato il lavoro di ricerca applicata che guarda al futuro, dalle fitopatie all’uso sostenibile dell’acqua. La grande partecipazione a questa giornata dimostra la vitalità del comparto e la necessità di creare sempre più occasioni di incontro tra istituzioni, imprese e mondo della conoscenza.”</p>
<p>Per tutta la giornata, l’evento ha proposto tra i vigneti della Cantina La-Vis e Valle di Cembra prove in campo, dimostrazioni di macchinari, incontri con tecnici ed esperti, con un focus sui temi della sostenibilità, della gestione agronomica e della sicurezza in vigneto.</p>
<p>Al momento istituzionale, oltre al presidente Fugatti e all’assessore Zanotelli, sono intervenuti anche il presidente di Unione Italiana Vini, Lamberto Frescobaldi, il sindaco di Cembra Lisignago, Alessandra Ferrazza, e il direttore tecnico della cantina ospitante, Ezio Dallagiacoma. Presenti anche i vertici del Consorzio Vini del Trentino, oltre a numerosi produttori, agricoltori ed operatori del settore.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</author></item><item><guid isPermaLink="false">bf047607-e302-4b15-822f-093c75efb721</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/viticoltura-biologica-presentate-le-prove-sperimentali-fondazione-edmund-mach</link><title>Viticoltura biologica, presentate le prove sperimentali Fondazione Edmund Mach</title><description>Le sperimentazioni in viticoltura biologica sono al centro della giornata organizzata ieri dalla Fondazione Mach a San Michele all’ Adige.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/4p2fgwar/invigna.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/viticoltura-biologica-presentate-le-prove-sperimentali-fondazione-edmund-mach" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1024</width><height>498</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[E’ stata presentata la situazione fitosanitaria della stagione in corso nelle aziende biologiche in Trentino (Roberto Lucin, FEM), i risultati delle prove sperimentali di difesa in viticoltura condotte dall’Unità Agricoltura Biologica (Daniele Prodorutti, FEM) e di una tecnologia innovativa di applicazione degli agrofarmaci in viticoltura (Ewald Lardschneider – Centro di Sperimentazione Laimburg). La seconda parte della mattina è stata dedicata a un approfondimento sul mal dell’esca e sul complesso delle malattie del legno della vite, con l’intervento della Prof.ssa Laura Mugnai dell’Università di Firenze, una delle maggiori esperte a livello internazionale su queste patologie della vite.<br />L'evento, che ha visto partecipare viticoltori e operatori del settore, è stato curato dall’Unità Agricoltura Biologica e Qualità del Suolo in collaborazione con l’unità Viticoltura del Centro Trasferimento Tecnologico FEM.<br /><strong>Annata 2024 per la vite</strong><br />L’annata 2024 è stata caratterizzata da una piovosità molto superiore alla media nei mesi di maggio e giugno. Le gelate della seconda decade di aprile hanno provocato danni a carico dei germogli soprattutto in alcuni vigneti della Vallagarina e della Valle dei Laghi. Le infezioni di peronospora sono state gravi a causa delle frequenti e abbondanti precipitazioni, che in molti casi hanno dato luogo ad attacchi su foglia e grappolo. L’oidio si è manifestato molto precocemente, anche in zone storicamente poco sensibili a questa malattia. Durante il mese di luglio si è assistito ad una rapida crescita della malattia su grappolo.<br /><strong>Prove di difesa da peronospora e oidio</strong><br />Le prove di difesa 2024 sono state condotte nei vigneti FEM. Per la difesa da peronospora sono state messe a confronto strategie di difesa con rame a basso dosaggio, utilizzato da solo o in miscela con diversi formulati commerciali a base di zolfo. L’aggiunta di zolfo ha permesso di incrementare significativamente l’efficacia del rame contro peronospora, sia su foglie che su grappoli.<br />Per la difesa dall'oidio, sono state impostate strategie a base di zolfo, in confronto al bicarbonato di potassio in miscela con una bassa dose di zolfo. I prodotti testati hanno permesso una riduzione delle infezioni in confronto al testimone non trattato e la miscela di bicarbonato e zolfo ha ridotto l’incidenza della malattia su grappolo rispetto al solo zolfo.