<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=seminario</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Sat, 09 May 2026 14:02:26 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">ae533f9f-4c72-4c81-9861-b1b3997a3d58</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/oltre-le-barriere-un-successo-il-seminario-di-gsh-sull-accessibilita</link><title>“Oltre le barriere”: un successo il seminario di Gsh sull’accessibilità</title><description>Seminario “Muovere il Cambiamento” dedicato all’abbattimento delle barriere architettoniche, un appuntamento che ha riunito amministrazioni comunali e APT della Val di Non e dell’Altopiano della Paganella e realtà locali dell’associazionismo e della cooperazione.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/m3tjulcs/seminariogsh.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/oltre-le-barriere-un-successo-il-seminario-di-gsh-sull-accessibilita" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2048</width><height>1536</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L’incontro, promosso dalla <strong>Cooperativa Sociale GSH</strong>, aveva l’obiettivo di sensibilizzare enti e istituzioni sul tema dello “smarrimento architettonico” e di promuovere una cultura dell’accessibilità diffusa e condivisa.</p>
<p>Ad aprire i lavori è stato <strong>Paolo Forno</strong>, moderatore del seminario, che ha guidato gli interventi assicurando un confronto dinamico e partecipato.<br />Il presidente di GSH, <strong>Michele Covi</strong>, ha avviato la mattinata introducendo il percorso che negli anni ha portato allo sviluppo di progetti mirati all’inclusione. Le educatrici <strong>Stefania Tomasi</strong>, responsabile del servizio Percorsi per l’inclusione – Centro socio educativo “Il Quadrifoglio”, e <strong>Ilaria Rosati</strong>, referente del progetto barriere della cooperativa, hanno ripercorso le tappe principali dell’iniziativa <strong>“Una valle accessibile a tutti”.</strong></p>
<p>Tra gli esempi presentati: sopralluoghi con utenti e tecnici, mappature delle criticità, progetti di sensibilizzazione nelle scuole e collaborazioni strutturate con le amministrazioni. Un lavoro che dimostra come l’accessibilità non sia solo un intervento tecnico, ma un vero cambiamento culturale.</p>
<p><strong>Le amministrazioni: esperienze e buone pratiche</strong></p>
<p>Diversi sindaci e amministratori hanno condiviso azioni e risultati ottenuti nei propri territori.</p>
<p>La sindaca di Cles, <strong>Stella Menapace</strong>, insieme all’assessore <strong>Aldo Dalpiaz</strong> e al consigliere delegato alle barriere architettoniche <strong>Tahar Mhainina</strong>, ha illustrato il percorso intrapreso con GSH: dall’individuazione dei punti critici alla progettazione condivisa di soluzioni, fino alla realizzazione dell’aiuola inclusiva e al patto di collaborazione che ne è seguito.</p>
<p>L’assessore all’urbanistica del Comune di Predaia, <strong>Stefano Brida</strong>, ha presentato il PEBA – Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche fisiche, sensoriali e cognitive – evidenziando investimenti, priorità e l’affidamento del coordinamento a un tecnico specializzato.</p>
<p>La vice sindaca di Cavareno, <strong>Monika De Bertoldi</strong>, ha raccontato l’esperienza di un Comune che nel 2018 ha ricevuto il titolo di “Comune più virtuoso dell’anno” dell’Associazione Comuni Virtuosi, grazie a pratiche amministrative attente all’ambiente, alla socialità e all’accessibilità urbana.</p>
<p><strong>Associazioni e territorio: una visione ampia dell’accessibilità</strong></p>
<p>Particolarmente significativo l’intervento di <strong>Andrea Facchinelli</strong> dell’associazione AsTrID, che ha ampliato lo sguardo sull’accessibilità urbana, sottolineando come elementi considerati marginali — bagni, arredi, specchi, bidoncini — possano rappresentare ostacoli quotidiani. Una riflessione che invita a progettare gli spazi pensando da subito a tutte le persone.</p>
<p><strong>Eleonora Nicolodi</strong> della cooperativa Handicrea ha portato invece l’attenzione sull’accessibilità museale, evidenziando l’importanza di luoghi di cultura realmente fruibili da tutti.</p>
