<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=vigneti</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Fri, 08 May 2026 01:15:04 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">6487f957-f73e-46e4-a5e4-52974bfd5e70</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/dai-vigneti-alla-citta-il-trentodoc-festival-brinda</link><title>Dai vigneti alla città, il Trentodoc Festival brinda con 11mila ospiti</title><description>Appassionati, amanti del buon bere e famiglie hanno risposto presente al Festival delle bollicine di montagna, che per tre giorni – in un weekend iniziato venerdì – ha animato case spumantistiche e città capoluogo con un programma senza precedenti.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/s5fhbrqk/trentodoc2025.png" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/dai-vigneti-alla-citta-il-trentodoc-festival-brinda" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>628</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Le 11mila presenze, in linea con l’edizione dello scorso anno, confermano una partecipazione solida e un coinvolgimento sempre più serrato attorno al metodo classico trentino. Il maltempo non ha frenato la curiosità e il desiderio di vivere esperienze autentiche: gioielli dell’arte, vigneti e sale degustazione hanno fatto da cornice a 168 appuntamenti, mai così numerosi per questa kermesse che già guarda all’edizione 2026, su cui lavoreranno la Provincia autonoma di Trento quale promotore del grande evento e le realtà organizzative: Istituto Trento Doc con Trentino Marketing, in collaborazione con Corriere della Sera e il contributo attivo della filiera dell’accoglienza. “Con la conclusione della quarta edizione del Trentodoc Festival celebriamo non solo il successo di una manifestazione che ha saputo coinvolgere pubblico, operatori e territori, ma anche la forza di un comparto che continua a crescere e a innovare” sono le parole cariche di soddisfazione dell’assessore provinciale all’agricoltura e promozione dei prodotti trentini, Giulia Zanotelli. <br />“In questi giorni - osserva l’assessore Zanotelli - abbiamo visto come il Trentodoc sia sempre più ambasciatore del Trentino nel mondo: una sintesi di qualità e identità. Il confronto tra produttori, esperti e istituzioni ha messo in evidenza temi centrali per il futuro, dalla cura del territorio alle nuove sfide dei mercati internazionali, fino al ruolo decisivo della ricerca e della formazione. Il Festival ci ha ricordato che la forza del nostro settore non si misura soltanto nell’offerta di prodotti di eccellenza, ma anche nella capacità di generare valore per le comunità locali attraverso l’enoturismo e di costruire reti di collaborazione. Guardando avanti, il nostro impegno sarà quello di continuare a sostenere le imprese, accompagnando il Trentodoc in un percorso di ulteriore crescita, con una visione che unisce tradizione e innovazione”.<br />Per il vicedirettore di Corriere della Sera Luciano Ferraro - direttore artistico del Trentodoc Festival - quella che termina oggi è stata "l’edizione più attrattiva e coinvolgente di sempre. Giunto alla quarta tappa del suo percorso, il Festival delle bollicine di montagna ha registrato il tutto esaurito in ogni evento, dai dibattiti agli spettacoli, dalle degustazioni agli incontri con gli chef. E’ stata la  prova di maturità di una manifestazione in continua crescita che ha fatto arrivare in città e provincia appassionati da tutta Italia. La formula (messa a punto con il traino del Corriere della Sera) che mette assieme conoscenza del vino e intrattenimento, riflessione e approfondimenti, si è dimostrata vincente. Il Festival è diventato, anno dopo anno, un punto di riferimento per enoturisti e degustatori, grazie anche al continuo impegno didattico dei sommelier dell’Ais".<br />La gratificazione dei produttori associati all’Istituto Trento Doc - al termine di giornate in cui l’impegno è stato particolarmente forte - emerge in maniera chiara dall’intervento del presidente Stefano Fambri. “Durante questa edizione moltissimi ospiti arrivati anche da fuori regione hanno partecipato a Trentodoc Festival - racconta Fambri -. In particolare, abbiamo registrato una significativa presenza a Trentodoc in Cantina, un palinsesto di 130 appuntamenti diffusi sul territorio e organizzati dai produttori; occasioni pensate per vivere da vicino l’atmosfera delle bollicine di montagna e scoprirne le peculiarità produttive, ambientali e territoriali. La grande affluenza, anche di giovani, è la testimonianza di un interesse autentico da parte di operatori, appassionati e ospiti; un risultato di cui siamo orgogliosi e che conferma la crescita di Trentodoc e il lavoro costante dell’Istituto sulla sua notorietà e immagine”.