<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=vino</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Fri, 24 Apr 2026 04:40:36 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">239da9c9-87c1-4e33-b827-b324503d177a</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/il-pinot-grigio-doc-delle-venezie-e-official-wine-del-giro-d-italia-2026</link><title>Il Pinot Grigio Doc delle Venezie è official wine del Giro d'Italia 2026</title><description><![CDATA[<p>L’iconico bianco italiano, tra i più amati al mondo, entra nella leggenda della corsa ciclistica simbolo del Belpaese, in un viaggio a tappe che accende i riflettori su territori e paesaggi, raccontandone l’eccellenza e l’anima più autentica. La presentazione della partnership si terrà a Vinitaly il 13 aprile alle ore 12.30 presso lo spazio Masaf.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/1x4bbbr0/bottiglia-istituzionale-1.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/il-pinot-grigio-doc-delle-venezie-e-official-wine-del-giro-d-italia-2026" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>6016</width><height>4016</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il Pinot Grigio DOC Delle Venezie sarà Official Wine del Giro d’Italia 2026, un evento iconico di grande prestigio capace di trasformare una competizione sportiva in un potente racconto di italianità. La partnership – che sarà presentata in occasione di Vinitaly il 13 aprile alle ore 12.30 presso lo spazio MASAF – è il risultato di una scelta strategica: esprime identità, visione, coesione territoriale e ambizione, consolidando la reputazione della Denominazione di Origine, rafforzandone il posizionamento, agli occhi di pubblico, media e stakeholder nazionali e internazionali: da successo di categoria a eccellenza del Paese.</p>
<p>Durante la prossima edizione della più attesa corsa ciclistica a livello internazionale, dunque, il Pinot Grigio DOC Delle Venezie – primo bianco fermo italiano per esportazioni nonché vino tra i più apprezzati al mondo – affiancherà il Giro d’Italia (8-31 maggio), il Giro d’Italia Women (30 maggio-7 giugno), il Giro-E (9-31 maggio) e il Giro Next Gen (14-21 giugno), portando lungo tutto il circuito e nelle case degli spettatori il proprio Italian Style per raccontare al meglio il lavoro dei produttori, i territori viticoli e le comunità che li custodiscono.</p>
<p>A partire dall’8 maggio 2026 il Giro d’Italia, alla sua 109ª edizione, attraverserà i confini – dalla grande partenza in Bulgaria per poi approdare in Italia – con l’obiettivo di percorrere territori e costruire legami: un grande evento con una audience globale stimata che supera i 650 milioni di spettatori e una copertura televisiva in 200 Paesi che offrirà al Pinot Grigio DOC Delle Venezie una vetrina internazionale unica.</p>
<p>“Pinot Grigio DOC Delle Venezie – The Official Wine del Giro d’Italia 2026” – Ambasciatore dello stile di vita italiano nel mondo: la DOC Delle Venezie si propone a tutti gli effetti di interpretare, in chiave attuale, i valori della convivialità e della cultura enogastronomica italiana.</p>
<p>“Con la sponsorizzazione del Giro d’Italia, grande evento ciclistico simbolo del nostro Paese, porteremo ufficialmente il Pinot Grigio DOC Delle Venezie all’interno di una narrazione che unisce sport, territorio, comunità e stile di vita, consolidando il nostro ruolo di ambasciatori di un’italianità autentica e contemporanea – afferma <strong>Luca Rigotti,</strong> Presidente Consorzio DOC Delle Venezie e continua – È un passo importante per affermare con chiarezza il valore della denominazione, la sua leadership sui mercati internazionali, difendendo qualità, origine e reputazione in uno scenario globale complesso ed in continua evoluzione. Riteniamo che questa iniziativa – ha proseguito Rigotti – sia una scelta di valorizzazione e di visione, un’occasione per creare e rafforzare sinergie e dialogo a più livelli con consumatori, media, istituzioni e stakeholder del territorio che durante le tappe brinderanno con la DOC Delle Venezie, rafforzando il valore simbolico della collaborazione”.</p>
<p>“Siamo orgogliosi di accogliere il Pinot Grigio DOC Delle Venezie come Official Wine dei nostri tre Grandi Giri – uomini, donne e giovani – una partnership che valorizza al meglio l’incontro tra sport, passione, territorio e cultura. Il Giro d’Italia è una piattaforma di comunicazione unica ed esclusiva, capace di amplificare storie autentiche e creare connessioni profonde con un vasto pubblico. Insieme, daremo vita a un racconto capace di esaltare l’eccellenza e lo stile di vita italiani. Questa collaborazione rafforza ulteriormente il posizionamento internazionale del nostro evento e il suo ruolo di Ambasciatore del Made in Italy nel mondo”, afferma <strong>Matteo Mursia</strong>, Chief Revenue Officer RCS Sport &amp; Events.</p>
<p>La coerenza della partnership con la visione della DOC si traduce anche in un forte impegno nella valorizzazione dei territori. Il Consorzio, tappa dopo tappa, darà origine ad un itinerario in grado di raccontare il territorio d’origine del Pinot Grigio Delle Venezie, che include le Regioni Veneto e Friuli-Venezia Giulia e la provincia autonoma di Trento, attraverso paesaggi, borghi, ospitalità diffusa e tradizioni gastronomiche, promuovendo una visione sostenibile e slow e valorizzando la vocazione turistica e culturale del Triveneto, dal Lago di Garda al Friuli Venezia Giulia, dalle montagne trentine fino alla Laguna di Venezia.</p>
<p>Un progetto che, a proposito di territori e di eccellenze, si inserisce in un momento in cui l’Italia è più che mai sotto i riflettori per il recente riconoscimento della Cucina Italiana come Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO – assegnato per la prima volta nella storia – traguardo che ha riportato al centro del dibattito globale il valore identitario della nostra tradizione enogastronomica ed in grado di rafforzare la consapevolezza che il vino, da millenni, accompagna la nostra cultura gastronomica come elemento di convivialità, coesione e racconto dei territori.</p>
<p>INFORMAZIONI CONSORZIO TUTELA VINO DOC DELLE VENEZIE</p>
<p>Il Consorzio Tutela Vini DOC Delle Venezie viene costituito nel 2017 dalla comune volontà dell’intera filiera vitivinicola del Nordest d’Italia di creare il più grande modello di integrazione interregionale, includendo in un’unica grande denominazione di origine la Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia, la Provincia Autonoma di Trento ed il Veneto.</p>
<p>Con una superficie produttiva di 27.000 ettari ed una quantità pari a 230 milioni di bottiglie – nel contesto di una filiera produttiva composta da 6.141 viticultori, 575 aziende di vinificazione e 371 aziende di imbottigliamento – la DOC Delle Venezie rappresenta oggi l’85% del Pinot Grigio italiano ed il 43% di quello mondiale.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Consorzio DOC Delle Venezie</author></item><item><guid isPermaLink="false">cff42c1b-2f60-4eb4-82ff-561fa82ec881</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/mundus-vini-mezzacorona-premiata-come-miglior-cooperativa-italiana-degli-ultimi-25-anni</link><title>Mundus Vini: Mezzacorona premiata come miglior cooperativa italiana degli ultimi 25 anni</title><description>Quattro vini del Gruppo Mezzacorona hanno ricevuto la menzione di Miglior Vino della importante manifestazione tedesca.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/zwapimkz/gruppo-mezzacorona-precisa.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/mundus-vini-mezzacorona-premiata-come-miglior-cooperativa-italiana-degli-ultimi-25-anni" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1400</width><height>1050</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>In Germania, nel corso dell'edizione 2026 di “Mundus Vini”, il più grande concorso europeo sul vino che si svolge a Neustadt, <strong>Mezzacorona</strong> è stata insignita del Premio come “<strong>Miglior Cooperativa Italiana” degli ultimi 25 anni, </strong>un riconoscimento di grande prestigio e valore che ha riconosciuto l’eccellenza aziendale, l’innovazione e la qualità dei prodotti del Gruppo trentino.</p>
<p>Contestualmente, Mezzacorona ha ottenuto il sigillo come “Best of Show” per quattro suoi vini, ed in particolare per il Pinot Grigio Trentino Doc Riserva 2024 (miglior vino bianco del Trentino), il Lagrein Castel Firmian Trentino Doc Riserva 2022 (miglior rosso trentino), il Rotari Trentodoc Extra Brut 2021 (miglior Trentodoc) e l’Inzolia Feudo Arancio Sicilia Doc 2025 (miglior vino bianco della Sicilia).</p>
<p>l concorso si è concluso a fine febbraio e ha visto impegnati esperti e specialisti vinicoli di 50 Paesi diversi che hanno degustato e valutato quasi 5.000 vini di 160 aree di coltivazione in tutto il mondo.</p>
<p>La consegna ufficiale del riconoscimento si è svolta lunedì 16 marzo nel corso della seconda giornata della grande fiera del vino ProWein 2026 di Düsseldorf.</p>
<p>Questo successo attesta a livello internazionale il grande lavoro cooperativo attuato dal Gruppo Mezzacorona in tutta la filiera per raggiungere i vertici produttivi del settore e per valorizzare l’impegnativo e innovativo percorso della sostenibilità attuato dai propri soci negli ultimi decenni.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Gruppo Mezzacorona - Maurizio Bassetti</author></item><item><guid isPermaLink="false">5cb6c848-c253-4667-8f73-8bbe52384b21</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/gruppo-vino-del-copa-cogeca-sul-pacchetto-vino</link><title>Gruppo Vino del Copa-Cogeca sul Pacchetto Vino</title><description><![CDATA[<p>Bene il via libera dell'Eurocamera, ma risultato solo parziale.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/xj3dgxws/luca-rigotti.png" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/gruppo-vino-del-copa-cogeca-sul-pacchetto-vino" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>626</width><height>427</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“Il via libera definitivo espresso oggi dal Parlamento europeo al Pacchetto Vino, approvato con 625 voti a favore, 15 contrari e 11 astensioni, rappresenta un passaggio importante di attenzione verso un comparto che sta attraversando com’è noto una delle fasi più difficili della sua storia. Diverse misure approvate – la maggiore dotazione finanziaria per le misure per contrastare i cambiamenti climatici, gli interventi contro la flavescenza dorata e il rafforzamento degli investimenti legati all’enoturismo – vanno nella direzione giusta e rispondono a bisogni concreti delle imprese. Rimane tuttavia la preoccupazione per l’esclusione di alcuni elementi qualificanti che avrebbero reso il provvedimento più completo ed efficace e avrebbero dato al settore ulteriori strumenti per recuperare la piena competitività”. Così Luca Rigotti, Presidente del Settore Vitivinicolo di Confcooperative e Presidente del Gruppo Vino del Copa-Cogeca commenta l’approvazione definitiva oggi del pacchetto di aiuti a sostegno del settore vitivinicolo europeo.</p>
<p>Il Presidente Rigotti esprime apprezzamento per l’aggiornamento delle definizioni relative ai vini dealcolati, in particolare per l’introduzione della designazione “a ridotto contenuto alcolico, un passo avanti positivo sia per i produttori sia per i consumatori”: a tal riguardo rinnova “l’auspicio che si possa arrivare in tempi brevi anche a una soluzione normativa per i vini a bassa gradazione alcolica naturale, segmento che sta registrando un interesse crescente sui mercati”.</p>
<p>Secondo il presidente del settore Vino di Confcooperative Fedagripesca  “permangono però forti preoccupazioni per la mancata inclusione di strumenti che avrebbero inciso in modo determinante sull’efficacia complessiva del pacchetto: dalla possibilità di riutilizzare nell’annualità successiva i fondi non impiegati (<em>carry over</em>), alla non estensione alle cooperative delle aliquote di cofinanziamento più elevate previste per le PMI. Si tratta di lacune che – commenta Rigotti - ridimensionano la portata di un intervento che, pur contenendo aspetti positivi, avrebbe potuto essere ben più incisivo”. “L’auspicio – conclude il Presidente del Settore – è che le innovazioni introdotte possano essere confermate anche oltre l’attuale PAC e che le misure rimaste escluse trovino spazio nelle prossime revisioni normative, così da garantire ai viticoltori europei un sostegno realmente adeguato, nel quadro di una Ocm di Settore che dovrà conservare la propria specificità e risorse di bilancio adeguate”.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">fe8e9396-7f6a-4af4-9ae3-c932d282d480</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/rigotti-dal-tavolo-vino-risposte-concrete-per-il-comparto</link><title>Rigotti: “Dal Tavolo vino risposte concrete per il comparto</title><description><![CDATA[<p>Apprezzamento per la nuova campagna di comunicazione e per le misure di promozione sui mercati esteri. “Risultati raggiunti grazie al lavoro condiviso tra il Ministero e tutta la filiera”.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/nzthfoi2/luca-rigotti.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/rigotti-dal-tavolo-vino-risposte-concrete-per-il-comparto" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1920</width><height>1280</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Ampia soddisfazione è stata espressa dal Presidente del settore vino di Confcooperative Fedagripesca Luca Rigotti per le misure annunciate a sostegno del comparto nel corso della riunione sul tavolo vino convocata oggi dal Ministro Lollobrigida. “Accogliamo positivamente sia l’avvio della campagna di comunicazione per la valorizzazione del vino, sia l’investimento per la promozione sui mercati esteri che sarà realizzata attraverso l’agenzia Ice. Sicuramente apprezzabile il nuovo approccio e un modello di narrazione intorno al vino che punta a considerarlo non più solo come un prodotto alcolico, ma come parte essenziale della nostra cultura e dell’alimentazione, nonché come elemento imprescindibile del paesaggio italiano. Sul piano internazionale, bene che si punti all’obiettivo di ampliare gli accordi di libero scambio, sia diversificando mercati sia sostenendo le imprese con strumenti più efficaci di promozione e comunicazione”. </p>
<p>“Le due misure sul piano interno e sui mercati esteri – prosegue il presidente Rigotti – vanno ad aggiungersi ad altri strumenti concreti di semplificazione che sono stati introdotti, come le novità nella OCM Promozione Vino nei Paesi terzi per rendere l’accesso alle risorse più rapido, attraverso una gestione digitalizzata dei bandi e le tempistiche anticipate rispetto al passato”. </p>
<p>Tutte le misure a sostegno del settore sono state ottenute, secondo il Presidente del settore Vino di Confcooperative Fedagripesca, “in virtù di un’intesa e di un articolato lavoro condiviso all’interno della filiera con il Ministero”. Sono stati proprio “i mesi di dialogo costante tra istituzioni, associazioni di categoria e imprese che hanno consentito di individuare risposte concrete alle sfide del mercato vitivinicolo, su cui pesano ancora le incertezze legate all’applicazione dei dazi statunitensi sul vino, che continuano a rappresentare un’incognita per l’export”.</p>
<p>Il presidente Rigotti ha infine sottolineato “quanto sia importante che le aziende del vino facciano sistema, sviluppando progetti concreti anche attraverso l’ICE e rafforzando i marchi del vino italiano nel mondo, continuando a promuoverne un consumo consapevole”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Confcooperative</author></item><item><guid isPermaLink="false">3d3a3478-2a92-40c5-ba29-bb8eeb1151ea</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/gruppo-mezzacorona-in-crescita</link><title>Gruppo Mezzacorona: fatturato a 213 milioni, utile netto oltre 1,7 milioni e solidità patrimoniale confermata</title><description>La 121ª Assemblea del Gruppo Mezzacorona ha approvato un bilancio che conferma la solidità economico-finanziaria e patrimoniale del Gruppo: fatturato a 213 milioni di euro (+0,32%), utile netto superiore a 1,7 milioni e patrimonio netto oltre i 100 milioni. Con 500 collaboratori, export sopra l’80% in 75 Paesi e importanti riconoscimenti internazionali per qualità e sostenibilità, Mezzacorona si conferma tra le realtà vitivinicole più dinamiche e innovative, ottenendo anche la medaglia d’argento tra le cantine italiane più digital</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/bcsb4bmo/foto-1-13-dicembre-2025-assemblea-gruppo-mezzacoronamezzacorona-121.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/gruppo-mezzacorona-in-crescita" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3500</width><height>2274</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Si è tenuta oggi sabato 13 dicembre 2025 la 121ª Assemblea generale dei soci del Gruppo Mezzacorona, un passaggio di grande rilevanza salutato dal Presidente <strong>Luca Rigotti</strong> e dal Direttore Generale <strong>Francesco Giovannini</strong> con il risultato di 213 milioni di euro di fatturato. Il Presidente Rigotti ha voluto ringraziare soci e collaboratori per il loro impegno e senso di responsabilità verso l’azienda in un periodo così complicato a livello geopolitico ed economico, che sta mettendo in difficoltà anche il settore vitivinicolo.</p>
<p>Il bilancio consolidato evidenzia la stabilità e la resilienza del Gruppo sia dal punto di vista economico che finanziario. Molto importante è stato anche l’ottenimento per il decimo anno consecutivo della Certificazione della produzione dei soci secondo il Sistema di Qualità Nazionale per la Produzione Integrata (SQNPI) e della Certificazione dei vini, a conferma dei grandi risultati sulla strada della sostenibilità ottenuti dal Gruppo Mezzacorona.</p>
<p>Una politica, quella della sostenibilità, attuata con grande determinazione dal Gruppo Mezzacorona non solo in chiave ambientale ma anche economica, territoriale, sociale e culturale, come dimostra l’adesione all’associazione europea “Wine in Moderation” per un consumo responsabile del vino.<br /><br />I dati in breve:</p>
<ul>
<li>Fatturato a 213.030.118 euro (+0,32%)</li>
<li>L’utile netto raggiunge 1.741.670 euro</li>
<li>Il valore del conferimento supera i 62 milioni di euro</li>
<li>Il patrimonio netto di Gruppo a 100 milioni di euro</li>
<li>Il Gruppo Mezzacorona nel 2025 ha raggiunto importanti risultati economici e commerciali.</li>
<li>Il fatturato consolidato è stato di 213.030.118 euro contro i 212.347.041 euro del 2024, e frutto unicamente della sola gestione caratteristica.</li>
<li>L’utile netto di Gruppo è stato di 1.741.670 euro.</li>
<li>Il valore del conferimento ha raggiunto i 62.680.441 euro.</li>
<li>Il patrimonio netto consolidato si è attestato sui 100.496.249 euro, che evidenzia la grande solidità patrimoniale e finanziaria del Gruppo.</li>
<li>I collaboratori del Gruppo alla chiusura del bilancio al 31 luglio 2025 erano 500.</li>
</ul>
<p><strong><em>Export oltre l’80% delle vendite in 75 Paesi del mondo</em></strong></p>
<p>Il Gruppo Mezzacorona esporta i propri prodotti in 75 Paesi del mondo valorizzando la notorietà e l'immagine del Trentino e dell’Italia. Pur in un contesto problematico a causa delle difficoltà economiche generali dovute all’imposizione dei dazi negli Stati Uniti e al calo del potere d’acquisto dei consumatori, gli sforzi aziendali nella commercializzazione sono stati efficaci.</p>
