<rss version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>News</title><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news?categoria=progetto</link><description>Notizie, storie e interviste per raccontare il movimento cooperativo e per approfondire i temi che coinvolgono il nostro mondo.</description><lastBuildDate>Tue, 21 Jul 2026 17:10:24 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.cooperazionetrentina.it/it/rss/news" rel="self"><type>application/rss+xml</type></atom:link><item><guid isPermaLink="false">4b65cdc1-25dc-4bb4-800c-fceb7212ce01</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cresce-il-progetto-io-abito-di-coop-villa-maria</link><title>Cresce il progetto "Io Abito" di coop Villa Maria</title><description><![CDATA[<p>Acquisito in affitto da Itea un terzo appartamento per ospitare l'attività del progetto di abitare accompagnato avviato nel 2022 dalla cooperativa. Coinvolte 15 persone con disabilità, affiancate dagli educatori e da una ventina di volontari.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/tvelikfd/firma-contratto.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cresce-il-progetto-io-abito-di-coop-villa-maria" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>900</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Cresce il progetto di abitare accompagnato "Io Abito" della cooperativa sociale Villa Maria. Agli appartamenti di proprietà dell'Itea da tempo in uso in viale Trento e via Venezia a Rovereto si è aggiunto un nuovo appartamento in via Leonardo da Vinci nel quartiere delle Fucine. La consegna ufficiale dell'alloggio è avvenuta ad opera dell'ispettrice Itea Elisa Zamboni. Il presidente della cooperativa Guido Ghersini ha sottoscritto il contratto di affitto.</p>
<p>L'appartamento, completamente ristrutturato, al quarto piano di una palazzina con 12 unità, è composto da una grande sala, la cucina, doppi servizi, 4 stanze da letto e 2 poggioli. Gli infissi, i sanitari e i caloriferi sono stati completamente rinnovati. E' stata realizzata la predisposizione per l'aria condizionata.</p>
<p>I mesi estivi saranno utilizzati per l'acquisizione e la posa degli arredi. L'alloggio sarà pronto per ospitare gli utenti di "Io Abito" a partire da settembre. Le ragazze e i ragazzi con disabilità coinvolti nel progetto sono 15. A rotazione, in gruppi di 3 o 4, soggiornano negli appartamenti assegnati dall'Itea per periodi con una durata variabile, minimo 4 giorni. Affiancati dalle educatrici e da una ventina di volontari della cooperativa, fanno la spesa, cucinano, tengono in ordine gli spazi che occupano, organizzano il tempo libero serale e del weekend. Fanno pratica di autonomia e di adultità e si preparano al "dopo di noi" quando i genitori non ci saranno più. Il progetto "Io Abito", avviato operativamente da Villa Maria nel novembre 2022, è diventato così una vera e propria scuola dell'abitare autonomo.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cooperativa Villa Maria</author></item><item><guid isPermaLink="false">7e92f14f-b3c3-478b-bdc9-528a7aef143c</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/approvati-i-criteri-attuativi-per-lo-scambio-di-manodopera-agricola</link><title>Approvati i criteri attuativi per lo scambio di manodopera agricola</title><description><![CDATA[Via libera allo scambio di manodopera agricola in Trentino, una misura attesa dal comparto per assicurare la continuità lavorativa degli addetti e maggiori certezze per le aziende del settore.<span> </span>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/5rtbuitr/manodopera.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/approvati-i-criteri-attuativi-per-lo-scambio-di-manodopera-agricola" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1170</width><height>781</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>La Giunta provinciale ha infatti approvato - su proposta del vicepresidente e assessore allo sviluppo economico e lavoro, Achille Spinelli, e dell'assessore all'agricoltura, Giulia Zanotelli - i criteri attuativi di uno strumento volto a sostenere il comparto agricolo trentino, favorendo la collaborazione tra aziende e una gestione più efficace delle esigenze di personale nei periodi di maggiore intensità lavorativa, nel rispetto delle norme in materia di sicurezza e legalità.</p>
<p>"Attraverso questa delibera mettiamo a disposizione delle imprese agricole uno strumento che coniuga flessibilità organizzativa, competitività e tutela del lavoro. Lo scambio di manodopera consentirà di valorizzare le risorse già presenti sul territorio, sostenendo la produttività delle aziende e contrastando al tempo stesso il ricorso a forme irregolari di impiego. Liberiamo energie di lavoro garantendo legalità, trasparenza e sicurezza", ha sottolineato il vicepresidente Spinelli.</p>
<p>"Un provvedimento che abbiamo voluto fortemente e che riconosce e rafforza una prassi di collaborazione che appartiene alla tradizione agricola trentina. Le nostre aziende, spesso familiari e di piccole dimensioni, potranno ora contare su uno strumento moderno e regolamentato per affrontare con maggiore serenità i picchi di lavoro stagionali, mantenendo al centro la tutela delle persone e la sostenibilità del sistema agricolo. Una proficua collaborazione tra l'Umst agricoltura e il Servizio lavoro, che ha permesso di trovare una soluzione adeguata al settore e per gli addetti interessati", ha invece evidenziato l’assessore Zanotelli.</p>
<p>La delibera dà attuazione alla normativa provinciale che estende alle società semplici agricole con caratteristiche di microimpresa la possibilità di accedere all’istituto dello scambio di manodopera, previsto dall’articolo 2139 del Codice civile e riconosciuto dagli usi provinciali. Lo strumento consente la collaborazione reciproca tra imprese agricole attraverso la messa a disposizione, a titolo gratuito e secondo principi di reciprocità, di lavoratori, familiari coadiuvanti e altri soggetti impegnati nell’attività aziendale. L’obiettivo è offrire una risposta concreta alle difficoltà di reperimento della manodopera che interessano il settore agricolo, soprattutto durante le fasi di raccolta, diradamento, potatura ed espianto, quando il fabbisogno di personale aumenta sensibilmente. La misura consentirà alle aziende di condividere temporaneamente le risorse disponibili sul territorio, migliorando l’organizzazione del lavoro e rafforzando la capacità del sistema agricolo provinciale di affrontare le sfide del mercato del lavoro.</p>
<p>Particolare attenzione è stata dedicata agli aspetti di tracciabilità e controllo. Gli scambi dovranno essere preventivamente comunicati e registrati attraverso specifiche procedure individuate dalla Provincia e dall’Agenzia del lavoro, consentendo il monitoraggio del fenomeno e la piena verificabilità delle operazioni da parte degli organi competenti.</p>
<p>Il provvedimento prevede inoltre precise disposizioni a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori coinvolti. I soggetti interessati dovranno essere adeguatamente formati, informati e preparati sulle mansioni che saranno chiamati a svolgere. L’azienda ospitante sarà tenuta a verificare preventivamente i rischi presenti nel proprio contesto produttivo e ad aggiornarne la valutazione quando richiesto dalla normativa.</p>
<p>È infine previsto un sistema di monitoraggio continuo dello scambio di manodopera, attraverso il coinvolgimento di un apposito tavolo tecnico e la raccolta sistematica dei dati relativi agli scambi. Le informazioni consentiranno di valutare l’efficacia dello strumento e di apportare eventuali correttivi sulla base delle esigenze che emergeranno dal territorio.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Pat</author></item><item><guid isPermaLink="false">f41074f4-fe22-4734-8d13-073a00472a40</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/onde-di-speranza-la-solidarieta-vince-la-sfida</link><title>"Onde di Speranza": la solidarietà vince la sfida</title><description>Una rete da record che ha unito oltre 1.400 persone nel nome della cura.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/czqbzefj/20260616-111956.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/onde-di-speranza-la-solidarieta-vince-la-sfida" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>4207</width><height>2950</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Quando la forza del ricordo si trasforma in azione e la comunicazione si fa trasparente, la risposta di una comunità può superare ogni previsione. L'associazione Pronti Qua ODV convoca oggi i media per una conferenza stampa di altissimo valore istituzionale e politico per annunciare la conclusione formale della grande raccolta fondi "Onde di Speranza: una donazione per fare la differenza", un viaggio straordinario durato un intero anno, da maggio 2025 a maggio 2026.<br />L'obiettivo della campagna, oggi pienamente e orgogliosamente centrato, era il finanziamento e l'acquisto di un ecografo di ultimissima generazione completo di due sonde transcraniali, una strumentazione diagnostica e chirurgica salvavita destinata alla nuova sala operatoria dell'ospedale Santa Chiara di Trento.</p>
<p>L'associazione ci tiene a precisare sin da subito che a questo primo passaggio politico e di rendicontazione ne seguirà, a breve, un secondo: il momento della consegna fisica, del collaudo e dell'installazione ufficiale del macchinario nella nuova sala operatoria dell’Ospedale Santa Chiara.</p>
<p>Il dato più straordinario: una comunità di oltre 1.400 persone<br />Se c'è un elemento che fotografa il successo di questa iniziativa, prima ancora delle pur importantissime cifre economiche, è l'impatto umano e sociale. In dodici mesi la campagna è riuscita a raggiungere, sensibilizzare e unire più di 1.400 persone. Non si è trattato di una semplice raccolta di capitali, ma di un fenomeno di partecipazione di massa che ha azzerato le distanze e ha dimostrato quanto il Trentino sia pronto a fare rete quando si parla di salute pubblica e terzo settore.<br />La scomposizione di questa gigantesca rete comunitaria ed economica rivela una capillarità eccezionale:<br />• 222 singoli donatori privati e cittadini che hanno scelto di fare la propria parte con contributi individuali.<br />• 13 associazioni di volontariato del territorio che hanno sposato la causa a vario titolo, creando un virtuoso "volontariato che sostiene il volontariato".<br />• 35 aziende locali che hanno deciso di investire la propria responsabilità sociale d'impresa nella sanità pubblica.<br />• Il supporto istituzionale ed economico di Cassa Rurale Alta Valsugana, di due fondazioni e della Cassa Centrale.</p>
<p>In questo mosaico di generosità, un capitolo d'onore e un ringraziamento speciale spettano alla Cassa Rurale Alta Valsugana. L'istituto di credito, che da sempre cammina al fianco di Pronti Qua sostenendone passo dopo passo le attività, ha voluto firmare questa svolta tecnologica in modo determinante, stanziando un importantissimo contributo di ben 20.000 €. Una base solida che ha dato una spinta decisiva alla volata finale per raggiungere la cifra complessiva di 82.200,18 €.</p>
<p>Come nasce un'idea: la scintilla in Vigolana e la sfida del reparto<br />Per capire come sia stato possibile raggiungere un risultato simile, bisogna guardare alle radici di Pronti Qua ODV, nata nel 2019 in memoria di Roberto Bonvecchio per supportare i malati colpiti da tumore cerebrale e i loro familiari, fornendo vicinanza, orientamento e supporto pratico. Fin dai primi passi, l'associazione ha stretto un'alleanza operativa e quotidiana con il professor Silvio Sarubbo, primario del reparto di Neurochirurgia dell'ospedale Santa Chiara di Trento.</p>
<p>L'idea di questa imponente donazione è nata quasi per caso, grazie a un passaggio di testimone sull'Altopiano della Vigolana. L'associazione Senza Freni, al momento di chiudere la propria storica attività sul territorio, ha scelto di non disperdere il proprio patrimonio residuo, decidendo di donarlo interamente a Pronti Qua ODV.<br />Con quelle poche migliaia di euro in dote, il direttivo è andato a fare una semplice chiacchierata con il professor Sarubbo, primario di Neurochirurgia dell’Ospedale Santa Chiara di Trento. Nei piani originari si ipotizzava l'acquisto di qualche piccola strumentazione di supporto quotidiano. Ma il primario è un medico entusiasta, che coinvolge costantemente l'associazione con la sua energia e che pensa sempre in grande, puntando all’eccellenza assoluta per i suoi pazienti.<br />Ha proposto così una sfida colossale: un ecografo dotato di due sonde transcraniali dal valore complessivo di circa 90.000 €.<br />Di fronte a un preventivo del genere, il direttivo ha convocato un'assemblea con i propri soci. Quando si è parlato di cifre, in sala c'è stato un primo momento di totale silenzio. Ma è durato un solo istante. «Visto il nome e lo spirito che guida la nostra associazione», spiega il direttivo, «tutti i nostri soci hanno risposto immediatamente: "Pronti Qua!". Da quel momento la sfida era ufficialmente accettata».</p>
<p>La rivoluzione digitale: il Crowdfunding e gli Ambassador<br />La campagna è scattata a maggio 2025 con una conferenza stampa di lancio ospitata proprio a Pergine Valsugana presso i locali della Fondazione Cassa Rurale Alta Valsugana (CRAV). Consapevole dell'entità della sfida, Pronti Qua ha puntato fin da subito sulla comunicazione strategica. Per dodici mesi è stato mantenuto un rapporto costante con i media e la stampa locale, che hanno dato frequente spazio agli aggiornamenti, parallelamente a un massiccio potenziamento della presenza digitale attraverso i canali social, una newsletter informativa e la creazione di un canale WhatsApp dedicato per informare in tempo reale sull'andamento dei fondi.</p>
<p>Una parte strategica della raccolta è stata affidata a una campagna di crowdfunding online basata sulla formula rigida dello "Tutto o niente". Anche questa scommessa è stata vinta oltre ogni aspettativa: sono stati raccolti 9.600 €, pari al 119% dell'obiettivo inizialmente impostato sulla piattaforma.<br />Il dato analitico più sbalorditivo ed edificante emerso dal crowdfunding evidenzia proprio l'efficacia di questa rete di comunicazione: solo 6 di questi donatori digitali erano persone già vicine o legate all'associazione. Tutti gli altri sono venuti a conoscenza del progetto e hanno deciso di donare proprio grazie al tam-tam sul web e al coinvolgimento di privati e associazioni che hanno accettato di diventare veri e propri Ambassador del progetto. Alla fine, il bilancio conta 95 donazioni dirette e ben 200 contributi transitati e raccolti attraverso gli eventi sul territorio.</p>
<p>Accostare il dolore al gusto della vita: la formula degli eventi<br />In questi dodici mesi di lavoro intenso, Pronti Qua ha capito l'importanza strategica di accostare un tema delicato e complesso come quello dei tumori cerebrali a momenti di socialità, gusto e condivisione, scoprendo che questa formula pulita e aggregativa viene fortemente apprezzata dal pubblico e dalle famiglie.<br />Tra i tanti appuntamenti promossi spiccano per partecipazione due momenti centrali:<br />• L'Asta di vini d'eccellenza per "Onde di Speranza", ospitata nella prestigiosa cornice della Cantina Rotaliana, che ha unito il mondo vitivinicolo di pregio alla solidarietà attiva.<br />• Pronti Qua si gioca, un intero pomeriggio di animazione, aggregazione e giochi organizzato presso il Parco di Bosentino, che ha coinvolto residenti e famiglie all'insegna della comunità.</p>
<p>A questi si sono affiancati gli eventi spontanei organizzati direttamente dagli Ambassador esterni: appuntamenti ideati da altre realtà o privati che hanno scelto di devolvere l'intero ricavato alla raccolta fondi dell'associazione.</p>
<p>La solidarietà di GE HealthCare: una sinergia che premia il territorio<br />Il raggiungimento di questo straordinario "lieto fine", tuttavia, porta con sé un altro fondamentale gesto di generosità che l'associazione ci tiene a sottolineare con profonda gratitudine. L'azienda produttrice del macchinario, la GE HealthCare, ha deciso infatti di venire concretamente incontro a Pronti Qua ODV.<br />Il colosso tecnologico ha voluto premiare la scelta e la determinazione di una piccola associazione di volontariato capace di fare sinergia in modo così diretto e costruttivo con un ospedale pubblico. Questo fare rete per il bene comune è stato valutato da GE HealthCare come un eccezionale atto di cittadinanza attiva, spingendo l'azienda stessa a fare la propria parte con un gesto di forte solidarietà commerciale e istituzionale, che ha agevolato l'operazione rendendo il macchinario accessibile.</p>
<p>Terzo settore e sanità pubblica: una sinergia che fa grandi cose Fin dalle sue origini, Pronti Qua ODV ha fermamente creduto nella necessità di costruire una sinergia solida e strutturata con le istituzioni pubbliche e la sanità trentina, un legame oggi rappresentato e avallato sul piano politico dall'Assessorato alla Salute, Politiche Sociali e Cooperazione della Provincia Autonoma di Trento, guidato dall'assessore Mario Tonina, e sul piano operativo dall'Azienda Sanitaria (APSS).<br />«Siamo profondamente convinti che il terzo settore non debba muoversi in modo isolato» sottolinea il direttivo dell'associazione, «ma che il suo ruolo sia quello di essere un supporto concreto e, al tempo stesso, uno stimolo propositivo per l'ente pubblico. Il successo di Onde di Speranza dimostra proprio questo: quando le realtà del volontariato e le istituzioni sanitarie uniscono le forze e camminano nella stessa direzione, si riescono a realizzare grandi cose che lasciano un segno tangibile sulla vita e sulla salute delle persone».</p>
