<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=turismo</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Thu, 23 Apr 2026 16:52:31 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">c584dea3-5536-486d-96cf-1c003f123bb3</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/identita-comunita-e-innovazione-al-centro-del-futuro-del-turismo-montano</link><title>Identità, comunità e innovazione al centro del futuro del turismo montano</title><description>Si è conclusa oggi al MUSE di Trento la XXVI edizione della BITM – Le Giornate del Turismo Montano, manifestazione promossa da Confesercenti del Trentino con il supporto delle categorie economiche e degli enti legati al turismo montano.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/srabozoi/bitm-roberto-simoni.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/identita-comunita-e-innovazione-al-centro-del-futuro-del-turismo-montano" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>5712</width><height>4284</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Tre giornate di confronto, esperienze e approfondimenti che hanno messo al centro la narrazione come strumento di valorizzazione, l’identità dei territori alpini e la governance sostenibile del turismo montano. Moderata dal direttore scientifico Alessandro Franceschini e dalla giornalista Linda Pisani, la BITM 2025 ha riunito al MUSE studiosi, operatori, istituzioni e studenti, confermandosi come il più importante laboratorio nazionale di confronto sul turismo di montagna.</p>
<p>Cosi Massimiliano Peterlana, presidente della BITM: “Questa edizione della BITM ha dimostrato quanto il turismo montano non sia soltanto un settore economico, ma un laboratorio di futuro per i territori. La forza delle nostre comunità, il valore della tradizione e il coraggio dell’innovazione sono gli elementi che ci permettono di costruire destinazioni autentiche, accoglienti e sostenibili. Il confronto di questi giorni ci consegna una direzione chiara: lavorare insieme – istituzioni, imprese, mondo della formazione e realtà locali – per un turismo capace di generare valore, preservare la bellezza delle nostre montagne e restituire benessere a chi le abita. La BITM continuerà a essere questo: uno spazio di dialogo e visione, dove il Trentino e l’intero arco alpino possano interrogarsi, crescere e scegliere il proprio futuro”. La sessione conclusiva ha portato all’individuazione di cinque direttrici chiave. La prima è l’identità, intesa come valore da custodire con attenzione evitando di scivolare nel folklore. La seconda è la tradizione, considerata come patrimonio immateriale e riconosciuta quale elemento distintivo della proposta turistica. Segue l’asse dell’innovazione, che richiama la necessità di sperimentare senza perdere autenticità, integrando tecnologia, intelligenza artificiale e sostenibilità. Centrale anche il tema della narrazione, che invita ad ampliare il racconto oltre la natura per includere cultura, comunità ed enogastronomia. Infine, è emerso il concetto di piattaforma turistica, in cui le destinazioni diventano piattaforme comunitarie capaci di interpretare e dare senso alla complessità dei flussi contemporanei. Passione, visione ed equilibrio sono le parole chiave aggiunte dalle categorie economiche intervenute.</p>
<p>TRE GIORNATE PER RACCONTARE IL FUTURO DEL TURISMO MONTANO</p>
<p>Dalla presentazione dello studio inedito <em>“La narrazione come strumento di valorizzazione turistica del territorio”</em>, che ha aperto la manifestazione, al focus di ieri sul destination management curato dal Consorzio delle APT del Trentino, la BITM ha intrecciato voci, esperienze e visioni che mostrano come le montagne possano essere luoghi di innovazione, identità e comunità. Nel corso delle tre giornate si sono alternati oltre 60 relatori – accademici, operatori, amministratori, studenti e rappresentanti delle categorie economiche – portando contributi e testimonianze sul turismo rigenerativo, comunitario e sostenibile. La giornata finale ha offerto una sintesi dei contenuti emersi e una riflessione collettiva sul futuro del turismo montano.</p>
<p>L’INTERVENTO DEL PRESIDENTE DI CONFESERCENTI DEL TRENTINO, MAURO PAISSAN</p>
<p>Così il presidente di Confesercenti del Trentino, Mauro Paissan: “Possiamo far evolvere la visione del nostro territorio. Un Trentino che si afferma come territorio montano, alpino e lacustre perfettamente connesso, capace però di offrire ai propri ospiti e ai residenti la possibilità di una ‘disconnessione intelligente’.</p>
<p>Una meta dove la tecnologia accompagna senza sovrastare, dove esperienze dinamiche si alternano a momenti di silenzio. Dove la cura dei luoghi, la qualità dei servizi, le tradizioni, i saperi e i sapori non sono uno sfondo, ma l’essenza stessa del viaggio. Un Trentino inclusivo, riconoscibile, vero. La sfida che si apre con BITM 2025 è diventare un territorio connesso al mondo, ma capace di far respirare chi lo attraversa. Un equilibrio che richiede visione, responsabilità e un lavoro comune tra imprese, istituzioni e comunità locali.</p>
<p>Il turismo di domani sarà questo: un ponte tra ciò che siamo e ciò che vogliamo diventare. Non un’immagine, ma una direzione. Sì, possiamo! Ma vogliamo?”</p>
<p>LA GIORNATA CONCLUSIVA – IDEE, PROSPETTIVE E VISIONI CONDIVISE</p>
<p>Gli interventi introduttivi hanno restituito una visione articolata e complementare sul futuro del turismo montano, incrociando lo sguardo delle istituzioni, del mondo accademico e delle realtà che vivono e custodiscono quotidianamente la montagna. La voce della politica, con gli interventi di Alberto Pedrotti, assessore al turismo del Comune di Trento e Giulia Zanotelli, assessora provinciale all’agricoltura, ha evidenziato l’importanza di una strategia territoriale capace di tenere insieme identità e innovazione. Pedrotti ha sottolineato come il tema dell’identità sia oggi cruciale per il turismo: un patrimonio da reinterpretare continuamente alla luce delle evoluzioni del mercato, mantenendo però una coerenza che consenta al visitatore di ritrovare in Trentino ciò che lo rende unico. Anche Zanotelli ha richiamato la necessità di rafforzare questo legame tra territorio e offerta turistica, soffermandosi in particolare sull’enogastronomia come elemento sempre più strategico. Ha ricordato come la politica possa mettere a disposizione risorse e indirizzo, ma che solo un progetto condiviso dai territori – imprese, aziende agricole, APT e strutture ricettive – possa rendere davvero efficace il binomio tra promozione dei prodotti e promozione del territorio.</p>
<p>Sul versante della formazione e della ricerca, l’intervento di Gabriella Berloffa, ha posto l’accento sul ruolo chiave dell’Università di Trento nel preparare i professionisti di domani. La direttrice del Dipartimento di Economia e Management ha ricordato l’importanza di formare operatori consapevoli dell’interdipendenza tra il benessere del territorio, delle comunità e delle persone. I laboratori interdisciplinari, ha spiegato, insegnano agli studenti che nessuna decisione può essere presa senza uno sguardo a 360 gradi sulle dimensioni economiche, ambientali e sociali coinvolte.</p>
<p>La voce della montagna è arrivata con le riflessioni di Cristian Ferrari, presidente SAT e Mauro Leveghi, presidente del Trento Film Festival, che hanno richiamato il valore dei territori alpini come luoghi fragili e insieme ricchissimi di identità. Ferrari ha ricordato come le terre alte insegnino il senso del limite: la capacità di carico degli ecosistemi deve orientare ogni scelta, andando oltre slogan come overtourism per affrontare concretamente il tema del superamento dei limiti naturali. Leveghi ha ampliato questa visione sottolineando che ogni montagna ha una propria identità, fatta di valori materiali e immateriali, sedimentati nel tempo. Identità, responsabilità e sostenibilità – ha affermato – sono i pilastri su cui costruire un brand territoriale credibile e rispettoso delle comunità alpine.</p>
<p>L’INTERVENTO DI VITTORIO MESSINA, PRESIDENTE NAZIONALE DI ASSOTURISMO</p>
<p>Nel suo intervento BITM, Vittorio Messina, presidente nazionale di Assoturismo, ha evidenziato come il turismo stia vivendo una fase di profonda trasformazione. La montagna, in particolare, è chiamata a coniugare sostenibilità, innovazione e qualità, diventando un laboratorio di nuovi modelli di sviluppo territoriale. Messina ha delineato i principali scenari emergenti: crescita del turismo esperienziale e territoriale, digitalizzazione dei servizi e delle competenze, sostenibilità ambientale come valore competitivo, diversificazione dell’offerta e destagionalizzazione. Sul fronte operativo, il presidente di Assoturismo ha indicato alcuni strumenti chiave d’innovazione: formazione continua per gli operatori, governance pubblico-privata, uso dei dati per la personalizzazione dell’offerta, sviluppo di prodotti turistici identitari e inclusivi, sostegno all’imprenditorialità giovanile e alla mobilità sostenibile. “La montagna italiana – ha sottolineato Messina – non è solo scenario ma attore protagonista del turismo del futuro. È nelle terre alte che si costruisce l’equilibrio tra crescita economica, tutela ambientale e coesione sociale.” L’intervento si è concluso con un invito alla cooperazione tra imprese, istituzioni e comunità locali per fare dell’innovazione e della sostenibilità i pilastri di un turismo capace di generare valore duraturo per i territori e per le persone.</p>
<p>LA SINTESI DELLA BITM 2025</p>
<p>LE PAROLE CHIAVE: IDENTITÀ, TRADIZIONE, INNOVAZIONE, NARRAZIONE, PIATTAFORME TERRITORIALI</p>
<p>Nel dialogo tra Alessandro Franceschini e Maurizio Rossini, CEO di Trentino Marketing, sono state tracciate cinque direttrici chiave che hanno attraversato l’intera edizione della BITM. Il primo tema è quello dell’identità, emerso in filigrana in molti interventi e letto in una duplice prospettiva: da un lato come leva per rafforzare il senso di comunità, dall’altro come dimensione imprescindibile dell’attrattività turistica dei territori. La sfida è capire come prendersi cura di questo valore senza cadere in forme di folklore artificiale che, in molte località del mondo, finiscono per indebolire la proposta turistica anziché rafforzarla.</p>
<p>Accanto all’identità, la tradizione ha rappresentato un altro concetto centrale. Intesa come patrimonio immateriale di un territorio – storia, cultura, immaginario collettivo – la tradizione è stata richiamata come elemento distintivo delle comunità montane. La domanda che emerge è come trasformare questo patrimonio in un autentico biglietto da visita al servizio del turismo, evitando semplificazioni o stereotipi e valorizzandone invece la profondità e la ricchezza. Il terzo tema affrontato è quello dell’innovazione. La BITM ha portato alla luce un tessuto economico vivace, che sperimenta quotidianamente nuove soluzioni – dal trasporto su fune delle mele al monitoraggio delle api – e che integra sempre di più l’intelligenza artificiale come strumento a supporto del turismo. Anche qui la sfida è chiara: come abbracciare queste innovazioni senza perdere le peculiarità di un territorio che ha nel contatto con la natura il suo tratto più autentico? A seguire, la riflessione si è spostata sulla narrazione. Lo studio presentato alla BITM ha evidenziato come la comunicazione turistica del Trentino – in linea con quella del Tirolo e dell’Alto Adige – sia fortemente orientata alla dimensione paesaggistica e naturalistica, mentre lasci più in ombra gli aspetti culturali, sociali ed enogastronomici. Un interrogativo fondamentale riguarda dunque il ruolo della comunità ospitante: deve rafforzare queste dimensioni nella narrazione del territorio o, al contrario, esse suscitano ancora un interesse limitato nel turista? Infine, la conversazione ha introdotto il concetto di piattaforma turistica. In una contemporaneità segnata da flussi – economici, sociopolitici, ambientali e demografici – diventa sempre più evidente come le località turistiche debbano porsi come vere e proprie piattaforme capaci di intercettare, gestire e dare senso a questa complessità. Ed è in questa direzione che le destinazioni sono chiamate a trasformarsi in piattaforme comunitarie, capaci di connettere dimensioni sociali e territoriali e metterle al servizio dell’economia turistica. La domanda che resta aperta riguarda proprio le sfide future del territorio: quali percorsi saranno necessari per interpretare al meglio questo nuovo ruolo?</p>
<p>FOCUS UNIVERSITÀ – GIOVANI COMPETENZE PER IL TURISMO DEL FUTURO</p>