<p>L’export infatti è superiore all’80% delle vendite, con una forte presenza negli Stati Uniti, il mercato più importante e strategico per il Gruppo, dove opera da più di trent’anni con la controllata Prestige Wine Imports Corp. e in Germania, tramite la controllata Bavaria Wein Import GmbH.</p>
<p>Per quanto riguarda i principali mercati, in vetta troviamo poi Olanda, Scandinavia, Regno Unito, Canada, Belgio, Europa dell’Est, Austria, Svizzera, l’Estremo Oriente (Giappone, Corea del Sud, Cina) ma anche mercati nuovi come il Sud America, i Caraibi e il Sud est asiatico. Numerose sono state le iniziative commerciali attuate nel corso dell’anno così come i nuovi prodotti, insieme al restyling di etichette e materiali, per rendere ancora più interessante per i consumatori l’incontro con i vini del Gruppo.</p>
<p><strong><em>Certificazione della produzione 2025 con SQNPI e Certificazione dei vini</em></strong></p>
<p>Il Direttore Generale Francesco Giovannini ha esposto in Assemblea le iniziative basate sullo sviluppo della ricerca, sulla consulenza tecnica in campagna e sul consolidamento della qualità e dell’eccellenza raggiunte.</p>
<p>Il Gruppo è focalizzato nel suo ruolo di azienda agricola diffusa di territorio, basata sul lavoro e sull’opera attenta dei viticoltori soci, costantemente orientata alla qualità e alla tutela ambientale. In quest’ottica i soci del Gruppo Mezzacorona hanno ottenuto per la decima volta anche nel 2025 la Certificazione delle uve prodotte secondo il Sistema di Qualità Nazionale per la Produzione Integrata (SQNPI), tappa fondamentale e necessaria che ha già permesso ancora una volta la Certificazione dei vini e il loro lancio su tutti i mercati internazionali.</p>
<p>Quella della sostenibilità è una scelta aziendale convinta, con un impegno costante di tutta la filiera dalla campagna fino al consumatore finale.</p>
<p>È questo un obiettivo strategico del Gruppo Mezzacorona, rivolto a soddisfare le richieste dei consumatori in tutto il mondo sempre più attenti, preparati e sensibili rispetto alle tematiche della salubrità dei prodotti e alla salvaguardia dell’ambiente, con l’obiettivo di valorizzare il grande lavoro dei propri soci al servizio del territorio.</p>
<p>Va ricordato che Mezzacorona è stata tra le prime aziende in Trentino negli anni Settanta a puntare sulle Doc e, dagli anni Novanta, a sperimentare con successo le pratiche più avanzate per la produzione integrata.</p>
<p>Il Gruppo Mezzacorona ha rafforzato la sua visione della sostenibilità attraverso buone pratiche sostenibili aziendali: dal risparmio energetico alla salvaguardia dell’ambiente, dalla gestione delle risorse naturali alla depurazione delle acque: una visione complessiva di tutta la filiera dalla campagna fino al consumatore finale, un grande sforzo complessivo di ogni componente del Gruppo per raggiungere obiettivi sempre più qualificanti.</p>
<p><strong><em>Riconoscimenti e premi per il Gruppo nel 2025</em></strong></p>
<p>A dimostrazione dell’eccellente livello qualitativo stabilmente confermato sia dagli spumanti sia dai vini del Gruppo, numerosi sono stati i premi vinti nelle varie manifestazioni e concorsi internazionali.</p>
<p>Si segnalano, in particolare i “3 Bicchieri” della Guida Vini d’Italia di Gambero Rosso conferiti a Rotari Flavio Trentodoc 2017, che ottiene tale premio per il dodicesimo anno consecutivo, e</p>
<p>per la prima volta al vino rosso siciliano “Cantodoro” Feudo Arancio Sicilia Doc 2022; le 17 medaglie (oro e argento) assegnate a Rotari durante la più importante competizione internazionale degli spumanti (The Champagne and Sparkling Wine World Championship) curata dal guru inglese Tom Stevenson; il successo come “Miglior Produttore Italiano 2025” nel concorso Mundus Vini in Germania, nel quale il Gruppo Mezzacorona ha brillato con lo Chardonnay Castel Firmian Riserva 2023 come “Miglior vino bianco trentino”, con il Lagrein Castel Firmian Riserva 2021 come “Miglior vino rosso trentino” e con il Nero d’Avola Feudo Arancio 2022 come “Miglior Rosso di Sicilia”. E proprio recentemente la rivista americana Wine Enthusiast, tra le più prestigiose ed autorevoli del settore a livello globale, ha inserito il Rotari Brut Nature 2020 nella classifica dei 100 migliori vini mondiali del 2025.</p>
<p><em> </em><strong><em>Il Progetto Musivum</em></strong></p>
<p>È continuato anche nel 2025 il progetto di valorizzazione territoriale e di eccellenza enologica denominato “Musivum” (Mosaico), che ha visto negli ultimi anni la proposta di ben 6 vini, Teroldego Rotaliano Doc Superiore Riserva, Marzemino Trentino Doc Superiore della Cantina di Ala, Pinot Grigio, Müller Thurgau e Gewürztraminer, tutti Trentino Doc Superiore e Chardonnay Alto Adige Doc Tolloy, con le uve della Cantina partner di Salorno.</p>
<p><strong><em>Ai vertici tra le cantine italiane più digital anche nel 2025</em></strong></p>
<p>Uno dei passaggi più interessanti degli ultimi anni è stata anche l’intensa attività sui social media. I tre marchi principali Mezzacorona, Rotari e Feudo Arancio hanno raggiunto, nei vari strumenti social di Gruppo, quasi 1.000.000 di likes complessivi, un numero che pone ancora una volta Mezzacorona ai vertici nazionali per l’interesse social. E infatti il Gruppo è stato incoronato con la medaglia d’argento di seconda azienda vitivinicola italiana più digital nella rilevazione annuale 2025 della società specializzata Omnicom PR Group; un risultato di grande soddisfazione che evidenzia come Mezzacorona sia un’azienda innovativa e dinamica, capace di mettersi in piena sintonia con il proprio tempo e con la modernità.<br /><br /><br /></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio stampa Gruppo Mezzacorona</author></item><item><guid isPermaLink="false">9d4a2758-941a-4fa7-a759-c5ad8299d670</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/luca-rigotti-concooperative-su-pacchetto-vino</link><title>Luca Rigotti (Concooperative) su pacchetto vino</title><description><![CDATA[<p>L’accordo è un passo avanti per rilanciare il settore, ma pesano le misure annunciate e poi escluse. Delusione per la mancata estensione alle cooperative delle aliquote di cofinanziamento più elevate.<em> </em></p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/rurjffrh/lucarigottiinterviene.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/luca-rigotti-concooperative-su-pacchetto-vino" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3472</width><height>2503</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“L’accordo raggiunto ieri notte nel trilogo tra Parlamento, Consiglio e Commissione sul Pacchetto Vino rappresenta un segnale importante di sostegno a un settore che sta affrontando una delle crisi più profonde della sua storia. Come già sottolineato dal COPA-COGECA, la nostra Organizzazione europea di rappresentanza, accogliamo con favore la rapidità con cui le istituzioni dell’UE hanno reagito. Tuttavia, è molto deludente che alcuni elementi chiave, che avrebbero potuto rendere il testo più solido e efficace, siano stati esclusi. L’accordo scaturito ieri rischia pertanto di restituire solo parzialmente gli strumenti necessari per ridare competitività al settore”. A commentare l’esito del trilogo è Luca Rigotti, Presidente del Settore Vitivinicolo di Confcooperative e Presidente del Gruppo Vino del Copa-Cogeca.</p>
<p>“Non vi è dubbio che alcune delle misure approvate, come i progressi nel cofinanziamento per l’adattamento ai cambiamenti climatici, per la lotta alla flavescenza dorata e per gli investimenti nell’enoturismo, rappresentino passi concreti nella giusta direzione”. Il Presidente Rigotti accoglie inoltre con favore la nuova designazione “a ridotto contenuto alcolico” per i vini dealcolati, “uno sviluppo positivo per produttori e consumatori”, auspicando nel contempo “che si arrivi a breve anche ad una soluzione per i vini a bassa gradazione alcolica naturale (low alcohol) per i quali stiamo registrando grande interesse da parte dei mercati”.</p>
<p>“Non possiamo tuttavia nascondere - prosegue Rigotti - la nostra forte preoccupazione per l’esclusione di strumenti fondamentali per l’efficacia del pacchetto, tra i quali la possibilità di poter utilizzare i fondi non spesi nell’esercizio all’anno successivo (<em>carry over</em>) e per la mancata estensione alle cooperative delle aliquote di cofinanziamento più elevate previste per le PMI. Si tratta di mancanze che limiteranno il potenziale di un pacchetto che, pur positivo, avrebbe potuto essere molto più incisivo”.</p>
<p>“L’auspicio – conclude il presidente del Settore Vitivinicolo - è che le innovazioni introdotte restino valide anche oltre l’attuale PAC e che le misure escluse, il <em>carry over</em>, l’eliminazione delle proroghe delle attività promozionali e l’accesso delle cooperative alle aliquote di cofinanziamento più elevate, possano essere integrate nelle future revisioni normative, così da offrire un sostegno realmente adeguato ai viticoltori europei nel quadro di una Ocm che dovrà mantenere la sua specificità e un budget adeguato”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Confcooperative</author></item><item><guid isPermaLink="false">79ef64c9-7327-4fee-903a-e6db3f1fab3c</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/l-assemblea-dei-soci-approva-il-bilancio-del-gruppo-cavit</link><title>L'assemblea dei soci approva il bilancio del Gruppo Cavit</title><description><![CDATA[<p>Strategia di lungo periodo e solidità patrimoniale per fronteggiare un contesto globale senza precedenti.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/nrlb415b/dasinistra-libera-e-zanoni.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/l-assemblea-dei-soci-approva-il-bilancio-del-gruppo-cavit" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2126</width><height>1417</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L’Assemblea dei Soci del Gruppo Cavit ha approvato il bilancio 2024/2025 (chiuso al 31 maggio 2025) che comprende la <strong>capogruppo Cavit Sc</strong> e le controllate <strong>Cesarini Sforza SpA</strong> (100%), <strong>GLV Srl</strong> (80%) e <strong>Kessler Sekt &amp; Co KG</strong> (50,10%).</p>
<p>L'anno si è caratterizzato per la finalizzazione di importanti operazioni strategiche e il mantenimento della solidità finanziaria in un panorama macroeconomico complesso, caratterizzato da incertezze geopolitiche, l'intensificarsi di politiche protezionistiche e un persistente rallentamento dei consumi nei mercati tradizionali.</p>
<p><strong>Completamento della dismissione di Casa Girelli SpA</strong></p>
<p>L'esercizio 2024/2025 ha visto la conclusione definitiva delle attività di Casa Girelli SpA, società specializzata nel business delle private label per l'export, entrata nel Gruppo nel 2019. Dopo la fusione per incorporazione finalizzata all'ottimizzazione della struttura societaria, il processo di dismissione si è chiuso con la cessione del compendio industriale, salvaguardando integralmente l'occupazione attraverso l'assorbimento delle maestranze e senza impatti sul patrimonio del Gruppo.</p>
<p>Questo riassetto strategico libera definitivamente il Gruppo dalle attività a bassa marginalità e consente di concentrare tutte le risorse sul core business.</p>
<p><strong>Soddisfazione per la remunerazione dei Soci</strong></p>
<p>Elemento centrale del bilancio cooperativo è la soddisfacente remunerazione garantita ai Soci conferenti.</p>
<p>In un contesto di mercato complesso e in continua evoluzione, il liquidato erogato è in linea con i valori e gli obiettivi degli anni precedenti, a conferma che l’esercizio ha generato un reddito adeguato anche in una congiuntura difficile.</p>
<p>"<em>Siamo soddisfatti dei risultati raggiunti in questo bilancio, che ha permesso al nostro Consorzio di generare un buon reddito e una remunerazione soddisfacente per i nostri Soci, nonostante le difficoltà strutturali del mercato globale</em>”, commenta <strong>Lorenzo Libera, Presidente del Gruppo Cavit</strong>. “<em>La coesione del nostro modello cooperativo si conferma l’asset più prezioso: undici cantine cooperative unite da valori condivisi e dall'obiettivo comune di tutelare il reddito di oltre 5.250 soci viticoltori. Il rafforzamento patrimoniale oltre i 123 milioni di euro dimostra che stiamo costruendo solidità e capacità di investimento per la costruzione di ulteriore valore per le generazioni future</em>".</p>
<p><strong>Fatturato e Patrimonio Netto</strong></p>
<p><strong>Il fatturato consolidato si attesta a 242,8 milioni di euro. </strong>La variazione negativa del 4,1% rispetto all'anno precedente è interamente attribuibile all'uscita definitiva di Casa Girelli dal perimetro di consolidamento. Confrontando il dato con l'esercizio 2019/2020 - base di riferimento pre-acquisizioni e pre-effetti pandemici - emerge una crescita media annua del +3%. Tale progressione organica, calcolata su un orizzonte quinquennale, testimonia lo sviluppo strutturale del Gruppo, al netto delle operazioni straordinarie di M&amp;A e del successivo riassetto strategico culminato con la dismissione di Casa Girelli.</p>
<p><strong>Il patrimonio netto consolidato supera i 123 milioni di euro</strong>, a conferma di un trend di crescita costante che rafforza la struttura finanziaria del Gruppo. Questa solidità patrimoniale rappresenta una garanzia concreta per assicurare le risorse necessarie per sostenere gli investimenti strategici e affrontare le sfide future.</p>
<p><strong>Mercati e strategie commerciali</strong></p>
<p><strong>L'export continua a rappresentare il 75% del fatturato</strong> consolidato del Gruppo Cavit, da sempre contraddistinto da una forte vocazione internazionale. La presenza su tutti i principali mercati – Nord America, Europa, Asia, Medio Oriente e Africa - con strategie e portafoglio prodotti adattati alle specificità locali, conferma l'efficacia della strategia distributiva di lungo periodo basata sulla diversificazione geografica, che oggi rappresenta un elemento di resilienza in un contesto globale complesso.Cavit si conferma primo operatore italiano nel mercato nordamericano, dove gli <strong>Stati Uniti</strong> rappresentano il principale sbocco commerciale. Qui Cavit mantiene la leadership nel segmento Pinot Grigio nonostante le complessità legate all'introduzione dei dazi, ai quali il Gruppo ha risposto con un approccio flessibile e diversificato, modulando strategie di prezzo e investimenti promozionali in collaborazione con importatori e distributori per preservare la competitività sul mercato americano.</p>
<p>In <strong>Europa</strong>, dove la presenza di Cavit è storica e capillare, Germania e Olanda continuano a rappresentare i mercati più strategici per il Gruppo. La Germania mostra segnali di recupero nella grande distribuzione, mentre in Olanda si registra una crescita moderata ma costante. Il Regno Unito mantiene performance positive nel canale Horeca.</p>
<p>Nei <strong>mercati asiatici</strong> emergono opportunità interessanti per la spumantistica: Corea del Sud e Giappone mostrano un crescente apprezzamento per i Metodo Classico Trentodoc, mentre in Cina, nonostante la contrazione generale dei consumi, sono state avviate partnership promettenti con due compagnie aeree nazionali per la presenza dei vini Cavit a bordo.</p>
<p>Nel <strong>mercato italiano</strong>, Cavit registra performance positive trainate dal canale della grande distribuzione, dove le linee strategiche del Gruppo - in particolare Mastri Vernacoli – consolidano la propria performance, confermando l'efficacia di un <strong>posizionamento fondato sulla qualità accessibile</strong>. Nel canale Horeca il Gruppo mantiene un presidio qualitativo attraverso le linee premium Trentini e Bottega Vinai, declinando lo stesso principio in segmenti di prezzo superiori.</p>
<p><strong>Spumantistica, asset strategico in espansione</strong></p>
<p>La spumantistica si conferma asset strategico per il Gruppo Cavit, con tutte le cantine del segmento in crescita: Altemasi, Cesarini Sforza e Kessler Sekt registrano risultati positivi.</p>
<p>Ad Altemasi, marchio di eccellenza nel Trentodoc, è dedicato un importante piano di investimenti con l'avvio dei lavori per l'ampliamento della cantina. L'intervento prevede l'aumento della capacità produttiva e di stoccaggio, ottimizzando al contempo l'efficienza logistica ed energetica dell'intero ciclo produttivo. Il completamento dell'opera è previsto nel biennio 2028-2029.</p>
<p><strong>Innovazione e Sostenibilità:</strong></p>
<p>Sul fronte del portfolio prodotti, l'introduzione di <strong>Cum Vineis Sclavis Trentino Doc</strong> Schiava nella linea Trentini Premium risponde ai trend di consumo orientati verso vini più leggeri e immediati, valorizzando al contempo un vitigno autoctono della tradizione trentina. Sui mercati esteri, il Gruppo esplora inoltre le opportunità emergenti nel segmento <strong>low e zero alcohol</strong>, intercettando le preferenze salutistiche delle nuove generazioni di consumatori.</p>
<p>L'<strong>innovazione agronomica</strong> si concretizza attraverso lo sviluppo e l’uso consolidato della <strong>piattaforma tecnologica PICA</strong>, strumento digitale che supporta quotidianamente gli attori della filiera Cavit nella pianificazione e gestione delle operazioni in vigneto. Le collaborazioni con <strong>Fondazione Edmund Mach</strong> e <strong>Fondazione Bruno Kessler</strong> hanno portato allo sviluppo di progetti all'avanguardia, come i sistemi di intelligenza artificiale per il monitoraggio automatico degli insetti infestanti, l’utilizzo di droni per la valutazione dei danni da eventi climatici estremi e gli studi sull'ecosistema del vigneto per incrementare la biodiversità. Il <strong>team</strong> <strong>agronomico Cavit</strong> fornisce assistenza tecnica costante in tutte le fasi della filiera, dalla vocazionalità dei terreni alla protezione dei vigneti. Questo supporto, in linea con l'adesione al Sistema Qualità Nazionale Produzione Integrata (SQNPI), conferma l'impegno verso pratiche agronomiche sostenibili e la riduzione dell'impatto ambientale lungo l'intera catena del valore.<br /><strong>Conclusioni:</strong></p>
<p>L'esercizio 2024/2025 segna un punto di svolta per il Gruppo Cavit: completata la dismissione delle attività non strategiche, il Gruppo può ora concentrare tutte le energie sul core business ad alto valore aggiunto.</p>
<p>La solidità patrimoniale raggiunta e gli investimenti strategici avviati nella spumantistica pongono le basi per affrontare con fiducia le sfide future.</p>
<p>"<em>Il bilancio appena approvato riflette la nostra capacità di generare un buon reddito anche in una situazione difficile</em>", conclude <strong>Enrico Zanoni, Direttore Generale del Gruppo Cavit</strong>. "<em>Oggi, tuttavia, la sfida si sposta sul futuro: il calo generalizzato dei consumi sta causando pressioni significative sui margini nel breve periodo. Di fronte alle avversità, la nostra risposta deve essere orientata a mantenere una visione di lungo periodo. Il successo dipenderà dal lavoro, dall'impegno e dalle scelte coraggiose che faremo. Solo attraverso determinazione e coesione potremo trasformare le difficoltà attuali in opportunità</em>”.</p>
<p> </p>
<p><strong>A proposito di Cavit SC:</strong></p>