<p>Un'eredità d'amore che diventa bene comune<br />Questo anno così impegnativo e totalizzante ha confermato una certezza profonda: «La risorsa più importante in assoluto sono i nostri soci, che ci supportano sempre senza riserve», commenta il direttivo. </p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Pronti Qua Odv</author></item><item><guid isPermaLink="false">b8ec5ab4-9722-4cc1-b3a4-42a6e2a1082f</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/erosione-siccita-perdita-di-fertilita-cosi-le-aziende-agricole-innovative-stanno-salvando-il-suolo</link><title>Erosione, siccità, perdita di fertilità: così le aziende agricole innovative stanno “salvando” il suolo</title><description><![CDATA[<p>In occasione della Giornata mondiale della desertificazione 2026 verrà distribuito il rapporto <em>“Le buone pratiche che curano il suolo”</em>: esperti, ricercatori ed esponenti di aziende agricole raccontano modelli concreti contro degrado, erosione e crisi climatica. Al centro il ruolo della rete di Lighthouse Farms di Re Soil Foundation.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/d3ipesoz/brl06641.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/erosione-siccita-perdita-di-fertilita-cosi-le-aziende-agricole-innovative-stanno-salvando-il-suolo" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>872</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>C’è un’emergenza silenziosa sotto i nostri piedi. Riguarda l’agricoltura, il clima, l’acqua, la biodiversità e perfino la salute pubblica: è il degrado del suolo che in Europa avanza sotto la pressione di erosione, perdita di sostanza organica, consumo di territorio, siccità e uso intensivo di input chimici. Proprio dai campi agricoli stanno però emergendo nuove esperienze capaci di invertire la rotta.</p>
<p>Nasce da questa consapevolezza “Le buone pratiche che curano il suolo”, (<em>in calce il link per scaricarlo</em>) il nuovo rapporto promosso da Re Soil Foundation che verrà distribuito in occasione della Giornata mondiale della desertificazione e presentato ufficialmente all’Auditorium Conciliazione di Roma giovedì 18 giugno, durante il 3° Forum delle Bioplastiche Compostabili. Un’opera corale che raccoglie contributi di agronomi, ricercatori, esperti ambientali e aziende agricole impegnate nella rigenerazione dei suoli attraverso pratiche innovative e sostenibili. </p>
<p>Tra gli autori, figurano esponenti del Joint Research Center della Commissione Europea, Mission Soil UE, Global Soil Partnership FAO, ANBI, Università di Bologna, Università di Pisa, Novamont, Consorzio Italiano Compostatori e Consorzio Biorepack. Un’insieme composito di realtà che fa ben comprendere come la sfida della cura del suolo dai numerosi problemi che lo affliggono si possa vincere solo con il contributo di istituzioni pubbliche, realtà imprenditoriali, ricerca accademica, soggetti impegnati nell’innovativo comparto della bioeconomia circolare.</p>
<p>“La salute del suolo è una grande questione ambientale ma anche economica e sociale”, spiega Margherita Caggiano, direttrice Re Soil Foundation. “Rigenerare i terreni significa aumentare la resilienza climatica delle aziende agricole, tutelare acqua e biodiversità, ridurre i costi legati agli input chimici e rafforzare le comunità rurali. Con questo libro vogliamo dimostrare che esistono già esperienze concrete capaci di coniugare sostenibilità ambientale, innovazione e competitività economica”.</p>
<p>Il libro mette in evidenza come la salute del suolo sia oggi una delle grandi sfide strategiche del nostro tempo. Come già rivelato dal <a href="https://resoilfoundation.org/eventi/presentazione-del-rapporto-salute-del-suolo/#scarica">1° Rapporto sulla Salute del Suolo</a>, pubblicato dalla stessa Re Soil Foundation negli anni scorsi, su 100 metri quadri di terreno ve ne sono in media 47 che presentano qualche forma di degrado. L’80% dei terreni agricoli, pari a poco meno di un quarto del territorio nazionale, è sottoposto a fenomeni erosivi, il 68% ha perso più del 60% del carbonio organico originariamente presente in essi, il 23% dei terreni destinati all’agricoltura presenta livelli eccessivi di azoto mentre il 7% è sottoposto a fenomeni di salinizzazione secondaria. La conseguenza? Perdita di fertilità oltre che di capacità di trattenere acqua e ridotta resilienza climatica, con effetti diretti sulla produttività agricola e sulla sicurezza alimentare. </p>
<p>Tra le azioni utili a invertire la tendenza individuate dalla Mission Soil dell’Unione Europea c’è anche la costruzione, entro il 2030, di almeno 100 Living Labs e 100 Lighthouse Farms in Europa, veri e propri laboratori territoriali dedicati alla salute del suolo. </p>
<p>Proprio le Lighthouse Farms sono uno degli elementi di maggior rilievo del volume e della strategia di Re Soil Foundation: aziende agricole pienamente operative sul territorio, che sperimentano sul campo pratiche rigenerative replicabili, traducendo la ricerca scientifica in soluzioni concrete per gli agricoltori. La rete delle Lighthouse Farms di Re Soil coinvolge oggi realtà distribuite lungo tutta la penisola, dalla Lombardia alla Calabria, dalle Marche al Lazio, dalla Toscana al Molise. Undici aziende hanno già sottoscritto un Memorandum of Understanding per condividere conoscenze, dati e pratiche innovative nella gestione sostenibile dei terreni.</p>
<p>Nel volume trovano spazio esperienze molto diverse ma unite da un obiettivo comune: curare il terreno per migliorare la qualità ambientale e produttiva dei sistemi agricoli. Ci sono aziende che utilizzano il compost per aumentare il carbonio organico dei suoli, realtà che applicano agricoltura di precisione e minima lavorazione, cooperative che trasformano la frazione organica urbana in fertilizzante naturale, imprese che recuperano biodiversità e risorse idriche attraverso agroecologia, pacciamature biodegradabili, rotazioni colturali e sistemi circolari.</p>
<p>“Le Lighthouse Farms sono aziende reali, non laboratori teorici. Dimostrano che la transizione ecologica dell’agricoltura può essere economicamente sostenibile e tecnicamente applicabile. Il loro valore sta nella capacità di trasferire innovazione, creare reti territoriali e generare fiducia tra gli agricoltori” , sottolineano Sara Guerrini e Caterina Capri, le due agronome di Re Soil Foundation che hanno curato il volume<strong>.</strong> “Dar loro visibilità significa riconoscere la grande lungimiranza e il valore sociale dei loro approcci fornendo al tempo stesso uno stimolo a tutti gli agricoltori italiani ed europei affinché facciano proprie queste pratiche virtuose, contribuendo ad accelerare la transizione verso un nuovo tipo di agricoltura”.</p>
<p>Scorrendo le pagine della pubblicazione Re Soil emerge con chiarezza che i benefici delle pratiche rigenerative riguardano contemporaneamente quattro dimensioni: ambientale, agronomica, economica e sociale. Le aziende coinvolte registrano infatti maggiore biodiversità del suolo, riduzione dell’erosione, migliore sequestro del carbonio, maggiore resilienza agli stress climatici, riduzione dei costi produttivi e rafforzamento delle reti territoriali.</p>
<p>Il messaggio del libro è chiaro: il suolo non può più essere considerato soltanto un supporto produttivo o un bene economico, ma una vera infrastruttura vitale da rigenerare e proteggere. Una sfida che riguarda direttamente agricoltura, imprese, istituzioni e cittadini e che rappresenta una delle chiavi decisive per affrontare il cambiamento climatico e costruire sistemi agroalimentari più resilienti.</p>
<p>Sarà possibile scaricare il volume dal 17 giugno al seguente link: <a href="https://resoilfoundation.org/documenti/">https://resoilfoundation.org/documenti</a><u> .</u> Per esigenze redazionali, si può inviare in anteprima il volume in pdf sotto embargo fino alle ore 9 del 17 giugno.</p>]]></encoded></item><item><guid isPermaLink="false">a0f151b7-6290-4bc4-8e02-34f8f5f855eb</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/l-affettivita-e-la-sessualita-nelle-persone-con-disabilita</link><title>L’affettività e la sessualità nelle persone con disabilità</title><description><![CDATA[<p>Il tema, un tempo escluso dal discorso pubblico, non è più un tabù. Se ne è parlato in un corso organizzato dalla coop sociale Villa Maria rivolto ai propri educatori e volontari.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/ovjfay02/gabriele-buono.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/l-affettivita-e-la-sessualita-nelle-persone-con-disabilita" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1533</width><height>908</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Fino a qualche anno fa il tema dell'affettività delle persone con disabilità era rigorosamente escluso dal discorso pubblico, non se ne parlava. Complice un meccanismo di infantilizzazione, la persona disabile era vista come asessuata. La mentalità e la sensibilità sono con il tempo cambiate e oggi l'argomento non rappresenta più un tabù.</p>
<p>Educatori dei Servizi della coop Villa Maria (Io Abito, Macramé e Guardini) e volontari del progetto "Io Abito" hanno partecipato nei giorni scorsi a due distinti momenti di formazione su "𝗲𝗱𝘂𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗹𝗹'𝗮𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗲𝘀𝘀𝘂𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗰𝗼𝗻 𝗮𝗱𝘂𝗹𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗻 𝗱𝗶𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀".</p>
<p>Il relatore, 𝗚𝗮𝗯𝗿𝗶𝗲𝗹𝗲 𝗕𝘂𝗼𝗻𝗼, educatore professionale e pedagogista in servizio presso l'Azienda sanitaria della Liguria, ha condiviso con i partecipanti l'esperienza maturata nei percorsi svolti sul tema. In particolare, Buono ha riferito del progetto “Cuori in dialogo” che ha coinvolto in incontri a cadenza settimanale un gruppo di adulti con disabilità intellettiva. Obiettivo: affrontare in vista di una soluzione le situazioni legate alla sfera dell’affettività che possono generare sofferenza e frustrazione nella persona disabile. Il percorso è partito dall’analisi dei bisogni per allargarsi al confronto su desideri, stereotipi di genere, pornografia, sentimenti, relazione sessuale. Spazio è stato anche riservato all’informazione sull’apparato riproduttivo, le malattie sessualmente trasmissibili, la contraccezione.</p>
<p>Il lavoro svolto nei laboratori si è tradotto nella produzione di un kit di materiali cartacei e digitali adottati dal gruppo di lavoro a livello nazionale nato tra educatori professionali e altre figure di specialisti per favorire gli scambi di buone pratiche in merito agli interventi su sessualità e disabilità.</p>
<p>Citando un documento dell'Oms, Buono ha rimarcato la funzione dell’educazione sessuale che contribuisce a creare un clima sociale di tolleranza, apertura e rispetto verso la sessualità e verso stili di vita, atteggiamenti e valori differenti. Dell’Oms anche la definizione di sessualità riportata dal relatore, descritta come un aspetto centrale dell’essere umano lungo tutto l’arco della vita. Si esprime in pensieri, fantasie, desideri, valori, comportamenti e relazioni ed è influenzata da fattori biologici, psicologici, sociali, economici, politici, etici, giuridici e religiosi. </p>
<p>Dibattito, con l’espressione di posizioni diverse, ha suscitato tra i partecipanti agli incontri il passaggio della relazione di Gabriele Buono dedicato al disegno di legge 1442, depositato in Parlamento nel 2014. La proposta riguarda l’istituzione della figura - prevista da tempo negli ordinamenti di alcuni Stati del nord Europa - dell'assistente per la sana sessualità e il benessere psico-fisico delle persone disabili o assistente sessuale. Tale operatore, maturato un percorso di formazione di tipo psicologico, sessuologico e medico, avrebbe il compito di aiutare le persone con disabilità fisico-motoria e/o psichico-cognitiva a vivere in maniera serena e appagante un'esperienza sensuale o sessuale e a indirizzare al meglio le proprie energie spesso scaricate in sentimenti di rabbia e aggressività. Il disegno di legge risulta insabbiato.</p>
<p>L’attività di formazione e informazione di Villa Maria sul tema oggetto degli incontri proseguirà con altri interventi.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cooperativa Villa Maria</author></item><item><guid isPermaLink="false">be1f0dcf-8f97-4aa4-8d51-278ce13ac1c4</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/a-barco-c-e-una-famiglia-nuova</link><title>A Barco c’è una “Famiglia” nuova</title><description><![CDATA[<p>Alcuni giorni di lavori per dare un nuovo volto al punto vendita della Famiglia Cooperativa Alta Valsugana. Un intervento apprezzato dai consumatori soci e clienti che scelgono il negozio per la spesa di ogni giorno.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/iwvcftnp/panoramicanegozio.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/a-barco-c-e-una-famiglia-nuova" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1307</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Ha fatto tappa a Barco il percorso di ammodernamento dedicato ai punti vendita della Famiglia Cooperativa Alta Valsugana.</p>
<p>“Lo avevamo annunciato nell’assemblea dei soci dello scorso maggio e, successivamente, lo avevamo ricordato a inizio ottobre nel corso dell’evento inaugurale della sede di Caldonazzo – spiega <strong>Renzo Ciola</strong>, presidente della cooperativa di consumo – In buona sostanza il progetto sviluppato su più tappe e nelle località dove siamo presenti con la rete di nostri punti vendita è di rimettere mano, dove necessario ovviamente, ai nostri negozi per garantire un layout moderno declinato nella rivisitazione parziale o totale, a seconda delle necessità, di quanto compone il negozio stesso”.</p>
<p>Nella frazione levicense il tutto è durato alcuni giorni. “Effettivamente si è trattato di un intervento che ha comportato un disagio limitato per i soci e i clienti, i consumatori che scelgono il nostro negozio per la spesa quotidiana – aggiunge Ciola – Il tutto è durato meno di una settimana e ha comportato alcuni interventi assolutamente necessari per garantire all’intero ambiente maggiore luminosità e una veste migliore. Penso al pavimento, all’impianto di illuminazione, alla sostituzione delle scaffalature. Inoltre, oggi, i consumatori hanno la possibilità di contare su pane e verdure self-service”.</p>
<p>Lo staff della Famiglia Cooperativa Alta Valsugana è formato da 44 collaboratrici e collaboratori ed è guidato dal direttore <strong>Nicola Dallapè</strong>.</p>
<p>La base sociale conta oltre 3500 socie e soci. Il linguaggio dei numeri dimostra lo stato di salute positivo della cooperativa di consumo: le vendite nette hanno superato 11 milioni di euro.</p>
<p>I numeri nel dettaglio legati al bilancio di esercizio archiviato al 31 dicembre scorso saranno presentati nel corso dell’assemblea annuale in calendario nel prossimo mese di maggio.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Area comunicazione marketing Cooperazione Trentina - Fc Alta Valsugana</author></item><item><guid isPermaLink="false">4a87d748-8989-4f40-aa0a-22b7c9c8894e</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/occhio-alla-salute-taglia-il-traguardo-delle-50-000-prestazioni</link><title>“Occhio alla Salute” taglia il traguardo delle 50.000 prestazioni</title><description><![CDATA[<p>Dal 2008 ad oggi, il progetto è passato dal primo ambulatorio di Pergine Valsugana ad una rete capillare di 6 centri. Presentati gli 11 programmi di attività per il futuro.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/xllpb5cr/immaginefondazionecraltavalsugana.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/occhio-alla-salute-taglia-il-traguardo-delle-50-000-prestazioni" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>904</width><height>952</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Conferenza stampa di presentazione delle attività di Fondazione Cassa Rurale Alta Valsugana con un focus sul progetto Occhio alla Salute che taglia quest’anno il traguardo delle 50.000 prestazione.</p>
<p>In apertura, il presidente della Fondazione, Franco Senesi, saluta e ringrazia tutti gli intervenuti, in particolare i volontari - oltre 30 - che rendono possibile lo svolgimento delle prestazioni nei cinque ambulatori attivi su tutto il territorio nei comuni di Fornace, Sant’Orsola Terme, Pergine Valsugana, Levico Terme e Altopiano della Vigolana.</p>
<p>“La Fondazione, nel suo essere braccio operativo e sociale della Cassa Rurale, ha raccolto l’eredità di Cooperazione Reciproca e dal primo polo di Pergine Valsugana, attivato presso la casa di riposo in collaborazione con la Fondazione Montel, ha ampliato gli spazi e le prestazioni gestendo ad oggi 6 ambulatori, oltre 30 volontari e prestazioni che vanno dalla misurazione della glicemia, alla prevenzione urologica e ginecologia".</p>
<p>Si passa quindi alla presentazione delle attività della Fondazione, a cura della direttrice<strong> Ilaria Petrone</strong> che illustra il piano operativo, articolato in 11 programmi di attività, i primi due, trasversali si occupano del coordinamento, della pianificazione e della promozione delle attività della Fondazione. Le altre progettualità, nove per l’esattezza, si sviluppano attorno ai quattro pilastri fondamentali, i valori della Fondazione: Comunità, Crescita, Impegno ed Entusiasmo e spaziano dal coworking, all’educazione finanziaria, dalla salute all’ambiente. La parola passa alla responsabile del progetto Occhio alla Salute, Marianna Moser, che illustra le informazioni relative agli ambulatori assieme alle prestazioni svolte e al numero di volontari impiegati. A testimonianza, interviene in rappresentanza dei volontari presenti il dottor<strong> Lino Beber</strong>, uno dei primi medici volontari coinvolti nel progetto, che ha rievocato gli inizi dell’attività e le prime prestazioni svolte (controllo del colesterolo, della saturazione e della pressione) fino al periodo più complesso durante l’epidemia del covid-19 quando l’attività è stata interrotta e ripresa nel 2021 grazia all’aiuto dell’ACS Canale. Alla conferenza, ha partecipato anche l’assessore alla Salute, Politiche Sociali e Cooperazione della Provincia autonoma di Trento Mario Tonina. "Tutti noi ci dobbiamo sentire coinvolti quando si tratta di salute. Quello che avete fatto con il progetto Occhio alla Salute va di pari passo a quanto la Provincia sta portando avanti sul tema delle Case di Comunità e su molti altri temi che riguardano la prevenzione, che coinvolgono tutte le età - dai ragazzi delle scuole agli anziani - e che puntano a valorizzare le risorse a disposizione e il personale sanitario. E questa è la dimostrazione di come Cooperazione, istituzioni e volontariato, grazie alla nostra Autonomia speciale, possano fare la differenza quando si fa gioco di squadra come voi ci avete dimostrato oggi. Progetti come questi possono e devono essere replicabili anche negli altri territori del nostro Trentino, grazie anche alle Fondazioni delle Casse Rurali come la vostra. Queste iniziative fanno bene a tutta la comunità e ai cittadini".</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Fondazione Cassa Rurale Alta Valsugana</author></item><item><guid isPermaLink="false">4f4a0f44-2bc8-43c8-b723-30cf7785341c</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/concluso-free-move-la-ginnastica-artistica-come-strumento-di-benessere</link><title>Concluso Free Move: la ginnastica artistica come strumento di benessere</title><description><![CDATA[<p>Atto finale, a Risto3 Hub a Trento, del progetto promosso da cooperativa Amica, Società Ginnastica Artistica Trentina e Cooperativa Cs4.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/sj2elqz5/panoramica.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/concluso-free-move-la-ginnastica-artistica-come-strumento-di-benessere" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1966</width><height>1214</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Alla sede di Risto3 Hub di via Alto Adige a Trento, è stato ambientato il momento conclusivo di Free Move, iniziativa dedicata a una ventina di giovani adulti con disabilità della cooperativa sociale Cs4 di Pergine Valsugana e ospitata in ambienti appositamente attrezzati.</p>