<br />Per l'amministratore delegato di Trentino Marketing Maurizio Rossini: “Il Trentodoc Festival ha permesso non solo di vivere il fascino delle bollicine di montagna, ma anche di approfondire il mondo del Trentodoc: dagli abbinamenti con la grande cucina fino agli spunti sul futuro che attende questo settore. È stato un festival che ha permesso di degustare, conoscere e divertirsi, riuscendo ad esprimere la vera anima delle bollicine di montagna. <br />L’energia e l’entusiasmo manifestato dai partecipanti in questi giorni ci spingono già a guardare al futuro, insieme all’Istituto Trento Doc e ai produttori, con l’impegno di elevare sempre più il valore del Trentodoc, in ambito nazionale e internazionale”. <br />Per il presidente di Trentino Marketing Gianni Battaiola: “Questa quarta edizione del Trentodoc Festival ha saputo raccontare ancora una volta l’effervescenza del Trentino, un territorio che coniuga una grande cultura del lavoro con la capacità di esprimere qualità ai massimi livelli. Il Trentodoc rappresenta una delle migliori immagini del nostro territorio, grazie a un tessuto di case spumantistiche variegate, dalle più grandi alle più piccole, tutte accomunate da passione e radici forti. Anche quest’anno sono state proposte tre giornate intense, tra degustazioni, spettacoli e momenti di incontro in città e nelle cantine. Un contributo prezioso è arrivato anche dai locali, che hanno proposto il Trentodoc nei loro spazi, rendendo l’esperienza ancora più diffusa e partecipata”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Pat</author></item><item><guid isPermaLink="false">102c3dba-28f3-4da4-a2c9-66aec0eb1edb</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/vigneti-bio-sotto-osservazione-peronospora-oidio-e-flavescenza</link><title>Vigneti bio, sotto osservazione peronospora, oidio e flavescenza  </title><description><![CDATA[Sono 1371 gli ettari di vite coltivati con metodo biologico in Trentino, vale a dire il 13,3 per cento della superficie complessiva viticola. <strong><br /></strong>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/nqrkh0j2/vigneto.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/vigneti-bio-sotto-osservazione-peronospora-oidio-e-flavescenza" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1024</width><height>768</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[Quest'anno a preoccupare i viticoltori è stata la peronospora, ma rimane alta l'attenzione anche sui giallumi, in particolare sulla flavescenza dorata. Le grandinate di luglio hanno provocato danni alla produzione in molte zone della provincia; ora è quasi tempo di vendemmia e si spera in condizioni meteorologiche favorevoli alla maturazione dei grappoli.<br />Difesa, gestione dei vigneti coltivati con metodo biologico in Trentino e sperimentazioni in corso sono stati al centro dell'incontro che si è tenuto questa mattina alla Fondazione Mach. L'evento è stato organizzato, come tradizione vuole, in collaborazione con il Centro di sperimentazione di Laimburg che nel pomeriggio ha focalizzato l'attenzione del mondo produttivo sulle prove sperimentali in frutticoltura biologica.<br />I temi dell’incontro<br />L'incontro, trasmesso anche in diretta youtube, è stato seguito da circa 150 viticoltori e tecnici del Nord Italia. Organizzato dall’Unità Agricoltura Biologica del Centro Trasferimento Tecnologico ha visto intervenire in apertura il dirigente Maurizio Bottura, e il responsabile dell’Unità Daniele Prodorutti. Sono seguiti gli interventi tecnici sui controlli e situazione fitosanitaria nelle aziende biologiche in Trentino (Marco Chiusole), i risultati delle prove sperimentali di difesa in viticoltura biologica (Roberto Zanzotti), gli approcci di gestione della chioma su Cabernet franc e varietà resistenti svolte in collaborazione con l'Università di Trento (Michele Faralli), la flavescenza dorata tra vigneto e paesaggio in base all’esperienza ticinese (Mauro Jermini - Centro Ricerca Agroscope Cadenazzo-Svizzera). Infine, è seguita la visita ai vigneti sperimentali in località San Donà a San Michele.