<br /><strong>Nuova tecnica per distribuire agrofarmaci con meno deriva</strong><br />Per le attività sperimentali è stata inoltre presentata una nuova tecnica di distribuzione dei prodotti fitosanitari sotto forma di spazzole rotanti verticali, in confronto con la tecnica di applicazione convenzionale (corrente d'aria generata da un ventilatore). Nei test condotti al Centro di Sperimentazione Laimburg contro peronospora, le due tecniche di applicazione non hanno mostrato differenze di efficacia e la tecnologia con le spazzole rotanti ha ottenuto una riduzione della deriva rispetto alla tecnica di applicazione convenzionale.<br /><strong>Difesa dalle malattie del legno</strong><br />Fra tutte le patologie che affliggono la vite, le malattie del legno restano ancora le più difficili da gestire. Il complesso del mal dell’esca, gli agenti di cancro, le malattie causate da funghi che degradano il legno sono di grande impatto sulla vita della pianta e sono presenti dovunque si faccia viticoltura. Oltre alla descrizione dei sintomi e dei funghi coinvolti in questa complessa malattia, sono stati approfonditi i metodi di prevenzione e gestione delle malattie del legno della vite, tra i quali si rende indispensabile ridurre la suscettibilità della pianta alle infezioni, la presenza dell’inoculo in vigneto e limitare l’ingresso dei patogeni nelle piante tramite le ferite e i tagli di potatura.<br />Uno dei metodi di contenimento del mal dell'esca è il curetage o dendrochirurgia, tecnica che consiste nel rimuovere le porzioni di legno colpite dalla carie attraverso l’ausilio di una piccola motosega. In una prova sperimentale condotta da FEM sono state confrontate un gruppo di piante trattate con curetage con un analogo gruppo di piante non trattate. Dopo 6 anni di osservazione le piante trattate mostrano una remissione dei sintomi del 89%, mentre per le piante non trattate la remissione dei sintomi si limita al 33%. Inoltre, per la tesi non trattata si registra una maggiore percentuale di piante morte.]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Fem</author></item><item><guid isPermaLink="false">334b9817-c224-4882-8e40-fb4fe30d0e48</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/si-la-viticoltura-e-essenziale-in-europa</link><title>"Sì, la viticoltura è essenziale in Europa"</title><description><![CDATA[<p>È quanto affermano le Associazioni di rappresentanza del settore vitivinicolo di fronte alle conclusioni dello studio complementare sull’impatto del regolamento SUR pubblicato dalla Commissione europea, che descrive come irrilevante la prevedibile diminuzione della produzione di uva nell’UE e che non si tratta di una coltura essenziale.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/bahm2rxq/calice-di-vino-bianco.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/si-la-viticoltura-e-essenziale-in-europa" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1300</width><height>1955</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Le Associazioni di rappresentanza italiane, francesi e spagnole rivendicano l’importanza del vino in Europa alla luce delle conclusioni del recente studio della Commissione europea sull’impatto del c.d. regolamento SUR sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, in cui si afferma che la prevedibile diminuzione della produzione di uva è irrilevante, in quanto non si tratta di una coltura essenziale.</p>
<p>Le organizzazioni del settore vitivinicolo spagnole, francesi e italiane hanno preso atto dello studio complementare appena pubblicato dalla Commissione europea sulle conseguenze del regolamento SUR sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari in Europa.</p>
<p>L’Unione Europea è il primo produttore di vino al mondo, con il 45% della superficie viticola mondiale. Questo settore ad alto valore aggiunto è vitale per molte regioni rurali europee, genera milioni di posti di lavoro e contribuisce in modo significativo alla bilancia commerciale dell'UE.</p>
<p>Tuttavia, questo studio prevede un calo della produzione di uva dovuto agli effetti della riduzione dei fitosanitari, stimato al 18% in Spagna, al 20% in Italia e al 28% in Francia, senza nemmeno valutare l’impatto del cambiamento climatico che andrebbe aggiunto a questa cifra. La Commissione europea aggiunge nello studio che la produzione di uva non è una coltura essenziale per la sicurezza alimentare europea e che una diminuzione della produzione di vino in Europa sarebbe irrilevante. Queste affermazioni ignorano l’enorme contributo economico, sociale e culturale del settore vitivinicolo in molte regioni dell’UE.</p>