<p><em>Nome di punta del comparto vitivinicolo italiano, Cavit è una realtà esemplare di Consorzio di secondo grado e capogruppo dell’omonimo Gruppo che include le controllate Cesarini Sforza SpA (100%), GLV Srl (80%) e Kessler Sekt &amp; Co KG (50,10%).</em></p>
<p><em>Situata nel cuore del Trentino, a Ravina di Trento, Cavit Società Cooperativa riunisce undici cantine sociali del territorio, collegate ad oltre 5.250 viticoltori della provincia, dalle quali riceve e seleziona le materie prime prodotte, controllando ogni fase: dalla raccolta, fino alla commercializzazione. Con un’area vitata pari a oltre il 60% dell’intera superficie vitata trentina, Cavit è un esempio unico in Italia di know-how delle più avanzate tecniche di viticoltura e di ricerca enologica di avanguardia. Cavit firma un’ampia gamma di vini e spumanti ai quali assicura uno sviluppo commerciale e promozionale nei canali della Grande Distribuzione e del settore Horeca in tutto il mondo. Con un fatturato consolidato di oltre 242,8 milioni di euro nell’esercizio 2024-2025, il Gruppo Cavit si posiziona tra i principali protagonisti del settore in Italia ed eccelle sui mercati internazionali con una quota export che rappresenta il 75% dell’intera produzione. Negli Stati Uniti, in particolare, Cavit è il marchio di vino italiano più diffuso. </em></p>
<p><em>Per ulteriori informazioni: </em><a href="https://urlsand.esvalabs.com/?u=http%3A%2F%2Fwww.cavit.it%2F&amp;e=e9b66f9c&amp;h=77f0b128&amp;f=y&amp;p=n">www.cavit.it</a></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">UFFICIO STAMPA CAVIT: AD MIRABILIA </author></item><item><guid isPermaLink="false">1ebe2232-c576-4368-aac2-019ee44c64f0</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/pacchetto-vino-rigotti-passo-avanti-importante-per-il-settore-ma-restano-alcune-criticita</link><title>Pacchetto vino. Rigotti: "passo avanti importante per il settore, ma restano alcune criticità"</title><description><![CDATA[<p>Riconosciuta per la prima volta la specificità delle imprese cooperative come pluralità di imprese aggregate.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/tzapcayo/lucarigotti.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/pacchetto-vino-rigotti-passo-avanti-importante-per-il-settore-ma-restano-alcune-criticita" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1080</width><height>832</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“La votazione degli emendamenti di compromesso al Pacchetto Vino in Commissione Agricoltura al Parlamento Europeo segna un passo avanti importante per il futuro del vino europeo e per la competitività delle nostre imprese cooperative. Accogliamo con favore l’innalzamento dal 50% all’80% del finanziamento dei programmi di promozione così come l’eliminazione del limite temporale per le campagne di promozione su un determinato Paese,  un segnale concreto di attenzione al comparto. Positiva anche la concessione delle autorizzazioni al reimpianto per un periodo di otto anni, che dà stabilità e prospettiva ai produttori.” Così il Presidente del Settore Vitivinicolo di Confcooperative Fedagripesca Luca Rigotti commenta le misure a favore del comparto vitivinicolo approvate nell’ambito del “Pacchetto vino” dalla Commissione Agricoltura del Parlamento europeo.</p>
<p>Il Presidente Rigotti commenta inoltre positivamente “l’introduzione di un’etichetta elettronica, che permette di fornire informazioni aggiuntive al consumatore senza stravolgere l’etichetta tradizionale del vino”, insieme al “riconoscimento di un’assistenza finanziaria dell’Unione fino al 100% dei costi ammissibili per la lotta alla flavescenza dorata e ad altre malattie vegetali altamente contagiose.”</p>
<p>“Un altro segnale positivo – aggiunge Rigotti – è il fatto che su nostra proposta, per la prima volta le cooperative, in virtù del loro essere una pluralità di imprese aggregate, potranno accedere all’assistenza finanziaria dell’Unione al tasso massimo previsto, al pari di micro, piccole e medie imprese. Si tratta di un riconoscimento importante del ruolo economico e sociale che il sistema cooperativo svolge nei territori viticoli.” Resta per noi problematico la gestione dei rimpianti nelle aree che hanno chiesto misure di crisi come l’estirpo.</p>
<p>Tra gli elementi più innovativi, continua Rigotti, “l’istituzione del sistema di ‘<em>carry over’</em>, che consentirà agli Stati membri, in caso di crisi, di utilizzare negli anni successivi le risorse non spese per gli interventi settoriali. Inoltre, la possibilità di usare il termine ‘<em>alcol reduced’</em> per i vini dealcolati apre la strada all’introduzione di una nuova definizione per i vini a bassa gradazione naturale (‘low alcol’), che auspichiamo possa essere inserita nel testo definitivo”.</p>
<p>Rispetto alla copertura con fondi UE per misure quali l’estirpazione e la distillazione, si tratta secondo Rigotti di misure “che andranno valutate a livello nazionale con attenzione e circostanziate ai singoli territori”.</p>
<p>“Continueremo a lavorare – conclude Rigotti – perché il testo finale del Pacchetto Vino, nel confronto tra Parlamento, Consiglio e Commissione, riconosca pienamente le specificità del modello cooperativo e metta le imprese in condizione di affrontare le sfide future con strumenti efficaci, flessibili e realmente a misura di produttore".</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Confcooperative Fedagripesca</author></item><item><guid isPermaLink="false">e6bdda04-35d2-479b-a844-caa8c9c876f0</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/confcooperative-vino-con-dazi-a-rischio-fino-al-dodici-per-cento-dell-export-usa</link><title>Confcooperative: vino, con dazi a rischio fino al 12% dell'export Usa</title><description><![CDATA[<p>Il presidente del settore Vitivinicolo di Fedagripesca Confcooperative Luca Rigotti in audizione alla Commissione Agricoltura della Camera sulle prospettive del comparto.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/xj3dgxws/luca-rigotti.png" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/confcooperative-vino-con-dazi-a-rischio-fino-al-dodici-per-cento-dell-export-usa" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>626</width><height>427</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“Se i dazi alle esportazioni di vino al 10% negli Stati Uniti venissero confermati dall’Amministrazione Trump, gli impatti nel medio/lungo temine per le cantine italiane sarebbero devastanti. Ad oggi, secondo le stime di Confcooperative, si tradurrebbero in una perdita dei volumi esportati dell’8-12% e fino a 190 milioni di euro in valore”. È quanto affermato da Luca Rigotti, Presidente del Settore Vitivinicolo di FedagriPesca Confcooperative intervenuto oggi alla XIII Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati insieme alle organizzazioni Agci-Agrital e Legacoop Agroalimentare, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle prospettive del settore vitivinicolo. Il mercato americano, ha continuato Rigotti, rimane il principale mercato di esportazione per il vino italiano, per un giro di affari che nel 2024 ha raggiunto quota 1,94 miliardi di euro (+10,2% sul 2023). Come sistema cooperativo, quindi, auspichiamo l’urgenza di una azione diplomatica forte “fondata su un dialogo costruttivo e che stemperi le tensioni”, a partire dal non inserire il vino e gli altri prodotti alcolici di produzione statunitense nella lista dei prodotti stilata dalla Commissione UE come eventuali contromisure.</p>
<p>In considerazione del difficile scenario economico e dal perdurare delle tensioni internazionali, inoltre, il Presidente Rigotti ha richiesto maggiori deroghe e flessibilità rispetto alla misura OCM Vino promozione Paesi terzi: nello specifico, una maggiore dotazione finanziaria dedicata alla promozione del vino europeo nel mercato statunitense, una flessibilità amministrativa per rimodulare i progetti nel caso in cui il mercato americano diventasse effettivamente proibitivo per la commercializzazione dei vini europei ed il superamento definitivo del limite dei 5 anni per le campagne di informazione e promozione dei vini nei mercati dei Paesi extra-UE.</p>
<p>Il Presidente del Settore Vino di FedagriPesca Confcooperative ha poi richiamato gli esiti del lavoro del Gruppo di Alto Livello istituto dalla Commissione UE per il settore vitivinicolo, una serie di raccomandazioni condivise a livello di amministrazioni e organizzazioni di imprese e produttori europei che ora si auspica vengano tradotte in misure efficaci e velocemente disponibili. Nello specifico, Confcooperative auspica che vengano introdotte maggiori flessibilità finanziarie nella gestione delle diverse misure e che le risorse destinate al settore e non spese dallo Stato membro siano destinate ad un fondo nazionale per la gestione immediata di eventuali crisi del settore (estirpazione, distillazione, vendemmia verde). Rigotti ha infine auspicato che le cooperative vengano equiparate alle PMI ai fini della misura investimenti e che si lavori per una reale implementazione degli strumenti per assicurare le produzioni anche nel settore vitivinicolo, considerato gli ormai ripetuti effetti dei fenomeni calamitosi.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Confcooperative</author></item><item><guid isPermaLink="false">fcf0706c-5077-4c89-b0c6-4bdd3a6a4bac</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/rigotti-consorzio-doc-delle-venezie</link><title>Luca Rigotti è il nuovo presidente del Consorzio Doc delle Venezie</title><description>In continuità con il precedente mandato, il rinnovato Consiglio di amministrazione conferma l’impegno per una gestione coordinata del Pinot Grigio del Triveneto, una delle più importanti realtà vitivinicole integrate d’Italia, con l’obiettivo di rafforzare il valore economico e identitario della denominazione e promuovendone la crescita sui mercati mondiali</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/qhoaog4r/luca-rigotti.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/rigotti-consorzio-doc-delle-venezie" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1080</width><height>832</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<em>(Dal Consorzio di tutela DOC Delle Venezie)</em><br /><br />Luca Rigotti è stato eletto Presidente del Consorzio di tutela DOC Delle Venezie. La nomina è avvenuta lunedì 12 maggio, da parte del rinnovato Consiglio di amministrazione, insediatosi a seguito dell’Assemblea dei Soci che si è svolta presso la Cantina Colli Berici di Lonigo. Nel corso dell’Assemblea sono state inoltre approvate le linee programmatiche che guideranno l’attività consortile nel prossimo periodo triennio 2025-2028.<br />Luca Rigotti, Presidente del Gruppo Mezzacorona e già Consigliere del Consorzio, affiancato dai Vicepresidenti Christian Scrinzi (Collis Veneto Wine Group) e Flavio Bellomo (Cantina di Conegliano, Vittorio Veneto e Casarsa) presiederà un Consiglio di amministrazione composto da 21 Consiglieri in rappresentanza della filiera vitivinicola del Triveneto, il più esteso modello di integrazione interregionale italiano che riunisce i produttori di Pinot Grigio di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia autonoma di Trento.<br />“Ringrazio i Consiglieri per la fiducia accordatami nell’affidarmi la guida del Consorzio di tutela” – ha dichiarato il neo Presidente Luca Rigotti – “Lavoreremo con determinazione in continuità con l’efficace attività portata avanti con lungimiranza ed equilibrio dal precedente Consiglio di amministrazione e dal Presidente Armani, che ringrazio sentitamente per il suo prezioso servizio al Consorzio in questi anni “fondativi” di grande impegno. Il nostro obiettivo primario sarà quello di consolidare e rafforzare il posizionamento ed il valore territoriale ed economico del Pinot Grigio DOC Delle Venezie, che si è confermato il vino fermo italiano più venduto al mondo. Continueremo a promuovere e mettere in atto misure di gestione del potenziale produttivo, che negli ultimi anni hanno garantito una crescita significativa della denominazione sui mercati. Oggi, più che mai, è fondamentale saper rispondere con capacità di innovazione, di programmazione e di dinamismo ai cambiamenti in atto: i nuovi modelli di consumo, la sostenibilità ambientale, economica e sociale, il consolidamento dei mercati, i cambiamenti climatici, tematiche della massima priorità che saranno al centro della nostra azione”.<br />Gli obiettivi del nuovo mandato sono chiari, a partire dal rafforzamento della gestione unitaria della più estesa denominazione d’origine del Paese, che si conferma oggi un pilastro per la stabilità della filiera produttiva interregionale, nonché riferimento assoluto per la varietà Pinot Grigio a livello globale, come dimostrano le performance positive della DOC registrate negli ultimi anni, con un 2024 che segna un +3% nel volume imbottigliato rispetto al 2023, per oltre 1,7 milioni di ettolitri confezionati.<br />Un risultato che premia l’impegno sulla qualità e sul sistema di certificazione che è stato suggellato con il contrassegno di Stato applicato su ogni bottiglia di Pinot Grigio DOC Delle Venezie, concreta dimostrazione di eccellenza e valorizzazione di uno dei prodotti iconici della viticoltura italiana, simbolo del Made in Italy nel mondo.<br />“Ringrazio i Consigli di amministrazione che ho avuto l’onore di presiedere in questi anni – ha dichiarato il past President Albino Armani – in un percorso impegnativo ma proficuo per il sistema Pinot Grigio, che si è dimostrato e si dimostra un caso virtuoso di coordinamento e di lungimirante amministrazione della denominazione. Auguro buon lavoro al nuovo Presidente Luca Rigotti, consapevole del grande contributo che potrà apportare per la crescita della DOC Delle Venezie”.<br />Il nuovo corso del Consorzio guarda dunque al futuro con una visione chiara: valorizzare il Pinot Grigio DOC Delle Venezie come espressione autentica del territorio, puntando su qualità, certificazione, sostenibilità, innovazione e cultura del vino, con l’obiettivo di incrementare ulteriormente la presenza <br />del Pinot Grigio su tutti i mercati mondiali.<br /><br /><br /><strong>I dati del Consorzio Pinot Grigio DOC Delle Venezie</strong><br />Il Consorzio Tutela Vini DOC Delle Venezie viene costituito nel 2017 dalla comune volontà dell’intera filiera vitivinicola del Nordest d’Italia di creare il più grande modello di integrazione interregionale, includendo in un’unica grande denominazione di origine la Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia, la Provincia Autonoma di Trento ed il Veneto. <br />Con una superficie produttiva di 27.000 ettari ed una quantità pari a 230 milioni di bottiglie – nel contesto di una filiera produttiva composta da 6.141 viticultori, 575 aziende di vinificazione e 371 aziende di imbottigliamento – la DOC Delle Venezie rappresenta oggi l’85% del Pinot Grigio italiano ed il 43% di quello mondiale.<br /><br /><strong>LA NOTA STAMPA DELLA FEDERAZIONE TRENTINA DELLA COOPERAZIONE</strong><br /><br />
<div data-olk-copy-source="MessageBody">“A nome della Federazione Trentina della Cooperazione desidero rivolgere le più sentite congratulazioni a <strong>Luca Rigotti</strong> per la sua nomina a Presidente del Consorzio di tutela DOC Delle Venezie,” dichiara il Presidente <strong>Roberto Simoni</strong>. “Un incarico di grande rilievo che riconosce la sua competenza, la visione strategica e la capacità di rappresentare con autorevolezza il mondo vitivinicolo”.</div>
<div>La nomina, avvenuta il 12 maggio a seguito dell’insediamento del nuovo Consiglio di amministrazione, affida a Rigotti la guida di una delle denominazioni più importanti del panorama enologico italiano, con un forte impatto a livello internazionale.</div>
<div>“Questo nuovo incarico – prosegue Simoni – si affianca alla recente riconferma alla Presidenza del Gruppo di Lavoro Vino del Copa-Cogeca, altro ruolo rilevante in ambito nazionale ed europeo. Incarichi che, di riflesso, portano prestigio al sistema cooperativo agricolo trentino e al movimento nel suo complesso”.</div>
<br />]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Consorzio di tutela DOC Delle Venezie - Ufficio comunicazione e stampa Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">7c19ac8a-255d-4373-bef0-dba7a060a05a</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/annata-viticola-difficile-per-il-meteo-ma-flavescenza-sotto-controllo</link><title>Annata viticola difficile per il meteo, ma flavescenza sotto controllo</title><description>Vite e vino in Trentino sotto la lente alla Fondazione Edmund Mach nell’ambito della 17esima Giornata tecnica della vite e del vino.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/sole2jq4/vitevino25.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/annata-viticola-difficile-per-il-meteo-ma-flavescenza-sotto-controllo" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1024</width><height>768</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Al centro dell’incontro temi di interesse e attualità per il mondo vitivinicolo, con duecento persone in presenza e un centinaio collegate online. Dalla produzione e qualità delle uve e dei vini alla difesa dalle principali avversità, dal cambiamento del quadro varietale dovuto all'aumento delle temperature alla nutrizione della vite in relazione ai diversi suoli viticoli. In apertura è intervenuto il direttore generale Mario Del Grosso Destreri che ha sottolineato l'importanza di questa giornata che rappresenta un momento di confronto e aggiornamento, ma anche un'occasione preziosa per riflettere sul ruolo cruciale che la viticoltura riveste per il territorio; “un settore - ha evidenziato Del Grosso Destreri - che è parte integrante della nostra storia e della nostra identità”.<br />L’annata 2024 in Trentino è stata contraddistinta da un andamento climatico che ha fortemente influenzato lo sviluppo della vite, la pressione di alcune malattie e di conseguenza la gestione fitosanitaria e agronomica dei vigneti.<br />Significativa la quantità di pioggia: nel periodo da aprile a settembre sono caduti più di mille mm, con accumuli record nelle fasi più delicate di maggio e giugno. La produzione di uva in provincia è stata comunque in linea con la media degli ultimi dieci anni, anche se in calo rispetto agli ultimi due. Le rese hanno subito una contrazione, soprattutto per le varietà a bacca bianca più coltivate, Pinot grigio e Mȕller Thurgau, e in minor parte Chardonnay, per gli effetti negativi soprattutto fisiologici (minor fertilità, grappoli più spargoli o danni da malattie fungine). La pressione della peronospora è stata molto alta, sia in zone di fondovalle che in collina; la difesa fungicida preventiva ha dato in generale dei risultati molto buoni ma è stata molto impegnativa, soprattutto nel biologico, e ha richiesto più del solito precisione e tempestività. I dati sui monitoraggi sulle malattie da fitoplasmosi indicano significativi miglioramenti sul territorio sia come diffusione nei vigneti che come incidenza.<br />L’evento, moderato da Alberto Gelmetti, responsabile dell’Unità viticoltura del Centro Trasferimento Tecnologico della Fondazione Mach, è stato trasmesso in diretta streaming sul canale youtube FEM.<br />Sono intervenuti Rolando Del Fabbro, Mauro Zuanazzi, Duilio Porro, Mario Malacarne e Federico Bruni del Centro Trasferimento Tecnologico FEM, Roberto Zorer del Centro Ricerca e Innovazione FEM e Carlo Duso dell’Università degli Studi di Padova.