<p>Free Move è frutto della collaborazione tra cooperativa Amica (presenti il presidente <strong>Mario Fiori</strong> e la consigliera <strong>Alice Telch</strong>) e Gat - Ginnastica Artistica Trentina (rappresentata da <strong>Tiziana Semeraro</strong>).</p>
<p>E’ stato effettuato nel corso del 2025, grazie al contributo della Provincia Autonoma di Trento nell’ambito della “Promozione dello sport e dell’associazionismo sportivo trentino”.</p>
<p>Il focus del progetto è stato dedicato a sport e inclusione basandosi sulla "Pedagogia dell’Obliquità": ogni ragazzo ha potuto mettersi in gioco rispetto alle proprie potenzialità e dei proprio limiti.</p>
<p>“Un’esperienza che – è stato spiegato - ha trasformato la ginnastica artistica adattata in uno strumento di benessere, autostima e partecipazione autentica. L'iniziativa, nata per promuovere il benessere psico-fisico attraverso lo sport inclusivo, ha dimostrato come l’abbattimento delle barriere non sia solo fisico, ma soprattutto metodologico”.</p>
<p><strong>Il criterio dell’obliquità</strong></p>
<p>Ha rappresentato il cuore del progetto. A differenza dei modelli sportivi tradizionali, la proposta si è basata sul principio pedagogico dell’obliquità. Grazie a istruttori con competenze specifiche, sono state create situazioni operative in cui gli ostacoli erano "sfidanti ma superabili" per tutte e per tutti.</p>
<p>Questo ha permesso a ogni partecipante, indipendentemente dal punto di partenza, di lavorare al proprio livello e vivere il successo della propria azione. "L'obiettivo – è stato aggiunto - non era solo il movimento, ma la costruzione di un’immagine positiva di sé. In un contesto win-win, dove tutti escono vincitori. I partecipanti hanno riscoperto il piacere di sentirsi 'capaci di fare' e 'forti', aumentando la propria motivazione e la padronanza motoria incontro dopo incontro”.</p>
<p><strong>Alta qualità in rete</strong></p>
<p>Il successo dell'iniziativa è figlio di una collaborazione multidisciplinare. Il percorso si è articolato in tre fasi. La prima appartiene alla coproduzione attraverso una programmazione attenta tra tecnici di Ginnastica Artistica Trentina, docenti della cooperativa Amica  e operatori di cooperativa CS4. La seconda, invece, all’azione con attività pratiche che hanno confermato miglioramenti tangibili nelle capacità motorie. La terza alla valutazione con interviste dirette ai protagonisti per raccogliere il loro vissuto emozionale.</p>
<p>Un elemento di eccellenza è stato il coinvolgimento degli operatori della cooperativa CS4, il cui supporto è stato fondamentale nella gestione quotidiana e nella mediazione educativa, garantendo un ambiente sereno e stimolante.</p>
<p><strong>Risultati e video</strong></p>
<p>Il risultato complessivo ha espresso una crescita della consapevolezza del proprio benessere da parte di chi ha partecipato a questa iniziativa. Per documentare questo viaggio, è stato realizzato un filmato che raccoglie interviste e momenti salienti. Il filmato mostra l'entusiasmo dei partecipanti e l'efficacia di una didattica con la persona al centro.</p>
<p><strong>Il domani</strong></p>
<p>Il progetto ha creato una rete stabile tra stakeholder e realtà del territorio, condividendo buone pratiche che elevano la qualità della vita delle persone con disabilità. "Siamo orgogliosi di quanto realizzato – hanno concluso i promotori - La speranza è quella di poter dare continuità a questa proposta, consolidando uno spazio dove lo sport sia davvero per tutte e tutti."</p>
<p>All’evento conclusivo di stamani sono intervenuti: <strong>Camilla Santagiuliana Busellato</strong>, presidente Risto 3; <strong>Marco Pintarelli e Mauro Svaldi</strong> rispettivamente presidente e direttore della cooperativa Cs4; <strong>Gianluca Samarelli</strong>, esperto di sport e disabilità; <strong>Massimo Bernardoni</strong>, presidente del Comitato Trentino del Cip – Comitato Italiano Paralimpico.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Cooperazione Trentina / Cooperativa Amica</author></item><item><guid isPermaLink="false">fdda86dc-82e6-4c8d-9ed8-0999368babd9</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/ciclabile-del-tesino-aggiudicato-il-secondo-tratto-per-completare-l-anello</link><title>Ciclabile del Tesino, aggiudicato il secondo tratto per completare l’anello</title><description><![CDATA[Aggiudicati nell’ambito della procedura negoziata curata da Apac i lavori per il secondo tratto della ciclabile del Tesino.<span> </span>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/4g4pch4r/ciclabiletesino.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/ciclabile-del-tesino-aggiudicato-il-secondo-tratto-per-completare-l-anello" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1500</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[A vincere l’appalto la Cooperativa Lagorai di Borgo Valsugana, che ha presentato un ribasso percentuale del 9,407%, per un importo soggetto ad asta di 2.170.339,48 euro, a cui si aggiungono e quindi un importo complessivo, comprensivo degli oneri della sicurezza, di 2.222.636,29 euro. “Un ulteriore passo avanti verso il completamento del tracciato ciclopedonale che collegherà ad anello i tre Comuni dell’altopiano del Tesino - Pieve, Cinte e Castello - per uno sviluppo complessivo di oltre 10 chilometri” afferma il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti. “Dopo la conclusione nella scorsa estate del primo tratto di 1,22 chilometri, da Villa Daziario al bicigrill di Castello - aggiunge il presidente - il secondo tratto permetterà di portare a compimento il percorso dedicato a bici e pedoni, funzionale alla mobilità dolce e allo sviluppo del cicloturismo dell’altopiano del Tesino, che consentirà inoltre il collegamento con la Valsugana attraverso la ciclabile che sale da Bieno”.<br />L’intervento, identificato come “Opera C-80 della Provincia - Lavori di realizzazione del percorso ciclopedonale nei Comuni di Pieve Tesino, Cinte Tesino e Castello Tesino nell’ambito della Pista Ciclopedonale del Tesino”, è curato dal Servizio Opere stradali e ferroviarie, tramite l’Ufficio Infrastrutture Ciclopedonali. Prevista la creazione del collegamento ad anello fra i paesi di Pieve, Cinte e Castello per un totale di 10,37 chilometri di percorso ciclopedonale, di cui 5,98 chilometri a carattere esclusivo e 4,39 chilometri di percorso promiscuo. Un tracciato dunque che in prevalenza si discosta dalla strada provinciale, sviluppandosi in parte su sede propria di nuova realizzazione e in parte seguendo strade locali comunali esistenti.<br />Il tempo di esecuzione dei lavori previsto dal contratto è 360 giorni.]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Pat</author></item><item><guid isPermaLink="false">8e33b6c2-24ca-4acf-85af-c7c6f1a0cec2</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/nel-gran-libro-del-mondo-con-le-mie-orecchie-1</link><title>“Nel gran libro del mondo, con le mie orecchie”</title><description><![CDATA[<p>È entrato nel vivo il progetto “Nel gran libro del mondo, con le mie orecchie” ideato e condotto dall’artista Sara Maino e promosso dall’APS Il Paradosso di Bolognano, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo di Arco e la Cooperativa AbilNova, con il contributo della Fondazione Caritro con il Bando Formazione-cultura 2025-26 e il patrocinio del Comune di Arco.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/jfaprzep/abilnova-progetto1.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/nel-gran-libro-del-mondo-con-le-mie-orecchie-1" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>1200</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Una rete che ha permesso lo svolgimento di un lungo percorso creativo multidisciplinare, basato su una formazione all’ascolto, che comprende tecniche di registrazione sonora e di intervista, esperienze musicali e artistiche riferite al paesaggio sonoro esplorato.</p>
<p>L'intento è di restituire le esperienze di ricerca con diversi linguaggi espressivi in una mostra multimediale allestita presso lo Spazio Nemos di Bolognano nel mese di marzo 2026.</p>
<p>Il laboratorio di ricerca sul paesaggio sonoro del loro territorio entra ora sempre più nel vivo per le bambine e i bambini della classe V della scuola primaria di Massone che sono stati invitati a conoscere e riconoscere “nel gran libro della natura” le forme del suo linguaggio, come nell’approccio scientifico di Umanesimo e Rinascimento. Sono stati stimolati metodi d’indagine del mondo attraverso i sensi e morfologie che possono metterci in contatto con la nostra immaginazione e con i nostri sentimenti più profondi.</p>
<p>Eva Fornari, insegnante della class, racconta che “attraverso l’ascolto dei suoni del paesaggio, ascoltiamo le nostre emozioni, impariamo a condividerle ascoltando nel contempo quelle dei compagni che sono diverse dalle mie”, precisando che “il laboratorio è un’occasione per sperimentare noi stessi mentre siamo in relazione con il paesaggio, per sviluppare empatia, rispetto e per mettersi nei panni degli altri”. Gli incontri si sono focalizzati su un approccio inclusivo, con una formazione specialistica e pratica sulle disabilità sensoriali, condotta da Irene Matassoni della Cooperativa Sociale AbilNova.</p>
<p>Guidati da docenti e formatrici, i partecipanti hanno conosciuto un volto nuovo del paesaggio di Massone, individuando i suoi aspetti sonori contemporanei, negli angoli meno noti, tra le vie meno frequentate, ascoltate per la prima volta con orecchie attente e curiose. Attraverso l’ascolto attivo, alunne/i e docenti hanno imparato ad ascoltare e a vedere meglio la scuola e i suoi dintorni, cioè i luoghi che vivono quotidianamente.</p>
<p>Hanno contattato anche lo spirito del luogo, il <em>genius loci </em>che abita la parte selvatica del Bosco Caproni e delle cave di oolite. Lo hanno interrogato con i suoni, con le loro voci e i loro corpi, e ne hanno fatto una musica con l’esperta musicista Claudia Ferretti: “Un percorso che evoca sentimenti profondi, che stimola l'ascolto del paesaggio sonoro dentro e fuori di noi e che vive della meraviglia. Un viaggio che include il supporto di esperti che fanno mettere nei panni di chi è affetto da disabilità sensoriali per imparare a raccontare la propria esperienza in modo più inclusivo”.</p>
<p>L’indagine territoriale ha messo in luce le peculiarità acustiche di Massone, con le sue fonti d’acqua, la quiete dell’olivaia e la dimensione più tranquilla della campagna, ma ne ha rilevato anche l’inquinamento sonoro, determinato dal traffico dei veicoli.</p>
<p>Durante la ricerca è affiorata anche la memoria del paese, ancora viva nelle persone anziane intervistate: loro hanno ricordato un paese abitato dal suono dei carri trainati dai buoi sul selciato, “carri fatti ad arte che tinnivano come campanelli” afferma il signor Bruno; hanno raccontato dei “tanti animali nelle stalle di ogni casa, nelle strade bianche e sui sentieri”. La loro è la testimonianza di una vita acusticamente meno impegnativa, più rilassata. I dati raccolti durante le uscite territoriali sono catalogati in una mappa sonora dedicata al progetto, disponibile online.</p>
<p>Infine, con l’entusiasmo stimolato dalla curiosità di conoscere e approfondire sempre più il <em>gran libro del mondo</em>, ora aperto all’indagine più viva e reale, le bambine e i bambini della classe V si stanno impegnando per creare una galleria di diciotto ritratti acustici del paesaggio con pittura a olio su tela. Ognuno di loro rappresenta la propria idea di paesaggio sonoro di Massone, attraverso le esperienze di ascolto e registrazione effettuate in precedenza, l’annotazione di dati sensoriali, disegni, bozzetti, parole chiave e le emozioni suscitate dalla loro performance corale delle forme osservate nelle cave.</p>
<p>Tutto ciò, insieme a venti libri sonori, poesie in braille, e documentazioni video verrà condiviso con la comunità nella mostra multimediale che si aprirà il 20 marzo allo Spazio Nemos di Bolognano, dove l’intero percorso di ricerca sul paesaggio sonoro di Massone sarà restituito con una attenzione particolare alle disabilità sensoriali.</p>
<p>Approfondimenti</p>
<p>Sito web</p>
<p><a href="https://www.saramaino.it/nel-gran-libro-del-mondo-con-le-mie-orecchie/">https://www.saramaino.it/nel-gran-libro-del-mondo-con-le-mie-orecchie/</a></p>
<p>Mappa sonora di Massone (2025-26)</p>
<p><a href="https://umap.openstreetmap.fr/it/map/impressioni-sonore-nel-gran-libro-del-mondo-con-le_1294112">https://umap.openstreetmap.fr/it/map/impressioni-sonore-nel-gran-libro-del-mondo-con-le_1294112</a></p>
<p>Album fotografico (immagini con liberatoria)</p>
<p><a href="https://www.flickr.com/photos/saramaino/albums/72177720330551054">https://www.flickr.com/photos/saramaino/albums/72177720330551054</a></p>
<p>Archivio sonoro</p>
<p><a href="https://archive.org/details/nel-gran-libro-del-mondo-con-le-mie-orecchie">https://archive.org/details/nel-gran-libro-del-mondo-con-le-mie-orecchie</a></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">AbilNova</author></item><item><guid isPermaLink="false">262d53f5-a4dd-4acf-bf10-870d3a253e73</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cassa-rurale-vallagarina-in-campo-per-promuovere-la-genitorialita-attiva</link><title>Cassa Rurale Vallagarina in campo per promuovere la genitorialità attiva</title><description><![CDATA[<p>Tema sempre attuale e di particolare importanza meritevole di occasioni di approfondimento che hanno raccolto gradimento e adesione.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/3x4lkrqq/da-sinistra-direttore-deimichei-e-presidente-maffei.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/cassa-rurale-vallagarina-in-campo-per-promuovere-la-genitorialita-attiva" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1333</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Due iniziative aperte alla comunità per coinvolgere i papà nella cura dei figli e delle figlie in tenera età e favorire la genitorialità attiva.</p>
<p>Un modo concreto, promosso da Cassa Rurale Vallagarina che, nel corso dell’estate, ha ottenuto la certificazione per la parità di genere, per diffondere sensibilità sul tema, a partire dalla collaborazione e dalla condivisione delle responsabilità tra genitori destinate a favorire il benessere familiare.</p>
<p>In particolare, l’Istituto di credito cooperativo ha promosso alcuni giorni fa due serate, entrambe ad Ala.</p>
<p>La prima è stata dedicata al primo soccorso pediatrico, organizzata in collaborazione con ASSeT Vallagarina e Stella d’Oro Bassa Vallagarina. Il tema ha chiamato a raccolta un pubblico numeroso che ha ascoltato attentamente gli interventi della dottoressa <strong>Francesca Desiderato</strong> della Stella d’Oro Bassa Vallagarina e della pediatra<strong> Lucia Pavanello</strong> sui principi fondamentali legati alla chiamata di soccorso, le pratiche di disostruzione delle vie aeree e, oltre a questo, i comportamenti da tenere in caso di traumi, ferite e convulsioni. Significativo il numero di papà presenti in sala a conferma dell’importanza dei temi trattati.</p>
<p>Qualche giorno dopo, proprio ai papà, è stato dedicato nella cornice prestigiosa di Palazzo Pizzini un laboratorio di esplorazione e gioco denominato “100% papà”, pensato e organizzato in collaborazione con la cooperativa sociale Città Futura per papà e bambini/e da 1 a 5 anni di età.</p>
<p>Il laboratorio ha rappresentato un’occasione speciale per i padri che hanno potuto trascorrere del tempo di qualità con i propri/e figli/e, condividendo attività stimolanti e diverse dal solito. Il pomeriggio è stato impreziosito dalla presenza del pedagogista <strong>Carlo Gualini</strong>, che ha dialogato con gli adulti proponendo alcune interessanti riflessioni sul valore della figura paterna nella cura e nell’educazione.</p>
<p>“Questi due appuntamenti riflettono l’impegno della Cassa Rurale Vallagarina nel promuovere la parità di genere nelle famiglie – ha sottolineato il presidente <strong>Maurizio Maffei</strong> - e siamo felici che i giovani papà abbiano risposto positivamente alla nostra proposta”.  </p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cr Vallagarina - Ufficio Stampa Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">d2427cb1-9d86-41a7-81db-16c1d67b2194</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/a-denno-inaugurato-miformo-e-il-museo-interattivo-del-risparmio-cooperativo</link><title>A Denno inaugurato “MiFormo”: è il museo interattivo del risparmio cooperativo</title><description><![CDATA[<p> L’iniziativa è stata ideata e concretizzata da Cassa Rurale Val di Non Rotaliana e Giovo in collaborazione con la Fondazione dell’istituto di credito cooperativo. Attraverso esperienze educative, MiFormo, vuole promuovere un modello economico che integra innovazione e solidarietà.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/zuydk5dt/taglio-del-nastro.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/a-denno-inaugurato-miformo-e-il-museo-interattivo-del-risparmio-cooperativo" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1500</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Scrivi: MiFormo. Leggi: museo interattivo del risparmio cooperativo.</p>
<p>E’ quanto è stato realizzato (e inaugurato oggi pomeriggio a Denno) da Cassa Rurale Val di Non Rotaliana e Giovo in collaborazione con la Fondazione dell’istituto di credito cooperativo.</p>
<p>“MiFormo” è collocato al piano superiore dell’edificio che, per molto tempo, aveva ospitato la sede della ex Cassa Rurale della località della bassa Anaunia dove ora, a piano terra, è attivo uno sportello bancario di considerevoli dimensioni.</p>
