<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=ricorrenza</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Sun, 05 Apr 2026 14:03:16 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">af1862c9-0f3e-47b5-8f89-e012acf599d0</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/famiglia-cooperativa-cavalese-da-130-anni-modello-di-impresa-orientato-al-bene-comune</link><title>Famiglia Cooperativa Cavalese: da 130 anni modello di impresa orientato al bene comune</title><description><![CDATA[<p>Il Palafiemme ha ospitato l’assemblea annuale dei soci della Famiglia Cooperativa di Cavalese che ha espresso il sì al bilancio. Conclusa la parte ordinaria l’attenzione è stata dedicata a un compleanno speciale: i 130 anni della cooperativa di consumo.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/gp4pxlfy/panoramicaok.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/famiglia-cooperativa-cavalese-da-130-anni-modello-di-impresa-orientato-al-bene-comune" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1500</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Un appuntamento che ha unito il passato e il presente della Famiglia Cooperativa di Cavalese guidata dal presidente <strong>Alessandro Sontacchi</strong> e dal direttore <strong>Fiorenzo Zorzi.</strong></p>
<p>Il Palafiemme ha offerto il colpo d’occhio delle grandi occasioni. Quelle che chiamano a raccolta le socie e i soci della cooperativa di consumo per un appuntamento dalla valenza duplice: esaminare ed esprimere il proprio voto ai dati del bilancio dell’esercizio scorso e condividere, assieme ai vertici della “Famiglia”, la festa per i centotrent’anni della cooperativa.</p>
<p><strong>I dati</strong></p>
<p>Il bilancio, archiviato lo scorso 31 ottobre, ha fatto segnare un fatturato di 20 milioni 838 mila euro, in aumento del 5,77% nel confronto con lo stesso dato di dodici mesi prima. L’utile ha raggiunto 582 mila euro. La Famiglia Cooperativa è realtà solida come dimostrano i 9 milioni 914 mila euro di patrimonio. Meritevole di una sottolineatura, è stato evidenziato nel corso dei lavori assembleari, lo merita il dato del ristorno, riservate alle socie e ai soci, pari a 150 mila euro.</p>
<p>I punti vendita sono dodici a servizio delle comunità di Cavalese, Molina, Capriana, Castello di Fiemme, Anterivo, Masi di Cavalese, Carano, Daiano, Casatta di Valfloriana, Montalbiano, Predaia.</p>
<p>La base conta complessivamente 4871 socie e soci. Lo staff di collaboratrici e collaboratrici è di 75 risorse umane a tempo pieno a cui si aggiunge una ventina di stagionali impegnati in estate e in inverno.</p>
<p>Durante l’assemblea sono stati premiati quattro soci con almeno cinquant’anni di presenza in “Famiglia”: <strong>Anna Dellafior, Iole Mich, Quirina Maria Tomasini, Ilario Arseni</strong> (già vicepresidente della Famiglia Cooperativa di Cavalese).</p>
<p>Inoltre sono stati eletti quattro componenti del consiglio di amministrazione: <strong>Paola Perut (Capriana), Raffaella Degiampietro (Cavalese), Guido Dellafior (Masi di Cavalese), Maria Corona Bortolotti (Valfloriana).</strong></p>
<p><strong>Il 130esimo in un libro</strong></p>
<p>L’assemblea ordinaria ha vissuto un momento straordinario legato a un compleanno significativo per la cooperativa di consumo che, nel 2026, festeggia il suoi primi centotrent’anni.</p>
<p>Per l’occasione è stato pubblicato il libro “Storie di Famiglia – Origini e sviluppo della cooperativa” curato dalla giornalista <strong>Monica Gabrielli</strong> e da <strong>Marino Sbetta</strong>, per moltissimi anni direttore della Famiglia Cooperativa di Cavalese.</p>
<p>Il progetto editoriale è stato seguito, in particolare, da <strong>Alessandro Antoniolli,</strong> vicepresidente della cooperativa. La pubblicazione è destinata a diventare una preziosa memoria storica e contiene non una ma tante storie, prendendo spunto dalla prefazione dell’autrice e rappresenta una fedele fotografia dell’orgoglio del passato ma anche la responsabilità del futuro come ricorda il presidente <strong>Sontacchi.</strong></p>
<p>I momenti di maggiore significato dei 130 anni della Famiglia sono stati ripercorsi, inoltre, nell’intervento di <strong>Giacomo Panozzo</strong>, divulgatore e appassionato di storia e di storie. Con il suo stile accattivante ha polarizzato l’attenzione del pubblico raccontando le tappe principali dei primi centotrent’anni.</p>
<p>Molte saranno le iniziative destinate a caratterizzare l’anno del centotrentesimo, tutte pensate per coinvolgere base sociale e clientela e valorizzare lo spirito di appartenenza alla Famiglia Cooperativa.</p>
<p>Tra queste figurano concorsi a premi ma anche incontri a tema come quelli promossi in collaborazione con Tutto Giardino del Consorzio Agrario di Bolzano. Qui i soci in possesso del pollice verde potranno acquisire le tecniche più adatte per la coltivazione delle piante.</p>
<p><strong>Gli interventi</strong></p>
<p>Un momento altrettanto significativo è stato vissuto con gli interventi dei rappresentanti delle istituzioni che si sono congratulati per il significativo traguardo raggiunto e per i risultati fatti segnare nel bilancio approvato dai soci.</p>
<p><strong>Roberto Simoni</strong>, presidente della Federazione Trentina della Cooperazione e <strong>Renato Dalpalù</strong>, presidente del Consorzio Sait hanno rappresentato gli organismi centrali della Cooperazione Trentina.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa e comunicazione Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">d36d9bfb-c3d8-421f-825e-9c2bb94061dd</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-musica-e-di-tutti-scuola-musicale-giudicarie-festeggia-25-anni-di-impegno-nell-educazione-speciale</link><title>“La musica è di tutti”. Scuola Musicale Giudicarie festeggia 25 anni di impegno nell’educazione speciale</title><description><![CDATA[<p>Le iniziative dedicate a questa importante ricorrenza sono state presentate, stamani, alla Piazza inCooperazione di via Segantini a Trento nel corso di una conferenza stampa.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/ko1galtt/gabriella-ferrari-durante-il-suo-intervento.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-musica-e-di-tutti-scuola-musicale-giudicarie-festeggia-25-anni-di-impegno-nell-educazione-speciale" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2048</width><height>1536</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>La musica come diritto inalienabile, come strumento di democrazia e come linguaggio capace di abbattere ogni barriera. È questo il cuore di “<strong>La musica è di tutti</strong>”, l’evento celebrativo e formativo organizzato dalla <strong>Scuola Musicale Giudicarie</strong> in programma <strong>venerdì 20</strong> a <strong>Tione</strong> e <strong>sabato 21 marzo</strong> a <strong>Trento</strong>.</p>
<p><strong>Venticinque anni di musica senza barriere</strong></p>
<p>La Scuola festeggia il suo primo quarto di secolo di attività nell’educazione speciale accogliendo <strong>Markku Kaikkonen</strong> e <strong>Kaarlo Uusitalo</strong>. Direttamente dal Resonaari Music Center di Helsinki, i fondatori del metodo Figurenotes condivideranno la loro esperienza su come la notazione facilitata possa trasformare la vita delle persone con disabilità, rendendo l'accesso alla pratica musicale un diritto universale e concreto.</p>
<p><strong>Dalla Finlandia alle Giudicarie: una storia di inclusione</strong></p>
<p>Era il 2001 quando la <strong>Scuola Musicale Giudicarie</strong> diventava <strong>pioniera</strong> in Italia nell'adozione del metodo <strong>Figurenotes</strong>. Grazie alla direttrice <strong>Gabriella Ferrari</strong> questa eccellenza finlandese è approdata a Tione per rivoluzionare l’educazione musicale speciale. Un impegno condiviso con l’allora direttrice <strong>Annely Zeni</strong>, la presidente <strong>Margherita Cogo</strong>, e Florence Marty.  Un impegno che dura da <strong>25 anni</strong> e che attualmente vede coinvolti tutti i docenti di SMG e che continua a ridefinire i confini dell’inclusione e a dare voce a ogni allievo e allieva attraverso il linguaggio dei suoni.</p>
<p><strong>Il Metodo Figurenotes</strong></p>
<p>Il metodo utilizza un <strong>sistema</strong> di <strong>notazione</strong> <strong>grafica</strong> che mostra concretamente il suono da produrre attraverso <strong>simboli</strong> e <strong>colori</strong> e guida nell’individuazione delle corrette posizioni sullo strumento musicale. Figurenotes consente di rispondere con efficacia alla domanda di apprendimento musicale da parte delle persone con <strong>bisogni educativi speciali</strong> e al tempo stesso promuove la cultura musicale.</p>
<p><em>"La musica risponde ai bisogni irrinunciabili di espressione di sé e benessere. Cantando e suonando si traggono dalla musica innumerevoli occasioni di crescita, arricchimento e condivisione. La pratica musicale ci mette in contatto con noi stessi, la nostra sensibilità, i nostri limiti e la nostra determinazione, e allo stesso tempo ci fa incontrare chi ci ascolta, chi suona e canta con noi."</em> spiega la direttrice di SMG Gabriella Ferrari.</p>
<p><em>"Il modello pedagogico di Helsinki promuove i principi della democrazia: uguaglianza di diritti e possibilità di esprimere la propria opinione con pari dignità." - afferma la presidente di Smg Margherita Cogo.</em></p>
<ul>
<li><strong>Il programma degli appuntamenti</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Venerdì 20 marzo, Tione di Trento presso l'Auditorium L. Guetti</strong></li>
</ul>
<p><strong>ore 20.30 </strong>| Il weekend si apre con il <strong>concerto</strong> “<strong>Note di Primavera”</strong>. Un incontro artistico di grande valore: il <strong>Coro Giovani Voci</strong> di SMG, diretto da Barbara Dalla Valle, condividerà la scena con la <strong>The Standing Stones Band</strong>. Il sodalizio tra i giovani coristi e gli allievi con bisogni educativi speciali della Scuola, coordinati dai docenti Gabriella Ferrari e Livio Polloni, promette un'esibizione capace di coniugare talento, inclusione e pura energia musicale. Una serata di musica d’insieme, in <strong>collaborazione</strong> con <strong>Comunità Handicap odv</strong>, che vedrà la <strong>partecipazione</strong> straordinaria dei <strong>fondatori</strong> finlandesi del metodo <strong>Figurenotes</strong>. Durante il concerto gli allievi che per primi sperimentarono il metodo Figurenotes riceveranno un riconoscimento per aver contribuito significativamente alla ricerca didattica e alla divulgazione. <strong>L'ingresso è libero</strong>.</p>
<ul>
<li><strong>Sabato 21 marzo, Trento presso la Scuola di Musica “I Minipolifonici”</strong></li>
</ul>
<p><strong>ore 10.00 – 12:30 | </strong>La mattina sarà dedicata al <strong>convegno “La Musica è di Tutti”</strong>. Dopo i saluti delle autorità, <strong>Kaikkonen</strong> e <strong>Uusitalo</strong> approfondiranno il tema della musica come strumento di espressione democratica, partecipazione e inclusione. Seguirà una tavola rotonda con esperti del settore. <strong>L'ingresso è libero</strong>. <strong>E' richiesta l'iscrizione entro il 18 marzo. </strong></p>
<p><strong>ore 14.00 – 16:00 | </strong>Il pomeriggio sarà dedicato al <strong>workshop</strong> <strong>“Suona quel che vedi”</strong>. Il focus si sposterà sulla pratica con due laboratori tenuti sempre dai fondatori finlandesi di Figurenotes. Un'occasione unica per formarsi direttamente con gli ideatori del metodo. <strong>La partecipazione ha un costo di € 30,00</strong>. <strong>E' richiesta l'iscrizione entro il 18 marzo</strong>.</p>
<p><strong>Informazioni e iscrizioni</strong></p>
<p>Il convegno e il workshop sono rivolti a docenti, educatori, musicoterapeuti e genitori. L'evento è organizzato e promosso dalla Scuola Musicale Giudicarie. </p>
<p>Per iscrizioni al convegno e al workshop e per informazioni dettagliate:</p>
<ul>
<li><strong>Sito web:</strong> <a href="http://www.scuolamusicalegiudicarie.it">scuolamusicalegiudicarie.it</a></li>
<li><strong>Email:</strong> <a href="mailto:info@scuolamusicalegiudicarie.it">info@scuolamusicalegiudicarie.it</a></li>
<li><strong>Telefono:</strong> +39 0465 322921</li>
</ul>
<p><strong>Sono intervenuti: </strong></p>
<p><em>Margherita Cogo, presidente della Scuola Musicale Giudicarie; Romina Parolari, vicesindaca e assessora alla cultura del Comune di Tione; Gabriella Ferrari, direttrice di Scuola Musicale Giudicarie; Markku Kaikkonen e Kaarlo Uusitalo, direttori del Resonaari Music Center e ideatori di Figurenotes (in video collegamento dal Resonaari Music Center di Helsinki); Stefano Chicco, direttore della Scuola di Musica “I Minipolifonici”, Fabio Ferrari e Benedetta Pini, rispettivamente presidente e direttrice dell'Associazione Comunità Handicap.</em></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Area comunicazione marketing Cooperazione Trentina - Ufficio Stampa Scuola Musicale Giudicarie</author></item><item><guid isPermaLink="false">1b9481af-68e2-4eb1-8105-a43ab0353065</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cinquant-anni-di-co-di-pr-a</link><title>Cinquant'anni di Co.Di.Pr.A.</title><description><![CDATA[<p>Non è solo un anniversario. È la storia di migliaia di famiglie, di stagioni difficili affrontate insieme, di eventi improvvisi e raccolti salvati. È il racconto di un territorio che ha scelto di proteggersi insieme.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/vmdfsqko/50-codipra.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cinquant-anni-di-co-di-pr-a" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2100</width><height>1400</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Con un evento partecipato e ricco di contenuti istituzionali e di visione, Co.Di.Pr.A., Consorzio Difesa Produttori Agricoli di Trento, ha inaugurato ufficialmente le celebrazioni per il 50° anniversario dall’inizio delle attività. “<strong>50 anni di protezione, ogni giorno accanto a te</strong>” è il chiaro messaggio che accompagnerà il percorso celebrativo del 2026, sintetizzando mezzo secolo di impegno al fianco delle imprese agricole nella tutela del reddito, nella gestione del rischio e nella costruzione di un sistema territoriale resiliente.</p>
<p>Nato nel 1976 dalla volontà di un gruppo di agricoltori lungimiranti con una forte vocazione mutualistica, oggi Co.Di.Pr.A. <strong>rappresenta un sistema che coinvolge oltre 15.100 aziende agricole</strong>, diventando un punto di riferimento nella gestione del rischio aziendale, nella protezione del valore delle produzioni e nella tutela della redditività economica. Durante l’evento, il Presidente <strong>Giovanni Menapace</strong> ha ricordato come il Consorzio sia cresciuto insieme al territorio: “<em>cinquant’anni non sono solo un traguardo, ma una responsabilità. Proteggere il futuro dell’agricoltura significa innovare senza perdere la nostra identità”.</em></p>
<p>Momento particolarmente sentito della mattinata è stato il passaggio simbolico tra i Presidenti che hanno guidato il Consorzio nel corso della sua storia, da Nerio Giovanazzi a Sergio Panizza, da Celestino Furlani a Giorgio Gaiardelli. Un filo continuo che lega memoria e visione, radici e futuro.</p>
<p>Nel corso degli interventi istituzionali è emersa con forza la centralità del sistema agricolo trentino e la necessità di rafforzare strumenti di tutela in un contesto segnato dal cambiamento climatico sempre più imprevedibile, dai mercati globali instabili e dalle nuove sfide ambientali e normative.</p>
<p>Il messaggio condiviso è chiaro: <strong>la gestione del rischio non è più una risposta ai danni, ma una strategia strutturale di prevenzione, pianificazione e stabilità</strong>.</p>
<p>“Cinquant’anni non sono solo un traguardo simbolico, ma il segno concreto della strategia, della determinazione e della capacità di un sistema che ha saputo crescere anche nei momenti più complessi, diventando oggi un punto di riferimento a livello nazionale” così l’assessore provinciale all’agricoltura, promozione dei prodotti trentini, ambiente, difesa idrogeologica e enti locali <strong>Giulia Zanotelli</strong>. “Co.Di.Pr.A. – ha aggiunto l’assessore – rappresenta un orgoglio per il Trentino, ma anche una grande responsabilità: quella di continuare a innovare e a rafforzare strumenti fondamentali come la gestione del rischio con la difesa attiva e passiva, l’efficientamento della risorsa idrica e il sostegno alle nuove generazioni. La Provincia autonoma di Trento c’è e continuerà a fare la propria parte, mettendo a disposizione risorse, strumenti e il valore della propria autonomia per difendere e sviluppare il comparto agricolo. Il futuro si costruisce con strategia, collaborazione e convinzione: istituzioni, consorzi, ricerca e imprese devono continuare a lavorare insieme per garantire stabilità, competitività e prospettive concrete alla nostra agricoltura”.</p>
<p>Il Direttore del Consorzio, <strong>Marica Sartori</strong>, ha ripercorso l’evoluzione di Co.Di.Pr.A. in questi cinquant’anni, evidenziando come il cambiamento sia stato costante ma sempre coerente con la missione e la visione originaria. “<em>Co.Di.Pr.A. è cambiato con il mondo. Dalla gestione manuale agli strumenti evoluti, dall’indennizzo alla gestione integrata del rischio. Tecnologia e dati non servono a cambiare identità, ma a difendere meglio il reddito agricolo</em>”. Sartori ha sottolineato come il Consorzio abbia saputo trasformarsi nel tempo, passando da una logica prevalentemente reattiva, legata alla gestione del danno, a un approccio strutturato e preventivo, capace di integrare assicurazioni, strumenti mutualistici, analisi dei dati e modelli previsionali. “<em>Negli ultimi anni – ha aggiunto il Direttore – il contesto è diventato sempre più complesso: eventi climatici estremi, nuove regole europee, mercati instabili. Per questo abbiamo investito in competenze, digitalizzazione e innovazione, rafforzando al tempo stesso il rapporto diretto con i Soci. L’evoluzione tecnologica è uno strumento, non un fine: il nostro obiettivo rimane quello di accompagnare le imprese agricole con soluzioni sempre più efficaci, mantenendo intatto il valore originario della mutualità</em>”. Un’evoluzione che non rompe con il passato, ma lo rafforza. <strong>Perché innovare, conclude il Direttore, significa proteggere meglio</strong><em>.</em></p>