<p>In chiusura, <strong>Francesca Clementel</strong> dell’APT Altopiano della Paganella e <strong>Lorenzo Paoli</strong>, presidente dell’APT Val di Non, hanno raccontato l’impegno del settore turistico verso esperienze sempre più inclusive. Tra i progetti citati, la realizzazione di attività outdoor accessibili, come l’esperienza in canoa in Val di Non.</p>
<p><strong>Un impegno condiviso per un territorio accessibile</strong></p>
<p>Il seminario si è concluso con una convinzione comune: rendere il territorio accessibile significa migliorarlo per l’intera comunità. Un impegno strategico, culturale e sociale che richiede collaborazione tra enti, tecnici, associazioni e cittadini.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Gsh</author></item><item><guid isPermaLink="false">bb45c6f1-5029-477d-a20b-f338968159c2</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/anziani-anche-la-realta-virtuale-in-campo-per-curare-le-demenze-a-trento-si-sperimentano-tecniche-innovative-di-assistenza-grazie-ad-un-progetto-europeo</link><title>Anziani, anche la realtà virtuale in campo per curare le demenze. A Trento si sperimentano tecniche innovative di assistenza. Grazie ad un progetto europeo</title><description><![CDATA[<p>Alzheimer, demenza senile e altri deficit cognitivi sono malattie che spesso accompagnano la vita dell’anziano. Il Gruppo Spes di Trento, che gestisce residenze per anziani, servizi semiresidenziali e domiciliari sperimenta nuovi approcci alla malattia sfruttando l’intelligenza artificiale e ausilii innovativi. Un aiuto per gli operatori del settore (dal personale amministrativo a sanitario) per migliorare la vita degli anziani. A Trento la prima sperimentazione di attività formative ad alta innovazione che fa parte di un progetto europeo Erasmus+, “Intense”, realizzato grazie alla capoprogetto  Socialit - società informatica e di consulenza -  e tre università europee di Dublino, Maastricht e Halle Wittenberg.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/c1kflyj3/spescorsodemenze-.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/anziani-anche-la-realta-virtuale-in-campo-per-curare-le-demenze-a-trento-si-sperimentano-tecniche-innovative-di-assistenza-grazie-ad-un-progetto-europeo" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2016</width><height>1512</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Alzheimer ma non solo. L’invecchiamento delle persone spesso porta con sé difficoltà cognitive e malattie legate alla demenza. Una quotidianità per gli operatori che curano questa fascia di popolazione come nelle case di riposo.</p>
<p>A Trento si conclude oggi un seminario ad alta innovazione che introduce tecniche e metodi finora ancora poco sperimentati.</p>
<p>«Il seminario – afferma <strong>Italo Monfredini</strong>, direttore generale di Spes - è parte di un progetto internazionale con partner europei che ha lo scopo di inserire la tecnologia nelle buone pratiche che riguardano la cura delle persone affette da demenza».</p>
<p>INTENSE - acronimo di Improving demeNtia care Through Self-Experience - è un Progetto europeo ERASMUS+ nato con l’obiettivo di educare, equipaggiare e formare i professionisti sanitari e sociali per supportare e prendersi cura al meglio delle persone affette da demenza attraverso approcci di apprendimento innovativi</p>
<p>«I partecipanti – afferma <strong>Marianna Riello</strong>, psicoterapeuta e ricercatrice - sperimentano innovazioni che abbiamo creato attraverso vari strumenti per simulare i sintomi cognitivi della demenza e di altre malattie legate all’invecchiamento. Quindi deficit percettivi, deficit di memoria, di orientamento. Vengono utilizzate una serie di sperimentazioni hi-tech, realtà virtuale e altri strumenti che permettono di capire come si sente la persona.</p>
<p>Ci aspettiamo di coinvolgere sempre più professionisti del settore per migliorare la loro capacità di entrare in empatia con la persona seguita. L’obiettivo finale è di arrivare ad una cura migliore per i disturbi cognitivi, ad esempio nel caso dell’Alzheimer in cui anche chi è affetto dalla malattia possa sentirsi più a suo agio e di conseguenza mantenere più a lungo, se non addirittura migliorare, la sua capacità cognitiva.</p>