<p>Obiettivo del progetto: promuovere l’educazione economica, finanziaria, sociale e cooperativa attraverso attività di sensibilizzazione e formazione.</p>
<p>“Un progetto fortemente voluto dal Consiglio di Amministrazione, che ha tratto ispirazione da un’esperienza torinese e l’ha saputa adattare alla realtà trentina, ponendo al centro il valore della cooperazione e il coinvolgimento delle nuove generazioni – evidenzia il presidente della Cassa Rurale, <strong>Silvio Mucchi</strong>. “MiFormo nasce con una missione precisa: – aggiunge il direttore <strong>Massimo Pinamonti</strong> - educare al risparmio in modo moderno, coinvolgente e inclusivo. È uno spazio pensato per tutti, dai bambini alle famiglie, dagli studenti agli adulti, ma con un’attenzione particolare ai più giovani, perché da piccoli si impara non solo a risparmiare, ma anche a costruire le basi di una cittadinanza consapevole, capace di affrontare con responsabilità le sfide del futuro. Insomma non un semplice museo, ma un luogo che sorprende, un punto di contatto tra risparmio, cultura e cooperazione”.</p>
<p>MiFormo è pronto ad accogliere visitatori di tutte le età, da 0 a 99 anni. “Non è un museo tradizionale – aggiunge <strong>Dino Magnani</strong>, presidente della Fondazione - è uno spazio multimediale e interattivo dove giovani e adulti possono cimentarsi con la finanza, il risparmio e la cooperazione di credito, vivendo esperienze coinvolgenti, interattive e inclusive che vanno oltre la semplice visita”.</p>
<p>In occasione dell’inaugurazione sono intervenuti i rappresentanti delle istituzioni e i professionisti che hanno garantito la propria collaborazione alla realizzazione dell’opera.</p>
<p>Nel suo intervento<strong>, Roberto Simoni</strong>, presidente della Federazione Trentina della Cooperazione, ha evidenziato la caratteristica assolutamente innovativa di quanto realizzato. “Credo sia fondamentale – ha aggiunto –  dare vita a progetti come questo, realizzato a Denno, per promuovere conoscenza e consapevolezza del ruolo e della funzione delle Casse Rurali oggi come ieri. Consente di creare cultura della cooperazione e del credito cooperativo”.</p>
<p><strong>La struttura di MiFormo</strong></p>
<p>Lungo la scala di ingresso i visitatori vengono accolti da un’infografica che racconta la nascita e lo sviluppo del credito e del credito cooperativo, con un’attenzione speciale al territorio trentino.</p>
<p>Seguono tre spazi.</p>
<p>Il primo propone un’esperienza che fa incontrare armonicamente le illustrazioni a muro e le nuove tecnologie. I disegni diventano interattivi: toccando alcuni punti sensibili si attivano proiezioni animate che arricchiscono le immagini e le completano di significato.</p>
<p>Nel secondo spazio un grande monitor propone un video animato che spiega in modo semplice e chiaro come funziona il risparmio e come approcciarsi al mercato nella maniera corretta.</p>
<p>Il terzo è un ambiente dinamico e trasformabile dove tavoli e sedie si ricompongono in nuove forme a seconda delle esigenze. Uno spazio che si adatta a ogni occasione, pronto ad accogliere introduzioni con gli insegnanti, laboratori creativi e presentazioni, diventando di volta in volta ciò che serve ai visitatori.</p>
<p>Infine una curiosità: il logo di MiFormo non è un semplice segno grafico, ma la planimetria stessa del museo.</p>
<p>Per saperne di più è sufficiente collegarsi al sito internet <a href="http://www.spaziomiformo.it">www.spaziomiformo.it</a></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cr Val di Non Rotaliana e Giovo - Ufficio Stampa Cooperazione Trentina </author></item><item><guid isPermaLink="false">5dae7624-0e12-48c2-b982-ce4322178208</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/primiero-e-vanoi-bocciata-la-fusione</link><title>Primiero e Vanoi: bocciata la fusione</title><description><![CDATA[<p>Ieri sera le socie e i soci della Famiglia Cooperativa Imer-Vanoi, della Famiglia Cooperativa Mezzano e della Famiglia Cooperativa Primiero hanno votato, in assemblea, la fusione delle tre cooperative. Voto contrario della base sociale di Imer-Vanoi / Mezzano / Primiero.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/xyxpdvwe/panoramica.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/primiero-e-vanoi-bocciata-la-fusione" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1303</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Ieri sera si sono tenute le assemblee della Famiglia Cooperativa Imer-Vanoi, della Famiglia Cooperativa Mezzano e della Famiglia Cooperativa Primiero per dare la possibilità agli oltre tremila socie e soci di valutare la fusione delle tre cooperative. <br />Al termine del dibattito si è passati alla votazione che ha evidenziato la volontà della base sociale di non unire le risorse delle tre imprese.</p>
<p><strong>Rodolfo Mioranza</strong>, presidente della Famiglia Cooperativa Imer-Vanoi, <strong>Vanna Dalla Sega</strong>, presidente della Famiglia Cooperativa di Mezzano, e <strong>Francesca Broch</strong>, presidente della Famiglia Cooperativa Primiero, si sono detti dispiaciuti, ma comprendono le ragioni della base sociale. “Evidentemente – hanno commentato – non c’è sufficiente consapevolezza di ciò che sta accadendo nelle nostre comunità, dell’impatto che questo ha sui nostri punti vendita e dello sforzo immane che richiede il tenerli aperti. Adesso dobbiamo trovare altre strade che possano garantire la sopravvivenza delle nostre cooperative”.</p>
<p>L'iniziativa nasceva su iniziative delle tre cooperative di consumo, con l’obiettivo di trovare un modo efficace per poter affrontare con successo le sfide comune che stanno caratterizzando il loro operato: la concorrenza delle grandi catene, l’e-commerce, la difficoltà di trovare personale e un territorio che cambia e invecchia. <br />Il progetto di consulenza per la fusione è stato realizzato con il contributo messo a disposizione dalla Legge regionale 15/1988 per la promozione e lo sviluppo della cooperazione.<br /><br /><br /></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">8cf50819-65f2-4253-98c2-b7565618f3c6</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/il-progetto-io-abito-in-un-film</link><title>Il progetto “Io Abito” in un film</title><description><![CDATA[<p>Al teatro Zandonai venerdì sera la prima assoluta de “L’appartamento” che ha come protagonisti i ragazzi coinvolti nel progetto di abitare accompagnato avviato nel 2022 dalle coop sociali Villa Maria e Amalia Guardini.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/k5zj1sqz/copertina-guido-ghersini.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/il-progetto-io-abito-in-un-film" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1920</width><height>1081</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>La prima del docu-film “L’appartamento” al teatro Zandonai ha suscitato sorrisi ed emozioni tra il pubblico. Il film presenta l’esperienza del progetto “Io Abito” avviato dalle cooperative sociali Villa Maria e Amalia Guardini nel novembre 2022. In due appartamenti in affitto dall’Itea, in viale Trento e in via Venezia, si alternano in gruppi di 4 persone una ventina di ragazze e ragazzi con disabilità che fanno pratica di vita autonoma nella prospettiva di essere pronti quando verrà a mancare il supporto dei genitori. “Io Abito” prepara al “dopo di noi”.</p>
<p>Nel film la telecamera azionata dai registi <strong>Manuela Boezio</strong> e <strong>Federico Scienza</strong> segue gli utenti del progetto nei diversi momenti di vita in appartamento: la preparazione dei pasti, la spesa al supermercato, le pulizie, il tempo libero. Uno spazio è riservato alle uscite sul territorio: tra gli obiettivi di “Io Abito” l’inclusione è in primo piano. Per questo, ad di ogni ripartenza del progetto dopo le pause estive, si organizzano momenti di incontro e di scambio con le associazioni e gli esercizi commerciali che operano nelle vicinanze degli appartamenti.  </p>
<p>Nelle diverse attività i ragazzi sono affiancati dalle educatrici e dai volontari. “Esserci, ma senza sostituirci” è la regola del progetto, riferita al pubblico dello Zandonai dalla coordinatrici <strong>Arianna Gallo</strong> e <strong>Irene Buosi</strong>: “Con Io Abito - hanno detto - intendiamo dare spazio e tempo agli utenti coinvolti perchè creino la loro autonomia e la propria identità di persone adulte”.</p>
<p>La serata è stata aperta dal saluto del presidente di Villa Maria, <strong>Guido Ghersini</strong>, che ha sottolineato il radicamento del progetto. Successivamente hanno preso la parola le autorità. <strong>Alberto Scerbo</strong>, alla prima uscita ufficiale come presidente della Comunità di Valle, ha rimarcato il clima di famiglia e di casa che caratterizza gli eventi di Villa Maria e coop Guardini. La sindaca di Rovereto, <strong>Giulia Robol</strong>, affiancata dalla assessora <strong>Arianna Miorandi</strong>, ha lodato il progetto “che ha prodotto risultati incredibili: non solo restituisce dignità alle persone, ma le aiuta a costruire la propria vita in autonomia”. “Come istituzioni - ha aggiunto - vogliamo dare valore a queste progettualità ed essere al vostro fianco”.</p>
<p>La proiezione, della durata di 45 minuti, è stata preceduta dall’esibizione del <strong>coro Macramè</strong> di Villa Maria diretto dalla maestra Maria Rosa Passamani.</p>
<p>La serata, con molti volti tra il pubblico segnati alla fine dalla commozione e dalla gioia, è stata conclusa dall’intervento della regista <strong>Manuela Boezio</strong>: “Il film ‘L’appartamento’ - ha detto - aiuta a far conoscere il mondo della disabilità. La realizzazione delle riprese ci ha offerto momenti di umanità, calore e amicizia. Grazie di cuore ai ragazzi che ci hanno aperto la porta e ci hanno regalato preziosi istanti della loro quotidianità”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cooperative sociali Villa Maria e Amalia Guardini</author></item><item><guid isPermaLink="false">d16a46fb-e273-4d9b-9a06-b5f1bc74c28b</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/approvata-la-fusione-tra-le-coop-sociali-villa-maria-e-amalia-guardini</link><title>Approvata la fusione tra le coop sociali Villa Maria e Amalia Guardini</title><description><![CDATA[<p>La decisione è stata assunta all'unanimità dalle due assemblee straordinarie che si sono tenute venerdì 30 maggio. Gli effetti della fusione decorreranno dall'1 gennaio 2026.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/tb0d3yru/copertina-presidente-guido-ghersini-tecnici-notaia.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/approvata-la-fusione-tra-le-coop-sociali-villa-maria-e-amalia-guardini" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>900</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Le assemblee straordinarie delle <strong>cooperative sociali Amalia Guardini e Villa Maria</strong>, convocate separatamente, hanno deliberato all’unanimità la fusione. Nasce una società al servizio delle persone con disabilità con 300 dipendenti, 340 soci e un valore della produzione di 11 milioni di euro.</p>
<p>Da anni le due cooperative condividevano progetti e sinergie, sperimentando le potenzialità e la fattibilità di questa integrazione. Il nome della cooperativa che risulta dalla fusione sarà Villa Maria, la sede legale sarà a Calliano.</p>
<p>Le due cooperative - è stato sottolineato in più interventi - presentano una solida situazione finanziaria e patrimoniale, la creazione di una nuova realtà congiunta non è legata a motivi contingenti ma alla volontà di valorizzare i punti di forza di ciascuna società, di cogliere nuove opportunità.</p>
<p>Alle due assemblee sono intervenuti per illustrare il progetto di fusione: <strong>Giuliano Bernardi</strong>, responsabile dell'Area servizi integrati della Federazione Trentina della Cooperazione, il collega <strong>Gabriele Barichello</strong>, responsabile dell'Ufficio legale e sindacale e il consulente Lamberto Savino della società Eupragma.</p>
<p>I tecnici hanno descritto il contesto in cui avviene l’operazione, caratterizzato da diminuzione dei supporti economici pubblici e privati, nuove fragilità sociali, evoluzione delle esigenze dell’utenza e delle famiglie, aumento della burocrazia e delle normative. La strutturazione più consistente in termini di dimensioni consentirà di estendere e di qualificare ulteriormente i servizi e di avere un maggior peso nel rapporto con la pubblica amministrazione.</p>
<p>Alle due assemblee ha partecipato anche la notaia <strong>Eliana Morandi</strong>, che ha illustrato le caratteristiche principali del nuovo statuto sociale.</p>
<p>Gli effetti della fusione dal punto di vista contabile e fiscale decorreranno dal prossimo esercizio, a partire dunque dall’1 gennaio 2026.</p>
<p>A conclusione delle due assemblee straordinarie <strong>Guido Ghersini</strong>, presidente sia di Villa Maria che di Guardini, ha sottolineato come la fusione rappresenti una grande opportunità per le due cooperative ("si mescolano conoscenze, esperienze, professionalità"), i lavoratori, gli utenti e le loro famiglie.<br /><br />Il progetto di fusione ha richiesto lo sviluppo di un percorso di consulenza strategica realizzato con il contributo messo a disposizione dalla Legge Regionale n. 15/1988 “Promozione e sviluppo della cooperazione, dell’educazione e dello spirito cooperativo”.</p>
<p><strong>La fusione in cifre</strong></p>
<p>I numeri di <strong>Villa Maria</strong> - la società incorporante - raccontano di una realtà che fornisce servizi qualificati e personalizzati, non solo sanitari e socio assistenziali, a circa 400 persone.</p>
<p>Le 9 Comunità alloggio distribuite sul territorio di Rovereto (Alba Chiara, Cà Bella, Melograno, Mimosa, Penelope, Sorgente, Arancio, Levante, Perla) accolgono 72 ospiti.</p>
<p>Nei 5 nuclei socio-sanitari (Acquamarina, Ambra, Cristallo, Smeraldo, Zaffiro) presenti all’interno della struttura di Calliano, che ospita anche gli uffici della Cooperativa, risiedono 47 persone, a cui si aggiungono 13 posti per i “sollievi”.</p>
<p>Ai due Centri socio educativi - Viaggio di Primavera a Volano e La Terra a Rovereto in via della Terra - fanno riferimento 31 utenti.</p>
<p>I servizi in campo educativo (Bes, Sed, Centriamoci, Studio Up, Doposcuola) raggiungono 119 ragazze e ragazzi, gli istituti scolastici convenzionati sono 12.</p>
<p>Il servizio Macramè promuove attività nel tempo libero (la sera, il weekend) a beneficio di 76 iscritti.</p>
<p>Il progetto di agricoltura sociale “Mi Coltivo” coinvolge nelle attività dei due orti in gestione a Mori 8 persone.</p>
<p>Al servizio di abitare accompagnato “Io Abito”, svolto in collaborazione con coop Guardini, partecipano 21 utenti.</p>
<p>Un dato a parte va riservato ai partecipanti alle colonie organizzate da Villa Maria: sono stati 223 i bambini e le bambine iscritte alle colonie estive 2024, 10 quelli iscritti alla colonia di Natale.</p>
<p>Se consideriamo anche l’attività delle colonie, nel 2024 sono state 620 le persone che hanno beneficiato dei servizi della cooperativa Villa Maria.</p>
<p>La <strong>coop Amalia Guardini</strong>, fondata nel 1980, conta da parte sua 265 soci e 19 dipendenti. Nel centro diurno di via Pasqui accoglie 42 utenti.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cooperative sociali Villa Maria e Amalia Guardini</author></item><item><guid isPermaLink="false">879c3db7-8df9-4867-b737-aeb945d3dc5b</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/prevenzione-noi-custodi-del-futuro</link><title>Prevenzione: noi custodi del futuro</title><description><![CDATA[<p>La Giornata Mondiale dell’Ambiente si celebra ogni anno il 5 giugno, ed è stata istituita dalle Nazioni Unite nel 1972. È l’occasione per sensibilizzare cittadini, governi e imprese sull’importanza della tutela ambientale. Ogni edizione ha un tema centrale legato alle sfide ecologiche globali.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/qf1j3bib/conferenza-stampa-gma-2025.jpeg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/prevenzione-noi-custodi-del-futuro" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1616</width><height>1080</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Nel 2025, la giornata è dedicata a <em>“Porre fine all’inquinamento da plastica”</em>. L’obiettivo è promuovere soluzioni sostenibili per <strong>ridurre l’uso e la produzione di plastica</strong>. Ogni anno questa iniziativa è ospitata ufficialmente in un paese del mondo e quest’anno è la <strong>Repubblica di Corea</strong>, impegnata nell’eliminazione della plastica entro il 2040. La campagna si inserisce nell’iniziativa globale <em>#BeatPlasticPollution</em> promossa dall’<strong>UNEP</strong>. Milioni di persone nel mondo partecipano con eventi, attività educative e azioni locali. La giornata invita tutti ad agire per proteggere la natura e costruire un futuro più sano. Ognuno può fare la propria parte adottando stili di vita più sostenibili.</p>
<p><strong><em>Prevenzione: Noi custodi del futuro</em></strong></p>
<p>In occasione della <strong>Giornata Mondiale dell’Ambiente 2025</strong>, torna l’atteso evento di sensibilizzazione ambientale promosso sul territorio dell’Alta Valsugana da Cassa Rurale e Fondazione assieme a molti altri partner. Quest’anno la giornata coinvolge ben <strong>250 classi</strong> per un totale di <strong>oltre 4000 studenti</strong> appartenenti agli Istituti Comprensivi di Altopiano di Pinè, Civezzano, Levico Terme, Pergine 1, Pergine 2, Vigolo Vattaro, Novaledo, oltre agli istituti superiori Marie Curie, Ivo De Carneri, I.F.P.A. G. Cipriani e Opera Armida Barelli.</p>
<p>Grazie alla collaborazione con la <strong>Fondazione Cassa Rurale Alta Valsugana</strong>, le scuole sono state chiamate a lavorare su diversi temi legati all’ambiente e alla prevenzione. Il focus di quest’anno sarà infatti dedicato alla <strong>Protezione civile</strong>, che realizzerà due veri e propri <strong>campi dimostrativi</strong> in altrettanti plessi scolastici.</p>
<p>Alle attività direttamente organizzate dal <strong>Dipartimento della Protezione Civile</strong> parteciperanno 21 classi delle scuole primarie – circa 350 bambini. Le iniziative si articoleranno in <strong>percorsi a stazioni</strong>, dove ogni classe potrà sperimentare in prima persona il funzionamento di servizi fondamentali:</p>
<ul>
<li>Servizio Prevenzione Rischi</li>
<li>Servizio Geologico e Servizio Bacini Montani (con modelli dimostrativi)</li>
<li>Numero unico di emergenza 112</li>
<li>Unità Logistica Operativa (con allestimento di una tenda)</li>