<p>Tra i progetti più significativi del cinquantesimo anniversario, la <strong>realizzazione di mini-documentari</strong> in collaborazione con New Tell.  “<em>Non si tratta di semplici contenuti celebrativi – raccontato Carlo Dal Bosco produttore di New Tell – ma di un vero e proprio <strong>viaggio nelle fonti orali del Consorzio</strong>, costruito attraverso le testimonianze autentiche di agricoltori, amministratori, tecnici e partner che hanno contribuito alla crescita del sistema negli ultimi cinquant’anni</em>”.</p>
<p>Le interviste raccolte restituiscono la dimensione umana che sta dietro ai numeri e alle strategie: scelte coraggiose, momenti complessi, evoluzioni normative, sfide climatiche affrontate insieme. Un patrimonio non pensato come museo del passato, ma come strumento strategico per il domani.</p>
<p>Il cinquantesimo anniversario di Co.Di.Pr.A. assume un significato che va oltre la dimensione territoriale. In un contesto agricolo sempre più esposto ai cambiamenti climatici, alla volatilità dei mercati e all’evoluzione della Politica Agricola Comune, la gestione del rischio rappresenta oggi una leva strutturale per garantire stabilità e competitività alle imprese. “<em>Cinquant’anni di attività non sono soltanto un traguardo storico, ma la conferma della solidità di un modello che ha saputo evolversi nel tempo – ha dichiarato <strong>Andrea Berti</strong>, Direttore di Asnacodi Italia – il sistema Consorzi di difesa-Asnacodi Italia costituisce un pilastro della mutualità agricola italiana. L’esperienza di Co.Di.Pr.A. dimostra come cooperazione, competenza tecnica e visione strategica possano tradursi in strumenti concreti di tutela del reddito e di accompagnamento allo sviluppo. Celebrare questo anniversario significa rafforzare la cultura della prevenzione e della responsabilità condivisa, elementi essenziali per affrontare le sfide dei prossimi decenni</em>”.</p>
<p>Un anno di iniziative, un impegno che continua. Il 19 febbraio segna quindi l’inizio di un calendario che attraverserà tutto il 2026: incontri istituzionali, approfondimenti su innovazione e tecnologia, assemblee territoriali con i Soci, fino all’evento conclusivo di dicembre.</p>
<p>Perché il cinquantesimo non è solo memoria, è impegno verso le nuove generazioni, è tutela del lavoro agricolo, è protezione del valore del territorio.</p>
<p>Come ha concluso il Presidente Menapace: “<strong>Il 50° non è solo storia: è il valore del lavoro agricolo protetto insieme</strong>”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Codipra Ufficio Stampa - Pietro Bertanza</author></item><item><guid isPermaLink="false">5ca4a974-74f7-4a72-817d-0e0602c16581</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/35-anni-di-attivita-con-la-comunita-la-grande-festa-di-gsh-al-centro-polifunzionale-di-cles</link><title>35 anni di attività con la comunità: la grande festa di GSH al Centro Polifunzionale di Cles</title><description><![CDATA[<p>Un grande momento di condivisione, festa e riconoscenza ha celebrato i 35 anni di attività della Cooperativa sociale GSH, che ha scelto di festeggiare questo importante anniversario in occasione del tradizionale pranzo di Natale, quest’anno organizzato in forma speciale presso il Centro Polifunzionale di Cles.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/hhvmztox/tagliodellatorta.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/35-anni-di-attivita-con-la-comunita-la-grande-festa-di-gsh-al-centro-polifunzionale-di-cles" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1920</width><height>1280</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>All’evento hanno partecipato <strong>oltre 250 persone</strong> tra utenti, famiglie, operatori, collaboratori, volontari e soci della cooperativa, a testimonianza di una realtà che da 35 anni vive <em>con la comunità e nella comunità</em>. Un anniversario sentito e partecipato, che ha trasformato il consueto appuntamento natalizio in una vera e propria festa collettiva.</p>
<p>Presenti numerose autorità e rappresentanti istituzionali, tra cui il <strong>presidente della Cooperativa GSH Michele Covi</strong>, l’<strong>assessore alle politiche sociali della Comunità della Val di Non Gianluca Bertolas</strong>, la <strong>sindaca di Cles Stella Menapace</strong>, membri del Consiglio di Amministrazione, referenti della Comunità di Valle e rappresentanti del mondo del volontariato e delle istituzioni del territorio.</p>
<p>La giornata si è aperta con il pranzo conviviale, accompagnato da <strong>momenti di intrattenimento musicale e artistico</strong>, pensati per coinvolgere e valorizzare tutti i partecipanti. Dopo gli interventi istituzionali, che hanno sottolineato il ruolo centrale di GSH nel tessuto sociale locale, è stato il presidente Michele Covi a prendere la parola.</p>
<p>“<strong>Questi 35 anni rappresentano per GSH un traguardo importante, costruito giorno dopo giorno insieme alle famiglie, agli operatori, ai volontari e a tutta la comunità che ci ha sempre sostenuto</strong> – ha dichiarato Covi – <strong>Siamo nati come esperienza di volontariato e abbiamo saputo crescere senza mai perdere la nostra anima, restando sempre vicini alle persone e ai loro bisogni. Questo anniversario non è un punto di arrivo, ma una spinta a continuare a innovare, a metterci in ascolto e a costruire risposte sempre più inclusive, insieme al territorio in cui viviamo</strong>”.</p>
<p>Nel corso dell’evento, i dipendenti della cooperativa hanno voluto omaggiare il presidente Covi con una <strong>pergamena di riconoscimento</strong>, come segno di gratitudine per l’impegno costante, la visione e la spinta continua verso il futuro, l’innovazione e la crescita della cooperativa.</p>
<p>A concludere la festa, il <strong>taglio della torta celebrativa per i 35 anni di GSH</strong> e un momento di musica e ballo, che ha trasformato l’anniversario in un’occasione di autentica gioia condivisa. Le famiglie presenti hanno espresso grande entusiasmo per una giornata che ha saputo unire memoria, gratitudine e speranza.</p>
<p>Fondata nel 1990 come esperienza di volontariato, la Cooperativa sociale GSH è oggi un <strong>punto di riferimento per il territorio trentino</strong>, impegnata quotidianamente al fianco delle persone con disabilità e delle loro famiglie, con servizi educativi, socio-assistenziali, occupazionali e culturali. I 35 anni rappresentano un <strong>traguardo importante</strong>, ma anche un punto di partenza per nuove sfide, nuovi progetti e un rinnovato impegno verso un futuro sempre più inclusivo.</p>
<p>Come sottolineato nel corso della giornata, GSH continuerà a essere <strong>parte attiva della comunità</strong>, crescere insieme ad essa e rispondere in modo innovativo ai bisogni emergenti, nel solco dei valori della cooperazione sociale.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Gsh</author></item><item><guid isPermaLink="false">0ad20e11-6666-41cf-be92-1adc066f154b</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/alla-sala-incooperazione-festeggiati-i-trent-anni-della-cooperativa-handicrea-fondata-da-graziella-anesi</link><title>Alla Sala inCooperazione festeggiati i trent’anni della “Cooperativa HandiCREA – fondata da Graziella Anesi”</title><description><![CDATA[<p>La “Cooperativa HandiCREA – fondata da Graziella Anesi” ha celebrato oggi i suoi primi trent’anni di storia e di attività. Il messaggio della fondatrice prosegue con una collaborazione per tesi di laurea con l’Università di Trento, un nuovo video-documentario e nuove prospettive.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/kpsll3qy/sergio-anesi-durante-il-suo-intervento.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/alla-sala-incooperazione-festeggiati-i-trent-anni-della-cooperativa-handicrea-fondata-da-graziella-anesi" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1500</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Si è svolta, oggi pomeriggio alla Sala inCooperazione in via Segantini a Trento, la celebrazione per il trentesimo anniversario dalla fondazione della Cooperativa HandiCREA.</p>
<p>È stata la celebrazione di una comunità inclusiva e mediatica in ricordo di <strong>Graziella Anesi</strong> e del trentesimo anniversario della Cooperativa Sociale HandiCREA.</p>
<p>Grande partecipazione di pubblico. In particolare: <strong>Alessandro Ceschi</strong>, direttore generale della Federazione Trentina della Cooperazione; <strong>Giulia Casonato</strong>, assessora alle politiche sociali, casa e partecipazione del Comune di Trento; <strong>Andrea Fontanari</strong>, presidente della Comunità Alta Valsugana e Bersntol.</p>
<p>Una <em>lectio</em> di <strong>Gian Antonio Stella</strong> (giornalista de Il Corriere della Sera e autore del libro “Diversi. La lunga battaglia dei disabili per cambiare la storia”) ha coronato il percorso della giornata, sono state presentate le borse di studio dedicate alla memoria di Graziella Anesi presso l’Università di Trento (con il sostegno del Fondo Comune delle Casse Rurali Trentine), mentre è stato svelato al pubblico il video-documentario “Graziella Anesi attraverso lo sguardo di chi l’ha conosciuta” (curato da Medialab e sostenuto da Fondazione CARITRO e da molte realtà territoriali). Sono stati premiati i soci fondatori della Cooperativa e non sono mancati momenti di accompagnamento musicale dal Coro Abete Rosso, dal Gruppo Bandistico Folk Pinetano e dal gruppo Unshods.</p>
<p><strong>Sergio Anesi</strong>, fratello della scomparsa Graziella e presidente della “<strong>Cooperativa HandiCREA – fondata da Graziella Anesi</strong>”, ha aperto e chiuso i lavori, condividendo riflessioni e prospettive: “<em>È il nostro trentesimo anniversario. Lo celebriamo con una comunità aperta che vuole vivere nel quotidiano a fianco delle persone con disabilità, anche grazie al ruolo della Cooperativa come ‘Sportello Disabilità Provinciale’. Lo facciamo grazie al lavoro svolto da dipendenti, CdA e soci. Ma soprattutto lo facciamo oggi ancor di più grazie al sostegno di molti partner che ci permettono di lanciare l’idea delle borse di studio in collaborazione con l’Università di Trento ed il Fondo Comune delle Casse Rurali Trentine. Presentiamo inoltre un nuovo video-documentario realizzato grazie al sostegno di Fondazione CARITRO, Cassa Rurale Alta Valsugana, Comunità Alta Valsugana ed altri stakeholder territoriali. Vogliamo guardare al futuro, un futuro che disegneremo e costruiremo assieme (anche attraverso al “Tavolo Città di Trento – Graziella Anesi”, creato lo scorso anno dal Comune), in linea con le idee di Graziella Anesi, che trent’anni fa fondò questa Cooperativa Sociali con soci e leader visionari. Oggi è il giorno del ricordo e del ringraziamento, ma deve essere anche un punto di partenza per nuove prospettive future. Ringraziamo tutte le persone e le istituzioni che ci hanno sostenuto, ci sostengono e ci sosterranno: se attivata correttamente, questa Comunità può fare molto per il mondo della disabilità e per una società più inclusiva. Un passo alla volta, ‘tutto il giorno tutti i giorni’ – per parafrasare il lavoro del fotografo Piero Cavagna</em>”.</p>
<p><strong>Mario Tonina</strong>, assessore alla salute, politiche sociali e cooperazione (con responsabilità sul mondo della disabilità) della Provincia Autonoma di Trento, ha commentato: “<em>Celebrarne oggi i trent’anni significa riconoscere come HandiCREA abbia trasformato una visione pionieristica di Graziella Anesi in un presidio stabile di inclusione per il Trentino. La sua eredità vive nel lavoro quotidiano di Sergio e di tutti i collaboratori, che continuano a offrire ascolto, orientamento e accompagnamento alle persone con disabilità e alle loro famiglie. In un momento di cambiamento, con la riforma provinciale della disabilità, HandiCREA rimane un alleato fondamentale per intercettare bisogni e criticità, per attuarla e per farla conoscere ai cittadini. Per questi motivi riteniamo essenziale valorizzare e celebrare il lavoro straordinario svolto da HandiCREA, riconoscendone il ruolo strategico provinciale e il contributo unico che da trent’anni offre alla nostra comunità. Il nostro impegno è quello di continuare a collaborare e sostenere questa realtà, perché una società davvero inclusiva si costruisce solo insieme: enti pubblici, cooperative, famiglie, scuole, università e mondo del volontariato. È questo il messaggio che Graziella ci ha lasciato, ed è questo il cammino che oggi, con rinnovata convinzione, vogliamo continuare a percorrere</em>”.</p>
<p>Il professore <strong>Paolo Macchi</strong>, delegato del Rettore per il Supporto alle Disabilità, Disturbi Specifici dell’Apprendimento e altri Bisogni speciali presso l’Università degli Studi di Trento, si è soffermato sul valore delle borse di studio e del continuare ad approfondire l’eredità di Graziella Anesi: <em>“L'Ateneo di Trento è costantemente impegnato a promuovere la cultura dell’inclusione sia all’interno della sua comunità universitaria che sul territorio. Graziella Anesi, in collaborazione con la cooperativa HandiCREA, è stata una fonte di ispirazione nella missione di eliminare ogni tipo di barriera e sensibilizzare sulla disabilità, missione che non si è esaurita con la sua scomparsa ma che trova ora una nuova e potente spinta grazie ai premi di laurea istituiti in sua memoria.</em> <em>Ogni ricerca nell’ambito della disabilità, declinata nei suoi molteplici aspetti, contribuisce a creare nuovo sapere che mette in primo piano la persona e la sua dignità. L'inclusione è anche un’opportunità per fare ricerca finalizzata a costruire una società più vivibile per tutti. Il premio, quindi, è un ponte tra ricerca e realtà, tra impegno personale e responsabilità collettiva. È un invito a continuare a studiare, a progettare, a costruire un mondo che sia, finalmente, davvero accessibile. Sono sicuro che Graziella ne sarebbe stata profondamente fiera”.</em></p>
<p><strong>Silvio Mucchi</strong>, presidente del Fondo Comune delle Casse Rurali Trentine, ha dichiarato: “<em>Le Casse Rurali Trentine hanno da sempre posto il sostegno alla comunità al centro del proprio operato, riconoscendo il valore delle iniziative capaci di rafforzare il tessuto sociale del territorio. In questo spirito nasce la collaborazione con la Cooperativa HandiCREA, fondata da Graziella Anesi e impegnata ogni giorno, attraverso azioni concrete, nella promozione dell’inclusione delle persone con disabilità, delle pari opportunità e di una cultura dell’accessibilità. Sostenere i premi Tesi di Laurea significa per noi stimolare le nuove generazioni a riflettere su questi temi e a sviluppare una sensibilità più profonda rispetto alle barriere – architettoniche e culturali – che ancora persistono. Formare cittadini e professionisti consapevoli significa contribuire alla costruzione di comunità più aperte, capaci di riconoscere le fragilità e trasformarle in opportunità di crescita condivisa. Siamo quindi orgogliosi di affiancare un’iniziativa che guarda al futuro con responsabilità, visione e il desiderio autentico di generare impatto positivo per l’intera comunità trentina</em>”.</p>
<p>Il bando e tutti i dettagli dei premi di laurea verranno pubblicati sulla pagina <a href="https://borse.unitn.it/premi%20entro%20gennaio%202026">https://borse.unitn.it/premi entro gennaio 2026</a>.</p>
<p>In allegato pdf lettere della Ministra per le Disabilità, <strong>Alessandra Locatelli,</strong> e del presidente del Consiglio Provinciale di Trento <strong>Claudio Soini.</strong></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cooperativa HandiCREA</author></item><item><guid isPermaLink="false">406c4cfa-e02e-4a64-ae7b-7098bdaca997</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/130-anni-con-la-famiglia-cooperativa-di-pinzolo</link><title>“130 anni con la Famiglia Cooperativa di Pinzolo”</title><description><![CDATA[<p>Una mostra fotografica e uno spettacolo. Due iniziative, diverse fra loro, ma ugualmente significative per augurare buon compleanno alla cooperativa di consumo che, al PalaDolomiti di Pinzolo, ha festeggiato i suoi primi centotrent’anni.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/2ponni1r/fc-pinzolo-taglio-nastro-mostra-130-anni.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/130-anni-con-la-famiglia-cooperativa-di-pinzolo" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1200</width><height>800</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Centotrent’anni della Famiglia Cooperativa di Pinzolo.</p>
<p>Occasione per ritrovarsi in “Famiglia”, per vivere e condividere un compleanno significativo “perché – come è stato evidenziato da più voci – non è facile trovare realtà che hanno iniziato il proprio cammino alla fine del Milleottocento e proseguono oggi, nel nuovo millennio, il proprio servizio alle comunità locali coniugando i principi ispiratori dell’agire cooperativo a un <em>modus operandi</em> moderno che, ovviamente, tiene conto di quanto è cambiato nello scenario commerciale e nelle esigenze dei consumatori”.</p>
<p>Il compleanno è stato festeggiato con due modalità, differenti tra loro ma significative per fare memoria storica e riservare un giusto riconoscimento a chi ha contribuito a far nascere e sviluppare la Famiglia Cooperativa. Da quando, nel 1895, a Pinzolo venne piantato il seme cooperativo che, cinque anni prima nel 1890 a Santa Croce di Bleggio, aveva contribuito a far nascere la prima Famiglia Cooperativa per volontà di <strong>don Lorenzo Guetti</strong>.</p>