<br /><strong>Acari utili contro acari dannosi</strong><br />Una tema che necessita di particolare attenzione a breve termine è la salvaguardia e la proliferazione degli acari utili (fitoseidi), fondamentali per il contenimento degli acari dannosi.<br />In particolare la conoscenza degli effetti collaterali delle molecole maggiormente impiegate sugli antagonisti naturali degli acari fitofagi diviene fondamentale in un contesto di difesa integrata. Un ulteriore fattore in gioco è rappresentato dai cambiamenti climatici e in particolare dal riscaldamento globale. L'aumento della temperatura può esercitare effetti differenziali sia sugli acari fitofagi sia sugli acari predatori modificando la composizione delle comunità e i conseguenti rapporti tra specie.<br /><strong>Flavescenza dorata e legno nero</strong><br />A seguito delle analisi molecolari di laboratorio si conferma che tra le due malattie non esistono sostanziali differenze e che nella quasi totalità dei casi gli organi interessati dall’evidenza sintomatica sono più di due. Lo studio svolto in un’area di collina, in collaborazione con Cavit e Cantina Mori Colli Zugna, in cui nel recente passato erano state individuate entrambe le fitoplasmosi, ha rilevato che le prime comparse di piante sintomatiche nel 2024 non sono state relativamente precoci e che le prime evidenze delle analisi hanno rilevato la presenza di Legno nero. I primi casi di Flavescenza sono stati individuati a partire da fine luglio.<br /><strong>Suoli viticoli trentini e nutrizione della vite</strong><br />Si è parlato degli elementi per una corretta nutrizione della vite che deve essere effettuata in relazione ai contesti di suolo, agli obiettivi enologici e alle forti variazioni dovute alle diverse stagionalità.<br />I suoli viticoli del Trentino sono caratterizzati, infatti, da una certa complessità che condiziona gli aspetti agronomici nella gestione viticola, soprattutto dal punto di vista delle disponibilità di macroelementi, microelementi e dell’acqua. Temperature e distribuzione delle piogge molto differenti nel corso della stagione vegetativa vanno ad influenzare notevolmente l'assorbimento e il trasporto dei nutrienti all'interno della pianta.<br /><strong>Analisi dei cambiamenti varietali in Trentino</strong><br />Sulla base delle mappe della distribuzione delle principali varietà di vite allevate in Trentino dal 2011 al 2021, pubblicate dalla CCIAA di Trento, è possibile delineare i limiti di distribuzione dei principali vitigni e individuare alcune tendenze significative di cambiamento del quadro varietale in Trentino. Alle singole unità vitate sono state associate ulteriori informazioni di carattere orografico e bioclimatico utilizzando i sistemi GIS. Le analisi statistiche hanno permesso di individuare delle tendenze che in parte sono riconducibili agli effetti dell’innalzamento delle temperature. In particolare, per Müller Thurgau è stato possibile evidenziare e quantificare uno spostamento verso quote più elevate, dettato dalle caratteristiche peculiari delle uve di questo vitigno.<br /><strong>Prospettive per i vini: analisi della vendemmia</strong><br />A livello enologico, i vini bianchi del 2024 esprimono in generale un buon equilibrio gusto-olfattivo, con punte di eccellenza nel Pinot grigio e nelle basi spumante; i vini da varietà aromatiche e semi-aromatiche (in particolare Traminer e Müller-Thurgau) risultano ben espressi nelle componenti varietali. I vini rossi, pur con dotazioni polifenoliche non eccellenti, si prospettano tuttavia dotati di ottima tonalità del colore e freschezza al palato.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Pat</author></item><item><guid isPermaLink="false">f10a5c72-fec4-43eb-96c4-76130834bc08</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-giunta-provinciale-accolta-alla-cittadella-del-vino-del-gruppo-mezzacorona</link><title>La Giunta provinciale accolta alla “Cittadella del Vino” del Gruppo Mezzacorona</title><description><![CDATA[La Giunta provinciale, con il presidente Maurizio Fugatti e gli assessori, è stata accolta questa mattina per la consueta seduta settimanale alla “Cittadella del Vino” di Mezzocorona, sede centrale del Gruppo Mezzacorona.<span> </span>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/5dia5vdh/rigotti-e-fugatti.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-giunta-provinciale-accolta-alla-cittadella-del-vino-del-gruppo-mezzacorona" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>925</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<div>
<div>Un incontro sul territorio che ha permesso di conoscere da vicino una delle principali realtà del settore cooperativo vitivinicolo trentino e nazionale. In particolare, in occasione del recente anniversario dei 120 anni (dal 1904) dalla fondazione dell’azienda che oggi conta su 1.500 soci, oltre 500 collaboratori, 2.500 ettari di produzione e che ha realizzato nel 2024 un fatturato di 212 milioni di euro per l’80% grazie anche alle esportazioni verso oltre 70 Paesi nel mondo.</div>
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<p>“Ringrazio i vertici del Gruppo Mezzacorona per l’invito a cui siamo riusciti a rispondere come Giunta provinciale - le parole del presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti -, sia considerando l’importanza della ricorrenza dei 120 anni di questa realtà di primo piano dell’economia trentina, sia per dimostrare la volontà di dialogo e cooperazione dell’esecutivo con gli operatori economici sulle diverse tematiche d’interesse. Una prassi diversa rispetto alle trasferte della Giunta che solitamente avvengono nei Comuni, che però ci ha fatto ugualmente piacere, dandoci l’occasione di conoscere da vicino uno dei soggetti importanti del mondo cooperativo e del settore del vino trentino che è un’eccellenza del nostro territorio”.</p>
<p>L’assessore provinciale alla cooperazione Mario Tonina, portando i saluti anche dell’assessore all’agricoltura Giulia Zanotelli impegnata a Berlino per Fruit Logistic, ha evidenziato “il ruolo di Cantina Mezzacorona nei confronti dei loro associati, ma anche il valore aggiunto realizzato a beneficio di tutto il Trentino, attraverso quella riconoscibilità a livello provinciale che è anche il frutto anche degli investimenti portati avanti in questi anni. Investimenti - ha continuato Tonina - che hanno reso questo territorio un eccezionale biglietto da visita dell’intera provincia”. Un legame tra eccellenze agroalimentari e turismo che è stato sottolineato anche dall’assessore provinciale al turismo Roberto Failoni. Parole condivise dalla vicepresidente della Provincia Francesca Gerosa e dagli assessori Mattia Gottardi e Simone Marchiori.</p>
<p>Al termine dei lavori dell’esecutivo i componenti della Giunta sono stati accompagnati dal presidente del Gruppo Mezzacorona Luca Rigotti e dal direttore generale Francesco Giovannini nella visita dell’imponente ed originale opera della “Cittadella del vino”, progettata dall’architetto Alberto Cecchetto di Venezia, sito produttivo che si estende su 15 ettari, di cui quasi il 70% interrato, esempio di recupero urbanistico dell’area industriale ex Samatec.</p>
<p>Nella “Cittadella del Vino” sono state adottate le più moderne tecnologie per la produzione vitivinicola, con un forte impegno verso la sostenibilità ambientale, sociale ed economica, una delle scelte strategiche del Gruppo. La “Cittadella del Vino” è diventata nel tempo uno dei punti di riferimento per il turismo enologico, le visite guidate e gli eventi, rappresentando inoltre un esempio di valorizzazione e integrazione con le altre attività del territorio.</p>
<p>Durante l’incontro, in cui la Giunta provinciale si è confrontata anche con il consiglio di amministrazione del Gruppo sui temi rilevanti e di attualità per il settore, il presidente Luca Rigotti ha ripercorso la storia dell’azienda, nata il 5 giugno 1904, quando 11 soci fondarono un’impresa cooperativa per rispondere al disagio e alla povertà dell’epoca e per dare una risposta concreta ed efficace di riscatto sociale e di sviluppo. “L’impegno, la tenacia e la volontà di innovare hanno permesso in questi 120 anni al Gruppo Mezzacorona di valorizzare le produzioni della Piana Rotaliana e del Trentino a livello mondiale, garantendo al contempo autonomia, autogestione e crescita economica, sociale e culturale. Questa ricorrenza ha segnato non solo un punto di arrivo, ma anche il punto di partenza per nuovi obiettivi”, così il presidente del Gruppo.</p>
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</div>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Giunta Provinciale Trento</author></item><item><guid isPermaLink="false">445aaec8-5b12-421e-b321-96250e76b408</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/luca-rigotti-riconfermato-presidente-del-gruppo-di-lavoro-vino-del-copa-cogeca</link><title>Luca Rigotti riconfermato presidente del Gruppo di Lavoro vino del Copa-Cogeca</title><description>Luca Rigotti è stato rieletto oggi a Bruxelles Presidente del Gruppo di Lavoro Vino del Copa-Cogeca, la principale organizzazione di rappresentanza agroalimentare europea.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/tzapcayo/lucarigotti.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/luca-rigotti-riconfermato-presidente-del-gruppo-di-lavoro-vino-del-copa-cogeca" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1080</width><height>832</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Rigotti, Presidente del Comitato del Settore Vitivinicolo di Confcooperative Fedagripesca, è stato eletto in rappresentanza di Alleanza delle Cooperative Agroalimentari e sarà affiancato per il prossimo biennio da due vicepresidenti, il francese Lodovic Roux (LCA) ed il tedesco Christian Schwoerer (DBV).</p>
<p>Imprenditore del settore vitivinicolo, Luca Rigotti è Presidente dal 2012 del Gruppo Mezzacorona e della controllata Nosio S.p.a. Nel 2021 è stato eletto per la prima volta Presidente del Gruppo Vino Copa-Cogeca.</p>
<p>Nel ringraziare per la fiducia con cui è stato riconfermato alla guida del gruppo di lavoro, Rigotti ha sottolineato nel suo discorso di insediamento le principali criticità che il settore è chiamato ad affrontare in questo particolare periodo, e come la cooperazione vitivinicola europea, che rappresenta la maggior parte della produzione del Continente, “si sta impegnando sul fronte della qualità e della commercializzazione”.</p>
<p>Il dibattito a livello europeo è improntato sulla condivisione di misure idonee ad agevolare il settore in tutte le sue fasi sia per quanto riguarda le evoluzioni del mercato che il cambiamento dei gusti, delle modalità e dei luoghi di consumo”.</p>
<p>“Dobbiamo tornare a fare apprezzare il vino a un pubblico vasto, – ha dichiarato Rigotti - promuovendo nel contempo la cultura del bere consapevole moderato e responsabile. Ci sono sfide impegnative legate al valore della sostenibilità ambientale, con risultati importanti già raggiunti dai nostri viticoltori che dobbiamo far conoscere ai consumatori, e alla crescita dei vini low alcol e dealcolati, che può essere una nuova opportunità da sostenere ed incentivare con  determinazione”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Alina Fiordellisi - Confcooperative </author></item><item><guid isPermaLink="false">f0e09b85-80bf-49df-bd94-db8013e43eaa</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/gruppo-mezzacorona-assemblea-centoventi</link><title>Gruppo Mezzacorona, 120ª assemblea: fatturato a 212 milioni</title><description><![CDATA[<p class="p1">Il Gruppo Mezzacorona chiude il 2024 con un fatturato di oltre 212 milioni di euro, confermando solidità economica con 103 milioni di patrimonio, leadership internazionale e impegno per la sostenibilità. Riconoscimenti globali e primato digitale rafforzano il prestigio del gruppo.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/nm5dtenv/img-6239.png" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/gruppo-mezzacorona-assemblea-centoventi" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1114</width><height>549</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Si è tenuta oggi sabato 14 dicembre 2024 la 120ª Assemblea generale dei soci del Gruppo Mezzacorona, un passaggio di rilevanza storica salutato con orgoglio dal Presidente Luca Rigotti e dal Direttore Generale Francesco Giovannini con il risultato di oltre 212 milioni di euro di fatturato. Il Presidente Rigotti ha voluto ringraziare soci e collaboratori che hanno dimostrato il loro impegno e senso di responsabilità verso l’azienda in un periodo così complicato a livello geopolitico ed economico, che sta mettendo in difficoltà anche il settore vitivinicolo. Il bilancio consolidato evidenzia la stabilità del Gruppo sia dal punto di vista economico che finanziario. Molto importante è stato anche l’ottenimento per il nono anno consecutivo della Certificazione della produzione dei soci secondo il Sistema di Qualità Nazionale per la Produzione Integrata (SQNPI) e della Certificazione dei vini, a conferma dei grandi risultati sulla strada della sostenibilità ottenuti dal Gruppo Mezzacorona. Una politica, quella della sostenibilità, attuata con grande determinazione dal Gruppo Mezzacorona non solo in chiave ambientale ma anche economica, territoriale, sociale e culturale, come dimostra l’adesione all’associazione europea “Wine in Moderation” per un consumo responsabile del vino. <br /><br /><strong>I risultati</strong> <br />Fatturato a 212.347.041 euro (-2,5%) Il valore del conferimento raggiunge 57.874.621 euro Il patrimonio netto di Gruppo a 102.950.693 euro <br /><br /><strong>Il Gruppo Mezzacorona nel 2024 ha raggiunto importanti risultati economici e commerciali</strong><br /><br />Il fatturato consolidato è stato di 212.347.041euro contro i 217.749.387 euro del 2023, e frutto unicamente della sola gestione caratteristica. L’utile netto di Gruppo è stato di 689.055 euro. Il valore del conferimento ha raggiunto 57.874.621 euro. Il patrimonio netto consolidato si è attestato sui 102.950.693 euro, che evidenzia la grande solidità patrimoniale e finanziaria del Gruppo. I collaboratori del Gruppo alla chiusura del bilancio al 31 luglio 2024 erano 506.</p>
<p><strong>Export oltre l’80% delle vendite in più di 70 Paesi del mondo</strong> <br /><br />Il Gruppo Mezzacorona esporta i propri prodotti in oltre 70 Paesi del mondo valorizzando la notorietà e l’immagine del Trentino. Pur in un contesto problematico a causa delle difficoltà economiche generali dovute all’aumento dei costi, gli sforzi aziendali nella commercializzazione sono stati efficaci. L’export infatti è superiore all’80% delle vendite, con una forte presenza negli Stati Uniti, il mercato più importante e strategico per il Gruppo, dove opera da più di trent’anni con la controllata Prestige Wine Imports Corp. e in Germania, tramite la controllata Bavaria Wein Import GmbH. Per quanto riguarda i principali mercati, in vetta troviamo poi Olanda, Scandinavia, Regno Unito, Canada, Belgio, Europa dell’Est, Austria, Svizzera, l’Estremo Oriente (Giappone, Corea del Sud, Cina) ma anche mercati nuovi come l’Australia, il Sud America, i Caraibi ed il Vietnam. Numerose sono state le iniziative commerciali attuate nel corso dell’anno così come i nuovi prodotti, insieme al restyling di etichette e materiali, per rendere ancora più interessante per i consumatori l’incontro con i vini del Gruppo.</p>
<p><strong>Certificazione della produzione 2024 con SQNPI e Certificazione dei vini</strong> <br /><br />Il Direttore Generale Francesco Giovannini ha esposto in Assemblea le numerose iniziative basate sullo sviluppo della ricerca, sulla consulenza tecnica in campagna e sul consolidamento della qualità e dell’eccellenza raggiunte. Il Gruppo è focalizzato nel suo ruolo di azienda agricola diffusa di territorio, basata sul lavoro e sull’opera attenta dei viticoltori soci, costantemente orientata alla qualità e alla tutela ambientale. In quest’ottica i soci del Gruppo Mezzacorona hanno ottenuto per la nona volta anche nel 2024 la Certificazione delle uve prodotte secondo il Sistema di Qualità Nazionale per la Produzione Integrata (SQNPI), tappa fondamentale e necessaria che ha già permesso ancora una volta la Certificazione dei vini e il loro lancio su tutti i mercati internazionali. Una scelta aziendale convinta orientata alla sostenibilità, con un impegno costante di tutta la filiera dalla campagna fino al consumatore finale, valorizzando quella che ormai è diventata l’asse portante anche delle direttive europee. È questo un obiettivo strategico del Gruppo Mezzacorona, rivolto a soddisfare le richieste dei consumatori in tutto il mondo sempre più attenti, preparati e sensibili rispetto alle tematiche della salubrità dei prodotti e alla salvaguardia dell’ambiente, con l’obiettivo di valorizzare il grande lavoro dei propri soci al servizio del territorio. Va ricordato che Mezzacorona è stata tra le prime aziende in Trentino negli anni Settanta a puntare sulle Doc e, dagli anni Novanta, a sperimentare con successo le pratiche più avanzate per la produzione integrata.</p>
<p><br /><strong>Quinta edizione del Bilancio di sostenibilità</strong> <br /><br />Il Gruppo Mezzacorona ha rafforzato la sua visione della sostenibilità ed ha presentato la quinta edizione del “Bilancio di sostenibilità”, nel quale sono state puntualmente rendicontate le buone pratiche sostenibili aziendali: dal risparmio energetico alla salvaguardia dell’ambiente, dalla gestione delle risorse naturali alla depurazione delle acque: una visione complessiva di tutta la filiera dalla campagna fino al consumatore finale, presentando nei dettagli tutto il grande sforzo complessivo di ogni componente del Gruppo per raggiungere obiettivi sempre più qualificanti.</p>