<li>Scuola Cani da Ricerca</li>
<li>Soccorso Alpino e Speleologico Trentino</li>
<li>Vigili del Fuoco Volontari</li>
<li>Croce Rossa Italiana<br /><br /></li>
</ul>
<p>A queste attività si aggiungono le numerosissime iniziative ideate dalle <strong>Scuole</strong>: dalla <strong>pulizia del territorio</strong> in collaborazione con <strong>AMAmbiente</strong> e <strong>Plastic Free</strong>, alla <strong>creazione di orti scolastici</strong>, dalla <strong>festa degli alberi</strong> in sinergia con le <strong>Asuc</strong> e i <strong>Custodi Forestali</strong>, fino a <strong>mostre, spettacoli teatrali a tema ambientale, laboratori con WWF Trentino</strong>, proiezioni cinematografiche grazie a <strong>Trento Film Festival</strong>, formazione sul <strong>riciclo delle sigarette</strong> con <strong>Re-Cig</strong> e <strong>WeInk Social Lab</strong>, e percorsi conoscitivi sul territorio con l’<strong>Ecomuseo dell’Argentario</strong>, swap party con il <strong>Circolo Tallù</strong> e <strong>Bello Fresco</strong>; il tutto veicolato grazie alla collaborazione e comunicazione di <strong>APT Valsugana</strong>.</p>
<p>L’entusiasmo dei bambini e dei ragazzi è tangibile: anche quest’anno saranno loro i <strong>veri protagonisti</strong> di questa importante occasione di formazione, partecipazione attiva e impegno per un futuro più sostenibile.</p>
<p><strong>CONFERENZA STAMPA</strong></p>
<p>La <strong>Fondazione Cassa Rurale Alta Valsugana ETS</strong> ha organizzato per <strong>mercoledì 28 maggio</strong> una <strong>conferenza stampa</strong> durante la quale verrà presentato il <strong>ricco programma</strong> delle iniziative e saranno illustrati i contributi dei <strong>numerosi partner</strong> che hanno collaborato attivamente alla sua realizzazione.</p>
<p>Presenti:</p>
<p><strong>Giorgio Vergot </strong>– Presidente, Cassa Rurale Alta Valsugana BCC</p>
<p><strong>Franco Senesi</strong> - Presidente Onorario, Cassa Rurale Alta Valsugana BCC</p>
<p><strong>Bruno Bevilacqu</strong>a – Dirigente del Servizio prevenzione rischi e centrale unica di emergenza, Provincia autonoma di Trento</p>
<p><strong>Roberto Bortolotti</strong> – Direttore, AmAmbiente</p>
<p><strong>Gemma Buccella</strong> – Referente Sostenibilità, APT Valsugana</p>
<p><strong>Andrea Moser</strong> – Presidente, Asuc di Pergine</p>
<p><strong>Matteo Milani </strong>– Responsabile, Welnk Social Lab</p>
<p>in rappresentanza degli Istituti Scolastici coinvolti nell’iniziativa:</p>
<p><strong>Gabriella Vitale </strong>– Dirigente, Istituto Comprensivo di Vigolo Vattaro</p>
<p>Presenti anche altri rappresentanti di Istituti scolastici e partner del progetto.</p>
<p><strong>GIORGIO VERGOT  (PRESIDENTE - CASSA RURALE ALTA VALSUGANA)</strong></p>
<p><em>“In occasione della GMA la Fondazione CRAV promuove numerose attività realizzate in tutte le scuole presenti sul nostro territorio con le associazioni ed organizzazioni attive in tema ambientale e di sostenibilità.</em></p>
<p><em>Con il titolo “Prevenzione: Noi custodi del futuro” quest’anno, grazie anche al prezioso contributo della Cittadella della Protezione Civile della PAT, viene affrontato il tema dell’emergenza, un’occasione per raccontare e far conoscere il valore della generosità e della professionalità dei nostri volontari, ma anche un momento di riflessione sulla necessità di attivare politiche attive per la manutenzione e la corretta gestione del territorio.”</em></p>
<p><strong>BRUNO BEVILACQUA (DIRIGENTE - SERVIZIO PREVENZIONE RISCHI DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO )</strong></p>
<p><em>“Portare la Protezione civile del Trentino nelle scuole è un passo fondamentale per costruire una cultura della prevenzione e della responsabilità condivisa. La consapevolezza dei rischi e la conoscenza delle buone pratiche possono fare la differenza nei momenti critici, e iniziare questo percorso già tra i banchi di scuola significa investire nel futuro della sicurezza del nostro territorio. Invitiamo i giovani a scoprire il mondo del volontariato: entrare a far parte delle tante realtà che operano nella Protezione civile significa contribuire concretamente al bene comune e diventare cittadini attivi e consapevoli.</em></p>
<p><strong>ROBERTO BORTOLOTTI (DIRETTORE- AMAMBIENTE)  </strong></p>
<p><em>“AmAmbiente, in qualità di gestore del servizio di igiene ambientale dell'Alta Valsugana, sostiene con convinzione tutte le iniziative che promuovono una maggiore consapevolezza nella comunità, con l’obiettivo di vivere in un territorio più pulito e ridurre gli sprechi, anche attraverso il riutilizzo.”</em></p>
<p><strong>MICHELE ORIENTE (DIRETTORE - APT VALSUGANA</strong>)</p>
<p><em>“Essere partner della Giornata Mondiale della Terra rappresenta per noi molto più di un motivo di orgoglio: è la conferma concreta del cammino che abbiamo scelto di intraprendere. Come Azienda per il Turismo, siamo fermamente convinti che la sostenibilità non sia soltanto un valore da promuovere, ma una responsabilità quotidiana da vivere e condividere, insieme al territorio e a chi lo abita. Questo evento si integra in modo naturale nel nostro percorso di certificazione secondo gli standard GSTC, rafforzando il nostro impegno per una destinazione sempre più consapevole, autentica e rispettosa dell’ambiente.”</em></p>
<p><strong>MATTEO MILANI (PRESIDENTE - WELNK SOCIAL LAB)</strong></p>
<p><em>“La Giornata Mondiale dell’Ambiente non è solo una semplice ricorrenza, ma rappresenta un momento cruciale per riflettere sull’impatto delle nostre scelte quotidiane e promuovere azioni concrete a tutela del pianeta, soprattutto in un’epoca in cui la sostenibilità dovrebbe essere una priorità globale. Per questo motivo, WeInk Social Lab APS cerca di mettere in atto comportamenti sostenibili, organizzando camminate ecologiche, le Walk of Butts, realizzate per questa ricorrenza in collaborazione con Cassa Rurale Alta Valsugana, scuole e diverse realtà del territorio. Con le WoB puntiamo a raccogliere spazzatura e mozziconi, che verranno riciclati grazie a Re-cig, mirando a ripulire le zone cittadine con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione attraverso attività pratiche per ispirare un cambiamento duraturo, educare le nuove generazioni e rafforzare l’impegno collettivo verso un futuro più verde e responsabile, dimostrando anche come il coinvolgimento attivo della comunità possa fare la differenza.”</em></p>
<p><strong>GABRIELLA VITALE (DIRIGENTE - I.C. VIGOLO VATTARO)</strong></p>
<p><strong><em>“</em></strong><em>Come istituti che aderiscono alla Rete nazionale delle Scuole Green, le nostre scuole dell'Alta Valsugana partecipano con piacere ogni anno alle iniziative congiunte in occasione della Giornata dell"Ambiente. Queste giornate sono per le scuole un’occasione per rafforzare ulteriormente nei bambini e ragazzi la cultura della responsabilità e del rispetto per la Terra che ogni giorno apprendono con i propri docenti. Coinvolti da chi ogni giorno si occupa della salvaguardia dell’ambiente e della sicurezza del territorio, acquisiscono maggiore consapevolezza sulle strategie di prevenzione e sulle azioni concrete che vengono messe in campo. Si tratta di uno strumento prezioso per favorire percorsi di apprendimento esperienziale, sviluppare competenze trasversali e stimolare la consapevolezza critica nei confronti delle sfide ambientali; questa consapevolezza alimenta il loro senso di responsabilità e il desiderio di contribuire attivamente alla tutela del pianeta e al benessere collettivo, rendendoli protagonisti di un cambiamento che parte da loro stessi. È un’occasione per riscoprire la bellezza della natura, per sentirsi parte di un grande progetto di cura e di speranza, e per immaginare insieme un futuro in cui ogni azione conta.”</em></p>
<p><strong>ALTRI PARTNER:</strong></p>
<p><strong>MARCO BRUGNARA (PRESIDENTE - PLASTIC FREE)</strong></p>
<p><em>“Il 5 giugno, giornata mondiale dell'ambiente, è  un evento fondamentale per diverse ragioni: sensibilizzazione globale, stimolo all'azione, promozione di stili di vita sostenibili coinvolgimento delle nuove generazioni. È  quindi una data importante perché accende i riflettori sullo stato di salute del pianeta e spinge tutti, individui, istituzioni ed aziende, a fare la propria parte per costruire un futuro migliore.”</em></p>
<p><strong>ANDREA MOSER (PRESIDENTE - ASUC PERGINE)</strong></p>
<p><em>“E’ compito primario dell’Asuc, amministrazione separata usi civici o beni collettivi, gestire al meglio il comune catastale di pergine preservando la natura e l’ambiente per le generazioni future per questo partecipiamo.”</em></p>
<p><strong>IVAN PINTARELLI (PRESIDENTE - ECOMUSEO ARGENTARIO)</strong></p>
<p><em>“Le nostre attività si articoleranno in uscita con le guide dell'Ecomuseo Argentario a Civezzano  alla scoperta della biodiversità locale.”</em></p>
<p><strong>AARON IEMMA (WWF TRENTINO)</strong></p>
<p><em>“In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, WWF Trentino Alto Adige propone alle scuole laboratori didattici per scoprire l’importanza degli impollinatori attraverso la costruzione di bug’s hotel e per approfondire, in modo interattivo, il tema della convivenza con i grandi carnivori.”</em></p>
<p><strong>LUANA BISESTI (DIRETTRICE - TRENTO FILM FESTIVAL)</strong></p>
<p><em>“Il Trento Film Festival da anni investe sulle nuove generazioni per rendere concreta la speranza di un futuro migliore per il Pianeta. E' nato così il T4Future, la sezione indipendente del Festival dedicata alla promozione degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030 attraverso l'educazione all'immagine. Siamo quindi sempre orgogliosi di poter dare il nostro contributo nei progetti realizzati dalle scuole, trentine e non solo, mettendo a disposizione le nostre competenze e i nostri strumenti didattici.”</em></p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Fondazione Cassa Rurale Alta Valsugana</author></item><item><guid isPermaLink="false">e2f60d43-bc90-41e5-b298-118519be680a</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-scuola-alberghiera-di-tesero-crede-nel-valore-della-cooperazione</link><title>La scuola alberghiera di Tesero crede nel valore della Cooperazione</title><description><![CDATA[<p>La Famiglia Cooperativa di Cavalese ha siglato un importante protocollo d'intesa con la Scuola Alberghiera di Tesero, un accordo destinato a rafforzare il legame tra il mondo dell'istruzione e quello del lavoro sul nostro territorio.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/clgc54tl/enaiptesero1.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/la-scuola-alberghiera-di-tesero-crede-nel-valore-della-cooperazione" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1500</width><height>1125</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il documento, firmato da <strong>Alessandro Sontacchi, Presidente della Famiglia Cooperativa di Cavalese</strong>, e da <strong>Dino Moser, direttore del CFP Enaip di Tesero</strong>, prevede un'ampia e proficua collaborazione, con un focus particolare sulle opportunità di stage e di formazione che verranno offerte ai giovani studenti. Un'occasione d'oro per i ragazzi di mettere in pratica le conoscenze acquisite in aula e di confrontarsi con le dinamiche reali del mercato del lavoro.</p>
<p>A seguito della firma del protocollo, l'iniziativa ha preso subito forma. Le classi seconda sala e seconda cucina Cfp Enaip di Tesero sono state protagoniste di un percorso formativo mirato a far comprendere il profondo valore sociale che le Famiglie Cooperative trentine incarnano. Martedì 27 maggio gli studenti, accompagnati dagli <strong>insegnanti Flavia Belotti, Marta Giovannini e Simone Maistri </strong>e dal <strong>Direttore della cooperativa Fiorenzo Zorzi</strong>, hanno avuto modo di visitare due punti vendita emblematici: il Centro Alimentare di Carano di Ville di Fiemme, noto per la sua vasta e assortita offerta, e il più piccolo ma non meno significativo punto vendita di Castello di Fiemme, un vero e proprio fulcro della vita di paese, dove le relazioni umane e il ruolo sociale della cooperativa emergono con forza.</p>
<p>Culmine di questo percorso è stata un'esperienza di "spesa consapevole" condotta presso il punto vendita di Carano e poi ripetuta presso il punto vendita di Castello. Divisi in gruppi, i ragazzi si sono cimentati in un esercizio pratico di lettura attenta delle etichette alimentari e di confronto dei prezzi, immaginando scenari di acquisto diversificati e complessi. Hanno simulato ad esempio la spesa per una colazione, per un pranzo completo con primo e secondo con contorni e una merenda per vegetariani, per persone celiache, per una famiglia musulmana, per una famiglia con un bimbo intollerante al lattosio, un adulto sportivo, per un’anziana signora con problemi di denti e allergica alle uova etc.. Un'attività che ha permesso loro di sviluppare una sensibilità cruciale verso le esigenze alimentari e culturali di una clientela sempre più variegata. Al termine della spesa, i ragazzi hanno partecipato a una riflessione guidata, condotta dal direttore della cooperativa Fiorenzo Zorzi e dai loro insegnanti, approfondendo le scelte fatte e il valore dei prodotti acquistati.</p>
<p>Questo protocollo d'intesa rappresenta non solo un ponte tra scuola e mondo del lavoro, ma anche un investimento per il futuro del nostro territorio. Offrire ai futuri lavoratori del settore alberghiero e della ristorazione la possibilità di crescere professionalmente in un contesto che valorizza la cooperazione e la consapevolezza sociale è un segnale forte e positivo per l'intera comunità. L'auspicio è che questa collaborazione possa fiorire, formando professionisti non solo competenti, ma anche eticamente consapevoli e profondamente radicati nel tessuto sociale del nostro territorio. La coordinatrice del settore alberghiero, <strong>prof.ssa Marta Giovannini, </strong>ha sottolineato l'importanza di queste iniziative: "È fondamentale che i nostri ragazzi, futuri professionisti, comprendano il valore intrinseco della cooperazione. Non si tratta solo di acquisire competenze tecniche, certamente essenziali, ma anche di sviluppare una coscienza sociale e un senso di appartenenza al territorio, elementi chiave per il successo nel loro percorso professionale e nella vita." Il Direttore della cooperativa, Fiorenzo Zorzi, si è dichiarato estremamente soddisfatto dell'innovativa esperienza, sottolineando l'importanza di reiterare tali iniziative per coltivare la crescita dei giovani e dello stesso territorio.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Fc Cavalese - Cfp Enaip di Tesero</author></item><item><guid isPermaLink="false">fcf12cb4-59e5-481e-b703-022426e311cd</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/abilnova-in-macedonia-del-nord-per-enviter</link><title>AbilNova in Macedonia del Nord per Enviter</title><description><![CDATA[<p>AbilNova Cooperativa Sociale dallo scorso anno è parte di Enviter, European Network for Vision Impairment Training Education and Research, una rete europea che collega tutte le realtà che operano nel campo della disabilità visiva in un’ottica di apprendimento permanente, ricerca e condivisione di buone prassi.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/jvsl23qo/abilnova-enviter1.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/abilnova-in-macedonia-del-nord-per-enviter" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1080</width><height>984</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>E la scorsa settimana la vicepresidente Andry Nardin e Irene Matassoni dell’ufficio progetti della cooperativa hanno preso parte per la prima volta al General Meeting che si è tenuto presso l’istituto “Dimitar Vlahov” di Skopje in Macedonia del Nord. Tre giorni intensi di incontri, scambi internazionali e progettazione condivisa, per costruire insieme un futuro più inclusivo, accessibile e attento ai bisogni delle persone con disabilità visiva in tutta Europa, parlando di servizi innovativi e intelligenza artificiale, tecnologia e sensibilizzazione.</p>
<p>Gli obiettivi di questo network sono quelli di mettere in rete i fornitori europei di servizi per persone cieche e ipovedenti, favorire lo scambio di conoscenze, competenze ed esperienze e promuovere le buone pratiche nel campo dei servizi offerti e delle attività proposte.</p>
<p>“Siamo onorati di essere entrati a far parte di questo circuito – racconta Andry Nardin– perché è sempre più necessario guardare oltre i nostri confini per confrontarci con altre realtà simili alla nostra e per unire forze, risorse e competenze per migliorare ancora di più i nostri servizi. L’utente per noi è sempre al primo posto e il nostro obiettivo è quello che da noi possa trovare sempre più risposte alle proprie esigenze”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">AbilNova</author></item><item><guid isPermaLink="false">124fbcd5-ec1a-4230-9ddc-8c94a34be8d0</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/bts-banca-trentino-sudtirol-il-maldimatematica-messo-in-scena</link><title>Bts - Banca Trentino Südtirol: il maldimatematica messo in scena</title><description><![CDATA[<p>Lo spettacolo, proposto al Teatro San Marco di Trento, fa parte della serie di appuntamenti del percorso di educazione finanziaria ideato e promosso da Banca Trentino Südtirol e indirizzato agli studenti della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/0yxj4w1b/l-attrice-zangirolami.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/bts-banca-trentino-sudtirol-il-maldimatematica-messo-in-scena" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1333</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Educare fin da giovani significa gettare le basi per una società più consapevole, responsabile e capace di affrontare le sfide del futuro.</p>
<p>Investire nella formazione delle nuove generazioni non è solo un dovere, ma un’opportunità per costruire cittadini attivi, critici e preparati. È con questa visione che BTS – Banca Trentino Südtirol ha scelto di credere nella comunità, soprattutto in una comunità pensante, avviando da alcuni anni un percorso strutturato di educazione finanziaria rivolto agli studenti della scuola primaria e secondaria.</p>
<p>Il progetto alterna momenti di lezione in aula ad esperienze sul campo, come le visite alle filiali o l’incontro con il competente personale dell’istituto di via Belenzani.</p>