<p>Entrambe le iniziative dedicate ai centotrent’anni della Famiglia Cooperativa di Pinzolo sono state ambientate al PalaDolomiti: una mostra fotografica e uno spettacolo. “Questo anniversario non è solo un traguardo, ma la conferma della forza e della tenacia della nostra comunità – ha osservato il presidente <strong>Sergio Masè</strong> - Fin dal lontano 1895, la Cooperativa è stata un pilastro, e oggi, grazie a una base di circa 2500 socie e soci e a uno staff di 110 collaboratori a tempo indeterminato, siamo più vitali che mai. Siete voi il cuore pulsante di questa storia. Il titolo della mostra, <em>130 anni con la Famiglia Cooperativa Pinzolo,</em> riassume perfettamente il nostro legame, un filo conduttore che unisce passato, presente e futuro”.</p>
<p>Il  via è stato dato nel tardo pomeriggio con il vernissage della mostra “130 anni con la Famiglia Cooperativa di Pinzolo” allestita nella sala esposizioni.</p>
<p>Curata da <strong>Alessandro Togni,</strong> l’esposizione è strutturata in più segmenti.</p>
<p>Si inizia con alcuni oggetti della memoria storica, iscrizioni, documenti e oggettistica che riportano in auge i contenuti e gli stili del tempo passato, fra i quali anche la scultura del marchio classico della Famiglia Cooperativa di Pinzolo, quel nido con rondini che traduce molti significati di mutualità e di umanità. Il successivo segmento è dedicato alle “macchine del lavoro” (bilance, registratori di cassa, telefoni e primi computer) racconta in forma oggettiva quante e quali siano state le trasformazioni tecniche e tecnologiche avvenute nel corso dei decenni. Segue una grande sezione fotografica che riconduce ai momenti di particolare rilevanza comunitaria come le inaugurazioni dei numerosi punti vendita dislocati sul territorio e gli incontri assembleari dei soci. Inoltre sono stati esposti documenti autografi, fra i quali una lettera di don Lorenzo Guetti che indica, con alcuni consigli pratici, le strade da perseguire per una corretta gestione della nuova Famiglia Cooperativa di Pinzolo, e la prestigiosa pergamena originale di Papa Giovanni Paolo II. A completare il progetto espositivo grandi poster e collage illustrati nella definizione dei temi e dei contenuti della cooperazione.</p>
<p>“La celebrazione del nostro 130° anniversario ci riempie di orgoglio e ci proietta verso le sfide future – ha aggiunto <strong>Luca Pederzolli</strong>, il direttore della Famiglia Cooperativa di Pinzolo - La nostra è una realtà solida, non solo per il valore storico, ma per la sua impronta economica: contiamo su dieci punti vendita al dettaglio e un magazzino Horeca, raggiungendo un fatturato di 35 milioni di euro. Ma i numeri non sono nulla senza le persone. Un ringraziamento speciale va ai docenti e agli studenti coinvolti nel concorso scolastico”.</p>
<p>Dopo la Santa Messa celebrata nella Chiesa di San Lorenzo, ci si è trasferiti nuovamente al PalaDolomiti (questa volta all’interno del Teatro) per assistere allo spettacolo “Allegria e scene divertenti” messo in scena dal “Filò della Val Rendena” con la regia di <strong>Brunetto Binelli</strong>.</p>
<p>La Famiglia Cooperativa di Pinzolo conta una base di 2500 socie e soci, uno staff di 110 collaboratrici e collaboratori a tempo indeterminato a cui se ne aggiungono 50 a tempo determinato, dieci punti vendita al dettaglio e un magazzino per la distribuzione canale horeca (attività ristorazione, alberghiero e bar). Il fatturato è di 35 milioni di euro.</p>
<p><strong>Gli interventi</strong></p>
<p>In occasione del vernissage della mostra che ha dato il via alla giornata dedicata al primo centotrentennale è intervenuta <strong>Monica Bonomini</strong> vicesindaca di Pinzolo con competenza alla cultura. Presente anche <strong>Laura Rossini</strong>, presidente del Consiglio Comunale di Pinzolo.</p>
<p>“E’ un grande traguardo quello dei 130 anni per una delle più grandi Famiglie Cooperative del Trentino – ha osservato <strong>Roberto Simoni,</strong> presidente della Cooperazione Trentina - Una realtà che, sul territorio, esprime appieno tutte le potenzialità sia dal punto di vista commerciale e sia nell’essere presidio sociale. Negli anni si è dimostrata volano per lo sviluppo del nostro territorio e sono certo lo sarà anche in futuro”. All’evento ha partecipato, inoltre, <strong>Paola Dal Sasso</strong>, vicepresidente della Federazione Trentina della Cooperazione per il settore delle cooperative di consumo.</p>
<p>“Oggi – questo il commento dell’assessore provinciale alla salute, politiche sociali e cooperazione <strong>Mario Tonina</strong> – si celebra un grande traguardo che testimonia il legame di questa Famiglia Cooperativa con la comunità, per la quale rappresenta un vero e proprio presidio sociale. La Famiglia Cooperativa di Pinzolo è un punto di riferimento per il territorio, garantendo servizi, sostenendo l’economia locale, offrendo opportunità di lavoro. Nata dalla lungimiranza di uomini e donne che credevano nei valori della cooperazione, ha saputo anche crescere e rinnovarsi rimanendo fedele a valori come mutualità, democrazia, equità e attenzione al benessere collettivo. In un mondo sempre più complesso e globalizzato, questa esperienza ci ricorda che l'unione fa la forza, che la collaborazione genera ricchezza non solo economica, ma anche sociale e umana. Su queste basi guardiamo con fiducia al futuro. Congratulazioni e buon lavoro”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Cooperazione Trentina - Diego Nart</author></item><item><guid isPermaLink="false">58bba324-4048-4628-a5e0-34107f0c5115</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/anffas-trentino-compie-sessant-anni</link><title>Anffas Trentino compie 60 anni</title><description><![CDATA[<p>Oggi la presentazione del libro “Anffas Trentino. Da 60 anni la voce della disabilità intellettiva e relazionale. L’esperienza trentina” e della mostra “Dalle origini, passaggi interiori. Un viaggio tra volti, sogni e silenzi nei 60 anni di Anffas Trentino”.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/lfidscj4/anffasmostra.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/anffas-trentino-compie-sessant-anni" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2048</width><height>1536</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Sono passati già 60 anni da quando, al lavatoio di via Saluga a Trento, Francesca Kirchner e Maria Pizzini scoprono di condividere un’esperienza comune: essere madri di figli con disabilità. Uno scambio di confidenze che sarà il punto di partenza di un impegno che cambierà la vita di molte persone. Nel 1965, insieme ad altri genitori, fondano la sezione trentina di Anffas, sull’onda di quanto successo a Roma nel 1958, con l’obiettivo di rompere l’isolamento, combattere i pregiudizi e offrire opportunità concrete a chi, fino ad allora, era invisibile agli occhi della società. Da allora, Anffas Trentino è cresciuta fino a diventare una tra le più grandi tra le Anffas d’Italia, mettendo sempre al centro la voce delle persone con disabilità, il loro diritto di autodeterminazione. <br />Oggi l’associazione garantisce ogni giorno supporto a <strong>oltre 1.000 persone</strong> grazie a una rete articolata di <strong>47 servizi</strong> e <strong>41 sedi operative</strong>. Il lavoro quotidiano è reso possibile da una squadra di <strong>652 dipendenti e 236 volontari</strong> che collaborano per realizzare progetti e percorsi personalizzati. Dai <strong>servizi residenziali</strong> a quelli <strong>socio-sanitari</strong>, dai percorsi di <strong>inclusione sociale e lavorativa</strong>, fino al <strong>supporto scolastico</strong> ed educativo, Anffas Trentino promuove <strong>pari opportunità, autonomia e partecipazione</strong> alla vita della comunità. La ricorrenza del <strong>60° anniversario della fondazione</strong> è l’occasione per riflettere insieme sulla strada fatta finora e sulle nuove sfide che attendono le persone con disabilità, le loro famiglie, gli operatori e i volontari che sono al loro fianco, ma anche le istituzioni e le associazioni. Tra queste, ci sono senza dubbio l’ingresso dell’associazione nel Terzo Settore - con un nuovo statuto che prevede un coinvolgimento ancora più attivo delle persone con disabilità - e l’avvio della sperimentazione in Trentino della Riforma Locatelli sulla disabilità, che mette al centro il concetto di “Progetto di vita”.</p>
<p><strong>Nel corso del mese di settembre</strong>, saranno organizzati diversi appuntamenti di approfondimento e condivisione <strong>a</strong> <strong>Trento</strong>, a partire già da questa mattina.</p>
<p>Oggi Palazzo Geremia a Trento ha ospitato la presentazione del libro “<strong>Anffas Trentino. Da 60 anni la voce della disabilità intellettiva e relazionale. L’esperienza trentina” </strong>di Rocco Cerone e Giancarlo Rudari, con foto di Matteo Festi. Il libro si propone di documentare i progressi compiuti in questi 60 anni e di illustrare il ruolo che Anffas riveste oggi nel panorama dell'inclusione sociale. La narrazione si sviluppa attraverso le testimonianze dei ragazzi e delle ragazze di Anffas, delle loro famiglie, degli operatori, dei volontari, fino ai responsabili e ai vertici di una rete che abbraccia tutto il Trentino. “<em>La nostra associazione</em> - ha detto la presidente di Anffas Trentino <strong>Claudia Morelli</strong> - <em>è stata artefice di un cambiamento culturale dalla sua fondazione e anche oggi lavora quotidianamente per compiere i passi che mancano per una completa espressione dei diritti di tutti. Quanto è nata l’associazione, le persone con disabilità trascorrevano la loro vita per lo più in casa senza opportunità di espressione ed emancipazione. Le loro famiglie erano sole. Negli anni il concetto di disabilità è passato, anche grazie al contributo di Anffas, da sola assistenza alla persona ad un pieno riconoscimento del suo protagonismo. Tanto è stato conquistato</em> - ha concluso - <em>ma la strada non è ancora conclusa e ogni tassello raggiunto va presidiato e difeso ogni giorno</em>”. <em>“L’associazione Anffas Trentino, pur con 60 anni alle spalle, è e deve restare una giovane creatura che ogni giorno lotta con gioia per affrontare le sfide che la società le pone. Come viene sancito sia dalla Convenzione ONU del 2006 che dal Decreto 64 del 2024 - nella Riforma della Disabilità</em> <em>– </em>ha detto il direttore di Anffas Trentino <strong>Giulio Bertinato </strong>- <em>è cambiato radicalmente il paradigma con cui guardare alle persone con disabilità.</em> <em>Noi di Anffas Trentino sogniamo un mondo in cui non ci sia più bisogno della nostra presenza, perché significherebbe aver raggiunto una società davvero inclusiva ed equa. Ma sappiamo che quel momento è ancora lontano: per tutto il tempo in cui ci sarà bisogno, noi continueremo a garantire impegno, competenza e vicinanza, affinché nessuna persona venga privata della possibilità di vivere la propria vita come desidera.” Gli anniversari</em> - ha sottolineato Giulia Casonato, Assessora alle politiche sociali, casa e partecipazione del Comune di Trento - <em>sono importanti perché permettono di riflettere su quanto fatto finora e guardare alle sfide future. Anffas Trentino ci racconta la storia di una comunità che ha saputo crescere insieme con gioia, vincere sfide tenendo al centro della sua azione sempre la voce delle persone con disabilità”.</em></p>
<p>Sempre nella mattinata di oggi, alle ore 11.00, a Palazzo Trentini è stata inaugurata la mostra “<strong>Dalle origini, passaggi interiori. Un viaggio tra volti, sogni e silenzi nei 60 anni di Anffas Trentino” </strong>con le opere realizzate dagli artisti dei laboratori artisti di Anffas Trentino Articà. L’esposizione racconta, attraverso 6 sezioni tematiche, i momenti salienti della storia dell’associazione: un viaggio attraverso i luoghi e le persone significative che l’hanno costruita passo dopo passo. I ritratti di persone accompagnano il visitatore sulla scalinata verso Sala Aurora in cui le opere raffigurano l’attività artistica dei laboratori Articà, i padri fondatori e le madri fondatrici dell'associazione, l’impegno dei volontari e l’esperienza di Casa Serena. Nei quadri vengono rappresentate tante attività, dai soggiorni estivi ai vari servizi del territorio, con intensità, gioia ed energia. La mostra darà visitabile fino a 26 settembre, dalle 9 alle 18. Il presidente del Consiglio provinciale di Trento, <strong>Claudio Soini</strong>, ha fatto gli onori di casa facendo tanti auguri e complimenti ad Anffas Trentino per il traguardo raggiunto ed esprimendo il suo apprezzamento sia per la pubblicazione del volume sull'associazione, sia per i contenuti della mostra ospitata in sala Aurora. “<em>Un'esposizione</em> - ha detto - <em>che racconta tante storie e parla di volontariato, di luoghi felici, parla soprattutto di persone. Accogliere questa iniziativa di Anffas qui nella sede del parlamento trentino l'abbiamo trovato del tutto coerente con l'esposizione in corso a palazzo centrata sulla figura di Alcide De Gasperi</em>”. Sono seguiti gli interventi della Presidente di Anffas Trentino Claudia Morelli, della responsabile di Anffas Trentino per le arti Maria Chiara Giorgi, della maestra d’arte Nadia Ongaro e di una delle artiste della mostra, Rosalia Matteotti. Entrambi gli eventi sono stati condotti da Diego Nart dell'area comunicazione e marketing della Federazione Trentina della Cooperazione.<br />Presenti anche la vicepresidente del Consiglio provinciale, Mariachiara Franzoia, e i consiglieri Roberto Stanchina, Stefania Segnana, Vanessa Masè, Francesco Valduga, Francesca Parolari, Michele Malfer e Chiara Maule. “<em>Questa mostra</em> - ha commentato la presidente di Anffas Trentino Morelli - <em>ci ricorda che l’arte è uno strumento universale di dialogo, di incontro, di trasformazione attraverso il linguaggio della creatività, grazie al quale è possibile abbattere barriere, costruire ponti e generare nuove forme di partecipazione”.</em> Proprio a Palazzo Trentini oggi, in occasione dell’inaugurazione della mostra, sono arrivati anche i partecipanti del <strong>Trentino Way - Giro del Trentino inclusivo</strong> a cui anche Anffas ha partecipato e che hanno concluso a Trento la tappa odierna, partita dalla Val di Cembra. Presente l’ambassador di Dolomiti Open Rosario Fichera e il pluricampione Gilberto Simoni, due volte vincitore del Giro d’Italia, oltre a due atleti di handbike e numerose persone con disabilità, a conferma del valore dello sport come strumento di inclusione e incontro.</p>
<p><strong>Ecco, in sintesi i prossimi appuntamenti in programma nel mese di settembre</strong>.</p>
<p> Il <strong>19 settembre </strong>tornano i “<strong>Giochi senza barriere”</strong>, il grande evento sportivo che vede protagoniste persone con difficoltà intellettive e relazionali che frequentano le strutture di <strong>Anffas Trentino, Cooperativa Laboratorio Sociale, Centro Servizi APSP Levico Curae e Cooperativa Grazie alla Vita</strong>. La manifestazione, giunta alla sua <strong>21^ edizione</strong>, è guidata dal motto “<strong>Io non sto in panchina”</strong> e coinvolge centinaia di persone in diverse discipline al <strong>Campo scuola Atletica di Atletica leggera di Via Rusconi a Trento</strong>.</p>
<p>Il <strong>23 settembre</strong> Trento ospiterà un evento di rilievo nazionale, co-organizzato con Anffas nazionale: gli “<strong>Stati Generali sulle</strong> <strong>Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo”</strong>. </p>
<p>La giornata, ospitata nella Sala Depero del Palazzo della Provincia autonoma di Trento, si aprirà alle ore 9.00 e sarà l’occasione per approfondire le tematiche legate alle disabilità intellettive e ai disturbi del neurosviluppo, ponendo particolare attenzione alle specificità del nostro territorio. Il confronto con istituzioni, amministrazioni, rappresentanze sindacali, famiglie e persone con disabilità sarà centrale per individuare strategie condivise e promuovere politiche inclusive efficaci.</p>
<p>Il giorno seguente, il <strong>24 settembre</strong>, dalle ore 9.00, al Palazzo della Regione autonoma Trentino Alto Adige a Trento si terrà il convegno “<strong>Disturbi dello Spettro Autistico: panoramica nazionale e territoriale in una prospettiva di rete”</strong>. L’evento sarà un momento di confronto approfondito e di crescita professionale dedicato alla tematica dell'autismo che offrirà ai partecipanti l'opportunità di aggiornarsi sulle più recenti evidenze scientifiche e conoscere esperienze innovative maturate sul territorio trentino. Una concreta opportunità per migliorare la qualità della vita delle persone con autismo e delle loro famiglie, attraverso un lavoro comune, integrato e orientato al benessere globale. </p>
<p>Maggiori informazioni sugli appuntamenti e le modalità di iscrizione sono disponibili sul sito anffas.tn.it.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Anffas Trentino - Francesca Re</author></item><item><guid isPermaLink="false">2a525882-dfae-45a0-a791-7146ecf8f03f</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/famiglia-cooperativa-altopiano-di-pine</link><title>Famiglia Cooperativa Altopiano di Piné: festeggiati a Montagnaga i 130 anni della cooperazione di consumo</title><description><![CDATA[<p>La Famiglia Cooperativa ha festeggiato un compleanno molto significativo per il negozio a servizio della comunità di Montagnaga, fondato il 2 agosto 1895: come oggi, centotrent’anni fa.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/mtppnajh/rita-mosna-presidente-fc-altopiano-pin-bis.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/famiglia-cooperativa-altopiano-di-pine" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1400</width><height>992</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Nonostante l’assenza del sole, quella di oggi è stata una mattinata di sole per la Famiglia Cooperativa Altopiano di Pinè.</p>