<p>Curato dalla prof.ssa Federica Buffa, il Focus Università ha coinvolto gli studenti del corso magistrale <em>Management della sostenibilità e del turismo</em> (LM MaST) dell’Università di Trento, che hanno portato contributi e riflessioni legati ai temi centrali della loro formazione. Gli interventi sono stati affidati a tre studenti: Marianna Rosa, che ha affrontato i temi dell’autenticità e dell’identità dei territori proponendo anche alcune possibili strategie manageriali; Samuele Di Marzio, che ha inserito nel confronto richiami puntuali all’enoturismo trentino, argomento su cui sta concentrando la sua tesi; ed Erica Petricone, che ha offerto uno sguardo più ampio sui territori rurali e montani, anche oltre il contesto locale, alla luce della ricerca che sta portando avanti. Il dialogo si è sviluppato attorno a due domande chiave. La prima riguardava il significato di autenticità per un territorio e la visione che i futuri manager hanno di questo concetto. Marianna ha evidenziato il rapporto tra autenticità e antropizzazione, Samuele ha contestualizzato il tema attraverso l’enoturismo, mentre Erica ha sottolineato il ruolo della comunità locale e il valore del turismo esperienziale. La seconda domanda era invece dedicata alle strategie e alle sfide per la gestione delle destinazioni. In questo caso, Marianna ha richiamato l’attenzione sul tema dello spopolamento delle aree montane e sulla necessità di attrarre nuovi abitanti; Samuele ha declinato la questione attraverso le opportunità offerte dall’enoturismo; ed Erica ha affrontato il tema della gestione dei flussi, introducendo i concetti di overtourism e undertourism. La sessione si è conclusa con l’intervento della prof.ssa Federica Buffa, che ha ripreso i principali elementi emersi, sottolineando il ruolo strategico della formazione e delle competenze interdisciplinari per il turismo del futuro.</p>
<p>L’OSPITE SPECIALE: EMILIO CASALINI</p>
<p>Emilio Casalini, giornalista e scrittore, conduttore del programma di Rai3 <em>Generazione Bellezza</em> ha richiamato l’attenzione sulla bellezza che nasce dalle persone. Ha ricordato come gran parte della natura che oggi ammiriamo sia il risultato di un lavoro secolare: dall’urbanistica alla gestione dei boschi, la bellezza dei paesaggi è anche frutto dell’impegno umano nel tempo. “Io giro l’Italia – ha raccontato – e vedo continuamente persone che sviluppano e creano nuova bellezza”. La sua riflessione si è poi spostata sul tema della narrazione, al centro del suo lavoro giornalistico. Casalini ha invitato a chiedersi quanta narrazione sia ancora possibile costruire in un territorio come quello trentino: nei boschi, lungo le piste ciclabili, tra le migliaia di chilometri di sentieri che attraversano montagne e vallate. Ogni percorso, ha sottolineato, contiene potenzialmente piccole storie: il bosco, la roccia, un villaggio con una sua caratteristica unica. Raccontare queste storie, anche attraverso interventi minimi e rispettosi, può diventare una grande opportunità per il territorio, capace di aggiungere significato all’esperienza del visitatore e di valorizzare la bellezza – naturale e umana – che lo abita.</p>
<p>LA TAVOLA ROTONDA DELLE CATEGORIE ECONOMICHE</p>
<p>La tavola rotonda con le categorie economiche del Trentino ha rappresentato uno dei momenti più partecipati della BITM, grazie a un confronto ricco e articolato che ha intrecciato i temi emersi nelle giornate precedenti – identità, tradizione, innovazione, comunità ed equilibrio – con la prospettiva concreta dei settori produttivi. Sono intervenuti: Nicoletta Andreis (Agriturismo Trentino), Andrea Basso (ANCE), Giovanni Battaiola (ASAT), Paolo Calovi (CIA), Andrea De Zordo (Artigiani), Barbara Fedrizzi (Confindustria Trento), Walter Nicoletti (Acli), Mauro Paissan (Confesercenti del Trentino) e Roberto Simoni (Federazione Trentina della Cooperazione).</p>
<p>La riflessione si è aperta con Nicoletta Andreis (Associazione Agriturismo Trentino), che ha riportato al centro la dimensione umana dell’agriturismo: dietro numeri e presenze, ha ricordato, ci sono famiglie, aziende agricole, giovani, uomini e donne che scelgono di restare sul territorio per coltivare la terra, allevare animali, trasformare i prodotti e accogliere gli ospiti. L’agriturismo trentino, ha sottolineato, è un incontro tra innovazione e tradizione, con un forte radicamento nella ruralità e nell’autenticità. La sostenibilità, il digitale e il turismo esperienziale sono ormai parte integrante di un’offerta in cui la vita quotidiana diventa esperienza sincera e vera.</p>
<p>Da un’altra prospettiva, Andrea Basso (ANCE) ha richiamato l’attenzione sulla trasformazione del territorio e sul rapporto tra autenticità e costruito. Guardando al Muse e al quartiere delle Albere, ha osservato come il territorio sia stato profondamente modificato nel corso del tempo, sollevando il tema di cosa significhi oggi parlare di autenticità in un contesto che cambia.</p>
<p>In questo quadro si colloca anche l’intervento di Giovanni Battaiola (Associazione Albergatori e Imprese Turistiche del Trentino), che ha portato il punto di vista dell’ospitalità alberghiera. Il suo contributo – in continuità con i temi emersi nella BITM e con il ruolo centrale del settore ricettivo – si è inserito nel ragionamento collettivo su identità, qualità dell’accoglienza e capacità del sistema turistico di adattarsi alle nuove esigenze dei visitatori. Il comparto alberghiero, infatti, è chiamato più di altri a tradurre concretamente le parole chiave della BITM – autenticità, sostenibilità, narrazione, innovazione – in servizi, esperienze e modelli di gestione capaci di interpretare il cambiamento senza perdere il legame con il territorio.</p>
<p>Molto sentito anche l’intervento di Paolo Calovi (CIA), che ha posto l’accento su una parola spesso implicita ma fondamentale: la <em>passione</em>. È ciò che tiene vivo il lavoro di chi cura il territorio e lo mantiene abitato. Ha richiamato la necessità di affrontare con decisione il tema dello spopolamento montano, già in atto, evidenziando come la burocrazia rischi di ostacolare la sopravvivenza delle microimprese agricole. Identità, ha ribadito, significa anche rispettare e sostenere chi lavora la terra.</p>
<p>Andrea De Zordo (Artigiani) ha ricordato il ruolo essenziale dell’artigianato come motore silenzioso ma imprescindibile del turismo trentino. Ha sottolineato l’importanza di preservare l’identità del territorio e di non imitare modelli esterni, spesso non compatibili con la realtà locale. Il Trentino – ha osservato – è spesso invidiato altrove, mentre internamente si tende a essere più critici che consapevoli del proprio valore.</p>
<p>Sul delicato tema della comunità è intervenuto Walter Nicoletti (Acli), che ha evidenziato come il concetto di identità sia in continua trasformazione e non debba suscitare inquietudine. Ha ricordato che, dopo decenni dominati dalla società dei consumi e da una fiducia cieca nello sviluppo lineare, oggi – complice anche il fallimento della globalizzazione – stiamo riscoprendo il valore della comunità. È un ritorno necessario: la globalizzazione ha mostrato limiti ambientali e sociali e ha incrinato il patto intergenerazionale, rendendo indispensabile ripensare i modelli di sviluppo.</p>
<p>Barbara Fedrizzi (Confindustria Trento) ha ribadito come l’identità territoriale sia un intreccio di cultura, storia e caratteristiche specifiche. Raccontarla in modo efficace è fondamentale per mettere in sinergia tutti i comparti economici, superando anche alcuni pregiudizi legati all’industria di montagna e valorizzando il potenziale delle valli come luoghi in cui vivere e lavorare.</p>
<p>Dal canto suo, Roberto Simoni (Federazione Trentina della Cooperazione) ha evidenziato come il contesto attuale sia segnato da cambiamenti rapidissimi, che trasformano le abitudini dei viaggiatori e richiedono offerte sempre più personalizzate. In questo scenario, il sistema cooperativo – radicato nelle comunità e sensibile ai loro bisogni – è chiamato a interpretare le nuove esigenze e a costruire modelli di sviluppo flessibili e sostenibili.</p>
<p>A chiudere gli interventi, Mauro Paissan (Confesercenti del Trentino) ha riportato il discorso a un concetto cardine: l’equilibrio. Il successo del Trentino – ha affermato – non può poggiare su un solo settore. Il turismo ha bisogno di un sistema economico forte e integrato: agricoltura, industria, artigianato, servizi, cooperazione. Nessun comparto può determinare da solo il destino del territorio; la crescita può avvenire solo attraverso scelte condivise e una visione comune della destinazione.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Bitm</author></item><item><guid isPermaLink="false">c1102f54-0921-4243-847f-d7a330ab8527</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/al-muse-di-trento-la-prima-giornata-della-xxvi-edizione-delle-giornate-del-turismo-montano</link><title>Al Muse di Trento la prima giornata della XXVI edizione delle Giornate del Turismo Montano</title><description>Natura, paesaggio, sport e benessere sono i temi dominanti nella comunicazione turistica dell’Euregio, ma l’identità culturale resta sullo sfondo.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/wdsdwe14/dsc2995.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/al-muse-di-trento-la-prima-giornata-della-xxvi-edizione-delle-giornate-del-turismo-montano" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1335</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>È quanto emerge dallo studio comparativo <em>“La narrazione come strumento di valorizzazione turistica del territorio”</em>, commissionato dalla BITM a Progetto Turismo e presentato in apertura della XXVI edizione delle Giornate del Turismo Montano, in corso al MUSE di Trento e moderata dal direttore scientifico Alessandro Franceschini e dalla giornalista Linda Pisani, con un’ampia partecipazione di studiosi, operatori e istituzioni. Promossa da Confesercenti del Trentino con il supporto delle categorie economiche e degli enti legati al turismo montano, la BITM 2025 affronta il tema <em>“Turismo e Ospitalità – Raccontare l’identità dei territori di montagna”</em>, un viaggio tra esperienze, strategie e narrazioni per costruire un turismo sempre più autentico e sostenibile. Oggi ospite nazionale, Nico Gronchi, presidente di Confesercenti Nazionale.</p>
<p>OSSERVATORIO TURISMO EUREGIO</p>
<p>Sotto la lente della prima giornata diversi temi. Anzitutto la ricerca – presentata da Matteo Bonazza, direttore generale di Progetto Turismo, e da Umberto Martini, docente di economia turistica all’Università di Trento – che ha analizzato oltre un centinaio di portali e siti di ambito, nonché un campione rappresentativo di strutture ricettive di Trentino, Alto Adige e Tirolo, per valutare come e quanto i territori comunichino la propria identità. Il risultato è una fotografia nitida e utile: i portali di ambito mostrano livelli di completezza molto simili tra prodotti “trasversali” – cioè sport, benessere, accoglienza e natura – e prodotti “identitari”, come cultura, tradizioni, folklore o enogastronomia, con valori rispettivamente del 70% e del 69%. Nei siti delle strutture ricettive, invece, la comunicazione dei prodotti identitari risulta più debole: Trentino 51%, Alto Adige 74%, Tirolo 62%. In tutti e tre i territori emerge una grande cura nella presentazione dell’offerta turistica e un buon sostegno alla promozione territoriale, grazie alla presenza di sezioni informative dedicate all’interno dei singoli siti. Tuttavia, lo storytelling identitario – ovvero il racconto delle specificità culturali, delle tradizioni, dei prodotti locali e delle esperienze autentiche – appare meno sviluppato, con una prevalenza di immagini e testi focalizzati su paesaggi e servizi. “La BITM ha voluto promuovere questa indagine – ha spiegato Massimiliano Peterlana, presidente della BITM – per comprendere come le destinazioni dell’Euregio raccontano sé stesse e quanto gli elementi identitari emergano nella comunicazione turistica, sia istituzionale che privata. È un contributo importante per riflettere su come rendere più autentico e competitivo il racconto dei nostri territori”.</p>
<p>Sul concetto di autenticità è intervenuto Umberto Martini, che ha approfondito il tema dal punto di vista economico e culturale: “Autenticità è un concetto che rischia di rimanere un po’ indefinito. La prima definizione, che risale al 1918, dice che l’autenticità è ciò che è più profondo, rispetto a ciò che è più superficiale. Oggi si è capito che la standardizzazione era molto comoda, sia per chi produce, sia per il consumatore, e questi concetti hanno riguardato ampiamente anche il turismo. Per fortuna, negli ultimi vent’anni, il turismo sta prendendo un’altra strada: cerca di non offrire solo esperienze standardizzate, ma va verso una dimensione diversa, verso l’autenticità. Che però è molto difficile da raggiungere, perché è dinamica, evolve, come evolvono le persone che vivono un territorio”. Secondo Bonazza, “il primo passo potrebbe essere il rafforzamento dello storytelling delle destinazioni, con descrizioni e didascalie più mirate che costruiscano un vero e proprio viaggio alla scoperta degli elementi distintivi di ogni territorio. Migliorare il racconto delle esperienze significa creare il giusto equilibrio tra prodotti identitari e trasversali, e costruire sinergie più profonde tra Trentino, Alto Adige e Tirolo per far risaltare le tipicità locali come volano di attrazione sui mercati internazionali.”</p>
<p>L’INTERVENTO DI NICO GRONCHI – PRESIDENTE NAZIONALE CONFESERCENTI</p>