<p>Il percorso per l’anno scolastico 2024/2025 si è concluso in grande stile, in un Teatro San Marco di via San Bernardino a Trento gremito di occhi curiosi e affamati di sapere. Dopo il saluto del vicepresidente vicario di BTS, <strong>Ermanno Villotti</strong>, rivolto agli alunni e alle alunne delle quinte elementari, è andato in scena lo spettacolo “Math Scare Boom!”, ideato dalla regista <strong>Alessandra Rossi Ghiglione</strong> e interpretato dall’attrice <strong>Viola Zangirolami</strong>.</p>
<p>“Math Scare Boom!” affronta con ironia il ruolo che, la paura e altre emozioni negative, giocano nell’apprendimento della matematica, esplorando come queste possano diventare un ostacolo al pensiero logico e numerico.</p>
<p>Il progetto di educazione finanziaria, denominato “Progetto Educational”, racchiude una serie di iniziative che vedono Banca Trentino Südtirol impegnata nella promozione della cultura finanziaria e attivamente coinvolta in una rete di relazioni con i principali attori del territorio.</p>
<p>Il progetto è rivolto a un ampio pubblico: scuola primaria, scuole medie e superiori, cooperative sociali, istituti di alta formazione e percorsi per adulti.</p>
<p>“Uno degli elementi fondanti dell’essere cooperativo – spiegano i promotori – è valorizzare la vocazione territoriale nelle sue componenti sociali, culturali ed economiche. In quest’ottica, le finalità del progetto rientrano pienamente tra le attività di cultura, formazione e ricerca sul territorio.”</p>
<p>Il progetto in questo anno scolastico ha coinvolto 6 Istituti Comprensivi e 4 Scuole superiori, arrivando da Fondo a Rovereto, raggiungendo un totale di oltre 420 studenti.</p>
<p>Tornando allo spettacolo, la protagonista è Viola, una donna adulta che, come molti, ha conosciuto la paura della matematica da bambina, e non è mai riuscita a liberarsene. Per un curioso equivoco, però, Viola – insegnante di educazione fisica – si ritrova improvvisamente a dover insegnare matematica, su decisione della preside, che comunica con lei tramite un altoparlante.</p>
<p>Questa situazione la spinge a ripercorrere i ricordi dell’infanzia: una compagna di classe bravissima in matematica, una lettera alla Signora Matematica, interrogazioni sulle tabelline in cui c’era sempre un numero che non arrivava mai…</p>
<p>Il ricordo di Ada, la zia sportiva e divertente che per lei fu un'insolita insegnante di matematica, unito alla voce-guida della preside e all’aiuto del pubblico, aiuteranno Viola a scoprire che per capire i numeri e la geometria è importante saper guardare il mondo con occhi diversi.</p>
<p>Così la matematica può rivelarsi nella realtà: nelle forme di un campo da calcio, nella spirale di una conchiglia… e persino in uno spettacolo teatrale.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Fonte: Bts – Banca Trentino Sudtirol</author></item><item><guid isPermaLink="false">ff61eb59-95ef-4bd6-9694-ce7f7a281081</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/progetto-di-coop-villa-maria-sulla-caa</link><title>Progetto di coop Villa Maria sulla Caa</title><description><![CDATA[<p>Coinvolte tutte le classi della scuola primaria di Calliano e 15 ospiti della cooperativa sociale - I bambini hanno sperimentato cosa significa non poter comunicare e questo li ha motivati a conoscere modalità di scambio differenti.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/nxyjhjq0/foto-01-copertina.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/progetto-di-coop-villa-maria-sulla-caa" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>900</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Si è concluso nei giorni scorsi il progetto sulla Comunicazione Aumentativa Alternativa, in sigla CAA, che ha visto protagoniste tutte le classi della scuola primaria di Calliano. La CAA utilizza strumenti alternativi alle parole, come il disegno e i simboli. Può offrire un prezioso aiuto a tutte quelle persone che hanno difficoltà di linguaggio, bambini che non sanno leggere o persone con fragilità, ad esempio.</p>
<p>A partire da novembre i bambini della primaria di Calliano - un centinaio - hanno partecipato ad una serie di incontri sulla CAA proposti dalla <strong>cooperativa sociale Villa Maria</strong>. Il progetto, finanziato con bando da Fondazione Caritro e coordinato da <strong>Elena Facchini</strong>, responsabile per i Servizi territoriali e per l’Età evolutiva di Villa Maria, è stato denominato: <em>ComuniCAAlliano</em>. Nel ruolo di partner dell’iniziativa: l’Istituto Comprensivo Alta Vallagarina e il Comune.  Obiettivo finale del progetto: sensibilizzare sull’importanza di rendere i luoghi della comunità accessibili dal punto di vista della comunicazione.</p>
<p>Oltre agli scolari della scuola elementare il progetto ha coinvolto 15 ospiti di Villa Maria. Gli incontri, quattro per ogni classe, sono stati tenuti da <strong>Francesca Pitteri</strong>, esperta di Villa Maria in CAA.</p>
<p>I bambini hanno sperimentato cosa significa non poter comunicare, vivere quindi in una comunità non accessibile a tutti e questo li ha motivati a conoscere modalità di scambio differenti. Sono stati quindi individuati i luoghi di Calliano di cui migliorare l’accessibilità dal punto di vista comunicativo. A scuola è stato realizzato il materiale in CAA che è stato applicato nel corso di una serie di uscite agli ambienti di Calliano adottati: la biblioteca, il tabacchino, la parrucchiera, il bar Matita e la farmacia. Nel corso dell’incontro in biblioteca, Villa Maria ha donato alcuni libri in CAA, che costituiranno il primo nucleo della sezione di narrativa in Comunicazione alternativa.</p>
<p>Tracciano un bilancio positivo dell’esperienza le insegnanti. Per <strong>Lorella Bertoldi</strong> “questo percorso è stato molto motivante, soprattutto per i bambini che hanno potuto sperimentare varie competenze che non esercitano nella quotidianità. In particolare si sono immedesimati in chi ha difficoltà di comunicazione e hanno fatto pratica di empatia”. <strong>Morena Comper</strong> commenta: “Anche le insegnanti hanno avuto la possibilità di imparare qualcosa di nuovo. È stato un percorso formativo davvero interessante”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cooperativa Villa Maria</author></item><item><guid isPermaLink="false">42783d35-ceae-4a17-91de-a471d2c3a173</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/progetti-smart-per-vivere-meglio-se-ne-e-parlato-a-rebuild-a-riva-del-garda</link><title>Progetti smart per vivere meglio. Se ne è parlato a Rebuild a Riva del Garda</title><description><![CDATA[<p>Il convegno, inserito nel calendario della due giorni ospitata al Palacongressi della città del Benaco, è stato promosso da Polo Edilizia 4.0.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/1dapqf3o/panoramica.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/progetti-smart-per-vivere-meglio-se-ne-e-parlato-a-rebuild-a-riva-del-garda" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1500</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“Nuovi bisogni abitativi – Progetti smart per vivere meglio”.</p>
<p>Titolo e tema del convegno ospitato nel pomeriggio di ieri al Palacongressi di Riva del Garda nell’ambito di Rebuild, la due giorni dedicata “all’innovazione sostenibile dell’ambiente costruito”.</p>
<p>Il convegno, incluso nel calendario di eventi collaterali di Rebuild, è stato promosso da Polo Edilizia 4.0 ed è stato ambientato all’interno di “Sala Belvedere”, scelta azzeccata considerata la volontà di proporre una panoramica il più ampia possibile sul tema.</p>
<p>“Riteniamo significativo organizzare queste occasioni indirizzate ai nostri associati e ai professionisti che, nella quotidianità, operano in questo settore – ha spiegato <strong>Aldo Montibeller</strong>, presidente di Polo Edilizia 4.0 – Il settore delle costruzioni ha bisogno di nuovi stimoli dettati da esigenze abitative nuove di nuovi modi di abitare gli edifici come ben riassume il titolo dell'evento di oggi. La centralità dell'uomo è il benessere  in funzione alle esigenze dello stesso dettate dagli  stili di vita, esigenze lavorative piuttosto che  fasi della vita che necessitano di nuovi bisogni assistenziali. Tutto ciò si integra con  modelli efficienti e intelligenti di gestione energetica dell’edificio, la gestione delle manutenzioni preventive ed il controllo da remoto delle anomalie. Abbiamo ascoltato relatori che ci hanno stimolato proprio in questa direzione. Inoltre si è parlato di demografia, tema che  coinvolge in maniera diretta anche il mondo delle costruzioni sia per il tema dell’abitare, ma soprattutto per la mancanza di lavoratori. Questo tema abbiamo visto imporrà  riflessioni e azioni urgenti per cercare contrastare gli effetti”.</p>
<p>Ricordiamo che, <strong>Montibeller</strong>, a metà aprile aveva raccolto il testimone di <strong>Germano Preghenella</strong> alla presidenza dell’organismo associativo, creato sei anni fa, che raccoglie tutti i settori e le professioni dell’abitare con lo scopo di stimolare l’innovazione e la crescita di questo comparto.</p>
<p>“Nel corso del pomeriggio sono stati affrontati argomenti chiave per l’edilizia del futuro – spiegano gli organizzatori - Si è partiti da una lettura approfondita dell’andamento demografico del territorio, per poi coinvolgere progettisti e imprenditori che hanno portato idee e soluzioni tecnologiche in risposta ai nuovi requisiti abitativi che caratterizzano il momento presente di un settore cardine per il tessuto economico”.</p>
<p><strong>Francesco Biasioni</strong>, ricercatore della Ludwig Maximilian University con sede a Monaco di Baviera, ha presentato i contenuti di una sua ricerca sull'andamento demografico del territorio, inquadrando tendenze e problematiche.</p>
<p>Quindi l’attenzione è stata spostata sull’argomento “Dalla domanda alla soluzione: il futuro dell’abitare”. Qui gli interventi sono stati tre.</p>
<p>Il primo affidato a <strong>Daniele Rangone</strong>, cofondatore Studio Settanta7, con un caso di progettazione innovativa di una Rsa – Residenza Sanitaria Assistenziale.</p>
<p>Il secondo e il terzo hanno visto alternarsi al microfono i rappresentanti di due startup:  <strong>Raffaele Borgini</strong> (Ceo e fondatore Smart Domotics) e <strong>Luca Benedetti</strong> (Ceo B2 Labtech). Il focus è stato dedicato ai sistemi di illuminazione e alla gestione energetica per migliorare il comfort abitativo.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Cooperazione Trentina - Polo Edilizia 4.0</author></item><item><guid isPermaLink="false">03bc6154-3ee8-4795-947b-5a14d45992e9</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/ad-avio-si-fa-rete-con-macrame</link><title>Ad Avio si fa rete con Macramè</title><description><![CDATA[<p>L’evento promosso dal Servizio di coop Villa Maria ha coinvolto 70 persone della Bassa Vallagarina e di Rovereto. Il volontariato come strumento di inclusione e condivisione.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/zuvjv4jo/fa-rete.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/ad-avio-si-fa-rete-con-macrame" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1920</width><height>1100</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il volontariato può essere un potente strumento di inclusione e di condivisione. Lo ha evidenziato la giornata speciale promossa ad Avio dal Servizio Macramé della <strong>cooperativa sociale Villa Maria</strong> nel contesto del <strong>Progetto Fa-rete</strong>.</p>
<p>Questo progetto si pone l’obiettivo di promuovere il volontariato sociale favorendo l’attivazione del territorio e l’integrazione delle persone con disabilità nel loro contesto di vita. Per raggiungere questo scopo Fa-rete coinvolge associazioni, gruppi, amministrazioni locali ed enti pubblici, creando proposte che rafforzano il senso di comunità e solidarietà.</p>
<p>La giornata è iniziata con i saluti, tra gli altri, del sindaco di Avio <strong>Ivano Fracchetti</strong>, del presidente <strong>Lorenzo Pegoretti</strong> dei Nuclei Volontari Alpini della Protezione Civile di Trento, del vice presidente della Comunità della Vallagarina, <strong>Alberto Scerbo</strong> e di <strong>Guido Ghersini</strong>, presidente della coop sociale Villa Maria. Nei diversi interventi si è sottolineata l’importanza di questa iniziativa per il territorio e per le persone coinvolte.</p>
<p>Alla giornata hanno partecipato persone con disabilità della zona di Ala e Avio, ma provenienti anche da Rovereto, rendendo l’evento un’opportunità di unione tra diverse comunità locali. L’atmosfera di festa e solidarietà ha ‘contagiato’ tutti i presenti.</p>
<p>Un momento molto apprezzato è stato il pranzo preparato dai <strong>Nu.Vol.A</strong>, che ha visto la partecipazione di oltre 70 persone. Un ringraziamento speciale è stato rivolto all’associazione <strong>Salute Donna</strong> di Ala, che ha donato numerosi premi per una ricca tombola.</p>
<p>La giornata Fa-Rete ad Avio ha rappresentato un esempio concreto di come il territorio possa unirsi per promuovere l’inclusione e il benessere di tutte le persone, dimostrando come la collaborazione e la solidarietà  rappresentino le chiavi per costruire una comunità più solida e accogliente.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cooperativa Villa Maria</author></item><item><guid isPermaLink="false">08964fab-878c-47c0-848b-55401daccadf</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/chiese-giubilari-e-accesso-ai-disabili-la-mappatura-di-handicrea</link><title>Chiese giubilari e accesso ai disabili, la mappatura di HandiCREA</title><description><![CDATA[<p>La Cooperativa di servizio HandiCREA, d’intesa con l’Arcidiocesi di Trento, ha svolto una dettagliata mappatura delle quattro chiese giubilari trentine per verificarne l’accessibilità alle persone con disabilità.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/gn3p0dyi/handicrea.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/chiese-giubilari-e-accesso-ai-disabili-la-mappatura-di-handicrea" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>371</width><height>346</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L’iniziativa è in perfetta sintonia con il Giubileo delle persone con disabilità celebrato a Roma in questi giorni di fine aprile.</p>
<p>Grazie al contributo dei suoi operatori e la consulenza dei suoi tecnici, la Cooperativa (fondata dall’indimenticabile Graziella Anesi 30 anni fa) ha completato di recente la mappatura delle quattro chiese giubilari trentine: la cattedrale di San Vigilio, la basilica dei Santi Martiri a Sanzeno, il santuario di Montagnaga di Pinè, la chiesa di San Vigilio a Spiazzo Rendena.</p>
<p>Le indicazioni emerse riguardano principalmente le possibilità di parcheggio, gli accessi e la percorribilità degli spazi interni o problematiche particolari. In qualche caso vengono dati suggerimenti per eliminare eventuali barriere architettoniche persistenti, oppure si evidenziano buone prassi da estendere anche ad altre chiese, ad esempio l’installazione di adeguate rampe di accesso ai confessionali come già accade al santuario di Piné.</p>
<p>Per prenderne visione del report completo delle quattro chiese basta entrare nel sito che la cooperativa Handicrea ha denominato “<a href="http://www.trentinopertutti.com/chiese_giubileo_trentino.">Trentino per tutti</a>”, all’indirizzo <a href="http://www.trentinopertutti.com/chiese_giubileo_trentino">www.trentinopertutti.com/chiese_giubileo_trentino</a>.</p>
<p>Dopo una descrizione delle quattro chiese giubilari con accenni agli aspetti storici e pastorali, è possibile visionare una scheda dettagliata con informazioni e specifici dati tecnici. </p>
<p>“Questo lavoro – osserva il presidente di HandiCrea, Roberto Mosna – segue di qualche tempo un servizio che riguarda il Museo Diocesano Tridentino, per il quale esiste (nello stesso sito) una mappatura aggiornata al 2022. HandiCREA segnala inoltre a tutti gli interessati che la Cooperativa rimane a disposizione per raccogliere eventuali integrazioni o modifiche dopo la visione delle pagine”.</p>
<p>La mappatura è quindi uno strumento utile per avviare un lavoro condiviso che, fin dal monitoraggio, vede coinvolti i fedeli trentini con disabilità, i loro accompagnatori e tutti gli operatori pastorali attenti ad una dimensione di accoglienza che tiene conto anche di impedimenti temporanei, dovuti all’età o a qualche patologia.</p>
<p>Un tema già sollevato di recente anche da un reportage del settimanale Vita Trentina dal titolo “I gradini che restano”, realizzato sulla base delle indicazioni di alcuni disabili che avevano segnalato la presenza di alcune strutture sacre ancora solo parzialmente accessibili o vincolate alla presenza di un accompagnamento.</p>
<p>La speranza delle persone interessate è che l’Anno giubilare - sull’esempio di quanto si è sperimentato a Roma - possa portare ad un miglioramento dell’accessibilità con il contributo di tutti.</p>
<p>Mail: <a href="mailto:info@handicrea.it">info@handicrea.it</a>; telefono 0461-239396.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Cooperativa Handicrea e Ufficio Stampa Arcidiocesi Trento</author></item><item><guid isPermaLink="false">7618ca38-47c1-4ebf-ba2c-b458a95ce717</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/banca-per-il-trentino-alto-adige-blue-revolution-l-economia-ai-tempi-dell-usa-e-getta</link><title>Banca per il Trentino-Alto Adige: “Blue Revolution: l’economia ai tempi dell’usa e getta”</title><description><![CDATA[<p>Sul palco della Sala Filarmonica a Trento è stato proposto, stamani, uno spettacolo pensato e proposto per un gruppo di studentesse e studenti. Obiettivo: proporre una nuova visione del rapporto tra produzione, consumo e ambiente.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/fomaabce/panoramica.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/banca-per-il-trentino-alto-adige-blue-revolution-l-economia-ai-tempi-dell-usa-e-getta" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1500</width><height>1000</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“Blue Revolution: l’economia ai tempi dell’usa e getta”. Titolo e sottotitolo dello spettacolo andato in scena, stamani, alla Sala della Filarmonica di Trento.</p>
<p>Un’occasione culturale voluta da Banca per il Trentino-Alto Adige Credito Cooperativo Italiano e riservata a un gruppo di oltre duecento studentesse e studenti delle classi partecipanti al progetto “Tu Sei”, promosso da Confindustria Trento in partnership con la Provincia Autonoma di Trento e di cui l’istituto di credito è tra le realtà sostenitrici.</p>