<p>A Montagnaga è stato festeggiato un compleanno speciale: i 130 anni del negozio di vicinato a servizio di questa comunità.</p>
<p>“In buona sostanza – è stato spiegato - quella di Montagnaga, era stata la prima Famiglia Cooperativa a essere creata sull’Altipiano”. Negli anni erano seguite tutte le altre cooperative di consumo che, ultimato il processo di unificazione, erano confluite in quella che, oggi, è la Famiglia Cooperativa Altopiano di Pinè.</p>
<p>Occasione per fare memoria storica e guardare al domani con rinnovato entusiasmo. Ripensare al lungo cammino di un percorso avviato alla fine del Milleottocento quando, anche in queste zone, l’idea di <strong>don Lorenzo Guetti</strong> cominciava a mettere radici e fruttificare al meglio.</p>
<p>Infatti, cinque anni prima, nel 1890 a Santa Croce di Bleggio, era stata creata la prima forma cooperativa. Venne scelto il nome di Famiglia Cooperativa, per sottolinearne caratteristica e funzione simili a una famiglia dove a prevalere è l’uno per tutti e il tutti per uno con la reciprocità a esserne valore distintivo.</p>
<p>“Tutto è iniziato il 2 agosto 1895 – ha spiegato la presidente <strong>Rita Mosna </strong>in un passaggio della sua relazione - quando la comunità di Montagnaga comprese l'importanza di unirsi, collaborare e sostenersi a vicenda, basandosi sui valori concreti della Cooperazione Trentina: solidarietà, reciprocità, partecipazione e radicamento nel territorio. Questi principi, nati in un periodo di grandi cambiamenti sociali ed economici, sono ancora oggi la nostra guida. Se pensiamo a tutto ciò che è cambiato in 130 anni — tecnologie, abitudini, economie — ci accorgiamo che c’è qualcosa che è rimasto stabile: lo spirito cooperativo, che ha permesso di creare posti di lavoro e di mantenere servizi essenziali anche nei momenti più difficili”.</p>
<p>Un negozio di vicinato “non è solo un luogo dove acquistare beni – ha aggiunto Mosna - È uno spazio di socialità, un punto di riferimento per la comunità, un presidio contro lo spopolamento. È il luogo dove le persone si incontrano, si aggiornano e si sentono parte di qualcosa. Dove gli anziani trovano vicinanza e accessibilità. Dove il contatto umano conta ancora. La vera convenienza è avere un negozio vicino a casa, che rispetta l’ambiente, che sostiene i produttori locali e che genera occupazione sul territorio. Siamo convinti che, senza i nostri negozi, molti paesi perderebbero una parte della loro identità, della loro vita quotidiana e della loro autonomia. È proprio questo senso di responsabilità che ci spinge a continuare con determinazione, nel rispetto di chi ci ha preceduto”.</p>
<p>Durante l’evento celebrativo sono intervenuti il sindaco di Baselga di Pinè, <strong>Alessandro Santuari</strong>, e <strong>Andrea Dalcolmo,</strong> presidente di Asuc e Pro Loco di Montagnaga di Pinè, evidenziando l’importante ruolo rivestito dalla Famiglia Cooperativa e dal negozio di Montagnaga di Pinè.</p>
<p><strong>Paola Dal Sasso</strong>, vicepresidente della Federazione Trentina della Cooperazione per il settore del consumo, ha evidenziato che, la cooperativa di consumo, è coetanea della Federazione che festeggerà, nel prossimo novembre, i suoi primi 130 anni. “Centotrent’anni rappresentano indubbiamente la testimonianza della resilienza della cooperazione che presidia anche le piccole comunità – ha osservato - Per garantire futuro a queste realtà e a questi punti vendita è fondamentale il senso di appartenenza dei consumatori soci e clienti alla propria Famiglia Cooperativa”.</p>
<p>A ultimare la parte ufficiale è stato l’intervento di<strong> don Carlo Moser.</strong></p>
<p>La Famiglia Cooperativa Altopiano di Pinè è diretta da <strong>Angelo Orsingher</strong> che guida uno staff di ventiquattro collaboratrici e collaboratori (tra fissi e stagionali) impegnati negli otto punti vendita a servizio delle località di Montagnaga, Baselga di Pinè, Miola, Faida, Centrale, Bedollo, Brusago e Montesover.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Area Stampa e Comunicazione Cooperazione Trentina - Diego Nart</author></item><item><guid isPermaLink="false">96ecfd81-86a3-45b8-ac70-67c4556c8c31</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/spes-un-eredita-da-curare</link><title>Spes, un’eredità da curare</title><description><![CDATA[<p>La cooperativa Spes festeggia i 50 anni di attività riflettendo sul proprio futuro grazie al pensiero del filosofo Mauro Magatti e il contributo dell’arcivescovo Lauro Tisi e della già presidente Cecilia Niccolini. L’evento è stato aperto dall’assemblea ordinaria dei soci con la presentazione del bilancio sociale della cooperativa.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/btlhaw3j/italo-monfredini.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/spes-un-eredita-da-curare" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2029</width><height>1392</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Un’eredità da curare, proteggere e proseguire. È la cooperativa Spes di oggi emersa dalle tante voci intervenute per celebrare i suoi 50 anni ieri pomeriggio nel corso dell’evento ospitato nella sala inCooperazione. “È un traguardo importante, – ha commentato il presidente di Spes <strong>Italo Monfredini</strong> – risultato di una storia a cui guardiamo con responsabilità e la consapevolezza che chi è venuto prima di noi, chi oggi governa la cooperativa e chi verrà dopo dia sempre una speranza, una forza per guardare al domani con fiducia”.</p>
<p>Ricordando il percorso iniziato nel 1975, Monfredini ha evidenziato il patrimonio valoriale ereditato da chi ha dato vita al progetto della cooperativa. “Il collegamento – ha aggiunto - con chi ci ha preceduto è la comune idealità, il sentire di appartenere, di partecipare a un destino collettivo, legato ad altri”.</p>
<p>Il tema della relazione è stato al centro dell’intervento di <strong>Mauro</strong> <strong>Magatti</strong>, sociologo ed economista, che ha esortato a superare l’ideologia individualistica imperante per superare la profonda crisi che stiamo vivendo. “Noi non esistiamo come individui isolati – ha spiegato. – Come tutte le forme viventi siamo immersi in un mare di relazioni. L’idea, ancora largamente dominante, che libertà significa uscire dalle relazioni è una fantasia che non esiste”.</p>
<p>Secondo Magatti, oggi il tema è costruire piattaforme territoriali dove rimettere insieme interessi diversi, condividere obiettivi comuni, investire sulla vita delle persone, risolvere problemi che riguardano la qualità della vita e generare valore economico, sociale e umano. “Emergeranno quei mondi che sapranno riconoscere il legame strutturale che ci tengono insieme l’un l’altro. Il terzo settore – ha concluso – deve avere l’autorevolezza, la capacità per contribuire a costruire queste alleanze che generano un valore condiviso. Ed è chiamato a una nuova stagione, che riconosca l’umano come un essere inter-indipendente, cioè allo stesso tempo libero e legato agli altri”.</p>
<p>L’importanza delle relazioni è stata ripresa dal presidente della Cooperazione Trentina <strong>Roberto</strong> <strong>Simoni</strong>. “Operare in questo settore, – ha commentato Simoni – come avete fatto voi in 50 anni, assomiglia molto a una missione: ci vogliono valori, un approccio solidaristico e di inclusione di chi ha bisogno. Il futuro che abbiamo davanti sarà caratterizzato da grandi sfide, che affronteremo insieme, e da un progressivo invecchiamento della popolazione, che dovrà essere affrontato mettendo le persone al centro, valorizzando le relazioni, come sapete fare voi”.</p>
<p>L’assessore all’economia, montagna e azioni per l’età sperimentale del Comune di Trento <strong>Alberto</strong> <strong>Pedrotti</strong> è intervenuto portando il saluto del sindaco <strong>Franco</strong> <strong>Ianeselli</strong> e complimentandosi con Spes per l’importante traguardo raggiunto. “L’attività svolta quotidianamente dalla cooperativa – ha detto – rappresenta per noi un importante valore aggiunto ed è la dimostrazione del contributo significativo che può essere dato dal modello della cooperazione trentina”.</p>
<p>"Credo che la festa per i 50 anni di Spes sia un'importante occasione di riflessione sulle sfide comuni che ci attendono. In una società sempre più individualista, in cui troppo spesso prevalgono atteggiamenti egoistici, il gruppo rappresenta uno splendido esempio di come la cooperazione possa diventare il motore dello sviluppo sociale, dell’inclusione e della cura verso le persone. Assieme abbiamo condiviso un lungo percorso, fatto di confronti diretti e visite delle realtà residenziali. In ognuna di queste occasioni ho trovato un impegno encomiabile e una grande professionalità. Grazie a voi, chi si trova in difficoltà riceve un supporto concreto. Negli ultimi mesi abbiamo preso decisioni importanti insieme: la delibera dello scorso dicembre a supporto delle RSA, rappresenta un riconoscimento concreto a chi, in un momento delicato della propria vita, ha bisogno di sostegno, mentre un apposito sottocomitato è stato costituito per intercettare i bisogni legati alla domiciliarità. Continueremo a lavorare fianco a fianco per costruire un percorso condiviso in risposta ai bisogni emergenti. Il nostro obiettivo è mettere al centro non solo le persone non autosufficienti, ma anche coloro che le assistono, riconoscendo l’importanza di questo impegno. In una società in continua trasformazione, dobbiamo essere pronti a rispondere alle nuove sfide concentrandoci sempre sui bisogni delle persone. In questo, la cooperazione è un patrimonio indispensabile di competenze e innovazione, un valore che fa la differenza", ha affermato l'assessore provinciale alla salute, politiche sociali e cooperazione, <strong>Mario Tonina</strong>.</p>
<p>Per tirare le fila dei tanti contributi emersi, l’Arcivescovo di Trento <strong>Lauro</strong> <strong>Tisi</strong> e <strong>Cecilia</strong> <strong>Niccolini</strong>, presidente della cooperativa Spes dal 2002 al 2022, si sono confrontati sul significato che i valori possono acquisire. “Il grande rischio quando si parla di valori – ha commentato l’Arcivescovo – è di entrare nel mondo dell’astrattezza, mentre i valori acquisiscono corpo nella realtà attraverso le persone. La forza di Spes, e della cooperazione in generale, sta proprio nel fatto che il valore acquista il peso grazie al contributo di chi lo declina. Quando entro nelle vostre strutture rimango sempre stupito dai volti dei vostri collaboratori che, nonostante la fatica, riescono a interpretare, a esprimere i valori che li guidano”.</p>
<p>“Il problema dei valori – ha concluso Niccolini – è la loro definizione, il modo in cui ognuno li declina nella propria vita. In tutti i nostri operatori ho sempre visto un’incarnazione dei valori in cui credo. Si tratta di valori che possono essere sintetizzati nell’attenzione alle persone, nella relazione. E questi sono valori che, in cinquant’anni, sono rimasti sostanzialmente invariati”.</p>
<p><strong>Il bilancio 2024</strong></p>
<p>Dopo l’approvazione del bilancio di esercizio, presentato dal direttore amministrativo <strong>Pietro</strong> <strong>Trentini</strong>, che ha messo in luce la gestione che ha caratterizzato il 2024 della cooperativa, alla base sociale sono stati illustrati i punti salienti del bilancio sociale della cooperativa.</p>
<p>Il documento, illustrato dalla direttrice <strong>Mariasilvia</strong> <strong>Cadeddu</strong>, ha evidenziato le ricadute dei servizi proposti dalla cooperativa, a cominciare dallo sportello di assistenza familiare che nel 2024 ha offerto orientamento e supporto a 179 famiglie, per un totale di quasi 54 mila ore erogate. A questo si aggiunge il servizio di assistenza domiciliare, rivolto a oltre 800 persone, la residenza assistenziale, che coinvolge 199 famiglie, e il centro diurno, che nel 2024 ha accolto 85 utenti.</p>
<p>Tra i dati messi in luce, quello del personale, rappresentato da 517 collaboratori e collaboratrici, il 58% impiegato a tempo pieno e il 19,5% con meno di 30 anni di età. “Una particolare attenzione – ha spiegato Cadeddu – è stata prestata alla formazione del personale, con un investimento che ha coinvolto tutte le professionalità presenti in cooperativa con una proposta formativa sia tecnica che trasversale”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Cooperazione Trentina - Sara Perugini</author></item><item><guid isPermaLink="false">29438cae-0497-4750-9d54-6559498d98e7</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/a-rovere-della-luna-festeggiati-i-centovent-anni-della-famiglia</link><title>A Roverè della Luna festeggiati i centovent’anni della “Famiglia”</title><description><![CDATA[<p>Stamani il compleanno della cooperativa di consumo. Il presidente Arrigo Dalpiaz: “Famiglia Cooperativa, istituzione della nostra comunità”.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/ka4n4syb/torta120esimo.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/a-rovere-della-luna-festeggiati-i-centovent-anni-della-famiglia" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1179</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Ogni compleanno merita di essere festeggiato. L’importanza è ancora maggiore quando, la festeggiata, spegne centoventi candeline.</p>
<p>E’ successo, stamani, a Roverè della Luna. Nel centro della piana rotaliana e nel cuore della località co-opera nella quotidianità la Famiglia Cooperativa, una “istituzione della nostra comunità” ha evidenziato il presidente <strong>Arrigo Dalpiaz </strong>in un passaggio del suo intervento proposto nel corso dell’appuntamento celebrativo diventato autentico evento alla presenza dei rappresentanti istituzionali ma, soprattutto, di chi ogni giorno sceglie il negozio della cooperativa per la spesa quotidiana.</p>
<p>Uomo della Cooperazione e nella Cooperazione da moltissimi anni, Dalpiaz, da alcuni anni guida il consiglio di amministrazione della cooperativa di consumo, espressione significativa all’interno di un paese che conta, inoltre, il credito cooperativo con la Cassa Rurale fondata nel 1909 e la Cantina Sociale creata nel 1919. “Sono un patrimonio che fanno parte della nostra storia, della nostra cultura e della nostra tradizione – ha sottolineato Dalpiaz -  Non dobbiamo dimenticare l’importanza che hanno avuto e dato queste istituzioni al nostro paese, alla nostra comunità, agli agricoltori, agli artigiani, ma soprattutto ai nostri bisnonni, ai nostri nonni, ai nostri genitori e oggi, a noi tutti Roveraideri. Infatti sono nate negli anni in cui c’era la povertà, la miseria, l’usura e i nostri giovani erano costretti a emigrare per cercare lavoro. Per questo – ha proseguito Dalpiaz - dobbiamo sempre avere presente l’importanza della Famiglia Cooperativa. Un tempo c’era povertà e la gente non aveva i soldi per comperare il pane e il latte, i prodotti necessari per i contadini, per gli artigiani, e allora, in quel tempo la Famiglia Cooperativa ha dato un libretto dove si annotava giornalmente l’importo della spesa sulla fiducia “un prestito gratuito“ a tutti e a tutta la Comunità e dobbiamo proprio dire che da oltre un secolo abbiamo avuto modo di utilizzare i servizi offerti”.</p>
<p>“Oggi la Famiglia Cooperativa di Roverè della Luna – ha osservato il direttore <strong>Sandro Comper – </strong>ha un fatturato di circa 1 milione 700 mila euro. I soci sono 455, lo staff di risorse umane è formato da cinque collaboratrici e collaboratori”.</p>
<p>All’evento ha partecipato <strong>Germano Preghenella</strong>, sindaco di Roverè della Luna alla sua prima uscita pubblica con la fascia tricolore di primo cittadino. “Festeggiare centovent’anni significa molto per una realtà cooperativa come per ogni azienda – ha osservato – Oltre all’aspetto prettamente anagrafico mi preme sottolineare un aspetto altrettanto significativo: la cooperativa di consumo è il solo  negozio a servizio della nostra comunità. Garantisce un servizio di prossimità, importante per giovani e meno giovani e conferma la funzione commerciale e sociale espressa dalla Famiglia Cooperativa perché è un negozio che contribuisce, assieme ad altre realtà, a mantenere viva e attiva una comunità”.</p>
<p>"La ricorrenza che celebriamo oggi cade in un anno particolarmente importante anche per la Cooperazione Trentina nel suo complesso: quest’anno ricorrono, infatti, i 130 anni della Federazione Trentina della Cooperazione. Un anniversario che ci invita a ripercorrere un cammino iniziato nel 1890 a Santa Croce del Bleggio, grazie alla visione profetica di don Lorenzo Guetti, che fondò la prima Famiglia Cooperativa del nostro territorio. Fu proprio da lì che prese vita la prima forma di cooperazione in Trentino, un modello che ha saputo coniugare solidarietà, mutualità, responsabilità condivisa. Un modello che ha contribuito in modo determinante alla costruzione della nostra autonomia e del nostro tessuto sociale ed economico, perché la cooperazione è parte costitutiva della storia del Trentino”, è stato questo il messaggio dell’assessore alla salute, politiche sociali e cooperazione, <strong>Mario Tonina</strong>, che ha voluto ringraziare il presidente Arrigo Dalpiaz, il direttore Sandro Comper e tutto il Consiglio di Amministrazione della Famiglia Cooperativa di Roverè della Luna per questo importante traguardo.</p>
<p>L’intervento conclusivo è stato affidato a <strong>Renato Dalpalù</strong>, presidente del consorzio Sait che si è complimentato con chi ha contribuito al raggiungimento dei primi 120 anni di storia e di attività a servizio della comunità locale esprimendo i migliori Auguri di Buon Compleanno alla Famiglia Cooperativa di Roverè della Luna.</p>