<p>A seguire, il presidente di Confesercenti Nazionale, Nico Gronchi, ha offerto una panoramica sullo stato del turismo in Italia, collegando il tema dell’identità alla sostenibilità economica e al lavoro. “Il turismo montano è uno dei segmenti che più ha saputo innovare, ma restano nodi aperti sul fronte del lavoro stagionale e della redditività delle piccole imprese. Servono politiche mirate per sostenere chi investe nei territori”.  Nel suo intervento, Gronchi ha sottolineato come il turismo montano stia vivendo una fase di profonda trasformazione e crescita. La stagionalità si sta riequilibrando, con un aumento dei pernottamenti nei mesi di spalla tra il +10 e il +15% nel triennio 2021-2024 secondo ENIT e CST. Allo stesso tempo, la domanda turistica si sta diversificando: il 57% dei visitatori delle località alpine sceglie la montagna per esperienze non sportive, come escursionismo leggero, benessere, cultura e gastronomia locale.  Accanto ai dati positivi, il presidente di Confesercenti ha evidenziato alcune criticità che rischiano di frenare lo sviluppo del comparto. Il primo nodo riguarda il reperimento del personale: nelle aree montane oltre il 55% delle imprese fatica a trovare lavoratori stagionali, con punte del 60% nel settore della ristorazione e dell’accoglienza, anche a causa della mancanza di alloggi. “Il decreto Staff House è un primo passo importante – ha spiegato – ma servono misure territoriali e strumenti di stabilizzazione dei rapporti di lavoro per rendere il settore più attrattivo”. Il secondo fronte critico è quello della redditività. Secondo i dati Banca d’Italia e ISTAT, tra il 2022 e il 2023 i costi di gestione delle strutture ricettive in montagna sono aumentati in media del 18%, mentre i ricavi sono cresciuti solo del 6-7%. “Per le piccole strutture, che rappresentano l’80% del tessuto turistico montano, questo squilibrio riduce i margini e limita la capacità di investimento. È indispensabile introdurre strumenti che riducano i costi e sostengano la digitalizzazione, l’efficienza energetica e l’innovazione”. Gronchi ha poi richiamato l’attenzione sul tema del passaggio generazionale: “Occorrono incentivi fiscali, agevolazioni per il subentro e modelli cooperativi per garantire continuità alle imprese che hanno mercato ma non successori interni”.</p>
<p>Il presidente di Confesercenti ha ricordato anche il valore sociale del turismo per i territori montani: “Il turismo è spesso l’unico presidio economico e sociale delle aree interne. Secondo ISTAT, la popolazione residente nelle zone montane è diminuita del 5,3% in dieci anni. Il turismo può contrastare lo spopolamento, ma solo se le imprese riescono a restare attive e competitive”. Per Confesercenti è necessario sviluppare un insieme coordinato di politiche: soluzioni abitative per i lavoratori stagionali, incentivi alle assunzioni, sostegno agli investimenti in innovazione e sostenibilità, strumenti per favorire il ricambio generazionale e il rafforzamento della rete di imprese di prossimità, che incidono direttamente sulla qualità dell’esperienza turistica. “La domanda è: stiamo affrontando davvero i cambiamenti o li stiamo subendo?” ha concluso Gronchi. “Oggi serve passare dall’analisi all’azione: Confesercenti è pronta a fare la sua parte per costruire politiche che mettano al centro lavoro, impresa e territorio”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Bitm</author></item><item><guid isPermaLink="false">69e95a76-114d-45e1-9dd0-884b38181f21</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/il-turismo-di-domani</link><title>Il turismo di domani</title><description>Due meeting di settore promossi da La Cassa Rurale Adamello Giudicarie Valsabbia Paganella</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/herm5asg/il-turismo-di-domani.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/il-turismo-di-domani" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4000</width><height>1848</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Silver Economy e declino demografico, cambiamento climatico e appenninizzazione, rivoluzione tecnologica, dazi e nuovi sciatori: sono questi i temi del “turismo di domani” approfonditi durante due incontri formativi promossi da La Cassa Rurale Adamello Giudicarie Valsabbia Paganella per gli operatori del turismo, gli enti e le istituzioni territoriali.</p>
<p>I due meeting, svolti lunedì 29 settembre ad Andalo e martedì 30 settembre a Caderzone Terme, hanno visto la partecipazione di oltre 150 imprenditori turistici, operatori ricettivi e amministratori locali.</p>
<p>Ad intervenire è stata una relatrice d’eccezione: Valentina Boschetto Doorly, Strategic Foresight Expert e manager di lungo corso nel settore turismo e ospitalità, vincitrice di premi di management, innovazione e marketing e formatrice specializzata in megatrends e analisi di scenario con particolare riferimento all’indotto turistico.</p>
<p>“<em>Il ruolo di una banca locale come la nostra è quello di essere un propulsore per la crescita delle imprese, non solo un partner finanziario.</em> – interviene Monia Bonenti, Presidente de La Cassa Rurale. – <em>Queste opportunità di confronto e conoscenza offrono agli operatori turistici, e di riflesso a tutto il tessuto economico locale, stimoli e strumenti per continuare a vivere e lavorare sulle nostre montagne con visione, competenza e responsabilità.”</em></p>
<p>L’iniziativa de La Cassa Rurale è stata realizzata in sinergia con l’Azienda per il Turismo Dolomiti Paganella e con Madonna di Campiglio Azienda per il Turismo.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">La Cassa Rurale</author></item><item><guid isPermaLink="false">2ac99c77-77fb-442b-9c23-9ba984651a9f</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/record-di-presenze-turistiche-in-trentino-nella-stagione-invernale-2024-2025</link><title>Record di presenze turistiche in Trentino nella stagione invernale 2024/2025</title><description><![CDATA[Nella scorsa stagione invernale, il settore turistico del Trentino ha raggiunto un nuovo record, registrando il miglior risultato dell'ultimo decennio.<span> </span>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/11efuccd/turismoinvernale2425.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/record-di-presenze-turistiche-in-trentino-nella-stagione-invernale-2024-2025" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>658</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Con oltre 7,7 milioni di pernottamenti e una permanenza media provinciale pari a 4,1 notti, il territorio provinciale si dimostra ancora una volta una delle mete privilegiate per la villeggiatura invernale, sia per il mercato italiano, sia per quello estero. Il dato, che riguarda i mesi compresi tra dicembre ed aprile scorso, emerge dall'ultimo report predisposto dall'Istituto di Statistica della provincia di Trento (ISPAT), che mostra un bilancio complessivo positivo, con un incremento generale delle presenze (+0,9% rispetto al dato rilevato durante l’inverno 2023/2024), malgrado la leggera flessione degli arrivi (-1,6%).</p>
<p>"Il report di ISPAT è un indicatore chiaro dello stato di salute del settore, che si conferma dinamico e in grado di trainare l’economia trentina. I numeri danno ragione alle scelte messe in campo dalla Giunta provinciale, che ha saputo delineare una strategia efficace, frutto di una visione condivisa con le categorie economiche, le Apt e Trentino Marketing. Dopo i difficili anni della pandemia, possiamo ora contare su un comparto energico e resiliente, che non solo garantisce il lavoro a migliaia di lavoratori e imprese collegate, ma genera anche un indotto considerevole, favorendo lo sviluppo di tutto il tessuto economico locale, manifattura compresa. Dobbiamo ora continuare su questa strada, lavorando per una distribuzione più equilibrata dei flussi turistici sul territorio, attraverso un modello sempre più orientato alla qualità dell’offerta", ha commentato l'assessore all'artigianato, commercio, turismo, foreste, caccia e pesca, Roberto Failoni.</p>
<p>Il report conferma come i numeri dell’inverno 2024/2025 superino i valori registrati nella stagione precedente. Nel settore alberghiero i pernottamenti rimangono stabili (+0,3%) a fronte di un calo negli arrivi (-2,6%); entrambi valori in crescita invece per l’extralberghiero, che mostra un incremento del 2,9% negli arrivi e del 3,5% nelle presenze. I pernottamenti registrati nel corso dell’ultimo inverno sono pari a 7.753.642, con una prevalenza di turisti italiani (52,7%). Rispetto all’inverno 2023/2024, le presenze degli italiani crescono nel solo settore extralberghiero. Molto positivo, invece, l’andamento dei turisti stranieri, che evidenziano una crescita dei pernottamenti del 6 per cento. In termini strutturali, le presenze alberghiere rappresentano l’80,5% del totale dei pernottamenti rilevati nel complesso delle strutture ricettive.</p>
<p>Il numero di posti letto alberghieri disponibili è stato pari a 88.323. Il tasso di occupazione netto complessivo dei posti letto è pari al 65,2% e risulta migliore negli alberghi a quattro stelle (79,2%). La permanenza media provinciale si attesta sulle 4,1 notti. Rispetto alla precedente stagione invernale si registrano variazioni positive delle presenze negli alberghi a una e due stelle e nelle categorie con almeno quattro stelle. Risultano in flessione i pernottamenti negli alberghi a tre stelle e tre stelle superior. Le presenze registrate nelle strutture a tre stelle rappresentano il 43,2% del movimento turistico alberghiero invernale.</p>
<p>A livello mensile, la dinamica delle presenze osservata mostra valori in crescita per quasi tutto il periodo. Solamente il mese di marzo registra un calo nelle presenze del 6,6%, che si spiega in gran parte con il posizionamento della Pasqua 2024 a fine marzo.</p>
<p>Le principali regioni italiane di provenienza si confermano essere Lombardia (più di 700mila presenze), Lazio, Emilia-Romagna (circa 600mila pernottamenti ciascuna), Veneto (circa 480mila presenze) e Toscana (circa 380mila presenze). Per quanto riguarda gli stranieri, i flussi maggiori provengono da turisti polacchi, cechi, tedeschi, inglesi e belgi. Le presenze di turisti dalla Polonia confermano l’andamento crescente registrato nelle precedenti stagioni invernali (+12,7%, per un totale superiore a un milione di pernottamenti). Sopra la media anche l’incremento di turisti dalla Repubblica Ceca (+7,9%, per più di 500 mila presenze).</p>
<p>La performance dei singoli territori è positiva in quasi tutti gli ambiti a vocazione sciistica. Buoni risultati per Val di Sole, Val di Fiemme e Val di Cembra, Val di Fassa, Madonna di Campiglio, Pinzolo, Val Rendena, Giudicarie centrali e Valle del Chiese, che nel complesso totalizzano un volume di presenze pari al 61,8% del totale dei pernottamenti invernali. In flessione invece gli ambiti di Altopiano della Paganella, Piana della Rotaliana e San Lorenzo Dorsino e di San Martino di Castrozza, Primiero e Vanoi.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</author></item><item><guid isPermaLink="false">34733a97-e9fb-47c2-8c84-c6fc84402bd1</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/le-opportunita-del-turismo-delle-terre-alte-nell-epoca-dei-grandi-cambiamenti-globali</link><title>Le opportunità del turismo delle Terre Alte nell'epoca dei grandi cambiamenti globali</title><description><![CDATA[<p>“La montagna come opportunità. Il turismo delle Terre Alte nell’epoca di grandi cambiamenti globali”. Questo il titolo della XXV edizione della Bitm – Le Giornate del Turismo Montano in programma al Muse di Trento dal 12 al 15 novembre, con tante novità e una formula rinnovata.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/pdhfd1y4/edizione2024.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/le-opportunita-del-turismo-delle-terre-alte-nell-epoca-dei-grandi-cambiamenti-globali" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>5309</width><height>3529</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><strong>Tra gli ospiti speciali, il filosofo Telmo Pievani</strong> che chiuderà questa edizione nella mattina di venerdì 15 novembre. Pievani, a sintesi di quanto emerso nelle giornate, non mancherà di farci riflettere sulle sfide che ci aspettano ponendo nuove prospettive. Ritroveremo poi il filosofo saggista la sera del venerdì con <strong>lo spettacolo “NOMADIC - Canto per la Biodiversità”, all’Auditorium Santa Chiara di Trento</strong>. </p>
<p><strong>Programma, novità, ospiti e tema </strong>di questa nuova edizione sono stati presentati a Palazzo Roccabruna di Trento da Confesercenti del Trentino, organizzatrice della manifestazione e dal direttore scientifico Alessandro Franceschini. “L’edizione 2024 –<strong> ha detto Alessandro Franceschini</strong> - vuole analizzare e porre delle riflessioni sui grandi cambiamenti che stanno coinvolgendo tutti i segmenti economici della società, compreso quello turistico. Tali mutamenti potranno riservare, per chi le saprà cogliere, anche alcune opportunità. I cambiamenti climatici, in particolare, modificheranno le abitudini con cui l’uomo abita e si sposta sul pianeta, rivelando delle potenzialità locali fino ad oggi poco valorizzate”.</p>