<p>I partecipanti del training sono coloro che lavorano nel campo della demenza. Non solo sanitari come neurologi, geriatri, infermieri ed operatori, ma anche il personale amministrativo che lavora nelle residenze sanitarie».</p>
<p>NTenSE fornirà ai professionisti un modo per dare uno sguardo al mondo della demenza, sviluppando un “toolkit di simulazione della demenza” ad accesso libero che sosterrà l’introduzione di metodologie innovative per lo sviluppo delle competenze sociali  chiave.</p>
<p>Tra gli strumenti messi a disposizione dei partecipanti anche uno speciale guanto «che – spiega <strong>Valentina Conotter</strong> di Social IT – simula e permette di capire ai soggetti sani le difficoltà che hanno persone affette da demenza o da Alzheimer nel compiere gesti di vita quotidiana. Difficoltà dovute alla chiusura delle articolazioni o a problemi di nervi».</p>
<p>I partner del progetto, accanto al Gruppo Spes di Trento, sono l’azienda capoprogetto di software Social IT e le Università di Dublino (Irlanda), Halle Wittenberg (Germania) e Maastricht (Olanda).</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">c46e8193-764b-4cd7-8894-61042ed40ca8</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/assomela-ed-il-valore-delle-indicazioni-d-origine-partecipazione-al-seminario-della-commissione-europea-in-canada</link><title>Assomela ed il valore delle Indicazioni d’origine:  partecipazione al seminario della Commissione Europea in Canada</title><description><![CDATA[<p>Su invito della Delegazione della Commissione Europea in Canada, mercoledì 17 novembre Assomela ha partecipato come unica espressione del settore frutticolo ad un seminario, organizzato in cooperazione con i produttori vitivinicoli canadesi dell’Ontario. Sono state presentate le ragioni ed opportunità che hanno portato i produttori dell’Alto Adige a proporre ed ottenere la Indicazione Geografica Protetta (IGP) per la mela Alto Adige.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/ybbetfwb/assomela.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/assomela-ed-il-valore-delle-indicazioni-d-origine-partecipazione-al-seminario-della-commissione-europea-in-canada" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>753</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il confronto ha posto in evidenza come i prodotti provenienti da territori di particolare vocazione per la produzione di specifiche tipologie di frutta possano beneficiare della protezione di origine. I vantaggi derivanti dal riconoscimento pubblico del legame tra qualità della mela “Alto Adige” e territorio di coltivazione e provenienza riguardano sia la sicurezza che la competitività.</p>
<p>La “Mela Alto Adige” IGP è collocata al 14° posto tra tutte le IGP riconosciute a livello nazionale e al primo posto nel segmento ortofrutta. Tutti gli interventi nel seminario hanno confermato come il sistema delle protezioni di origine, fortemente supportato anche dall’Italia, costituisca un fattore di differenziazione positiva nel mercato. Questo è particolarmente apprezzato da consumatori interessati dalla provenienza del prodotto.</p>
<p>L’invito per Assomela, che ha elaborato i contenuti della presentazione in collaborazione con il Consorzio di Tutela Mela Alto Adige, è stato particolarmente gradito alle autorità comunitarie e agli attori del settore vitivinicolo canadese. I produttori di mele italiane, con l’esempio della Mela Alto Adige IGP, testimoniano i benefici del sistema della protezione di origine per i suoi effetti diretti sul prodotto. In più il marchio IGP funge da vettore di comunicazione delle positività di un territorio con potenziali benefici diffusi per tutti gli attori economici della filiera.</p>
<p><strong><em>Assomela s.c</em></strong><em>. è l’associazione dei produttori di mele italiani che rappresenta l’80% della produzione melicola nazionale, a cui si associano le OP VOG (Marlene), VIP (Val Venosta), VOG Products e FROM della Provincia di Bolzano, Melinda, La Trentina e Mezzacorona della Provincia di Trento, Nord Est della Regione Veneto, Melapiù della Regione Emilia Romagna, Rivoira e Lagnasco della Regione Piemonte, Friulfruct del Friuli Venezia Giulia e Melavì della Regione Lombardia.</em></p>]]></encoded></item></channel></rss>