<p>Apprezzato, inoltre, l’intervento di <strong>monsignor Giulio Viviani</strong>.</p>
<p>Ad archiviare l’appuntamento è stato una dolce conclusione con il taglio della torta del centoventesimo.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">6992d82c-5e3c-4e0b-a01a-abb5a1adc79f</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/amalia-guardini-in-festa-per-il-45-di-fondazione</link><title>Amalia Guardini: in festa per il 45° di fondazione</title><description><![CDATA[<p>All'evento per il compleanno della cooperativa sociale hanno partecipato duecento persone - Il presidente Guido Ghersini: "Questo anniversario è semplicemente il traguardo di una tappa, domani c’è una nuova partenza" - Tanta emozione alla presentazione in anteprima del film "Storie di emancipazione e autonomia".</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/yilm1oed/45mo-coop-guardini-01-.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/amalia-guardini-in-festa-per-il-45-di-fondazione" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>900</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Alla presenza di quasi 200 persone - utenti, familiari, dipendenti, volontari, autorità - la cooperativa sociale Amalia Guardini di Rovereto ha festeggiato venerdì 18 aprile il suo 45mo compleanno. L’evento si è svolto presso la Sala Piave del complesso Tecnofin di via Zeni. Il giorno scelto per la festa coincide con la data di nascita della cooperativa, costituita da 11 soci fondatori proprio il 18 aprile del 1980.</p>
<p>La Guardini - ha detto il presidente <strong>Guido Ghersini</strong> in apertura della festa - è stata la prima cooperativa sociale a venire alla luce in Vallagarina. L'iniziativa fu assunta da un gruppo di genitori con figli con disabilità. L’atto costitutivo, nel quale è riportato il nome di C.I.S. - Cooperativa Iniziative Sociali, fu sottoscritto dal primo presidente <strong>Renzo Bee</strong>, scomparso nel 2019. <strong>Amalia Guardini</strong>, che era direttrice dell'Opera Barelli, fu nominata vicepresidente. La prima sede fu in via Bridi, accanto alle Barelli. La cooperativa cambiò denominazione assumendo l'attuale ragione sociale nel 1990 alla scomparsa di Amalia Guardini.</p>
<p>A Bee subentrò nel 1989 <strong>Giorgio Leitempergher</strong>, che rimase presidente fino al 2004. Successivamente l’incarico fu assunto da <strong>Mauro Viesi</strong>, dal 2004 al 2010, seguito per un breve periodo da <strong>Paola Giudici</strong>. Ghersini fu eletto presidente nel 2011.<br />Inizialmente l’attività della società si concentrò nel settore della sartoria con la confezione e la riparazione di abiti, le utenti erano solamente ragazze. L’apertura all’utenza maschile avvenne nel 1991. Risale invece al 2003 il trasferimento nell’attuale sede di via Pasqui.<br />Oggi la cooperativa accoglie 42 utenti e conta 19 dipendenti e più di 260 soci.<br />“Ai 45 anni ci siamo arrivati - ha concluso il suo intervento il presidente Ghersini - ma il nostro cammino non finisce qui. Questo anniversario è semplicemente il traguardo di una tappa, domani c’è una nuova partenza. Perché il mondo cambia, i bisogni cambiano e noi vogliamo esserci, sia nelle tappe pianeggianti, sia nelle tappe di montagna, con la stessa energia e la stessa visione di futuro”.<br />Successivamente ha preso la parola la sindaca di Rovereto. “Sono qui - ha affermato <strong>Giulia Robol</strong> - per celebrare l’anniversario di un progetto sociale che funziona, dove ognuno di noi si sente come in una famiglia, dove ognuno contribuisce secondo le proprie possibilità, i propri talenti, le proprie capacità. La diversità è un valore aggiunto, perché ognuno deve sentirsi nelle condizioni di poter dare qualcosa”.</p>
<p>La festa è proseguita con la proiezione in anteprima di un estratto video della serie tv in tre puntate "<em>Amalia Guardini, storie di emancipazione e autonomia"</em>, realizzata dai registi <strong>Federico Scienza</strong> e <strong>Manuela Boezio</strong> che hanno raccolto 60 interviste tra i soci più anziani, gli utenti e i volontari della cooperativa. La serie tv andrà in onda a maggio sull’emittente <strong>History Lab</strong> ospitata da Telepace Trento sul canale 12.</p>
<p>La festa si è conclusa con il taglio di una mega torta di compleanno.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cooperativa Amalia Guardini</author></item><item><guid isPermaLink="false">230eaca9-1790-439a-92dd-8dc8e44f3c1e</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/banca-per-il-trentino-alto-adige-a-brez-festeggiato-il-130esimo-di-fondazione</link><title>Banca per il Trentino Alto Adige: a Brez festeggiato il 130esimo di fondazione</title><description><![CDATA[<p>Nella località di Brez, in Val di Non, è stato festeggiato il 130esimo compleanno della Banca per il Trentino Alto Adige – Credito Cooperativo Italiano.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/v0toqomr/tagliotorta.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/banca-per-il-trentino-alto-adige-a-brez-festeggiato-il-130esimo-di-fondazione" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1104</width><height>911</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L’appuntamento era molto significativo: i 130 anni della Banca per il Trentino Alto Adige – Credito Cooperativo Italiano.</p>
<p>La località di Brez (zona Terza Sponda della Val di Non), dove nel 1895 <strong>don Silvio Lorenzoni</strong> fece scoccare la scintilla iniziale di una idea diventata realtà e che ha percorso un cammino di storia e di attività lungo 130 anni, ha sfoggiato l’abito più bello con i meli in fiore a offrire un colpo d’occhio straordinario per una ricorrenza straordinaria.</p>
<p>Mancava il sole ma è stata ugualmente una giornata di sole per l’istituto di credito cooperativo guidato dal presidente <strong>Giorgio Fracalossi.</strong> “Oggi celebriamo non solo una ricorrenza, ma una storia di valori, di solidarietà concreta, di cooperazione – ha evidenziato - Una storia che ha radici profonde, nate in un Trentino provato, alla fine dell’Ottocento, dalla fame, dalla miseria, dall’usura e da un’emigrazione spesso forzata. In quel contesto difficile, per molti la sola via sembrava essere l’emigrazione, soprattutto oltreoceano. Ma non per tutti. Non per alcuni uomini lungimiranti, come <strong>don Lorenzo Guetti</strong> e il nostro <strong>don Silvio Lorenzoni</strong>, che seppero vedere nel Credito Cooperativo non solo uno strumento economico, ma una vera e propria via di rinascita collettiva. Un modo per rialzarsi insieme, per aiutarsi reciprocamente, per costruire una comunità più giusta e più forte. Celebriamo una banca nata sul principio del bene comune, che ancora oggi porta avanti, con coerenza e passione, i valori originari della cooperazione, dell’etica, della responsabilità e della vicinanza al territorio. Qui è stata costituita nel 1895, pochi mesi prima di alcune altre come Aldeno, Povo, Villazzano, Pressano, Besenello, Lizzana, Segonzano, Mezzocorona, la Cassa Rurale che oggi assieme alle altre 14 costituiscono la Banca per il Trentino-Alto Adige”.</p>
<p>Banca per il Trentino Alto Adige è una realtà “che rafforza la sua presenza sul territorio. Lo facciamo con orgoglio – ha aggiunto Fracalossi - investendo oltre 17 milioni di euro nel progetto di ammodernamento delle filiali. Per noi, la filiale non è un semplice luogo di operazioni, ma un punto di riferimento per la comunità: centrale nella nostra visione, ma sempre più moderna, efficiente, accogliente e con servizi tecnologicamente avanzati. Il nostro progetto di crescita si estende anche al Nord, in un’area strategica e ricca di opportunità: l’Alto Adige. Entro la fine dell’anno inaugureremo una nuova filiale nella città di Bolzano. Una presenza importante, che si aggiunge alle due filiali di Lana e Merano. Non siamo solo banche sul territorio – ha concluso - siamo banche del territorio. E lo siamo davvero, non per slogan, ma per Statuto, per governance, per vocazione. Siamo banche fatte di persone che conoscono il nome dei propri clienti, che partecipano attivamente alla vita delle comunità, che investono dove altri si ritirano”.</p>
<p>Nel corso dell’evento celebrativo sono intervenuti i rappresentanti delle istituzioni.</p>
<p>Il sindaco di Novella<strong>, Donato Preti</strong>, congratulandosi per il traguardo dei 130 anni ha evidenziato l’importanza di queste realtà, destinate a garantire crescita sociale, culturale, economica alle comunità. “Un istituto bancario che investe sul territorio per creare beneficio al territorio” ha aggiunto il presidente della Comunità della Val di Non, <strong>Martin Slaifer Ziller.</strong></p>
<p>“Qui a Brez dove tutto è nato 130 anni fa è partita una grande avventura cooperativa di persone che hanno messo assieme la voglia di fare e, soprattutto, la visione del futuro – ha osservato l’assessore allo sviluppo economico della Provincia Autonoma di Trento<strong>, Achille Spinelli</strong> - Quello che oggi troviamo è un grande sistema che vede nel credito cooperativo la sua grande forza. Siamo qui nel luogo della nascita per augurare non solo un futuro radioso ma per constatare anche la necessità di una aggregazione, la necessità di un sistema più forte che abbia gambe sempre più lunghe e sempre più capaci di percorrere i terreni sempre più difficili dell’economia e della società e che guardi al futuro del Trentino come soggetto di grande forza e di grande attrazione per i sistemi economici per le capacità di produrre opportunità nell’ambito del nostro sistema territoriale e in grado di dare lavoro di grande qualità in un mondo che continua a cambiare, dove le tecnologie contano sempre di più e la capacità di fare massa conta altrettanto. Un grande augurio un grande traguardo: sono solo i primi 130 anni ma sono stati ben spesi”.</p>
<p>Apprezzato in conclusione l’intervento di <strong>Padre Placido</strong>. “La Cooperazione ha dimostrato che, se si vuole andare lontano, si deve andare insieme come hanno dimostrato don Guetti e don Lorenzoni. E dall’alto – ha concluso – don Guetti e don Lorenzoni benedicano tutti”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Diego Nart - Ufficio Stampa Cooperazione Trentina - Bancapts</author></item><item><guid isPermaLink="false">95068e21-34de-4193-917e-3575301addd5</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/consorzio-elettrico-industriale-di-stenico-goccia-dopo-goccia-120-anni-di-energia</link><title>Consorzio Elettrico Industriale di Stenico: “goccia dopo goccia, 120 anni di energia”</title><description><![CDATA[<p>Nel 2025 Ceis - Consorzio Elettrico Industriale di Stenico raggiunge e festeggia i suoi primi centovent’anni di storia e di attività. In questi giorni ha pubblicato due bandi per l’ideazione del nuovo logo del Ceis e per la realizzazione di un video emozionale.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/iegpzkcc/il-ceis-assegna-50.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/consorzio-elettrico-industriale-di-stenico-goccia-dopo-goccia-120-anni-di-energia" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>779</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>La ricorrenza è di quelle significative: 120esimo di fondazione.</p>
<p>Le date da annotare, per il momento, sono due: venerdì 21 febbraio e venerdì 21 marzo 2025.</p>
<p>Entro quelle date, infatti, chi è interessato a concorrere alla ideazione del nuovo logo del Ceis e alla realizzazione del video emozionale dovrà, rispettivamente, iscriversi (21 febbraio) e consegnare (21 marzo mattina) quanto prodotto alla sede del Consorzio a Ponte Arche.</p>
<p>Il nuovo logo dovrà essere in grado di trasmettere i valori della Cooperativa, in merito a energia da fonti rinnovabili, cooperazione e territorio.</p>
<p>Il video emozionale, invece, della durata massima di tre minuti dovrà essere capace di trasmettere i valori della Cooperativa, della cooperazione storica negli anni e il contesto territoriale.</p>
<p>Entrambi i bandi sono stati pubblicati e sono consultabili cliccando su <a href="https://www.ceis-stenico.it/ceis-120.html">https://www.ceis-stenico.it/ceis-120.html</a></p>
<p>“Un secolo e due decenni di storia testimoniano l’impegno, la visione e la passione di generazioni di soci, amministratori, collaboratori, uomini e donne – spiegano i componenti della commissione del 120esimo - Celebrare questa ricorrenza significa ricordare il passato, ma allo stesso tempo rafforzare il legame tra la cooperativa, la base sociale e l’intera comunità valligiana. Sarà un momento per garantire ulteriore importanza ai nostri valori, alle nostre radici e al contributo di chi ha reso possibile questa realtà. Ma non solo. Perché il nostro desiderio è di guardare al futuro, coinvolgendo i giovani, i soci e gli amministratori di domani, nell’importante missione di continuare l’opera intrapresa dai 120 soci fondatori che, nel 1905, fecero scoccare la scintilla iniziale del nostro Consorzio”.</p>
<p>A questo proposito è entrato nel vivo e sta registrando un considerevole coinvolgimento il concorso “Rinnovabili in classe”, riservato alle scuole del territorio dove Ceis agisce nella quotidianità. </p>
<p>“Insomma – aggiungono i responsabili - sarà un anno speciale, costruito insieme e dedicato a tutti coloro che hanno contribuito a scrivere questa storia”.</p>
<p>Per ulteriori informazioni è sufficiente inviare una richiesta a: <a href="mailto:Ceis120@ceis-stenico.it">Ceis120@ceis-stenico.it</a></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Diego Nart - Ufficio Stampa Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">364d5e99-b466-4f3b-9ecf-7bb5f7dd4a6f</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/125esimo-consorzio-sait-il-valore-della-cooperazione-nella-costituzione</link><title>125esimo consorzio Sait: “Il valore della Cooperazione nella Costituzione”</title><description><![CDATA[<p>La Sala inCooperazione a Trento ha ospitato ieri sera il terzo e conclusivo incontro di “Sguardi sul mondo”, rassegna dedicata al 125esimo di fondazione del consorzio delle cooperative di consumo. Tema: il valore della Cooperazione nella Costituzione. Relatrice: la professoressa Daria de Pretis.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/dmdlcpzt/interventodariadepretis.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/125esimo-consorzio-sait-il-valore-della-cooperazione-nella-costituzione" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1330</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Si è conclusa ieri sera, nella Sala inCooperazione a Trento, la rassegna “Sguardi sul mondo: conoscere oggi per capire domani”, organizzata per celebrare i 125 anni del Consorzio Sait. Il terzo e ultimo incontro, dedicato al tema Il valore della Cooperazione nella Costituzione, ha visto protagonista la professoressa <strong>Daria de Pretis</strong>, vicepresidente emerita della Corte Costituzionale e già rettrice dell’Università di Trento.</p>
<p>Nel suo intervento introduttivo, il presidente del Sait, <strong>Renato Dalpalù</strong>, ha sottolineato l’importanza di questa riflessione come momento culminante della rassegna promossa dal Consorzio: “La Cooperazione è un principio fondante della nostra Costituzione, <em>riconosciuto come motore di solidarietà e sviluppo.</em> Ringrazio la professoressa de Pretis per aver condiviso con noi il suo prezioso punto di vista su un tema così rilevante”.</p>
<p>Al centro della serata, l’articolo 45 della Costituzione Italiana, che riconosce il valore della Cooperazione come fenomeno economico e sociale, promuovendone la funzione mutualistica e la natura non speculativa. Daria de Pretis ha tracciato un percorso storico e giuridico che ha evidenziato come la Cooperazione rappresenti un elemento fondamentale per garantire equilibrio e solidarietà in una società in continua evoluzione: “La Cooperazione non è solo un modello economico, ma un principio compositivo, capace di unire e mediare tra visioni diverse. È un antidoto alle disuguaglianze e una risposta ai rischi di concentrazione del potere economico”.</p>
<p>Ricordiamo che, i primi due incontri della rassegna “Sguardi sul mondo”, avevano registrato la presenza dell’economista <strong>Carlo Cottarelli</strong>, intervenuto su crescita economica declinata in demografia, progresso tecnico e investimenti e dello scienziato e saggista <strong>Stefano Mancuso</strong> sul tema della sostenibilità ambientale.</p>
<p>Il calendario di eventi del 125esimo di fondazione di Sait si arricchirà di una tappa ulteriore programmata per questa settimana, pensata e proposta ai giovani.</p>
<p>Giovedì 21 novembre dalle ore 9.00 alla Sala inCooperazione sarà proiettato il film “Mani in pasta”. Gli studenti potranno dialogare con <strong>Daniele Biacchessi,</strong> regista del film e <strong>Carlo Barbieri</strong>, autore del libro “Le mani in pasta. Le mafie restituiscono il maltolto”, da cui è tratto il film.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Diego Nart/Lisa Pontoni - Ufficio Stampa Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">49ca9d1c-756a-4daf-9aa9-80bd772bf8a1</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/abilnova-festeggia-i-20-anni-dalla-prima-cena-al-buio</link><title>AbilNova festeggia i 20 anni dalla prima cena al buio</title><description><![CDATA[<p>Correva l’anno 2004 e proprio l’11 novembre Giovanni, Sandro, Dario e Ferdinando, indossando i panni dei camerieri per l’occasione, hanno guidato una cinquantina di commensali nella prima cena al buio a marchio Trentino.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/vs5mx33p/abilnova-cenealbuio.png" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/abilnova-festeggia-i-20-anni-dalla-prima-cena-al-buio" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1500</width><height>1000</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Da quel giorno non si sono mai fermate le attività di sensibilizzazione che AbilNova cooperativa sociale di Trento porta avanti, accanto ai servizi quotidianamente offerti alle persone con disabilità sensoriale, per rivolgersi alla società in generale e contribuire a diffondere consapevolezza e a sensibilizzare sul tema della disabilità visiva.</p>