<p>Così <strong>Massimiliano Peterlana, presidente di BITM e vicepresidente Confesercenti del Trentino: </strong>“Ci confronteremo su temi cruciali per le Terre Alte, guardando non solo al nostro territorio ma al mondo della montagna nel suo complesso. BITM si conferma un vero e proprio laboratorio delle idee, quest’anno in particolare, attraverso riflessioni, confronti e dibattiti, che andranno a coinvolgere il mondo dell’ospitalità e del turismo, cercheremo di dare delle risposte in questo straordinario momento storico con una visione positiva. Proveremo a creare anche nuove opportunità e convergenze.  Lo faremo partendo dal coinvolgimento dei professionisti del futuro, i nostri studenti, le categorie economiche, gli esperti del settore. Parleremo di filiera, di buone pratiche, di programmi, non solo di progetti. La montagna sicuramente è un’opportunità per questo mondo che sta cambiando, ma serve andare oltre gli interrogativi. Servono risposte e azioni”.</p>
<p>BITM si conferma un appuntamento strategico per definire le linee guida del prossimo turismo di montagna.  Promossa da <strong>Confesercenti del Trentino,</strong> assieme alla <strong>Provincia autonoma di Trento</strong>, alla <strong>Camera di Commercio</strong>, ai <strong>Comuni di Trento e Rovereto</strong>, la manifestazione vedrà la partecipazione delle <strong>rappresentanze sociali, </strong>lavorative, economiche e di sviluppo del territorio, delle associazioni di categoria, di esperti e studiosi.</p>
<p>Al fianco dei momenti di approfondimento che costituiscono le Giornate del Turismo Montano, la BITM propone come da tradizione anche degli eventi paralleli, per esplorare da diverse prospettive le sfide e le opportunità del turismo nei nostri territori. Per questi eventi, quest’anno partner speciali sono: <strong>Accademia impresa, Mets – Museo Etnografico trentino San Michele, Centro Servizi Culturali Santa Chiara.</strong></p>
<p>Di turismo e opportunità da cogliere ha parlato in conferenza stampa  la <strong>vicesindaca di Trento, Elisabetta Bozzarelli: “</strong>Per anni abbiamo considerato la montagna come un ambiente marginale. Perché aspro e insieme fragile, perché difficile e scomodo a causa del clima, delle pendenze, dell’isolamento. Oggi la prospettiva è cambiata per tanti motivi: c’è innanzitutto la questione della crisi climatica e dell’innalzamento delle temperature che rendono le nostre città inospitali soprattutto d’estate. Ma c’è anche una nuova consapevolezza: le terre alte sono uno scrigno di biodiversità e ospitano ecosistemi ancora intatti. L’opportunità di cui parliamo oggi non è dunque quella legata a una nuova frontiera dello sfruttamento, quanto piuttosto a un nuovo modo di rapportarsi all’ambiente. Per citare Telmo Pievani, ospite di queste giornate, l’opportunità è quella di riconquistare la ‘biofilìa, cioè l’istintivo attaccamento emotivo ed estetico alla natura’ e progettare un turismo più lento, più rispettoso dell’ambiente, innovando e diversificando l’offerta in modo creativo senza perdere mai di vista la sostenibilità, criterio di giudizio e insieme obiettivo di ogni nuova iniziativa”.</p>
<p>Il <strong>presidente della Camera di Commercio di Trento, Andrea De Zordo </strong>ha definito BITM "uno strumento operativo del territorio". </p>
<p>Per <strong>Alberto Olivo, segretario generale della Camera di Commercio di Trento: </strong>“Il turismo oltre a essere un settore di punta della nostra economia, è anche un comparto che attiva una rete di imprese e di professioni che contribuiscono significativamente al benessere della comunità e che non sempre sono strettamente riconducibili al settore economico del turismo. Oltre ovviamente all'attività delle strutture alberghiere, alle attività di ristorazione, ai trasporti e ai servizi di assistenza all'ospitalità solo per citarne alcuni, il turismo incide molto significativamente sul commercio e l'artigianato. Tutti questi comparti rappresentano i pilastri di una filiera complessa e articolata, che dà lavoro a migliaia di persone, sia direttamente che indirettamente. Per questa ragione occasioni di riflessione come quelle offerte dalla BITM sono momenti preziosi per ripensare i nostri modelli organizzativi e prepararli ad affrontare le sfide che ci attendono".</p>
<p><strong>Per l’assessore provinciale al Turismo, Roberto Failoni, che sarà presente alle giornate della BITM:</strong> “La Borsa internazionale del turismo montano offre l’opportunità per fare il punto sulla strategia di sviluppo del turismo trentino, che punta su sostenibilità, attenzione all’ambiente, qualità dell’offerta e valorizzazione delle eccellenze del territorio. Il Trentino, con le sue montagne, i laghi, la cultura e le possibilità per l’outdoor, è consapevole dei cambiamenti in atto e li sta affrontando, io credo, nel modo giusto. Ce lo dicono anche i numeri positivi per la scorsa estate e i buoni presupposti per l’inverno alle porte, senza dimenticare il grande lavoro sulle ‘belle stagioni’ e il fatto che tutti gli investimenti sul turismo vanno a beneficio sia degli ospiti ma anche dei trentini. Naturalmente, c’è ancora molto da fare, anche mettendo a terra quanto previsto dalla riforma provinciale del 2020”.  Per l'assessore vi è la necessità di proseguire sui nuovi mercati e sul mix di innovazione e sostenibilità anche per quanto riguarda la rete infrastrutturale, a partire da quella delle località montane che sono sempre più “all season”: “Stiamo sviluppando infrastrutture sostenibili per migliorare la mobilità e rendere le località più attrattive, in tutte le stagioni, con un impegno che guarda al presente ma soprattutto al futuro”.</p>
<p><strong>IL PROGRAMMA</strong></p>
<p>BITM anche quest’anno stimolerà riflessioni, visioni, domande interrogandosi sul futuro dei territori di montagna. Novità di questa edizione: <strong>la formula rinnovata</strong> delle giornate al Muse. Gli ospiti saranno invitati a confrontarsi dialetticamente attraverso stage e laboratori di approfondimento dalle 9.00 alle 12.30 con sessioni moderate dal direttore scientifico Alessandro Franceschini, dalla giornalista Linda Pisani, con la partecipazione di discussant speciali. Si partirà <strong>martedì 12 novembre con lo stage dedicato alla FORMAZIONE</strong> con la collaborazione attiva delle scuole del territorio; la sessione della prima giornata partirà dalla prospettiva degli studenti: i professionisti del domani. <strong>Mercoledì 13 novembre si terrà lo stage dedicato alla OPERATIVITÀ</strong> con la collaborazione attiva degli operatori turistici tra sfide e buone pratiche; saranno esaminati approcci strategici, soluzioni sostenibili e l'adozione di tecnologie avanzate. <strong>Giovedì 14 novembre spazio alla RETE</strong>: dialogo tra i professionisti della filiera turistica per nuove collaborazioni tra pubblico privato nella filiera turistica al fine di creare occasioni turistiche autentiche e sostenibili. Infine <strong>venerdì 15 novembre la sessione plenaria di CONFRONTO</strong> tra le categorie economiche. L’obiettivo è quello di favorire un dialogo costruttivo tra i numerosi soggetti del comparto al fine di sviluppare soluzioni collettive e sostenibili per il futuro del turismo.</p>
<p><strong>GLI OSPITI</strong></p>
<p><strong>Una settantina gli invitati</strong> tra rappresentanti istituzionali, economici, sociali del territorio, operatori turistici, esperti e studiosi delle scuole superiori e dell’Università di Trento e testimoni economici dell’Alto Adige. Durante BITM interverranno anche<strong>: Patrizia De Luise</strong>, presidente nazionale di Confesercenti; <strong>Vittorio Messina</strong>, presidente nazionale di Assoturismo; <strong>Silvio Barbero, </strong>cofondatore di Slow Food e vicepresidente dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo; <strong>Nicola Perullo</strong>, rettore dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Ospite speciale: <strong>Telmo Pievani</strong>, filosofo della biologia, saggista, presentatore e autore televisivo e teatrale.</p>
<p><strong>LE ESPERIENZE SENSORIALI</strong></p>
<p>Dopo il grande successo dello scorso anno, tornano le esperienze sensoriali “Gusto Trentino. Il piacere dei sapori”. Il 12 e il 13 novembre (dalle 16.30 alle 17.30 o dalle 18.00 alle 19.00, iscrizione su bitm.it) <strong>negli spazi storici di Palazzo Roccabruna si esploreranno e assaporeranno le eccellenze del Trentino</strong> grazie a un percorso verticale, coinvolgente ed emozionante, organizzato da Confesercenti del Trentino in collaborazione con <strong>Accademia d’ Impresa</strong> e <strong>Miscele d’Aria Factory</strong>. Protagonisti: il Trentodoc, il Pane Alpino, il Formaggio Trentino di Malga, il Miele di Alta Montagna Alpina, la Mela del Trentino, il Vino Santo Trentino. Le specialità enogastronomiche di montagna saranno raccontate e valorizzate anche attraverso l'appassionata testimonianza dei produttori. Cosi <strong>Laura Andreolli</strong>, <strong>coordinatrice Gusto Trentino, area formativa di valorizzazione della cultura enogastronomica del Trentino di Accademia d’Impresa: “</strong>Questa nuova edizione ci porterà alla scoperta delle meravigliose sale di Palazzo Roccabruna, Casa dei Prodotti Trentini e sede dell’Enoteca Provinciale. La storia, l’arte e le eccellenze enogastronomiche del Trentino saranno protagonisti attraverso un percorso inedito e segreto in cui le musiche, i suoni, i testi e soprattutto le testimonianze dei produttori amplificheranno il piacere dei sensi e del gusto.  Sarà un imperdibile viaggio multidimensionale per esplorare insieme la cultura enogastronomica di prodotto e di territorio attraverso il Gusto Trentino”.</p>
<p><strong>LE SCUOLE</strong></p>
<p>BITM sarà un vero e proprio laboratorio per le scuole che parteciperanno attivamente ai lavori di studio e analisi delle varie problematiche che verranno affrontate. A presentare i propri progetti nello stage dedicato alla FORMAZIONE di martedì 12 novembre saranno: <strong>Ospitalia Campus Alta Formazione,</strong> con le classi I^ e II^ anno (coordinatori Lucio Muraro e Aldo Dalle Fratte); Liceo<strong> Antonio Rosmini di Trento,</strong> con la classe V^ EA – Economico Sociale (coordinatore Pasquale Catalisano); Istituto Don Milani di Rovereto, con le classi V^ A e V^B (coordinatori Sara Bisoffi e Gianluigi Carullo).</p>
<p><strong>LO SPETTACOLO DI TELMO PIEVANI</strong></p>
<p>Alle 20.30 venerdì 15 novembre all’Auditorium Santa Chiara di Trento andrà in scena NOMADIC<em> - Canto per la Biodiversità</em>, spettacolo in tourneè in Europa di Telmo Pievani e Gianni Maroccolo presentato da National Biodiversity Future Center, in collaborazione con Imarts - International Music And Arts. Per<strong> la vicepresidente del Centro Servizi Culturali Santa Chiara, Sandra Matuella</strong> “si tratta del risultato di una proficua collaborazione tra importanti istituzioni, che operano sì in ambiti differenti quali cultura e turismo, ma che insieme hanno saputo intrecciare le proprie potenzialità artistiche, produttive e promozionali, per contribuire alla valorizzazione reciproca del territorio e delle attività economiche”. In un momento storico segnato dalle crisi migratorie, lo spettacolo di Pievani esplorerà le rotte migratorie umane e animali con empatia e profondità, ponendoci di fronte alla realtà che tutti i popoli della Terra hanno una radice comune e invitando a superare le barriere mentali e fisiche che abbiamo eretto.   <strong>Le prevendite per l’appuntamento di Trento sono aperte al link</strong> <u><a href="https://ticket.centrosantachiara.it/content" data-auth="NotApplicable">https://ticket.centrosantachiara.it/content</a></u></p>
<p><strong>LA MOSTRA DEL METS</strong></p>