<p>Questo atteggiamento è totalmente inaccettabile da parte delle organizzazioni rappresentative della catena del valore del vino in Spagna, Francia e Italia: è incomprensibile che la Commissione europea ipotizzi e preveda la penalizzazione di un intero settore di grande importanza per l’economia europea.</p>
<p>Gli operatori e le aziende vitivinicole sono da tempo impegnati nella transizione ecologica e continueranno ad esserlo. C’è ancora molto lavoro da fare e i nostri produttori devono poter portare avanti questo impegno per la sostenibilità ambientale senza inutili polemiche.</p>
<p>Chiediamo quindi agli Stati membri e agli eurodeputati di prendere una posizione chiara su questo tema. Il vino è un importante prodotto economico e culturale in Europa. Il nostro settore chiede di essere sostenuto per continuare le azioni di transizione ecologica con regolamenti realistici e un calendario operativo, che permetta l’implementazione delle soluzioni alternative efficaci esistenti e in arrivo.</p>
<p>Fonte: Confcooperative</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">57e5a812-7a4a-4d05-9e40-ecf2f8d76faa</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/rigotti-sostenere-con-coraggio-la-ricerca-genetica-per-poter-immaginare-un-nuovo-modello-di-viticoltura</link><title>Rigotti: “sostenere con coraggio la ricerca genetica per poter immaginare un nuovo modello di viticoltura”</title><description><![CDATA[<p>Se ne parlerà il 19 novembre a Mezzacorona durante un convegno che metterà in luce gli strumenti messi in campo dalla ricerca genetica ma anche gli ostacoli normativi e le tempistiche.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/rurjffrh/lucarigottiinterviene.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/rigotti-sostenere-con-coraggio-la-ricerca-genetica-per-poter-immaginare-un-nuovo-modello-di-viticoltura" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3472</width><height>2503</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“Le sfide imposte dal cambiamento climatico in atto e dagli orientamenti della politica europea in materia ambientale impongono una riflessione per promuovere, anche rispetto al ruolo della ricerca genetica nel settore vitivinicolo, un approccio innovativo e strategico. I produttori sono già impegnati a mitigare l'impatto dei cambiamenti climatici e preservare l'ambiente ma serve un rapido cambio di passo e scelte politiche coraggiose che consentano di avviare programmi di ricerca e di sperimentazione in campo delle tecnologie di evoluzione assistita, come genome editing e cisgenesi”. Lo ha detto Luca Rigotti, Coordinatore del settore vino di Alleanza Cooperative, in vista del convegno dal titolo “<em>Il ruolo dell’innovazione genetica per un nuovo modello di viticoltura: strumenti, ostacoli e tempistiche</em>” che si terrà presso il Gruppo Mezzacorona il prossimo 19 novembre (l’evento potrà essere seguito anche in diretta sulla pagina facebook <a href="https://www.facebook.com/alleanzacooperative.it">https://www.facebook.com/alleanzacooperative.it</a>)</p>
<p>Durante il convegno – organizzato dal settore vitivinicolo di Alleanza Cooperative Agroalimentari e da UGIVI, l’Unione dei Giuristi della Vite e del Vino – saranno discussi, sotto il profilo politico, tecnico e giuridico, i due spazi di lavoro considerati strategici per migliorare il patrimonio genetico della vite: il primo è relativo all’ottenimento delle nuove varietà resistenti/tolleranti alle principali malattie della vite, un ambito già concretamente applicabile per la produzione dei vini Igp ma che potrà essere promosso anche per i vini Dop, nonché la possibilità di poter andare avanti anche sul fronte delle tecnologie genetiche.</p>
<p>“Sono temi strategici per il futuro della viticoltura e occorre sollecitare il dibattito a tutti i livelli – ha proseguito Rigotti – anche considerando gli obiettivi indicati dal Green Deal, dalla strategia Farm to Fork e da ultimo dalla proposta di regolamento sull’uso sostenibile dei fitofarmaci. La Commissione Ue chiede ai produttori di ridurre l’impiego dei fitofarmaci ma gli obiettivi indicati sono di fatto non realizzabili, perché, oltre ad un calendario adeguato per raggiungere i nuovi e ambiziosi traguardi, non è possibile percorrere questa strada senza strumenti innovativi e alternativi così come è indispensabile una ricerca scientifica mirata e la possibilità di sperimentare le nuove tecnologie in campo”.</p>