<br />Infezioni e difesa fitosanitaria<br />L’annata 2023 è stata caratterizzata da un’elevata pressione di peronospora, provocata principalmente dalle infezioni avvenute tra la fine di maggio e la prima metà di giugno. La difesa fitosanitaria contro questo patogeno, basata sull’uso di prodotti rameici a basso dosaggio, ha permesso di proteggere i grappoli dei vigneti biologici: i danni alla produzione sono generalmente lievi e limitati agli appezzamenti posti nelle zone più soggette agli attacchi di peronospora. La difesa dall’oidio, altro patogeno importante per la vite, è stata impostata sull’uso di prodotti a base di zolfo che hanno permesso di ridurre la presenza di questo fungo in maniera molto significativa rispetto ai testimoni non trattati. Infatti, sui grappoli non trattati la diffusione di oidio si è manifestata precocemente e risultava già elevata a fine giugno.<br />Il mese di luglio ha visto il verificarsi di eventi meteorologici intensi, spesso a carattere grandinigeno, che hanno provocato danni alla produzione in molte zone della provincia. Rimane alta l’attenzione verso il contenimento dei giallumi, in particolare di flavescenza dorata e del suo vettore Scaphoideus titanus.<br />Attività sperimentali per controllare peronospora, oidio, gestione della chioma e flavescenza<br />Per quanto riguarda le attività sperimentali, nel corso della stagione 2023 sono state impostate delle prove per il controllo di peronospora e oidio nei vigneti della Fondazione Mach. Per la difesa da peronospora sono state messe a confronto strategie di difesa con rame a bassi dosaggi, da solo e in miscela con altre sostanze quali l'olio essenziale di arancio dolce e l'estratto di salice. L'esperienza è stata estesa con la valutazione dell’efficacia del chitosano e di un nuovo formulato rameico. Il contenimento di peronospora è stato soddisfacente in tutte le tesi in cui si è impiegato il rame, l'aggiunta di altre sostanze non ha contribuito a migliorare l'efficacia dello stesso in modo significativo. Il chitosano, impiegato da solo, non ha garantito una sufficiente protezione di foglie e grappoli.<br />Per la difesa dall'oidio, sono state impostate strategie a base di zolfo liquido in confronto al bicarbonato di potassio in miscela con una bassa dose di zolfo e al siero di latte, nell’ottica di diminuire l'apporto di zolfo in vigneto. I prodotti testati hanno permesso una riduzione delle infezioni in confronto al testimone non trattato.<br />Le prove di gestione della chioma della vite sono state presentate con una sintesi di quattro anni di sperimentazione in diversi vigneti e varietà, con l’obiettivo di ottimizzare le operazioni di gestione a verde per migliorare i parametri qualitativi dei mosti e dei vini e valutare la funzionalità fogliare in relazione a potenziali stress ambientali. I risultati forniscono utili evidenze applicative per il viticoltore. La potatura verde si conferma un prezioso strumento per indirizzare la maturazione verso obiettivi enologico-qualitativi desiderati in un contesto di cambiamento climatico.<br />Focus sulla flavescenza: il confronto con l’esperienza ticinese<br />È stato presentato, infine, un approfondimento sulla flavescenza dorata con gli studi svolti in Ticino volti allo sviluppo di una strategia di gestione della patologia. In particolare, è stato valutato l’impatto del fitoplasma sullo sviluppo dei tessuti vegetali nei tralci e nel tronco e il ruolo del paesaggio (piante arboree e diverse specie di cicaline sono risultate positive a flavescenza dorata) nella diffusione della malattia. La strategia di gestione nel vigneto, alla quale si deve associare una gestione degli elementi chiave del paesaggio circostante, sono elementi importanti per ridurre i rischi epidemici.