<p><strong>In corso fino al 15 novembre a Palazzo Roccabruna, </strong>a cura del METS - Museo Etnografico Trentino San Michele, nell’ambito degli eventi collegati alla BITM, <strong>“Etnografia per un [turismo] futuro. Racconti dal territorio”,</strong> per esprimere attraverso immagini e oggetti, la cultura tradizionale delle comunità locali . grazie anche alla preziosa collaborazione con la <strong>Rete degli Ecomusei trentini.</strong> La mostra è composta da immagini che raffigurano i presidi etnografici del territorio e da oggetti rappresentativi della cultura tradizionale delle comunità locali. Musei maggiori e minori – minori solo nelle dimensioni, non certo per la passione e la competenza – si alternano lungo il percorso espositivo, che dimostra come la densa trama dell’etnografia trentina costituisca un organismo unitario e compiuto, le cui componenti trovano nella reciproca integrazione le ragioni di una straordinaria ricchezza e vitalità. “Una comunità che non sappia esprimere un originale racconto di sé stessa, che non riesca a produrre un significato – <strong>ha</strong> <strong>ricordato</strong> <strong>Luca Faoro, conservatore del Museo che ha curato assieme a Martina Simonetti la Mostra </strong>- smarrisce la possibilità di disegnare il proprio futuro, mentre, in un contesto globale complesso e mutevole, segnato dal cambiamento climatico, dall’instabilità politica, dalla rapidità dell’evoluzione sociale, p[rep]otenti modelli culturali spingono all’omologazione. I luoghi dell’etnografia, testimoni di una cultura materiale e immateriale che ha consentito alle comunità alpine di provvedere ai propri mezzi di sussistenza negoziando un precario equilibrio tra le limitate risorse disponibili e le esigenze della popolazione, possono e devono rappresentare il laboratorio ideale e reale in cui passato e presente s’incontrano per immaginare un futuro”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Bitm</author></item><item><guid isPermaLink="false">4961c527-d0f4-43a9-a31b-301ecc1f3bb5</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/tra-i-meleti-a-riscoprire-i-cicli-della-natura-e-la-bellezza-della-vita-lenta</link><title>Tra i meleti a riscoprire i cicli della natura e la bellezza della vita lenta</title><description><![CDATA[<p>Scatta il 13 settembre la nuova edizione di MelaColgo, iniziativa promossa dalle ApT della Val di Non e della Val di Sole, Strada della Mela e Melinda. Un’esperienza turistica immersiva che fino al 20 ottobre celebra la raccolta delle mele, avvicina i visitatori con chi lavora la terra ogni giorno e sviluppa un modo nuovo di vivere il territorio, alla larga dai rischi di <em>overtourism.</em></p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/b3thw4pt/visitameleti.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/tra-i-meleti-a-riscoprire-i-cicli-della-natura-e-la-bellezza-della-vita-lenta" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>1200</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Assaporare un’esperienza che la vita di città ha ormai precluso alla maggior parte delle persone, poter toccare con mano cosa c’è dietro la frutta che acquistiamo al supermercato, trovare un’occasione originale per staccare dalla quotidianità in un periodo dell’anno che mette al riparo dai rischi di <em>overtourism</em> e al tempo stesso permette di ammirare colori e profumi inediti, offrire un’originale esperienza educativa a bambini e ragazzi che può tornare utile poi quando si torna sui banchi di scuola. Quale che sia la motivazione dietro alla scelta, un dato appare evidente: i filari di mele della Val di non e della Val di Sole sono protagonisti di una nuovo fenomeno turistico. A renderlo possibile è MelaColgo, un’esperienza autentica avviata lo scorso anno dalle Aziende per il Turismo della Val di Non e della Val di Sole in collaborazione con la Strada della Mela e Melinda.</p>
<p>Un viaggio nel cuore del territorio, iniziativa coinvolgente e diversa dal solito, esplorazione autentica dell’identità più profonda delle valli del fiume Noce. Ammantate dalle atmosfere autunnali, accoglieranno i visitatori che, <strong>dal 13 settembre al 20 ottobre</strong>, avranno la possibilità di vivere in prima persona l’evento simbolo del territorio: la raccolta delle mele. </p>
<p>Le mele potranno essere ammirate, annusate, gustate. Al naturale o come ingrediente simbolo delle specialità locali, come torte, strudel o frittelle. Ma non senza “fatica”: l’assaggio, a MelaColgo, sarà solo il punto d’arrivo di un percorso “vero e partecipato”. I turisti saranno infatti gli attori stessi delle operazioni. Cammineranno tra i filari, stringeranno il cestino d’ordinanza e potranno raccogliere gli agognati pomi, diventando così <strong>parte di un rito collettivo </strong>che si ripete ogni anno.</p>
<p>“Quando abbiamo lanciato l’idea di MelaColgo abbiamo guardato a ciò che succede da decenni in altri Paesi e altri comparti, a partire dal mondo del vino e dei territori più vocati, nei quali da tempo i turisti possono ammirare da vicino e partecipare direttamente alle attività di raccolta dell’uva” spiega Fabio Sacco, direttore dell’ApT Val di Sole. “Ciò che accade ad esempio in Francia è ad esempio un punto di riferimento cui guardare con attenzione, per almeno quattro motivi: permette di diversificare l’offerta turistica, va incontro all’esigenza sempre più sentita di provare nuovi stili di fruizione del territorio, aiuta a distribuire meglio le presenze, alleggerendo la pressione su ecosistemi delicati come quelli montani. Inoltre si rinsalda un legame virtuoso tra agricoltura e turismo, garantendo una diversificazione degli introiti ai produttori”.</p>
<p>Nel fare questa esperienza infatti, i turisti non saranno ovviamente da soli. Ad accompagnarli saranno gli stessi melicoltori. Un mestiere che caratterizza praticamente tutte le famiglie delle due valli trentine, assicurando la vitalità, il futuro ma anche la tutela del territorio dal punto di vista sociale, economico e ambientale.</p>
<p>“Accompagnando gli ospiti nel loro percorso, gli agricoltori locali possono così illustrare loro tutto ciò che c’è da sapere sui frutti e sulla storia che ha reso il nostro territorio famoso in tutto il mondo per questo tipo di colture. Possono rispondere a domande, curiosità, dubbi dei visitatori.” - spiega Francesco Facinelli di APT Val di Non. “È così che si crea e si rafforza un nuovo turismo della consapevolezza, che porta inevitabilmente e naturalmente a scoprire un mondo che molti non conoscono”.</p>
<p>Il valore culturale di MelaColgo non va infatti sottovalutato: avvicinando i visitatori al mondo agricolo, si accorciano le distanze tra i due poli estremi della filiera e si aiutano le persone a toccare con mano, ascoltando la viva voce dei produttori, quali sono le loro sfide quotidiane.  “L’incontro con i frutticoltori - spiega Ernesto Seppi, presidente del Consorzio Melinda - è la condizione fondamentale per comprendere non solo il valore e la fatica del loro lavoro, che dura tutto l’anno, ma anche l’umanità e accoglienza delle nostre famiglie e le nostre storie”.</p>
<p>Oltre alla partecipazione alla raccolta, l’iniziativa include <strong>una merenda a base di prodotti trasformati</strong> dalla mela e un buono valido per un prodotto omaggio da utilizzare a Mondo Melinda, il centro visitatori del Consorzio. Per conoscere il calendario degli appuntamenti e prenotare è sufficiente visitare la pagina <a href="https://www.visitvaldinon.it/it/melacolgo">www.visitvaldinon.it/it/melacolgo</a>. Il programma si estende per cinque settimane, offrendo di volta in volta la possibilità di scoprire differenti varietà di mele che vengono raccolte in periodi diversi.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Melinda</author></item><item><guid isPermaLink="false">85889f4a-d4c1-4033-b09c-53bb574f27e5</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/melinda-scocca-l-ora-della-golden-un-concorso-unisce-fotografia-agricoltura-e-turismo</link><title>Melinda, scocca l’ora della Golden. Un concorso unisce fotografia, agricoltura e turismo</title><description><![CDATA[<p>Dal 22 aprile fino a metà luglio il Consorzio celebra la varietà Dop più consumata dagli italiani e il suo territorio.  In palio 84 Polaroid e 12 fine settimana negli Agritur convenzionati.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/4tsfiial/melindaconcorso.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/melinda-scocca-l-ora-della-golden-un-concorso-unisce-fotografia-agricoltura-e-turismo" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1500</width><height>1001</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>La mela Golden DOP di Melinda è protagonista del concorso <strong>“Golden Hour”</strong>, lanciato oggi e attivo fino alla metà di luglio. Un’operazione pensata per celebrare le virtù di questa varietà - croccante, succosa e dotata di una rinomata dolcezza – e il suo legame con il territorio.</p>
<p>Con la sua inconfondibile buccia dalle tonalità gialle intense e la una polpa compatta color crema, Golden è la mela preferita dagli italiani che, ogni anno, ne consumano circa 300.000 tonnellate. Oltre la metà degli esemplari porta con sé il <strong>bollino Melinda</strong>, garanzia di Denominazione di Origine Protetta e, con essa, di quella qualità superiore associata alle caratteristiche peculiari della Val di Non e ai metodi di produzione sostenibile.</p>
<p>L’iniziativa, riservata al mercato italiano, coinvolge i vassoi da 4 e 6 frutti dotati per l’occasione di una speciale un’etichetta decorativa che reca sul retro un codice univoco. Una volta acquistato il prodotto basta collegarsi alla pagina web <a href="http://golden.melinda.it">golden.melinda.it</a>, registrarsi e inserire il codice stesso per scoprire da subito se si è vinto. In palio <strong>84 macchine fotografiche Polaroid e 12 weekend </strong>per 4 persone nelle prestigiose strutture convenzionate Agritur Ambasciatori di Melinda.</p>
<p>“Questi premi sono stati studiati coerentemente con il principio stesso del Concorso che punta a fidelizzare i consumatori, inclusi i giovani, rafforzando ulteriormente la sinergia vincente tra turismo e agricoltura”, spiega <strong>Andrea Fedrizzi, Responsabile Marketing di Melinda</strong>. “Il nome Golden Hour evoca volutamente l’ora giusta, ‘il momento buono’ insomma, per scattare un’istantanea della valle e del suo paesaggio: in questo modo la fotografia si trasforma in uno strumento capace di unire il prodotto, il consumatore e il territorio”.</p>
<p>Tutt’altro che casuale, in questo senso, l’iniziativa promossa in alcuni punti vendita che prevede un corner dedicato dove sarà possibile farsi scattare <strong>una foto da conservare</strong> sullo sfondo della Val di Non ricevendo inoltre una speciale calamita Golden in omaggio. Il concorso è sostenuto da un’ampia campagna di comunicazione sui canali digitali con attività di promozione e influencer marketing.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Melinda - Martina Valentini</author></item><item><guid isPermaLink="false">e16e4613-8973-4ec1-8712-faf6b8fbb89b</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/le-tre-parole-chiave-per-un-turismo-a-quattro-stagioni-paesaggio-abitato-comunita-sorridente-ecosistema-turistico</link><title>Le tre parole chiave per un turismo a quattro stagioni: paesaggio abitato, comunità sorridente, ecosistema turistico</title><description>Bitm ha chiuso la sua XXIV edizione, con gli ingredienti per dare gambe al “Turismo a quattro stagioni”.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/dv2d5smu/bitm2023.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/le-tre-parole-chiave-per-un-turismo-a-quattro-stagioni-paesaggio-abitato-comunita-sorridente-ecosistema-turistico" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1335</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Tre gli ambiti di lavoro su cui si dovrà lavorare: il paesaggio abitato, la comunità sorridente, l’ecosistema turistico. Promossa da Confesercenti del Trentino, assieme alla Provincia autonoma di Trento, al Comune di Trento, alla Camera di Commercio e con la partecipazione delle rappresentanze sociali, lavorative, economiche e di sviluppo del territorio, BITM nelle quattro giornate di iniziative e convegni al MUSE di Trento, ha stimolato riflessioni, visioni, domande grazie agli interventi di esperti, studiosi, attori del comparto economico, lavorativo e sociale del territorio locale e nazionale.  </p>
<p>Oggi la giornata ha visto la presenza  e la partecipazione dei rappresentanti delle categorie economiche, la sintesi conclusiva di <strong>Alessandro Franceschini</strong>, direttore scientifico della Bitm discussa con <strong>Umberto Martini</strong>, professore di Economia e gestione delle imprese dell’Università di Trento; la straordinaria partecipazione dell’attore <strong>Neri Marcorè</strong>, che ha divertito e incantato anche il giovane pubblico con una narrazione composta da parole e musica; l’intervento di <strong>Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti Nazionale.</strong> “Vengo con piacere alla BITM – ha detto Messina - perché arriva in un momento importante dell’anno, quando tiriamo le somme e ci avviamo verso la stagione invernale. Qui si ragiona, si riflette, e il turismo a 4 stagioni è la svolta. Destagionalizzazione è un termine ormai vecchio, perché cercavamo di portare i turisti nei momenti in cui non eravamo forti, in cui avevamo necessità di tenere aperte le strutture. Oggi il turismo a 4 stagioni è qualcosa di necessario; avremo necessità di rimodulare la stagionalità, non più legata ai mesi dello sci, ai mesi del mare, ma ampliando l’offerta, che diventa a 4 stagioni. Come è andata nel 2023? Credevamo potesse andare meglio, l’anno si era presentato con una serie di ponti, ci aveva convinto di poter affrontare la stagione estiva stracciando tutte le migliori. Non è stato questo. Perché il turismo è troppo sensibile ai fattori esterni. Da maggio a giugno il Nord è stato devastato dalle bombe d’acqua, il sud dal caldo. La stagione è in realtà partita la seconda settimana di luglio. Poi abbiamo conosciuto un prolungamento della stagione e siamo riusciti a recuperare senza fare i numeri delle aspettative. Ecco perché dobbiamo ragionare su 365 giorni”. Ad intervenire anche <strong>Mauro Paissan, presidente di Confesercenti del Trentino: “</strong>Vittorio Messina ci invita ad accantonare un po’ il termine obsoleto di destagionalizzazione, perché è effettivamente superato come concetto. Il fenomeno turistico è cambiato, la società è cambiata, l’economia è cambiata. È già un dato di fatto, è un presupposto da cui bisogna partire, non possiamo più partire da un turismo su due stagioni. Per motivi di sostenibilità ambientale, per sostenibilità sociale, perché c’è un problema di lavoro, e per sostenibilità economica. Si sposta così l’attenzione dalla destagionalizzazione alle quattro stagioni, come rotta da continuare a coltivare. Le 4 stagioni non sono oggi dal punto di vista turistico un progetto realizzato, si tratta di un work in progress. A proposito di work in progress un altro concetto che mi pare evidente è che se noi vogliamo realizzare un nuovo turismo, questo turismo a 4 stagioni, deve esserci un lavoro di squadra, una risposta che il sistema nel suo complesso deve essere in grado di dare. Non si può pensare a un Trentino turistico che pensa e lavora a comparti stagni. Deve per forza essere un ecosistema fatto di soggetti, nessuno escluso, che lavorano per realizzare questo progetto”.  </p>