<p><strong>Riconoscimenti e premi per il Gruppo nel 2024</strong><br /><br />A dimostrazione dell’eccellente livello qualitativo stabilmente confermato sia dagli spumanti sia dai vini del Gruppo, numerosi sono stati i premi vinti nelle varie manifestazioni e concorsi internazionali, Si segnalano, in particolare i “3 Bicchieri” della Guida Vini d’Italia di Gambero Rosso conferiti a Rotari Flavio Trentodoc, che ottiene tale premio per l’undicesimo anno consecutivo, e per la prima volta al vino rosso siciliano “Hedonis” Feudo Arancio; le 11 medaglie assegnate a Rotari durante la più importante competizione internazionale degli spumanti (The Champagne and Sparkling Wine World Championship); le 17 medaglie d’oro e 13 d’argento ricevute al Grand International Wine Award 2024 di Mundus Vini in Germania. In questo concorso, in partciolare, il Gruppo ha brillato con il Pinot Grigio Riserva Mezzacorona Trentino Doc come “Migliore vino bianco trentino”, con Rotari Brut Trentodoc come “Migliore spumante Trentodoc” e con il Lagrein Castel Firmian come “Migliore vino rosso trentino”. <br /><br /><strong>Il Progetto Musivum</strong> <br /><br />È continuato anche nel 2024 il progetto di valorizzazione territoriale e di eccellenza enologica denominato “Musivum” (Mosaico), che ha visto negli ultimi anni la proposta di ben 6 vini, Teroldego Rotaliano Doc Superiore Riserva, Marzemino Trentino Doc Superiore della Cantina di Ala, Pinot Grigio, Müller Thurgau e Gewürztraminer, tutti Trentino Doc Superiore e Chardonnay Alto Adige Doc Tolloy, con le uve della Cantina partner di Salorno. <br /><br /><strong>Al primo posto tra le cantine italiane più digital anche nel 2024</strong> <br /><br />Uno dei passaggi più interessanti degli ultimi anni è stato anche l’investimento rilevante sui social media. I tre marchi principali Mezzacorona, Rotari e Feudo Arancio hanno raggiunto, nei vari strumenti social di Gruppo, quasi 1.000.000 di likes complessivi, un numero che pone ancora una volta Mezzacorona ai vertici nazionali per l’interesse social. E infatti il Gruppo è stato incoronato nella rilevazione annuale 2024 della società specializzata Omnicom PR Group come la cantina italiana più digital, un risultato di grande soddisfazione che evidenzia come Mezzacorona sia un’azienda innovativa e dinamica, capace di mettersi in piena sintonia con il proprio tempo e con la modernità.<br /><br /><br /></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio stampa Gruppo Mezzacorona </author></item><item><guid isPermaLink="false">51cb9122-cea7-4152-9983-3f6e515c4ccc</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/i-sessanta-anni-del-consorzio-del-conta</link><title>I 60 anni del Consorzio del Contà “La nostra una storia di lungimiranza e cooperazione”</title><description>Una storia di impegno e costanza, iniziata nel 1964 e che prosegue tuttora sulla spinta delle stesse passioni e degli stessi valori.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/3xtofvnx/img-0031.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/i-sessanta-anni-del-consorzio-del-conta" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>1066</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p dir="ltr">È l’epopea del <strong>Consorzio Ortofrutticolo del Contà</strong>, una delle 16 cooperative del Consorzio Melinda, che celebra quest’anno i 60 anni di attività. A festeggiarli, nella giornata odierna, i suoi soci, riuniti nel corso di un evento speciale che ha costituito l’occasione per ripercorrere le tappe che hanno segnato l’espansione del sodalizio. Cresciuta negli anni nel segno della cooperazione, la realtà opera su oltre 500 ettari e conta oggi più di 200 soci.</p>
<p dir="ltr">“Festeggiamo una storia fatta di visione e coraggio: la visione di coloro che, sei decenni or sono, seppero scegliere la giusta direzione per garantire crescita e sviluppo alla nostra comunità; il coraggio di chi, in anticipo sui tempi, decise di progettare il futuro scommettendo sulla forza di un intero territorio”, ha dichiarato, nel corso dell’incontro, Michele Iob, presidente del Consorzio Ortofrutticolo del Contà e vicepresidente di Melinda. “I nostri fondatori, persone lungimiranti che hanno dedicato una vita intera all’agricoltura, hanno saputo vedere fin dall’inizio l’enorme potenziale dell’aggregazione come valore fondante delle relazioni umane e, al tempo stesso, risorsa strategica per il nostro comparto: un’idea che è sintesi della cultura del nostro territorio e che si rinnova ogni giorno in Melinda nel nome dell’unità e dello spirito cooperativo che caratterizza l’intera filiera”, ha concluso Iob.</p>
<p dir="ltr">“Questi momenti di condivisione rafforzano il profondo senso di coesione e quello spirito cooperativo che non dobbiamo mai dare per scontato: la cooperazione, infatti, va alimentata ogni giorno con l’impegno alla condivisione e al mutuo sostegno”, ha aggiunto, intervenendo all’evento, il presidente di Melinda, Ernesto Seppi. “Solo agendo come sistema territoriale coeso continueremo a far valere la nostra forza e le nostre specificità sul mercato con l’obiettivo di continuare a portare a casa buoni risultati come quelli che sono stati ricordati oggi con orgoglio”, ha aggiunto Seppi.<br /><br /><br /></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Consorzio Melinda</author></item><item><guid isPermaLink="false">bef8d33d-cc64-4c63-bd61-e1c63349d95e</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/vendemmia-2024-rigotti-bene-primato-produttivo-italiano</link><title>Vendemmia 2024. Rigotti: bene primato produttivo italiano</title><description><![CDATA[<p>"Ma su settore pesano aumento costi produzione e calo potere d'acquisto".</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/tzapcayo/lucarigotti.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/vendemmia-2024-rigotti-bene-primato-produttivo-italiano" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1080</width><height>832</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“È senz’altro positiva la notizia che vede confermata per il nostro paese la leadership produttiva, con una produzione attesa di 41 milioni di ettolitri. Permangono criticità legate all’impatto dei cambiamenti climatici, costo di produzione e ricambio generazionale”. Lo ha detto il Presidente del settore Vitivinicolo di Fedagripesca Confcooperative commentando le previsioni vendemmiali rese note oggi da Uiv, Assoenologi e Ismea ad Ortigia nell'ambito dell'Expo Divinazione in occasione del G7 Agricoltura.</p>
<p>“In alcune regioni del Sud Italia – ha spiegato Rigotti – ci sarà purtroppo una vendemmia meno abbondante a causa dei prolungati periodi di siccità. Al nord le aspettative produttive sono migliori, con previsioni qualitative buone, anche se specialmente sulle varietà con le maggiori altitudini (Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta, Lombardia e Liguria) non si prevede una vendemmia con pieno raccolto”.</p>
<p>Sulla tenuta del comparto pesa più in generale l’aumento dei costi di produzione e la contrazione dei consumi di vino, che secondo Rigotti “generalizzata e dipende molto dal calo del potere di acquisto delle famiglie che sta incidendo su tutto il carrello della grande distribuzione”. “Il principale problema delle cooperative italiane – ha spiegato - è comune a tante altre imprese italiane, ovvero il dover operare tra le insidie di uno scenario economico che negli ultimi 3-4 anni, a partire dalla pandemia Covid, dal sorgere del conflitto con l’Ucraina e delle altre guerre in corso, ha visto una instabilità di fondo e un deciso incremento dei costi in generale. Il permanere dell’alto costo del denaro - ha concluso Rigotti - continua ad incidere negativamente sugli investimenti e sulle marginalità delle imprese oltre che sul potere di acquisto di famiglie e consumatori”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Confcooperative </author></item><item><guid isPermaLink="false">cab4984a-eb95-4da0-a5d3-ff3f446b74a4</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/mezzacorona-fatturato-record-di-duecentodiciotto-milioni-di-euro</link><title>Mezzacorona, fatturato record di 218 milioni di euro</title><description><![CDATA[<p>Distribuiti ai soci 69 milioni. L’impegno per la sostenibilità. L’assemblea conferma alla presidenza Luca Rigotti.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/3ijbwhur/da-sin-francesco-giovannini-luca-rigotti-stefano-fambri.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/mezzacorona-fatturato-record-di-duecentodiciotto-milioni-di-euro" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2822</width><height>2117</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Si è tenuta sabato 16 dicembre la 119ª Assemblea generale dei soci del Gruppo Mezzacorona. Un passaggio di grande rilevanza salutato anche da risultati molto positivi di bilancio evidenziati dal Presidente Rigotti stesso e dal Direttore Generale Francesco Giovannini: oltre 217 milioni di euro di fatturato e più di 69 milioni di euro liquidati ai soci. Il Presidente Rigotti ha espresso la propria soddisfazione per l’ottima annata ed ha voluto anche ringraziare soci e collaboratori che hanno dimostrato il loro impegno e senso di responsabilità verso l’azienda in un periodo così complicato a livello geopolitico ed economico, che sta mettendo in difficoltà anche il settore vitivinicolo. Il bilancio consolidato evidenzia la forza del Gruppo sia dal punto di vista economico che finanziario. Molto importante è stato anche l’ottenimento per l’ottavo anno consecutivo della Certificazione della produzione dei soci secondo il Sistema di Qualità Nazionale per la Produzione Integrata (SQNPI) e della Certificazione dei vini, a conferma dei grandi risultati sulla strada della sostenibilità ottenuti dal Gruppo Mezzacorona.</p>
<p>Una politica, quella della sostenibilità, attuata con grande determinazione dal Gruppo Mezzacorona non solo in chiave ambientale ma anche economica, territoriale, sociale e culturale, come dimostra l’adesione all’associazione europea “Wine in Moderation” per un consumo responsabile del vino.</p>
<h5><em>Fatturato, nuovo record storico a quasi 218 mln di euro (+2%)</em></h5>
<p>Il Gruppo Mezzacorona nel 2023 ha raggiunto importanti risultati economici e commerciali.</p>
<p>Il fatturato consolidato, nuovo record storico aziendale, è stato di 217.749.387 contro i 213.418.344 euro del 2022 (+2%), frutto unicamente della sola gestione caratteristica.</p>
<p>L’utile netto di Gruppo è stato di 1.443.989 euro.</p>
<p>Il valore del conferimento si è attestato ad euro 69.125.330, a conferma di un’annata produttiva 2022 positiva.  </p>
<p>Le rese per ettaro hanno raggiunto i 19.435 euro di media.</p>
<p>Il patrimonio netto consolidato ha raggiunto i 105.761.948 in ulteriore rafforzamento rispetto ai 104.602.932 dell’ultimo esercizio; questo dato evidenzia la grande solidità patrimoniale e finanziaria del Gruppo.</p>
<p>I collaboratori del Gruppo alla chiusura del bilancio al 31 luglio 2023 erano 487.</p>
<p><strong><em>La struttura societaria del Gruppo</em></strong></p>
<p>Mezzacorona sca è la holding cooperativa del Gruppo e controlla la filiera dalla campagna fino al vino affinato. Si è specializzata come azienda di supporto alle aziende agricole dei soci, con una consulenza di alto livello attuata da un team di qualificati tecnici in tutta la filiera produttiva.</p>
<p>Le attività commerciali e di marketing sono delegate alla Nosio SpA (controllata direttamente da Mezzacorona sca al 53%), che è la subholding del Gruppo e costituisce il motore degli investimenti e dell’innovazione.</p>
<p>A sua volta Nosio SpA controlla la Prestige Wine Imports Corp. (per il mercato Usa), la Bavaria Wein Import GmbH (per il mercato tedesco) ed entrambe le società agricole per la gestione delle due tenute in Sicilia (Solsicano Sarl e Villa Albius Sarl).</p>
<p>I principali marchi di proprietà sono Mezzacorona, Rotari, Tolloy, Feudo Arancio/Stemmari.</p>
<p><strong><em>Export oltre l’80% delle vendite in più di 70 Paesi del mondo</em></strong></p>
<p>Il Gruppo Mezzacorona esporta i propri prodotti in oltre 70 Paesi del mondo valorizzando la notorietà e l'immagine del Trentino. Pur in un contesto problematico a causa delle difficoltà economiche generali dovute all’aumento dei costi, gli sforzi aziendali nella commercializzazione sono stati efficaci.</p>
<p>L’export infatti è superiore all’80% delle vendite, con una forte presenza negli Stati Uniti, il mercato più importante e strategico per il Gruppo, dove opera da più di trent’anni con la controllata Prestige Wine Imports Corp. e in Germania tramite la controllata Bavaria Wein Import GmbH.</p>
<p>Va segnalato che proprio la Prestige Wine Imports Corp. ha vinto il premio assegnato dall’importante rivista di settore americana Wine Enthusiast come “Importatore dell’anno” negli Usa, prestigioso riconoscimento per la società americana del Gruppo.</p>
<p>Per quanto riguarda i principali mercati, in vetta troviamo poi Olanda, Scandinavia, Regno Unito, Canada, Belgio, Europa dell’Est, Austria, Svizzera, l’Estremo Oriente (Giappone, Corea del Sud, Cina) ma anche mercati nuovi come l’Australia, il Sud America, i Caraibi ed il Vietnam. Numerose sono state le iniziative commerciali attuate nel corso dell’anno così come i nuovi prodotti, insieme al restyling di etichette e materiali, per rendere ancora più interessante per i consumatori l’incontro con i vini del Gruppo.</p>
<p><strong><em>Certificazione della produzione 2023 con SQNPI e Certificazione dei vini</em></strong></p>
<p>Il Direttore Generale Francesco Giovannini ha esposto in Assemblea le numerose iniziative basate sullo sviluppo della ricerca, sulla consulenza tecnica in campagna e sul consolidamento della qualità e dell’eccellenza raggiunte.</p>
<p>Il Gruppo è focalizzato nel suo ruolo di azienda agricola diffusa di territorio, basata sul lavoro e sull’opera attenta dei viticoltori soci, costantemente orientata alla qualità e alla tutela ambientale.</p>
<p>In quest’ottica i soci del Gruppo Mezzacorona hanno ottenuto per l’ottava volta anche nel 2023 la Certificazione delle uve prodotte secondo il Sistema di Qualità Nazionale per la Produzione Integrata (SQNPI), tappa fondamentale e necessaria che ha già permesso ancora una volta la Certificazione dei vini e il loro lancio su tutti i mercati internazionali.</p>
<p>È questo un obiettivo strategico del Gruppo Mezzacorona, rivolto a soddisfare le richieste dei consumatori in tutto il mondo sempre più attenti, preparati e sensibili rispetto alle tematiche della salubrità dei prodotti e alla salvaguardia dell’ambiente.</p>
<p>La visione della sostenibilità impostata e attuata dal Gruppo Mezzacorona ha l’obiettivo di valorizzare il grande lavoro dei propri soci al servizio del territorio.</p>
<p>E questo sia nella dimensione ambientale e della salute in primis ma poi anche nelle valenze sociali, economiche e di esternalità positive sul territorio nel suo complesso.</p>
<p>Va ricordato che Mezzacorona è stata tra le prime aziende in Trentino negli anni Settanta a puntare sulle Doc e, dagli anni Novanta, a sperimentare con successo le pratiche più avanzate per la produzione integrata.</p>
<p>Una politica, quella di Mezzacorona, che è fortemente orientata alla sostenibilità, con un impegno costante di tutta la filiera dalla campagna fino al consumatore finale, valorizzando quella che ormai è diventata l’asse portante anche delle politiche europee.</p>
<p><strong><em>Riconoscimenti e premi per il Gruppo nel 2023</em></strong></p>
<p>Il Rotari Flavio Trentodoc ha ottenuto per la decima volta consecutiva l’ambito riconoscimento dei 3 Bicchieri del Gambero Rosso anche per la Guida 2024.</p>
<p>A dimostrazione dell’eccellente livello qualitativo stabilmente confermato sia dagli spumanti sia dai vini del Gruppo, numerosi sono stati i premi vinti nelle varie manifestazioni e concorsi internazionali, in particolare il riconoscimento come “Miglior produttore italiano” a Mundus Vini in Germania, con 13 medaglie d’oro e 14 d’argento al Grand International Wine Award 2023; va rimarcato il successo in quest’occasione per due vini, il Castel Firmian Pinot Grigio Trentino Doc Riserva 2021 “Miglior vino bianco trentino” ed il Dalila Feudo Arancio Sicilia Doc Riserva 2021 “Miglior vino bianco siciliano”, a conferma del ruolo leader del Gruppo Mezzacorona in un mercato strategico come quello tedesco. Prestigiose le 11 medaglie assegnate agli spumanti Rotari nella più importante competizione internazionale degli spumanti (The Champagne and Sparkling Wine World Championship).</p>
<p><strong><em>Il Progetto Musivum</em></strong></p>
<p>È continuato anche nel 2023 il progetto di valorizzazione territoriale e di eccellenza enologica denominato “Musivum” (Mosaico), che ha visto negli ultimi anni la proposta di ben 6 vini, Teroldego Rotaliano Doc Superiore Riserva, Marzemino Trentino Doc Superiore della Cantina di Ala, Pinot Grigio, Müller Thurgau e Gewürztraminer, tutti Trentino Doc Superiore e Chardonnay Alto Adige Doc Tolloy, con le uve della Cantina partner di Salorno.</p>
<p><strong><em>Al primo posto tra le cantine italiane più social anche nel 2023</em></strong></p>
<p>Uno dei passaggi più interessanti degli ultimi anni è stato anche l’investimento rilevante sui social media. I tre marchi principali Mezzacorona, Rotari e Feudo Arancio hanno raggiunto, nei vari strumenti social di Gruppo, quasi 1.000.000 di likes complessivi, un numero che pone ancora una volta Mezzacorona ai vertici nazionali per l’interesse social. E infatti il Gruppo è stato incoronato nella rilevazione annuale 2023 della società specializzata Omnicom PR Group come la cantina italiana più social, un risultato di grande soddisfazione che evidenzia come Mezzacorona sia un’azienda innovativa e dinamica, capace di mettersi in piena sintonia con il proprio tempo e con la modernità.</p>
<p><strong><em>Brillanti risultati del comparto mele</em></strong></p>
<p>Nel comparto mele l’annata agraria 2022/2023 è stata commercialmente positiva, nonostante la produzione sia stata condizionata dalle avversità climatiche che hanno segnato tutto il 2022, assicurando pertanto una ottima resa ai produttori. Il liquidato ai soci del magazzino “Valentina” di Mezzacorona ha raggiunto la cifra di 36,3 euro di media al quintale. L’impegno operativo si è concentrato sul progetto di riorganizzazione complessiva delle strutture produttive, del personale e degli indirizzi tecnici di campagna, puntando molto sul rinnovo varietale e quindi su un equilibrio armonico tra le varie produzioni, sull’incentivazione delle reti antigrandine (che già ora coprono il 48% della superficie di produzione) e sulla coltivazione biologica. I soci di Mezzacorona gestiscono circa 550 ettari di mele. Con la raccolta 2020 era stata introdotta la Certificazione “IGP Mele del Trentino”, a cui ha pienamente aderito anche il magazzino “Valentina”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Mezzacorona - Maurizio Bassetti</author></item><item><guid isPermaLink="false">ce61b789-9963-42a3-9928-7d169346fb76</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cavit-i-soci-hanno-approvato-il-bilancio-consolidato-del-gruppo</link><title>Cavit: i soci hanno approvato il bilancio consolidato 2022/23 del Gruppo</title><description><![CDATA[<p>Si è svolta presso il Centro Congressi di Riva del Garda, l'Assemblea annuale dei Soci Cavit che ha ratificato il bilancio consolidato del Gruppo relativo all'esercizio 2022–2023, chiuso a maggio 2023.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/dnwb0kup/da-sinistra-dalbosco-zanoni-libera.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cavit-i-soci-hanno-approvato-il-bilancio-consolidato-del-gruppo" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2483</width><height>2095</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il settore vitivinicolo ha affrontato nell'ultimo anno importanti sfide, in uno scenario di incertezza economica globale, dominato da un marcato incremento dei costi operativi e da una fiammata inflazionistica che non si verificava da oltre un decennio.</p>
<p>In questo contesto, il Gruppo Cavit ha mantenuto la propria solidità finanziaria e la capacità di preservare una corretta remunerazione ai Soci conferitori, assicurando liquidazioni conformi ai valori pre-Covid, a fronte di forti aumenti degli oneri di gestione.</p>
<p>L’esercizio 2022–2023 è stato caratterizzato, infatti, da importanti aumenti del costo dei materiali di confezionamento (in particolare i vetri) e dell’energia, solo parzialmente recuperati da aumenti di listino, con conseguente riduzione dei margini disponibili.</p>
<p>Il bilancio consolidato del Gruppo sale, comunque, a 267,1 milioni di euro, in leggero incremento (+0,9%) rispetto all’esercizio precedente: segnale di continuità e stabilità che sottolinea l’efficacia delle politiche di diversificazione per linee di prodotto, canali di vendita e aree geografiche, nonché la validità di un approccio che pone al centro sostenibilità e innovazione.</p>