<br /><br />Fonte: Ufficio Stampa Fem<br /><strong><br /></strong>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">ac76f4e1-4e33-4747-879f-9da12fbda9dd</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/431-pagine-per-conoscere-il-suolo-e-gestire-al-meglio-i-vigneti</link><title>431 pagine per conoscere il suolo e gestire al meglio i vigneti</title><description><![CDATA[E' una imponente indagine, durata dieci anni, che raccoglie il prezioso lavoro di geologi, pedologi, agronomi e tecnici della filiera vitienologica trentina che restituisce la prima fotografia completa e approfondita sui suoli dei vigneti trentini. Perché solo dalla conoscenza della risorsa suolo è possibile puntare al miglioramento delle performance produttive e qualitative dei vigneti.<strong><br /></strong>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/dusldlff/librofem.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/431-pagine-per-conoscere-il-suolo-e-gestire-al-meglio-i-vigneti" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1024</width><height>680</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[Una ricerca di alto spessore tecnico-scientifico, confluita nella pubblicazione "I suoli dei vigneti trentini, dalla zonazione agli strumenti di gestione", presentata ufficialmente ieri da Fondazione Edmund Mach e CAVIT. La ricerca, contenuta in 431 pagine, è stata svolta nell’ambito del progetto PICA (2011-2014) finanziato da CAVIT, con il contributo della PAT-APIAE (L.P. 6/99) e proseguita con successivi studi e approfondimenti.<br />Alla presentazione sono intervenuti i presidenti di FEM e CAVIT, Mirco Maria Franco Cattani e Lorenzo Libera, i curatori della pubblicazione Duilio Porro e Giacomo Sartori accanto ad Andrea Faustini di CAVIT ed è stata moderata dalla giornalista dell'Informatore Agrario, Emiliana Carotenuto.<br />1.577 trivellate, 364 profili pedologici studiati, 1.110 campioni di suolo raccolti e analizzati, che sommati a quelli già presenti in banca dati e armonizzati ammontano ad un totale di 3.094 trivellate, 636 profili, 2.096 orizzonti e relativi campioni di suolo analizzati, e 5.101 campioni fogliari esaminati provenienti da 1.175 siti differenti: sono alcuni dei numeri che rappresentano lo studio. Per il quale è arrivato il plauso del Presidente FEM, <strong>Mirco Maria Franco Cattani</strong>. "Con grande sensibilità scientifica e intuito - ha evidenziato - CAVIT ha promosso questa iniziativa scientifica dedicata alla conoscenza dei suoli e culminata nella interessante e articolata pubblicazione che viene presentata oggi. Il libro si sposa con quella visione di sistema che caratterizza il Trentino, sempre auspicata e fortemente necessaria per dare valore al territorio e, in questo caso specifico, per dare impulso ad una agricoltura innovativa e sostenibile".<br />Il volume contiene una preziosa "banca" di dati pedolologici e agronomici che rappresenta uno strumento utile ai viticoltori, i primi responsabili della conservazione dei suoli, per scegliere gli interventi da realizzare sul suolo durante la coltivazione e gestione del vigneto, in primis la disponibilità di acqua e di nutrienti. "Grazie agli studi del progetto Pica, CAVIT favorisce da anni lo sviluppo sostenibile del nostro territorio, dal punto di vista ambientale, sociale ed economico. Il volume presentato oggi rappresenta un progetto editoriale e divulgativo che, grazie anche alla collaborazione con Fondazione Mach, fornisce preziose informazioni per una gestione viticola evoluta” ha concluso il Presidente di Cavit, <strong>Lorenzo Libera.</strong><br />Corredato da un consistente apparato iconografico, con mappe e immagini, il libro fotografa i suoli dei vigneti trentini individuando 151 unità tipologiche di suolo con le loro caratteristiche pedologiche ed agronomiche in termini idrologici e nutrizionali, fornendo anche indicazioni relative alle potenzialità di vigore delle viti.<br />Lo studio è stato sviluppato in varie fasi, a partire dalla fotointerpretazione e dalla risultante carta dei pedopaesaggi, dai rilievi di campagna per l’individuazione delle unità tipologiche di suolo fino alle analisi di laboratorio su suolo e foglie, recuperando anche una serie di analisi storiche fin dagli anni Novanta, alle analisi climatiche e agli studi sul bilancio idrico della coltura.<br /><br />Per visualizzare la pubblicazione<br /><a href="https://www.fmach.it/Servizi-Generali/Editoria">https://www.fmach.it/Servizi-Generali/Editoria </a><br /><br />Fonte: Ufficio Stampa Fem]]></encoded></item></channel></rss>