<p>E l’11 novembre di quest’anno, esattamente vent’anni dopo, i camerieri di quella prima e riuscitissima esperienza immersiva e multisensoriale si ritrovano con le cameriere e i camerieri ciechi e ipovedenti che negli anni si sono aggiunti al gruppo e che si mettono a disposizione nei numerosi eventi al buio (bar, degustazioni, teatro, concerti, oltre alle cene) per accompagnare le persone, in un rovesciamento dei ruoli di accompagnato e accompagnatore.</p>
<p>“Per lo staff è sempre un’occasione di raccontare la disabilità visiva, uscendo dagli schemi pietistici per presentarne anche le risorse e le potenzialità, e di raccontarsi come persone” racconta Ferdinando Ceccato, responsabile di AbilNova.</p>
<p>“Avremmo voluto celebrare questo importante traguardo con una cena al buio davvero speciale” prosegue Giuseppe Fratea, presidente di AbilNova, “ma il trasferimento della location delle cene (in seguito allo sfratto dalla sede di via della Malvasia di Trento a causa del cantiere del bypass) presso gli spazi della stamperia braille dell’Associazione Progresso Ciechi di Borgo Valsugana si è rivelata più lunga del previsto a causa di numerosi adempimenti burocratici”. AbilNova dovrebbe ora essere giunta al termine con la produzione della documentazione necessaria e “siamo felici di poter dare appuntamento al nostro tavolo a tutti e tutte coloro che stanno attendendo da mesi” conclude Ferdinando Ceccato “perché la richiesta per questi eventi è sempre molto alta e per noi sono preziose occasioni per costruire insieme una società migliore, anche a partire dal buon cibo, da un sano confronto e da un’esperienza che rimane indelebile nei ricordi di chi la vive”.</p>
<p>Per informazioni sulle date e sulle modalità di prenotazione basterà contattare la cooperativa a partire dalla seconda metà di novembre.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa AbilNova</author></item><item><guid isPermaLink="false">5cecfe3d-10f8-40e3-81aa-41c1bb44366a</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/credito-cooperativo-come-sviluppo-e-coesione-le-parole-di-mattarella-al-teatro-sociale</link><title>Credito cooperativo come sviluppo e coesione: le parole di Mattarella al Teatro sociale</title><description><![CDATA[L’esperienza trentina nella cooperazione del credito come contributo alla crescita del Paese e modello sempre attuale di gestione virtuosa del bene comune.<span> </span>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/v3tdorql/50ccb.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/credito-cooperativo-come-sviluppo-e-coesione-le-parole-di-mattarella-al-teatro-sociale" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>780</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il messaggio augurale del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, letto nella sala del Teatro sociale dal presidente del Gruppo Giorgio Fracalossi, apre la celebrazione iniziata questa mattina al Teatro sociale di Trento per i 50 anni di fondazione di Cassa centrale banca e i 5 anni dalla nascita dell’omonimo gruppo del credito cooperativo presente in tutta Italia. Un evento a cui hanno partecipato i vertici della Provincia autonoma di Trento, con il presidente Maurizio Fugatti e gli assessori Achille Spinelli (sviluppo economico, lavoro, università e ricerca) e Mario Tonina (alla salute, politiche sociali e cooperazione), assieme ad oltre 500 persone, tra autorità, rappresentanti del mondo economico e bancario, da tutta Italia e dall’estero, con tanti esponenti delle banche affiliate e delle società del Gruppo provenienti dalle diverse regioni italiane.</p>
<p>Nelle parole di Mattarella la riflessione sul valore di “un’esperienza cooperativa del credito - queste le parole del Capo dello Stato -, nata in Trentino, territorio fecondo di iniziative e divenuto soggetto nazionale” che rappresenta “un esempio di successo” della volontà di persone di dare vita ad una banca che appartenesse a tutti i promotori e “non si ponesse obiettivi speculativi”. “Presidiare gli spazi di mercato senza rinunciare ai principi di solidarietà è la cifra distintiva di un percorso virtuoso di difesa del risparmio delle famiglie, di servizio alle piccole e medie imprese al territorio e alle comunità locali, specie nelle aree interne” aggiunge nel suo messaggio il presidente della Repubblica, che conclude inviando “ai protagonisti di questa azione di inclusione sociale il ringraziamento più intenso e l’augurio per l’attività futura”.</p>
<p>Quindi il presidente Fugatti, intervenendo nei saluti istituzionali dopo il messaggio di Mattarella e l’introduzione di Fracalossi, pone l’attenzione sui 50 anni di Cassa centrale e i 5 del Gruppo, che sono entrambi “l’espressione di radici ben piantate, a livello trentino ma con dimensione globale”. Poi un richiamo alla sfida vinta che riguarda la costituzione del gruppo nazionale del credito cooperativo: “C’erano, è vero, delle preoccupazioni per la complessità che rappresentava questo passaggio, che però sono state risolte positivamente grazie alla determinazione di tutte le realtà del Gruppo e del suo presidente Fracalossi. La stessa determinazione servirà per le scelte future”, aggiunge il presidente della Provincia, sottolineando la connessione tra la cooperazione del credito e i valori fondanti della comunità trentina e della sua Autonomia.</p>
<p>“La vocazione di una banca cooperativa, di profonde radici autonomistiche - riflette Fugatti -, è un valore per la provincia di Trento ma anche per i territori in cui sono presenti le realtà del gruppo. Se oggi siamo qui a celebrare questi traguardi, che hanno portato questa banca ad essere il settimo gruppo a livello nazionale, è per il contributo di tutti coloro che hanno creduto in questo progetto, a Trento e in tutte le regioni italiane. Sono certo che anche da qui in avanti si confermerà la vicinanza a famiglie e imprese”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Pat</author></item><item><guid isPermaLink="false">80a20267-082a-4355-9510-e72e718b8954</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/sguardi-sul-mondo-per-i-125-anni-di-sait-ieri-serata-inaugurale-con-il-professor-carlo-cottarelli</link><title>“Sguardi sul mondo” per i 125 anni di Sait. Ieri serata inaugurale con il professor Carlo Cottarelli</title><description><![CDATA[<p>Ha preso il via ieri sera il ciclo di incontri dedicato al 125esimo di fondazione del consorzio delle cooperative di consumo.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/tptaf2mf/carlocottarelli.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/sguardi-sul-mondo-per-i-125-anni-di-sait-ieri-serata-inaugurale-con-il-professor-carlo-cottarelli" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1333</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Sait, il consorzio delle cooperative di consumo, ha dato il via alle celebrazioni per i suoi primi 125 anni. Compleanno significativo, meritevole di essere festeggiato con la rassegna "Sguardi sul mondo – Conoscere oggi per capire domani".</p>
<p>L'evento inaugurale, ospitato ieri alla Sala inCooperazione di via Segantini a Trento, è stato dedicato “a crescita economica in Italia ed Europa, declinata in demografia, investimenti e progresso tecnico”. A parlarne è stato il professor <strong>Carlo Cottarelli.</strong></p>
<p>“Siamo orgogliosi di celebrare questo importante anniversario con una rassegna che guarda al futuro, affrontando temi di grande attualità – ha osservato in apertura <strong>Renato Dalpalù</strong> presidente del consorzio Sait - In questi 125 anni abbiamo superato sfide cruciali, sempre guidati dai principi della cooperazione e della vicinanza al territorio”.</p>
<p>In apertura di serata sono intervenuti il sindaco di Trento, <strong>Franco Ianeselli</strong>, e l’assessore allo sviluppo economico della Provincia Autonoma di Trento, <strong>Achille Spinelli, </strong>rimarcando l’importanza di queste occasioni di confronto per la cittadinanza. Ianeselli ha sottolineato come i "125 anni di Sait testimonino il valore dei consorzi, che tutelano i piccoli e lavorano per mantenere vive le aree periferiche". Spinelli, invece, ha lodato l’iniziativa come "un’opportunità per indagare come sostenere il nostro sviluppo".</p>
<p>Durante la serata e in dialogo con <strong>Fabrizio Franchi</strong> (giornalista del quotidiano l’Adige), <strong>Carlo Cottarelli</strong> ha approfondito il tema della crescita economica, concentrandosi, come detto, su tre pilastri fondamentali: demografia, progresso tecnico e investimenti.</p>
<p>Ha sottolineato come il vero problema dell'Italia e dell'Europa non sia tanto la domanda di beni, quanto la capacità produttiva. "Il problema della bassa crescita dipende dal fatto che, per diversi motivi, tra cui l’invecchiamento della popolazione, la capacità di produrre e l’offerta potenziale crescono poco. In un Paese con una popolazione in età avanzata, la produttività fatica a mantenere il passo. Questa rappresenta una delle sfide più complesse per il futuro dell'Italia. Attualmente, per ogni due persone che vanno in pensione, solo una nuova forza lavoro entra a sostituirle, rendendo la situazione sempre più insostenibile. È fondamentale agire con politiche lungimiranti per garantire la sostenibilità futura”.</p>
<p>In questo scenario, il sostegno tra i Paesi dell'Unione Europea è fondamentale, poiché affrontare queste sfide da soli non è sufficiente: “In un mondo globalizzato, se non restiamo uniti non andremo mai molto lontano” ha aggiunto Cottarelli. Frase che ha espresso in maniera cristallina il concetto del cooperare e l’importanza del cooperare.</p>
<p>La rassegna, aperta a soci e cittadini, prevede una serie di incontri con esperti per discutere di economia, sostenibilità ambientale e valore della cooperazione. Il prossimo incontro sarà con il botanico <strong>Stefano Mancuso</strong>, il <strong>17 ottobre</strong>, sul tema della sostenibilità ambientale. Il <strong>18 novembre</strong> la giurista trentina e vicepresidente emerita della Corte Costituzionale, <strong>Daria de Pretis</strong>, affronterà il tema Costituzione e Cooperazione.</p>
<p>L’attenzione sarà, inoltre, dedicata anche alle scuole della provincia con la proiezione del film “Mani in pasta”: racconta le esperienze di recupero dei terreni confiscati alla mafia. Gli studenti avranno l'opportunità di dialogare con il regista <strong>Daniele Biacchessi</strong> e l’autore del libro da cui il film è tratto, <strong>Carlo Barbieri.</strong></p>
<p>Per ulteriori informazioni e aggiornamenti sugli eventi della rassegna "Sguardi sul mondo" è sufficiente consultare il sito di Sait.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Diego Nart - Lisa Pontoni - Ufficio Stampa Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">1f3aff94-dc9a-4080-b764-507222eebc69</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/sait-festeggia-i-125-anni-con-la-rassegna-sguardi-sul-mondo</link><title>Sait festeggia i 125 anni con la rassegna "Sguardi sul mondo"</title><description><![CDATA[<p>Per celebrare la ricorrenza, il Consorzio ha organizzato quattro incontri: con Carlo Cottarelli (23 settembre), Stefano Mancuso (17 ottobre) e Daria de Pretis (18 novembre), aperti a tutta la cittadinanza, per parlare di economia, sostenibilità ambientale e ruolo della cooperazione; organizzata anche una mattinata dedicata alle scuole della provincia di Trento con la proiezione del film sulle mafie “Mani in pasta”, alla presenza del regista e dell’autore del libro.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/qdsmwbmu/sait-sguardisulmondo.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/sait-festeggia-i-125-anni-con-la-rassegna-sguardi-sul-mondo" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1937</width><height>1097</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><strong>Sait Coop</strong> (Consorzio delle Cooperative di Consumo Trentine) <strong>compie 125 anni</strong>: il 23 novembre 1899 l’ing. <strong>Emanuele Lanzarotti</strong> “guidava” la nascita del Sindacato Agricolo Industriale Trentino, la "Cooperativa delle Cooperative", allo scopo di "agevolare alle Famiglie Cooperative l’acquisto in comune delle merci, delle macchine e di altri oggetti necessari".</p>
<p>Per festeggiare la ricorrenza, SAIT ha organizzato la rassegna “<strong>Sguardi sul mondo. Conoscere oggi per capire domani</strong>”. Tre conversazioni serali presso la sede della Cooperazione Trentina a Trento, ad ingresso libero e aperte a Soci e cittadinanza, per parlare di economia, sostenibilità ambientale, costituzione e cooperazione. Riconosciute personalità nei rispettivi campi – l’economista <strong>Carlo Cottarelli</strong>, il 23 settembre, il botanico <strong>Stefano Mancuso</strong>, il 17 ottobre, e la giurista trentina <strong>Daria de Pretis</strong>, il 18 novembre – discuteranno di questi temi.</p>
<p>Vi sarà inoltre una mattinata dedicata alle <strong>scuole</strong> (data in via di definizione) con la proiezione, presso la Sala della Federazione Trentina, del film “<strong>Mani in pasta</strong>”. Gli studenti potranno dialogare con <strong>Daniele Biacchessi</strong>, regista del film e <strong>Carlo Barbieri</strong>, autore del libro “<strong>Le mani in pasta. Le mafie restituiscono il maltolto</strong>”, da cui è tratto il film.</p>
<p>“<em>Abbiamo fatto molta strada, in questi 125 anni, superando sfide estremamente impegnative, che vanno dalle guerre alla pandemia. I principi che da sempre guidano la nostra azione, e che ci vengono dagli insegnamenti dei padri della cooperazione e di tutte le persone che hanno quotidianamente lavorato per il bene comune, ci hanno guidato lungo il percorso di consolidamento intrapreso, testimoniato dal buon stato di salute di cui gode il Consorzio</em>”, ha dichiarato il <strong>Presidente di SAIT, Renato Dalpalù</strong>, nel corso della conferenza stampa di presentazione del programma dell’iniziativa. “<em>Sussidiarietà, vicinanza al territorio, attenzione alle produzioni locali, sostegno ai piccoli negozi, ed a quelli che si trovano in aree periferiche. Ogni giorno svolgiamo una missione rilevante per la comunità locale</em>”.</p>
<p>“<em>Per ricordare questo importante anniversario, abbiamo voluto condividere con tutti i nostri Soci, i Clienti e la cittadinanza, ma anche con le nuove generazioni, delle occasioni di riflessione e dialogo su tematiche che già oggi influenzano le nostre vite, ma che lo faranno sempre di più domani</em>”, ha concluso <strong>Dalpalù</strong>.</p>
<p><strong>SAIT: LA STORIA</strong></p>
<p>La Cooperazione di consumo in Trentino esiste dal 1890, anno in cui nasce la prima Famiglia Cooperativa a Santa Croce, nelle Giudicarie, su iniziativa di don Lorenzo Guetti. In quel periodo, la popolazione trentina viveva una situazione difficile, fatta di povertà e isolamento, e per far fronte alla crisi servivano nuove idee. Dai problemi di sopravvivenza dei contadini, e dalla loro voglia di riscatto sociale, l’intuizione di don Guetti: unire i suoi compaesani per renderli Soci, per acquistare insieme le merci e, in questo modo, risparmiare.</p>
<p>Questa prima esperienza di Cooperazione alimenta in pochi anni lo spirito cooperativo in tutto il Trentino, si fa strada così l’idea di una “Cooperativa delle Cooperative”, che porterà alla nascita di SAIT.</p>
<p><strong><em>Principali tappe</em></strong></p>
<ul data-editing-info="{&quot;orderedStyleType&quot;:1,&quot;unorderedStyleType&quot;:2}">
<li><strong>1890</strong>  |  Nasce nel Bleggio, ad opera di don Lorenzo Guetti, la Famiglia Cooperativa, la prima Cooperativa di consumo trentina.</li>
<li><strong>1899</strong>  |  Il 23 novembre Emanuele Lanzerotti “guidava” la nascita del Consorzio delle Famiglie Cooperative, il SAIT (Sindacato Agricolo Industriale Trentino), la "Cooperativa delle Cooperative" con lo scopo di "agevolare alle Famiglie Cooperative l’acquisto in comune delle merci, delle macchine e di altri oggetti necessari".</li>
<li><strong>1900</strong> <strong>(in poi)</strong>  |  Il Consorzio rafforza la propria struttura superando i momenti difficili delle guerre mondiali, realizza articoli alimentari ed extra alimentari a marchio SAIT e crea una propria rete di vendita al dettaglio.</li>
<li><strong>1971</strong>  |  Il Consorzio sposta la propria sede in via Maccani a Trento.</li>
<li><strong>1993</strong>  |  Viene siglato l'accordo di collaborazione con Coop Italia che definisce l’esclusiva di commercializzazione dei prodotti a marchio Coop per il Trentino.</li>
<li><strong>2010</strong>  |  Viene inaugurata la nuova sede all'Interporto di Trento, dove si concentrano diverse funzioni: stoccaggio delle merci, logistica, gestione informatica, servizi forniti alle Famiglie Cooperative.</li>
</ul>
<p><strong>SGUARDI SUL MONDO: IL PROGRAMMA</strong></p>
<p><strong>Crescita economica in Italia ed Europa: demografia, progresso tecnico e investimenti.</strong></p>
<p><em>Carlo Cottarelli, economista</em></p>
<p>Lunedì 23 settembre | 20:30 | via Segantini, 10 – Trento (sede della Cooperazione Trentina)</p>
<p><strong><em>Descrizione</em></strong>: In un orizzonte di medio-lungo periodo quello che determina la crescita economica sono i "fondamentali" che influiscono sulla capacità produttiva: la demografia, gli investimenti e il progresso tecnico. L'Italia e l'Europa si sono trovate in difficoltà negli ultimi anni a tenere il passo col resto del mondo in queste aree. Quanto è serio il problema e quali sono le soluzioni?</p>