<p>Nella sua relazione di sintesi <strong>Alessandro Franceschini, insieme a Umberto Martini, ha tirato le fila dei concetti emersi durante le giornate individuando tre chiavi di lettura:</strong> </p>
<p><strong>Il paesaggio abitato:</strong> l’idea che una comunità si insedi nel proprio ambiente di vita e attraverso il lavoro dà origine a quello che noi chiamiamo paesaggio, è una ricchezza. In questo momento storico è importante per l’approccio, il paesaggio deve essere conservato, nutrito, progettato; ma rimanda anche all’idea dell’unicità dei luoghi; all’unicità che possiamo valorizzare.  </p>
<p><strong>La comunità sorridente:</strong> non esiste un turismo autentico e reale se non c’è una comunità che si offre soddisfatta di sé stessa. Quello che ormai il turista evita sono i pacchetti preconfezionati  </p>
<p><strong>L’ecosistema turistico:</strong> dobbiamo imparare a cambiare le parole, non parlare più di località turistica, non di destinazione, ma di ecosistema turistico, che significa un caleidoscopio di offerte… sono tutti tasselli di un ecosistema di diversità, un ecosistema che è anche lavoro, è anche qualità dell’abitare, è anche infrastruttura, è anche formazione.</p>
<p><strong>Cosi Umberto Martini:</strong> “Diversi anni fa abbiamo gestito un progetto di ricerca nazionale, dove abbiamo lavorato sul concetto di sistema locale di offerta turistica, un concetto che nel tempo ha avuto in aumento di rilevanza e applicazione: l’idea è che autenticità significa che il turismo non è una messa in scena. Quando si entra in un paesino e leggiamo “località turistica” fino a qualche anno fa era indicatore quasi di valore; poi però sembra una cosa finta, virtuale, costruita. Certe volte il turismo è un palcoscenico, dove si mette in scena una realtà diversa. Tutto oggi depone verso un recupero dell’autenticità, possibile solo se la comunità ospitante si relaziona con i turisti”.  </p>
<p><strong>Ospite d’eccezione Neri Marcorè, in dialogo con Alessandro Franceschini e Linda Pisani. “</strong>Oggi è tutto un “all you can see” -ha detto Marcorè - parlare e discutere insieme per capire come migliorare il futuro, in questo caso il futuro del turismo, penso sia importantissimo. <strong>L’artista ha anche raccontato del suo legame con il Trentino e con i Suoni delle Dolomiti.</strong> “Volendo fare qualcosa di concreto per le comunità delle Marche – da cui provengo - colpite dal terremoto ho pensato a un festival ecosostenibile e itinerante, in zone diverse non antropizzate, di pomeriggio, senza usare luci artificiali, un’amplificazione minima, senza transenne. Ho preso spunto dai Suoni delle Dolomiti, con tutte le variazioni del caso. Un festival a cui ho partecipato varie volte, di cui ho sempre apprezzato la mancanza di confini tra artista, gente, luogo, paesaggio, senza righe, ogni cosa in armonia”. Marcorè ha poi ricordato gli inizi della sua carriera di artista guardando i tanti giovani in sala. “Quell’interessamento che avevo mi ha creato un bagaglio tecnico che è stato importante proprio perché l’avevo curato a prescindere dal fine. A voi ragazzi dico che è quasi più importante il percorso che il traguardo, in qualsiasi forma di viaggio. Imparate ad apprezzare tutto quello che di bello e di buono incontrerete sulla strada e portatevelo dietro, perché non saprete mai quando e come vi sarà utile”.  </p>
<p>A portare i saluti istituzionali della città di Trento <strong>Elisabetta Bozzarelli, vicesindaca del Comune di Trento con delega alla cultura e al turismo </strong>che ha ricordato come da domani aprirà il Natale in città: “La città sta lavorando in modo da unire l’esperienza culturale dei turisti e quella dei cittadini. Questa peculiarità della città si realizza e si può vedere in particolare in alcuni momenti dell’anno: domani si inaugura Trento Città del Natale. Abbiamo lavorato affinché Trento mostri quello che è, mostri la sua autenticità”.  Mentre <strong>Mauro Leveghi, presidente del Trento Film Festival, </strong>ha ricordato la fragilità del territorio: “Diciamo spesso che la montagna è un sensore dei cambiamenti climatici. I cambiamenti si percepiscono prima in montagna. Fino a Vaia molti di noi non se ne sono accorti, non ci facevamo caso. Dopo quello che è successo forse abbiamo capito che in realtà c’è una situazione che va corretta”.  </p>
<p>Sul palco si sono alternati anche: </p>
<p><strong>Giovanni Battaiola | Presidente dell’Associazione Albergatori e Imprese Turistiche del Trentino</strong> </p>
<p>“Siamo imprese e non possiamo immaginare di fare qualità e sviluppo sul territorio se non c’è sostenibilità economica, convincendo sempre più turisti (non come numero assoluto). Per farlo dobbiamo offrire un prodotto non preconfezionato, non immaginiamo un Trentino di cartapesta, vogliamo un Trentino vero”.  </p>
<p><strong>Sandra Paoli per Confcommercio Imprese per l’Italia Trentino</strong> </p>
<p>“Mi rivolgo soprattutto al mondo dei giovani, il nostro futuro, un argomento che mi sta molto a cuore. Li inviterei a seguire le proprie attitudini per svolgere questo lavoro, anche se chiamarlo lavoro è riduttivo. Mi occupo di turismo da anni e ho ancora lo stesso fuoco che arde e credo sia molto importante svolgerlo con empatia”.  </p>
<p><strong>Paolo Calovi | Presidente della Confederazione Italiana Agricoltori del Trentino</strong> </p>
<p>“Credo che la categoria che rappresento abbia in questo contesto una grande rilevanza. I nostri allevatori, i nostri agricoltori, i nostri frutticoltori, i nostri produttori, i nostri castanicoltori, hanno un ruolo fondamentale nella manutenzione del territorio e ancora di più nel mantenerlo vivo, abitato, nelle zone limitrofe e nei paesini sperduti”.  </p>
<p><strong>Fausto Manzana | Presidente di Confindustria Trento</strong> </p>
<p>“Solo oggi torniamo a valorizzare l’importantissimo lavoro fatto dall’agricoltura. E stiamo parlando di un paesaggio abitato, di qualcosa che è stato modificato e plasmato dall’uomo. Ecco che allora anche l’industria che può mantenere un certo numero di lavoratori in quel contesto non è esogena a una certa visione di turismo, nel momento in cui non deturpa e non inquina”.  </p>
<p><strong>Italo Monfredini | Vicepresidente Vicario della Federazione Trentina della Cooperazione</strong> </p>
<p>“La cooperazione è impegnata oggi nel ridefinire il paesaggio trentino, tenendo dentro le attività economiche anche queste sono diseconomiche: piccoli negozi e piccoli servizi che faticano a incontrare una capacità imprenditoriale di restare nei territori”.  </p>
<p><strong>Luca Oliver | Presidente delle Acli del Trentino</strong> </p>
<p>“Stranieri non sono solo turisti, stranieri sono anche spesso i lavoratori che consentono spesso che questa offerta turistica diventi compiuta. La comunità sorridente non è solo quella che sa accogliere le persone che vengono a fare turismo, ma anche le persone che decidono di puntare – per la crescita di famiglia, per lavoro o per studio – sulla nostra terra”.  </p>
<p><strong>Stefano Debortoli | Vicepresidente Vicario dell’Associazione Artigiani Trentino</strong> </p>
<p>“Abbiamo troppe persone insensibili all’emergenza climatica. I segnali c’erano molto prima di Vaia. Il problema dell’insensibilità si riflette poi all’ennesima potenza per chi governa flussi economici e flussi di governo. Anche noi come associazione dobbiamo lavorare nei confronti dei nostri associati per far crescere questa sensibilità nei confronti del cambiamento pericoloso che c’è in atto”. </p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio stampa Bitm</author></item><item><guid isPermaLink="false">617fe492-2045-4039-abab-4dc4b677f7d5</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/un-turismo-a-quattro-stagioni-nella-xxiv-bitm</link><title>Un turismo a quattro stagioni nella 24esima Bitm</title><description><![CDATA[<p>Torna a Trento la BITM – Le Giornate del Turismo Montano – arrivata alla XXIV edizione. Tema di quest’anno la destagionalizzazione, argomento affrontato da 20 anni nei tavoli di discussione economica e politica, ma che ora, con impellente bisogno, necessita di una effettiva ed efficace realizzazione. </p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/b2rdwj5l/bitm24tavolorelatori.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/un-turismo-a-quattro-stagioni-nella-xxiv-bitm" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>1068</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><strong>“Un turismo a quattro stagioni” è dunque il titolo della BITM 2023, che si terrà articolata in quattro giornate presso il foyer del MUSE da martedì 14 a venerdì 17 novembre</strong>, arricchita da iniziative e novità, tra cui la straordinaria partecipazione dell’attore Neri Marcorè. Il programma è stato presentato ufficialmente oggi a Palazzo Roccabruna, sede delle attività di promozione territoriale della Camera di Commercio di Trento, dai moderatori della manifestazione: il direttore scientifico della BITM, Alessandro Franceschini e la giornalista Linda Pisani. </p>
<p>Promossa da <strong>Confesercenti del Trentino</strong> assieme alla <strong>Provincia autonoma di Trento</strong>, al <strong>Comune di Trento</strong>, alla <strong>Camera di Commercio</strong> e con la partecipazione delle <strong>rappresentanze sociali, lavorative, economiche</strong> e di sviluppo del territorio, delle <strong>associazioni di categoria</strong>, BITM stimolerà riflessioni, visioni, domande interrogandosi sul futuro di questo fondamentale segmento dell’economia dei territori di montagna. Quali possono essere i processi che innescano un allungamento della stagione turistica?  Quali sono le potenzialità dei territori ancora da sviluppare? Quali sono quei turismi che possono essere di attrattività nelle nostre località e le buone pratiche sperimentate altrove che possono essere attuate anche in Trentino? Quali sono i soggetti che possono attivare politiche di sviluppo in questa direzione? </p>
<p>“Il turismo – <strong>ha spiegato il direttore scientifico della BITM, Alessandro Franceschini</strong> – soprattutto nelle località di montagna come il Trentino, si sta confermando come un tassello fondamentale del sistema locale, capace non solo di creare un significativo indotto per tutti gli altri comparti, ma anche una stabilità economica in grado di resistere più di altre attività produttive ai cicli dell’economia mondiale. Ecco perché, oggi più che mai, diventa fondamentale investire con più determinazione su questo settore: non solamente ampliando l’offerta ricettiva (oramai vicina al massimo delle sue potenzialità) ma allungando in maniera efficace la durata della stagione turistica”. </p>
<p><strong>La destagionalizzazione, quindi, rappresenta una delle priorità per lo sviluppo del sistema turistico.</strong> Per raggiungere questo obiettivo è però necessario lavorare su più livelli: da una parte è fondamentale compiere un’evoluzione di senso e di significato sul quale è “cresciuta” l’immagine di una località turistica, ampliandone la missione e il ruolo; dall’altra parte è imprescindibile implementare una cultura dell’accoglienza che sia capace di andare oltre le fruizioni consolidate nel tempo e intercettando bisogni o esigenze che caratterizzano il turista globale contemporaneo. </p>
<p>“Dobbiamo adoperarci per un Trentino vivo e attraente ogni giorno – <strong>ha detto Mauro Paissan, presidente di Confesercenti del Trentino </strong>– non solo in chiave turistica, ma anche per chi lo abita e per chi ci lavora.  Questa è una via per risolvere anche il problema “lavoro” nelle imprese di tutti i settori in Trentino. Se vogliamo che la provincia di Trento continui ad essere una destinazione turistica di eccellenza, dobbiamo creare un luogo accogliente e di sviluppo anche per le lavoratrici e i lavoratori. Aziende e famiglie devono considerare il nostro territorio ideale per costruire il proprio progetto di vita sostenibile e soddisfacente”. </p>
<p>Ad intervenire anche <strong>la vicesindaca e assessora con delega al turismo del Comune di Trento, Elisabetta Bozzarelli</strong>: “Il settore turistico è un elemento fondante per lo sviluppo del nostro territorio e costituisce la base di un’economia solida, capace di affrontare le sfide del futuro sviluppando accoglienza e attrattività, migliorando sempre di più l’alta qualità dei servizi offerti. La BITM con i suoi numerosi appuntamenti offre anche quest’anno uno spazio di confronto in cui aggiornarsi, formarsi e condividere esperienze, un’opportunità che, come Comune, siamo felici di sostenere».    </p>