<p><strong>Programma</strong></p>
<p><strong>Il ruolo dell’innovazione genetica per un nuovo modello di viticoltura: strumenti, ostacoli e tempistiche</strong></p>
<p><strong>Saluti introduttivi</strong></p>
<p>Luca Rigotti | Coordinatore settore Vitivinicolo Alleanza Cooperative Italiane-Agroalimentari<br />Carlo Piccinini | Presidente Alleanza Cooperative Italiane-Agroalimentari<br />Stefano Dindo | Presidente Unione Giuristi della Vite e del Vino (UGIVI)<br />Giulia Zanotelli | Assessore all’agricoltura, foreste, caccia e pesca della Provincia autonoma di Trento</p>
<p><strong>1^ sessione – Tavola Rotonda<br />Il ruolo ed il potenziale contributo delle varietà resistenti</strong><br />Paolo De Castro | Commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale Parlamento Europeo (videomessaggio)<br />Attilio Scienza | Presidente Comitato nazionale vini Dop e Igp<br />Riccardo Velasco | Direttore CREA Viticoltura Enologia<br />Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi | Presidente Federdoc<br />Riccardo Cotarella | Presidente Assoenologi<br />Marco Giuri | Foro di Firenze (UGIVI)</p>
<p><strong>2 ^ sessione – Tavola Rotonda<br />Tecniche di evoluzione assistita (Tea): tema etico, scientifico o normativo?</strong><br />Herbert Dorfmann | Commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale Parlamento Europeo<br />Giuseppe Blasi | Capo Dipartimento delle politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale (MiPAAF)<br />Stefano Vaccari | Direttore Generale CREA<br />Mario Pezzotti | Direttore Centro ricerca innovazione della Fondazione E. Mach<br />Sara Zenoni | Università degli Studi di Verona<br />Diego Saluzzo | Presidente Commissione UIA sul Diritto Agroalimentare, Foro di Torino (UGIVI)</p>
<p>Fonte: Alleanza Cooperative Agroalimentari</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">8c40749f-1633-4446-8dca-bc674b032fea</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/viticoltura-bio-in-crescita-focus-tecnico-alla-fem-su-difesa-e-sostenibilita</link><title>Viticoltura bio in crescita, focus tecnico alla Fem su difesa e sostenibilità</title><description><![CDATA[Il Trentino è fra le province italiane con una maggiore incidenza della superficie a vite per uva da vino coltivata con metodo biologico (13,3%). Nel 2021 ha raggiunto i 1368 ettari con un ulteriore incremento di 66 ettari rispetto al 2020 delle superfici certificate biologiche e in conversione.<strong><br /></strong>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/h3yjkg1n/biovitefem.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/viticoltura-bio-in-crescita-focus-tecnico-alla-fem-su-difesa-e-sostenibilita" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1024</width><height>768</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Difesa e sostenibilità in viticoltura biologica sono i temi approfonditi, oggi, alla Fondazione Edmund Mach, nell'ambito del tradizionale incontro annuale dove sono state presentate le prove sperimentali in corso a San Michele e realizzato in collaborazione con il Centro di sperimentazione  Laimburg.<br />In apertura <strong>Claudio Ioriatti</strong>, dirigente del Centro Trasferimento Tecnologico FEM, ha evidenziato che il consumo di vino biologico a livello mondiale è più che raddoppiato negli ultimi 10 anni e rappresenta ora il 3,5% del consumo totale. Tale evoluzione è stata sorretta da una costante espansione della superficie destinata alla viticoltura biologica che nel 2019 (ultimi dati disponibili) valeva poco meno di 470 mila ettari, di cui circa 400 mila in Europa (11,4% della superficie vitata), continente nel quale Italia, Francia e Spagna si contendono il primato con circa 100 mila ettari a testa.<br />L'incontro, moderato da <strong>Daniele Prodorutti</strong>, responsabile dell'Unità agricoltura biologica, un gruppo di lavoro che conta 14 persone dedicate alla sperimentazione e consulenza sul biologico, ha visto intervenire tecnologi e tecnici (Roberto Lucin, Raffaella Morelli, Roberto Zanzotti per FEM e Simona Castaldi dell'Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli) sui controlli e sulla situazione fitosanitaria nelle aziende biologiche del Trentino, sui dosaggi di rame con i risultati del progetto Intaviebio, sull'impronta ambientale in viticoltura con i sistemi a confronto. Si è parlato anche di gestione sostenibile degli agroecosistemi con il caso studio in un’azienda biologica del Garda.</p>