<p><strong><em>Biografia Cottarelli</em></strong>: Nato a Cremona nel 1954, dopo la laurea in Scienze Economiche e Bancarie all’Università di Siena e il Master in Economics presso la London School of Economics, lavora presso la direzione monetaria del Servizio Studi della Banca d’Italia e successivamente al Servizio Studi dell’ENI. Nel 1988 ha inizio la sua carriera al Fondo Monetario lavorando in diversi dipartimenti (European Department, Fiscal Affairs Department, Money and Capital Markets Department e Policy Development and Review Department) con la responsabilità della sorveglianza economica, di assistenza tecnica e di prestiti in svariati paesi avanzati, emergenti e in via di sviluppo. È stato direttore del Fiscal Affairs Department del Fondo Monetario, che assiste ogni anno un centinaio di paesi nella realizzazione di riforme di finanza pubblica. Ha ricoperto il ruolo di commissario per la revisione della spesa pubblica in Italia e quello di direttore esecutivo al Fondo Monetario ed è stato Senatore della XIX legislatura della Repubblica Italiana. Negli anni accademici 2017-18 e 2018-19 è stato visiting professor presso l’Università Commerciale Luigi Bocconi. Ha pubblicato numerosi articoli e libri su politiche fiscali, monetarie e di cambio e sulle istituzioni per la politica economica, oltre ad alcuni libri per Feltrinelli Editore.</p>
<p><strong>Immaginare una città vivente</strong></p>
<p><em>Stefano Mancuso, botanico</em></p>
<p>Giovedì 17 ottobre | 20:30 | via Segantini, 10 – Trento (sede della Cooperazione Trentina)</p>
<p><strong><em>Descrizione</em></strong>: Ormai la maggior parte dell’umanità vive nelle città, luoghi che occupano meno del 2% della superficie delle terre emerse. Ogni strategia di riduzione del nostro impatto sull’ambiente non può che passare attraverso una nuova idea di città.</p>
<p><strong><em>Biografia Mancuso</em></strong>: Scienziato e divulgatore, Stefano Mancuso è tra le massime autorità mondiali impegnate a studiare e divulgare una nuova verità sulle piante, creature intelligenti e sensibili capaci di scegliere, imparare e ricordare. Professore ordinario presso l’Università di Firenze e ordinario dell’Accademia dei Georgofili, dirige il Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale con sedi a Firenze, Kitakyushu, Bonn e Parigi. È stato il primo scienziato italiano ad essere invitato nel 2010 come speaker in un TED Global tenutosi ad Oxford e successivamente visualizzato oltre 1,4 milioni di volte solo sul sito TED. Nel 2014 fonda PNAT, una start-up dell’Università di Firenze per la creazione di tecnologia ispirata dalle piante. Nel 2016 vince il premio del Ministero della Scienza e Tecnologia austriaca “Wissenschaftbuck des Jahres” per il miglior saggio scientifico dell’anno. In qualità di scrittore esordisce nel 2013 pubblicando con Giunti il pluripremiato best-seller Verde brillante. Nel 2018, il suo libro Plant Revolution vince il Premio Galileo 2018, il più prestigioso premio per la saggistica scientifica. I suoi libri sono tradotti in 27 lingue. È inoltre autore di vari podcast. Nel 2022 è stato insignito del Fiorino d’Oro, il massimo riconoscimento della Città di Firenze, ed è stato nominato direttore scientifico della neonata Fondazione per il futuro delle città.</p>
<p><strong>Il valore della cooperazione nella Costituzione</strong></p>
<p><em>Daria de Pretis, giurista</em></p>
<p>Lunedì 18 novembre | 20:30 | via Segantini, 10 – Trento (sede della Cooperazione Trentina)</p>
<p><strong><em>Descrizione</em></strong>: La cooperazione è un valore riconosciuto che si salda con i principi fondativi della Costituzione Italiana: personalistico, lavoristico e solidaristico. La Carta la riconosce come un fenomeno che promana dalla società e precede la sua regolazione da parte dell’ordinamento statale; riconosce al cooperare una intrinseca funzione sociale; ne definisce i caratteri necessari; impegna la legge a promuoverne la crescita e a garantirne le finalità (art. 45 Cost). Al tempo stesso, la cooperazione rappresenta un’espressione particolarmente felice dell’aspirazione dei costituenti a fondare un sistema economico che rifugga dai massimalismi, tenda a valorizzare le relazioni, e favorisca il superamento di contrapposizioni radicali, a favore di soluzioni compositive. Il suo valore è quindi dato dalla possibilità di mettere a punto una concezione di iniziativa economica, di proprietà, e di relazioni industriali, in grado di far convivere i diversi orientamenti di fondo presenti nell’Assemblea costituente.</p>
<p><strong><em>Biografia de Pretis</em></strong>: Nata a Cles (TN) Daria de Pretis è Vicepresidente emerita della Corte costituzionale, Professoressa emerita dell’Università di Trento. Nel 2014 è stata nominata giudice costituzionale, di cui ha ricoperto il ruolo di Vice Presidente dal 2020 al 2023. In precedenza, è stata Rettrice dell’Università di Trento (2013-2014), al termine di un percorso che l’ha vista diventare professoressa ordinaria di diritto amministrativo nel 2000. Accanto all’attività accademica ha svolto, dal 1982, la professione di avvocato, fondando un suo studio professionale che ha lasciato nel 2013. I suoi campi di interesse sono il diritto amministrativo, costituzionale e dell’Unione europea.</p>
<p><strong>Mani in pasta</strong></p>
<p><em>Daniele Biacchessi, regista e Carlo Barbieri, scrittore e autore del libro da cui è tratto il film</em></p>
<p>Data in via di definizione | mattina | via Segantini, 10 – Trento (sede della Cooperazione Trentina)</p>
<p><strong><em>Descrizione</em></strong>: "Le mani in pasta. Le esperienze terreni confiscati alle mafie" è un film prodotto e diretto da Daniele Biacchessi, liberamente tratto dal libro di Carlo Barbieri "Le mani in pasta. Le mafie restituiscono il maltolto", edito da Jaca Book e Editrice Consumatori (collana Contastorie). Carlo Barbieri e Daniele Biacchessi firmano la sceneggiatura. Il film è illustrato da Giulio Peranzoni, con voci narranti di Daniele Biacchessi, Tiziana Di Masi, Francesco Gerardi e Paola Roccoli. Le musiche sono di Gaetano Liguori, Gang, Modena City Ramblers, Andrea Sigona, Daniele Biacchessi. Le fotografie portano la firma di Letizia Battaglia, Giorgio Salvatori, Carlo Barbieri, Lucio Cavicchioni e Dino Fracchia.</p>
<p><strong><em>Biografia Biacchessi</em></strong>: Daniele Biacchessi, milanese, è giornalista, scrittore, autore di teatro e cinema. È inoltre direttore editoriale di Giornale Radio, direttore della webradio musicale Radio On, Presidente dell’Associazione Arci Ponti di memoria e responsabile della collana editoriale Contastorie di Jaca Book.</p>
<p>Dal 1975 al 1988 lavora come giornalista e inviato per numerose testate. Nella sua lunga carriera collabora inoltre con RAI, Radio Popolare, Mucchio Selvaggio, il quotidiano l’Unità, i settimanali Avvenimenti e L’Europeo. Dal 1988 al 1999, è fondatore, direttore della sede milanese, conduttore, inviato e cronista parlamentare di Italia Radio. Dal 1999 al 2018, diviene caporedattore per Radio24-Il Sole 24 Ore, poi collaboratore fisso dal 2018 al 2020. È autore di quarantuno libri, pubblicati dai più importanti editori italiani, oltre a prefazioni, interventi su altri volumi saggistici, narrativi e storici. Dal 2003 trasferisce gran parte del suo lavoro giornalistico nel teatro civile. È produttore, autore e regista di nove tra film e docufilm, tutti realizzati in forma indipendente e in crowdfunding.</p>
<p><strong><em>Biografia Barbieri</em></strong>: Carlo Barbieri nasce a Milano nel 1955. Lavora per 43 anni presso il Consorzio Nazionale Cooperative di Consumo Coop Italia, ricoprendo incarichi sia in Italia sia all’estero. Ora è in pensione e si dedica alla cura del figlio di sette anni, della famiglia e alla scrittura.</p>
<p>Ha scritto il libro <em>Le mani in pasta</em>, storia della prima cooperativa del circuito Libera Terra, la Coop Placido Rizzotto Libera Terra, della quale è socio sovventore, che lavora terreni confiscati alla mafia nell’entroterra palermitano con prefazione di Gian Carlo Caselli e nota introduttiva di Nando Dalla Chiesa. Il libro è stato pubblicato nel 2005 da Editrice Consumatori e ripubblicato nel 2021 da Jaca Book ed Editrice Consumatori; dal libro Daniele Biacchessi, giornalista e curatore della Collana Contastorie, ha tratto il docufilm omonimo già proiettato in un centinaio di eventi in tutta Italia.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Sait</author></item><item><guid isPermaLink="false">cc75fdce-a1ce-4c82-878e-f309c39190ed</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/famiglia-cooperativa-di-male-lo-stile-della-solidarieta-da-piu-di-cento-anni</link><title>Famiglia Cooperativa di Malè: lo stile della solidarietà. Da più di cento anni.</title><description><![CDATA[<p>Il Teatro di Malè ha ospitato l’evento celebrativo del primo secolo di storia e di attività della cooperativa di consumo, la bottega della comunità locale. Cento anni raccontati nelle pagine di un libro.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/om4fd5io/da-sinistra-il-presidente-rauzi-e-il-direttore-pedergnana.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/famiglia-cooperativa-di-male-lo-stile-della-solidarieta-da-piu-di-cento-anni" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>3761</width><height>2800</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Cento anni in “Famiglia”.</p>
<p>Compleanno significativo per la Famiglia Cooperativa di Malè guidata dal presidente <strong>Alessio Rauzi</strong> e dal direttore <strong>Vito Pedergnana</strong>. “Per la verità – è stato precisato – gli anni sono 102. Purtroppo la pandemia non ci aveva permesso, un paio di anni fa, di festeggiare il centenario obbligandoci a posticipare l’evento”.</p>
<p>E l’evento è stato ambientato oggi pomeriggio nella cornice del Teatro di Malè, alla presenza delle socie e dei soci, dei rappresentanti istituzionali e con la presentazione del libro “Famiglia Cooperativa di Malè. Lo stile della solidarietà”.</p>
<p>L’appuntamento ha celebrato degnamente la cooperativa di consumo, i suoi protagonisti di oggi e di ieri, i momenti principali di un percorso iniziato nei primi anni Venti dello scorso secolo e giunto ai giorni nostri.</p>
<p>Il libro, curato da <strong>Udalrico Fantelli</strong> (autore di altre opere editoriali di particolare pregio), è destinato a diventare preziosa memoria storica con un racconto, affidato alle parole e alle immagini, del lungo cammino a servizio delle comunità locali.</p>
<p>Festeggiare il centenario di una Famiglia Cooperativa è “un grande motivo di orgoglio perché – ha detto il presidente <strong>Alessio Rauzi</strong> - celebriamo la nostra storia, gli amministratori che ci hanno preceduto e guardiamo con fiducia al futuro”.</p>
<p><strong>Interventi istituzionali</strong></p>
<p>Nel corso dell’evento sono intervenuti i rappresentanti delle istituzioni del mondo politico e della Cooperazione Trentina.</p>
<p>“La Famiglia Cooperativa – ha evidenziato la sindaca di Malè, <strong>Barbara Cunaccia</strong> - rappresenta un pezzo importantissimo della nostra storia e del nostro presente considerata la funzione commerciale e sociale svolta ogni giorno dai punti vendita”.</p>
<p>“Cento anni sono un traguardo significativo che si deve alle tante persone che con il loro impegno, lavoro, responsabilità hanno reso possibile raggiungere e festeggiare il primo secolo – ha aggiunto la vicepresidente della Federazione Trentina della Cooperazione per il settore del consumo, <strong>Paola Dal Sasso – </strong>Un traguardo importante anche per le comunità che ogni giorno possono contare sul servizio del punto vendita della Famiglia Cooperativa”.</p>
<p>“Cento anni indubbiamente dimostrano la resilienza di una Famiglia Cooperativa – ha detto il presidente di Sait, <strong>Renato Dalpalù</strong> – Credo sia significativo di un legame con il proprio territorio, con la propria base, con i propri valori”.</p>
<p>“Rimanere per cento anni a servizio della gente, vuol dire essere capaci di offrire un servizio in linea con le esigenze di soci e clienti, ma anche essere cresciuti assieme alla comunità senza mai perdere di vista i valori alla base della Cooperazione Trentina – ha detto <strong>Mario Tonina</strong>, assessore provinciale alla cooperazione - La Famiglia Cooperativa di Malé è un punto di riferimento fondamentale per la cittadinanza e per i turisti, ma a fianco della funzione sua commerciale, va sottolineata anche la sua funzione sociale. Esercizi come questi sono un presidio importantissimo della vita dei paesi. Qui i residenti possono incontrarsi, confrontarsi e, in sintesi, fare comunità. Risulta quindi quanto mai importante, e qui mi rivolgo alle giovani generazioni, tenere in vita questa realtà e accompagnarla affinché possa continuare a contribuire al benessere della società”.</p>
<p><strong>I premiati</strong></p>
<p>Nel corso dell’evento sono stati consegnati alcuni riconoscimenti.</p>
<p>I primi a salire sul palco per ricevere il premio sono stati cinque ex presidenti: <strong>Adriano Dalpez, Romedio Menghini, Lino Michelotti, Udalrico Fantelli, Ivaldo Angeli.</strong></p>
<p>Premiati anche cinque soci iscritti al libro soci da almeno cinquant’anni: <strong>Carlotta Pasquali</strong>, <strong>Angelo Marinelli, Giancarlo Tomazzoli, Marta Marinelli, Celeste Albasini.</strong></p>
<p>Un riconoscimento è stato riservato, inoltre, a <strong>Fulvio Benedetti</strong>, già direttore della Famiglia Cooperativa dal 1959 al 1977.</p>
<p>Infine un ringraziamento particolare è stato riservato al direttore <strong>Vito Pedergnana</strong>, prossimo a raggiungere il pensionamento dopo 53 anni di lavoro nella cooperazione di consumo di cui 43 trascorsi indossando il ruolo di direttore di più Famiglie Cooperative. Gli è stata consegnata un’opera in ferro battuto che ritrae una pianta di ulivo. Opera realizzata dall’artista <strong>Luciano Zanoni</strong> di Caldes.</p>
<p><strong>Le sette note</strong></p>
<p>Apprezzato anche il concerto del Coro Sasso Rosso diretto da <strong>Adriano Dalpez</strong>. Una scelta azzeccata quella di avere sul palco una delle espressioni più belle della coralità valligiana e trentina perché un coro rappresenta un esempio mirabile di cooperazione: tante voci di tante individualità che si uniscono dando vita a una sola armonia. Proprio come la cooperazione.</p>
<p><strong>La “Famiglia” oggi</strong></p>
<p>Con sede a Malè, la cooperativa di consumo è diretta da <strong>Vito Pedergnana</strong> (alla guida dello staff di collaboratrici e collaboratori) e serve il territorio di competenza con il supermercato di Dimaro e i punti vendita multiservizi di Magras e di Monclassico. La base sociale conta 956 socie e soci. Il fatturato si aggira sui 7 milioni e cinquecentomila euro.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Diego Nart - Ufficio Stampa Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">7c386629-c4a0-4a62-8768-0cfe8f156c2c</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/i-quarant-anni-del-record-dell-ora-di-moser-la-grande-festa-degli-amici-del-trentino</link><title>I quarant'anni del record dell'ora di Moser: la grande festa degli amici del Trentino</title><description><![CDATA[<p>L'evento è stato reso possibile dal supporto anche di Itas, Dao e Banca del Trentino Alto Adige Suedtirol.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/klblmyp1/foto1-1-.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/i-quarant-anni-del-record-dell-ora-di-moser-la-grande-festa-degli-amici-del-trentino" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1355</width><height>1065</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Ad organizzarla sono stati il club dei 70 Giornalisti olimpici del Trentino Alto Adige Südtirol "Olympia Media 2026" presieduto da Diego Decarli e il Guinnes Club 92 di Trento guidato da Giovanni Groff, ovvero le due associazioni di cui fa parte Francesco. Tra gli amici presenti i campioni olimpici Franco Nones, Giorgio Vanzetta, Cristian Zorzi e Silvio Fauner, con i ciclisti Maurizio Fondriest e Gibo Simoni, e Tone Valeruz, lo sciatore dell'estremo protagonista di cento prime discese sulle montagne di mezzo mondo: dalle Dolomiti al Makalu (una delle vette Himalayane di oltre 8000 matri) dal Gran Vernel vetta della Marmolada alla discesa in smoking della Cima Tosa nelle Dolomiti di Brenta.</p>
<p>L’evento si è svolto MASO VILLA WARTH (a Gardolo di Mezzo) dove Francesco abita, vi ha sede la sua cantina e il suo museo, con la presenza, tra gli altri, del sindaco di Trento Franco Ianeselli che ha ricordato il valore sociale dello sport anche quale grande motore del volontariato di cui Trento è quest’anno Capitale europea. E poi dall'assessore al turismo del Trentino Roberto Failoni e del consigliere provinciale Walter Kaswalder giunti a metà pomeriggio a fine lavori del Consiglio provinciale.</p>
<p>Ad aprire il pomeriggio è stata la classica sciabolata di Francesco con una speciale edizione del 51,151 TRENTO DOC che ha dato il via ai brindisi di festeggiamento assieme alla doppia torta Sacher con la “golosa” foto di Moser in azione il 23 gennaio 1984, realizzata da Il Marinaio.</p>
<p>Come detto l’appuntamento ha avuto uno svolgimento totalmente amicale ed è stato organizzato a sorpresa (Francesco non ne sapeva nulla fino all’ultimo momento) con la complicità dei figli Francesca e Carlo. E alla sua compagna Mara. Presenti i fratelli Diego e Alferio con le sorelle Anna, Giacinta e Gabriella e Fiorella, moglie di Aldo. Il fratello morto poco più di tre anni fa e ricordato con commozione, assieme ad Enzo, da Francesco.</p>
<p>Un taglio di torta, un brindisi, tanti racconti una pacca sulle spalle… Come si conviene tra amici. I tanti che hanno affiancato e sostenuto Francesco Moser nella sua lunghissima carriera, ricca di grandi risultati. Tra questi due Campionati del Mondo, un Giro d’Italia, tre Parigi Roubaix, la Milano San Remo e i record dell’Ora conquistati nelle varie versioni: assoluto, a livello del mare, al coperto…. Imprese che a detta di molti osservatori collocano Moser al secondo posto nella classifica ognitempo alle spalle del belga Eddy Merckx</p>