<p>Un <em>one man show </em>(interpretato dall’attore <strong>Alberto Pagliarino</strong>) che ha unito tre storie (la storia dell’economia dell’usa e getta, il dramma dell’inquinamento da plastica dei mari e la vicenda del giovane imprenditore Tom Szaky) per proporre una nuova visione del rapporto tra produzione, consumo e ambiente.</p>
<p>“Lo spettacolo racconta come un’idea, nata dall’abuso e fraintendimento di una celebre frase di Adam Smith - <em>“Non è dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio che ci aspettiamo il nostro pranzo, ma dalla cura che essi hanno per il proprio interesse”</em> - abbia fondato la visione neoliberista che ha limitato la durata delle lampadine e riempito di scarti il Pianeta – si legge nella nota di presentazione dello spettacolo. Il nuovo “continente di plastica” scoperto dal capitano Charles J. Moore, è ormai davanti ai nostri occhi, ma non abbiamo fatto interamente i conti con quello che stiamo rischiando. A capire che “un'altra strada è possibile” ci aiuta allora Tom Szaky, giovane canadese che ha dato vita a un’azienda in grado di trasformare gli scarti di cibo in concime e i chewing-gum in panchine. Lo spettacolo dell’Associazione Pop Economix – viene aggiunto - si muove con leggerezza a cavallo degli ultimi tre secoli per mostrare come il nostro mondo sia vicino al collasso e ci sia bisogno di una nuova alleanza tra l’uomo e l’ambiente per salvarlo. Un’alleanza basata sull’economia circolare, quella trasforma i rifiuti in ricchezza – e l’economia civile pensata da Antonio Genovesi proprio nello stesso secolo di Adam Smith, per cui il profitto è possibile ma è solo uno strumento del bene di tutti”.</p>
<p>L’iniziativa si è inserita in un contesto più ampio. Da un paio di anni la Banca con sede in via Belenzani a Trento, ha avviato il “Progetto Educational” per promuovere iniziative di educazione finanziaria nelle scuole e non solo, valorizzando i tratti distintivi dell’essere banca del territorio con l’obiettivo di sostenere e sviluppare fra i giovani studenti una cultura del risparmio e del credito attraverso l’esperienza del modello bancario cooperativo. Il progetto dialoga sistematicamente con giovani, istituzioni e territorio e vede l’istituto di credito coinvolto in una rete di relazioni con interlocutori primari, tra cui le scuole, gli Istituti Comprensivi, Cooperative Sociali, Confindustria Trento e la Provincia Autonoma di Trento.</p>
<p>L’anteprima dello spettacolo è stata affidata agli interventi istituzionali.</p>
<p>“Tra le attività contenute nello Statuto del nostro istituto di credito cooperativo c’è l’attivazione di iniziative destinate a elevare culturalmente le zone dove la nostra banca opera nella quotidianità con la sede e la rete di filiali – ha osservato <strong>Ermanno Villotti</strong>, vicepresidente vicario di Banca per il Trentino-Alto Adige Credito Cooperativo Italiano – Una attenzione destinata a interessare ogni fascia di età, dai giovani agli adulti, e ogni ambito compreso quello scolastico. Ecco perché sosteniamo e promuoviamo queste iniziative destinate, davvero, ad aumentare conoscenza e consapevolezza su temi di attualità”.</p>
<p>"Siamo felici che Banca per il Trentino-Alto Adige abbia voluto proporre agli studenti delle scuole che partecipano al progetto Tu Sei questa esperienza di "intrattenimento educativo" che consentirà loro, divertendosi, di imparare come sia importante organizzarsi per il riuso e minimizzare i consumi di beni non rinnovabili – ha aggiunto <strong>Luca Arighi</strong>, vicepresidente di Confindustria Trento con delega a istruzione, formazione e politiche giovanili.  Gli studenti che partecipano al Tu Sei, collaborando con le imprese di Confindustria, hanno sperimentato in questi anni quanto le aziende industriali stanno investendo per ridurre l'impatto sul clima e per valorizzare fonti energetiche sostenibili e materie prime provenienti dal reimpiego e dal riciclo”.</p>
<p>Presenti, inoltre, <strong>Giuseppe Rizza</strong>, sovrintendente scolastico provinciale, e <strong>Roberto Busato</strong>, direttore di Confindustria Trento.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Cooperazione Trentina / Bancapts</author></item><item><guid isPermaLink="false">fcfb67a5-d070-4c84-9126-459b85f9767b</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/primiero-il-progetto-del-nuovo-caseificio-al-centro-dell-incontro-con-l-assessore-zanotelli</link><title>Primiero, il progetto del nuovo caseificio al centro dell'incontro con l'assessore Zanotelli</title><description><![CDATA[Un'area montana dal potenziale unico, la tradizione secolare dell’allevamento e un progetto ambizioso per il futuro.<span> </span>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/y3cjf4ga/incontroprimiero.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/primiero-il-progetto-del-nuovo-caseificio-al-centro-dell-incontro-con-l-assessore-zanotelli" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>1200</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Questi i temi al centro dell'incontro che ha visto l'assessore provinciale all'agricoltura Giulia Zanotelli - accompagnata dalla consigliera Antonella Brunet e dal dirigente generale dell’Umst Agricoltura Andrea Merz - dialogare con la comunità degli allevatori del Primiero, alla presenza del presidente della Federazione provinciale Giacomo Broch e del presidente del caseificio di Primiero Cesare Scalet. L’incontro, che si è svolto ieri a Palazzo Scopoli, ha coinvolto gli amministratori locali, i vertici del caseificio, le associazioni di categoria e numerosi allevatori della zona, tra cui anche molti giovani. L'appuntamento è stato l'occasione per presentare il progetto di ampliamento del caseificio. L’assessore Zanotelli ha messo in luce la centralità della filiera lattiero-casearia per il territorio e ha ricordato l'importante percorso intrapreso in questa legislatura con il Tavolo Zootecnia, che include rappresentanti di categoria e allevatori, dando voce diretta agli operatori del settore. Il tavolo si avvale anche della collaborazione con Trentino Marketing, fondamentale per integrare il mondo dell’allevamento e della produzione casearia con il settore turistico, in un sodalizio che valorizza l’intero territorio. A supporto di questa visione, la consigliera Brunet ha rimarcato come il nuovo caseificio possa diventare una vera e propria "destinazione" per chi visita la zona.</p>
<p>Nel corso dell'incontro è stata ripercorsa l’evoluzione del comparto agricolo e zootecnico nel Primiero, dalla nascita del Caseificio, il forte impulso degli anni Ottanta fino agli sviluppi più recenti. Al centro dell’incontro, i giovani allevatori ed il progetto di ampliamento del caseificio di Primiero: un investimento strategico che non sarà solo un luogo di produzione e commercializzazione, ma un punto di riferimento per il turismo.</p>
<p>Zanotelli ha sollecitato proprio i giovani allevatori presenti a partecipare attivamente al mondo cooperativo ed a far sentire la propria voce al fine di promuovere quell’unione di intenti e coordinamenti di cui oggi il settore zootecnico trentino necessita più che mai. “L’unione che vedo qui oggi fa la differenza, ed è l’unione che vorrei vedere in tutto il comparto zootecnico - ha detto l’assessore - il mio auspicio è che certe conflittualità possano ridimensionarsi in favore di una proficua collaborazione reciproca tra le realtà del settore”. È stata dunque Brunet a rimarcare come il ricambio generazionale sia “una questione urgente, ed è fondamentale sostenere i giovani che vogliono rilevare le attività di famiglia e continuare la professione dell’allevatore, una professione che richiede passione e sacrifici”.</p>
<p>Le sfide odierne sono state peraltro affrontare dal presidente Broch: sebbene il settore in Premiero abbia ottenuto notevoli successi, oggi è alle prese con un rallentamento. Questa realtà conta oggi 45 soci attivi e continua a rappresentare un esempio positivo per la zona, lavorando esclusivamente con il latte dei produttori locali.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento</author></item><item><guid isPermaLink="false">b99abb23-3471-4f1a-b072-476280d9be5f</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/i-sapori-della-qualita-e-della-sostenibilita-il-progetto-di-ricerca-del-contratto-di-filiera-trentingrana</link><title>I sapori della qualità e della sostenibilità: il progetto di ricerca del contratto di filiera Trentingrana</title><description><![CDATA[<p>La sala riunioni della Federazione Provinciale Allevatori ha ospitato, stamani, il convegno di presentazione dei contenuti e degli obiettivi del progetto che sarà sviluppato nei prossimi trentasei mesi. Un’iniziativa strategica per il miglioramento della filiera del Trentingrana, con un investimento complessivo di oltre 43 milioni di euro, 25 beneficiari e il coinvolgimento di enti di ricerca nazionali. </p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/f3eefub0/panoramica-sala.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/i-sapori-della-qualita-e-della-sostenibilita-il-progetto-di-ricerca-del-contratto-di-filiera-trentingrana" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>704</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>"Contratto di filiera Trentingrana: il sapore della qualità e della sostenibilità”.  </p>
<p>È il titolo del progetto presentato, stamani, durante il convegno ospitato alla sala riunioni della Federazione Provinciale Allevatori in via delle Bettine a Trento alla presenza, tra gli altri, del presidente di Trentingrana-Concast <strong>Stefano Albasini</strong> e del presidente della Federazione Trentina Allevatori <strong>Giacomo Broch</strong>. </p>
<p>L’iniziativa si colloca nell’ambito dei contratti di filiera agroalimentare, strumenti di sostegno agli investimenti nel settore previsti dal Masaf - Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (selezionato nell’Avviso pubblico n. 182458 del 22 aprile 2022, posizionandosi all’8° posto su 318 domande di accesso alle agevolazioni).</p>
<p>Il progetto, promosso dal <strong>Consorzio dei Caseifici Sociali Trentini</strong> (Concast) e coordinato dal <strong>Ciheam </strong>Bari, prevede il coinvolgimento di quattro enti di ricerca nazionali: il <strong>Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari Aldo Moro</strong>, il <strong>Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie dell’Università di Bologna</strong>, il <strong>Dipartimento di Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse Naturali e Ambiente dell’Università di Padova</strong> e la <strong>Fondazione Edmund Mach</strong> di San Michele all’Adige. </p>
<p>L’iniziativa si concentra su tutte le fasi della produzione del Trentingrana, con interventi mirati allo sviluppo di tecniche di alimentazione di precisione per migliorare il benessere animale e la qualità del latte, all’applicazione dell’economia circolare nella gestione dei sottoprodotti della filiera, al miglioramento della genetica bovina per una maggiore resilienza ai cambiamenti climatici e allo sviluppo di indicatori di biodiversità per la valorizzazione dei pascoli montani. </p>
<p>Il progetto coinvolge 25 soggetti beneficiari, tra cui 18 imprese agricole attive nella produzione primaria tra Trentino-Alto Adige, Lombardia e Puglia, 5 imprese di trasformazione e commercializzazione dei prodotti localizzate in Trentino-Alto Adige e Lombardia, 1 impresa di stagionatura, confezionamento e commercializzazione in Trentino-Alto Adige e i 5 enti di ricerca. Gli investimenti ammissibili ammontano a 43.803.088,91 euro, di cui 34.162.838,60 destinati al Trentino-Alto Adige (pari al 77,99%), 6.640.250,31 alla Lombardia (pari al 15,16%) e 3.000.000 alla Puglia (pari al 6,85%). </p>
<p>“Si tratta di un progetto pionieristico che valorizza l’intera filiera trentina, dagli allevamenti alla trasformazione fino alla commercializzazione” ha dichiarato <strong>Stefano Albasini</strong>, presidente di Trentingrana-Concast.</p>
<p>“L’obiettivo è migliorare la sostenibilità e la resilienza degli allevamenti in alta montagna, applicando soluzioni innovative per la gestione della filiera” ha aggiunto <strong>Vincenzo Verrastro,</strong> coordinatore del progetto per il Ciheam Bari. </p>
<p>Con questa iniziativa si punta a garantire la sostenibilità dell’intera filiera, in coerenza con i sei obiettivi ambientali previsti dal Regolamento (UE) n. 852/2020, che comprendono la mitigazione dei cambiamenti climatici, l’uso sostenibile delle risorse idriche e la transizione verso un’economia circolare. Tutte le aziende aderenti dispongono della Certificazione di Filiera UNI EN ISO 22005 e della certificazione di sostenibilità UNI EN ISO 14067:2018 relativa all’impronta climatica dei prodotti. </p>
<p>“Il progetto di ricerca – è stato evidenziato nel corso dei lavori - si svilupperà nell'arco di trentasei mesi. La conclusione è prevista entro il 2027 e si concentrerà su tutte le fasi di produzione del formaggio Trentingrana”. </p>
<p>Nel corso del convegno, concluso in mattinata, è stato dato inoltre spazio alla valorizzazione dei sottoprodotti della lavorazione, al ruolo delle specie microbiche nei sieroinnesti e agli indicatori di biodiversità ed ecosistemi nei prati-pascoli. In chiusura, sono stati illustrati i risultati attesi, con benefici per la qualità del Trentingrana, la sostenibilità della filiera e la competitività del settore. </p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Cooperazione Trentina / Trentingrana Concast</author></item><item><guid isPermaLink="false">9e53124f-db56-475c-9e5d-7f561fe9c003</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/le-buone-abitudini-alimentari-di-scena-a-berlino-melinda-presenta-tre-progetti-per-il-benessere</link><title>Le buone abitudini alimentari di scena a Berlino Melinda presenta tre progetti per il benessere</title><description><![CDATA[<p>Presentate a Fruit Logistica tre iniziative del Consorzio. Filo conduttore: l’importanza del consumo di frutta e le sue ricadute positive sul benessere quotidiano. Il direttore generale Zaglio: “Con questi progetti intendiamo dare valore alle nostre azioni raggiungendo un pubblico sempre più attento e consapevole”.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/llhjl5pt/fruit-logistica-2025-9-.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/le-buone-abitudini-alimentari-di-scena-a-berlino-melinda-presenta-tre-progetti-per-il-benessere" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1600</width><height>1200</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Tre progetti per far conoscere il valore più autentico delle mele, le loro caratteristiche peculiari e le loro proprietà nutritive. Tre iniziative pensate per promuovere il benessere attraverso il consumo consapevole. A illustrarle il Consorzio Melinda, presente in questi giorni a <strong>Fruit Logistica</strong>, il grande evento di settore che vede la partecipazione dei maggiori operatori del comparto provenienti da tutto il mondo. Una manifestazione di primo piano, quella berlinese, che si colloca, quest’anno, in un quadro reso complesso sia dalle difficili condizioni meteo  sia da un delicato contesto internazionale e macroeconomico.</p>
<p>“Tutte queste sfide ci stimolano oggi a impegnarci ancora di più nelle nostre iniziative a favore della sostenibilità e del corretto uso delle risorse che abbiamo a disposizione oltre che ad agire sul fronte dell’educazione alimentare”, ricorda <strong>Luca Zaglio, direttore generale di Melinda</strong>. “Ciò che vogliamo fare, in risposta a questa situazione, è dare ulteriore valore alle nostre azioni e ai nostri prodotti, rivolgendoci a un pubblico che si sta dimostrando sempre più attento a questi aspetti”.</p>
<p>È questa, sottolinea ancora Zaglio, la visione che ha ispirato i tre progetti dedicati alle buone abitudini alimentari e realizzati in collaborazione con alcuni professionisti del settore. Le mele, ricorda tra gli altri uno studio dell’Università degli Studi di Milano in via di pubblicazione che ha preso in esame un’ampia letteratura scientifica, si caratterizzano tipicamente per la presenza di contenuti nutrienti e composti bioattivi che contribuiscono a un buono stato di salute. Particolarmente apprezzata, in questo senso, la <strong>Renetta</strong> DOP di Melinda, una varietà molto particolare protagonista della prima iniziativa presentata a Berlino nello spazio trentino, con l’intervento di Rossella Ratto, nutrizionista.</p>
<p>Al centro del progetto un’intensa campagna di comunicazione e supporto alla vendita che punta a promuovere gli aspetti peculiari di questa mela - che ha evidenziato nell’ultimo raccolto un alto livello qualitativo - a cominciare dall’<strong>elevato contenuto di polifenoli</strong> (quasi 200 mg ogni 100 g) che la rende un potente antiossidante naturale. Il consumo giornaliero di due mele Renetta, sottolinea una ricerca della Fondazione Edmund Mach e dell’Università di Reading realizzata in collaborazione con l’Università di Trento e pubblicata sull’<em>American Journal of Clinical Nutrition</em> nel 2020, aiuta inoltre a ridurre i livelli di colesterolo migliorando la salute cardiovascolare, mentre le sue fibre contribuiscono alla regolarità intestinale proteggendo il microbiota.</p>
<p>Protagonisti del secondo progetto sono invece gli <strong>squeez</strong>, una linea di prodotti molto apprezzata nel comparto trasformati, e le <strong>Piccoline Melinda</strong>, le mele di calibro ridotto rivolte soprattutto per i<strong> giovanissimi </strong>che notoriamente sono spesso poco inclini a un adeguato consumo di frutta. In risposta a questo problema, il Consorzio ha deciso di avviare un’iniziativa specifica di educazione alimentare che interesserà venti istituti primari e altre scuole del Trentino con il coinvolgimento di un nutrizionista. Gli incontri saranno un’occasione per illustrare le proprietà dei frutti con l’obiettivo di avvicinarne al consumo bambini e ragazzi.</p>
<p>Il desiderio di raccontare il valore dei prodotti intercettando nuovi consumatori ispira il <strong>terzo progetto</strong> in agenda collocato in un contesto insolito e di forte richiamo: quello della <strong>Milano Fashion Week</strong>. Sarà il centralissimo Corso Garibaldi, nel cuore del capoluogo lombardo, a ospitare dal 25 febbraio al 3 marzo le azioni promozionali realizzate da Melinda in collaborazione con <strong>Love Therapy</strong>, storico marchio di abbigliamento creato da Elio Fiorucci. Qui, tra tote bag brandizzate, un’edicola completamente personalizzata e un originale gadget ispirato all’evento, protagonista assoluta sarà la varietà <strong>Dolcevita</strong>, una mela “glamour”, leggera, salutare e appagante, dotata di una spiccata componente zuccherina che la rende un’alternativa naturale agli snack dolci.</p>