<p>Così <strong>Alberto Olivo, segretario generale Cciaa di Trento</strong>: "Viviamo in un mondo in rapida trasformazione in cui gli scenari internazionali cambiano repentinamente con profonde ripercussioni anche sui flussi turistici. Per una provincia come la nostra, a forte vocazione turistica, è di fondamentale importanza saper cogliere le nuove tendenze in atto. Per questo, manifestazioni come la BITM, si confermano oggi della massima attualità, perché ci fanno riflettere sulle dinamiche evolutive di un comparto chiamato a confrontarsi con una domanda in continua evoluzione e dalla cui capacità di risposta dipende larga parte della nostra economia". </p>
<p><strong>IL PROGRAMMA </strong></p>
<p><strong>Ricco il programma predisposto per questa edizione:</strong> dopo la sessione plenaria istituzionale d’apertura di <strong>marted</strong>ì <strong>14 novembre</strong> con la partecipazione della presidente nazionale di Confesercenti, Patrizia De Luise, si parlerà nella giornata di <strong>mercoledì 15 novembre </strong>di “Turismo a 5 stelle tra prospettive dell’accoglienza di alta qualità e destinazioni smart attraverso l’HBenchmark, Hospitality Data Intelligence” e a seguire, “Un turismo senza basse stagioni, tra attività outdoor e sport estremi”. <strong>Giovedì 16 novembre</strong> sarà la volta del “Il turismo dei simboli: attrazioni che muovono persone” per arrivare alle “Nuove sfide del comparto alberghiero tra formazione e lavoro”. La BITM terminerà nella mattinata di <strong>venerdì 17 novembre</strong>, con la sessione plenaria di sintesi dedicata alle categorie economiche che avrà come ospite l’attore Neri Marcorè.  </p>
<p><strong>GLI INCONTRI TECNICI E DI APPROFONDIMENTO </strong></p>
<p><strong>Appuntamenti speciali, al pomeriggio</strong>: il <strong>seminario tecnico indirizzato agli operatori turistici e ai professionisti</strong> “Turismo, territorio, paesaggio: verso un nuovo Piano Urbanistico Provinciale” (martedì 14/11); il <strong>career day</strong> dedicato alla ricerca di personale nel settore dei pubblici esercizi e ristorazione in collaborazione con Agenzia del Lavoro e le altre associazioni di categoria (mercoledì 15/11) e <strong>l’esperienza sensoriale</strong>  “Il gusto del nostro territorio”(mercoledì 15/11 e giovedì 16/11) un viaggio immersivo, attraverso gli spazi eclettici del Muse, alla scoperta dei prodotti del nostro Trentino con protagonisti il Trentodoc, l’antico pane delle palafitte, il formaggio d’alpeggio, il miele di alta montagna e il Vino Santo. </p>
<p><strong>L'ANTEPRIMA</strong><strong> </strong></p>
<p><strong>Lunedì 13 novembre alle 17.30, presso Palazzo Roccabruna</strong>, sarà presentato il <strong>libro “Il turismo montagna: sfide e opportunità di un settore in trasformazione”</strong> a cura di Alberto Beggiolini, Giorgio Vittadini e Vincenzo Zulli. Un libro che indaga le criticità, le trasformazioni e le opportunità del turismo in montagna, per non rischiare che il mercato proceda per inerzia su binari incontrollati e potenzialmente dannosi. L'attività turistica è uno dei fattori fondamentali dello sviluppo del nostro Paese, ed è da questo presupposto che sono partiti gli autori per approfondire temi quali l'economia dei rapporti, lo sviluppo delle competenze e le opportunità offerte dall'attuale situazione economica. Nel testo si profila l’improrogabile necessità di una trasformazione, puntando a una crescita sostenibile, che contribuisca alla protezione degli ecosistemi fragili nonché alla valorizzazione del patrimonio naturale e allo sviluppo dei territori. </p>
<p><strong>LA MOSTRA </strong></p>
<p>Sempre a Palazzo Roccabruna, è in corso <strong>la mostra “Stagioni. Vita e lavoro in un territorio alpino”</strong> a cura del METS-Museo etnografico Trentino San Michele e organizzata nell'ambito della XXIV edizione della "BITM. Le Giornate del Turismo Montano".  La rassegna, che rimarrà aperta fino al 30 novembre, narra la vita quotidiana nel succedersi delle stagioni di un Trentino rurale vivo ormai quasi solo nella memoria dei nostri nonni. Diverse le proposte dei Servizi educativi del Museo a corredo della mostra. Gratuito l’ingresso, le visite guidate e le attività didattiche. </p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Bitm</author></item><item><guid isPermaLink="false">4b4ed83f-4886-4c8b-a979-f8711bb5689c</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/fri-turismo-pnrr-un-miliardo-per-le-strutture-ricettive</link><title>Fri Turismo – Pnrr: un miliardo e 380 milioni per le strutture ricettive</title><description><![CDATA[<p>Via alle domande dal 1 marzo 2023 sulla piattaforma web di Invitalia, con la preventiva delibera della Banca.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/r01fckxh/diegopelizzari-direttore-mediocreditotaa.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/fri-turismo-pnrr-un-miliardo-per-le-strutture-ricettive" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>1068</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Riqualificazione in chiave sostenibile e digitale, è questo l’obiettivo del cosiddetto “Fondo rotativo imprese per il sostegno alle imprese e gli investimenti di sviluppo nel turismo” ( FRI-Tur). Dal 30 gennaio infatti, è attiva una piattaforma ad hoc (gestita da Invitalia) per garantire l’accesso a questa importante misura legata al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e promossa dal Ministero del Turismo. Sul piatto ci sono risorse per un totale di 1 miliardo e 380 milioni di euro ma per poter presentare i propri progetti bisogna fare in fretta.</p>
<p>“<em>Questo strumento</em> – spiega <strong>Diego Pelizzari, direttore generale Mediocredito Trentino-Alto Adige Spa</strong> <em><strong>(foto allegata)</strong></em> – <em>mette finalmente a terra delle agevolazioni del PNRR rivolte alle aziende che operano nel settore turistico”.</em></p>
<p>Per poter proporre questo importante strumento alle imprese del settore turistico della nostra regione che hanno in programma investimenti<em>,</em> Mediocredito Trentino-Alto Adige ha stipulato una convenzione con il Ministero del turismo, Cassa depositi e prestiti e l’Associazione bancaria italiana.</p>
<p>Per accedere al finanziamento sono richiesti investimenti medio-grandi, compresi tra 500.000 e 10 milioni di euro, che puntano sulla sostenibilità e sulla digitalizzazione, con un occhio di riguardo alla riqualificazione energetica e antisismica. Altri interventi posso riguardare: l’eliminazione delle barriere architettoniche, la manutenzione straordinaria, ma pure la realizzazione di piscine termali o il rinnovo degli arredi.</p>
<p>Più nel dettaglio è previsto un contributo diretto alla spesa, concesso sulla base degli importi ammissibili delle spese. Le percentuali variano in base alla dimensione delle attività: dal 5% per le medie imprese fino al 15% per le micro-imprese. Inoltre, il contributo si può appoggiare a un finanziamento agevolato concesso da Cassa depositi e prestiti a un tasso nominale annuo dello 0,5%, con una durata compresa tra 4 e 15 anni. Questa forma di finanziamento agevolata è abbinata a un finanziamento bancario a tasso di mercato di pari importo e durata proposto da Mediocredito Trentino Alto Adige.</p>
<p>“<em>Parliamo di una copertura fra agevolazione e finanziamento che non può superare il 100% delle spese ammissibili – </em>sottolinea Pelizzari<em> – confidiamo che le imprese e le aziende alberghiere possano cogliere un’opportunità per fare ulteriori investimenti migliorativi. Questo finanziamento inoltre può aiutare anche quelle strutture che si trovano in zone meno favorite della regione consentendo loro di recuperare il gap di produttività e la qualità complessiva della propria offerta alberghiera</em>”.</p>
<p>Come si diceva però i tempi per accedere ai contributi sono stretti. Ma è proprio qui che entra in gioco la banca regionale: “<em>Le domande devono essere presentate entro il 31 marzo di quest’anno mentre gli investimenti dovranno essere completati entro il 31 dicembre 2025. I tempi sono stretti – </em>ribadisce Pelizzari<em> – perché l’iter per ottenere sia l’agevolazione che il finanziamento parte dalle banche che, prima di deliberare, devono valutare i progetti e le prospettive dell’investimento. Per questo il consiglio è quello di contattarci subito per attivare immediatamente l’iter necessario a ottenere il finanziamento</em>”.<br /><br />Fonte: Mediocredito Taa</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">a33e201c-2731-4ffb-8e13-2e0bf676a837</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/quasi-3-milioni-di-arrivi-e-11-5-milioni-di-presenze-l-estate-da-record-del-turismo-trentino</link><title>Quasi 3 milioni di arrivi e 11,5 milioni di presenze: l’estate da record del turismo trentino</title><description>Una stagione davvero da primato, che ha bruciato anche il precedente record del 2019, l’anno del boom turistico pre-pandemia. Un “lunga” estate (maggio-ottobre) da incorniciare per il turismo trentino che in questo 2022 ha centrato i risultati da fenomeno, degni di quelli degli atleti del Festival dello Sport.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/25hpeqeu/rossiniefailoni.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/quasi-3-milioni-di-arrivi-e-11-5-milioni-di-presenze-l-estate-da-record-del-turismo-trentino" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2144</width><height>1424</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Quasi 3 milioni di arrivi certificati (per la precisione 2.834.940) e addirittura 11,5 milioni (11.498.303) di presenze certificate. Significa rispettivamente 165.844 arrivi (+6%) e ben 507mila presenze (+5%) in più sul 2019. Che diventano +29% e +20% sul “lontano”, si fa per dire, 2015. A dirlo sono i dati elaborati da Trentino Marketing e forniti dall’Ispat, Istituto di statistica della Provincia autonoma di Trento, presentati oggi nella sede di piazza Dante dall’assessore provinciale al turismo Roberto Failoni assieme all’amministratore delegato di TM Maurizio Rossini.<br />“Sapevamo che gli indicatori per il turismo trentino erano positivi- così <strong>l’assessore Failoni</strong> -. Ma i numeri della stagione estiva, ora ufficializzati, sono superiori alle aspettative e per alcuni aspetti sorprendenti. L’allungo che c’è stato in questo mese di ottobre e che ha permesso di raggiungere gli 11 milioni e mezzo di presenze è degno della performance di un campione. O meglio di una squadra vincente come quella del turismo trentino. Un successo possibile per tanti fattori. L’unicità del nostro territorio e dei nostri ambiti che sanno distinguersi ma anche fare rete nel marchio Trentino. Le potenzialità dei giovani. Gli investimenti nel settore che ci stanno premiando, che continueremo a promuovere. Dunque un ottimo risultato che in generale conferma la bontà della riforma provinciale del turismo promossa da questa Giunta e approvata nel 2020. Il Trentino è apprezzato da tanti ospiti internazionali e italiani e questo ci fa piacere, ci sprona a fare ancora meglio per il futuro. Anche in vista della stagione invernale alle porte e affrontando le criticità con entusiasmo e fiducia”.</p>
<p>“Promuovere il Trentino per tutto l’anno - afferma <strong>Rossini, ad di Trentino Marketing</strong> - è l’obiettivo che ci siamo posti per la ripresa del turismo trentino e i dati che oggi commentiamo ci dicono che abbiamo imboccato questa strada, non facile, perché proprio dalle cosiddette ‘belle stagioni’, primavera e autunno, sono arrivati buoni risultati per i nostri operatori. E questo è merito di una totale sintonia con i territori nell’individuare e nel proporre le loro particolarità in termini di offerta che gli ospiti del Trentino hanno evidentemente apprezzato. Un ulteriore riscontro che emerge dalla lettura dei dati è il fatto che siamo riusciti a ripartire anche sui mercati internazionali e tutto questo ci fa guardare con positività ottimismo anche all’avvio imminente della stagione invernale sulle cui problematiche stiamo lavorando in squadra con Apt, operatori e società impianti”.</p>
<p>Guardando alla provenienza, ad aumentare sono sia le presenze degli ospiti internazionali (passate da 4.449.384 nel 2019 a 4.540.698 nel 2022) che quelle degli ospiti italiani (da 6.541.737 a 6.957.605 nello stesso intervallo), prova di un gradimento diffuso per le mete trentine.</p>
<p>La classifica degli ambiti territoriali per crescita sul 2019 vede prima l’Alpe Cimbra (+13%), seguita da Fassa (+9%) e a pari merito con un +7% il Garda trentino (il re del turismo trentino con quasi un terzo delle presenze totali) e la Paganella. Poi ci sono Trento (+4%), Fiemme e Valsugana (2%), Madonna di Campiglio (1%), col segno meno Primiero (-4%), Rovereto e Val di Non (-2%), Val di Sole (-1%). Ma le percentuali negative sono ribaltate nel raffronto con l’anno scorso, che vede tutti gli ambiti in salita e proietta al primo posto Trento (+27%) seguita da Valsugana (+23%), Garda (17%).</p>
<p>Importante per leggere anche i dati apparentemente in negativo è il dato sulla rimuneratività dell’offerta, che aumenta, con un ricavo medio in B&amp;B salito dai 118 euro del 2019 ai 130 del 2021 e ai 142 del 2022. Con picchi fino a 180 euro in agosto quest’anno, mese che ha visto un leggerissimo calo di presenze sul 2019 (-0,3%), tuttavia più che compensato dal sostanziale aumento dei ricavi. Significa in generale che il sistema turistico trentino può vantare una maggiore qualità dell’offerta e della sua remunerazione.</p>