<p><strong>Principali dati di Bilancio</strong></p>
<p>Per quanto riguarda i risultati della capogruppo Cavit Sc, dopo l’eccezionalità dell’esercizio 2020-2021 (che aveva segnato un’impennata del +20% vs anno precedente durante il lockdown), il fatturato - come previsto in sede di budget - ha registrato una contenuta contrazione (-1,9%) rispetto all’esercizio precedente. Risultati che rimangono comunque nettamente superiori al periodo pre-pandemia (+14% rispetto all’esercizio 2019-2020).</p>
<p>Prosegue con successo il trend positivo delle linee di spumantistica del Gruppo, con risultati soddisfacenti per il brand premium Altemasi Trentodoc, e una crescita sostenuta per Cesarini Sforza Spumanti e Kessler Sekt, che hanno tutti beneficiato del ritorno dei consumi fuori casa, del buon andamento del comparto spumantistico e, nel caso di Cesarini Sforza, dell’allargamento distributivo ottenuto grazie al supporto della controllante.</p>
<p>In particolare, il fatturato della controllata tedesca Kessler Sekt &amp; Co KG. - il più antico produttore di vino spumante della Germania, con una storia di quasi 200 anni per gli spumanti di qualità metodo Classico e Charmat – si è chiuso con 13 milioni di euro (+10% rispetto all’anno precedente) e un patrimonio netto 4,9 milioni di euro.</p>
<p><strong>Profilo finanziario</strong></p>
<p>Il patrimonio netto del Gruppo è in costante crescita e si attesta su 113,5 milioni di euro, confermando la solida patrimonializzazione di Cavit.</p>
<p>Anche la posizione finanziaria netta del Gruppo resta ampiamente positiva, con 24,5 milioni di euro, al di sopra del dato pre-covid (esercizio 2019/2020), cui ha seguito il biennio di notevole incremento di fatturato 20/21 (+ 20%), realizzato dalla capogruppo Cavit, dato confermato nell’esercizio successivo, che ha incrementato la consistenza della PFN nel biennio precedente.</p>
<p><strong>Mercati</strong></p>
<p>Cavit ha mantenuto e consolidato la sua presenza nei mercati chiave, grazie a una strategia mirata e differenziata. L’export continua a rappresentare più del 76% del giro d’affari del Gruppo, pur in un contesto che in tutti i principali Paesi importatori ha registrato un calo generalizzato della domanda.</p>
<p>In particolare, in Nord America - che rappresenta il più importante mercato di consumo del vino al mondo e il principale mercato di sbocco per Cavit – la contrazione dei consumi di vino sta progressivamente assumendo carattere strutturale per effetto dei mutati gusti e stili di consumo delle nuove generazioni, che mostrano una progressiva disaffezione preferendo altre tipologie di prodotti quali Spirits, Ready to Drink e nuove tipologie quali gli Hard Seltzer.</p>
<p>Negli Stati Uniti, come già lo scorso anno, il marchio Cavit ha continuato a reagire meglio del mercato, con un +1,9% a valore rispetto alla media di mercato del -1,9% (fonte: dati Nielsen), confermando ulteriormente la propria posizione di leadership con il vitigno Pinot Grigio.</p>
<p>Il rallentamento dei consumi di vino si conferma anche sui mercati Europei, dove l’inflazione sostenuta e l’aumento dei tassi di interesse che hanno drenato la capacità di spesa dei consumatori. Regno Unito, Germania e Olanda continuano a guidare la classifica dei paesi di sbocco del vecchio continente per Cavit, che presidia tutti i canali, sia grande distribuzione che Horeca.</p>
<p>Nei paesi Asiatici il debole segnale di ripresa registrato ad inizio 2023 è stato vanificato dalla congiuntura internazionale negativa, in mercati come il Giappone e la Corea del Sud. Nota a parte merita il mercato cinese che continua il trend negativo degli ultimi anni, senza segnali di controtendenza nel breve periodo.</p>
<p>In Italia, secondo mercato di sbocco per il Gruppo Cavit dopo gli Stati Uniti, la fedeltà al marchio e la qualità dei prodotti hanno consentito il mantenimento delle posizioni per un giro d’affari complessivo che continua a rappresentare il 24% del consolidato.</p>
<p><strong>Canali di distribuzione</strong></p>
<p>I canali distributivi di Cavit coprono una gamma vasta, dalla Grande Distribuzione all’Horeca, fino all'ecommerce. I rapporti consolidati con la Grande Distribuzione hanno garantito una presenza capillare dei prodotti Cavit sugli scaffali, mentre i canali fuori casa, colpiti duramente dalla pandemia, hanno iniziato una graduale ma costante ripresa grazie al dinamismo del team aziendale dedicato alle vendite. L’e-commerce conferma il proprio ruolo di punto di contatto diretto con i consumatori, offrendo nuove possibilità di engagement e di fedeltà al brand.</p>
<p><strong>Prodotti</strong></p>
<p>La gamma di prodotti di Cavit si è ampliata per includere innovazioni, come Valdelac Cuvée Rosé e Kelter Lagrein Riserva, all’interno della linea Trentini Premium per il canale Horeca, e Prime Rose Rosé Charmat, rivolto ad entrambi i canali.</p>
<p>La Linea Mastri Vernacoli è stata rinnovata con un restyle che ha visto in etichetta la valorizzazione</p>
<p>dell’impegno di Cavit nei confronti della sostenibilità, con un rimando all’approfondimento sul web del progetto PICA grazie ad un QR code.</p>
<p><strong>Impegno per la Sostenibilità e l’Innovazione</strong></p>
<p>Continua l’impegno di Cavit verso la sostenibilità ambientale, sociale ed economica in una visione olistica di Responsabilità Sociale di Impresa che guida da sempre le strategie del Gruppo, fedele alla propria missione di tramandare il valore e la qualità della viticoltura trentina attraverso pratiche sostenibili di viticoltura, nonché a sostenere attivamente la comunità del territorio trentino in cui opera attraverso oltre 5.250 viticoltori.</p>
<p>Al centro del programma di sostenibilità, continua il ruolo chiave della piattaforma tecnologica PICA, che dal 2010 evolve costantemente per indirizzare le pratiche di viticoltura integrata, di precisione e smart.</p>
<p>A questa si uniscono la certificazione ISO 14.001 per il sistema di gestione ambientale, il conseguimento da parte della totalità dei soci della certificazione SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata) e il pieno rispetto del "Protocollo per una produzione viticola di qualità in Trentino". Sul fronte agronomico, i servizi di consulenza e assistenza tecnica viticola garantiti dal team agronomico di Cavit, sono stati efficacemente forniti ai membri del Consorzio, inclusi i viticoltori e i team delle Cantine Sociali.</p>
<p>Questo impegno ha rafforzato il valore distintivo del Consorzio, assicurando un supporto completo alle Cantine sociali trentine, indispensabile per superare le sfide settoriali e elevare costantemente gli standard di coltivazione e produzione.</p>
<p>Anche sul fronte delle Operations, Cavit adotta pratiche di gestione sostenibile, quali la riduzione dell'uso di risorse naturali, il ricorso a fonti di energia rinnovabile, il riciclo e il riutilizzo dei materiali, nonché la limitazione delle emissioni di gas serra.</p>
<p>Prosegue la collaborazione strategica con le Fondazioni Edmund Mach e Bruno Kessler che supporta</p>
<p>programmi di ricerca pluriennali orientati al miglioramento dei processi produttivi e per un più compiuto rispetto ambientale grazie all’applicazione di sistemi operativi, tecnologici e metodologici ottimali nella gestione di un’azienda fortemente legata al territorio.</p>
<p><strong>Conclusioni</strong></p>
<p>In conclusione, l’analisi del bilancio di esercizio 2022/2023 del Gruppo Cavit conferma una solida posizione finanziaria che garantisce la continua creazione di valore per i Soci e il costante miglioramento della qualità del prodotto. “<em>Possiamo ritenerci soddisfatti del livello delle liquidazioni che anche quest’anno abbiamo potuto garantire alle</em> <em>Cantine associate, nonostante la flessione dei consumi e il forte impatto dei costi dell’energia e delle materie</em> <em>prime</em>”, dichiara Lorenzo Libera, Presidente del Gruppo Cavit. “<em>Il nostro modello cooperativo si basa su una</em> <em>rete di impresa che coniuga la dedizione dei viticoltori, impegnati nelle pratiche sostenibili, le competenze delle</em> <em>Cantine e il decisivo supporto del Consorzio Cavit. In questi tempi difficili, questo approccio integrato è stato</em> <em>più che mai fondamentale, assicurando cooperazione e stabilità a prescindere dalla situazione contingente”.</em></p>
<p>Commenta il Direttore Generale del Gruppo Cavit, Enrico Zanoni: “<em>Capacità di adattamento e flessibilità ci hanno permesso di mantenere un risultato più che soddisfacente in uno scenario complesso, che ha visto la concomitanza di due fenomeni contrastanti: la flessione dei consumi e il contemporaneo aumento dei costi”. </em>E conclude: <em>“Ci attendono sfide importanti nei prossimi anni. La solida base patrimoniale e strutturale rappresenta un asset fondamentale per il nostro Gruppo, su cui dovremo continuare a sviluppare valore, potenziando ulteriormente la nostra capacità di innovazione e la capacità di adattamento ai fenomeni complessi con prontezza e agilità”.</em></p>
<p> </p>
<p><strong>A proposito di Cavit:</strong></p>
<p><em>Nome di punta del comparto vitivinicolo italiano, Cavit è una realtà esemplare di Consorzio di secondo grado.</em></p>
<p><em>Situata nel cuore del Trentino, a Ravina di Trento, Cavit riunisce undici cantine sociali del territorio, collegate ad oltre 5.250 viticoltori della provincia, dalle quali riceve e seleziona le materie prime prodotte, controllando ogni fase: dalla raccolta, fino alla commercializzazione. Con un’area vitata pari a oltre il 60% dell’intera superficie vitata trentina, Cavit è un esempio unico in Italia di know-how delle più avanzate tecniche di viticoltura e di ricerca enologica di avanguardia.</em></p>
<p><em>Cavit firma un’ampia gamma di vini e spumanti ai quali assicura uno sviluppo commerciale e promozionale nei canali della Grande Distribuzione e del settore Horeca in tutto il mondo. Con un fatturato consolidato di oltre 267 milioni di euro nell’esercizio 2022-2023, il Gruppo Cavit si posiziona tra i principali protagonisti del settore in Italia ed eccelle sui mercati internazionali con una quota export che rappresenta il 76% dell’intera produzione. Negli Stati Uniti, in particolare, Cavit è il marchio di vino italiano più diffuso.</em></p>
<p><em>Per ulteriori informazioni: www.cavit.it</em></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Cavit</author></item><item><guid isPermaLink="false">c2811a24-2327-4be0-b910-16f60d34fe65</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/nasce-la-fondazione-vino-patrimonio-comune</link><title>Nasce la Fondazione Vino Patrimonio Comune</title><description><![CDATA[<p>Luogo di incontro Imprese e Mondo della Ricerca, a tutela della autenticità e per promuovere la sostenibilità dei vini italiani.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/vprdvbag/vino-patrimonio-comune.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/nasce-la-fondazione-vino-patrimonio-comune" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1031</width><height>551</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>È stata presentata stamane in occasione di una conferenza stampa presso la sala Cavour del Ministero dell’agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste la <strong>Fondazione Vino Patrimonio Comune</strong>, che vede come soci fondatori <strong>Federvini</strong> e <strong>Alleanza delle Cooperative Italiane – Agroalimentare</strong> con l’obiettivo di consolidare il valore del vino italiano e a contribuire alla difesa e al sostegno del patrimonio delle imprese vitivinicole del Paese.</p>
<p>Un vino autentico, per il quale è accertata la tipicità e la corrispondenza con il territorio di origine, è sinonimo di rispetto verso i consumatori e di garanzia nelle relazioni commerciali. Da questa esigenza di autenticità, diffusa in Italia e in Europa, è nato il progetto <em>no profit</em> di Vino Patrimonio Comune, per offrire una risposta alle esigenze delle aziende associate ed uno strumento affidabile a disposizione degli operatori del settore vitivinicolo.</p>
<p>La Fondazione Vino Patrimonio Comune nasce quindi per supportare le Imprese che sin da subito hanno creduto nel progetto e, più in generale, la filiera vitivinicola nazionale attraverso un sistema di <strong>coordinamento autorevole e indipendente</strong> delle sue competenze tecniche e strategiche. In particolare, la Fondazione opererà per studiare i profili di <strong>autenticità</strong> e <strong>sostenibilità</strong> di prodotti, imprese e territori, qualità alla base dell’apprezzamento del <em>Made in Italy</em> nel mondo.</p>
<p>Molteplici sono stati i progetti e le iniziative che negli anni hanno sostenuto la maturazione di competenze sia in vigneto che in cantina, avvicinando anche il pubblico al consumo consapevole e responsabile, ma molto resta ancora da fare in termini di promozione degli elementi immateriali del vino, a partire dal suo portato storico e culturale plurisecolare. Un punto quest’ultimo che, anche in virtù dello sviluppo del progetto della Fondazione, potrà garantire nuove prospettive di crescita al comparto.</p>
<p>“<em>Celebriamo oggi la costituzione di una Fondazione che nasce dai produttori per i produttori per rafforzare e consolidare il valore del vino e la sua viticoltura quale ambasciatore dell’italianità nel mondo. Un progetto ambizioso, pioneristico nella sua ideazione, che vuole imprimere un forte indirizzo di sistema in grado di contribuire alla difesa e alla valorizzazione del patrimonio delle imprese vitivinicole, supportando l’avvio in sicurezza del processo di innovazione tecnologica e organizzativa dell’ecosistema vitivinicolo verso modelli di sviluppo sostenibili che salvaguardino la qualità e la redditività lungo tutta la catena del valore. Intendiamo mettere in relazione le imprese, il consumatore e il mercato, con gli enti pubblici preposti alla ricerca, alla tutela e valorizzazione delle produzioni vitivinicole italiane ed i best performer di organizzazioni, consorzi, enti di ricerca, supply chain, imprese e mondo trade</em>” ha dichiarato <strong>Marcello Lunelli</strong>, <strong>Presidente della Fondazione Vino Patrimonio Comune.</strong></p>
<p>Quello della Fondazione Vino Patrimonio è un percorso che si concretizza oggi, avviato in una prima fase embrionale nel 2020 con uno studio preliminare sulla variabilità dei rapporti degli isotopi stabili dell’ossigeno e dell’idrogeno dell’acqua del mosto/vino, in relazione alle principali variabili naturali e di processo agronomico ed enologico. Dal progetto pilota è derivata la definizione del profilo isotopico dell’acqua dei mosti e dei vini, grazie al quale iniziò a prendere forma la prima Banca Dati Sperimentale Vino Patrimonio Comune 2020-2023.</p>
<p>Uno studio che, a partire dalla vendemmia del prossimo anno, si amplierà ancora coinvolgendo un maggior numero di attori delle istituzioni, della ricerca, delle imprese, degli enti di certificazione e degli <em>stakeholder</em> commerciali del mondo del vino.</p>
<p>Il primo mandato di Presidente della Fondazione Vino Patrimonio Comune è stato affidato a Marcello Lunelli, Vicepresidente di Cantine Ferrari, mentre alla vicepresidenza è stato designato Luca Rigotti, Presidente di Gruppo Mezzacorona e Coordinatore del settore vitivinicolo di Alleanza delle Cooperative. La Fondazione è dotata di un Consiglio di Amministrazione paritetico in rappresentanza delle due associazioni fondatrici, di un Comitato Esecutivo e di un Comitato Scientifico composto da autorevoli esponenti del mondo della ricerca con una comprovata esperienza nel settore agroalimentare e in quello vitivinicolo.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Confcooperative</author></item><item><guid isPermaLink="false">126bc633-029d-42ce-a86b-28837b76bb34</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/rigotti-interpretare-il-cambiamento-e-dare-risposte-concrete-per-il-futuro-del-settore-vitivinicolo</link><title>Rigotti: “Interpretare il cambiamento e dare risposte concrete per il futuro del settore vitivinicolo"</title><description>“Siamo in una fase di profondo cambiamento per il settore vitivinicolo e, uniti a livello europeo, dobbiamo compiere delle scelte e individuare gli strumenti per dare risposta alle nuove dinamiche produttive, dei consumi e del mercato".</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/yovbhztw/luca-rigotti-nuovo-coordinatore-nazionale-del-settore-vino-di-fedagripesca-confcooperative.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/rigotti-interpretare-il-cambiamento-e-dare-risposte-concrete-per-il-futuro-del-settore-vitivinicolo" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1080</width><height>832</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Così Luca Rigotti, Coordinatore del settore vitivinicolo di Alleanza Cooperative e Presidente del Gruppo di Lavoro vino Cogeca, è intervenuto durante l'European Wine Day 2023 che si è tenuto oggi a Tolosa, durante il quale organizzazioni e istituzioni europee si sono confrontate in un ampio dibattito sulle dinamiche e sulle sfide che caratterizzano il settore vitivinicolo. “Certamente il cambiamento climatico già condiziona e condizionerà la gestione del vigneto, - ha detto Rigotti - ma anche altri fattori testimoniano una fase di straordinario mutamento che fanno riferimento a nuovi modelli di consumo e all'impatto che le politiche europee potranno avere rispetto alle modalità di produzione così come in termini di sostenibilità economica e sociale”.</p>
<p>Tra le tematiche di maggiore discussione anche l'emergenza fitosanitaria, che si esprime tra l'altro con preoccupanti manifestazioni delle malattie, compresa la flavescenza dorata della vite, e la proposta di regolamento sull'uso sostenibile dei fitofarmaci (SUR), votata il 24 ottobre scorso dalla Commissione ambiente del Parlamento europeo e “il grave impatto che il testo, che riporta obiettivi irrealistici e poche soluzioni concrete, avrebbe sulla viticoltura”. “Certamente è necessario applicare delle strategie ad ampio raggio, come nel caso della flavescenza dorata, che comprenda anche interventi agronomici come la tempestiva individuazione e l'estirpo delle piante malate, ma accanto alla riduzione degli input e dei fitofarmaci occorre lavorare, con un approccio scientifico, sull'impiego di strumenti alternativi, che siano efficaci e utilizzabili in tempi ragionevoli. Le nuove tecniche genomiche (NTGs) - ha proseguito Rigotti - sono necessarie per andare avanti in questo senso, così come i processi di innovazione e di digitalizzazione potranno consentire di proseguire sulla strada, da tempo già intrapresa dai produttori, della sostenibilità”.</p>
