<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=regole</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Fri, 24 Apr 2026 13:20:05 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">7a2b781e-18a4-4a1e-9068-833204df5a0e</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/progettone-approvate-le-nuove-regole-per-l-accesso</link><title>Progettone, approvate le nuove regole per l’accesso</title><description>La Giunta provinciale ha approvato, su proposta del vicepresidente e assessore al lavoro Achille Spinelli, il provvedimento che definisce le tipologie dei soggetti appartenenti alle fasce deboli, i requisiti di accesso e le modalità di impiego all’interno del Progettone.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/yazbrftb/progettone-pat.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/progettone-approvate-le-nuove-regole-per-l-accesso" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1348</width><height>975</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“Si conclude un percorso lungo e partecipato, frutto di oltre un anno di confronto con le categorie sindacali, le parti datoriali e la Commissione provinciale per l’impiego – sottolinea Spinelli –. Un lavoro costruito insieme, con il contributo scientifico dell’Università di Trento, per aggiornare un sistema che ora rientra pienamente nelle politiche attive del lavoro. L’obiettivo è favorire l’inclusione di chi si trova in maggiore difficoltà, rafforzandone l’occupabilità attraverso attività e lavori di pubblica utilità e percorsi di formazione per il reinserimento nel mercato ordinario. È previsto anche un regime transitorio che tutela infine i lavoratori già inseriti nel Progettone secondo la precedente normativa favorendo un passaggio graduale al nuovo sistema”.</p>
<p>La nuova disciplina introduce un impianto più moderno e orientato alla crescita professionale. Non è più prevista la presa in carico a tempo indeterminato, ma contratti triennali, rinnovabili a determinate condizioni, favorendo un percorso progressivo e monitorato.<br />Si amplia la platea dei potenziali beneficiari, includendo soggetti che in passato non avevano accesso al Progettone.<br />La formazione diventa un diritto e un dovere per tutti i partecipanti: uno strumento per riqualificarsi, aggiornare le competenze e accrescere le possibilità di rimessa in circolo nel lavoro ordinario.<br />Le graduatorie saranno gestite dai servizi competenti, mentre le domande potranno essere presentate a partire dal 1° giugno 2026 presso i patronati.</p>
<p>Parallelamente, è in avvio la trattativa per il nuovo contratto di lavoro del personale del Progettone: esiste già una piattaforma sindacale e, dopo i primi incontri, il tavolo entrerà nel vivo nelle prossime settimane.<br />Resta invece confermata la struttura operativa del progetto: sono stati individuati i soggetti economici attuatori per i tre ambiti di intervento – lavori di ripristino e valorizzazione ambientale; servizi a supporto del patrimonio culturale e della sicurezza; servizi di supporto ai settori sanitario e socio-assistenziale. I primi due sono stati aggiudicati al Consorzio Lavoro Ambiente con SEA, il terzo al Consorzio Consolida.</p>
<p><strong>I dettagli</strong><br />Il provvedimento individua <strong>quattro tipologie di persone appartenenti a fasce deboli</strong> che possono accedere al Progettone.</p>
<ol>
<li><strong>Lavoratori vicini alla pensione</strong> licenziati da un contratto a tempo indeterminato per motivi oggettivi, inidoneità psicofisica o superamento del comporto, oppure che abbiano rassegnato dimissioni per giusta causa o risolto consensualmente il rapporto.</li>
<li><strong>Lavoratori vicini alla pensione</strong> che abbiano cessato un rapporto di lavoro a tempo determinato (anche in somministrazione o intermittente), un contratto di collaborazione o un’attività autonoma o professionale.</li>
<li><strong>Persone disoccupate di età avanzata</strong>, con i requisiti anagrafici e di residenza indicati nel provvedimento.</li>
<li><strong>Donne vittime di violenza</strong>, segnalate dai competenti servizi come previsto dalla normativa provinciale.</li>
</ol>
<p>Per le tipologie 1-2-3, restano fermi i requisiti specifici di residenza, anzianità contributiva e condizione occupazionale indicati nella delibera di riferimento.</p>
<p>La delibera definisce inoltre <strong>tre modalità di accesso e permanenza</strong>, ciascuna associata a una specifica graduatoria.</p>
<p><strong>Modalità A – Lavoratori prossimi alla pensione (Tipologie 1 e 2)</strong><br />La graduatoria valorizza per il 50% le settimane contributive e per il 50% l’età anagrafica, ed è articolata in due fasce, una per i soggetti della Tipologia 1 e una per la Tipologia 2. La durata della permanenza dipende dagli anni mancanti alla pensione:</p>
<ul>
<li><strong>fino a 3 anni dalla pensione:</strong> permanenza fino al raggiungimento dei requisiti pensionistici;</li>
<li><strong>più di 3 anni dalla pensione:</strong> primo periodo fino a 36 mesi, rinnovabile fino ad altri 36 mesi previo assolvimento degli obblighi formativi e delle verifiche sulla ricollocazione; possibile ulteriore permanenza secondo il regime della categoria precedente, nel rispetto delle condizioni previste.</li>
</ul>
<p><strong>Modalità B – Disoccupati over 53 (over 52 se donne) e donne vittime di violenza (Tipologie 3 e 4)</strong><br />La graduatoria si basa per il 60% sull’indicatore ICEF “povertà” e per il 40% sulle settimane contributive degli ultimi tre anni. Sono previsti <strong>due periodi di accesso non consecutivi</strong>, ciascuno della durata massima di 12 mesi, intervallati da un anno di presa in carico da parte del Centro per l’impiego. L’eventuale nuovo accesso è subordinato allo svolgimento dei percorsi formativi e alle verifiche sulla ricollocazione.</p>
<p><strong>Modalità C – Attività stagionali (Tipologie 3 e 4)</strong><br />Prevede l’inserimento in attività di carattere stagionale, sempre sulla base della graduatoria formata con gli stessi criteri della Modalità B. È possibile la permanenza per <strong>tre stagioni consecutive</strong>, rinnovabile per un secondo ciclo di tre stagioni a determinate condizioni. Al termine del secondo ciclo è previsto un anno di stop prima di un’eventuale nuova domanda.</p>
<p>Il provvedimento introduce la possibilità di <strong>mobilità tra i diversi ambiti di intervento</strong>, qualora necessario per ragioni personali o psico-fisiche.<br />Per le tipologie 1 e 2, è prevista inoltre la <strong>conservazione del posto nel sistema</strong> in caso di assunzione nel mercato ordinario: per il periodo di prova nei contratti a tempo indeterminato e fino a 12 mesi per contratti a termine, stagionali o attività autonome.<br />Un <strong>regime transitorio</strong> tutela infine i lavoratori già inseriti nel Progettone secondo la precedente normativa, garantendo un passaggio graduale al nuovo sistema.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Pat</author></item></channel></rss>