<p><strong>Difesa da peronospora, oidio e focus sul rame</strong><br />Per quanto riguarda la difesa è stato fatto il punto sulla situazione fitosanitaria 2022 nelle aziende biologiche trentine. Le infezioni primarie di peronospora, come nel 2021, non sono risultate aggressive nelle zone di fondovalle, mentre si osserva una maggiore gravità degli attacchi di questo patogeno nelle zone tardive e di montagna. La scarsità di precipitazioni e bagnature fogliari osservate in luglio hanno impedito quasi ovunque lo sviluppo di infezioni secondarie di peronospora. L'oidio è comparso precocemente, ma la pressione della malattia è aumentata significativamente sui testimoni non trattati solo nella seconda metà di luglio.<br />La difesa fitosanitaria consigliata alle aziende viticole biologiche, basata su rame e zolfo, ha permesso di mantenere grappoli sani per la quasi totalità delle situazioni, restando al di sotto del limite massimo di rame metallo annuo previsto dal regolamento europeo. La flavescenza dorata si conferma una problematica molto seria, la cui gestione richiede massima attenzione da parte di tutto il comparto. Luglio è stato tra i mesi più asciutti e caldi degli ultimi anni: da segnalare molte situazioni di stress idrico e termico in vigneti di fondovalle e collina, soprattutto in terreni poco profondi e/o con mancanza di irrigazione.<br />Sono stati, inoltre, presentati i risultati delle prove in campo presso i vigneti della Fondazione Mach finalizzati al controllo della peronospora e dell'oidio. Particolare attenzione è stata dedicata al rame, principio attivo impiegato principalmente nel prevenire le infezioni di peronospora, ed attualmente limitato per legge a 28 kg/ha nell’arco di 7 anni. Per tale motivo il viticoltore biologico è chiamato a razionalizzare gli input, impiegando bassi dosaggi di rame.<br />Sono stati presentati i risultati del progetto INTAVIEBIO, finanziato dal PSR Friuli-Venezia Giulia, che mira a ridurre l’uso del rame in viticoltura biologica. In questo progetto è stata verificata l’efficacia di alcuni sali rameici a diversi dosaggi di applicazione in condizioni controllate di laboratorio.<strong><br />Sostenibilità: studi di impronta ambientale, effetti positivi del sovescio e del <em>curetage</em></strong><br />La seconda parte della mattina ha previsto un approfondimento sul tema della sostenibilità. Sono stati presentati i risultati di uno studio di “impronta ambientale” in viticoltura (impronta di carbonio, idrica, di azoto, indici di biodiversità e di qualità del suolo). La collaborazione scientifica tra Fondazione Mach, Università della Campania e Università della Tuscia ha dato l’opportunità di dimostrare come l’uso integrato di tali indici possa aiutare gli agricoltori ad evidenziare la maggiore sostenibilità di buone pratiche, ad esempio la gestione biologica rispetto a quella convenzionale in vigneti sperimentali della Fondazione Mach.<br />Infine, è stato presentato un progetto per la gestione sostenibile in viticoltura che nasce dalla collaborazione tra FEM e le aziende biologiche Pratello e Mille1 (Padenghe sul Garda, BS). Con un approccio multidisciplinare si è puntato al miglioramento dei cicli produttivi mediante l’utilizzo di pratiche agronomiche sostenibili, il mantenimento della fertilità e della biodiversità dei suoli e il potenziamento della resilienza dei sistemi produttivi ai cambiamenti climatici. Nell’ambito del progetto è stato valutato l’effetto del sovescio sulla nutrizione dei vigneti, che ha mostrato il suo contributo nel miglioramento della fertilità chimica e biologica del suolo coadiuvando la mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici.<br />Nei vigneti della FEM, infine, è stata presentata la prova di curetage, operazione meccanica che prevede l’asportazione del legno cariato per mezzo di piccole motoseghe, eseguendo delle incisioni più o meno profonde nei ceppi di vite. Questa tecnica permette di ridurre la manifestazione dei sintomi di mal dell’esca.<br /><br />Fonte: Ufficio Stampa Fem</p>]]></encoded></item></channel></rss>