<p>Per quanto riguarda i consumi, Rigotti ha dichiarato che “il sistema produttivo deve poter interpretare i nuovi orientamenti della domanda per sostenere l'export e il valore. Per questo motivo - ha concluso Rigotti - occorre mettere in campo degli strumenti di adeguamento rispetto ai nuovi scenari, come la produzione dei vini dealcolati e parzialmente dealcolati e, in termini generali, lavorare insieme nell'ottica di una maggiore conoscenza, valorizzando la ricerca, la sperimentazione e l'innovazione per il futuro del settore".</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Alina Fiordellisi - Alleanza Cooperative Agroalimentari</author></item><item><guid isPermaLink="false">443cd5b9-e9d8-4c24-af35-d555ad03f872</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/rigotti-alleanza-cooperative-health-warnings-in-etichetta-non-risolutivi</link><title>Rigotti (Alleanza Cooperative): "Health warnings in etichetta non risolutivi"</title><description><![CDATA[<p>"Occorre definire una politica di prevenzione. Ora lavorare insieme, con approccio scientifico e non ideologico per il futuro del settore".</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/tzapcayo/lucarigotti.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/rigotti-alleanza-cooperative-health-warnings-in-etichetta-non-risolutivi" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1080</width><height>832</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“Dobbiamo lavorare per fare in modo che non si ripeta un caso Irlanda che ha messo in discussione i principi del mercato unico e dell'Organizzazione Comune di mercato, quest'ultima nata proprio per garantire un'applicazione condivisa dei principi e delle regole europee in tutti gli Stati membri. L'approccio ideologico e mistificatorio degli <em>health warnings</em> in etichetta scarica la responsabilità sui consumatori e non risolve il problema, mentre noi dobbiamo invece lavorare per definire una politica di prevenzione condivisa, basata sul consumo moderato, campagne di educazione e di adeguata e corretta informazione a favore dei consumatori, facendo le dovute distinzioni in relazione alle modalità di consumo ed alle quantità, ribadendo che c'è differenza tra abuso e consumo responsabile”. Lo ha dichiarato Luca Rigotti, Coordinatore del settore vitivinicolo dell’Alleanza delle Cooperative, a margine degli organi dell’Alleanza in corso a Roma per fare il punto sulle principali questioni del comparto.</p>
<p>In relazione al tema sostenibilità, Luca Rigotti ha sostenuto la necessità di andare avanti sul fronte dello standard unico di sostenibilità, atteso da tempo dalla filiera vitivinicola ma rimasto incompiuto per quanto riguarda le regole di armonizzazione degli schemi volontari esistenti e la predisposizione di un marchio: “Abbiamo bisogno di un marchio distintivo dello standard unico di sostenibilità per poter distinguere il vino italiano sui mercati internazionali - ha detto Luca Rigotti - il marchio dovrà comunicare ai consumatori che il vino italiano, oltre alla qualità, rispetta più rigorosi standard ambientali e sociali. Sempre sul fronte estero, Rigotti chiede un passo avanti rispetto al sistema alternativo di tracciabilità dei vini Doc e Igt, “in grado di assicurare un più puntuale monitoraggio e riscontro tra la base produttiva ed i volumi posti in commercio, in particolare sui mercati esteri”.</p>
<p>Sono tanti, a parere del Presidente Rigotti, gli spazi di lavoro ed i dossier aperti sia a livello europeo che nazionale ma occorre garantire un confronto costante e costruttivo. “Dobbiamo lavorare insieme ed essere capaci, con un approccio scientifico e non ideologico, di tracciare un percorso di futuro del settore, moderno e sempre più sostenibile, nella consapevolezza che molto è stato fatto anche in termini di tutela e di mantenimento dei territori viticoli”.</p>
<p>Fonte: Alleanza Cooperative Agroalimentari</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">ed935eaa-cf34-4804-b6f7-8fd7a4566e69</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/a-isera-il-marzemino-e-la-sua-vigna-eccellente</link><title>A Isera il Marzemino e la sua "Vigna Eccellente"</title><description><![CDATA[<p>Il secondo fine settimana di settembre l’appuntamento da non perdere è con “La Vigna Eccellente…ed è subito Isera”, la manifestazione dedicata al Marzemino, uno dei vini simbolo dell’enologia trentina.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/hwjp3ug3/marzeminoisera.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/a-isera-il-marzemino-e-la-sua-vigna-eccellente" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1200</width><height>800</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>I più piccini potranno diventare piccoli vedemmiatori sotto una tipica pergola trentina nel vigneto comunale; i più grandi potranno assistere a suggestivi concerti all’alba, partecipare a insolite degustazioni o scoprire il territorio su un originale quanto comodo trenino tra i vigneti. Per tutti, trekking panoramici, passeggiate alla scoperta del borgo di <strong>Isera, Città del Vino della Vallagarina</strong>, tra castelli e palazzi nobiliari, ma anche inaspettate proposte gastronomiche, come la cena georgiana, dedicata ai luoghi di origine del Marzemino, vitigno a bacca rossa fortemente legato a questo territorio che accompagna il corso dell’Adige a sud di Trento.</p>
<p>È davvero ricco anche quest’anno il programma de “<strong>La Vigna Eccellente…ed è subito Isera</strong>”, manifestazione che il Comune di Isera organizza <strong>dal 7 al 10 settembre</strong>, grazie al supporto di Trentino Marketing, il coordinamento della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino nell’ambito della promozione delle manifestazioni enologiche provinciali denominate #trentinowinefest e la collaborazione dell’APT Rovereto e Vallagarina.</p>
<p>Durante la manifestazione verrà consegnato il nuovo <strong>premio “Isera con gusto”</strong>, organizzato in collaborazione con Slow Food, che verrà riconosciuto ad un’azienda del territorio che opera nella produzione agricola, nella ristorazione o nell’accoglienza e che meglio incarna una serie di valori e pratiche virtuose, legati a economia sociale e ambientale oltre che al legame con il territorio e con il sistema locale delle eccellenze enogastronomiche.</p>
<p>Verrà inoltre rilanciato l’omonimo <strong>premio “La Vigna Eccellente”</strong> – conferito poi il 21 settembre nell’ambito della prima edizione della Summer School di giornalismo agroalimentare dedicata al compianto giornalista di settore Sergio Ferrari (iscrizione gratuita fino al 30 agosto collegandosi a questo <a href="https://www.agriduemilasrl.it/index.php/summer-school-sergio-ferrari-copy/">link</a>) - ai viticoltori che hanno curato al meglio la loro vigna, facendone una vera e propria protagonista del <em>terroir</em> e dell’ambiente in cui è inserita rendendo così il paesaggio sempre più attraente e ospitale, in grado di attrarre gli amanti del turismo enogastronomico. Un riconoscimento, nato nel 2001 e oggi assegnato a cadenza biennale, <strong>unico in Italia e in Europa</strong> che intende valorizzare non il miglior vino, ma il lavoro, la fatica e la passione di chi ne cura i vigneti, assicurando non solo una vendemmia eccellente, ma anche la massima tutela del territorio e della cultura vinicola.</p>
<p><a href="about:blank">www.tastetrentino.it/lavignaeccellente</a></p>
<p>#lavignaeccellente #trentinowinefest</p>
<p>Isera (TN), 28 agosto 2023</p>
<p><strong><em>Profilo La Vigna Eccellente. Ed è subito Isera</em></strong></p>
<p><em>L'evento, organizzato dal Comune di Isera con il supporto di Trentino Marketing e il coordinamento della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino nell'ambito della promozione delle manifestazioni enologiche provinciali denominate #trentinowinefest, vede la partecipazione di numerose realtà del territorio ed è possibile grazie al contributo e al supporto di APT Rovereto Vallagarina Monte Baldo, Cassa Rurale Vallagarina, Città del Vino, BIM dell'Adige, Comunità della Vallagarina, Slow Food Condotta Vallagarina Alto Garda.</em></p>
<p><strong><em>Marzemino</em></strong></p>
<p><em>Il vitigno Marzemino rappresenta una delle varietà più interessanti della vitivinicoltura trentina. Giunto in queste terre quando Venezia dominava i commerci in tutto l'Adriatico, è proprio in Vallagarina che, grazie ad un ambiente ideale e ad un clima subcontinentale, è cresciuto fino a diventare il grande vino di oggi. In particolare è nella zona di Isera e dei Ziresi che riesce ad esprimersi al meglio: è proprio qui che nasce infatti il Trentino D.O.C. Superiore Marzemino, un vino che risponde a standard qualitativi ancora superiori rispetto a quelli del Trentino D.O.C. Di colore rosso rubino, scuro con tonalità violacee, presenta aromi e fragranze di frutti di bosco con sfumature floreali di viola mammola, frammisti a note leggermente speziate e vagamente balsamiche.</em></p>
<strong>Ufficio stampa #trentinowinefest</strong>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">334b9817-c224-4882-8e40-fb4fe30d0e48</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/si-la-viticoltura-e-essenziale-in-europa</link><title>"Sì, la viticoltura è essenziale in Europa"</title><description><![CDATA[<p>È quanto affermano le Associazioni di rappresentanza del settore vitivinicolo di fronte alle conclusioni dello studio complementare sull’impatto del regolamento SUR pubblicato dalla Commissione europea, che descrive come irrilevante la prevedibile diminuzione della produzione di uva nell’UE e che non si tratta di una coltura essenziale.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/bahm2rxq/calice-di-vino-bianco.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/si-la-viticoltura-e-essenziale-in-europa" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1300</width><height>1955</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Le Associazioni di rappresentanza italiane, francesi e spagnole rivendicano l’importanza del vino in Europa alla luce delle conclusioni del recente studio della Commissione europea sull’impatto del c.d. regolamento SUR sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, in cui si afferma che la prevedibile diminuzione della produzione di uva è irrilevante, in quanto non si tratta di una coltura essenziale.</p>
<p>Le organizzazioni del settore vitivinicolo spagnole, francesi e italiane hanno preso atto dello studio complementare appena pubblicato dalla Commissione europea sulle conseguenze del regolamento SUR sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari in Europa.</p>
<p>L’Unione Europea è il primo produttore di vino al mondo, con il 45% della superficie viticola mondiale. Questo settore ad alto valore aggiunto è vitale per molte regioni rurali europee, genera milioni di posti di lavoro e contribuisce in modo significativo alla bilancia commerciale dell'UE.</p>
<p>Tuttavia, questo studio prevede un calo della produzione di uva dovuto agli effetti della riduzione dei fitosanitari, stimato al 18% in Spagna, al 20% in Italia e al 28% in Francia, senza nemmeno valutare l’impatto del cambiamento climatico che andrebbe aggiunto a questa cifra. La Commissione europea aggiunge nello studio che la produzione di uva non è una coltura essenziale per la sicurezza alimentare europea e che una diminuzione della produzione di vino in Europa sarebbe irrilevante. Queste affermazioni ignorano l’enorme contributo economico, sociale e culturale del settore vitivinicolo in molte regioni dell’UE.</p>
<p>Questo atteggiamento è totalmente inaccettabile da parte delle organizzazioni rappresentative della catena del valore del vino in Spagna, Francia e Italia: è incomprensibile che la Commissione europea ipotizzi e preveda la penalizzazione di un intero settore di grande importanza per l’economia europea.</p>
<p>Gli operatori e le aziende vitivinicole sono da tempo impegnati nella transizione ecologica e continueranno ad esserlo. C’è ancora molto lavoro da fare e i nostri produttori devono poter portare avanti questo impegno per la sostenibilità ambientale senza inutili polemiche.</p>
<p>Chiediamo quindi agli Stati membri e agli eurodeputati di prendere una posizione chiara su questo tema. Il vino è un importante prodotto economico e culturale in Europa. Il nostro settore chiede di essere sostenuto per continuare le azioni di transizione ecologica con regolamenti realistici e un calendario operativo, che permetta l’implementazione delle soluzioni alternative efficaci esistenti e in arrivo.</p>
<p>Fonte: Confcooperative</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">2c43a3a3-2f63-4a0e-aadd-bd6911d845ff</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/alleanza-cooperative-su-etichetta-vino</link><title>Alleanza Cooperative su Etichetta vino</title><description><![CDATA["Abbiamo avuto modo di esprimere i nostri dubbi rispetto alla legittimità dell'iniziativa irlandese sugli <em>health warnings</em>, ora abbiamo formalizzato la nostra contrarietà con la presentazione di un esposto alla Commissione europea affinché possa fare chiarezza rispetto ad una posizione che riteniamo sproporzionata e incompatibile con il diritto europeo".]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/tzapcayo/lucarigotti.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/alleanza-cooperative-su-etichetta-vino" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1080</width><height>832</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Con queste parole il Coordinatore Vino di Alleanza Cooperative Agroalimentari Luca Rigotti annuncia – a pochi giorni dalla ratifica della legge irlandese che, dal 22 maggio 2026, imporrà la presenza sull'etichetta delle bevande alcoliche di messaggi allarmistici sugli effetti dei prodotti alcolici sulla salute umana – l'avvenuta notifica di un reclamo alla Commissione europea per denunciare la violazione da parte dell’Irlanda del diritto UE, con particolare riferimento agli articoli 34 e 36 del del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea.</p>
<p>"Con questa iniziativa l'Irlanda ha di fatto introdotto in maniera unilaterale delle restrizioni e degli ostacoli al commercio, – ha detto Rigotti – un'azione che va a ledere e a mettere in discussione i principi del mercato unico. È necessario lavorare – ha aggiunto – per una maggiore armonizzazione della regolamentazione europea, senza frammentare il mercato interno con regole discriminatorie come quelle irlandesi, basate tra l'altro su un approccio ideologico, allarmistico e penalizzante per il vino, che non pone alcuna differenza tra abuso e consumo responsabile, l'unico che invece riteniamo corretto". </p>
<p>Ora la Commissione europea, che nel dicembre scorso aveva ritenuto di non precedere nei confronti della proposta di legge irlandese, dovrà esprimersi durante la prossima riunione, fissata per il 21 giugno, del Comitato Barriere Commerciali del WTO così come, conclude Luca Rigotti, "è assolutamente importante contrastare i fenomeni di eccessivo consumo di alcol, ma riteniamo che questo obiettivo possa essere raggiunto solo mediante la condivisione di una politica di prevenzione che metta al centro un approccio basato sul consumo moderato, campagne di educazione e di adeguata e corretta informazione a favore dei consumatori".</p>
<p>Fonte: Alleanza Cooperative Agroalimentari</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">6e26d9f2-067d-4551-8807-0d9bf0a13016</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/il-gruppo-mezzacorona-entra-a-far-parte-di-wine-in-moderation-come-ambassador-company</link><title>Il Gruppo Mezzacorona entra a far parte di Wine in Moderation come Ambassador Company</title><description><![CDATA[<p>Il Gruppo Mezzacorona sarà la nuova azienda “Ambasciatrice” del programma Wine in Moderation, rafforzando il proprio impegno per la sostenibilità e la promozione di uno stile di vita equilibrato in cui il vino può essere degustato con moderazione.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/vpen4hru/mezzacorona2023.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/il-gruppo-mezzacorona-entra-a-far-parte-di-wine-in-moderation-come-ambassador-company" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4032</width><height>3024</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il Gruppo Mezzacorona e Wine in Moderation sono orgogliosi di annunciare ufficialmente la loro nuova partnership. Si tratta di una tappa significativa nell'impegno del Gruppo Mezzacorona per un programma di consumo responsabile e moderato del vino.</p>
<p>Attraverso questa partnership, il Gruppo Mezzacorona lavorerà a stretto contatto con Wine in Moderation per promuovere il consumo responsabile e moderato del vino, condividendo i valori e i messaggi veicolati dal Programma WIM.</p>
<p>Il Gruppo Mezzacorona è riconosciuto a livello internazionale come un’azienda di successo per la produzione di vini di alta qualità, adotta da decenni pratiche sostenibili e certificate, dalla vigna alla bottiglia, ed è stata riconosciuta per la sua responsabilità ambientale e sociale. Grazie alla collaborazione con Wine in Moderation, il Gruppo Mezzacorona rafforza il proprio impegno per la sostenibilità e il consumo responsabile di vino.</p>
<p><em>"Siamo entusiasti di collaborare con Wine in Moderation e diventare un'azienda ambasciatrice del programma. Il nostro impegno per la sostenibilità e la responsabilità sociale si estende oltre i nostri vigneti e le pratiche di vinificazione. Ci impegniamo a promuovere un consumo responsabile di vino e a educare i nostri consumatori sull'importanza della moderazione",</em> ha dichiarato <strong>Luca Rigotti, Presidente del Gruppo Mezzacorona</strong>.</p>
<p>Attraverso questa sinergia, il Gruppo Mezzacorona compie un ulteriore passo significativo verso la promozione di pratiche responsabili e sostenibili nel settore vitivinicolo; per questo fine, lavorerà a stretto contatto con Wine in Moderation condividendo un messaggio di moderazione e operando per contribuire a un cambiamento positivo nel settore vitivinicolo verso un futuro più sostenibile e responsabile.</p>
<p><em>"Siamo entusiasti di unire le forze con il Gruppo Mezzacorona e lavorare insieme per sostenere un consumo di vino responsabile e moderato. L'impegno del Gruppo Mezzacorona per la sostenibilità e la responsabilità sociale lo rende un partner eccellente per il nostro programma. Attraverso questa partnership, miriamo a continuare a sensibilizzare sull'importanza della moderazione nel consumo di vino e per la promozione di uno stile di vita sano ed equilibrato", </em>ha affermato <strong>Sandro Sartor, Presidente di Wine in Moderation.</strong></p>
<p><em>“Mentre lanciamo la nostra partnership, siamo ottimisti sul futuro del settore del vino e sull'impatto positivo che possiamo avere sulla società. Riteniamo che questa alleanza sarà vantaggiosa sia per le nostre organizzazioni che per il settore vinicolo nel suo insieme e non vediamo l'ora di lavorare insieme per promuovere un consumo responsabile e moderato di vino.”: </em>questo l’impegno espresso dalle due realtà.</p>
<p><strong><u>Associazione WiM</u></strong></p>
<p>WiM Association è l'associazione internazionale no profit fondata da associazioni del settore enologico e aziende vinicole leader che coordina centralmente il programma Wine in Moderation e ne espande la portata e l'impatto in tutto il mondo.</p>
<p><strong><u>Gruppo Mezzacorona:</u></strong></p>