<p>“Con questa iniziativa vogliamo raccontare il nostro prodotto e le sue proprietà raggiungendo nell’occasione un pubblico tanto attento allo stile e alla bellezza quanto al proprio benessere. La Settimana della moda è uno scenario perfetto per raccontare quanto questi aspetti siano legati tra loro e quale importanza assumano, in questo senso, elementi come la cura dell’alimentazione e uno stile di vita sano”, sottolinea <strong>Jessica Paternoster, trade marketing manager di Melinda</strong>. “Per cogliere questo obiettivo abbiamo pensato a uno scenario inedito per celebrare al meglio i nostri frutti, il nostro impegno e i nostri valori”.</p>
<p>“La nostra idea di sostenibilità si fonda anche sull’attuazione di azioni concrete per la nostra comunità e i nostri clienti”, dichiara <strong>Ernesto Seppi, presidente di Melinda</strong>. “I progetti dedicati al benessere puntano a creare sempre maggiore consapevolezza presso i consumatori evidenziando l’importanza delle scelte responsabili a beneficio dell’ambiente e delle persone sul campo come sulla tavola”.</p>
<p>“Le buone abitudini alimentari rappresentano la base indiscussa per il benessere di ciascuno di noi: per questo la promozione del consumo di frutta, soprattutto tra i più giovani, rappresenta una missione essenziale”, afferma <strong>l’assessore all'Agricoltura della Provincia autonoma di Trento, Giulia Zanotelli</strong>, presente a Fruit Logistica. “Il sistema ortofrutticolo trentino si distingue da sempre per la qualità delle sue produzioni e per questo può svolgere un ruolo davvero efficace nell’attività di sensibilizzazione su un tema così cruciale”.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Melinda - Martina Valentini </author></item><item><guid isPermaLink="false">ddb998e5-ccf4-4e6e-a24c-76bd1dec9e6d</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/fondazione-valtes-bandi-sociali-un-investimento-per-il-futuro</link><title>Fondazione Valtes: Bandi sociali 2024, un investimento per il futuro</title><description>La Fondazione Valtes ha recentemente deliberato più di 60mila euro a favore di otto associazioni ed enti per finanziare altrettanti progetti a vantaggio del territorio, all’interno della proposta “Bandi Sociali 2024”, giunta ormai alla 3° edizione.</description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/iu2peg2w/stefanomodena.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/fondazione-valtes-bandi-sociali-un-investimento-per-il-futuro" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1367</width><height>671</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Sono otto le associazioni premiate da Valtes, la Fondazione della Cassa Rurale Valsugana e Tesino, per altrettante progettualità che interesseranno tutto il territorio su cui agisce la Fondazione. Diverse le candidature presentate, fra cui la commissione – composta dal direttore di Euricse Riccardo Bodini, il direttore de “Il T” Simone Casalini e dalla giornalista del Corriere del Trentino Chiara Marsilli - ha selezionato gli otto vincitori che saranno premiati in un’apposita serata in programma per venerdì 31 gennaio 2025, presso la struttura di Dolomiti Hub a Fonzaso e alla presenza dei rappresentai delle stesse associazioni: i progetti spaziano davvero su diverse tematiche, sia di carattere storico che ambientale, oltre che sul tema dell’innovazione tecnologica, come richiesto dal bando.</p>
<p>Si va infatti dal laboratorio promosso dalla associazione <strong>Selva Green</strong>, in continuità con il progetto già avviato e che ha visto il recupero di uno spazio importante in centro a Grigno, al progetto “Donne a confronto a 50 anni di distanza”, una raccolta di testimonianze di donne della Valsugana e del Tesino in un percorso di emancipazione sociale sul territorio, con capofila <strong>SlowCinema </strong>di Borgo Valsugana. La <strong>scuola primaria Rita Levi Montalcini di Borgo Valsugana</strong> ha invece presentato il progetto “L’isola che ora c’è”, volto alla sensibilizzazione e educazione ambientale con buone prassi concrete, quali l’abbellimento di alcune isole ecologiche, con i bambini in prima fila nella programmazione e nell’esecuzione dei lavori. </p>
<p>Il tema del ritorno nelle terre dei nostri emigranti è stato invece quello scelto da <strong>PuntoZero</strong> con il progetto “Nostos”, volto al rafforzamento di legami con le persone emigrate dalla nostra terra, con la realizzazione di una rete europea di scuole.<br />La valorizzazione del patrimonio ambientale locale è invece la tematica affrontata dagli “<strong>Amici della Valle di Sella</strong>”, con la riscoperta e la valorizzazione degli alberi monumentali in un sentiero in Val di Sella, mentre l’associazione “Antico Borgo” di Sovramonte punta sulla rievocazione storica di un’antica via di scambio attraverso la realizzazione di un gioco da tavolo, con il progetto “Collega.menti: la via di Schèner, memoria di gioco”.<br /><strong>Developing Ideas</strong> con il progetto “Dai libri al byte: memoria di valle” coniugherà la memoria con le nuove tecnologie, creando un servizio digitale di recupero dei fatti e dei luoghi più caratteristici della memoria collettiva del nostro territorio. Tema della memoria che sarà sviluppato anche dai ragazzi della <strong>scuola secondaria di primo grado di Roncegno</strong>, con la divulgazione dei racconti della tradizione attraverso un percorso di pannelli illustrativi e la realizzazione e divulgazione di un apposito opuscolo.</p>
<p>In aggiunta ai progetti menzionati, Fondazione Valtes ha deliberato un contributo per la pubblicazione di tre volumi, proposti da altrettante realtà del nostro territorio (AVULSS, Fondazione Cimbri e Dolomiti Hub) su temi di carattere storico locale.</p>
<p>“<em>Progetti molto variegati e che vanno nella direzione auspicata dalla Fondazione con la proposta dei “Bandi Sociali, quella cioè di proporsi come soggetti attivi di reti di relazioni e di proposte innovative per il nostro territorio</em>” – conferma il vicepresidente della Cassa Rurale e presidente della Fondazione Valtes <strong>Stefano Modena</strong> – <em>“La creatività, il progettare iniziative nuove in una rete di partnership che sappia portare un valore aggiunto alla proposta stessa richiede senz’altro uno sforzo aggiuntivo, ma è quello che dà qualità al progetto e fa crescere in maniera importante le associazioni coinvolte. I Bandi Sociali, giunti ormai alla terza edizione, sono in definitiva un progetto di costruzione di comunità, in cui non solo i risultati delle singole progettualità potranno portare benefici concreti e tangibili per il territorio, ma nella creazione di legami si mettono le basi per ulteriori progettualità future, in uno schema virtuoso e generativo che guarda sostanzialmente al futuro delle nostre comunità. Per questo la somma, molto importante, messa a disposizione dalla Fondazione Valtes con questa iniziativa, è davvero un investimento che facciamo per il nostro futuro. Un ringraziamento alla commissione che ha svolto un lavoro prezioso e qualificato nella selezione dei progetti vincitori, all’interno di un numero importante di domande pervenute, testimonianza di come la proposta sia sempre più apprezzata dal nostro tessuto sociale. Un successo, sia per i numeri che, come dicevo prima, per le finalità condivise, che ci spinge come Fondazione a riproporre il progetto “Bandi Sociali” anche per il 2025, nella stessa formulazione degli anni precedenti".</em></p>
<p>I progetti saranno presentati e premiati in occasione di una serata pubblica, cui tutta la popolazione è invitata, presso il <strong>teatro di Dolomiti Hub a Fonzaso</strong> il prossimo <strong>31 gennaio</strong> alle <strong>18.00</strong>.</p>
<p>Nel corso della serata, ci sarà spazio anche per un incontro con <strong>Erica De Pieri</strong>, giovane regista trentina vincitrice nel 2023 della <strong>“Borsa di Merito e Mentorship”</strong>; un percorso che le ha permesso di realizzare un documentario in concorso al Film Festival della Montagna di Trento. Oltre ad Erica, ci sarà anche la testimonianza di <strong>Stefano Dalvai</strong>, recentemente premiato dalla Fondazione come <strong>Alfiere del Territorio</strong>. </p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Fondazione Valtes</author></item><item><guid isPermaLink="false">62078db9-88f4-49c3-a407-f4c62226af55</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/con-il-progetto-edih-dips-imprese-cooperative-piu-digitali-e-competitive-1</link><title>Con il progetto Edih Dips imprese cooperative più digitali e competitive</title><description><![CDATA[<p>In un mondo sempre più digitale è fondamentale attrezzarsi con un bagaglio di conoscenze adeguato. Per questo la Cooperazione Trentina ha promosso un corso di formazione indirizzato alle imprese che operano con la pubblica amministrazione.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/qlljoumg/dips.png" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/con-il-progetto-edih-dips-imprese-cooperative-piu-digitali-e-competitive-1" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>1039</width><height>801</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Scrivi Edih. Leggi, nella traduzione dell’acronimo, European Digital Innovation Hubs.</p>
<p>In buona sostanza sono degli sportelli creati con l’obiettivo di aiutare imprese e organizzazioni a essere maggiormente competitive sul tema di stretta attualità delle sfide digitali.</p>
<p>Lo strumento però non basta.</p>
<p>Serve un adeguato percorso di conoscenza e di formazione per saperlo utilizzare al meglio, sfruttandone (nel senso più nobile del termine) le potenzialità di cui dispone e che mette a disposizione di chi lo utilizza.</p>
<p>Per questo la Cooperazione Trentina, nell’ambito della partnership nel progetto EDIH DIPS, offre alle imprese cooperative che operano con la pubblica amministrazione un’opportunità di valutazione della loro maturità digitale.</p>
<p>“Il servizio – spiegano i curatori del progetto – permette, infatti, alle imprese di comprendere meglio il proprio livello di digitalizzazione e di ricevere indicazioni precise per ottimizzare i processi aziendali, migliorando così l’efficienza e la competitività. Il servizio di valutazione della maturità digitale è gratuito o parzialmente finanziato grazie agli aiuti di Stato, in funzione della dimensione dell’impresa e della disponibilità residua degli aiuti. Questo consente alle cooperative di accedere a una consulenza qualificata con costi minimi o nulli, favorendo una transizione digitale strategica e sostenibile”.</p>
<p>La valutazione della cosiddetta maturità digitale consente di acquisire una visione chiara sui punti di forza e sulle aree di miglioramento in ambito tecnologico, supportando le imprese nel prendere decisioni informate sugli investimenti digitali. Un passo fondamentale per rafforzare la propria competitività sul mercato e migliorare l’efficienza operativa.</p>
<p>Il progetto è possibile grazie al sostegno degli enti partner: Fbk – Fondazione Bruno Kessler, Eit Digital, Università di Trento, Confindustria, Federazione Trentina della Cooperazione, Hub Innovazione Trentino, Intesa San Paolo.</p>
<p>I posti a disposizione non sono molti. Per saperne di più e per iscriversi è sufficiente cliccare sul link DIPS - Digitalization and Innovation of Public Services.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Cooperazione Trentina</author></item><item><guid isPermaLink="false">2ec02b7f-3921-467e-a99a-24a7c20bac39</guid><link>https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/sant-orsola-presentata-la-serra-trentina</link><title>Sant'Orsola: presentata la serra trentina</title><description><![CDATA[<p class="Standard">Verde e mimetizzata nel paesaggio, ombreggiata, ventilata, abbatte le alte temperature interne, aiuta i lavoratori, le piante, i frutti e gli insetti utili. Serra come frutto della ricerca applicata, la cooperativa Sant'Orsola continua ad alimentare la catena della conoscenza a favore dei soci.</p>]]></description><item d4p1:about="https://www.cooperazionetrentina.it/media/3dudeswv/serre.jpg" d4p1:resource="https://www.cooperazionetrentina.it/it/news/sant-orsola-presentata-la-serra-trentina" xmlns:d4p1="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://web.resource.org/rss/1.0/modules/image/"><width>2000</width><height>1333</height></item><encoded xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Dopo due anni di studi e sperimentzioni compiute in Valsugana ed in Olanda, la cooperativa Sant'Orsola ha presentato la &lt;serra trentina&gt; ieri sera ai suoi soci nell'auditorum del Villaggio ed a chi era collegato in remoto. Una novità assoluta.</p>
<p>Serra coperta da particolari teli verdi, mimetizzata nel paesaggio circostante, ombreggiata. Adatta a contrastare le temperature crescenti. Trentina perchè la cooperativa ha origini storiche locali, ma a disposizione dei soci produttori dal Nord al Sud della Penisola e di chi intende entrare nel settore frutticolo.</p>
<p>Ma perché una nuova serra in sostituzione ai tunnel attuali?</p>
<p>&lt;Il cambiamento climatico e le sempre nuove richieste del mercato richiedono uno strumento nuovo e adeguato, tale da consentirci di continuare ad essere leader italiani, pensato per migliorare il lavoro e la produzione e mirato ad aumentare la resa produttiva - ha chiarito il direttore <strong>Matteo Bortolini</strong>, dopo il saluto iniziale del presidente <strong>Silvio Bertoldi -</strong> la nuova serra che proponiamo è frutto della ricerca applicata, ci dà un risultato subito utilizzabile dai produttori, operativo. E' tempo di rinnovare il nostro parco serre che mediamente conta trent'anni d'età. Inoltre abbiamo anche trovato il modo di aiutare i soci a sostenere l'onere finanziario necessario ad investire nei nuovi impianti&gt;.</p>
<p>Nel merito è entrato <strong>Michele</strong> <strong>Plancher</strong>, responsabile dell'area amministrativa e finanziaria della cooperativa, spiegando modalità di accesso al credito bancario. Vantaggiose per i soci che hanno visione di prospettiva e vogliano migliorare la produttività e la redditività aziendale, mitigando gli effetti del cambiamento climatico investendo nelle nuove serre.</p>
<p><strong>La nuova serra.</strong></p>
<p>Sotto i tunnel tradizionali la temperatura estiva in Trentino ha raggiuunto i 43 gradi (è maggiore altrove), rendendo più faticoso il lavoro degli addetti e incidendo sulla salute degli insetti utili introdotti per la lotta biologica e sulle piante stesse. Dal 2022 i ricercatori del Campo sperimentale della Sant'Orsola e dell'università olandese di Wageningen, polo d'eccellenza internazionale in agricoltura avanzata, hanno unito le forze e testato l'esito delle loro analisi e delle prove nell'azienda di <strong>Paolo Pintarelli</strong>, socio della cooperativa, coltivatore a Campiello di Levico. Nei suoi campi, nuove serre verdi per le sperimentazioni affiancate a quelle bianche tradizionali con funzione di controllo.</p>
<p>Ieri sera <strong>Gianluca Savini</strong>, responabile dell'area ricerca, sperimentazione e sviluppo della Sant'Orsola e Kevin Koper della Wageningen University and Research hanno illustrato i risultati del loro lavoro, volto ad abbattere il caldo nelle serre ed a migliorare la qualità e la produzione di fragole e piccoli frutti.</p>
<p>Nel dettaglio, la serra trentina proposta ai soci aumenta le dimensioni rispetto ai tunnel oggi disseminati sul territorio, è lunga 40 metri, il doppio dell'attuale standard, alta poco meno di 5 e larga sette e mezzo. La notevole dimensione, il particolare ancoraggio al suolo ed un cupolino posto sulla sommità consentono una ventilazione interna oggi impensabile. La tecnologia introdotta, inoltre, consente di disporre e conservare i teli di copertura in modo agile sulla sommità dell'impianto.</p>
<p>La copertura con teli verdi permette di abbassare la temperatura media annua di 3 gradi (poco solo in apparenza) e produce un ombreggiamento che toglie il 12 per cento di luce solare all'interno ed il 30 per cento di luce sulle foglie. Il risparmio nell'uso dell'acqua è pari al 14 per cento. Le analisi condotte hanno dimostrato che l'ombreggiatura non altera la qualità della frutta, il gusto rimane quello attuale, che le capacità produttive aumentano e gli spazi inutilizzati sono annullati.</p>
<p>A conti fatti, la resa per metro quadrato cresce fino al 20 per cento rispetto ai tunnel attuali. L'investimento necessario trasforma i soci della Sant''Orsola da tradizionali produttori in moderni imprenditori agricoli.</p>
<p>Le coperture sono in grado di resistere a venti impetuosi, alle bombe d'acqua, alla grandine grossa battente ed al peso della neve fino a 30 centimetri di altezza.</p>
<p>A sostegno della necessità di cambiamento è intervenuto nel corso della serata anche <strong>Nicola Leonardi,</strong> il responsabile dell'area commerciale della cooperativa.</p>
<p>Ha sostenuto che la nuova serra consentirà di aumentare le performances della Sant'Orsola sul mercato nazionale. Crescere è indispensabile, ha ricordato ai soci, perché la concorrenza è sempre più agguerrita. Sta accadendo, tra l'altro, che grandi produttori internazionali di marchi assai noti vendano i loro frutti direttamente nei mercati più importanti d'Italia e ciò rappresenta una novità cui è necessario far fronte.</p>
<p>Dal canto suo la Sant'Orsola gode di buona salute, ha illustrato l'aumento anno dopo anno del fatturato aziendale complessivo, quello relativo alle vendite nel Trentino Alto Adige è triplicato dal 2000 ad oggi ed il residuo zero della cooperativa unico in Italia (lampone e mirtillo) ha convinto e conquistato una fetta importante del mercato nazionale.</p>
<p>Dal canto suo, <strong>Severino Perenzoni</strong>, il direttore dello stabilimento, ha segnalato le capacità di adattamento della struttura e dell'organizzaziione del lavoro alle nuove richieste dei mercati. Anche in tema di risparmio energetico. Alla fine 2024 la produzione   green di energia mediante fotovoltaico installato raggiunge un milione di Kwh pari al 35 per cento dell'intero fabbisogno energetico della Sant'Orsola.</p>]]></encoded><author xmlns="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">Ufficio Stampa Sant'Orsola - Mario Anelli</author></item></channel></rss>