<p>È un successo anche la destagionalizzazione. Maggio totalizza un +4% sul 2019, giugno un +9%, settembre un +14% e l’ottobre appena concluso un +11% che è un ulteriore fiore all’occhiello e un elemento positivo anche in vista della prossima stagione invernale. Rispetto al 2021 poi maggio e giugno ottengono un ottimo risultato, segno che la stagione estiva 2022 è partita presto e bene.<br /><br />Fonte: Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">872ba4e0-2a48-4e59-9dea-31ce725de970</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/val-di-sole-lo-sviluppo-parte-dal-territorio</link><title>Val di Sole: lo sviluppo parte dal territorio</title><description><![CDATA[<p>La serata di apertura del progetto “Historia Magistra Vitae”, ieri a Malè, ha permesso di individuare le peculiarità del territorio da cui partire per garantire uno sviluppo sostenibile a misura di ambiente e comunità. “Mondo agricolo e cooperazione rappresentano un binomio vincente, che può garantire il futuro di questo territorio, lavorando in sinergia con l’altra vocazione della valle, il turismo” ha affermato l’antropologo Annibale Salsa, stimolando numerosi interventi del pubblico.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/jk5ppz3u/professor-salsa-durante-il-suo-intervento-jpg.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/val-di-sole-lo-sviluppo-parte-dal-territorio" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3419</width><height>2418</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Alpicoltura, cooperazione, cultura e turismo sono i quattro elementi costituitivi l’identità della Val di Sole. Ed è su di essi che bisogna puntare per garantire uno sviluppo sostenibile per l’ambiente e per la comunità che lo vive. Per riuscirci è necessario partire dalla storia, maestra in grado di mostrarci chiaramente le pratiche che possono dare prosperità e armonia a questo territorio. Parola di <strong>Annibale Salsa</strong>, antropologo, profondo conoscitore dei territori alpini, che ieri sera ha aperto la prima serata di “Historia Magistra Vitae”, il progetto promosso dalla Federazione Trentina della Cooperazione per promuovere uno sviluppo che parta dalla vocazione di ogni territorio. In Val di Sole, il progetto è stato voluto dal Caseificio di Cercen di Terzolas, dal Caseificio Presanella di Mezzana e dal Caseificio Turnario Pejo, e avviato grazie alla collaborazione di Cassa Rurale Val di Sole, Apt Val di Sole e Centro Studi per la Val di Sole.</p>
<p>L’incontro di ieri sera, ospitato al Cinema Teatro di Malè, è stato occasione per definire il punto di partenza per costruire un futuro pienamente sostenibile per la valle. E l’insegnamento offerto dal professor Salsa ha dimostrato che uno sviluppo che possa garantire una crescita sul lungo periodo deve affondare le proprie radici nel passato del territorio, rispettando le sue vere vocazioni.</p>
<p>“L’alpicoltura – ha spiegato il docente – è la vocazione identitaria di questa valle, e la cooperazione rappresenta lo strumento per creare sviluppo. Il turismo, settore fondamentale per l’economia locale, si può rafforzare grazie alla collaborazione con il mondo agricolo. Ma è necessario pensare a un nuovo modello che vada in una direzione più esperenziale. In questo contesto, il fattore culturale è il vero valore aggiunto, trasversale a tutte le attività”.</p>
<p>Per costruire un nuovo modello di sviluppo, ancor più che crescita, è quindi necessaria la collaborazione di tutte le realtà che operano e vivono sulla valle. “Oggi più che mai – ha detto il presidente della Federazione <strong>Roberto Simoni</strong>, in apertura di serata – abbiamo bisogno di relazioni, per costruire il domani dei nostri territori. Dobbiamo collaborare, unire le nostre forze per un obiettivo comune. E sono orgoglioso di dire che qui, stasera, si respira cooperazione”. Presente anche <strong>Alessandro Ceschi</strong>, direttore generale della Federazione Trentina della Cooperazione.</p>
<p>“Il nostro compito è trasmettere il valore della cooperazione, dello stare e del lavorare insieme. È questo che, negli anni, ha permesso alle nostre montagne di rimanere territori vivi” ha commentato <strong>Stefano Albasini</strong>, presidente Caseificio di Cercen e presidente di Trentingrana Concast, aprendo la serie di numerosi interventi che hanno animato la serata. <strong>Diego Fezzi</strong>, presidente Caseificio Presanella, ha posto l’accento sulle difficoltà che deve affrontare il settore agricolo, a cominciare dalla troppa burocrazia e dall’eccesso legislativo.</p>
<p>Secondo <strong>Claudio Valorz</strong>, presidente Cassa Rurale Val di Sole, “il modello attuale è in discussione e va ripensato, ma la priorità deve rimanere il lavorare insieme per il bene comune. Abbiamo la necessità – ha aggiunto – di mantenere sul territorio le risorse che generiamo”.</p>
<p><strong>Luciano Rizzi</strong>, presidente Apt Val di Sole, ha invece sottolineato l’importanza della collaborazione con l’ente pubblico, mentre <strong>Romano Stanchina</strong>, componente del direttivo del Centro Studi per la Val di Sole, ha richiamato l’importanza della cultura, come fattore in grado di generare valore per tutto il territorio. Una cultura che nasce dalle tradizioni locali, in cui le diversità rappresentano la vera ricchezza, come ha evidenziato la sindaca di Malè <strong>Barbara Cunaccia</strong>, intervenuta ringraziando le tante realtà che, ognuna in un settore diverso, collaborano per la crescita della valle.</p>
<p>Cogliendo l’esortazione di Salsa a superare un modello di società “dei flussi, dei non luoghi, dove identità, relazione e storia non contano”, <strong>Giovanni Battaiola</strong>, presidente di Trentino Marketing, ha anticipato l’intenzione di “tornare a un turismo dei luoghi, allargando la nostra offerta. E questo si può fare – ha detto – solo collaborando con chi, come gli allevatori, vivono e mantengono la montagna”.</p>
<p>Il ruolo degli alpicoltori come costruttori e manutentori dell’ambiente montano, introdotto da Salsa, è stato ripreso in numerosi interventi, tra cui quello di <strong>Gianluca Barbacovi</strong>, presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige, che ha posto l’accento sulla gestione del territorio. “Bisogna agevolare – ha concluso – il lavoro di chi, con la propria attività, contribuisce alla manutenzione e alla cura del paesaggio”.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">9f9d6d83-3bbf-44b3-b58a-6e54b7e6226e</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/promozione-turistica-in-trentino-tutte-le-categorie-economiche-sono-coinvolte</link><title>Promozione turistica in Trentino: tutte le categorie economiche sono coinvolte</title><description>Si è tenuto oggi il primo di una serie di incontri tra il Coordinamento Imprenditori e il nuovo cda di Trentino Marketing per parlare di marketing territoriale. Un aspetto dell'economia territoriale che non riguarda solo il comparto turistico, ma investe tutto il contesto (economico, sociale, ambientale) del Trentino.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/hplc34g1/26659.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/promozione-turistica-in-trentino-tutte-le-categorie-economiche-sono-coinvolte" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3543</width><height>2863</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[Se l’addetto al distributore di carburante tratta male un turista, il ricordo negativo di quell’esperienza si estenderà all’intera vacanza. Per dire che <strong>nella costruzione di un Trentino accogliente</strong> – per i turisti ma anche potenziali lavoratori disposti a trasferirsi qui –<strong> è necessario che ogni componente della comunità sia consapevole di far parte integrante della filiera dell’ospitalità</strong>. Per questo è opportuno un confronto costante con gli attori che contribuiscono a creare uno “stile di vita” attrattivo per gli ospiti.<br />
<p class="x_MsoNormal">Che quindi non interessa solo le imprese direttamente collegate al turismo, ma tutti i soggetti  (artigianato, servizi, industria, cooperazione) che a vario titolo sono impegnati a creare uno stile di vita, un clima favorevole e attrattivo per gli ospiti che decidono di passare un po’ del loro tempo sul nostro territorio.</p>
<p class="x_MsoNormal">È questo il senso di un incontro (il primo con il nuovo cda di Trentino Marketing) che si è svolto i presso la Federazione trentina della Cooperazione, presidenza di turno del Coordinamento Imprenditori. Presenti i rappresentanti delle categorie economiche e il consiglio di Trentino marketing al completo.</p>
<p class="x_MsoNormal">La riunione si è svolta alla vigilia della presentazione del piano operativo e strategico. “Una opportunità – ha detto il presidente di Trentino Marketing <strong>Gianni Battaiola</strong> – per valorizzare il marchio Trentino non solo rispetto al turismo e ambiente, ma anche imprenditorialità di qualità e sostenibile”.</p>
<p class="x_MsoNormal">Per l’ad <strong>Maurizio Rossini </strong>Trentino Marketing è impegnata<strong> </strong>a sostenere in modo duraturo il nostro turismo. “Per questo – ha affermato - alla promozione abbiamo associato l’attività di produzione agroalimentare, sport e cultura. Esistono aziende di grandissima qualità con grande capacità competitiva nel mondo. Il Trentino è riconosciuto all’esterno per suoi valori forti, c’è spazio per lavorare assieme su questi valori, perché sono anche quelli delle nostre imprese”.</p>
<p class="x_MsoNormal">Imprese che in Trentino sono molto diverse tra loro, per dimensioni e attività, e tuttavia insieme contribuiscono a rendere il territorio accogliente, ospitale e attrattivo per chi decide di trascorrere qualche giorno del proprio tempo libero.</p>
<p class="x_MsoNormal">Per <strong>Marco Segatta</strong>, presidente dell’associazione Artigiani, la promozione turistica è sempre stata più orientata alle categorie del turismo.</p>
<p class="x_MsoNormal"> “Chiediamo di ascoltarci – ha detto <strong>Renato Villotti</strong> di Confesercenti -. Per far sì che cresca il turismo, occorre anche la collaborazione delle imprese, piccole e grandi”.</p>
<p class="x_MsoNormal">L’eterogeneità dimensionale delle imprese è peculiare del nostro territorio – ha affermato <strong>Fausto Manzana</strong>, presidente Confindustria Trento - ma il Trentino potrebbe ambire alla leadership sulla sostenibilità, anche nei confronti dell’Alto Adige. Il contributo diretto del turismo sul Pil in Trentino è di 1,3 miliardi, quello dell’Alto Adige è di 2,5. Di strada ne abbiamo da fare tanta.</p>
<p class="x_MsoNormal">Sulla stessa linea <strong>Giovanni Profumo</strong>, direttore di Confcommercio Trentino. ”L’accoglienza la facciamo tutti, non solo un buon albergo o ristorante, ma tutto il territorio: camerieri, commesse, benzinai, vigili urbani, eccetera”.</p>
<p class="x_MsoNormal">Ciò che ci accomuna – ha dichiarato <strong>Italo Monfredini</strong>, vice vicario di Federcoop intervenuto in rappresentanza del presidente del Coordinamento Imprenditori <strong>Roberto</strong> <strong>Simoni</strong> - è di vivere in un territorio particolare, in un contesto di autonomia, ad alta qualità della vita. Una provincia che potrebbe attirare in Trentino non solo turisti ma anche persone disponibili a trasferirsi per lavorare”.</p>
<p class="x_MsoNormal">Ma occorre parlare lo stesso linguaggio, avendo bene in mente gli stessi obiettivi. Il tema della comunicazione (esterna ma anche interna) interpella ogni attore della filiera dell’ospitalità, che deve parlare lo stesso linguaggio, affinché la voce che esce dal Trentino sia coerente e uniforme</p>
<p class="x_MsoNormal">Il direttore di Confindustria Trento <strong>Roberto Busato</strong> ha raccomandato concretezza, anche al tavolo dell’internazionalizzazione: “serve semplificare, la missione tra turismo e internazionalizzazione è la stessa”.</p>
<p class="x_MsoNormal">Per <strong>Alessandro Ceschi</strong>, direttore di Federcoop, serve coerenza, esterna e interna. E qualità delle strutture ricettive, prima che quantità.</p>
<p class="x_MsoNormal">Come Federazione – ha detto Ceschi - abbiamo partecipato ad una cordata che ha vinto il bando provinciale per l’e-commerce. Deve diventare la piattaforma di tutti. Anche il progetto della cooperazione di realizzare strutture per il co-working nelle zone turistiche va visto come sistema, non come singole iniziative.</p>
<p class="x_MsoNormal">Infine, è opportuno ragionare sul tema del turismo per soggetti portatori di disabilità. Questo è anche un elemento di mercato da tenere in considerazione”. Sollecitazioni cui hanno risposto positivamente i consiglieri di Trentino Marketing <strong>Luciano Rizzi</strong> (“stiamo pensando a un consorzio delle Apt”), <strong>Ilaria Dalle Nogare </strong>(“Serve orgoglio di appartenenza ad un sistema che funziona”, <strong>Elisa Maccagni</strong> (“In Trentino marketing ci sono le competenze per lavorare insieme”.</p>]]></encoded></item></channel></rss>