<p>Con oltre 119 anni di storia, dal 1904 ad oggi, il Gruppo Mezzacorona è una realtà vitivinicola che gestisce la coltivazione di 2600 ettari di vigneti in Trentino-Alto Adige e di 1000 ettari di proprietà in Sicilia. Mezzacorona associa 1500 soci viticoltori che operano nel rispetto dell’ambiente con tecniche di lavorazioni sostenibili, coltivando i propri vigneti con sistemi di produzione integrata e garantendo prodotti sempre più naturali.  Nella sua attività aziendale, il Gruppo Mezzacorona è impegnato a rafforzare la cultura di un consumo del vino attento, responsabile, e rispettoso dei valori di convivialità e di condivisione gioiosa della vita sociale.<br /><br />Fonte: Ufficio Stampa Gruppo Mezzacorona</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">1124fedc-c1f1-4369-a478-f3cb97db8385</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/rigotti-occore-ristabilire-un-equilibrio-tra-domanda-e-offerta</link><title>Rigotti: occore ristabilire un equilibrio tra domanda e offerta</title><description><![CDATA[<p>“Le giacenze di vino in cantina e le difficoltà di mercato confermano il perdurare di una situazione di crisi in alcuni territori viticoli, in particolare per i vini rossi, una situazione che, a due mesi dalla prossima vendemmia, genera preoccupazione e richiede una riflessione condivisa”. Lo ha dichiarato Luca Rigotti, Coordinatore del settore vitivinicolo di Alleanza Cooperative in relazione all’attuale situazione di mercato.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/yovbhztw/luca-rigotti-nuovo-coordinatore-nazionale-del-settore-vino-di-fedagripesca-confcooperative.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/rigotti-occore-ristabilire-un-equilibrio-tra-domanda-e-offerta" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1080</width><height>832</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Secondo gli ultimi dati di giacenza disponibili e pubblicati dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, al 31 marzo erano presenti in cantina 60 milioni di ettolitri ed un’eccedenza, rispetto al 31 marzo dell’anno precedente, pari a quasi 3 milioni di ettolitri (+5,1%), per la maggior parte Dop e Igp, mentre per i vini comuni, tranne poche eccezioni circoscritte territorialmente, non si rilevano importanti giacenze di cantina. Si tratta di una situazione in cui è necessario tener conto di un calo generalizzato delle vendite e, più in generale, di una fase di cambiamento del settore, non soltanto in Italia, in termini di scelte d’acquisto e di consumi.</p>
<p>“Occorre quindi programmare – prosegue Rigotti – una strategia di medio-lungo periodo per ristabilire un equilibrio tra domanda e offerta, che riteniamo debba considerare alcune iniziative quali, ad esempio, l’attivazione di misure di governo dell’offerta previste dal Testo unico del vino, o ancora, una differente gestione delle autorizzazioni di impianto per i nuovi vigneti, con l’eventuale applicazione delle dovute premialità e correttivi. Riteniamo sia necessario sollecitare intanto l’emanazione di un Regolamento delegato che riconosca il prima possibile alcune misure di sostegno e di flessibilità, compresa la distillazione di crisi e contestualmente, in merito a quest’ultimo intervento, valutare a livello nazionale le necessità regionali, le cautele e le modalità di attuazione, quanto più mirate in considerazione delle esigenze territoriali, nonché il budget a disposizione, per evitare che l’applicazione della misura a prezzi eccessivamente bassi e dunque non congrui, possa generare distorsioni di mercato”.</p>
<p>Tali riflessioni sono emerse in maniera condivisa tra i diversi Paesi anche in sede di Gruppo di lavoro vino Copa Cogeca, che si è riunito a Bruxelles il 4 maggio scorso per discutere della situazione di mercato e da cui è emersa la necessità di andare avanti nella programmazione di un piano di gestione dell’offerta.</p>
<p>Fonte: Alleanza Cooperative Agroalimentari</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">8ab093ff-4ceb-4cbf-8d45-d2a20e94f120</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/chiude-un-vinitaly-a-pieno-regime-soddisfatte-cantine-sociali-trentine-partecipanti</link><title>Chiude un Vinitaly a pieno regime. Soddisfatte le 10 cantine sociali trentine partecipanti.</title><description>Un buyer su 3 proviene dall'estero, exploit di presenze da USA (+45%) e Asia (+116%), in crescita tutte le provenienze.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/cj1frfwv/microsoftteams-image-7-.png" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/chiude-un-vinitaly-a-pieno-regime-soddisfatte-cantine-sociali-trentine-partecipanti" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3008</width><height>2000</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Vinitaly si è chiuso ieri con 93 mila presenze complessive, di cui 29.600 straniere. La crescita rispetto all’ultima edizione è stata quasi totalmente determinata dagli ingressi di buyer esteri (+20% circa) provenienti da 143 Paesi, che in questa edizione hanno rappresentato un terzo del totale degli operatori accreditati. Di questi, oltre mille top buyer selezionati e ospitati da Veronafiere e da Ice-Agenzia. Vinitaly and the City, il “fuorisalone” veronese da quest’anno ritornato totalmente nella sfera organizzativa della fiera di Verona, ha inoltre registrato oltre 45 mila degustazioni (+50% sul 2022) da parte dei <em>winelover</em> nel centro storico di Verona. Nel 2024 Vinitaly andrà in scena dal 14 al 17 aprile.<br /><br />Soddisfazione anche per il comparto vitivinicolo cooperativo trentino, che ha visto un grande flusso di partecipanti in particolare nella giornata di domenica. Da segnalare la vittoria del premio <strong>5 Stars Wine</strong> da parte della <strong>Cantina d'Isera</strong>, con il loro Trento Doc Extra Brut Riserva 907 2017, e la presentazione dell'ultima novità di <strong>Cavit</strong>: <strong>Kelter Lagrein 2020</strong> Trentino Doc Riserva, un vino caratterizzato da una forte identità territoriale.</p>
<p>«Chiudiamo oggi un Vinitaly finalmente a pieno regime, che ha visto una partecipazione corale di operatori, stampa e istituzioni. Siamo particolarmente soddisfatti per il riscontro che stiamo riscuotendo dalle aziende e dai territori, che rappresentano la vera forza di questa manifestazione». Lo ha detto, oggi in chiusura di Vinitaly, il presidente di Veronafiere, <strong>Federico Bricolo</strong>. «L’obiettivo – ha aggiunto – è quello di costruire con i partner istituzionali una piattaforma promozionale permanente e coordinata in grado di attrarre da un lato gli investimenti dell’incoming sull’Italia, dall’altro sul prodotto italiano all’estero con un radicamento di Veronafiere - dopo Brasile e Cina - negli Stati Uniti, Giappone, Corea del Sud e Far East».</p>
<p>«Gli investimenti fatti in favore dell’incoming estero – ha detto l’ad di Veronafiere, <strong>Maurizio Danese</strong> – hanno dato un primo concreto risultato a un Vinitaly che vogliamo sempre più decisivo per il business degli espositori che per la manifestazione riservano risorse importanti. Un matching domanda-offerta che ha funzionato, come dimostrato anche dagli oltre 11mila appuntamenti pianificati tra espositori e buyer della piattaforma Vinitaly plus che si aggiungono a quelli fissati direttamente tra aziende e buyer. Il nuovo corso è iniziato ma non è certo terminato: Vinitaly – ha concluso Danese – sarà sempre vettore del made in Italy, sia qui che all’estero, se ragionerà in termini di sviluppo del settore e delle sue imprese, ed è questo che stiamo cercando di fare».</p>
<p>Nella <em>top five</em> delle provenienze, gli Stati Uniti staccano nettamente la Germania. Terzo rimane il Regno Unito mentre la Cina torna in quarta posizione, scavalcando il Canada. Ferma restando la crescita generale del mercato europeo, si segnala il grande ritorno degli operatori da tutti i mercati extra-Ue: l’Asia, più che raddoppiata (+116%) trainata dal rientro dei cinesi che superano le 1000 presenze, e il Giappone (+143%). Le Americhe segnano un +38% con exploit degli USA (+45%) e del Brasile (+46%), oltre a un ulteriore consolidamento del Canada (+19%). Anche l’Australia in tripla cifra, a +130%</p>
<p>Chiude la fiera a Verona ma si aprono le tappe di Vinitaly in Cina. Con il sostegno di Ice, sarà Chengdu (11 aprile) il primo appuntamento. In primo piano la masterclass di apertura con l’unico master sommelier cinese Yang LV oltre a un business forum – organizzato dalla controllata Wine to Asia - con una delle più influenti piattaforme dedicate al vino in Cina, Wine Sommelier. Si vola poi a Shenzhen, il 14 aprile, nel Padiglione Italiano della Fiera governativa di Hainan, per un tasting e la presentazione dell’Italia a Wine to Asia (11-13 maggio), insieme a Ice e a Fondazione Altagamma. A Shenzhen, manifestazione internazionale di Veronafiere, è attesa la presenza di oltre 450 espositori provenienti da 20 Paesi.  <br /><br />FONTE PRINCIPALE: Ufficio stampa Vinitaly</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">da6e5f92-1287-4686-a18b-77abd916c34e</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/luca-rigotti-alleanza-cooperative-agroalimentari-su-etichette-vino</link><title>Luca Rigotti (Alleanza Cooperative Agroalimentari) su etichette vino</title><description><![CDATA[<p>Sul vino non si deve fare terrorismo psicologico, come invece nel caso dell’Irlanda, ma informazione corretta per una migliore educazione al consumo. È netto il messaggio del coordinatore vino di Alleanza Cooperative Agroalimentari Luca Rigotti nel suo intervento alla tavola rotonda “Vino fare sistema” svoltasi questo pomeriggio al Vinitaly, alla presenza del ministro degli esteri Antonio Tajani e del sottosegretario Patrizio La Pietra.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/xvblui21/etichettevinorigotti.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/luca-rigotti-alleanza-cooperative-agroalimentari-su-etichette-vino" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1024</width><height>768</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“Sull’indicazione in etichetta di calorie ed ingredienti e sull’inserimento di messaggi di avvertenza, - sottolinea Rigotti - ribadiamo la necessità che per i prodotti vitivinicoli si segua un approccio consapevole ed educativo, mai allarmistico”. Non solo: “Mentre le indicazioni nutrizionali e della lista degli ingredienti possono avere, se impostate nel modo corretto, un significato di trasparenza e di supporto alle scelte consapevoli da parte dei consumatori, ciò non può in alcun modo avvenire attraverso l’imposizione, come nel caso dell’Irlanda, di messaggi intimidatori da trasmettere al consumatore che non tengano in alcun conto la differenza tra consumo e abuso”, osserva.</p>
<p>Ricordiamo infatti che l’accordo raggiunto dal settore vitivinicolo con la Commissione Europea prevede l’indicazione in etichetta delle sole calorie, mentre l’indicazione degli altri valori nutrizionali e dell’elenco degli ingredienti potrà avvenire off-label. E in tema di “warning label” il coordinatore vino di Alleanza Cooperative Agroalimentari ha le idee chiare: “Sono controproducenti in termini di educazione al consumo, e appaiono piuttosto come una sorta di ‘scarico di responsabilità’ da parte di chi le impone, preferendo questo approccio a quello più difficile di insegnare ed educare ad un consumo corretto e consapevole del vino”. Insomma: “ “Iniziative come quella irlandese mettono a repentaglio l’unitarietà dell’organizzazione comune di mercato, così come l’immagine di un prodotto dalla tradizione millenaria, simbolo della Dieta Mediterranea e del buon vivere”, conclude.</p>
<p>Fonte: Alleanza Cooperative Agroalimentari</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">18038eec-5ccb-46ed-bb1f-3b45afedcbf9</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/vino-boom-del-fatturato-export-per-le-cooperative</link><title>Vino, boom del fatturato export per le cooperative: +130% in dodici anni</title><description><![CDATA[<p>Presentata a Roma un’indagine Ismea sull’internazionalizzazione delle cooperative italiane.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/d5sedqjj/luca-rigotti-eletto-presidente-del-gruppo-di-lavoro-vino-del-copa-cogeca.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/vino-boom-del-fatturato-export-per-le-cooperative" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1080</width><height>832</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Tra il 2010 e il 2022 il fatturato generato dall’export delle cantine aderenti ad Alleanza cooperative ha registrato una crescita del 130%, con un trend superiore all’andamento delle esportazioni nazionali di vino che nello stesso periodo sono cresciute del 101%. Anche il fatturato complessivo negli ultimi dieci anni è aumentato dell’88%, a conferma di una crescita economica e un posizionamento importante conquistato dalle oltre 379 cooperative italiane, che producono il 58% del vino italiano.</p>
<p>È quanto emerge dall’indagine sul grado di internazionalizzazione delle cooperative vitivinicole realizzato da Ismea per Alleanza delle cooperative e presentato oggi a Roma nella conferenza stampa <em>A tutto export, i vini cooperativi alla prova dell’export</em>, che ha anche ufficializzato l’avvio di un protocollo di intesa tra Alleanza cooperative e Ismea, finalizzato ad analizzare i dati strutturali del settore, il mercato e il commercio estero, con particolare riferimento al mondo della cooperazione.</p>
<p>Analizzando nel dettaglio le varie tipologie di impresa, dallo studio di Ismea sui bilanci delle cantine emerge che a crescere di più negli ultimi 12 anni come fatturato totale sono state le medie imprese, mentre quelle che sono riuscite a realizzare performance migliori sui mercati esteri sono le imprese che hanno fatturati superiori a 50 milioni di euro. Solo le microimprese hanno avuto un calo (-10%) delle vendite sui mercati esteri, a conferma, ha spiegato Carlo Piccinini, presidente Alleanza Cooperative Agroalimentari - che se le dimensioni aziendali calano, si registrano contrazioni sui mercati esteri”.</p>
<p>Passando ad analizzare i principali mercati su cui commercializzano le nostre cooperative, è la Germania il primo Paese di destinazione dell’export in ambito UE (indicato dal 79% delle cooperative su cui è stata condotta l’indagine), seguito da Francia e Paesi Bassi. Tra i Paesi extra-UE, gli Stati Uniti si collocano in prima posizione per il 65% delle cantine esportatrici, seguiti da Canada e Giappone.</p>
<p>“Le ottime performance delle nostre cooperative sui mercati esteri negli ultimi anni – commenta il Coordinatore del settore vitivinicolo di Alleanza Cooperative Luca Rigotti – sono avvenute in un lasso temporale che corrisponde in gran parte con l’introduzione di una misura di sostegno europea, quella della promozione nei paesi terzi, che ha contribuito certamente a portare il vino italiano nel mondo. La misura, che è stata confermata nel piano strategico nazionale della nuova Politica Agricola Comune 2023-2027, presenta a nostro avviso alcuni margini di miglioramento: auspichiamo che si possano presto introdurre maggiori flessibilità specie in ordine alle modalità di rendicontazione delle spese e di presentazione delle varianti”.</p>
<p>“Le buone performance ottenute negli ultimi 12 anni – ha messo in guardia il presidente di Alleanza cooperative Agroalimentari Carlo Piccinini nel suo intervento – non devono tuttavia farci dimenticare le difficoltà che il settore vitivinicolo sta vivendo, stretto tra le conseguenze della grave impennata dei costi di produzione e dell’energia, le difficoltà di approvvigionamento per alcuni materiali come il vetro e la crisi generalizzata dei consumi dovuta alle spinte inflazionistiche”. Una situazione che rischia di far perdere competitività alle nostre imprese rispetto ad altri principali paesi produttori europei”.</p>
<p><strong>La cooperazione vitivinicola di Alleanza</strong></p>
<p>Alle tre centrali di Alleanza cooperative aderiscono <strong>379</strong> cantine con oltre <strong>110mila</strong> soci, una produzione pari al 58% del vino italiano, un giro d’affari di <strong>4,8 miliardi</strong> di euro, il 40% del totale del fatturato del vino nazionale. Il fatturato aggregato derivante dall’export delle cantine cooperative è pari a <strong>2 miliardi di euro</strong>, pari a circa un terzo di tutto il vino italiano commercializzato all’estero.</p>
<p>La valorizzazione dei soci è garantita da un livello medio di prevalenza mutualistica che si attesta ben oltre l’82%. In termini occupazionali, la cooperazione vitivinicola associata dà lavoro a oltre 9.000 persone, di cui il 67% è impiegato a tempo indeterminato.</p>
<p><strong>Note sull’indagine</strong></p>
<p><em>L’indagine è stata realizzata a febbraio 2023, con il coinvolgimento di 71 cooperative su un totale di 379 aderenti al settore vitivinicolo di Alleanza delle Cooperative, un campione altamente rappresentativo dal momento che le cantine intervistate rappresentano la metà della produzione totale e del fatturato da export delle cantine cooperative, circa un quarto della superficie vitata nazionale e una quota pari a 1/5 del fatturato complessivo del settore vino.</em></p>
<p><em>Il campione dell’indagine è anche assolutamente omogeneo rispetto alle diverse classi di fatturato. Il 29% del campione è costituito da imprese con fatturato tra 10 e 50 milioni, seguito dalle piccole (da 2 a 10 milioni, 28%,) e dalle grandi imprese (fatturato superiore a 50 milioni di euro 22%,). </em></p>
<p><em>La maggior parte delle cooperative che esportano sono «medie imprese» (10-50 milioni di euro di fatturato).<br /></em><br />Fonte: Alleanza Cooperative Agroalimentari</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">42054677-c11c-4e58-a36a-4cd05eca3198</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/mezzacorona-premiata-in-germania-come-miglior-produttore-italiano</link><title>Mezzacorona premiata in Germania come "miglior produttore italiano"</title><description><![CDATA[<p>Al concorso "Mundus Vini Springs Tasting 2023" con 13 medaglie d'oro e 14 d'argento.<strong><br /></strong></p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/1ojeavch/giovannini-e-rigotti.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/mezzacorona-premiata-in-germania-come-miglior-produttore-italiano" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2048</width><height>1365</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Nuovo prestigioso riconoscimento per il Gruppo Mezzacorona, in uno dei più importanti eventi enologici a livello mondiale.</p>
<p>In Germania, al “Mundus Vini Spring Tasting 2023”, il più prestigioso concorso internazionale dedicato al vino svoltosi a Neustadt (Renania Palatinato) e che è giunto alla 32esima edizione, Mezzacorona è stata insignita del Premio come “<strong>Miglior Produttore Italiano” </strong>ottenendo il record di ben 13 medaglie d'oro e 14 medaglie d’argento. Il concorso si è concluso a fine febbraio e ha visto impegnati oltre 200 esperti enologici provenienti da tutto il mondo, che hanno degustato e valutato 7.500 vini.</p>
<p>Mezzacorona ha ottenuto in particolare il sigillo come “Best of Show”, la massima onorificenza, per 2 vini: il Pinot Grigio Castel Firmian Trentino Doc Riserva 2021 (miglior vino bianco del Trentino) e il Dalila Feudo Arancio Sicilia Doc 2021 (miglior vino bianco della Sicilia).</p>
<p>La consegna ufficiale del riconoscimento si svolgerà domenica prossima 19 marzo nel corso della prima giornata della grande fiera del vino ProWein di Düsseldorf, in programma dal 19 al 21 marzo 2023.</p>
<p>Questo successo conferma il valore del grande lavoro attuato dal Gruppo Mezzacorona per raggiungere l’eccellenza produttiva e per valorizzare l’impegnativo percorso della sostenibilità attuato dai propri soci.</p>
<p>Ufficio Stampa Gruppo Mezzacorona - Maurizio Bassetti</p>]]></encoded></item></channel></rss>