<p>È stata un’occasione unica anche per visitare il Museo dove Francesco custodisce tutti i cimeli della sua prestigiosa carriera, comprese tutte le biciclette dei record a Città del Messico, al Vigorelli a Stoccarda e del revival del 1994 chiuso con 51,840 Km mancando di mezzo chilometro il primato di Obree.</p>
<p>Particolarmente apprezzata anche la visita anche alla cantina Moser dove nasce il famoso 51,151 Trento Doc e la sua bottaia, stavolta con cicerone il figlio Carlo che del Consorzio Trento Doc è vicepresidente.</p>
<p>Come è stato ricordato da Giovanni Groff e da Diego Decarli il record dell’Ora rappresenta un preciso spartiacque nel mondo del ciclismo: il passaggi da un mondo empirico tradizionale ad uno maggiormente scientifico e tecnologico. Il manubrio a corna di bue, le ruote lenticolari, i telai di nuova generazioni, lo studio dell’aerodinamica, le innovazioni in tema di alimentazione e di allenamento, compreso il cardiofrequenzimetro, sono oggi patrimonio di tutti coloro praticano il ciclismo. E Moser ha sottolineato come il record sia nato dal nulla e si sia concretizzato in soli tre mesi, l’ultimo trascorso a Città del Messico, grazie al supporto di grandi aziende, a cominciare da Enervit, e di uno staff tecnico che in Messico era composto da 40 persone. Un numero ancor oggi patrimonio solo dei grandi club calcistici.  </p>
<p>Un brindisi anche per Maurizio Fondriest, che ha compiuto 59 anni lo scorso 15 gennaio e per Francesco Nones, patriarca dello sport trentino che ne festeggerà 83 il prossimo primo febbraio.</p>
<p>Presenti, tra gli altri, anche Piero De Godenz (Presidente del C.0. Fiemme 2026) e Tito Giovannini (membro per il Trentino nel Cda della Fondazione Milano Cortina 2026) che ha ricordato il valore dei grandi campioni del Trentino e il loro prossimo coinvolgimento nell’azione di promozione dei prossimi Giochi 2026. In sala anche il presidente del Comitato paralimpici del Trentino - Alto Adige Suedtirol Max Bernardoni e Livio Guidolin rappresentante di spicco dei bersagli della regione e organizzatore della Staffetta dei bersaglieri per i 100 anni del Milite ignoto che nel 2021 vide la presenza proprio del bersagliere Francesco Moser che nel suo museo custodisce la “talianela” o cariola” ovvero la classica bicicletta a ruote piene di questo corpo dell’esercito italiano. E poi i giornalisti olimpici Giacomo Santini, Franco Bragagna, Gianfranco Benincasa e Andrea Pretti. Gli storici amici Nino Marconi, Bepi Zoccante, Diego Nart, i fotografi Remo Mosna e Daniele Panato, il cui papà Dino era in Messico proprio con Mosna.</p>
<p>Oltre al concreto supporto della Cantina Moser (con Carlo e Francesca grandi anfitrioni) l’evento è stato reso possibile dal supporto de Il Marinaio di Trento (che ha realizzato le due grandi torte Sacher), di Itas, Dao e Banca del Trentino Alto Adige Suedtirol. </p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Diego Decarli - Giornalisti olimpici del Trentino Alto Adige Südtirol "Olympia Media 2026"</author></item><item><guid isPermaLink="false">794a10a5-a31f-445e-ab67-f138b67d304b</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/festa-della-famiglia-a-campitello-di-fassa-ricordati-i-cxxv-anni-della-cooperativa-di-consumo</link><title>“Festa della Famiglia” a Campitello di Fassa. Ricordati i 125 anni della cooperativa di consumo</title><description><![CDATA[<p>Oggi nel paese dell’alta Val di Fassa la festa ha visto protagoniste le famiglie della località e la Famiglia Cooperativa (Coprativa Ciampedel) che ha festeggiato il 125esimo compleanno.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/1sib0wd4/il-presidente-mauro-rizzi-durante-il-suo-intervento.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/festa-della-famiglia-a-campitello-di-fassa-ricordati-i-cxxv-anni-della-cooperativa-di-consumo" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1200</width><height>643</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Quella ospitata e vissuta dalla tarda mattinata di oggi al Centro Sportivo di Campitello di Fassa è stata una “Festa in Famiglia” dalla doppia declinazione.</p>
<p>La motivazione è semplice.</p>
<p>Le protagoniste dell’evento, organizzato dalla Parrocchia e dalla Famiglia Cooperativa (Coprativa Ciampedel), sono infatti state le famiglie che vivono e animano la quotidianità nel e del paese dell’Alta Val di Fassa e la cooperativa di consumo che ha raggiunto e festeggiato i suoi primi centoventicinque anni di storia e di attività a servizio dei consumatori soci e clienti con quel caratteristico “spirito di famiglia” che contraddistingue l’agire di ogni giorno del negozio di vicinato.</p>
<p>“Se noi oggi siamo qui a festeggiare questa ricorrenza molto significativa – è stato evidenziato - lo dobbiamo ai tanti, e anche alle famiglie della nostra località ovviamente, che hanno contributo a far compiere alla nostra cooperativa il percorso dei suoi primi centoventicinque anni”.</p>
<p>Era il 5 dicembre 1898 quando <strong>don Ernesto Gardener</strong> assieme ad altri tredici capifamiglia diede vita alla Famiglia Cooperativa oggi guidata dal presidente <strong>Mauro Rizzi</strong> e che rappresenta il solo negozio a servizio della località.</p>
<p>Alla “Festa della Famiglia” accanto alle socie e ai soci sono intervenuti i rappresentanti delle istituzioni: il sindaco di Campitello di Fassa, <strong>Ivo Bernard,</strong> e il Vize-Procurador del Comun General de Fascia, <strong>Nazario Micheluzzi</strong>.</p>
<p>“Se noi pensiamo che Campitello ha circa 800 abitanti e quasi 500 di questi sono soci della Famiglia Cooperativa – ha osservato il presidente di Sait, <strong>Renato Dalpalù</strong> – si capisce che, quella di Campitello, è una grande famiglia e 125 anni rappresentano un grande compleanno”.</p>
<p>“E’ un bellissimo e importantissimo traguardo – ha evidenziato <strong>Roberto Simoni,</strong> presidente della Federazione Trentina della Cooperazione – Merito di tantissimi cooperatori che, nella storia, hanno portato avanti questo presidio commerciale e sociale. Sono esempi di cui il Trentino deve andare orgoglioso”.</p>
<p><strong>I dati</strong></p>
<p>Famiglia Cooperativa di Campitello di Fassa è cooperativa di consumo da 125 anni. Anno di fondazione: 1898. Otto anni prima a Santa Croce di Bleggio, don Lorenzo Guetti aveva fondato la prima Famiglia Cooperativa. La bontà dell’idea venne compresa immediatamente e l’esempio e il modello si espansero in breve tempo sull’intero territorio.</p>
<p>Oggi la Famiglia Cooperativa di Campitello di Fassa con il suo negozio a servizio della comunità locale conta quasi mezzo migliaio di soci. Il direttore è <strong>Marco Salaris</strong> che guida uno staff di 11 collaboratrici e collaboratori che, nel cuore della stagione estiva e invernale, sale a venti unità.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">c0874786-9823-48e3-bd1d-5a7e349718c0</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/ecoopera-ha-festeggiato-il-suo-primo-decennale-e-l-assemblea-dei-soci-ha-approvato-il-bilancio</link><title>Ecoopera ha festeggiato il suo primo decennale e l’assemblea dei soci ha approvato il bilancio 2022</title><description><![CDATA[<p>La sala congressi della sede cooperativa Sant’Orsola, a Cirè di Pergine Valsugana, ha ospitato l’assemblea annuale delle socie e dei soci di Ecoopera, nata dieci anni fa dall’unificazione di tre realtà cooperative. Approvato con voto unanime il bilancio e festeggiato il primo decennale.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/uqmlvxdn/autore-e-intervistati.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/ecoopera-ha-festeggiato-il-suo-primo-decennale-e-l-assemblea-dei-soci-ha-approvato-il-bilancio" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1500</width><height>1125</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Assemblea e fresco di stampa hanno caratterizzato l’ultima domenica di maggio per le socie e i soci di Ecoopera.</p>
<p>Si sono ritrovati a Cirè di Pergine Valsugana, al Centro Congressi della cooperativa Sant’Orsola specializzata nella coltivazione e commercializzazione di piccoli frutti.</p>
<p>Una scelta non casuale perché in questa ambientazione è stato presentato il frutto prezioso del lavoro compiuto da Ecoopera nella quotidianità della sua azione nel corso del 2022 e contenuto nel bilancio esaminato e approvato dall’assemblea con voto unanime.</p>
<p>“Nel 2022 – ha evidenziato nel suo intervento il presidente <strong>Renzo Cescato</strong>, affiancato dal vicepresidente <strong>Matteo Zanella</strong> – i ricavi hanno superato quota 50 milioni di euro rispetto ai 45 milioni 900 mila euro del 2021. Un balzo in avanti considerevole che testimonia il gradimento del nostro impegno e della professionalità espressa dal nostro staff. Il bilancio consolidato ha segnato un incremento di tre milioni di euro, passando da 52 milioni 500 mila euro a 55 milioni e mezzo di euro. La base sociale di Ecoopera è formata da cento soci. Il gruppo conta quasi mezzo migliaio di collaboratrici e collaboratori (esattamente sono 468) guidati dal direttore <strong>Luca Laffi</strong>”.</p>
<p>Ecoopera è realtà solida. Lo conferma il patrimonio, prossimo a raggiungere i 25 milioni di euro. “La cooperativa – aggiunge Cescato - pur in un contesto tutt’altro che facile per l’innalzamento dei costi delle materie prime come luce, gas e gasolio, nel 2022 ha saputo contenere le spese e raggiungere un risultato positivo”.</p>
<p>Durante l’assemblea dei soci è intervenuto <strong>Alessandro Ceschi,</strong> direttore generale della Federazione Trentina della Cooperazione. “La vostra fusione concretizzata dieci anni fa e con i numeri che registrate oggi dimostra come riuscire a costruire sinergie forti tra le cooperative, costruire soggetti con spalle più robuste, permette di affrontare delle sfide che, individualmente, non sarebbe possibile affrontare. L’esempio di Ecoopera dovrebbe rappresentare un modello all’interno della Cooperazione Trentina per valorizzare lo spirito di collaborazione perché, insieme, si può fare di più e si può fare meglio”.</p>
<p>Presente all’assemblea <strong>Germano Preghenella</strong>, vicepresidente della Federazione Trentina della Cooperazione per il settore lavoro-servizi e presidente di Cla – Consorzio Lavoro Ambiente.</p>
<p><strong>Il libro. “Ecoopera. Sguardi d’insieme”</strong></p>
<p>Dieci anni di Ecoopera. Dieci anni di una esperienza e di una realtà cooperativa raccontati nelle pagine di un libro destinato a diventare preziosa memoria storica. “La pubblicazione – aggiunge Cescato – non vuole assolutamente essere una autocelebrazione del percorso compiuto nei dieci anni della sua giovane storia da Ecoopera, frutto dell’unificazione di tre realtà cooperative, (Lavoro&amp;Servizi Valsugana, Cet-Cooperativa Ecologica Trentina e La Cicogna Servizi) che, nel 2013, scelsero di collocare sotto uno stesso tetto professionalità ed esperienze differenti ma destinate a integrarsi in maniera mirabile come è stato dimostrato nei primi dieci anni. Il libro, edizioni ViTrend, è stato realizzato in collaborazione con Fondazione don Lorenzo Guetti, con cooperativa Scripta e fa parte della collana <em>Storie di Imprese Civili</em>. Autore o narratore di impresa come è stato definito per questa iniziativa editoriale è <strong>Andrea Bettini</strong>”.</p>
<p>Tredici sguardi affidati al racconto di altrettanti protagonisti di questi primi dieci anni: <strong>Renzo Cescato, Osvaldo Carbonari, Tiziana Tasin, Fausto Zeni, Lucio Rigotti, Pamela Gurlini, Matteo Zanella, Roberto Colombo, Luca Laffi, Angiola Brida, Nicola Vanin, Gianni Sandri e Pietro D’Andrea</strong>”.</p>
<p>Nell’occasione del primo decennale è stato prodotto anche un video. Qui, accanto ai tredici protagonisti del libro, sono stati intervistati anche <strong>Daniela Tomasi</strong> e <strong>Massimo Minati</strong>.</p>
<p>“La creazione di Ecoopera è stata importante – ha evidenziato <strong>Diego Schelfi</strong>, presidente della Federazione Trentina della Cooperazione nel 2013 quando venne creata Ecoopera – perché ha dato valore alle cooperative di lavoro e ha permesso loro di diventare adulte e acquisire quella giusta posizione anche nella società economica”.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">9e3ec35b-5d28-439b-b1bf-a1b94d3c9f4a</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/negozi-di-prossimita-e-cooperazione-tra-sostenibilita-economica-e-valore-per-la-comunita</link><title>Negozi di prossimità e cooperazione, tra sostenibilità economica e valore per la comunità</title><description><![CDATA[<p>Per i 100 anni della Famiglia Cooperativa di Villa Lagarina tavola rotonda con l’antropologo Annibale Salsa, il presidente di Sait Renato Dalpalù e l’ex Giorgio Fiorini sul futuro dei negozi di prossimità. Salsa: la pandemia ha fatto riscoprire la voglia di relazione e di prossimità. Dalpalù: oggi la parola chiave è “resistere”, ma il consumatore chiede sempre più assortimento. Occorre essere efficienti. Fiorini: tecnicamente questi negozi sono antieconomici, serve lavorare sulla cultura e sulla promozione.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/cqmfkqlk/100annifcvillalagarina4.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/negozi-di-prossimita-e-cooperazione-tra-sostenibilita-economica-e-valore-per-la-comunita" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4032</width><height>3024</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>I numeri sono significativi. Il sistema della cooperazione di consumo trentina è fatto da una rete di quasi quattrocento punti vendita molto diffusi sul territorio, anche nelle più piccole località. 224 di questi negozi rappresentano l’unico esercizio del paese. Tre su dieci hanno una superficie inferiore ai cento metri quadri di superficie, e rappresentano appena il 6% delle vendite. 24 punti vendita fatturano meno di 150 mila euro l’anno, 159 meno di 500 mila euro, la metà dei negozi fattura appena il 10% del totale.</p>
<p>Dati che fotografano la sfida quotidiana del movimento cooperativo trentino nel garantire in ogni luogo del Trentino un servizio essenziale come quello di un negozio alimentare.</p>
<p>Una sfida che si gioca tra la sostenibilità economica e la responsabilità nei confronti della propria comunità, frutto di una storia secolare e di valori condivisi.</p>
<p>100 anni, appunto, sono quelli che ieri ha festeggiato la <strong>Famiglia Cooperativa di Villa Lagarina</strong>, nata il 20 novembre 1921 come negozio di consumo e Cassa rurale, poi chiusa e rinata nel ’35 come Famiglia Cooperativa.</p>
<p>Una storia di prossimità e impegno, come ha ricordato l’attuale presidente <strong>Andrea Baldo</strong>, che nonostante le difficoltà non ha mai mancato di onorare la propria missione.</p>
<p>E ieri sera, nella bella sede della cantina Vivallis di Noogaredo, ad ascoltare l’antropologo e grande esperto di comunità montane <strong>Annibale Salsa</strong> e due presidenti di Sait, l’attuale <strong>Renato Dalpalù</strong> e l’ex (per diciott’anni) <strong>Giorgio Fiorini</strong>, c’era una platea folta e interessata, fatta di soci ma soprattutto di amministratori e presidenti della Famiglia Cooperativa e di quelle di tutta la Vallagarina.</p>
<p>In prima fila i sindaci di Villa <strong>Julka Giordani</strong>, di Nogaredo <strong>Arturo Gasperotti</strong> e Pomarolo <strong>Alberto Scerbo</strong>, che hanno ricordato l’alto valore sociale dei negozi cooperativi come presidio e luogo di relazione per le comunità.</p>
<p><strong>Annibale Salsa</strong>, docente universitario di antropologia e probabilmente il maggiore conoscitore delle comunità delle Alpi, è partito da lontano, dall’Ottocento, per evidenziare la crisi del modello comunitario che nei secoli sulle Alpi ha regolato la vita civile attraverso la gestione dei beni comuni.</p>
<p>Nel lento e inesorabile processo di spersonalizzazione e omologazione che ha portato, in epoca recente, a realizzare i grandi centro commerciali, la cooperazione di consumo ha mantenuto un ruolo fondamentale di presidio anche nei piccoli centri. Un valore emerso con forza anche di recente quando la chiusura imposta dalla pandemia ha costretto le persone a fare la spesa vicino a casa. Dove ha trovato i negozi della cooperazione.</p>
<p>«L’epidemia sta cambiando certe cose – ha affermato il prof. Salsa – la gente ha riscoperto il rapporto di prossimità, anche i modelli di turismo sono cambiati. Non tutto è perduto. Il centro commerciale, il “non luogo”, anonimo e impersonale, non appartiene a questa comunità».</p>
<p>«Questa è una prospettiva che può dare un certo tipo di ottimismo – ha detto l’ex presidente di Sait <strong>Giorgio Fiorini</strong> – ma dal punto di vista tecnico questi piccoli negozi di periferia sono antieconomici. Più un negozio è piccolo, più i costi sono sproporzionati, e far quadrare questi conti non è semplice.</p>
<p>Amareggia di più il fatto che non si riconosce il valore a questa relazione. Per questo occorre lavorare sulla cultura, sulla promozione dei nostri valori»</p>
<p>«Oggi l’importante è resistere – ha affermato <strong>Renato Dalpalù</strong> – perché negli anni il consumatore si è spostato sui negozi più grandi, con maggiore assortimento.</p>
<p>I piccoli negozi sono stretti tra i limiti della fisica (nel negozio di cento metri non ci stanno gli stessi prodotti della superficie di 400) e dell’economia (costa di più il piccolo negozio, ma non può costare esageratamente di più).</p>
<p>Occorre essere molto efficienti, perché oggi è sempre più difficile compensare i costi tra i negozi più strutturati e quelli più piccoli».</p>]]></encoded></item></channel></rss>